Sebastiano Plutino
Dieci anni di impegno, comunità e condivisione. L’Associazione “In Cammino” celebra un importante traguardo: dieci anni di attività al servizio del territorio e della cittadinanza. L’Associazione, nata appunto nel 2015, negli anni ha saputo farsi apprezzare centrando l’obiettivo: riunire la comunità. Per l’occasione, la stessa ha organizzato un’interessante giornata di festa che si terrà Domenica 18 Maggio 2025, presso il Bivio Trumbacà – Bovetto (Croce Valanidi), aperta a tutta la cittadinanza e con ingresso gratuito. L’appuntamento è pensato per coinvolgere tutte le generazioni, con un ricco programma di eventi che si snoderanno nel corso del pomeriggio e della serata. L’Associazione festeggerà, insieme alla comunità e ai presenti, lo storico decimo compleanno.
Il programma della giornata:
- Ore 16:30 – Apertura dei festeggiamenti con il raduno di Fiat 500, a cura del Fiat 500 Club Italia – Coordinamento di Reggio Calabria, seguito da una suggestiva sfilata di auto per le principali vie del paese.
- Ore 18:00 – Spazio ai più piccoli con giochi e animazione, curati dall’Associazione Antigone – Osservatorio sulla ‘ndrangheta, per un momento di divertimento e socialità in totale sicurezza.
- Ore 21:00 – Serata in musica con il concerto live dei Briganti Italiani, per ballare e cantare insieme in un clima di festa.
- Durante la serata, non mancherà l’aspetto conviviale: maccheroni per tutti in un momento di convivialità che rappresenta l’anima della comunità.
L’Associazione invita amici, sostenitori e tutta la cittadinanza a partecipare per “soffiare insieme le 10 candeline” di una storia fatta di persone, progetti e presenza attiva nel territorio.
Per informazioni: WhatsApp: 3780692661, e-mail: assincammino@libero.it o pagine social Facebook e Instagram.
Bogdan Railans, centro della Dierre Basketball Reggio Calabria, si racconta dopo la vittoria contro Siracusa e guarda con determinazione alle prossime sfide, tra cui la semifinale contro Gela.
Con Siracusa?”Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile – esordisce Railans – Loro volevano vincere, ma noi abbiamo mantenuto la calma, attaccando con il nostro ritmo. Passo dopo passo, siamo riusciti a portare a casa il risultato.”
Per il centro, questa è una stagione storica: “È la prima volta che raggiungo le semifinali sia nel campionato siciliano che calabrese. Mi piace come gioca la squadra: tutti attaccano, muoviamo la palla, ci aiutiamo. Siamo un gruppo unito.”
Railans non dimentica i suoi ex compagni: “Mando un saluto ai miei amici dell’Invicta Caltanissetta. Non mi aspettavo la loro retrocessione, hanno avuto giocatori forti come Milosavliević e Paride Giusti. Ora devono ripartire e riconquistare la categoria che meritano.”
Sulla prossima sfida, il pivot è chiaro: “Il mio sogno è vincere entrambe le partite, chiudere la semifinale e andare in finale. Gela ha una difesa fortissima, ancora più dell’anno scorso. Dovremo essere freddi e giocare il nostro basket.”
Railans chiude con un sorriso: “Voglio vincere il campionato, godermi il tempo con i ragazzi e divertirmi con questo sport. È quello che conta.”
Il Polo Tecnico Professionale “Righi-Boccioni-Fermi”: un ponte verso l’Europa per gli studenti
Studentesse e studenti partono verso l’Europa, altri arrivano ed altri ancora ripartono per arricchire il proprio bagaglio culturale.
Grazie a progetti di mobilità studentesca e programmi di alternanza scuola-lavoro all’estero, gli studenti dell’Istituto, diretto dalla professoressa Anna Maria Cama, hanno l’opportunità di vivere esperienze uniche in alcune delle realtà più avanzate d’Europa.
Le mete di queste esperienze includono Malta, Cipro, Slovenia, Barcellona e Croazia, luoghi in cui i ragazzi hanno potuto confrontarsi con ambienti lavorativi di alto profilo, entrando in contatto con strutture altamente specializzate e realtà produttive all’avanguardia.
L’importanza dei laboratori e delle strutture di eccellenza
Ogni indirizzo di studio ha potuto approfondire tematiche coerenti con il proprio percorso:
- Gli studenti di Trasporti e Logistica hanno visitato infrastrutture chiave a Cipro, come l’aeroporto di Larnaca e il porto di Pafos, analizzando i meccanismi della supply chain.
- A Zagabria, le classi di Biotecnologie Sanitarie hanno potuto confrontarsi con strutture d’eccellenza nel campo medico e biomedico.
- In Croazia, l’indirizzo Odontotecnico ha approfondito moderne tecniche produttive così come la progettazione digitale, apprendendo moderne tecniche di modellazione 3D.
- A Barcellona, gli allievi di Agraria hanno visitato aziende agricole sostenibili e tecnologicamente avanzate.
- In Grecia, gli indirizzi Costruzioni, Ambiente e Territorio e Manutenzione e Assistenza Tecnica sono stati protagonisti di interessanti esperienze incentrate su tecnologie edilizie e sistemi avanzati di manutenzione.
La soddisfazione della dirigente e il valore del progetto
La dirigente scolastica, prof.ssa Anna Maria Cama, ha espresso grande soddisfazione per il successo di queste esperienze, sottolineando come tali iniziative siano fondamentali per la crescita professionale e personale degli studenti. “Grazie a questi progetti, i nostri ragazzi non solo acquisiscono competenze tecniche di altissimo livello, ma imparano anche a lavorare in team internazionali, a gestire situazioni nuove e a confrontarsi con realtà diverse dalla loro. Questo è un valore aggiunto enorme che li renderà più competitivi nel mercato del lavoro europeo e globale”, ha dichiarato la dirigente.
Un’esperienza di crescita e scambio culturale
Oltre agli aspetti formativi, la mobilità ha rappresentato un’occasione unica di confronto con coetanei europei. A Barcellona, gli studenti hanno lavorato insieme a ragazzi spagnoli su progetti di automazione industriale e sviluppo software. A Cipro, invece, si sono confrontati sul tema del turismo sostenibile e della gestione dell’ospitalità, grazie a workshop e incontri con scuole locali.
Questi momenti di collaborazione internazionale hanno favorito l’apertura mentale, il miglioramento delle competenze linguistiche e la conoscenza di metodologie didattiche diverse.
Le voci degli studenti
Le testimonianze raccolte raccontano l’entusiasmo e la consapevolezza maturata:
- Alessio (Trasporti e Logistica): “È stato emozionante vedere da vicino il funzionamento della logistica internazionale.”
- Martina (Biotecnologie Sanitarie): “I laboratori visitati mi hanno mostrato il lato più concreto della scienza.”
- Francesco (Odontotecnico): “Nuove tecniche, nuovi orizzonti: torno più motivato che mai.”
- Chiara (Agraria): “La tecnologia può valorizzare la terra. A Barcellona ne ho avuto la prova.”
- Luca e Marco (CAT e Manutenzione): “Studiare in un contesto internazionale ci ha aperto la mente.”
La soddisfazione della dirigente e il valore del progetto
La dirigente scolastica, prof.ssa Anna Maria Cama, ha espresso grande soddisfazione per il successo di queste esperienze:
“Grazie a questi progetti, i nostri ragazzi non solo acquisiscono competenze tecniche di altissimo livello, ma imparano anche a lavorare in team internazionali, a gestire situazioni nuove e a confrontarsi con realtà diverse dalla loro. Questo è un valore aggiunto enorme che li renderà più competitivi nel mercato del lavoro europeo e globale.”
Una scuola aperta al futuro
Il Polo “Righi-Boccioni-Fermi” continua a investire nella mobilità internazionale, consapevole che un’istruzione moderna non può prescindere da un’apertura verso il mondo. Offrendo ai propri studenti opportunità formative fuori dai confini nazionali, l’istituto contribuisce alla crescita di giovani cittadini europei preparati, responsabili e pronti ad affrontare le sfide del domani.
San Ferdinando, confiscati beni per un valore di 600mila euro ad affiliato della cosca “Cacciola-Grasso”
Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Reggio Calabria e del Gruppo di Gioia Tauro hanno eseguito un decreto di confisca emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, ormai divenuto definitivo, nei confronti di un uomo attualmente detenuto, ritenuto affiliato alla cosca “Cacciola-Grasso” di Rosarno.
Il provvedimento è frutto di una proposta avanzata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal dott. Giuseppe Lombardo, Procuratore della Repubblica f.f. su accertamenti svolti dai militari dell’Arma nell’ambito dell’operazione “Ares”, condotta tra il 2015 e il 2018, che aveva già acceso i riflettori su un vasto patrimonio ritenuto di origine illecita.
In totale, sono stati confiscati beni per un valore complessivo di circa 600.000 euro, tra cui 14 terreni e 2 fabbricati situati nel comune di San Ferdinando, un’impresa individuale attiva nella coltivazione di agrumi a Rosarno e un prodotto finanziario.
Tutti i beni risultavano formalmente intestati alla moglie dell’uomo, ma secondo gli accertamenti patrimoniali sarebbero stati nella sua piena disponibilità.
L’operazione conferma il ruolo centrale dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla criminalità organizzata, attraverso un’azione incisiva sul piano patrimoniale, volta a indebolire le cosche colpendole nei loro interessi economici e nel controllo del territorio.
Palazzo Alvaro: presentata la 17° edizione del “Calabria Fest Rai Tutta Italiana”
Sanità: Falcomatà interpella Occhiuto sull’abbattimento delle liste d’attesa
«Il Governatore e commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, riferisca in Consiglio regionale rispetto alle accuse che il Primo ministro, Giorgia Meloni, ha rivolto alle Regioni in merito al cattivo uso delle risorse destinate all’abbattimento delle liste d’attesa». Lo chiede Giuseppe Falcomatà, sindaco metropolitano di Reggio Calabria, all’indomani del premier time in Senato.
«Quante sono le risorse che il Governo ha destinato al taglio delle liste d’attesa in Calabria?», domanda Falcomatà aggiungendo: «Ha ragione la premier Giorgia Meloni quando critica le Regioni oppure è un ignobile scaricabarile? E, così non fosse, questi finanziamenti, come sono stati utilizzati dal Commissario alla Sanità, il Governatore Roberto Occhiuto, se ancora oggi i cittadini calabresi sono costretti ad attendere mesi per un esame medico o, tante volte, a rinunciare alle cure per non poter pagare i costi delle prestazioni nelle strutture private?».
«Sono domande – afferma ancora – alle quali devono seguire risposte puntuali e precise considerato lo sfascio del sistema sanitario in Calabria che ricorre ai medici cubani per provare a tamponare le falle del proprio fallimento. Qui, dove mancano ospedali, medici, infermieri, operatori sociosanitari, mezzi e strutture, la sanità di prossimità è pressoché assente e dove, purtroppo, si continua a morire in corsia, non servono ambiguità o reticenze, ma trasparenza, chiarezza e, soprattutto, verità».
«Il Governatore e commissario Roberto Occhiuto – prosegue il sindaco – deve delle risposte; deve dire, con estrema chiarezza, se la premier Giorgia Meloni mente agli italiani e al Parlamento; deve spiegare, ai calabresi, perché le liste d’attesa risultano inaccessibili e ingolfate; deve assumersi la responsabilità che i calabresi gli hanno affidato e riferire, in Consiglio regionale, su come stanno davvero le cose. Non c’è peggior amministratore di chi omette, elude o nasconde la verità ai propri cittadini».
«Ed è anche per questo – conclude Giuseppe Falcomatà – che sabato pomeriggio, a Catanzaro, saremo in Piazza Prefettura per continuare a difendere il sacrosanto diritto alla salute per i calabresi. Le cure non possono continuare ad essere un privilegio».
Anche la scuola calabrese deve contribuire a far crescere il processo di Cittadinanza Europea
Anche la scuola reggina e calabrese è chiamata a far crescere il processo di identità e di cittadinanza europea
Domani 9 maggio anche la Calabria festeggia la Giornata dell’Europa e quest’anno segna il 75°della Dichiarazione Schuman da cui nacque la Comunità europea.
Con l’allargamento abbiamo dimostrato che intendevamo veramente rendere l’Europa globale e libera:oggi più di 448 milioni di uomini e donne in 27 democrazie vivono in una Unione che condivide istituzioni e moneta mentre altri Paesi bussano alla porta.
Certo, la crisi economica e sociale di questi ultimi anni, nel mezzo di una tempesta iniziata all’interno del nostro continente, ha messo alla prova la determinazione comune.
Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro cresce il sentimento positivo degli italiani verso l’UE, passando dal 63% al 67%. Ma la percentuale degli euroscettici è la più alta d’Europa:il 31% dei cittadini ritiene che l’Italia non abbia beneficiato dall’ingresso nella UE.
La preoccupazione prevalente nella testa degli italiani,il 43%, non è più l’immigrazione, ma il costo della vita. Poi il sostegno all’economia e la creazione di posti di lavoro,37%. E appena dopo,insieme alla questione difesa, viene la richiesta al Parlamento europeo di occuparsi di lotta alla povertà il 26%.
Ora, non vi è chi non veda e riconosca indispensabile, nella nuova fase politica in cui è entrata la costruzione dell’Europa, la funzione della scuola, perché essa dipenderà dalla possibilità che si realizzi un grande spazio europeo dell’istruzione e della formazione, senza il quale sarà difficile costruirla.
La nuova Europa di questo decennio dovrà irrobustirsi nelle scuole contro i tentativi dei disfattisti ed un antieuropeismo nascente. Gli ambasciatori di questa Europa sono e saranno i giovani. Non sono slogan, ma la pura e semplice realtà.
Basti pensare alla Generazione Erasmus. Se c’è un ambito in cui l’Italia primeggia in Europa, anzi dove occupa proprio la prima posizione, quello è l’interesse degli studenti per l’istruzione internazionale e i viaggi di studio all’estero.
L’Italia è al primo posto fra i Paesi del programma Erasmus+ per numero di persone in partenza per attività di studio e formazione.
Dal 1987 ad oggi, oltre 720.000 studenti italiani hanno partecipato a programmi Erasmus per periodi di studio o tirocinio.
In crescita anche la partecipazione del settore scolastico, che ha chiuso il 2024 con oltre 16.000 studenti e 10.000 insegnanti in mobilità per formazione e scambi e 1.400 istituti scolastici accreditati.
Il Paese ha dimostrato anche una forte capacità di attrazione e si colloca al secondo posto in Europa per accoglienza, con circa 200mila studenti ospitati dal 2024.
Ora fino a poco tempo fa è stato di moda parlare male dell’Unione Europea (ora certamente di meno dopo i finanziamenti previsti col Recovery Fund per oltre 200 miliardi), criticare con forza la sua mancata coesione, la sua moneta forte e debole nello stesso tempo. Certo, tutto questo è legittimo ma forse dovremmo anche ricordare l’enorme investimento fatto dall’UE per la Calabria, compresa la scuola.
Secondo il Documento di Indirizzo strategico Regionale (DISR) per il ciclo di programmazione in base a cinque obiettivi strategici della politica di coesione 2021-2027, in Calabria gli investimenti europei per il periodo 2021-2027 ammontano a oltre 3,17 miliardi di euro, con un contributo specifico di 700 milioni di euro dal FSE. Per il periodo 2014-2020, la regione ha avuto a disposizione circa 2,4 miliardi di euro di fondi strutturali e di investimento europei, con circa 1,8 miliardi di origine diretta dell’UE.
La gestione di queste risorse, che vanno ulteriormente rafforzate, costituisce una opportunità straordinaria per far crescere la Calabria, e resta una sfida complessa che la regione sicuramente vincerà.
La posta in gioco, dunque, è alta. Riguarda il futuro dell’Europa Unita, la prosperità e il tenore di vita comune a fronte di tentazioni isolazionistiche nazionali, di involuzioni storiche tali da far ritornare a contrapposizioni disastrose.
Gli interessi dei singoli Stati possono essere meglio difesi da un’Europa più forte, non più debole e divisa. Oltre alla moneta comune e alla BCE servirebbero un’unica politica estera e della difesa (sul modello degli USA), e un governo unitario – purché efficiente e realmente comunitario – delle strategie economiche e finanziarie e delle politiche educative.
L’alternativa alla disgregazione dell’Europa è insomma più Europa, da costruire a partire dalla scuola, che deve formare cittadini europei.
Questo rimanda al concetto di cittadinanza europea, alla costruzione di noi stessi, di noi tutti, come cittadini dell’Europa attraverso nuove reciproche relazioni.
Ricordando, altresì, che occorre una nuova pedagogia della cittadinanza perché l’Europa di oggi e del domani non potrà essere realizzata senza o contro i giovani e che non si costruisce l’Europa senza e tantomeno contro il Mediterraneo, dove la nostra Calabria svolge la funzione di regione cerniera a cavallo di due grandi culture. Sarebbe come formare una persona senza tener conto o contrastando la sua infanzia e la sua adolescenza.
Omicidio giudice Scopelliti: perquisizioni a Messina in ex locali dei clan
Una serie di perquisizioni è stata compiuta dalla Polizia a Messina nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, il sostituto procuratore generale della Cassazione che avrebbe dovuto sostenere l’accusa nel maxiprocesso a Cosa nostra, ucciso il 9 agosto del 1991, mentre sulla sua Bmw, percorreva la strada tra la frazione Ferrito di Villa San Giovanni e Piale di Campo Calabro, il suo paese d’origine, nel reggino. Lo scrive oggi la Gazzetta del Sud.
I provvedimenti rientrano nella nuova inchiesta sul delitto aperta dalla Dda di Reggio Calabria guidata da Giuseppe Lombardo e nell’ambito della quale, anni fa sono stati notificati 18 avvisi di garanzia a boss della mafia e della ‘ndrangheta tra i quali figurava anche Matteo Messina Denaro.
Le perquisizioni seguono la ricostruzione effettuata all’inizio di aprile sul luogo del delitto, in base alle dichiarazioni fornite dal collaboratore di giustizia Maurizio Avola – che si è accusato di essere uno dei due autori dell’agguato – e che negli anni scorsi ha fatto ritrovare il fucile che sarebbe stato usato per l’agguato.
Le perquisizioni, scrive il quotidiano, hanno riguardato “abitazioni, capannoni e terreni che in passato sono appartenuti alla cellula messinese del gruppo Romeo-Santapaola”, una “filiazione diretta del clan etneo che mantenne sempre forti legami familiari con il capostipite, quel don Nitto che si sedeva da protagonista nella commissione regionale di Cosa nostra e fu imputato come mandante proprio nel processo per l’uccisione di Scopelliti. Un processo che dopo le condanne di primo grado si concluse in appello con una lunga serie di clamorose assoluzioni”.
L’ipotesi degli inquirenti è che a Messina vi possa essere stata la base logistica in cui fu pianificato il delitto dopo l’accordo tra boss siciliani e calabresi.
“Città Unica”, Mauro (Fdi Corigliano): “Critiche anacronistiche sulla fusione”
«Le critiche alla fusione riflettono posizioni ormai anacronistiche». È questa la valutazione netta del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Corigliano-Rossano, che interviene nel dibattito sulla città unica ribadendo i risultati concreti e i vantaggi istituzionali ottenuti in questi anni. A ribadirlo è la Coordinatrice cittadina del partito, Dora Mauro: «Chi continua a contestare la fusione resta ancorato a una visione passata, incapace di cogliere ciò che è accaduto: senza che nessuno muovesse un dito, oggi abbiamo un collegio parlamentare alla Camera e al Senato che porta il nome Corigliano-Rossano. FdI cita anche altri esempi di risultati ottenuti: l’elevazione della sede INPS da presidio zonale a filiale, la promozione del Commissariato a Distretto di Polizia, e i finanziamenti PINQuA e ministeriali che stanno contribuendo alla realizzazione di opere pubbliche in vari quartieri. «Corigliano-Rossano ha superato i 77000 abitanti, entrando di diritto nei circuiti dell’area vasta come ZES, distretti produttivi e sistema portuale. Oggi siamo una città con più peso contrattuale e capacità di incidere».
INFRASTRUTTURE, FONDI E OCCASIONI MANCATE DOPO LA FUSIONE
La nota evidenzia come la fusione abbia favorito anche un’accelerazione nella realizzazione di infrastrutture strategiche, come l’ammodernamento della Statale 106 e l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica.«La legge Delrio e la legge di bilancio 2018 – aggiunge Mauro – prevedono fino a 2 milioni di euro all’anno per dieci anni a favore dei comuni fusi. Queste risorse, ma anche altre però, andavano indirizzate con una strategia mirata. Se l’amministrazione comunale avesse usato questi fondi per la cittadella amministrativa a Insiti, oggi avremmo un centro direzionale e servizi più efficienti». Per FdI, la responsabilità dei ritardi è tutta del governo cittadino. «In sei anni, l’amministrazione Stasi ha perso tempo, evitando decisioni importanti e lasciando irrisolti molti nodi. Non si governa la terza città della Calabria con l’improvvisazione. La verità è che ha mutilato ogni reale opportunità di sviluppo, nonostante i mezzi fossero già disponibili». «La fusione ha già prodotto risultati. Ora serve governarla, valorizzarla e smettere di rimpiangere un passato che non torna. Guardiamo avanti, per una città che merita di contare sempre di più»