Sebastiano Plutino
Con “Lo specchio dipinto – Uno schermo sul mare” è tornato nella città dello Stretto l’appuntamento con la storica rassegna del cinema all’aperto, ospitato nello spazio di fronte al Waterfront. Un progetto finanziato dalla Città Metropolitana, in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria, realizzato dalla Baobei Film, in collaborazione con Dm Entertainment e ShowLike e presentato a palazzo San Giorgio alla presenza del Sindaco Giuseppe Falcomatà, del Delegato alla Cultura Filippo Quartuccio, del Delegato al Turismo Giovanni Latella e del Direttore artistico Michele Geria.
Un successo di pubblico già dalle prime serate, grazie al gradimento mostrato dai reggini e dai turisti che hanno riempito le postazioni predisposte nello splendido scenario della parte nord del lungomare Italo Falcomatà. Lunedì sera, alla proiezione “Lassù qualcuno mi ama”, un documentario del 2023 diretto da Mario Martone sulla vita artistica di Massimo Troisi, era presente il sindaco Giuseppe Falcomatà che ha potuto constatare l’idea vincente di uno dei tanti festival che negli ultimi due mesi hanno contribuito ad impreziosire il variegato cartellone dell’Estate reggina.
“Quello che avevamo immaginato – ha spiegato il primo cittadino – è che location come il watertfront, come già era accaduto per il Castello Aragonese, potessero con la loro bellezza naturale valorizzare spettacoli culturali, musicali e così è stato. Stiamo assistendo a una rinascita che passa attraverso la narrazione dei nostri luoghi più belli: anche il cinema, con le sue produzioni e soprattutto con le tante pellicole ambientate in Calabria, può raccontare la parte positiva del nostro territorio. Sono tante le località nostrane che in questi anni, grazie a film e fiction di successo, sono state conosciute e amate in Italia e all’estero. Da qui l’importanza degli investimenti che si sono fatti, e che si continueranno a fare, sul cinema perché diviene veicolo di diffusione e conoscenza dei nostri luoghi del cuore. Anche da qui nasce l’idea di riportare un’antica tradizione come il cinema all’aperto nell’estate reggina, per consentire a cittadini e turisti di godere di vere e proprie opere d’arte del grande schermo, cullati dalla brezza estiva ed in un contesto di bellezza come la nuova scalinata del waterfront”.
Parco urbano Tempietto, Merenda: «Un altro luogo del cuore che merita cura e rispetto da parte dei cittadini»
«L’Amministrazione comunale ha mantenuto la promessa e ha fatto la sua parte nel riqualificare una zona vitale per la città, adesso tocca ai cittadini mostrare amore e rispetto dei luoghi, prendendosene cura così come di tutti i beni comuni». Con queste parole il consigliere comunale con delega ai Parchi e Giardini, Massimiliano Merenda ha commentato la festa dell’inaugurazione del nuovo Parco urbano Tempietto sul Lungomare Falcomatà.
«Sabato pomeriggio abbiamo visto con quanto entusiasmo la città ha accolto la restituzione della nuova area. Un momento atteso per tanti reggini, e non solo, che hanno mostrato di avere fame di luoghi di socialità, di luoghi per lo sport ma anche adibiti al verde pubblico. In questo senso il Parco del Tempietto, per come è stato pensato, è in grado di rispondere, in maniera funzionale a tutta una serie di esigenze grazie alla sistemazione di arredi di verde pubblico, arredi urbani per lo sport e il tempo libero, giochi e attrezzi per le aree di agility dog».
Il consigliere delegato ha ricordato la precisa suddivisione in «Aree gioco per bambini già delimitate e sistemate, un parco inclusivo con strutture sensoriali adatte alle esigenze di tutti i bimbi. E poi ancora panchine e cestini per la raccolta differenziata. Oltre al playground per il basket, c’è un ampio settore attrezzato come palestra all’aperto che consente un allenamento completo e gratuito tutto le ore del giorno».
Come aggiunge il consigliere: «Particolare attenzione è stata riservata alla piantumazione di alberi e siepi compreso il sistema di irrigazione puntuale, creando, grazie alle diverse tipologie di essenze presenti, un vero e proprio giardino della biodiversità. Inoltre le varie aree attrezzate sono intervallate con ampi spazi verdi, dotati di sedute e tavoli con scacchiere per i giochi di dama e scacchi. In particolare nella zona confinante con la piastra d’acqua, è stato realizzato uno spazio di socialità e sosta, dal nome evocativo i “giardino dell’Alzheimer”, costituito da siepi basse di essenze odorose opportunamente collocate con finalità terapeutiche e l’ubicazione di un salotto (sedute in cemento colorato di forma irregolare) che, insieme alla già presente panchina ad onda, arreda e rende fruibile lo spazio-giardino dedicato principalmente a persone colpite dalla malattia, che possono così godere dei benefici delle essenze piantumate».
«Consegniamo questo gioiello alla città – ha concluso Merenda – nella speranza che tutti noi possiamo esserne fedeli custodi per possiamo contribuire a potarlo come fiore all’occhiello della nostra Reggio».
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Era stato un successo già alla prima ma il secondo appuntamento sotto il balcone di Palazzo San Giorgio ha confermato ampiamente il gradimento del programma, di assoluto rilievo, delle Serenate e dell’Opera cantate da questo suggestivo affaccio che dà sul Corso e, soprattutto, sul Teatro Cilea.
Un esperimento posto in essere per la prima volta a Reggio Calabria ed utilizzato in alcune capitali europee che ha incrociato il favore non solo di melomani o di professionisti della musica ma anche di moltissimi cittadini, perché, alla fine, il valore concreto della cultura si misura rispetto a ciò che lascia, in senso immateriale, nell’animo dei suoi fruitori.
Non sarà sfuggito, da questo punto di vista, il viso commosso di molti che hanno assistito a questa due giorni. Aspetto che vale più di un ordinario coinvolgimento o entusiasmo.
Una scaletta articolata e ricchissima, in questo secondo appuntamento, che ha infilato (una dietro l’altra) delle vere e proprie “perle”. Tra queste i capolavori di Mozart, “Tutto ancor non ho perso… Via resti servita” – Le nozze di Figaro, “Cosa mi narri… Sull’aria” – Le nozze di Figaro, “Prenderò quel brunettino” – Così fan tutte, ed ancora “Sous le dômes epais” – Lakmé – di Delibes, “Sono pochi fiori” – L’amico Fritz di Mascagni, ed alcuni tra i principali successi di Puccini, “Ch’il bel sogno” – La Rondine, “Un bel dì vedremo” – Madama Butterfly, “O mio Babbino caro” – Gianni Schicchi, “Donde lieta” – La Bohème, “Quando m’en vo” – La Bohème, “Scorri, fiume eterno” – Tabarro, ed ancora Donizetti con “Udite o rustici” – L’elisir d’amore, “Vien Leonora” – La favorita, “Come s’en va contento… Quanto amor” – L’elisir d’amore. Grande spazio a Puccini, nel suo centenario, che, sempre nell’ambito del Festival “Cilea”, all’Arena dello Stretto, avrà un tributo tutto suo con “Le donne di Puccini”.
Ad interpretare le soavi note dal balcone di Palazzo San Giorgio, in modo apprezzato ed impeccabile, le voci ed i nostri musicisti del Conservatorio: una scelta precisa che il direttore artistico Alessandro Tirotta ha voluto sottolineare non solo in occasione della presentazione del “Cilea Lyric & Classic Music Festival” ma anche prima di ogni evento.
Le due soprano Chiara Pirrò e Roberta Panuccio, il baritono Domenico Cagliuso e, al pianoforte, Francesco Rosaniti. L’immagine della città che “alza gli occhi ed il cuore” la suggerisce sia la scelta dell’esperimento della musica dai balconi che quella di produrre lo spettacolo interamente con professionisti locali. Una Reggio culturale e musicale che piace, che diverte e che, non solo metaforicamente, guarda in alto. Non è solo una suggestione, perché chi è passato in questi giorni tra il Teatro Cilea e Palazzo San Giorgio ha vissuto un’esperienza che propone una Reggio in gran stile.
Le immagini ed i suoni diventano un patrimonio collettivo e, attraverso la memoria, rigenerano bellezza e cultura. E’ possibile affermare, anche senza alcuna enfasi, che un festival come questo può veramente trasformare un sentire ed una sensibilità; ricollegando la città alle sue espressioni più elevate. Per ora ci si gusta il riecheggiare di queste suggestioni sui muri e sulle scale del Teatro Cilea; e passando sotto Palazzo San Giorgio si può guardare ancora a quel balcone aspettandosi che da quelle finestre tiri un vento carico di emozioni.
L’appuntamento per i prossimi eventi del festival è all’Arena dello Stretto con “Le donne di Puccini”, “Pierino e il lupo” e “Musica e Cinema”.
“Questa per me è la decima edizione del Premio Rhegium Julii alla quale partecipo come primo cittadino di Reggio Calabria. Ricordo molto bene le prime riunioni quando si andava incontro anche a interrogativi abbastanza seri sulla possibilità di poter continuare a realizzare questo tipo di evento in quanto non vi erano le risorse necessarie a portare avanti il Premio che è di straordinaria qualità a livello nazione. Le cose con il tempo sono cambiate, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare oltre che col sentimento, anche in maniera concreta, attraverso atti amministrativi che oggi mettono il premio Rhegium Julii ed in generale le attività dell’associazione, in qualche modo al sicuro, consentendo una programmazione che ha un orizzonte un po’ più ampio”. Così il Sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, partecipando alla cerimonia di consegna del 56esimo ‘Premio inedito Rhegium Julii 2024’, svoltasi al Circolo Tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria.
“La qualità di questa attività culturale prodotta dal Rhegium Julii – ha aggiunto Falcomatà – ci dice che dobbiamo fare ancora di più se non ci vogliamo adagiare su quanto già fatto, perché il Premio ormai è ai primi posti nel settore della letteratura, nulla ci vieta che possa raggiungere il primo. Questa città deve avere l’ambizione, perché è anche grazie alla resistenza, alla residenza, alla qualità dei premiati, all’attività culturale sul territorio, che oggi Reggio Calabria è tra le 20 finaliste per essere Capitale italiana della Cultura 2027”. “E’ una grandissima sfida – ha evidenziato il primo cittadino – che supera l’orizzonte di un ciclo politico amministrativo, ma è una sfida che ci deve vedere tutti i protagonisti, con uno spirito collaborativo e concreto. Dobbiamo essere chiaramente consapevoli che questa città ha tutte le caratteristiche, le qualità per via del patrimonio storico, artistico, culturale, archeologico e naturale, non solo per arrivare in fondo a questa candidatura, ma per essere Capitale italiana della Cultura 2027. Si tratta di uno sforzo collettivo – ha concluso – al quale saremo chiamati tutti, con orgoglio e passione”.
Ponte Calopinace: svolta stamattina la seduta Commissione Controllo e Garanzia
“Trenta metri e milletrecento giorni di ritardi e bugie. È assurdo che l’amministrazione più inefficiente e fallace della storia possa generare per tutta la popolazione un danno così grave, con la mancata realizzazione di un micro-ponte di soli 30 metri” – a dichiararlo Massimo Ripepi, Presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Reggio Calabria – “La cosa più grave è che il Sindaco Falcomatà e i suoi Assessori, in questi 4 anni, hanno finto reiteratamente di affrontare la questione, cercando perfino di scaricare la responsabilità alla Regione, per poi giungere oggi a recidere il contratto. La Commissione Controllo e Garanzia farà il possibile per circoscrivere le responsabilità di tutti coloro che hanno governato questa incompiuta del secolo.”
Ha annunciato così Ripepi, la convocazione dell’ennesima riunione della Commissione Controllo e Garanzia, a pochi giorni di distanza dall’ultima, e svolta stamattina la Sala Commissioni del Comune di Reggio Calabria e avrà come oggetto il ritardo nella realizzazione del ponticello sul torrente Calopinace, un’opera fondamentale che avrebbe dovuto collegare il Parco Lineare Sud alla Via Marina.
“Checché ne dicano i NO-Ponte, certamente sembra che la costruzione di questo ponticello sia diventata una sfida ingegneristica che supera di gran lunga quella relativa al Ponte sullo Stretto. Ma si sa: nulla è impossibile per l’Amministrazione Falcomatà, che riesce a rendere irrealizzabili anche le cose semplici!” – ha ironizzato Ripepi, che poi ha spiegato – “La realizzazione di quest’opera, lunga 30 metri e progettata per consentire il transito sia di veicoli che di pedoni e ciclisti, avrebbe dovuto essere completata quattro anni fa, ma ad oggi i lavori sono ancora fermi. Il progetto, approvato nel 2016 e aggiudicato all’impresa Torchia Cataldo nel 2020, ha subito innumerevoli ritardi. Per giunta, recentemente, il Comune ha avviato la rescissione del contratto con l’impresa per inadempienze contrattuali, aprendo così un nuovo capitolo nella ricerca di soluzioni per il completamento dell’opera.”
“Durante la seduta della Commissione, saranno auditi l’Assessore ai Lavori Pubblici, Ing. Franco Costantino, e il Dirigente del Settore Grandi Opere Programmazione Lavori Pubblici, Arch. Bruno Doldo, per chiarire le motivazioni che hanno portato a questo stallo e per illustrare i prossimi passi per superare la situazione di blocco.” – ha concluso il Presidente Massimo Ripepi che ha poi invitato calorosamente tutti i cittadini e i rappresentanti dei comitati di quartiere a partecipare alla riunione, in un momento in cui è necessario tenere alta l’attenzione su questo tema e dare un contributo per trovare una via d’uscita da questa impasse che sta danneggiando tutta la comunità reggina.
MArRC: domani l’incontro “Ruolo e potere delle Auguste da Livia alle Giulie dei Severi tra diritto e prassi politica”
Proseguono gli incontri sulla “percezione dell’Antico” promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos. “Ruolo e potere delle Auguste da Livia alle Giulie dei Severi tra diritto e prassi politica” sarà il tema della conversazione che la Prof.ssa Lucietta Di Paola Lo Castro, già Professore associato di Storia Romana e di Istituzioni e Società nell’antica Roma, Università di Messina nonchè Direttore della rivista “Il Maurolico”, terrà domani 28 agosto alle ore 18,00 presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria con la partecipazione del Dott. Fabrizio Sudano, Direttore del Museo e di Stefano Iorfida, Presidente dell’Associazione Anassilaos. “Le donne dei Cesari”, le mogli, le madri e in qualche caso le figlie e le sorelle degli imperatori romani sono state oggetto da parte degli storici antichi di una campagna di diffamazione i cui effetti sono giunti quasi fino a noi: dissolute e adultere (Giulia, figlia di Augusto, assassinata a Reggio per ordine del marito Tiberio; Domizia, moglie di Domiziano, Faustina Minore moglie di Marco Aurelio); assassine e finanche incestuose (le sorelle di Caligola e Agrippina Minore, madre di Nerone); addirittura prostitute per passione (il caso di Messalina, moglie di Claudio, che frequentava i bordelli di Roma per il solo piacere; una sorta di “Bella di giorno” che sfuggiva alla noia del talamo imperiale). Quando non potevano essere tacciate di immoralità venivamo accusate d’essere intriganti, matrigne per i figli e i nipoti di primo letto dell’imperatore al fine di assicurare il potere ai propri figli (il caso di Livia moglie di Augusto e madre di Tiberio e ancora di Agrippina Minore) oppure capaci di determinare la successione al trono manovrando dietro le quinte (il caso di Plotina, moglie di Traiano, che spinse a favore del successore Adriano). A spiegare una tale avversione da un lato il pregiudizio “maschilista” che mal tollerava il potere delle donne e dall’altro l’avversione degli storici antiche all’autocrazia degli imperatori. Tale “leggenda nera” è giunta fino a noi e soltanto da poco gli storici si sono sforzati di indagare, al di là del gossip, sull’effettivo ruolo politico e dinastico svolto dalla donne dei cesari, evidenziandone le capacità politiche e sottolineando il potere da esse esercitato, tanto più grande quanto più debole era l’imperatore, per carattere (Claudio ad esempio che gli storici dicono schiavo delle mogli, Messalina e poi Agrippina Minore) o per età (vedi gli imperatori quasi bambini dei Severi, Elagabalo e Severo Alessandro dominati dalle madri Julia Soemia e Julia Mamea). Un “potere” il loro ben reale che poteva però esercitarsi di nascosto e mai apertamente, poiché l’imperatore era sempre il comandante dell’esercito e mai un esercito di maschi avrebbe prestato giuramento di fedeltà a una donna ( i tempi di una Maria Teresa d’Austria e di una Caterina II di Russia sono di là a venire). L’attenzione degli storici moderni si è dunque rivolta a quegli aspetti “costituzionali” che sancivano un riconoscimento formale alle imperatrici quale, soprattutto il titolo di Augusta che il Senato conferiva su proposta dello stesso impetratore, marito o figlio che fosse, soffermandosi anche sulla influenza esercitata da esse sulla cultura e sulle arti (Julia Domna, moglie di Settimio Severo, considerata una “filosofa”, è al centro di Circoli culturali mentre Julia Mamea, madre di Severo Alessandro, intratteneva rapporti con filosofi sia pagani che cristiani, soprattutto con Origene).
Si terrà oggi pomeriggio, lunedì 26 agosto 2024, alle ore 17.00, presso l’auditorium Sala del Carmine di Santo Stefano in Aspromonte, la cerimonia commemorativa in ricordo dell’avv. Eugenio Musolino. Personalità di spicco del mondo politico regionale e nazionale, Musolino è stato tra i Padri Costituenti della Repubblica Italiana, senatore di diritto nel corso della prima legislatura e deputato nel corso della seconda.
All’incontro, promosso dal Comune di Santo Stefano in Aspromonte e dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, interverranno per i saluti introduttivi il sindaco del Comune aspromontano Francesco Malara, il magistrato e procuratore della Repubblica aggiunto Stefano Musolino e l’europarlamentare Giusi Princi. Seguiranno gli interventi dei relatori Alfredo Vadalà, presidente della commissione toponomastica del Comune di Santo Stefano in Aspromonte, Antonino Romeo, storico e deputato di Storia Patria della Calabria, e Bruno Azzerboni, professore ordinario dell’Università di Messina. Previste, infine, le testimonianze di Sergio Notaro, giornalista, e di Giuseppe Morabito, avvocato.
Miss Expert Calabria 2024 è Maria Rosaria Marchianò di Spezzano Albanese. Grazie a questo titolo rappresenterà la Calabria alle prefinali nazionali di Miss Italia, che si svolgeranno dal 4 al 7 settembre presso il Centro Vacanze De Angelis, nel cuore della Riviera del Conero, nelle Marche.
La trentacinquesima tappa di Miss Italia Calabria, tredicesima selezione regionale, è stata ospitata dal Comune di Cerchiara di Calabria.
Linda Suriano e Carmelo Ambrogio, esclusivisti di Miss Italia Calabria e titolari della Carli Fashion Agency: «Ringraziamo chi ha voluto fortemente la realizzazione di questa manifestazione: l’amministrazione comunale di Cerchiara, nella persona del sindaco Giuseppe Ramundo, che ci ha accolti calorosamente e accompagnati alla scoperta delle bellezze del luogo; i partner Pino Curto della gioielleria Curto di Corigliano-Rossano, Pasquale Inzitari del gruppo Expert Calabria e Francesco Mazzei della pasticceria Mazzei di Corigliano Calabro. L’iniziativa si collega alla nostra mission di valorizzazione del territorio. Tema di questa edizione è “Calabria tra storia e tradizioni – un viaggio d’incanto”. Ogni elemento che il pubblico ha potuto ammirare, dagli abiti tradizionali calabresi alle musiche, dalle coreografie agli artisti locali, hanno celebrato con orgoglio la storia e le tradizioni della nostra Regione. Venite a visitare Cerchiara. Venite in Calabria! Ringraziamo i partner che hanno contribuito alla realizzazione della serata, Un ringraziamento speciale, come sempre, va alla nostra instancabile squadra di professionisti. Ringraziamo il pubblico che ci segue numeroso anche da casa. In questa serata, abbiamo registrato un altissimo numero di commenti e visualizzazioni sulla nostra pagina Facebook. Grazie alla giuria, alle aspiranti miss e alle loro famiglie».
Il sindaco del Comune di Cerchiara di Calabria Giuseppe Ramundo: «Miss Italia Calabria è un appuntamento molto importante che abbiamo storicizzato, in quanto è il terzo anno consecutivo che realizziamo questa straordinaria manifestazione. Rappresenta un’importante occasione per la valorizzazione e la promozione del nostro territorio. Quest’anno, abbiamo pensato di accogliere la kermesse in Piazza Maria Pia Adduci in Piana, una parte di territorio a forte vocazione agricola che merita di essere conosciuto per il valore e il tessuto economico che rappresenta. Tra le bellezze del nostro Comune troviamo il Palazzo dei Pignatelli (conosciuto come “Palazzo della Piana”), risalente al 1600. Due anni fa, precisamente il 10 agosto, in occasione di un evento storico, culturale e gastronomico, organizzato dall’ambasciatore della Repubblica di San Marino, l’ingegnere Nicola Barone, abbiamo avuto in visita il principe Stefano Pignatelli, uno dei pochi eredi dei Pignatelli di Cerchiara, presenti al centro storico e al Palazzo della Piana. Tra le altre bellezze naturalistiche e paesaggistiche, troviamo la Grotta delle Ninfe. L’acqua sulfurea, che mantiene una temperatura di 30°, è usata sia per le cure termali sia per l’irrigazione dei campi, in particolare nella contrada Piana. Tra le altre meraviglie da visitare: l’Abisso del Bifurto, interessato dal film di Michelangelo Frammartino “Il buco”, nonché il Santuario di Santa Maria delle Armi. Il nostro territorio è fortemente improntato all’agricoltura e rappresenta un volano anche per tutto il territorio circostante; è punto di riferimento per lo Ionio cosentino. Vi sono produzioni olivicole e produzioni agrumicole molto importanti. Inoltre, è ricco di colture seminative».
Pino Curto (titolare della Gioielleria Curto di Corigliano-Rossano): «Sono molto legato al Comune di Cerchiara e sono convinto che può esprimere tantissimo. Ci sono numerose meraviglie che possono favorire il turismo. Inoltre, la gente di questa terra lavora sodo, si impegna e produce. Questo territorio merita di essere valorizzato. Qui, nasce il vero oro: le arance di Cerchiara e l’olio d’oliva sono molto rinomati. Auguro alle aspiranti miss che si sono contese il titolo di Miss Expert Calabria 2024 di crescere a livello culturale e portare alto il nome della nostra Regione».
La trentacinquesima tappa di Miss Italia Calabria ha avvolto il Comune di Cerchiara in una magica atmosfera. Adagiato alle pendici del monte Sellaro, a oltre settecento metri d’altitudine, Cerchiara di Calabria è un angolo di paradiso dove storia e natura si intrecciano in una sinfonia di bellezze senza tempo. Dominato dai resti del castello medievale, il borgo si affaccia sulla pianura di Sibari e si apre a uno scenario naturale abbracciato dalle cime della Serra di Paola e dei monti Sellaro, Sparviero e Panno Bianco. Questo antico sito, le cui origini risalgono probabilmente all’età preellenica, è un tesoro di monumenti e opere d’arte, offrendo panorami incantevoli, tra i più suggestivi della Regione. Le vette di Serra Dolcedorme e Serra delle Ciavole, cuore pulsante del Parco Nazionale del Pollino, incorniciano un paesaggio straordinario. La “Montagnola del Pollino”, parte del territorio di Cerchiara, è famosa per i suoi faggi serpente e pini loricati. Secondo gli archeologi, gli insediamenti di Cerchiara potrebbero risalire al paleolitico e all’epoca ellenistico-romana. Secondo alcuni storici, il nome di Cerchiara deriva da “querciara”, in riferimento alle querce locali, mentre altri ipotizzano che possa derivare dal termine semita “kirkis”, riferito alle sorgenti termali sulfuree della zona. Uno dei gioielli di Cerchiara è il Santuario di Santa Maria delle Armi, un capolavoro di arte rinascimentale scavato in parte nella roccia. Questo complesso architettonico ospita la miracolosa immagine nera della Madonna, conservata in una teca d’argento. Il Santuario, costruito a partire dal 1440, sorge su un sito di culto antico, come dimostrano i reperti del X secolo trovati nelle grotte del monte Sellaro. La sua architettura e le sue opere d’arte barocche attirano visitatori e devoti da ogni angolo della Calabria. A pochi passi dal Santuario, la chiesa di San Pietro, risalente al Quattrocento e restaurata successivamente, incanta con il suo interno trinavato e la sua architettura rinascimentale. I dipinti su tela e la ricca cornice lignea dorata arricchiscono l’interno, testimoniando l’arte provinciale barocca e l’influenza della pittura napoletana del Settecento.
Nel cuore della Piana di Cerchiara, i Pignatelli, ultimi signori feudali, costruirono nel 1600 il maestoso Palazzo della Piana. Questo edificio, che includeva anche un mulino e un frantoio, divenne il centro dell’attività economica e agricola del territorio. I Pignatelli introdussero la produzione di liquirizia, un prodotto così pregiato che conquistò i mercati di Londra. Infine, il Parco Comunale Archeologico-Speleologico della Cessuta, situato nei pressi del Santuario di Santa Maria delle Armi, offre itinerari suggestivi che si snodano attraverso 300 ettari di bosco. Le sorgenti sulfuree della Grotta delle Ninfe sono una delle principali attrazioni di Cerchiara. Già note agli antichi Sibariti, queste acque alimentano un complesso termale dove si formano fanghi terapeutici. La grotta, con le sue pareti di roccia calcarea e le piscine di acqua calda, è avvolta da leggende che la collegano alla mitica Calipso.
Il Pane di Cerchiara ha conquistato il riconoscimento del Parco Nazionale del Pollino come prodotto tipico dell’area montana. La sua fama si è estesa ben oltre i confini regionali, grazie al suo sapore intenso e alla fragranza inconfondibile, frutto di una tradizione che si tramanda da generazioni. Il Comune di Cerchiara ha valorizzato questa prelibatezza creando un Museo del Pane e della Civiltà Contadina, dove la storia e le tecniche di panificazione vengono raccontate attraverso attrezzi d’epoca e documentari immersivi. Cerchiara di Calabria è un borgo dove la storia si fonde con la natura in un abbraccio indissolubile, dove ogni pietra racconta una leggenda e ogni sentiero conduce alla scoperta di un paesaggio mozzafiato. Un angolo di Calabria che merita di essere esplorato e apprezzato.
In una serata all’insegna dell’eleganza, l’edizione 2024 di Miss Italia Calabria, intitolata “Calabria tra storia e tradizioni – un viaggio d’incanto”, ha offerto uno spettacolo indimenticabile che ha celebrato la bellezza e la ricchezza culturale della nostra Regione.
Con la direzione artistica di Linda Suriano, i testi di Francesca Marchese, le coreografie di Lia Molinaro e gli abiti tradizionali realizzati dall’Accademia New Style – Scuola di Moda e Design di Franca Trozzo, l’evento ha saputo catturare e mettere in luce le peculiarità di una terra che continua a incantare e a ispirare, dimostrando che la vera bellezza è profondamente radicata nella storia e nelle tradizioni del territorio.
La sigla ufficiale, “Immagina la bellezza”, ideata e arrangiata dall’artista Roberto Bozzo, ha fatto da colonna sonora all’evento. Un aspetto distintivo di questa edizione è stato il percorso di crescita interiore delle aspiranti miss calabresi guidato da Katya Giannini, esperta in dinamiche dell’inconscio e mental coach.
La conduzione della serata è stata affidata ad Andrea De Iacovo. I cantanti Giovanni Segreti Bruno e Natalina hanno coinvolto il pubblico con le loro performance. A proclamare la vincitrice della trentacinquesima tappa di Miss Italia Calabria è stata la giuria composta da: Maria Antonietta Adduci (delegata allo Spettacolo del Comune di Cerchiara di Calabria), Sara Bonanno (socia Proloco del Sellaro), Simona Laino (presidente associazione La Rosa dei venti), Alessandro Curto (Gioielleria Curto di Corigliano-Rossano, Miluna), Giuseppe Pirillo (Framesi), Franco Maurella (giornalista), Mario Soldato (Expert), Maria Pistocchi (funzionario regionale), Mario Soldato (Expert).
Al momento della proclamazione, Miss Expert Calabria 2024 ha confessato di aver provato «Tantissime emozioni. Dedico questa fascia ai miei genitori e al mio fidanzato. Cercherò di portare la mia spontaneità alle prefinali nazionali. Questo concorso rappresenta un’opportunità di crescita personale e professionale. Mi ha consentito di acquisire maggiore consapevolezza e affrontare le mie insicurezze. Sogno di diventare una modella e calcare le passerelle internazionali».
Prossimo appuntamento con Miss Italia Calabria il 26 agosto a Marano Principato. Prosegue così il viaggio di Miss Italia Calabria, portando con sé la magia di una Regione ricca di storia e meraviglie, in cui ogni tappa diventa un’occasione unica per celebrare la bellezza, la cultura e le sue tradizioni.
