Dopo oltre 40 anni di tante e solo parole, finalmente, grazie a Matteo Salvini, parte la prima fase per il progetto del Ponte sullo Stretto: la Ue è disponibile a finanziarla. Vi è, però, necessità di un progetto definitivo per finanziare questa prima fase di fattibilità e poi il progetto potrà partire. Se il Ponte si realizzerà questo è merito del Ministro Salvini che ha preso a cuore l’opera e che sta facendo di tutto per vederla realizzata. Un momento di vera concretezza che solo la Lega possiede e che potrà portare ad una realizzazione di un’opera importantissima per lo sviluppo del Sud e già inclusa, comunque, nelle Ten-T. La Lega-Calabria è molto felice e soddisfatta che con l’attivismo del proprio ministro finalmente si potrà vedere la luce per un sogno che per tantissimi anni è rimasto tale per l’inconcludenza di tanti altri personaggi politici che hanno solamente illuso i calabresi e siciliani.
Sebastiano Plutino
Catanzaro, 5 dicembre 2022
Un tratto della strada statale 106 “Jonica” in corrispondenza del territorio di Calopezzati, in provincia di Cosenza è temporaneamente chiuso al traffico. Il provvedimento si è reso necessario a causa dell’investimento di un pedone, avvenuto al km 316,350, che è stato immediatamente soccorso e portato in ospedale dal personale del 118.
Sul posto oltre al personale del 118 è presente il personale Anas e le Forze dell’Ordine per ripristinare la regolare circolazione nel più breve tempo possibile.
Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che quando guidi, Guida e Basta! No distrazioni, no alcol, no droga per la tua sicurezza e quella degli altri (guidaebasta.it). Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.
Nei fatti, tuttavia, la manifestazione si era già palesata come iniziativa fortemente politicizzata a destra; sia per Chi la stava promuovendo e pubblicizzando che per il profilo della stessa.
Il corteo dei circa 200 partecipanti (a dispetto di fantasiose cronache) è stato aperto dai militanti di NFP (sigla-acronimo di PNF: Partito Nazionale Fascista); ovvero dai referenti di quel movimento neo-fascista cittadino che continua, da anni, a praticare inequivocabilmente “apologia di fascismo” in modo scandalosamente impunito.
Non solo loro (che non nascondono minimamente il loro credo anticostituzionale, reazionario ed illegale) ma anche “Il Popolo di Archi” con il suo referente Luciano Surace (già candidato con il cdx alle ultime elezioni comunali) che, come gli aderenti di NFP, si professa apertamente fascista e mussoliniano propagandando a più livelli e contro ogni legge l’ideologia fascista; in ogni sede ed in ogni dove; addirittura stampando e divulgando illegalmente “giornali di quartiere” a supporto della figura del Duce.
Lo stesso Surace, durante la manifestazione, si fa e divulga sui suoi canali social un selfie con la vergognosa didascalia “La Marcia su Reggio. Siamo passati e passeremo” (con tanto di emoticon con la mano del saluto romano). Questa è solo l’ultima delle sue eclatanti ed inaccettabili espressioni a sostegno delle idee fasciste; le ha palesate anche all’interno di altre manifestazioni pubbliche passate sempre organizzate da movimenti di destra e le palesa con dichiarazioni razziste, omofobiche o contro i movimenti femministi e per i diritti LGBT.
Sia il Surace che NFP sono stati più volte segnalati (anche in Prefettura) ma, ancora, inspiegabilmente senza sostanziali e concreti provvedimenti.
La democrazia è una conquista frutto della Resistenza e della Liberazione dal nazi-fascismo; il nostro Paese, sopravvissuto a quei crimini, si è dato una delle Costituzioni più avanzate e progressiste del mondo in termini, soprattutto, di diritti e garanzie delle libertà individuali e collettive.
Chi rinnega la nostra carta Costituzionale rifacendosi a idee di un Regime dittatoriale, dichiarate criminali ed illegali, va perseguito come previsto per legge.
Non sono affatto “bravate” e non è folklore; non lo è se gruppi organizzati, in città, si radunano e programmano iniziative pubbliche ed attività politiche di divulgazione e promozione dell’ideologia fascista.
Non entriamo in merito ai contenuti ed alle tematiche della protesta; proprio perché siamo per la libera e democratica espressione del dissenso e contro ogni forma di repressione di esso purché si stia, per l’appunto, dentro i princìpi costituzionali.
Abbiamo il dovere, tuttavia, di rappresentare presso ogni sede ed ogni organo preposto lo scenario cittadino di un’estrema destra che vorrebbe tingere di nero ogni orizzonte colorato, plurale e rispettoso delle specificità politico-culturali.
I nostalgici del Duce non possono e non devono trovare alcuna agibilità politica; non possono e non devono operare in barba ai valori assoluti ed inalienabili della libertà e della giustizia sociale senza che ne paghino le conseguenze previste dalla legge.
Vogliamo ricordare che la legge 20 giugno 1952, n. 645, recante “norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale, comma primo, della Costituzione” (c.d. legge Scelba) ha vietato la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista e previsto i reati di apologia di fascismo, di istigazione e reiterazione delle pratiche tipiche e proprie del partito e del regime. Costituisce in particolare apologia del fascismo (art. 4) la propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità proprie del partito fascista; la pena prevista è la reclusione da 6 mesi a 2 anni e la multa da euro 206 a euro 516. La stessa pena è inflitta a chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Aggravanti sono previste: se il fatto riguarda idee o metodi razzisti (reclusione da 1 a 3 anni e multa da euro 516 a euro 1.032) o se alcuno dei fatti che costituiscono apologia sono commessi col mezzo della stampa (reclusione da 2 a 5 anni e multa da euro 516 a euro 2.065). Analogamente, la legge n. 645 punisce le manifestazioni fasciste (art. 5) cioè il reato di chi, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste; la pena è quella della reclusione fino a tre anni e la multa da euro 206 a euro 516. Sia per l’apologia che per le manifestazioni fasciste è prevista, in sede di condanna, la pena accessoria dell’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici, dall’elettorato attivo e passivo e da ogni altro diritto politico.
Chiediamo interventi immediati ed improcrastinabili da parte della Digos e, ripetiamo, di ogni altro soggetto preposto.
Come ANPI non arretreremo di un passo e, qualora non verranno adottate le dovute misure, rappresenteremo la stessa istanza a livello nazionale per il riconosciuto ruolo che svolgiamo anche a livello istituzionale.
“Oggi l’Unione Europea ha ribadito l’importanza strategica del Ponte sullo Stretto, confermando l’importanza di collegare stabilmente la Sicilia al resto d’Italia e del Continente. Dopo l’incontro con il ministro Salvini, il commissario europeo ai trasporti Adina Valean ha parlato testualmente di ‘collegamento essenziale’, illustrando la mappa che prevede il Ponte sullo Stretto come opera necessaria per completare il corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, sia stradale che ferroviario. Il commissario Valean ha anche ribadito che il Ponte è già inserito nella rete Ten-T che è il “Trans-European Networks” cioè quell’insieme di reti transeuropee dei trasporti previste per sostenere il mercato unico, garantire la libera circolazione delle merci e delle persone e rafforzare la crescita, l’occupazione e la competitività dell’Unione europea. Il Ponte sullo Stretto fa parte della rete TEN-T da oltre 20 anni: è fondamentale per completare il corridoio Scandinavo-Mediterraneo che, per quanto riguarda la linea ferroviaria prevede il collegamento diretto tra Berlino e Palermo, da estendere con futuri collegamenti ferroviari e autostradali fino a Stoccolma a Nord e fino a Malta a Sud. Un collegamento che senza Ponte sullo Stretto non si potrà mai completare“. Lo afferma, tramite una nota, il Comitato Ponte Subito.
“Sempre Valean nella conferenza stampa odierna – proseguono i componenti del Comitato impegnato da 15 anni nelle battaglie pro Ponte – ha espresso soddisfazione per la ritrovata volontà del Governo italiano di realizzare il Ponte sullo Stretto, che l’Europa chiede da decenni. Adesso Salvini, che anche a Bruxelles ha avuto risultati straordinari e inserisce un nuovo tassello nelle sue attività pro-Ponte da Ministro nonostante guidi il dicastero delle Infrastrutture soltanto da poche settimane, ha ulteriore mandato e legittimazione a proseguire con il conferimento degli incarichi amministrativi e tecnici al fine di aggiornare il progetto definitivo approvato nel 2011 e tornare in Europa al più presto per passare all’incasso dei finanziamenti su cui oggi l’Unione Europea si è ufficialmente impegnata. Un altro passaggio importante verso la realizzazione del Ponte, opera fondamentale per la crescita e lo sviluppo del Sud“, conclude il Comitato.
“Oggi l’Unione Europea ha ribadito l’importanza strategica del Ponte sullo Stretto, confermando l’importanza di collegare stabilmente la Sicilia al resto d’Italia e del Continente. Dopo l’incontro con il ministro Salvini, il commissario europeo ai trasporti Adina Valean ha parlato testualmente di ‘collegamento essenziale’, illustrando la mappa che prevede il Ponte sullo Stretto come opera necessaria per completare il corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, sia stradale che ferroviario. Il commissario Valean ha anche ribadito che il Ponte è già inserito nella rete Ten-T che è il “Trans-European Networks” cioè quell’insieme di reti transeuropee dei trasporti previste per sostenere il mercato unico, garantire la libera circolazione delle merci e delle persone e rafforzare la crescita, l’occupazione e la competitività dell’Unione europea. Il Ponte sullo Stretto fa parte della rete TEN-T da oltre 20 anni: è fondamentale per completare il corridoio Scandinavo-Mediterraneo che, per quanto riguarda la linea ferroviaria prevede il collegamento diretto tra Berlino e Palermo, da estendere con futuri collegamenti ferroviari e autostradali fino a Stoccolma a Nord e fino a Malta a Sud. Un collegamento che senza Ponte sullo Stretto non si potrà mai completare“. Lo afferma, tramite una nota, il Comitato Ponte Subito.
“Sempre Valean nella conferenza stampa odierna – proseguono i componenti del Comitato impegnato da 15 anni nelle battaglie pro Ponte – ha espresso soddisfazione per la ritrovata volontà del Governo italiano di realizzare il Ponte sullo Stretto, che l’Europa chiede da decenni. Adesso Salvini, che anche a Bruxelles ha avuto risultati straordinari e inserisce un nuovo tassello nelle sue attività pro-Ponte da Ministro nonostante guidi il dicastero delle Infrastrutture soltanto da poche settimane, ha ulteriore mandato e legittimazione a proseguire con il conferimento degli incarichi amministrativi e tecnici al fine di aggiornare il progetto definitivo approvato nel 2011 e tornare in Europa al più presto per passare all’incasso dei finanziamenti su cui oggi l’Unione Europea si è ufficialmente impegnata. Un altro passaggio importante verso la realizzazione del Ponte, opera fondamentale per la crescita e lo sviluppo del Sud“, conclude il Comitato.
Con il grande successo della prima domenica di dicembre, che ha registrato la presenza di 1956 ingressi, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria entra nel pieno della sua ricca programmazione natalizia. Anche l’apertura straordinaria di sabato sera, con l’evento “Il Natale al Museo è… una festa per tutti i bambini!”, ha visto una grande partecipazione di pubblico, con oltre 200 persone: tra palloncini e caramelle, tanti bambini, accompagnati dalle loro famiglie, hanno potuto incontrare Babbo Natale e visitare le sale espositive con i magnifici Bronzi di Riace.
«Questi dati – dichiara il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino – confermano il profondo legame che si è creato tra il Museo e la comunità del territorio. La prima domenica a ingresso gratuito è diventata un appuntamento fisso, magari dopo la Messa o una passeggiata. Ed è sempre l’occasione per scoprire qualcosa di nuovo, un reperto passato inosservato o una nuova mostra. Ora la nostra nuova sfida – prosegue il direttore – sarà quella di portare al Museo anche chi abita in quartieri più distanti, grazie al progetto “Ti porto al Museo” nato dalla collaborazione con ATAM, a cui va la mia gratitudine per la sensibilità mostrata».
La programmazione proseguirà domani 6 dicembre con un doppio appuntamento, il primo dei quali si inserisce nell’ambito delle attività istituite per il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Alle 17.00 si terrà l’ultima conferenza del ciclo di incontri online promosso dal Museo Archeologico Nazionale in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi Roma Tre e coordinato dalla prof.ssa Giuliana Calcani. Ospiti dell’incontro saranno i professori Monica Salvadori e Luca Scalco, del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, che proporranno il tema “I Bronzi di Riace e il grande pubblico. Tra didattica e percezione dell’antico”. È possibile trovare il link di partecipazione sui canali social del Museo.
«A differenza degli incontri precedenti, che ci hanno permesso di esplorare particolari aspetti della ricerca archeologica – commenta la prof.ssa Calcani – questa conferenza metterà in evidenza il punto di vista del pubblico più ampio sui Bronzi di Riace. Un’apertura di visione essenziale non solo per comprendere l’impatto delle opere sulla contemporaneità, ma anche per ricordarci che il senso dell’arte non è mai univoco e che oggi, come tanto tempo fa, l’immagine dei Bronzi di Riace sollecita in varie direzioni l’immaginario di chi li contempla».
Sempre domani 6 dicembre, alle 17.30, sarà inaugurata una nuova sezione del Museo, dedicata al tema dei “Depositi in mostra”, curata dal direttore Malacrino e dal funzionario archeologo Daniela Costanzo. Tre vetrine saranno dedicate all’esposizione di reperti normalmente conservati nei depositi, creando nuove opportunità di valorizzazione delle collezioni, non solo archeologiche.
«L’idea è quella di proporre ai visitatori una selezione di reperti che normalmente non sono inseriti nel percorso espositivo, in un dialogo che integri e richiami le grandi tematiche storico-archeologiche presentate nelle sale del MArRC – dichiara la dott.ssa Costanzo. Si tratta altresì dell’occasione per raccontare il quotidiano lavoro di riordino, studio e documentazione delle collezioni, un’attività che avviene “dietro le quinte” di un museo, pur costituendone la principale attività ai fini della tutela e valorizzazione dei beni».
Tra le opere in mostra vi sarà il bellissimo cratere a figure rosse, databile al IV secolo a.C. e appartenuto alla collezione ottocentesca di Diego Vitrioli. Insieme a esso ci saranno reperti provenienti dalle necropoli di Locri e di S. Stefano di Grotteria, alcuni dei quali esposti per la prima volta.
«Da anni proseguiamo nell’impegno di valorizzare le collezioni conservate nei depositi, per decenni rimaste sconosciute – aggiunge Malacrino. Le continue attività di riordino, documentazione e restauro hanno permesso di far apprezzare al grande pubblico centinaia di reperti, anche grazie all’allestimento di numerose mostre temporanee. Con questa piccola sezione vogliamo creare uno spazio dedicato, nel quale far scoprire, mese dopo mese, oggetti sempre diversi e normalmente conservati nei depositi. Un motivo in più per tornare sempre più spesso al MArRC».
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 05 DIC – La Corte d’Appello di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Olga Tarzia, ha assolto con formula ampia il consigliere comunale Angela Marcianò nel processo “Miramare” in cui era imputata in qualità di ex assessore comunale. Al termine del rito abbreviato è stata così ribaltata la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Reggio Calabria che, nel luglio 2019, aveva condannato Marcianò a un anno di reclusione, con pena sospesa, per abuso d’ufficio e falso. Scontato il periodo di sospensione, in applicazione della legge Severino, nei mesi scorsi Angela Marcianò è tornata in Consiglio comunale essendo stata eletta alle amministrative del 2020 quando si candidò a sindaco e perse le elezioni contro Giuseppe Falcomatà. Quest’ultimo, assieme agli altri componenti della precedente giunta, si è fatto giudicare con il rito ordinario e il mese scorso è stato condannato dalla Corte d’Appello a un anno di carcere (con pena sospesa) per abuso d’ufficio in appello. Il processo è nato da un’inchiesta sulle irregolarità nelle procedure di affidamento ad un’associazione, che sarebbero avvenute senza bando, del Grand Hotel Miramare. Con una delibera di giunta, l’immobile era stato concesso all’associazione “Il sottoscala”, riconducibile all’imprenditore Paolo Zagarella. Al centro delle indagini, infatti c’erano i presunti rapporti tra Falcomatà e Zagarella che, in occasione delle elezioni comunali del 2014, aveva concesso gratuitamente al sindaco di Reggio Calabria alcuni locali di sua proprietà per ospitare la segreteria politica. Le irregolarità erano state segnalate anche da Marcianò, che all’epoca era assessore comunale. Era stata lei, infatti, a consegnare ai pm anche una serie di conversazioni, in chat, che hanno riscontrato la sua denuncia. Questo non le ha impedito di finire comunque sotto processo al termine del quale il giudice Olga Tarzia della Corte d’Appello ha accolto la tesi degli avvocati Renato Milasi e Diego Foti assolvendo Angela Marciano dal reato di abuso d’ufficio, con la formula “per non aver commesso il fatto”, e dal reato di falso, con la formula “perché il fatto non sussiste”. (ANSA).
CATANZARO – 5 DICEMBRE 2022. Gli occhi lucidi e la voce tremante di Pietro, Luca, Giovanni e Fabrizio hanno saputo dare voce, con tutta l’autenticità e il coinvolgimento di chi ha capito cosa significa dare valore alla bellezza dei sentimenti, in ogni declinazione, a chi per anni non ha avuto fiato per gridare la rabbia e paura, la frustrazione per catene che non si riescono a spezzare, all’ingiustizia di una vita spezzata dal possesso e dalla prepotenza. Con la sensibilità di chi sta riaprendo gli occhi su una vita riconquistata che merita di essere vissuta – dal palcoscenico del Teatro Comunale di Catanzaro, nel centro del centro storico – guidati dalla mano sapiente e solida di Francesco Passafaro, prendendo in prestito le parole di attori, registi, scrittori, hanno raccontato storie di violenza, soprusi, prepotenza, trasformata in liberazione dando voce alle donne. E questo per festeggiare in maniera speciale i dieci attività della Casa Rifugio-Centro Antiviolenza “Mondo Rosa” – gestita dal Centro calabrese di solidarietà – la casa della speranza e del coraggio tanto è stato fatto per trasformare incubi in storie di rinascita.
In questi dieci anni, i numeri dicono che tanto è stato fatto: hanno contattato “Mondo Rosa” 850 donne, sono state ospitate 138 tra donne e bambini, e 162 sono state le rinascite nel centro antiviolenza.
E tanto altro ancora si farà grazie anche a chi, da domenica sera, ha deciso di intraprendere un percorso comune al Centro calabrese di Solidarietà certificando la condivisione di un progetto sociale e umano. Perché donare – non solo danaro ma prima di tutto tempo e passione – significa innescare un circuito virtuoso di crescita e condivisione.
Lo spettacolo andato in scena domenica sera al Teatro Comunale, dal titolo “Donne al Centro”, è il primo degli eventi realizzato dal Settore Fundraising organizzato nell’ambito della campagna “Aiutaci ad Aiutare” del Centro Calabrese di Solidarietà grazie al contributo del personale, dei volontari e degli sponsor (Globe Office, Frigorcarni, Nitidus E Salubris, Integra , Mc Donald’s).
Importante la vicinanza dimostrata dalla presenza di tanti cittadini, rappresentanti istituzionali e di associazioni che operano nel settore del volontariato, ed in particolare del sottosegretario di Stato all’Interno, Wanda Ferro – madrina di “Mondo Rosa” dalla sua fondazione – e l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago.
“Essere qui alle prime dieci candeline di “Mondo Rosa” è un ritorno al passato, che ha segnato una visione totalmente diversa nell’approccio alla difesa dei più deboli – ha dichiarato l’on. Ferro ricordando l’operato di don Mimmo Battaglia, oggi arcivescovo di Napoli -. Per continuare in questo percorso serve l’impegno della politica, una politica che per la prima volta deve finalmente lavorare tutta quanta insieme. Dobbiamo parlare di prevenzione, di affiancamento a queste donne, della rete dei Centri antiviolenza che vanno sostenuti con maggiore impegno da parte di tutti, anche sul piano finanziario”. L’auspicio della sottosegretaria Ferro è che “Mondo Rosa possa appartenere a un futuro per tutte le donne e gli uomini che possano mettere al bando la violenza sulle donne.”.
“Voglio prima di tutto ricordare la straordinaria accoglienza che mi è stata riservata dal Centro Calabrese di solidarietà sin dal mio arrivo – ha detto monsignor Maniago. Isa mi ha fatto conoscere sin da subito la bellezza. Quella di “Mondo rosa” è una realtà che ha dieci anni di vita che sono così pochi, e così tanti. Tanti perché hanno già fatto dei miracoli, pochi perché ancora c’è da lavorare. Vedo “Mondo Rosa” come un germoglio – ha affermato l’arcivescovo -. Siamo nell’Avvento, e il profeta Isaia diceva ‘aprite gli occhi e guardate questo germoglio: da questo verrà qualcosa di bello, un fiore, e qualcosa di buono, un frutto. Mondo Rosa è un bel germoglio, dal quale vengono cose belle e anche buone”.
“Questo ci fa sentire che il Centro calabrese di solidarietà è amato, che il Centro è importante non solo per noi che ci lavoriamo quotidianamente ma per la città – ha concluso la presidente Isolina Mantelli -. E questa è una garanzia, la garanzia che sarà aiutato e potrà sopravvivere. Mondo Rosa è cresciuto, affiancando donne tradite dall’amore e dagli uomini che hanno amato, bambini che hanno visto la violenza sui corpi delle loro madri. Abbiamo affiancato donne fragili che sono diventate leonesse e che sono uscite non più vittime ma cittadine di un mondo con tutta l’autorità di un’autodeterminazione. È questo Mondo Rosa: dà forza a donne deboli”.
Importante la testimonianza della responsabile della Casa Rifugio-Centro Antiviolenza, Assunta Cardamone, a nome delle operatrici di Mondo Rosa.
Abbiamo assistito a nuovi inizi, traballanti e incerti e condiviso nuovi percorsi, nascite e conquiste insperate – afferma Cardamone -. Abbiamo trovato nuove amiche, le loro storie di rinascita hanno reso più credibile ciò che agli occhi di giovani vittime sembra impossibile. Dalla violenza si può uscire e vivere una vita normale, quella che di diritto spetta a tutte”.
La responsabile del Centro Studi, Katia Vitale, invece ha raccontato del laboratorio di scrittura creativa ideato dal Centro Calabrese di solidarietà e destinato ai minori vittime di violenza assistita, ospiti della Casa Rifugio “Mondo Rosa” con l’obiettivo di sensibilizzare tutta la comunità contro gli stereotipi di genere. Il laboratorio che – grazie al progetto “La storia di..” dedicato al sostegno dei minori vittime di violenza assistita, degli orfani di crimini domestici e alle loro famiglie affidatarie e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le Politiche della Famiglia) – ha portato alla realizzazione del volume per l’infanzia intitolato “Controfiabe – 5 storie per ragazzi liberi e ragazze forti”.
Come ha spiegato Francesco Passafaro prima e Nino Piterà alla fine dello spettacolo, a nome del gruppo che si occupa del settore, quella del fundraising non può essere semplicemente considerata come l’attività per “raccogliere fondi”: si tratta di coltivare, far crescere e sviluppare le risorse necessarie alla realizzazione di un progetto sociale, puntando anche al coinvolgimento delle persone che implementano le singole attività, siano esse volontari o dipendenti dell’organizzazione, e soprattutto i “donatori” che sono chiamati a diventare parte attiva nella declinazione progettuale di questo percorso di sviluppo.
Sul palco anche la testimonianza di Patrizio Mirante, presidente dell’Associazione nata dall’invincibile ricordo di Sergio Mirante, giovane della nostra comunità, “nuotatore instancabile, sportivo inarrestabile, architetto mirabile, figlio, fratello e amico inestimabile. Fin dalla sua costituzione, l’associazione “Sergio Mirante” promuove e sostiene attività ricreative sportive e culturali, a fini educativi, pedagogici, di promozione sociale, di stampo solidaristico”. E da domenica sera ha assicurato la propria vicinanza anche a “Mondo Rosa”.
Lo spettacolo ha visto succedersi sul palcoscenico del comunale le storie di donne vittime di violenza interpretate da quattro ospiti delle strutture del Centro, oltre che la musica del gruppo “Le Hibou” e le intense coreografie legate al tema del contrasto alla violenza sulle donne della compagnia di danza di Luisa Squillacioti.
ITS Elaia Calabria organizza “Turismo ed alta formazione in Calabria” a Tropea
La Fondazione ITS Elaia Calabria, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha organizzato il 2 e 3 dicembre a Tropea, nella suggestiva cornice di palazzo Santa Chiara, due giornate di incontri, seminari e convegni su “Turismo ed alta formazione in Calabria”, e su come la formazione tecnica superiore possa sostenere la competitività delle imprese turistiche.
Tante le parole chiave emerse dai lavori di Tropea: microcredito, sostenibilità, apprendistato di III livello, digitalizzazione, nuove competenze, territorio, riqualificazione professionale, destinazione turistica.
Numerosi gli interventi qualificanti di questa prima edizione, seguiti da interessanti e stimolanti dibattiti con domande da parte del pubblico presente, composto nella prima giornata di seminari, soprattutto da giovani.
“L’università del Giappone con la quale la mia amministrazione ha siglato un accordo – ha evidenziato Giovanni Macrì, sindaco di Tropea – è molto interessata al nostro modo di fare marketing, e con l’ITS Elaia Calabria si potrebbe puntare ad uno scambio di esperienze che farebbe registrare benefici ad entrambi le parti.”
Il direttore della Fondazione, Michele Capalbo, ha parlato della costante attenzione della Fondazione ai fabbisogni delle imprese turistiche, che si manifesta col proporre ogni anno nuovi profili, al passo con un mercato in continua evoluzione e capaci di garantire anche la riqualificazione tecnica dei quadri intermedi di tante imprese in Calabria.
Due giornate intense e interventi di alto profilo, con la presenza di Nicolantonio Cutuli (IIS Tropea), Fabrizio D’Agostino (Federalberghi Calabria), Orlando De Pietro (UniCal), Marco Furnari (ANPIT VV), Angelo Napolitano (ARCA), Michele Raccuglia (Anpal Servizi), Antonio Rispoli (ENM), che la Fondazione intende ripetere a cadenza annuale, coinvolgendo di volta in volta altre importanti destinazioni turistiche calabresi.
“È stato un evento che mira a valorizzare le attività del nostro ITS che si occupa di turismo – ha dichiarato il presidente della Fondazione, Cataldo Lopardo – siamo convinti, infatti, che i nostri corsi possano contribuire a fare crescere la competitività del sistema turistico regionale. Per questo abbiamo deciso di partire da Tropea che rappresenta sicuramente una delle destinazioni turistiche più importanti tra quelle presenti nel panorama regionale”.
Una due giorni che ha visto emergere tanti spunti di lavoro, e da cui la rete della Fondazione ITS Elaia Calabria ne esce rafforzata così da garantire maggiori occasioni di occupabilità ai suoi studenti. Presenti a Tropea, quelli frequentanti il secondo anno dei percorsi di “Hospitality Management” e di “Food & Beverage Management”, una presenza attiva e interessata, in particolare nei momenti di dibattito sull’apprendistato di III livello e sul fare impresa con “Yes, I Start Up – Calabria”.
Sofo (FDI): “Apertura UE ottima notizia. Grazie a Governo sviluppo sud può diventa realtà”
“L’apertura manifestata dal commissario europeo ai trasporti Adina Valean al ministro Matteo Salvini in merito al sostengo da parte dell’Unione Europea per la realizzazione del Ponte sullo Stretto è un’ottima notizia. Proprio pochi giorni fa come delegazione europea di Fratelli d’Italia avevamo scritto al Commissario Valean e al Presidente Ursula Von Der Leyen per chiedere che quest’infrastruttura sia inserita all’interno della rete di trasporti transeuropea TEN-T, così da poter accedere ai finanziamenti comunitari e soprattutto essere pensata e realizzata non come cattedrale nel deserto bensì come snodo fondamentale dello sviluppo infrastrutturale complessivo del Meridione italiano. Con questa apertura da parte della Commissione europea, dopo anni di chiacchiere finalmente grazie al Governo Meloni lo sviluppo della metà bassa della nostra Nazione può diventare realtà”.