Sebastiano Plutino
Sono stati liquidati i sostegni alle imprese alluvionate di Lamezia Terme e Maida che l’Ente Bilaterale Artigianato Calabria (Ebac) aveva promesso in seguito ai gravi danni che queste avevano subito lo scorso 21 ottobre.
Un intervento a tempi di record per, spiega il presidente Ebac Paolo D’Errico, “provare a dare una mano a ripartire evidenziando che spesso la burocrazia può essere superata dal buon senso. Il giorno successivo agli allagamenti della piana di Lamezia, la nostra unità di crisi, si è recata nelle aziende per una ricognizione dell’accaduto e dei danni provocati dalle intense piogge che avevano provocato straripamenti dei fiumi, frane smottamento e persino ponti caduti. Occorre – continua il presidente – intervenire subito quando si verificano questi accadimenti, perché consentire una rapida ripresa delle attività risulta spesso di primaria importanza per scongiurarne la chiusura. Lo avevamo promesso, che ci saremmo prodigati per evitare che gli artigiani colpiti si sentissero soli e abbandonati nel momento di difficoltà e abbiamo mantenuto l’impegno”.
“Ci spiace solo – sottolinea D’Errico – per alcune aziende per le quali non siamo riusciti ad intervenire perché fuori dal sistema della Bilateralità Artigiana in questo caso non per loro scelta, ma perché mal consigliati. Esistono ancora, seppur in maniera marginale, attività artigiane che non conoscono l’Ente Bilaterale Artigianato o che confondo la contribuzione ad Ebna/Fsba come la contribuzione a uno qualsiasi dei tanti Enti Bilaterali poco rappresentativi. Ebac Calabria non è un fardello o un “baracccone” ma è una grande opportunità oltre che un obbligo normativo e contrattuale”.
“Abbiamo salvato posti di lavoro – aggiunge il vice presidente Luigi Veraldi – infatti alcune delle aziende interessate hanno fatto subito ricorso alla cassa integrazione erogata da Fsba e abbiamo dato l’assistenza necessaria per velocizzare l’iter. Abbiamo erogato aiuti alle imprese con il precipuo scopo di consentire una rapida riprese dell’attività lavorativa ed evitare che anche un solo posto di lavoro venisse messo in discussione: è questo l’unico impegno che abbiamo chiesto ai titolari sostenuti con il contributo. Abbiamo dimostrato ancora una volta – afferma – che lì dove lo Stato e le istituzioni ritardano a intervenire, le parti sociali si rimboccano le maniche e danno il loro contributo”.
“Quello messo in piedi, in questi giorni, è stato uno straordinario strumento di aiuto, il cui merito non è solo della Presidenza – conclude Veraldi – ma è il frutto del lavoro di squadra svolto dalle parti sociali regionali dell’artigianato, Confartigianato, Cna, Casartigiani e Cgil, Cisl e Uil che hanno lavorato insieme e superato ogni individualità per anteporre l’unico fine comune che è il bene di imprese e lavoratori. Siamo consapevoli che nel mondo della rappresentanza, coesistono tante sfaccettature e tantissimi interessi, ma siamo altrettanto convinti che bisogna addivenire ad una legge sulla rappresentanza seria per evitare, tra le tante cose, che si creino strumenti farlocchi che raccolgono risorse senza benefici concreti e reali per il tessuto produttivo”.
Il congedo parentale è uno strumento previsto per consentire ai genitori, sia madre che padre, di prendersi cura del bambino fino a 12 anni di età. La legge prevede che il congedo parentale possa essere fruito sia dalla madre che dal padre in modo alternato, in particolare: alla madre lavoratrice dipendente per un periodo di massimo 6 mesi e al padre lavoratore per 6 mesi, che possono diventare 7 qualora benefici di tale congedo per almeno 3 mesi. Lo stesso congedo spetta anche al genitore solo (padre o madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo 11 mesi. Il periodo indennizzato (a carico di Inps) è pari a 3 mesi riservati a ciascun genitore, mentre ulteriori 3 mesi sono liberamente ripartibili. L’indennità erogata da Inps è di norma pari al 30% della retribuzione, esclusi i ratei delle mensilità aggiuntive, ma per i primi 2 mesi del congedo sono state introdotte alcune maggiorazioni che lo portano fino all’80% della retribuzione (nel pubblico impiego, per il primo mese, è spesso previsto l’incremento fino al 100% della stessa). Il D.lgs 105/22 ne ha ulteriormente incrementato la convenienza consentendo di maturare pienamente, durante la fruizione di tale tipo di congedo, ferie, permessi e 13ma mensilità. L’incremento della quota indennizzata del congedo, così come la maturazione di ferie e ratei, appare rispondere alla finalità di irrobustire l’indennizzo economico a favore delle famiglie, riducendo la sofferenza reddituale che veniva collegata a periodi dove la retribuzione si abbatteva del 70%. Ulteriore congedo è quello per malattia del figlio a norma del quale, in caso di malattia del bambino, i genitori hanno diritto a prendere un periodo di congedo, che può variare in base all’età del figlio e alla gravità della malattia. La durata massima del congedo varia: è pari a tutto il periodo corrispondente alla malattia del bambino, se il figlio ha un’età entro i 3 anni, mentre ha un limite di 5 giorni lavorativi all’anno, se il bambino ha un’età fra 3 e 8 anni. In ogni caso non è prevista alcuna corresponsione della retribuzione, salvo specifica previsione del contratto collettivo. Altro strumento di sostegno è il bonus asilo nido che offre un contributo economico variabile in base al livello ISEE per le famiglie che decidono di iscrivere il bambino a un asilo nido, privato o pubblico, o che scelgono di assumere un’assistenza domiciliare per bambini con meno di 3 anni e gravi patologie croniche.
Reggio: all’ “ITE Piria – Ferraris / Da Empoli” parte il progetto “@Io dico NO al Cyberbullo”
Sono partiti ufficialmente i laboratori di simulazione del processo, informatica e teatro presso l’Istituto ITE Piria – Ferraris / Da Empoli, con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti sul bullismo e il cyberbullismo attraverso un approccio innovativo e coinvolgente.
Il progetto, che si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “@Io dico NO al Cyberbullo”, è promosso dall’Università Popolare di Reggio Calabria PACE ETS- Uni.Pace (afferente al Sistema A.C.U., “Azione Cristiana Umanitaria”: un sistema socio-lavorativo fondato dal Missionario cristiano Gilberto Perri) e finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del bando “Educare Insieme” per progetti di Contrasto della Povertà Educativa e Sostegno delle Opportunità Culturali ed Educative di Persone di Minore Età.
Il laboratorio di simulazione del processo, che ha preso il via con la prima edizione durante l’anno scolastico 2023-2024, sta volgendo al termine, ma la sua continuità è garantita grazie alla partenza di una nuova edizione che coinvolgerà gli studenti del triennio a partire da gennaio 2025. Questo laboratorio rappresenta un’opportunità unica per i ragazzi di comprendere le dinamiche legali e giuridiche dei casi di bullismo e cyberbullismo, e acquisire competenze utili per affrontare in modo consapevole e responsabile le problematiche legate a questi fenomeni.
Maria Letizia Romeo, Presidente dell’Uni.Pace, ha sottolineato l’importanza di questo laboratorio, affermando: “La simulazione del processo è un’esperienza fondamentale per comprendere la dimensione legale del bullismo e del cyberbullismo. I ragazzi hanno l’opportunità di mettersi nei panni di avvocati, giudici e testimoni, esplorando la giustizia e imparando a riconoscere il valore delle norme legali in un contesto sociale spesso difficile. Grazie alla sinergia con la comunità educante dell’ITE Piria, stiamo creando un ambiente educativo che fa della collaborazione e dell’impegno un valore condiviso”.
Tra le attività progettuali anche altri laboratori formativi volti alla sensibilizzazione sul cyberbullismo e al contempo all’accrescimento delle competenze dei giovani. Nel laboratorio di informatica, infatti, gli studenti sono guidati nella creazione di un sito web dedicato alla prevenzione del cyberbullismo, dove, utilizzando la piattaforma WordPress, realizzeranno contenuti multimediali, giochi educativi e forum di discussione per promuovere una comunicazione positiva tra pari.
“La tecnologia può essere uno strumento potente per combattere il cyberbullismo, se utilizzata consapevolmente” ha aggiunto Romeo. “Con il laboratorio di informatica, vogliamo dare ai ragazzi gli strumenti per difendersi online e, soprattutto, per sensibilizzare gli altri, creando una rete di consapevolezza e rispetto.”
E ancora, il laboratorio di teatro offre agli studenti un’opportunità di crescita emotiva e sociale, affrontando il tema del bullismo attraverso tecniche di recitazione, improvvisazione e storytelling. “Il teatro ha la capacità di rendere le emozioni tangibili” ha spiegato Romeo, “e i ragazzi, interpretando storie di vittime e spettatori, possono sviluppare empatia e comprendere l’importanza del rispetto reciproco.”
Il progetto “@Io dico NO al Cyberbullo” si avvale di un’importante collaborazione tra diversi enti e realtà locali partner, tra cui l’Istituto ITE Piria – Ferraris / Da Empoli, l’Associazione Culturale Format e l’Associazione Culturale Citius-Altius-Fortius, che supportano le attività formative e contribuiscono alla sensibilizzazione sul tema del bullismo e del cyberbullismo.
“Un ringraziamento speciale va alla comunità educante dell’ITE Piria – Ferraris / Da Empoli, al Dirigente Anna Rita Galletta, alla Vicepreside Patrizia Praticò e a tutto il personale scolastico. È grazie alla loro sinergia e all’impegno condiviso che stiamo riuscendo a costruire un percorso educativo efficace e trasformativo. Insieme, saremo in grado di affrontare con maggiore forza e determinazione il fenomeno del bullismo e di sensibilizzare i giovani a una cultura di rispetto e responsabilità”, ha concluso Maria Letizia Romeo.
Il progetto “@Io dico NO al Cyberbullo“, dunque, non solo forma giovani consapevoli e responsabili, ma punta a creare una rete di collaborazione tra scuole, famiglie e comunità per affrontare in modo integrato il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, sia nel mondo reale che nel contesto digitale.
Un ampio pubblico ha fatto da cornice, presso la sala convegni del Seminario Vescovile di Lamezia Terme, alla presentazione del nuovo libro di Raffaele Gaetano, «Memorie di viaggiatori nel lametino». Sono intervenuti insieme all’autore, l’editore Roberto Laruffa e il presidente del Lions Club di Lamezia Terme, Davide Gambarotti, che con il Centro Studi Koinè ha promosso l’evento. Ha moderato con garbo e competenza la giornalista di LaC Tv, Palma Serrao.
Composto per accumulazioni, per successive stratificazioni, «Memorie di viaggiatori nel lametino» affronta per la prima volta l’ingente patrimonio di resoconti di viaggio che dal ’700 ai nostri giorni decine di visitatori italiani e stranieri hanno dedicato al lametino, raccontando un territorio considerato marginale eppure affascinante per chi era disposto a perdersi nelle emozioni. L’opera, caratterizzata da un’elegante veste editoriale, è impreziosita da numerose immagini a colori che fanno da corona alla completissima antologia di brani sul lametino, in alcuni casi tradotti per la prima volta.
Il Garante delle persone con disabilità calabrese, Ernesto Siclari, interviene in occasione della Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità: “Oggi è la giornata mondiale delle persone con disabilità… ma lo deve essere anche domani.
Può apparire retorico, ma la “Giornata mondiale sulla disabilità” assume vero significato soltanto se serve a scalfire l’indifferenza, se l’intento dell’organismo che l’ha istituita (ONU) trova un percorso di crescita culturale concreto, rimanendo altrimenti pura e sterile forma. Dal 1981, il 3 dicembre di ogni anno ci vede impegnati a celebrare una giornata come tante per le persone con disabilità, perché, fuori dalla semplicistica polemica, domani è un altro giorno per la comunità, ma per le persone fragili tornerà ad essere la solita vita di sofferenza, isolamento, dolore.
Vero è che il nostro Paese sta finalmente recependo la linea disegnata dalla comunità internazionale, dando vita ad un’opera di riforma normativa senza precedenti, in una rinnovata ottica multidisciplinare, così come la Regione Calabria, ha dato giusto seguito per quanto di propria competenza, proseguendo la filiera virtuosa prevista dal legislatore; tuttavia, non basta lo sviluppo precettistico a risolvere i problemi quotidiani che affliggono il territorio; la carenza e la mancanza di erogazione dei servizi previsti dalla legge resta tale se non vengono messe in atto tutta una serie di attività concrete e non si realizza quella “rete”, che deve vedere lavorare in sinergia tutti i soggetti che operano dell’ambito della disabilità: partendo dalla programmazione, dalla stima e dalla allocazione delle risorse, dalla progettazione fina alla concreta realizzazione dei servizi, attraversando il mare magnum della burocrazia, le carenze di personale qualificato, la mancanza di professionalità interna agli enti, tutte lacune che rallentano e a volte purtroppo arrestano il percorso, configurandosi come anelli deboli di una catena di trasmissione già vecchia e logora.
Mettersi in linea con la normativa significa capacità di ascoltare, sensibilità maggiore, studi approfonditi in tema di supporto e sostegno, specializzazione e preparazione; significa collaborazione, dialogo tra soggetti coinvolti: enti e terzo settore devono viaggiare su un binario di rispetto e partecipazione, ciascuno per le proprie competenze, coadiuvandosi nell’interesse delle persone e delle famiglie. Questo aspetto è essenziale per guardare fuori dalla finestra con una nota di speranza nel futuro della nostra terra.
L’istituzione del 3 dicembre promuove i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società, ma se non vogliamo che tutto questo resti ipocrita utopia, serve rimboccare le maniche della nostra volontà di calabresi, ripartire dall’aspetto culturale e promozionale, ma puntare lo sguardo verso la concretezza, l’impegno quotidiano, il lavoro prezioso prestato in riscontro all’urlo di dolore, al richiamo di soccorso alla solitudine della singola persona che aspetta il 4 di dicembre per capire se qualcosa stavolta potrà cambiare davvero.”, dichiara il Garante Siclari.
Tobia Assumma non è più l’allenatore dell’Under 19 della Reggina.
A comunicare la decisione della società con grande sorpresa è stato lui stesso, ieri pomeriggio.
La Reggina ha scelto di esonerare il tecnico responsabile del settore giovanile. Giungono le prime indiscrezioni, ma si attende per capire meglio le reali motivazioni che hanno portato la società amaranto a sollevare dall’incarico mister Assumma per 9 anni nel settore giovanile amaranto, al timone di diverse compagini, per poi approdare alla gestione tecnica della Lazio Under 15 per due stagioni.
Il suo ritorno alla Reggina sembrava l’inizio di un nuovo progetto di lungo percorso che, invece, si è fermato pomeriggio.
San Luca: “Liberi di Ricominciare” lancia le primarie e annuncia la propria presenza alle Comunali
Il Movimento “Liberi di Ricominciare”, guidato dal suo Presidente, prof. Paolo Ferrara ha ufficializzato la presentazione di una propria lista per le prossime elezioni comunali, previste in primavera. L’annuncio rappresenta un passo importante per il comune di San Luca attualmente commissariato e segna una nuova sfida politica per il territorio.
La decisione di partecipare alle elezioni a San Luca rappresenta una presa di posizione forte e simbolica. Il comune è noto per la sua storia complessa e le difficoltà nel garantire continuità amministrativa e partecipazione democratica.
“Scendiamo in campo contro la democrazia sospesa, a tutela della dignità di tutti i cittadini, privati del diritto fondamentale di essere rappresentati e di scegliere il proprio futuro” ha dichiarato Paolo Ferrara, figura già nota per il suo impegno politico come attuale Presidente del Consiglio Comunale di Platì e per la sua leadership all’interno del Movimento.
Ferrara ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è restituire la dignità a una comunità che è stata privata della possibilità di scegliere chi la governa. San Luca merita una politica fatta di ascolto, concretezza e rispetto delle sue tradizioni e potenzialità”.
La dichiarazione di candidatura del Movimento “Liberi di Ricominciare” giunge in risposta e si contrappone alla possibilità di candidature esterne, come quella del noto massmediologo Klaus Davi, che in passato si era già presentato a San Luca per poi abbandonare il mandato, dimettendosi per inseguire altre ambizioni politiche a Reggio Calabria. “Questo tradimento della fiducia è stato un duro colpo per una comunità che merita invece stabilità e rispetto, non scelte opportunistiche dettate dalla visibilità mediatica. Il nostro impegno è contro la democrazia sospesa, per restituire dignità a una comunità troppo spesso dimenticata o strumentalizzata. San Luca non ha bisogno di chi cerca visibilità o palcoscenici mediatici, ma di amministratori interpreti dei valori locali, guidata da persone che condividano davvero la vita e le difficoltà del paese”, ha dichiarato Ferrara, che guida anche il Consiglio Comunale di Platì e vanta una solida esperienza amministrativa.
San Luca, uno dei comuni simbolo della Calabria, ha bisogno di una politica che guardi ai reali bisogni della comunità, lontana da spettacolarizzazioni o promesse vuote. “Siamo pronti a offrire un’amministrazione fatta di serietà, ascolto e amore per questa terra. È il momento di voltare pagina e costruire insieme un futuro migliore”, ha concluso Ferrara.
Con questa iniziativa, il Movimento punta a essere un punto di riferimento per i cittadini di San Luca, promuovendo un cambiamento concreto e costruendo un’amministrazione trasparente e vicina alle esigenze della popolazione. “San Luca non deve essere un simbolo di abbandono o commissariamento, ma un esempio di rinascita, guidato da chi conosce il valore di questa terra e sa come proteggerla e valorizzarla”, ha concluso Ferrara.
Il Movimento invita tutti i cittadini a unirsi a questa sfida per restituire a San Luca la dignità che merita, scegliendo una guida autenticamente sanluchese per le elezioni che segneranno il futuro della comunità. Nelle prossime settimane saranno programmate delle iniziative per costruire insieme un programma condiviso per rispondere alle esigenze di tutti e organizzare le primarie per la scelta democratica del candidato.
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Corigliano Rossano si schiera contro le restrizioni territoriali imposte dal Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (PAI). I consiglieri comunali del partito, Daniela Romano e Guglielmo Caputo, hanno annunciato l’intenzione di chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario. L’obiettivo è arrivare a un deliberato unanime che possa rappresentare la voce compatta della città. Secondo Fratelli d’Italia, il PAI prevede una serie di vincoli che rischiano di paralizzare lo sviluppo del territorio.
La richiesta avanzata al consiglio comunale è chiara: prendere una posizione netta e adottare un documento condiviso che possa essere presentato all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. «L’amministrazione comunale deve recepire il messaggio e agire tempestivamente», sostengono i consiglieri di Fratelli d’Italia, auspicando un lavoro sinergico all’interno della commissione urbanistica. La strategia proposta include non solo il coinvolgimento del consiglio comunale, ma anche l’intervento dei rappresentanti regionali e della deputazione parlamentare nazionale.
Solo attraverso una concertazione a più livelli si può chiedere all’Autorità di Bacino di rivedere le disposizioni del piano, fornendo motivazioni solide per ottenere una sospensione o una modifica dei vincoli imposti. Il gruppo consiliare sottolinea l’importanza di una risposta unitaria: «Serve un’azione corale e determinata per tutelare gli interessi della comunità di Corigliano Rossano». L’auspicio è che la proposta venga accolta senza divisioni e che si apra una fase di confronto costruttivo, volta a garantire uno sviluppo sostenibile del territorio senza rinunciare alla sicurezza idrogeologica. La questione resta aperta e il prossimo consiglio comunale potrebbe rappresentare un momento significativo per definire le sorti di un piano che, così com’è formulato, rischia di compromettere le prospettive di crescita economica e sociale della città.
Inaugurazione Gallico Gambarie, Latella: “Opportunità di far diventare polo dl turismo e sciistico”
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