La Garante Regionale alla Salute, Stanganelli, esprime soddisfazione per il ritrovamento della neonata sottratta in una clinica a C“osenza: “Esprimo grande soddisfazione per il ritrovamento della piccola Sofia, strappata dalle braccia della sua mamma, poche ore dopo aver aperto gli occhi alla vita. Domattina mi recherò presso il Commissariato della Polizia di Stato di Rende, per esprimere la mia gratitudine per la brillante operazione che ha consentito di mettere in sicurezza la neonata e arrestare prontamente i rapitori. Segnalerò alle autorità competenti siffatta situazione affinché ciascuno per le proprie competenze si attivi per potenziare protocolli di sicurezza adeguati all’interno e all’esterno degli ospedali, affinché tali episodi non si verifichino più. Infine il mio abbraccio affettuoso ai genitori della piccola e in particolare alla sua mamma.”, scrive in una nota la Garante Stanganelli.
Sebastiano Plutino
Il Presidente Mancuso ricorda il Luminare Neurobiologo calabrese Luigi Aloe
“Ritengo doveroso ricordare in quest’Aula il profilo professionale e umano di un luminare della neurobiologia, scomparso a Roma: lo scienziato Luigi Aloe che, per 40 anni, ha affiancato Rita Levi-Montalcini negli studi che le valsero il premio Nobel”. L’ha detto, prima di avviare i lavori del Consiglio regionale, il presidente Filippo Mancuso.
Ha aggiunto: “Il percorso di vita di Luigi Aloe, calabrese nato ad Amantea, ha rappresentato un’eccellenza della scienza, per essere stato un talentuoso dirigente di ricerca dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Cnr (oggi Cnr Bbc) e un punto di riferimento nella ricerca sul sistema nervoso. Ma ha anche rappresentato una formidabile storia di riscatto umano di questo figlio illustre di Calabria che, grazie al suo impegno appassionato e rigoroso, è diventato, da muratore di Amantea, un ricercatore universalmente stimato che si è affermato nel mondo accademico fino diventare scienziato di fama internazionale. Un’eccellenza mondiale di cui la Calabria va fiera e la cui dedizione nel lavoro, finalizzata a mettere a disposizione dell’umanità la ricerca scientifica, auspichiamo possa essere un esempio per noi tutti e per le nuove generazioni”.
Calabria: l’avv. Giovanna Francesca Russo nominata nuova Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti
L’avv. Giovanna Francesca Russo è stata eletta dal Consiglio Regionale della Calabria, all’unanimità con 23 voti su 23, come nuova Garante Regionale dei Detenuti. Subentra al dimissionario avv. Luca Muglia
Mancuso sull’elezione della Garante Russo: “Consiglio ribadisce volontà di procedere a proposte per risoluzione dei problemi delle carceri calabresi”
“Con la designazione dell’avv. Giovanna Francesca Russo a nuovo ‘Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale’, il Consiglio regionale ribadisce la volontà di procedere nell’azione di monitoraggio e di proposte puntuali per contribuire alla risoluzione dei numerosi problemi che affliggono il mondo carcerario”. Lo afferma il presidente Filippo Mancuso, che aggiunge: “Tutto ciò, nella prospettiva di rendere rispettosa della dignità della persona la restrizione anche temporanea della libertà alla luce dell’ art 27 della Costituzione, secondo cui ‘la pena non deve essere afflittiva, ma tendere alla rieducazione del condannato ed al successivo reinserimento nella società’.
La tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà e il benessere dell’intera comunità penitenziaria, necessitano in Calabria di energie e risorse urgenti al fine di poter essere garantiti ed attuati”.
U.S. Nuova Solidarietà: Orgoglio per la nomina dell’avv. Russo a nuova Garante
“Accogliamo con grande soddisfazione e sincero orgoglio la notizia dellanomina dell’Avv. Giovanna Russo quale Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale” – queste le parole del Presidente Fortunato Scopelliti, che aggiunge: “A nome del direttivo, dei soci e dei volontari dell’associazione, ma soprattutto dei tanti amici che in Nuova Solidarietà l’hanno vista crescere, maturare e diventare un profilo professionale di assoluto rilievo, esprimo gli auguri di buon lavoro, con l’incondizionata consapevolezza che saprà offrire a questo nuovo e delicato incarico regionale – così come ha fatto per il Comune di Reggio Calabria – la sua visione, la sua umanità, la sua competenza e quella determinazione che da sempre contraddistinguono il suo operato”.
Si svolgerà il 24 gennaio dalle 16.00 alle 18.00, presso la Terrazza del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, l’Assemblea dei Soci ICOM di Calabria e Basilicata, aperta a tutti i professionisti e operatori museali, studenti e collaboratori presso i luoghi di cultura delle due regioni.
Sarà la prima tappa degli eventi in programma nel 2025: l’avvio di un ciclo di appuntamenti che si susseguirà sull’intero territorio interregionale, per garantire il coinvolgimento di tutti, ponendosi in stretta continuità con i focus group avviati lo scorso anno.
Si tratta di un’importante opportunità di scambio, confronto e dialogo su temi relativi a gestione e valorizzazione dei nostri Musei e sul Sistema Museale Nazionale, partendo però dai casi e dalle realtà esistenti nelle nostre regioni.
L’appuntamento, organizzato dal Coordinatore Anna Cipparrone e dai Consiglieri Lucia Lojacono, Claudia Ventura, Maria Cerzoso, Fiorella Fiore, Tiziana Battafarano e Luigi Zotta, sarà orientato a: fare il punto su quanto è stato realizzato nel 2024 in conformità con gli obiettivi iniziali e con le istanze pervenute nella fase di co-progettazione; riflettere insieme su risultati ottenuti, sfide affrontate e criticità incontrate; formulare nuove proposte per il 2025, incoraggiando i partecipanti a condividere suggerimenti e nuove possibili visioni per il futuro.
La partecipazione, aperta a soci ICOM e non soci, è fondamentale per il successo della comunità museale di Calabria e Basilicata.
Una neonata di appena un giorno di vita è stata rapita da una clinica nel centro di Cosenza e portata via da una donna ed un uomo che poco dopo sono stati bloccati dalla Squadra mobile.
La bambina sta bene. I suoi sequestratori sono stati fermati. Il sequestro è avvenuto intorno alle 18.30.
La piccola era in una stanza della clinica insieme alla mamma, una casalinga di circa 27 anni, ed alla suocera di questa. Nella stanza, secondo la ricostruzione fatta dalla Polizia che ha indagato sul sequestro, è entrata una donna, bassa, con il volto parzialmente coperto da una mascherina ed i capelli raccolti in treccine che si è presentata come una puericultrice dicendo di dovere portare la bambina dal pediatra. Quindi ha preso la piccola e si è allontanata. La mamma e le nonne della piccola, non vedendola tornare, dopo un po’ si sono allarmate ed hanno chiesto informazioni. E’ così che è stato scoperto il rapimento.
na neonata di appena un giorno di vita è stata rapita da una clinica nel centro di Cosenza e portata via da una donna ed un uomo che poco dopo sono stati bloccati dalla Squadra mobile.
Dalle immagini registrate da una telecamera interna della clinica si vede ciò che è successo nel corridoio della struttura. Si vede la donna avvicinarsi ad un ovetto da neonato, raggiunta subito dopo da un uomo con un cappellino in testa. I due cercano di mettere la neonata nell’ovetto ma non riuscendovi si allontanano, lei con la piccola in braccio e lui con l’ovetto in mano.
Dopo che è scattato l’allarme sul posto sono immediatamente giunte le volanti della Questura e la Squadra mobile, oltre alla Polizia scientifica per i rilievi. La vicenda è apparsa subito strana e adesso dovrà essere chiarita dagli investigatori. soprattutto riguardo al movente.
I genitori della neonata appartengono ad una famiglia normale. La madre è casalinga ed il padre, 29enne, è un dipendente della Conad ed hanno un figlio di 6 anni. Familiari ed amici dei genitori subito dopo il sequestro hanno postato sui social la foto della bambina con l’invito a mettersi in contatto in caso di avvistamento. Immediatamente l’allarme è stato girato a tutte le forze dell’ordine. Posti di blocco sono stati istituiti alle uscite della città, nella convinzione che la coppia si sia allontanata a bordo di un’auto. Una tensione durata fino a quando una pattuglia della Squadra mobile ha intercettato l’auto con i rapitori e la piccola a bordo, fermandola e mettendo in sicurezza la piccola e bloccando la coppia, segnando così la fine di quello che stava diventando un incubo.
“Il sistema di videosorveglianza della clinica ha funzionato e fortunatamente, grazie alle telecamere, le forze dell’ordine sono riusciti a risalire immediatamente gli autori del terribile gesto”. A dirlo è Saverio Greco, proprietario e responsabile della struttura legale del gruppo IGreco, proprietaria della clinica Sacro Cuore di Cosenza dove è avvenuto il sequestro.
“Sono stati attimi molto molto difficili – ha aggiunto – soprattutto per la famiglia, per la mamma. Ringraziamo soprattutto le forze dell’ordine che sono state veramente veramente brave”. “La donna – ha detto Greco – è entrata alle 18.09 durante l’orario di visita e non chiediamo a chi entra i documenti d’identità. Quanto accaduto ci farà ripensare alle misure di ingresso”. “Ero con la polizia – ha concluso – quando siamo arrivati nella casa segnalata e c’era una festa addobbata quindi come se ci fosse una nascita di un bambino. La piccola era vestita con abitìni da maschietto.
Pdl salva-centrale biomasse: minacciate dimissioni del Presidente Occhiuto. 300 forestali del Mercure protestano fuori dal Consiglio
Il presidente della Giunta regionale della Calabria Roberto Occhiuto ha minacciato le dimissioni su una legge sull’ambiente che coinvoge la centrale a biomasse del Mercure.
Lo ha fatto in Consiglio regionale quando l’esponente del Pd Giovanni Muraca ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno della seduta di un progetto di legge per l’abrogazione dell’articolo della legge regionale 36/2024 che introduce il divieto di realizzare impianti di produzione energetica alimentati da biomasse nei parchi nazionali e regionali della Calabria con una potenza superiore a 10 mw termici.
Tale norma prevede anche l’obbligo per gli impianti esistenti di ridurre la potenza entro sei mesi, pena la revoca delle autorizzazioni.
“Intervengo – ha detto Occhiuto – anche per dichiarare il mio voto nel caso fosse posta all’ordine del giorno questa proposta di legge che nasce da una decisione del governo regionale di un anno fa, quando la giunta, con propria delibera, approvando il piano del parco, disse sostanzialmente che nel parco più bello d’Europa, il Parco del Pollino, non ci può stare una centrale a biomasse che è tra le più grandi d’Italia e d’Europa. Poi c’è stato un intervento legislativo del Consiglio regionale che, come ha ricordato lei – ha aggiunto Occhiuto rivolto a Muraca – è sottoposto ad una procedura da parte del governo che vuole impugnarlo. Ma sia chiaro. Per quanto mi riguarda il governo regionale non è disponibile a cedere nemmeno di un millimetro”.
“Io – ha detto ancora Occhiuto – sono disponibile a confrontarmi con tutti. Avrei voluto farlo anche con quelli che stavano davanti al Consiglio regionale oggi. Ma nei modi che sono richiesti dal buon funzionamento delle istituzioni. Chi mi conosce sa che non mi sono mai negato al confronto, ma questo deve venire attraverso una richiesta di appuntamento nei luoghi del governo regionale. Io sono disponibile a confrontarmi con tutti ma non sono disponibile ad alcun cedimento su un principio che ho ritenuto fondamentale in questi tre anni: quello secondo il quale l’ambiente è una risorsa economica di sviluppo per la Calabria. Abbiamo dimostrato che questo è il nostro modo di procedere, in tante occasioni, anche quando abbiamo fatto interventi sulla depurazione, a volte contestati, o per l’abbattimento di manufatti abusivi. Per quanto mi riguarda questo è un principio inderogabile”.
“Quindi – ha concluso Occhiuto – lo voglio dire con grande chiarezza: nell’ipotesi fosse messa in votazione questa proposta di inserimento all’ordine del giorno, io voterei contro. Chiederei alla mia maggioranza di votare contro e se ci fosse un risultato diverso, significherebbe, evidentemente, che questa maggioranza che il presidente cerca, non è sottoscritta. E in più, significa che entro un’ora io rassegnerei le mie dimissioni da presidente della Giunta regionale nelle mani del presidente del Consiglio regionale”.
Il Partito Democratico ha abbandonato l’Aula
“Il gruppo del Pd davanti all’ennesimo atto di arroganza da parte del governatore Occhiuto e della sua maggioranza ha deciso di abbandonare l’Aula, ritenendo inaccettabile la decisione di non richiamare in Consiglio il testo di legge per l’abrogazione dell’emendamento che blocca la centrale del Mercure”. A sostenerlo il gruppo del Pd alla Regione.
“Non esistono numeri previsti dal regolamento per richiamare provvedimenti in Aula – è scritto in una nota – ma esiste il rispetto verso i sindaci e i rappresentanti delle Comunità interessate che hanno manifestato davanti a palazzo Campanella per difendere l’impianto, i posti di lavoro e il futuro del territorio”.
“Il consigliere Giovanni Muraca – prosegue la nota – ha richiamato nel suo intervento quanto si era deciso in Commissione, dopo una riunione di nove ore e cioè di rimandare la discussione in Consiglio sulle diverse proposte di legge presentate sulla centrale.Il centrodestra, però, si è opposto. Obbedendo agli ordini di scuderia di Occhiuto che avrebbe posto la fiducia nel caso in cui il testo di legge fosse stato richiamato”. “Un ambientalismo a corrente alternata – ha spiegato Muraca- considerando le posizioni del centrodestra sul rigassificatore di Gioia Tauro”.
Il centrodestra, però, si è opposto. Obbedendo agli ordini di scuderia di Occhiuto che avrebbe posto la fiducia nel caso in cui il testo di legge fosse stato richiamato”. “Un ambientalismo a corrente alternata – ha spiegato Muraca- considerando le posizioni del centrodestra sul rigassificatore di Gioia Tauro”.
Protesta di 300 lavoratori forestali del Mercure davanti Palazzo Campanella
Circa trecento lavoratori del settore forestale della Valle del Mercure hanno manifestato davanti palazzo Campanella a Reggio Calabria dove ieri era in programma la seduta del Consiglio regionale.
Hanno esposto striscioni che esprimono la forte preoccupazione per la perdita ci circa 1500 posti di lavoro.
La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Liberi Imprenditori forestale e da Confartigianato Cosenza. Assieme ai manifestanti i sindaci di Mormanno, Acquaformosa, Castrovillari, Saracena, Cassano allo Ionio, Frascineto, Laino Borgo, Laino Castello e Lungro, che si sono uniti alla protesta indossando le fasce tricolori. Presenti anche i sindaci lucani dei Comuni di Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore.
I manifestanti hanno chiesto l’abrogazione del cosiddetto emendamento Laghi, dal nome del consigliere regionale della Lista De Magistris che lo ha proposto, condiviso dalla maggioranza del presidente Occhiuto, che sancisce il divieto di realizzare nei parchi nazionali e regionali calabresi impianti di produzione energetica alimentati da biomasse. In attesa, delle decisioni del Governo, che ha già annunciato l’intenzione di impugnare la legge regionale “Omnibus” dove è contenuta la norma, i lavoratori chiedono un intervento definitivo del Consiglio regionale.
“Si tratta di una norma odiosa che rischia di far chiudere una centrale che dà ben 25 milioni di euro alla Calabria – ha spiegato Giovan Battista Benincasa dell’Associazione Liberi Imprenditori forestali – Se vengono meno queste risorse, non vogliamo immaginare quali sarebbero le ricadute sui livelli occupazionali. Chiediamo ad Occhiuto di lasciar perdere l’ambientalismo ideologico, che comunque il governo contrasta e di ritornare sui propri passi rispetto a questa norma”.
Antonio D’Angelo di Confartigianato Cosenza ha sostenuto che “è la seconda nostra protesta davanti a palazzo Campanella. Avevano detto che eravamo quattro gatti. Oggi, questa larga presenza di lavoratori è la dimostrazione lampante che questo non è un problema di pochi, e qui c’è solo il 10% della forza lavoro che viene coinvolta da questa norma. Molti lavoratori in questo momento sono a sono a casa e le imprese non riescono ad andare avanti rispetto ai contratti”.
“C’è preoccupazione – ha affermato la sindaca di Laino Borgo Maria Angelina Russo – perché si rischia una bomba sociale.
L’emendamento del consigliere Ferdinando Laghi ha suscitato nel nostro territorio molta preoccupazione, perché molte persone rischiano di restare senza occupazione. Siamo qui per sostenere i lavoratori. Abbiamo avuto due interlocuzioni con il presidente del Consiglio regionale in Commissione Agricoltura, ma non abbiamo avuto finora alcuna risposta. Ecco perché siamo qui per avere un incontro con il presidente Occhiuto per cercare di risolvere la situazione del nostro territorio”.
Una delegazione di consiglieri del Partito democratico, guidato da Amalia Bruni, ha incontrato i lavoratori.
Gioia Tauro: viola i domiciliari ed organizza un pranzo. Aggravata la misura cautelare ad un pregiudicato
Un controllo di routine si trasforma in un arresto per i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, che nel pomeriggio di ieri, hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare a carico di un pregiudicato, già agli arresti domiciliari per reati associativi. La verità che emerge è sconcertante: non solo l’uomo ha violato ripetutamente le restrizioni, ma ha anche tentato di ingannare le forze dell’ordine con una scusa che, a conti fatti, ha fatto crollare ogni sua difesa.
Il 12 gennaio scorso, i militari, esperti conoscitori del territorio e delle sue dinamiche, hanno sorpreso l’individuo a pranzo con sette persone non conviventi, tra cui una donna sottoposta alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Un incontro chiaramente proibito, ma che l’uomo ha cercato di giustificare, sostenendo che si trattasse di familiari conviventi. Una versione che, però, è subito caduta nel vuoto. La tavola imbandita, i segni evidenti di una permanenza prolungata, sono state le prove schiaccianti che hanno smascherato il tentativo di depistaggio.
Le restrizioni imposte all’individuo vietavano ogni contatto con persone esterne al suo nucleo familiare. Eppure, l’uomo non solo ha violato queste misure, ma ha osato cercare di manipolare la realtà di fronte ai Carabinieri, con una freddezza incredibile. Grazie a un’indagine rapida e approfondita, i militari hanno inviato una relazione dettagliata al Tribunale di Palmi, che ha immediatamente disposto l’aggravamento della misura cautelare.
Questo episodio testimonia l’abilità e la determinazione dei Carabinieri di Gioia Tauro, che, ben radicati nel territorio e in grado di cogliere ogni minimo dettaglio, hanno impedito che l’inganno andasse a buon fine Le forze dell’ordine ribadiscono con forza il loro impegno nel garantire il rispetto delle misure cautelari e nel monitorare attentamente il territorio per prevenire qualsiasi comportamento illecito.
Reggio: Giorgio Cremaschi presenta il suo nuovo libro allo Spazio Open
Si terrà venerdì 24 gennaio alle ore 18 presso lo Spazio Open (Via Filippini 23/25), la presentazione del libro “Liberal-fascismo: Come i liberali distruggono la democrazia e ci portano in guerra”, scritto da Giorgio Cremaschi e pubblicato da Mimesis Edizioni.
Un’opera che invita a riflettere sulle dinamiche politiche e sociali del nostro tempo, analizzando come alcune scelte del liberalismo contemporaneo possano minare i fondamenti della democrazia e avvicinare la società a scenari autoritari.
L’evento sarà moderato dalla giornalista Tiziana Barillà, che dialogherà con l’autore approfondendo i temi centrali del libro.
Ad arricchire il dibattito saranno presenti Maria Lucia Parisi, Presidente ANPI Condò RC, Peppe Marra, rappresentante dell’Unione Sindacale di Base – Calabria, e Letizia Cardile, referente organizzativa di Potere al Popolo Reggio Calabria.
Questo incontro rappresenta un’importante occasione per discutere collettivamente sui pericoli che la nostra società sta affrontando, tra democrazia in crisi, guerra e disuguaglianze crescenti.
La cittadinanza è invitata a partecipare a questo spazio di confronto utile a comprendere i meccanismi del potere e le possibili alternative per una società più equa.
Reggio: svolta prima riunione del Coordinamento cittadino di Forza Italia
Si è riunito ieri, presso la sede del coordinamento regionale del partito, il coordinamento di Forza Italia Grande Città di Reggio Calabria, presieduto dal segretario cittadino e consigliere comunale Antonino Maiolino.
L’incontro ha visto la partecipazione dei vertici del partito, tra cui il coordinatore regionale On. Francesco Cannizzaro, l’On. Giovanni Arruzzolo, il capogruppo in consiglio comunale Federico Milia, il consigliere comunale Roberto Vizzari e il vice coordinatore vicario Polo Dattola.
In apertura, il segretario cittadino Maiolino, esprimendo gratitudine ai partecipanti per il loro impegno, ha illustrato dapprima le linee guida e il metodo di lavoro che orienteranno le attività del coordinamento sul territorio, delineando poi le priorità per i responsabili dei vari dipartimenti.
Ampio spazio al dibattito, durante il quale si è approfondita la reciproca conoscenza delle diverse professionalità e definito il modello operativo che caratterizzerà i prossimi mesi di attività politica.
“Forza Italia sarà protagonista di un centrodestra forte e coeso, grazie all’impulso di un governo, regionale e nazionale, che guarda al cambiamento – ha dichiarato il Segretario Maiolino-. Il nostro obiettivo è mettere al centro del dibattito politico il territorio, ascoltando le esigenze dei cittadini e proponendo soluzioni concrete. Ci impegneremo a valutare e, se necessario, sostenere progetti e iniziative che possano rappresentare un valore aggiunto per la città e la regione”.
Il Coordinamento ha sottolineato l’importanza di tornare a riunirsi a breve per lanciare un pacchetto di iniziative che saranno al centro dell’azione di Forza Italia nei mesi a venire.
Referendum, banco di prova di democrazia ed espressione di un Paese che vuole realmente invertire la rotta
“Si apre un’importante stagione di lotta e di invito alla partecipazione, a partire dai referendum sul lavoro ai quali come Cgil teniamo in maniera particolare, quale banco di prova di democrazia e espressione di un Paese che vuole realmente invertire la rotta”, così la Cgil Calabria commenta il via libera della Corte Costituzionale ai referendum sul lavoro.
“Lo scorso anno la campagna per la raccolta firme ci ha consegnato la fotografia di un territorio avido di risposte, indignato, ma non rassegnato. Il lavoro è dignità, il lavoro è la colonna vertebrale di un paese. I quesiti che proponiamo, qualora approvati, incideranno su un apparato che sembra non averlo ancora recepito. Il lavoro deve essere tutelato perché è un diritto costituzionale. Deve essere sicuro perché di lavoro si deve vivere e non morire. Deve essere dignitoso e perciò ben retribuito. Deve essere stabile perché la precarietà è una perdita di libertà”.
Grande soddisfazione esprime il sindacato anche per l’ammissione del referendum sulla cittadinanza, “una battaglia di civiltà. Gli stranieri danno un grande contributo al Paese dal punto di vista culturale e del lavoro”.
Sul mancato accoglimento del referendum sull’autonomia differenziata Cgil Calabria non vede sconfitta: “Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per chiedere al Parlamento l’abrogazione”.
Intanto, il sindacato guidato da Gianfranco Trotta è pronto ad una grande mobilitazione sulla sanità: “Lo abbiamo ribadito durante i lavori del nostro ultimo Esecutivo – spiega il Segretario Generale –. In Calabria quello alla salute non è un diritto garantito, non a caso chi nasce nella nostra regione ha aspettative di vita inferiori rispetto a chi nasce altrove. In Calabria si muore perché l’ambulanza non arriva o arriva senza medico, perché i tempi delle liste d’attesa non permettono né la prevenzione né l’urgenza”.
“Scenderemo in campo, senza se e senza ma. Il tempo delle attese è terminato, la situazione è drammatica e noi non staremo a guardare. Pretendiamo – afferma Trotta – strategie e misure adatte a sanare quei vuoti e quelle piaghe che stanno portando la Calabria alla desertificazione dei servizi e all’abbandono da parte di migliaia di giovani ogni anno. E’ ora di dire ‘basta’”.