Sebastiano Plutino
Reggio: Sinistra Popolare denuncia abbattimento di un albero a Piazza Milano
Si ritorna ancora una volta, a distanza di qualche giorno dal precedente comunicato, a far conoscere all’intera cittadinanza, cosa si sta verificando nei pressi di Piazza Milano, tra via Scilla e l’entrata da Sud del viale Calabria. Nella stessa area sta continuando in modo inesorabile lo scempio dell’area verde. Un altro albero è stato abbattuto in modo violento ed inesorabile, nell’indifferenza generale. I lavori nell’area adibita a cantiere, sono fermi, come segnalatoci da tempo, mentre continuano le azioni vandaliche sul verde esistente nella zona, ormai ridotto ai minimi termini. L’azione distruttiva (come immortalato dal supporto fotografico a questa breve nota) si concentra sugli ultimi due alberi esistenti nell’argomentata area verde. Come riportato nel precedente comunicato uno dei due alberi, in perfetto stato salute, è stato letteralmente sventrato, ed una grossa parte dello risulta riversa sul terreno. Sicuramente stessa sorte subirà l’altro fusto. Continua nell’indifferenza generale lo scempio al verde cittadino ed il continuo degrado di Reggio Calabria. Dove sono gli ambientalisti? Che fine hanno fatto i componenti del Comitato di quartiere Viale Calabria-Via Palmi, di Reggio Rinasce, della
Consulta comunale Assetto del Territorio di Palazzo San Giorgio? Non avete altre argomentazioni a tal riguardo, dopo il comunicato dello scorso giugno? Qual è l’idea del verde a Reggio da parte della giunta Falcomatà? Quella di tutelarla o abbatterla come si sta verificando, senza che nessuno intervenga in modo netto e decisivo? Cosa c’è dietro l’abbattimento di ogni albero? Sarebbe opportuno che altri organi iniziassero ad analizzare in modo netto a riguardo ciò che avviene sul territorio.
Palmi: countdown per la 4° edizione dei Festival dei Tramonti, special guest Maria Grazia Cucinotta
Via alla quarta edizione del Festival dei Tramonti di Palmi, il grande evento ideato e organizzato dall’Associazione Prometeus.
L’11 agosto, dalle ore 22.00, il meraviglioso scenario della Villa comunale “G. Mazzini” sarà teatro della prestigiosa kermesse che celebra la cultura, l’arte e la bellezza.
Special guest di questa edizione, l’attrice, produttrice e modella Maria Grazia Cucinotta, icona del cinema italiano.
L’Associazione, guidata dal Presidente Saverio Petitto, impegnata tutto l’anno con iniziative, eventi e progetti importanti, ha istituito il Premio Prometeus, un riconoscimento che viene conferito a personalità che si sono distinte, a vario titolo, nel campo della cultura, della legalità, del volontariato e della sanità.
Nel corso della serata, sarà dunque conferito il Premio Prometeus 2024 alla Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Maria Grazia Arena (sezione giustizia e legalità), all’avvocato e già sottosegretario, Armando Veneto (sezione cultura), al medico volontario Caritas, Annunziata Larocca (sezione volontariato e filantropia), al direttore di Unità Operativa Complessa Fisica Sanitaria del Gom, Giuseppe Sceni (sezione sanità d’eccellenza).
A condurre la manifestazione, il giornalista Arcangelo Badolati affiancato da Lilli Sgrò e da Antonio Malgeri. A cornice del ricco programma, l’intervento musicale della cantante Natalia Saffioti.
L’evento, che si avvale del patrocinio del Comune di Palmi, è prodotto da Natale Princi management.
Fiore all’occhiello tra le manifestazioni ideate dall’Associazione di volontariato, attiva sul territorio da vent’anni e protagonista di straordinarie imprese, il Festival rappresenta un appuntamento culturale di grande rilievo e interesse. Numerosi gli ospiti, che si sono susseguiti nelle varie edizioni, da Giancarlo Giannini a Richy Tognazzi, da Ornella Muti ad Alba Parietti, a Dario Brunori e vari esponenti della magistratura, della letteratura, del giornalismo, della medicina e dell’associazionismo.
«Siamo pronti a vivere e a condividere una meravigliosa serata – afferma il Presidente Saverio Petitto – che abbiamo organizzato in ogni dettaglio, con amore per la nostra terra e la nostra comunità». «L’appuntamento con il Festival dei Tramonti – sottolinea Petitto – rappresenta per noi una sintesi dei valori che ci muovono ogni giorno a operare per la Bellezza materiale e morale». «Siamo al lavoro su tanti progetti – conclude Saverio Petitto – con l’entusiasmo e l’umiltà che da sempre ci caratterizza e con la voglia di essere utili, di creare occasioni di crescita culturale e di proiettare l’immagine di una Calabria diversa, fiera dei propri tesori e libera da qualunque stereotipo».
Comune di Reggio: in VII commissione focus sull’istituzione del corso di laurea in Medicina e Chirurgia
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Reggio: manifestazione di protesta a Piazza Italia “Arghillà: figli di nessuno!”
Si è tenuta ieri in Piazza Italia la manifestazione dal titolo “Arghillà: Figli di nessuno!”, organizzata dal Gruppo Civico “Noi Siamo Arghillà – La Rinascita” per denunciare l’emergenza sanitaria critica che affligge il quartiere a nord di Reggio Calabria. La situazione attuale è insostenibile, con rifiuti tossici accumulati, auto bruciate e fumi neri che avvelenano l’aria, accompagnati dalla presenza allarmante di amianto. Tutto ciò avviene in un silenzio assoluto da parte delle istituzioni, complici passive di un’inevitabile crisi che sta causando malattie e morti tra i residenti.
I cittadini di Arghillà si trovano a vivere un clima di totale indifferenza da parte di coloro che dovrebbero proteggerli. Durante la manifestazione sono stati esposti striscioni e cartelli che denunciavano le gravi malattie causate dall’esposizione a sostanze tossiche, tra cui tumori, carcinomi polmonari e asbestosi. Alcuni residenti hanno avuto il coraggio di mostrare i referti medici, evidenziando l’allarmante incidenza di queste patologie nella zona.
“Dopo quasi un anno dalla nostra prima manifestazione, siamo qui per rivendicare i nostri diritti! Siamo stanchi, disperati e delusi dal fatto che, malgrado tutte le segnalazioni, il Comune di Reggio Calabria non ha ancora preso iniziative concrete!” – ha dichiarato Patrizia D’Aguì, Presidente del Gruppo Civico, con visibile emozione – “Quando siamo stati circondati dai fumi tossici e abbiamo denunciato in diretta uno dei numerosi incendi di rifiuti che si verificano nel nostro quartiere, il nostro Sindaco Giuseppe Falcomatà si trovava a un concerto di Achille Lauro, mentre il Comune non ha nemmeno un piano per affrontare questa emergenza!”
Patrizia D’Aguì ha poi manifestato il proprio sincero apprezzamento nei confronti del Presidente della Commissione Controllo e Garanzia Massimo Ripepi, per aver convocato prontamente una commissione specifica e per aver chiesto al Prefetto l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente volto ad affrontare il problema dell’amianto. Alla manifestazione ha partecipato anche la Garante della Salute, Anna Maria Stanganelli, che si sta adoperando per supportare i cittadini in questa battaglia attraverso incontri con la Prefettura.
“È stata scandalosa l’assenza del Sindaco” – ha affermato D’Aguì – “era stato invitato, così come il Consigliere Filippo Quartuccio, delegato a mantenere i rapporti con i Comitati di quartiere. Per l’amministrazione comunale attuale, la nostra vita sembra non avere alcun valore. Coloro che dovrebbero garantire la nostra salute continuano a lasciarci soli!”
Un sentito ringraziamento va anche al Presidente del Comitato di Mosorrofa, Pasquale Andidero, e al Sig. Pino Crucitti, che, uniti dalla medesima causa, hanno dimostrato solidarietà nei confronti dei residenti di Arghillà. “È stata invece una grande delusione constatare l’assenza di rappresentanza da parte delle associazioni attive nel Quartiere di Arghillà”, ha aggiunto D’Aguì.
“Noi non ci fermeremo. Abbiamo il diritto di vivere in un ambiente salubre e di educare i nostri figli in un quartiere in cui siano garantiti legalità e sicurezza. Siamo pronti a tornare in piazza ogni volta che sarà necessario, fino a quando la nostra voce non verrà finalmente ascoltata”, ha concluso Patrizia D’Aguì.
Reggio: grande successo per il secondo live dedicato a Faber a Piazza Castello
La suggestiva cornice di piazza Castello ha ospitato una delle “perle” del cartellone di eventi musicali previsti nell’ambito del
inserito nell’Estate Reggina: il live di Cristiano De Andrè, prodotto da Esseconcerti
Figlio d’arte del grande Faber, nei fatti Cristiano è un brillante ed eclettico musicista (polistrumentista di “razza”) che non ha mai voluto vivere artisticamente all’ombra del padre: ha scelto e voluto un proprio percorso artistico-musicale che lo distinguesse stilisticamente facendogli acquisire un proprio peso specifico.
Un pubblico attento gremisce i posti ordinatamente assegnati in piazza ed attende con curiosità un concerto che si rivelerà straordinariamente intenso. La presentazione tocca proprio all’artista il quale si racconta attraverso le tappe e le fasi che lo hanno visto crescere musicalmente proprio accanto al padre sui palchi di alcuni importantissimi tour.
Il coraggio di osare e scegliere la musica come orizzonte di vita e professionale sebbene scoraggiato, inizialmente, proprio da Fabrizio che lo avrebbe voluto veterinario.
Invece Cristiano si conquista uno spazio di tutto rispetto con lo studio accademico del violino, prima, e con una poliedricità invidiabile che nel tempo diventa caratterizzante.
Una scaletta equilibrata: tra melanconia poetico-esistenziale e ballate di disarmante attualità. Colpisce vedere anche giovanissimi che conoscono a memoria i testi anche dei brani più ostici o meno noti; a piazza Castello ci sono cinque generazioni unite dalla magia della musica.
Alla conclusione di ogni brano si uniscono sorrisi a commosse lacrime. Il coinvolgimento emotivo è tanto ed artefici di questo sentimento sono anche gli eccellenti musicisti che accompagnano Cristiano in modo encomiabile ed impeccabile.
Il concerto sembra non finire più, il pubblico si entusiasma in modo crescente fino a divenire un tutt’uno con il palco in un unico canto. Bocca di rosa, la Guerra di Piero, Marinella, Andrea, sono solo alcuni dei “diamanti” di casa De Andrè che fanno brillare gli occhi ad ogni parola.
Gli adattamenti stilistici e quelli estetico-musicali non tradiscono mai l’originale, sempre aggiungendo creativamente tocchi di qualità; una sublimazione assolutamente apprezzabile che arricchisce espressivamente la performance.
L’artista Luna Urzì, milanese, di 45 anni, si è aggiudicata la nona edizione del “Concorso Internazionale dei Madonnari – Città di Taurianova”, la competizione che dal 2 al 5 agosto ha fatto della città incoronata anche Capitale del libro 2024, un prestigioso museo all’aperto con oltre 700 metri di percorso artistico. La giuria ha incoronato vincitrice l’opera “Come una fiaba”.
Al secondo posto, a pochissimi punti dal gradino più alto, la siciliana Dalila Turco che con l’opera “Maria Luce di Sapienza” ha portato a casa anche il “Premio 130 dei Miracoli”, per aver saputo meglio raccontare l’evento mariano che la città sta vivendo. Ha attraversato l’Oceano, invece, il terzo riconoscimento vinto dal messicano Josè Jesus Mendez con l’opera “Maria inspiracion del mund”.
Gli altri premi sono andati alla siciliana Alisia Ciancialosi per ‘l”Opera Gentile”, mentre alla mantovana Gabriella Romani è stato riconosciuto il Premio di Taurianova Capitale del Libro 2024 per aver dipinto sull’asfalto una nuova pagina del suo libro “Sole, Hummar, Sonne”, presentato nei giorni della kermesse nella Chiesa degli artisti.
Il Premio Popolare decretato dal pubblico presente è andato ad Alberto Forlenza (Opera n.1 – “In gremio Matris sedet sapentia Patris”), quinto nella classifica generale.
La giuria di esperti che ha assegnato i riconoscimenti era formata dalla coordinatrice Paola Artoni, già direttrice del Museo dei Madonnari di Curtatone (Mantova), Fabrizio Sudano direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Paolo Martino direttore del MuDop, Museo diocesano di Oppido, Mariangela Preta direttrice del Polo Museale di Soriano Calabro e di Lidia Angelo, scrittrice e maestra madonnara.
Il tema “Maria, Arte e Sapienza”, hanno spiegato gli organizzatori, ha voluto unire e omaggiare Taurianova Capitale Italiana del Libro e i 130 anni dai Miracoli della Patrona della Città.
“Ogni opera, intrisa di spiritualità e maestria – ha detto il direttore artistico Antonella Larosa – ha rappresentato una pagina viva di storia e devozione, tessendo un dialogo tra passato e presente, tra sacro e artistico. La presenza di artisti provenienti da diverse parti del mondo ha arricchito ulteriormente l’evento, trasformandolo in un vero e proprio crocevia di culture e sensibilità artistiche”.
Nuovo episodio di tentata aggressione ai danni dei componenti della polizia penitenziaria nel carcere di Rossano, in provincia di Cosenza.
Lo riferiscono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario regionale dello stesso sindacato: “Un detenuto con problemi psichiatrici, già altre volte protagonista di numerosi disordini ed aggressioni al personale di polizia penitenziaria nel carcere di Rossano – affermano Durante e Ciccone – ha tentato di aggredire, servendosi di un bastone, il vice comandante del reparto, cercando di colpirlo ripetutamente con violenza. Solo il pronto intervento dei poliziotti penitenziari presenti ha evitato conseguenze pegggiori”.
Gli agenti, secondo il racconto dei due sindacalisti: “Sono riusciti a mettere in sicurezza il detenuto ed a far guadagnare l’uscita dal reparto all’aggredito. Purtroppo, ci riferiscono –aggiungono – che per il detenuto in questione è stato reiteratamente negato l’allontanamento dal carcere di Rossano, nonostante le numerose condotte violente. Inoltre, sembrerebbe che nello stesso carcere, negli ultimi mesi, continuino ed essere destinati prevalentemente detenuti che, negli istituti di provenienza, pare si siano resi promotori di eventi simili”.
“Si tratta – sottolineano Durante e Ciccone – di soggetti di difficile gestione che pongono in serio pericolo l’ordine e la sicurezza dell’istituto. Nonostante molti di questi abbiano patologie abbastanza gravi, vengono ugualmente trasferiti a Rossano dove, ricordiamo, non è presente un’ articolazione territoriale di salute mentale e l’unico psichiatra presente è assegnato solo per poche ore, accessi assolutamente insufficienti per seguire i detenuti che ne avrebbero bisogno”.
