La quinta commissione Politiche sociali e della salute, sanità, presieduta dal consigliere Giovanni Latella ha ospitato i rappresentanti dell’Associazione Amici di Villa San Giuseppe che, da qualche mese, portano avanti sul territorio, e in maniera proficua, una serie di attività culturali, sociali e di intrattenimento.
Sebastiano Plutino
In occasione della giornata internazionale delle persone anziane il Sindacato pensionati della Cgil Calabria (Spi Cgil Calabria) denuncia come, malgrado nella nostra regione la percentuale di over 65 sia estremamente alta, manchino gli strumenti e i servizi per consentire loro una buona qualità della vita.
“Siamo una regione di anziani – C In Calabria gli anziani over 65 sono oltre 439mila, pari a circa il 24% della popolazione, e sono destinati a crescere sempre di più raggiungendo circa le 600mila unità nel 2050, il 36% della popolazione, secondo le proiezioni demografiche. La mancanza di occupazione e il rallentamento delle nascite sono inesorabili sul tessuto demografico calabrese. Eppure la politica, centrale e regionale, è miope e da tempo non accompagna all’invecchiamento della popolazione misure mirate a garantirne un’adeguata qualità della vita”.
“Basti pensare – fa notare Gullì – alla legge sulla non autosufficienza, rimasta una scatola vuota. La Legge delega 33 del 2023, nonostante le premesse e le promesse positive, è stata schiacciata da una drammatica assenza di risorse. Ma non solo. La norma è estremamente discriminante, nonché divisiva, perché esclude le persone tra i 65 e i 70 anni dall’assistenza. Vergognose poi le misure per la nuova domiciliarità, cardine di una riforma che doveva assicurare alle persone di poter vivere ed essere assistite a casa propria, o la mancata riforma delle Rsa, nonostante il sistema della residenzialità abbia mostrato tutti i suoi limiti più drammatici durante la pandemia”.
A livello regionale il sindacato solleva perplessità sulla legge sull’Invecchiamento Attivo. “A non convincerci è l’incertezza dei fondi. Ecco perché abbiamo chiesto alla Regione di mettere a disposizione risorse proprie e fondi strutturali europei”.
Pesa sugli anziani anche la catastrofica situazione sanitaria. “Secondo gli ultimi dati resi disponibili dalla Fondazione Gimbe la Calabria è l’ultima regione per i Livelli essenziali di assistenza (Lea) creando una forte discriminante: chi nasce in Calabria ha aspettative di vita inferiori rispetto a chi nasce nelle regioni settentrionali. Con l’Autonomia Differenziata – denuncia il Segretario – scenari già drammatici come questi si esaspererebbero fino a portare ad una vera e propria bomba sociale, un impoverimento dei servizi e un’ulteriore desertificazione dei nostri territori”.
“Tutto questo – conclude – mentre i “nonni” sono per le famiglie una vera e propria forma di welfare familiare, contribuendo all’accudimento dei nipoti e al loro sostentamento per arginare l’indebolimento del potere d’acquisto e la penuria degli asili nido. Pensare gli anziani significa pensare al futuro e costruire un futuro migliore per loro stessi e per tutte le generazioni”.
Dal 05 al 13 ottobre, sui campi del C.T. Polimeni, si affronteranno alcune delle migliori giovani racchette maschili e femminili del panorama nazionale; evento aperto alla cittadinanza e di elevato spessore sportivo e sociale.
Saranno circa 200, tra ragazze e ragazzi, i futuri campioni del tennis italiano che si ritroveranno in riva allo stretto per staccare un biglietto per il master finale previsto a fine anno.
I giovani atleti si contenderanno la vittoria nelle categorie Under 10- 12 e 14 maschile e femminile.
Terminate le gare giovanili, dal 20 ottobre toccherà ai “grandi” del tennis con le “Prequalificazioni Internazionali BNL d’Italia 2025”, torneo open maschile che darà diritto al vincitore di accedere al tabellone di prequalificazione della competizione principale che si svolgerà a Roma al Foro Italico.
Si tratta dell’evento tennistico maschile più importante del panorama calabrese e, per l’occasione, il Circolo Tennis Rocco Polimeni si apre alla città per consentire a tutti gli appassionati dello sport con la racchetta di assistere a match di altissimo livello. Grande soddisfazione per i dirigenti del Circolo, con in testa il Direttore sportivo Emilio Cozzupoli ed il Presidente Ezio Privitera.
Appuntamento al Circolo Tennis Rocco Polimeni, per la conferenza stampa di presentazione dei due tornei il giorno 7 ottobre alle ore 10,30.
ANAAO/ASSOMED e il Consigliere regionale di Forza italia, Domenico Giannetta, esprimono soddisfazione per la chiusura dell’annosa vicenda incarichi dell’Asp di Reggio.
“Con la delibera 750 del 26-09-2024 l’A.S.P. di Reggio Calabria ha posto fine alla annosa, quanto lunga, vicenda del conferimento degli incarichi per la dirigenza medica e sanitaria.
Tutto è perfettibile, migliorabile, soprattutto alla luce dei ritardi accumulati durante gli anni del commissariamento, ma va dato atto che questo è un punto nodale del quale, anche grazie all’azione collaborativa e di supporto delle forze sindacali in campo, bisogna prendere atto e dal quale ripartire con ancora più slancio. L’ANAAO pertanto plaude ad un momento importante per il lavoro svolto dal managment aziendale e si ripropone, ancora con più slancio, di collaborare e indirizzare le attività aziendali nell’ottica della proficua collaborazione e nel rispetto dei ruoli ricoperti.”, scrivono ANAAO/ASSOMED e Giannetta in una nota.
Reggio, Gruppo Consiliare Pd su Asili Nido: “Comune è riuscito a garantire il raggiungimento degli obiettivi
“ITA Airways incrementa l’operativo da Milano Linate sugli aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia Terme nella stagione invernale 2024-2025, accogliendo le istanze del territorio calabrese, a conferma dell’interesse della Compagnia per la connettività della Calabria e per la mobilità dei suoi cittadini”. Lo riferisce un comunicato diffuso dalla compagnia aerea.
“In particolare – si aggiunge – Ita Airways opererà una frequenza giornaliera addizionale sull’aeroporto di Reggio Calabria, rispetto alle due attuali, con partenza dall’aeroporto calabrese alle ore 06:15 e arrivo a Milano Linate alle 07:55 e rientro da Milano Linate alle 21:20 con arrivo a Reggio Calabria alle 23:05. Tale soluzione consentirà ai calabresi di poter fare un viaggio di andata e ritorno in giornata su Milano. Con riferimento all’aeroporto di Lamezia Terme, ITA Airways aggiunge un volo pomeridiano, con partenza da Milano Linate alle 18:25 e arrivo in Calabria alle 20:05, e rientro da Lamezia Terme alle ore 20:50 e arrivo a Linate alle 22:25. Anche per questa direttrice, dunque, si passerà da due a tre voli giornalieri. La Compagnia contribuirà così ad agevolare gli spostamenti dei cittadini calabresi e la connettività via Milano Linate con tutte le destinazioni domestiche e internazionali servite dal proprio network”.
“L’incremento della capacità tra Milano Linate e gli aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia Terme – afferma, in una dichiarazione, Andrea Benassi, Direttore generale di ITA Airways – conferma e rafforza la presenza della nostra compagnia sugli scali calabresi, garantendo al territorio un’estesa connettività grazie alla valorizzazione delle prosecuzioni su tutto il nostro network dall’aeroporto di Milano Linate, secondo nostro aeroporto di riferimento. La Calabria rappresenta per noi un territorio importante e questa operazione consente ad ITA Airways di contribuire in maniera strategica al rafforzamento del ‘Sistema Paese’, insistendo innanzitutto sul rafforzamento della presenza sul mercato domestico ed assicurando una maggiore copertura del territorio. Il potenziamento dell’offerta di ITA Airways sugli aeroporti calabresi è stato possibile grazie alla rinnovata collaborazione con la Regione Calabria e con Sacal, con le quali la compagnia ha intrapreso un dialogo costruttivo teso al raggiungimento del comune obiettivo del miglioramento della connettività del territorio e dei cittadini”.
Secondo il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, “l’incremento delle frequenze dei voli da parte di ITA Airways, dagli aeroporti di Lamezia Terme e di Reggio Calabria, è un segnale concreto dell’importanza che la nostra regione riveste ormai nel panorama nazionale. Avere due nostri aeroporti collegati per ben tre volte al giorno con Milano è una grande opportunità per la Calabria ed una scelta strategica che abbiamo deciso di fare con ITA Airways. L’obiettivo comune è quello di migliorare la mobilità dei nostri cittadini e di rendere la Calabria sempre più accessibile. È un passo fondamentale verso un futuro nel quale il nostro territorio sarà sempre più connesso, promuovendo tanto il turismo quanto lo sviluppo economico. Ringrazio ITA Airways e la Sacal per l’importante risultato raggiunto”
“Siamo lieti di consolidare ulteriormente – ha affermato Marco Franchini, amministratore unico di Sacal – la collaborazione con ITA Airways per potenziare la connettività della Calabria. L’incremento dei voli da Milano Linate verso gli aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia Terme rappresenta un traguardo significativo per il nostro territorio, migliorando l’accessibilità per i cittadini e rafforzando il legame con Milano. Questo sviluppo testimonia il nostro impegno continuo nel garantire un servizio aeroportuale di eccellenza, in linea con le esigenze della nostra comunità”.
I nuovi voli sono disponibili per l’acquisto sul sito www.ita-airways.com, nelle agenzie di viaggio, nel Customer Center e nelle biglietterie aeroportuali.
On. Cannizzaro: “4 voli night -stop Reggio non li aveva mai avuti”
L’onorevole Francesco Cannizzaro, Vice Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati e Coordinatore della Calabria, esprime la propria soddisfazione per altre novità che interesseranno gli aeroporti calabresi di Reggio e Lamezia.
Dal prossimo mese ITA Airways ha ripristinato il volo mattino/sera su Milano Linate dall’Aeroporto di Reggio Calabria.
Reggio Calabria – Milano Linate 06:15 – 07:55
Milano Linate – Reggio Calabria 21:20 – 23:05
Tali orari consentiranno di poter fare andata e ritorno nella stessa giornata soddisfacendo le esigenze di parte dell’utenza .
Novità anche a Lamezia dove il volo da Linate arriverà alle ore 20:05 e ripartirà 45 minuti dopo.
Così l’On. Cannizzaro: “Quattro voli night-stop Reggio Calabria non li aveva mai avuti, vale a dire ben 4 aerei che ‘dormono’ nell’aeroporto dello Stretto pronti a ripartire all’alba del giorno seguente. Ma nell’era Occhiuto succede anche questo in Calabria. Esprimiamo dunque grande soddisfazione perché ITA ha deciso di investire ancora sia su Reggio che su Lamezia, incrementando il ventaglio di opportunità da e per la nostra regione.”
SS106: 2 feriti non gravi in uno scontro tra due auto tra Locri e Siderno.
E’ di due feriti non gravi, il bilancio di un incidente stradale avvenuto attorno alle 9,15 di questa mattina sulla SS106 tra Locri e Siderno.
Due autovetture con i soli conducenti a bordo, due uomini di 66 e 51 anni, si sono scontrate frontalmente per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri. La squadra dei Vigili del Fuoco di Siderno coordinata dal Capo Squadra Antonio Audino è intervenuta per estrarre dall’abitacolo uno dei due occupanti.
Entrambi i feriti sono stati trasportati dal 118 presso il nosocomio locrese per le cure del caso.
Chiede la revisione del processo a conclusione del quale è stato condannato in via definitiva a 20 anni di reclusione Francesco Mesiano, di 51 anni, accusato dell’omicidio di Nicholas Green, il bambino statunitense di 7 anni ucciso per errore nel 1994 nel corso di un tentativo di rapina mentre percorreva in auto, insieme ai genitori, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Mesiano nel 2009 ha finito di scontare la condanna comminatagli dalla Corte d’assise d’appello di Catanzaro, che riformò una sentenza di ergastolo decisa in primo grado, ma é attualmente detenuto, con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso, perché coinvolto nell’inchiesta “Maestradale-Carthago” condotta dalla Dda di Catanzaro.
Ed è proprio dal carcere che Mesiano ha fatto pervenire all’ANSA una lettera, scritta in occasione del trentesimo anniversario dell’assassinio di Nicholas Green, in cui ribadisce, come ha sempre fatto, peraltro, di non essere stato lui ad assassinare il bambino statunitense.
“Non immaginavo mai, se non vivendolo sulla mia pelle – scrive Mesiano nella missiva – che dovessi trascorrere la mia giovinezza in carcere per un omicidio che non ho mai commesso. Sono passati trent’anni, ormai, ma pensavo, avendo scontato fino all’ultimo giorno la mia condanna, che l’incubo fosse finito. Ed invece mi ritrovo ancora in carcere per un’accusa ancora una volta infondata a mio carico. E questo contrariamente a quanto affermano i collaboratori di giustizia, veri o falsi che siano, ma falsi nel mio caso, che per chissà quale scopo continuano ad infangarmi”.
Francesco Mesiano, nella lettera, si dice “ancora speranzoso che venga disposta la revisione del processo per un omicidio – afferma – che ho pagato da innocente in modo che nessuna ombra di dubbio permanga sulla mia persona. E combatterò per questo finché avrò respiro, appoggiandomi ai miei valorosi avvocati, Michelangelo Miceli e Francesco Calabrese, che hanno creduto e stanno lottando tuttora per me”.
“Spero – dice ancora Mesiano – che la giustizia possa prendere coscienza della situazione e lasciarmi vivere una vita di pace da persona libera come lo ero un tempo, dedita al lavoro, alla fede cristiana ed al rispetto per il prossimo”.
Caso Maysoon Majidi: Tribunale di Crotone si riserva sugli arresti domiciliari
Il Tribunale di Crotone si é riservato di decidere entro cinque giorni sull’istanza di concessione degli arresti domiciliari per Maysoon Majidi, la ventottenne curda iraniana, attivista per i diritti delle donne, arrestata il 31 dicembre scorso con l’accusa di essere una scafista e rinviata a giudizio con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La richiesta di concedere i domiciliari, con braccialetto elettronico, all’attivista curda in una struttura gestita dall’associazione “Sabir” é stata avanzata dal suo difensore, per Maysoon Majidi è stata reiterata dal suo difensore, Giancarlo Liberati.
Il pubblico ministero, Maria Rosaria Multari, ha espresso parere contrario alla concessione dei domiciliari.
Il magistrato, tra l’altro, ha esibito alcuni articoli di giornale sostenendo che “in questo processo, diventato mediatico, si è determinato un condizionamento esterno ed un inquinamento probatorio. Non è un caso che ci sono due testi che non si rendono reperibili per le autorità giudiziarie italiane, nonostante siano state effettuate tutte le ricerche, e poi vanno a parlare con gli inviati della trasmissione ‘Le iene’ e con i loro difensori. Non ci sono le condizioni per concedere i domiciliari all’imputata perché c’è un pericolo di inquinamento delle prove e di fuga”.
L’avvocato Liberati ha anche presentato una istanza di non ammissibilità delle testimonianze dei due migranti che hanno accusato Maysoon Majidi in quanto “non vi era imprevedibilità allontanamento, tanto che lo stesso pm afferma che sono andati via tutti i 77 il 2 gennaio dopo decreto di espulsione. Era prevedibile che migranti si sarebbero allontanati”.
Sedici anni di reclusione: è questa la condanna inflitta dai giudici della Corte d’assise di Cosenza a Isabella Internò, accusata di omicidio in concorso con ignoti per la morte dell’ex fidanzato, il calciatore del Cosenza Donato Denis Bergamini, avvenuta a Roseto Capo Spulico il 18 novembre del 1989.
La sentenza è stata letta dalla presidente della Corte dopo 8 ore di camera di consiglio.
I giudici hanno ridimensionato la richiesta dell’accusa – 23 anni – concedendo le attenuanti prevalenti sulle aggravanti. L’imputata ha assistito alla lettura del dispositivo a fianco dei suoi legali. La corte ha anche escluso le aggravanti della crudeltà e dell’uso di sostanze venifiche. La Corte ha poi condannato Internò all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dei diritti civili per la durata della pena. L’imputata è stata quindi condannata al risarcimento dei danni da quantificare in separata sede.
Prima della sentenza l’imputata aveva detto: “Voglio solo dire che sono innocente e non ho commesso niente. Lo giuro davanti a Dio. Dio è l’unico testimone che non posso avere al mio fianco”. A dirlo Isabella Interno’, imputata per l’omicidio dell’ex fidanzato, il calciatore Donato Denis Bergamini, con una breve dichiarazione spontanea al termine delle repliche di accusa e difesa.
Tra i banchi la sorella di Denis, Donata Bergamini con i figli Denis, Andrea e Alice
.L’udienza è iniziata con le repliche di accusa e difesa. Il primo a parlare è stato il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio. “Bisogna confrontarsi sui fatti non sulle suggestioni – ha detto – e nessuna pressione è stata fatta. Respingiamo fortemente qualunque tipo di allusione su comportamenti per legge meno che corretti. La Procura si è basata su fatti, prove, conclusioni”. Quindi è stata la volta del pm Luca Primicerio e poi dell’avvocato della famiglia Bergamini Fabio Anselmo. Quest’ultimo si è detto “indignato per le allusioni e le tesi del complotto avanzate dalla difesa nel corso delle arringhe. La famiglia Bergamini è stata accusata di voler speculare, di avere fatto complotti non si sa con chi, quando nel corso delle fasi iniziali dell’indagini ha riferito anche le dicerie su Denis”.
Il legale ha anche sostenuto che la storia che Bergamini si possa essere ucciso perché depresso per avere contratto l’Aids sono“tutte suggestioni. Uno dei massimi esperti in materia ha testimoniato che non c’era niente che facesse pensare neanche al contagio”. E anche la tesi della difesa che un altro possibile motivo del suicidio fosse da ricercare perché inserito in strani giri dall’allora compagno di squadra Michele Padovano è falsa per Anselmo. Padovano – presente in aula – ha detto il legale, “è una persona onesta, vittima di un’architettura calunniosa volta a farlo passare come il motivo all’origine del suicidio”. Anselmo ha concluso la sua replica rivolgendosi ai giudici della Corte d’assise: “se Internò è innocente o colpevole lo deciderete voi, ma quello che tutti noi sappiamo è che Denis è stato ucciso”.
A concludere le repliche è stata l’avvocata di Internò, Rossana Cribari. “Se si dice che Bergamini è stato ucciso – ha detto – dovete dire quali sono le parti esecutive del delitto. Mi dovete dire come è stato ammazzato, cosa ha fatto A e cosa ha fatto B, come ho portato il corpo sulla statale e perché nessuno mi ha visto”. Tra il pubblico presente, anche padre Fedele, il frate storico tifoso del Cosenza.
Dopo la lettura della sentenza della Corte d’assise di Cosenza che la condannava a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Denis Bergamini, Isabella Internò, con un’espressione tra l’incredulo ed il disperato, ha stretto forte il braccio del marito. Prima, il marito della Internò, rivolgendosi ad uno dei legali di difesa ha solo detto “perché?“ “Isabella – è stato il commento dell’avvocato Angelo Pugliese – è innocente, ricorreremo in appello”. Quindi, insieme a lui e ai suoi avvocati, è uscita dall’aula da una porta secondaria. Nel cortile del Tribunale, l’uomo ha avuto un malore ed è stato soccorso dai sanitari del 118.
Processo Bergamini, la sorella “Dopo sentenza ho subito pensato a Denis”
Finalmente la Corte ci ha dato ragione.
Quando ho capito che la giustizia arrivava, la mia testa è andata a mio fratello, a mio padre e a mia madre che è ancora in vita ma che probabilmente non riuscirà a capire per la sua malattia Quando ho capito che la giustizia arrivava, la mia testa è andata a mio fratello, a mio padre e a mia madre che è ancora in vita ma che probabilmente non riuscirà a capire per la sua malattia”. Così Donata Bergamini, sorella di Denis, ha commentato, trattenendo a stento le lacrime, la sentenza della Corte che ha condannato Isabella Internò a 16 anni di reclusione.
“Ho pensato subito – ha aggiunto – ai miei figli che hanno finalmente smesso di portarsi dietro questa macchia. Gli ho sempre detto che nella giustizia bisogna avere fiducia che prima o poi la giustizia arriva. Ho provato felicità anche per i miei nipoti che non subiranno quello che hanno subito i miei figli. Cosa ho provato vedendo Internò? Niente non mi ha fatto nessun effetto perché quella persona li per me era già in carcere prima“ ha aggiunto.
“Per quanto riguarda l’aula – ha detto Donata Bergamini – devo ringraziare i miei avvocati perché se siamo arrivati a questo punto, oltre alla Procura di Castrovillari, l’impegno grande è stato dei miei avvocati non solo per quanto riguarda l’impegno morale ma anche l’impegno fisico perché la mia regione (l’Emilia Romagna, ndr) dalla Calabria è difficile da raggiungere. Riguardo al fuori ringrazio gli amici di Denis, gli abitanti della mia regione che mi sono stati vicini ma il ringraziamento più grande va alla città di cosenza, partendo dai tifosi poi da tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni. Ho avuto un calore enorme. E’ quel calore che mio fratello sentiva a Cosenza e che lo ha spinto a non andare in una squadra più importante ma ha preferito rimanere qui”.
“L’entità della pena non mi interessa in questo momento – ha concluso la sorella di Denis – per me la cosa più importante era che quello che sia io che mio padre avevamo subito visto dall’inizio, quello che dicevamo era vero, che Denis era stato ucciso”.
Cori e striscioni per Bergamini fuori dal tribunale di Cosenza
Striscioni rossoblu, un grande numero 8 – il suo numero di maglia – e cori in suo favore.
I tifosi del Cosenza hanno voluto manifestare così, davanti al Tribunale di Cosenza, la loro vicinanza alla famiglia di Donato Denis Bergamini.
La tifoseria, alla tesi del suicidio – la prima ipotesi fatta all’epoca per spiegare la morte del calciatore – non ha mai creduto e adesso che si è in attesa del processo per omicidio a carico dell’ex fidanzata Isabella Internò si è schierata davanti il Tribunale per ribadire la richiesta di “verità e giustizia per Denis”.
All’udienza, tra il pubblico anche gli ex compagni di squadra di Bergamini Michele Padovano, l‘ex portiere Luigi Simoni e il centrocampista Alberto Urban, oltre a padre Fedele Bisceglia, storico tifoso del Cosenza.