Sebastiano Plutino
Reggio: il Consigliere Merenda soddisfatto dell’inaugurazione del “Parco Primavera” a Vico Neforo
«Dopo gli interventi realizzati dall’Amministrazione comunale, Vico Neforo torna a vivere e a essere un punto di riferimento per il quartiere San Brunello, uno dei più antichi e significativi della città». Ad affermarlo è il consigliere comunale con delega ai Parchi e Giardini, Massimiliano Merenda: «Grazie alla realizzazione del Parco Primavera – ha aggiunto – restituiamo ai cittadini un luogo di aggregazione, socializzazione e svago. Non si tratta solo di creare uno spazio sotto casa, ma di offrire reali opportunità per tutte le fasce d’età: un’area giochi attrezzata per i più piccoli, un campetto da calcio per lo sport e il tempo libero di giovani e adulti. È un intervento che si inserisce all’interno di un più ampio progetto di rigenerazione urbana avviato dalla nostra Amministrazione, con l’obiettivo di restituire ai cittadini la possibilità di riappropriarsi dei propri spazi e della propria quotidianità nei quartieri».
«L’intervento rientra in una visione organica e coerente della programmazione territoriale – ha continuato Merenda – Guardando all’intero piano di interventi portati avanti negli ultimi anni, è evidente l’attenzione dedicata ai bambini, per i quali sono stati pensati e realizzati spazi accoglienti in numerosi contesti cittadini. Parchi giochi e aree attrezzate sono sorti o sono stati riqualificati in diverse zone, dal Rione Marconi al Parco del Tempietto, fino al Parco del Vento a Pellaro, segno concreto di un impegno diffuso verso la vivibilità dei quartieri».
«Come delegato al Decoro Urbano e ai Parchi e Giardini – ha concluso il consigliere – tengo a sottolineare che anche a Vico Neforo, nell’ambito del Parco Primavera, è stata data la giusta rilevanza alla valorizzazione del verde. In occasione dell’inaugurazione, il Comune ha voluto compiere un gesto simbolico ma carico di significato: abbiamo piantato due alberi di agrumi tipici del Mediterraneo, un bergamotto e un mandarino. È un atto che racconta di nuovi inizi, ma anche della necessità di cura e attenzione. Ora spetta agli abitanti di Vico Neforo custodire questi interventi, viverli quotidianamente e farli diventare luoghi del cuore per l’intera comunità».
UE: Princi presenta interrogazione in Commissione, dopo l’allarme di Confesercenti RC
“I grandi colossi del mercato digitale spostano i loro profitti in Paesi con regimi fiscali agevolati, mentre i nostri piccoli commercianti sono schiacciati dalle tasse e costretti a chiudere. È una concorrenza sleale che sta svuotando le nostre comunità, soprattutto in Calabria e al Sud”. È la denuncia di Giusi Princi, eurodeputata del PPE e di Forza Italia, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, dopo l’appello che le ha rivolto Confesercenti di Reggio Calabria, segnalando il rischio chiusura per numerose piccole attività commerciali del territorio.
“L’input mi è arrivato proprio da Confesercenti – spiega l’On. Princi – che, attraverso una email, ha evidenziato come i meccanismi complessi utilizzati dalle multinazionali digitali per eludere il fisco stiano creando una situazione insostenibile. Come possono le piccole realtà locali competere con chi, di fatto, non paga le tasse dove produce i profitti? La mia interrogazione, co-firmata da tutta la delegazione italiana del Partito Popolare Europeo – prosegue -, chiede quindi alla Commissione interventi urgenti: revisione delle norme sulla concorrenza, misure concrete per proteggere le PMI, garanzie affinché le tasse rimangano nei territori dove si generano i ricavi. Non parliamo solo di numeri. Ogni negozio che chiude – sottolinea l’eurodeputata – significa famiglie senza lavoro, Comuni senza entrate fiscali, servizi pubblici tagliati. In Calabria e nelle aree più fragili questo circolo vizioso sta accelerando lo spopolamento: è un’emergenza sociale ed economica che l’Europa non può più ignorare. L’Europa – aggiunge – deve agire subito. Le risorse generate dalle attività digitali devono rimanere dove si producono i profitti. È tempo di scegliere: o stiamo con chi rispetta le regole e sostiene i territori, o con chi le aggira per arricchirsi a nostre spese. Ringrazio – continua Giusi Princi – Confesercenti di Reggio Calabria e tutti gli enti, le associazioni e i cittadini che, attraverso i loro bisogni e le loro segnalazioni, mi consentono di rappresentare con responsabilità il mio territorio. Le piccole e medie imprese, così come i piccoli imprenditori, devono continuare a essere centrali nelle nostre politiche. La globalizzazione e il mercato digitale – conclude l’eurodeputata calabrese – non possono e non devono offuscare la loro storia, il loro valore e il ruolo fondamentale che svolgono nel tessuto sociale ed economico delle nostre comunità”.
Reggio: presentata la mostra “TRAME IN-QUOTITUDINI” dell’artista Domenica Caridi
“Ed è qui, in questo spazio di gioco e sperimentazione che le architetture del possibile si confondono coi desideri, le visioni, le trasmutazioni, innescando un processo creativo che ha luogo da e per tutta la vita, attraversando il dolore, che quandanche appare come un ostacolo si traduce in punto di arrivo e ripartenza, in solco di sosta, per approdare e prepararsi a ricominciare, a rinascere”
Con queste parole toccanti, la curatrice Irene Polimeni, apre i battenti di “TRAME IN-QUOTITUDINI” dell’artista Domenica Caridi.
La mostra antologica, inaugurata il 10 luglio presso il Palazzo della Cultura “Pasquino Crupi” di Reggio Calabria, resterà aperta al pubblico fino al 30 luglio.
L’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria con il brand “Anima Autentica”, dalla Fondazione “Pistoletto” con Biella Città Creativa Unesco, dall’Associazione Culturale “Le Muse” e dall’Associazione Culturale “Anassilaos” con il suo Centro Studi “Cultura dell’Architettura e del Paesaggio”, oltre a esperti d’arte, ha coinvolto i docenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, che hanno seguito il percorso studiorum dell’artista.
Tutte le opere, esposte nelle sale di Palazzo “Crupi”, lasciano traccia di un percorso non solo artistico ma di un vissuto, quello dell’artista, tormentato da drammatica sofferenza e al contempo dalla ricerca del senso della vita che viene rappresentato nell’installazione rivelatrice della rinascita.
“L’arte mi ha salvato la vita, perché sono convinta che la creatività offra possibilità infinite a chiunque: sia come forma di salvezza personale, sia come strumento per cambiare il modo in cui si è percepiti. La mia arte è un canto e contemporaneamente una denuncia. Una riflessione sulla vita, complessa, complicata e semplice allo stesso modo”, così mette a nudo i suoi sentimenti Domenica Caridi “La nostra identità è strettamente legata alla narrazione, alla capacità di raccontarsi in prima persona e di appropiarsi della propria storia e l’arte diventa un mezzo, un filo per trasmettere le idee e le emozioni”.
Nel corso del vernissage, l’antologica ha preso avvio con un tavolo di riflessione collettiva che, moderato magistralmente dal prof. Giuseppe Livoti, Presidente dell’Associazione Culturale “Le Muse”, ha ospitato gli interventi dei due curatori scientifici, nonché relatori della tesi di laurea dell’artista, la prof.ssa Giuseppina De Marco e il prof. Filippo Malice, della curatrice dott.ssa Irene Polimeni, della prof.ssa arch. Antonella Postorino, Responsabile del Centro Studi “Architettura”-Associazione Culturale “Anassilaos” e della psicologa dott.ssa Patrizia Prestamburgo.
Il prof. Giuseppe Livoti, tra le righe del suo intervento descrive con sensibilità la forza dell’artista “…Il filo del racconto, di un racconto è quello di Mimma Caridi a volte fragile come la storia della sua memoria ed a volte resistente come la speranza di accadimenti che vengono trattenuti e sospesi all’interno di una installazione che concede una nuova vita ad un racconto delicato e lungo nel tempo. È un filo della memoria quello che lega e circoscrive oggetti e situazioni e che la stessa vuole cercare di spezzare e/o dimenticare con una capacità di dare, di consegnare forza, coraggio ad una traccia della violenza, quella subita, quella negata ed oggi affrontata e superata…”.
Il prof. Filippo Malice, non solo curatore scientifico, ma mentore dell’artista afferma “Quello di Mimma Caridi è un percorso personale alimentato dalla necessità di qualificare le proprie competenze attraverso il conseguimento di ben tre titoli accademici. Da suo docente e correlatore di tesi posso sottolineare che Mimma ha sempre creduto in ogni suo passo, lavorando con abnegazione ad ogni suo progetto. L’installazione, che lei stessa definisce la sua “creatura”, non è altro che il risultato di un’attività laboratoriale che l’ha condotta alla presentazione della sua ultima tesi, discussa il giorno precedente all’inaugurazione della mostra, che, come possiamo vedere, è il cuore pulsante della stessa”.
La prof.ssa Antonella Postorino, evidenzia il valore universale dell’arte di Mimma Caridi “Il messaggio lanciato da Mimma con TRAME IN-QUOTITUDINI ha un valore universale perché tocca le corde della sofferenza e della rinascita umana. Il percorso artistico snodato dagli anni Settanta ad oggi traccia con molta chiarezza il bisogno di rinascere, non una ma mille volte, aggrappandosi ad ogni opera, ad ogni segno, dipinto o scolpito, come in una catarsi che si ripropone ciclicamente e che nella stanza dell’installazione trova il suo punto di arrivo, non come la fine ma come un nuovo inizio di convivenza armoniosa con il passato che da doloroso diventa fonte di vita”.
La dott.ssa Patrizia Prestamburgo accenna al dolore “La mostra parla di un percorso di trasmutazione alchemica del dolore, quindi dalla caduta negli inferi al Paradiso. Un viaggio dentro la psiche per recuperare quel seme di cambiamento che è contenuto in ogni dolore, cosa che Mimma ha fatto egregiamente, ha fatto un lavoro su di sé, di evoluzione, di forza, amore, evoluzione in entusiasmo. Credo che il suo dolore l’abbia portata a cogliere veramente il senso della vita. La sua mostra parla di Femminile, Femminile Sacro… Femminile Risvegliato”.
A conclusione del dibattito, la curatrice dott.ssa Irene Polimeni chiude con una profonda riflessione “Non è mai troppo tardi per farsi un’infanzia felice – dice qualcuno – e la capacità di ognuno di noi di attingere al proprio bambino interiore e farsi portavoce del proprio sé autentico è un atto di salvezza. Con questa mostra antologica Domenica Caridi ci concede, ci invita ad entrare dentro quello spazio così intimo e viscerale. Qui noi abbiamo il privilegio di entrare dentro le sue viscere d’artista – e di persona, che lei ci consegna così generosamente”.
Nell’immergersi con gli ospiti nella stanza dei ricordi, Domenica Caridi, con tanta emozione sottolinea “Non credo abbandonerò mai carta e tempera, per il momento il tessuto ha preso il posto delle tele. Il tessuto oltre che come abito può divenire superficie sulla quale rispecchiarsi, pagina bianca, lavagna materica dove scrivere attraverso il filo, i propri pensieri più intimi, ma anche l’impeto di sfoghi violenti ma salvifici. Ho iniziato questo lavoro perché volevo dipingere senza usare la pittura, il filo ha in sé la forza magica del racconto, valorizzando il potere metaforico dell’intreccio, del nodo, della trama, elementi che uniscono, connettono e visualizzano un inganno, un vincolo, un problema. Ecco, attraverso tutto questo, ho voluto raccontare la mia storia e vorrei tanto condividerla con il mondo, che diviene metafora di ciascuno, uscire dal proprio labirinto, tessere una trama, dialogare e svelare i turbamenti dell’anima”.
La mostra antologica, con il suo percorso di vita, offre al pubblico un itinerario nel quale spazio e tempo si fondono celebrando la rinascita.
Regione: il Consigliere Alecci presenta un’interrogazione sui depositi costieri e la riconversione dell’area portuale di Vibo
E’ ora che la questione della delocalizzazione dei depositi costieri insistenti nell’area portuale di Vibo Marina diventi una priorità anche per la Regione Calabria. Dopo la presa di posizione dell’amministrazione di Vibo Valentia in merito alla questione, a cui ha fatto seguito il sostegno convinto del Gruppo consiliare Democratici e Riformisti tramite le dichiarazioni della Capogruppo Alessandra Grimaldi, ho deciso di presentare un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale e agli assessori all’Ambiente e allo Sviluppo Economico. La mia iniziativa intende, infatti, sollecitare la Regione Calabria ad assumere una posizione ufficiale in merito alla proposta di spostamento dei depositi costieri e alla riconversione dell’area portuale, così come richiesto in maniera unanime dal Consiglio Comunale della Città.
La rinascita di Vibo e l’avvio di un nuovo percorso di sviluppo non può certamente prescindere da una riconversione dell’intera area portuale, che dovrà via via abbandonare la vocazione prevalentemente industriale per ambire a diventare un importante hub turistico e commerciale, favorito dalla strategica posizione geografica. La riprogrammazione dell’area non può, dunque, essere condizionata dalla presenza di strutture, come ad esempio i depositi della Meridionale Petroli, che rischiano di inficiare sul nascere qualunque tipo di progetto di riconversione.
Per questo motivo, nella mia interrogazione, ho chiesto formalmente alla governance regionale se ci sia la volontà di esercitare le proprie competenze, partecipando attivamente al tavolo tecnico-istituzionale proposto dal Comune di Vibo Valentia, coinvolgendo anche i soggetti economici e sociali del territorio. Tutto ciò affinchè la riconversione dell’area portuale avvenga nel rispetto della sostenibilità ambientale e nella massima tutela dei lavoratori interessati e delle loro famiglie, e abbia come obiettivo una reale sviluppo economico dell’intero hinterland cittadino.
Le eccellenze autoctone calabresi firmate dal Consorzio di Tutela Fichi di Cosenza DOP saranno sponsor ufficiale di Vinitaly and the City, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate enogastronomica, in programma dal 18 al 20 luglio 2025 nella straordinaria cornice del Parco Archeologico di Sibari, tra le vestigia della civiltà magnogreca e il profumo della migliore tradizione vitivinicola.
Organizzato da Veronafiere in collaborazione con la Regione Calabria, Arsac e il Parco Archeologico di Sibari, l’evento rappresenta una tappa di grande prestigio nel tour nazionale dedicato al vino e alla cultura del gusto. Tre giorni di esperienze sensoriali, degustazioni, masterclass e spettacoli che metteranno al centro le produzioni di qualità e i territori da cui nascono. All’interno dell’area espositiva sarà presente lo stand del GAL Valle del Crati, dove il Consorzio proporrà i suoi prodotti di punta. I visitatori avranno l’opportunità di conoscerne storia, tecniche di lavorazione, caratteristiche nutrizionali e sensoriali, e soprattutto di gustarne il sapore inconfondibile, sia nella forma tradizionale che nelle sue varianti trasformate. Un’occasione imperdibile per riscoprire il valore identitario di un frutto antico, oggi tutelato dalla Denominazione di Origine Protetta e protagonista sempre più apprezzato nella cucina contemporanea e nell’alta gastronomia.
Il viaggio del gusto proseguirà – infatti – nell’area food della manifestazione, dove i Fichi di Cosenza DOP troveranno espressione creativa nelle mani dello chef Daniele Campana, fondatore del celebre locale “Campana Pizza in Teglia” di Corigliano-Rossano. Considerato tra i massimi interpreti italiani della pizza in teglia, Campana è stato insignito delle “Tre Rotelle” dalla guida Gambero Rosso, massimo riconoscimento per il settore. Per l’occasione, lo chef proporrà una serie di creazioni esclusive che mettono al centro la melassa di fichi DOP in abbinamento a impasti fragranti e ingredienti selezionati. Un connubio di sapori che racconta il territorio attraverso l’equilibrio tra tradizione contadina e innovazione gastronomica. La sua presenza garantirà un’esperienza di alto livello capace di sorprendere anche i palati più esigenti.
La partecipazione del Consorzio a un evento di tale prestigio conferma la volontà di investire nella promozione delle eccellenze calabresi in contesti di grande visibilità nazionale. Un’azione strategica che rafforza il ruolo dei Fichi di Cosenza DOP come ambasciatori del gusto e della cultura identitaria del territorio.
Attività finanziata da regione Calabria con finanziamento FEASR-PSR CALABRIA 2014/2020 Misura 3 – Intervento 3.2.1 Annualità 2024
Si è conclusa la terza edizione di “Calabria in Fabula”, il progetto di teatro itinerante ideato da Teatro in Note, con la direzione artistica di Vera Segreti, che con l’ultima tappa andata in scena a Santa Severina ha segnato anche la conclusione di un primo ciclo del progetto.
In tre anni “Calabria in Fabula” ha attraversato tutte e cinque le province calabresi, coinvolgendo oltre 100 artisti e animando piazze, castelli, palazzi storici e chiese. Se nelle prime edizioni il teatro è stato il cuore pulsante della rassegna, quest’anno il festival ha iniziato ad aprirsi a nuovi linguaggi, gettando le basi per immaginare nuove traiettorie future.
Dal 14 giugno al 13 luglio 2025, il festival ha toccato Cosenza, Pizzo, Melicuccà, Curinga e Santa Severina, offrendo un programma gratuito e multidisciplinare che ha trasformato borghi e territori in spazi scenici condivisi. Un progetto che continua a radicarsi nelle comunità locali, generando legami, formazione e partecipazione attiva, in particolare nei contesti meno serviti dall’offerta culturale tradizionale.
«In questi tre anni abbiamo visto crescere Calabria in Fabula insieme ai luoghi che lo accolgono. Il pubblico ci ha seguito con entusiasmo, rendendo ogni tappa un’esperienza unica. Questo festival non è solo spettacolo: è ascolto, racconto, relazione. È una Calabria che si guarda e si racconta senza filtri, usando l’arte come strumento di consapevolezza collettiva», ha dichiarato Vera Segreti, ideatrice e direttrice artistica del progetto.
L’edizione 2025 ha portato in scena spettacoli teatrali, concerti narrativi, mostre fotografiche e incontri con le comunità. Ogni tappa è stata inaugurata da una conferenza stampa insieme alle istituzioni locali, seguita da “Ritratto di un cantautore” di Daniele Moraca, performance musicale e autobiografica che ha accompagnato l’intero cammino. In ogni tappa anche la mostra itinerante “Ritratti d’attore” di Ivana Russo ha raccontato con delicatezza e profondità il lavoro attoriale dei protagonisti del festival. Al centro della proposta teatrale, titoli che hanno saputo coniugare ricerca artistica e radicamento territoriale: “Patres” a Cosenza, “Bollari” a Pizzo, “Il vangelo secondo Antonio” a Melicuccà, “Smart Work” a Curinga, “I Cavalieri di Aristofane” a Santa Severina.
A legare l’intero percorso è stato anche il concerto-spettacolo “Canzoni col rossetto”, produzione firmata Teatro in Note, che ha visto Vera Segreti tornare in scena accompagnata da Sasà Calabrese, Salvatore Cauteruccio e Roberto Risorto. Un viaggio musicale intimo e femminile, in cui la voce narrante si è fatta corpo e racconto.
Ogni tappa è stata concepita in stretta connessione con il territorio che l’ha accolta: da Cosenza, uno dei principali poli culturali della Calabria, che ha inaugurato questa terza edizione con una forte partecipazione di pubblico e istituzioni, fino a Santa Severina, scelta come tappa conclusiva e luogo simbolico, avendo ospitato per prima il festival tre anni fa. Un viaggio attraverso la punta dello Stivale, raccontato anche visivamente grazie al progetto grafico curato dal visual designer Angelo Gallo, che ha toccato alcuni dei luoghi più suggestivi della regione, come Pizzo, affacciata sulla Costa degli Dei, che ha accolto la rassegna per il secondo anno consecutivo, ma anche centri meno noti e fuori dai circuiti consueti, come Curinga – dove una comunità calorosa e partecipe ha sostenuto il festival sin dalla sua nascita – e Melicuccà, novità dell’edizione 2025, piccolo borgo dell’entroterra reggino che ha risposto con entusiasmo all’iniziativa.
A fianco della programmazione artistica, il progetto ha confermato anche il suo impegno formativo. Nel mese di maggio, grazie alla collaborazione con AttorInCorso, studenti delle scuole medie e superiori dei cinque comuni coinvolti hanno partecipato a percorsi di educazione teatrale, avvicinandosi ai linguaggi scenici e vivendo da protagonisti un’esperienza di crescita e scoperta.
La terza edizione è stata coordinata da Marianoemi Gervasi e Simone Toscano, in partenariato con Scena Verticale e AttorInCorso, e co-finanziata dal Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02, nell’ambito dell’avviso “Progetti Speciali per lo sviluppo dell’attività teatrale” promosso dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.
Calabria in Fabula si conferma un laboratorio di narrazione collettiva, un festival generativo, capace di coniugare qualità artistica, prossimità e ascolto dei territori.
Reggio: successo per il 2° incontro dei “Caffè Letterari” del del “Rhegium Julii”
Il presente e il futuro della Chiesa, le nuove sfide che attendono il mondo cattolico, in un contesto difficilissimo come quello attuale. Un contesto che vede il mondo dilaniato dai conflitti e alle prese con complesse questioni che non riguardano solo l’etica e la morale, ma anche la sfera politico-istituzionale e i suoi equilibri precari sul piano internazionale.
Due ore di intenso dibattito al Circolo Tennis Polimeni in occasione del secondo round dei Caffè Letterari del Rhegium Julii, con un ospite di livello straordinario : il vaticanista del TG1 Rai Ignazio Ingrao, che ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “Cinque domande che agitano la Chiesa” uscito per le edizioni San Paolo.
Dopo i saluti d’apertura del presidente del Rhegium Giuseppe Bova e del presidente onorario del “Polimeni” Igino Postorino, ha svolto la relazione introduttiva il giornalista Rai Tonino Raffa.
Partendo dagli interrogativi più scottanti (che riguardano il calo della pratica religiosa in Europa e in Nord America, l’apertura del Sinodo ai laici e alle donne, le nuove frontiere della medicina, i progressi della scienza che investono in primis l’inizio e la fine della vita), il relatore ha rimarcato l’attualità del libro, con il quale Ingrao si chiede se, a dispetto di tutte le buone intenzioni, la Chiesa sia in grado di dare risposte a tutti.
In particolare raffa si è chiesto se la Chiesa è in grado di parlare ancora ai giovani e se certe aperture sono reali o solo di facciata. “Le risposte a queste priorità – ha ricordato Raffa- ci diranno se davvero la Chiesa può diventare la casa comune , il luogo di mediazione nel quale si possono ritrovare diverse culture e sensibilità e cercare anche una soluzione diplomatica per imporre la pace nelle aree devastate dalle guerre.
Si tratta di sfide che riguardano l’intera umanità – ha riflettuto Ingrao, e l’esito ci dirà se alla fine l’amore avrà vinto sull’odio e sulla vendetta, se la verità avrà sconfitto la menzogna, se la luce si sarà imposta sulle tenebre”.
Sui contenuti dei singoli capitoli, partendo dai dieci anni di pontificato di Bergoglio, Ingrao ha risposto in maniera esauriente alle domande della giornalista Rai Annarosa Macrì (“Non sempre è vero che morto un Papa se ne fa un altro, perché il passaggio del testimone è sempre un momento complesso”), del direttore dell’Avvenire di Calabria Francesco Chindemi e di Monsignor Antonino Denisi, decano del capitolo metropolitano, il quale ha posto l’interrogativo sulle riforme avviate da Papa Francesco e si è chiesto se e come verranno attuate.
L’autore ha anche spaziato a tutto campo sugli altri temi scottanti analizzati nell’opera, come la ristrutturazione della Curia romana, la condanna degli scandali, l’apertura agli omosessuali e alla parità di genere, i riflessi della battaglia commerciale sui dazi, il dolore causato dalla piaga dei migranti, il calo della pratica religiosa insidiata in Africa e in America Latina a vantaggio delle Chiese Pentecostali.
Ha offerto, infine, una sua chiave di lettura anche sull’approccio del Vaticano verso lo sport, un approccio che va sviluppandosi con uno stile diverso : Papa Francesco era più diretto, Leone quattordicesimo sembra più pragmatico: nel giro di poche settimane, infatti, ha ricevuto Sinner e il Napoli calcio campione d’Italia, ha aperto la città del Vaticano alla carovana del Giro d’Italia ed ha chiuso alla grande il Giubileo degli sportivi.
Una disamina ampia su materie di grande riflessione, tanto da far concludere che le domande che agitano la Chiesa, da domani, saranno più delle cinque indicate nell’opera di Ingrao. I Caffè letterari proseguiranno lunedì prossimo, 21 luglio, quando nell’arena del “Polimeni” sarà ospite Monsignor Antonio Staglianò, presidente dell’Accademia pontificia di Teologia e Rettore della Basilica di Santa Maria di Montesanto, la Chiesa degli artisti, che sorge a Roma in Piazza del Popolo. Sarà un’altra serata epocale.
“Le dichiarazioni del consigliere Marino sul caso di Punta Pellaro sono la rappresentazione plastica del bipolarismo politico del Partito Democratico dell’Amministrazione Falcomatà, che come sempre naviga a vista tra annunci trionfali e goffi dietrofront”. dichiarano in una nota i consiglieri di Forza Italia al Comune di Reggio Calabria Federico Milia, Antonino Maiolino, Roberto Vizzari e Antonino Zimbalatti.
“E pensare che solo pochi giorni fa, lo stesso PD celebrava pubblicamente, con toni da campagna elettorale permanente, l’apertura del Parco del Vento e l’avvio di una nuova “stagione degli sport del mare”. Oggi, invece, di fronte alle inevitabili polemiche nate da un’ordinanza balneare lacunosa e contraddittoria, lo stesso partito – è il caso di dirlo – cambia idea come cambia il vento e il consigliere Giuseppe Marino, che fino a ieri festeggiava, si scopre improvvisamente critico, scaricando la responsabilità sull’Amministrazione comunale, come se lui stesso non ne facesse parte” . proseguono i consiglieri.
“Un atteggiamento contraddittorio e confuso che non è nuovo a questa Amministrazione, segnale più che evidente di una visione turistica assente, miope e incoerente, basata più sul consenso elettorale di breve periodo che su un reale piano di sviluppo per il territorio a partire da una seria programmazione – concludono i consiglieri- in cui siano coinvolti principalmente i cittadini e le associazioni per costruire, insieme, un progetto capace di coniugare sviluppo e tutela, salvaguardando il patrimonio costiero perché diventi un volano reale per il rilancio turistico di Pellaro e della nostra città.”