Sebastiano Plutino
“Cibus” di Parma: Regione presente al Salone Internazionale dell’alimentazione
“Dopo lo straordinario successo del Vinitaly di Verona, il meglio della Calabria enogastronomica si prepara al “Cibus”, il Salone Internazionale dell’alimentazione, punto di incontro fra istituzioni, associazioni di categoria, aziende e professionisti dell’agroalimentare Made in Italy, in programma dal 7 al 10 maggio a Parma”. Lo riferisce un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale.
“Sessanta – si aggiunge – le aziende calabresi attese alla rassegna fieristica parmense, unite sotto l’emblema della Calabria Straordinaria, nel padiglione 07-08 (Stand D 024, E 024, F 024, F 036), con la regia della Regione Calabria Dipartimento Agricoltura, in collaborazione con Arsac”.
“Come la recente edizione del Vinitaly ha dimostrato ancora una volta – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – la nostra terra ha tanto da offrire e raccontare al mondo intero in termini di qualità e pregio, in ambito agroalimentare ed è per questo che la Giunta regionale ha deciso sin dall’inizio di investire con misura e convinzione sulla crescita del comparto.
‘Ndrangheta a Vibo: 14 misure cautelari per omicidi e tentati omicidi in scontri tra cosche
Un’operazione congiunta di Polizia e Carabinieri è in corso a Vibo Valentia per l’esecuzione di 14 misure cautelari, disposte nell’ambito di una inchiesta della Dda di Catanzaro, su 4 omicidi e 2 tentati omicidi commessi nel vibonese nell’ambito di scontri tra le cosche della zona.
Il primo delitto è quello dell’assicuratore di Longobardi, frazione di Vibo, Michele Palumbo, ucciso la sera dell’11 marzo 2010 davanti alla sua abitazione mentre si trovava in compagnia delle figlie.
Appena scesi dall’auto, un commando che aveva scavalcato il muro di cinta, entrò in azione uccidendo l’uomo ritenuto il braccio destro nella zona di Vibo e delle frazioni costiere del boss Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni” a capo dell’ala armata della consorteria di Limbadi.
Dell’omicidio hanno parlato alcuni collaboratori di giustizia come Raffaele Moscato, ex azionista della cosca dei “piscopisani” ed Andrea Mantella, ex boss scissionista di Vibo. Entrambi avevano tirato in causa proprio i “piscopisani” che avrebbero agito con l’aiuto del gruppo amico dei Tripodi di Vibo Marina-Portosalvo.
Il secondo episodio riguarda il duplice tentato omicidio dei fratelli Bellissimo di Sant’Angelo Gerocarne, agli inizi degli anni 2000.
Un altro delitto è quello di Davide Fortuna, avvenuto il 6 luglio 2012 in spiaggia a Vibo Marina che si inserisce nella faida tra i “piscopisani” – del quale avrebbe fatto parte la vittima – e il clan Patania di Stefanaconi, per il quale vi sono già condanne definitive per mandanti ed esecutori materiali.
Oggetto dell’inchiesta anche un caso di lupara bianca, quello di Massimo Stanganello, e l’omicidio di Mario Longo, avvenuto l’1 aprile del 2012 nei pressi della frazione Triparni.
“Desidero esprimere, con orgoglio e soddisfazione, un ringraziamento speciale a coloro che mi hanno dato fiducia, conferendomi l’incarico di “Vice coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani della provincia di Reggio Calabria”. Ad affermarlo è il neo dirigente giovanile di Forza Italia Giovani Marco Cutrona.
“Ritengo che il Movimento Giovanile – continua Cutrona – è il mezzo che ci consentirà di prendere parte in modo attivo alla vita politica, consentendoci la possibilità di presentare le nostre proposte, animate dalla volontà di essere protagonisti in un percorso di crescita culturale e umana e al contempo divenire punto di riferimento anche per altri giovani, soprattutto in una fase come quella da noi vissuta attualmente per la quale proprio nei confronti della partecipazione alla vita pubblica, in tanti, appaiono sfiduciati.”
Siamo consapevoli che esiste una Politica capace di ascoltare, dare risposte e soprattutto interpretare le priorità del nostro territorio. Sono questi – conclude Cutrona – i valori ai quali ci ispiriamo, riponendo fiducia nell’importantissimo lavoro svolto quotidianamente da Forza Italia grazie all’entusiasmo dei suoi attivisti e con il lavoro svolto da tutti gli eletti. “
Gioia Tauro: svolta presentazione della candidata al consiglio comunale, Speranza.
Si è tenuta venerdì 3 maggio, presso la sede elettorale della candidata a Sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, la presentazione della candidata al consiglio comunale gioiese, Domenica Speranza.
“Abbiamo voluto incontrare la comunità perché è di questa comunità che facciamo parte, questa è la comunità in cui operiamo ogni giorno con impegno: oggi la sfida diventa ancora più concreta, vogliamo dare a Gioia Tauro la possibilità di far parte di un progetto di crescita di ampio respiro, che la renda protagonista e non più spettatrice di fronte alle scelte decisive per il futuro della Calabria” dichiara Domenica Speranza.
Entusiasta per la partecipazione attiva dei cittadini di Gioia Tauro all’incontro, la candidata Sindaco Simona Scarcella ringrazia così la comunità “Questa partecipazione così sentita mi spinge a voler dare sempre di più. Gioia Tauro deve tornare a ricoprire quel ruolo di centralità che merita e che gli spetta, per l’importanza che questo territorio riveste nel progetto di una Calabria proiettata verso lo sviluppo, che nasce certamente dal Porto, ma che si sviluppa e si ripercuote poi sull’intero territorio”.
Presente all’incontro con la cittadinanza anche Federico Milia, capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale di Reggio Calabria e coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia.
“L’intervento in apertura della candidata consigliera Domenica Speranza è stato un esempio di una linea programmatica che guarda all’innovazione per creare valore, in tutti i settori: insieme a Simona Scarcella, oggi Gioia Tauro ha la possibilità di scegliere due donne al servizio della comunità, che con le loro competenze, con il loro coraggio, con la vicinanza e la conoscenza profonda del territorio, sono certo, sapranno dare un volto nuovo alla città.
Noi di Forza Italia Giovani siamo con lei, con loro, per sostenerle in questa sfida, per il bene della città, per il bene di Gioia Tauro e della nostra Calabria” conclude Milia.
Calabria, Garante Muglia interviene su donne presunte scafiste detenute: “Ci sono anomalie”
Il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Luca Muglia, sta approfondendo la posizione e le condizioni delle due donne iraniane recluse presso le carceri calabresi, accusate di favoreggiamento della immigrazione clandestina.
Nei mesi scorsi i nominativi delle due detenute erano stati resi noti da diversi media, atteso il clamore destato dalle rispettive storie personali e dalle modalità che avevano determinato l’applicazione della misura cautelare inframuraria. Si tratta di Maysoon Majidi, ristretta presso la Casa circondariale di Castrovillari, e di Qaderi Maryam, ristretta presso la Casa circondariale di Reggio Calabria. Il Garante regionale
Muglia ha incontrato più volte Maysoon Majidi, unitamente al Garante della Provincia di Cosenza Francesco Cosentini, riscontrando un progressivo calo di peso della giovane, fortemente provata dalla detenzione e dal timore che non emerga in tempi rapidi l’estraneità alle accuse che le vengono mosse. Quanto a Qaderi Maryam, le condizioni della stessa sono state attenzionate dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Felice Maurizio D’Ettore, in quanto la separazione dal figlio di anni 8, affidato temporaneamente alle cure di una famiglia afghana in Comunità, avrebbe generato una serie di atti di autolesionismo ed eventi critici. Alcuni chiarimenti sulle condizioni delle due donne sono già stati richiesti dal Garante nazionale agli istituti penitenziari di Reggio Calabria e Castrovillari, seguiranno a breve ulteriori approfondimenti in ragione della natura dei mandati conferiti al medesimo dalla normativa italiana ed internazionale. “La vicenda delle giovani donne iraniane detenute, accusate di essere scafiste nell’ambito di due differenti procedimenti penali, preoccupa ed interroga non poco – ha affermato il Garante Muglia –. Il mio Ufficio e quello del Garante nazionale si sono attivati sinergicamente per mettere in campo tutti gli interventi necessari. Pur confidando nella magistratura, che farà certamente piena luce sulle questioni in corso di accertamento, non ci si può astenere dal segnalare illogicità ed anomalie. In entrambi i casi, infatti, si tratta di donne con storie particolari alle spalle che hanno corrisposto ingenti somme di denaro per allontanarsi dal paese di origine, temendo per la propria incolumità. Maysoon Majidi è una nota regista ed attivista curda per i diritti umani che si è vista costretta a fuggire, unitamente al fratello, prima dall’Iran e poi dal Kurdistan iracheno a causa delle sue attività di protesta antigovernative che ne avevano messo in pericolo la stessa vita. Qaderi Maryam, fuggita con il figlio dall’Iran per sottrarsi ad una situazione drammatica, nel corso del viaggio dalla Turchia a bordo di una barca a vela sarebbe stata oggetto di un tentativo di violenza sessuale da parte degli stessi tre uomini che, all’arrivo in Italia, l’hanno accusata di essere una scafista. L’atipicità della storia che accomuna le due donne è data dalle difficoltà linguistiche e dalla circostanza che quasi tutti i migranti che si trovavano sulle rispettive barche si sono allontanati dal territorio italiano senza essere sentiti. Il quadro delineatosi – ha concluso il Garante Muglia – conferma la necessità che la repressione del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina si avvalga di modalità diverse in grado di accertare con maggiore puntualità e rigore l’individuazione delle responsabilità. Sarebbe 2 necessario introdurre l’impiego di nuclei investigativi specializzati, l’utilizzo delle tecnologie più avanzate, la cristalizzazione degli elementi di prova nell’immediatezza dello sbarco e garantire l’effettività del diritto di difesa. Non si può correre il rischio che si scambino le vittime per carnefici”
Catanzaro, vertenza Tirocinanti: domani la manifestazione davanti alla Prefettura
“Il sogno si fa strada”. Titolo eloquente, sulla falsa riga di interventi similari presentati nelle scorse settimane in altre zone della provincia di Reggio Calabria, quello scelto dalle Amministrazioni comunali di Fiumara e San Roberto, per la presentazione del finanziamento concesso dalla Regione Calabria per il completamento della Strada a scorrimento veloce lungo la Vallata del Catona. Un intervento che, di fatto, va a continuare quanto realizzato nel passato e lasciato poi a metà.
Parliamo di un finanziamento notevole: 20 milioni di euro. Con questa importante cifra derivante da fondi FSC 2021-2027, verrà realizzata un’arteria che, completando la già esistente, andrà ad unire i comuni di Fiumara e San Roberto alla parte più bassa della Vallata, entrando quindi dentro il territorio comunale di Reggio Calabria e lambendo i confini di Campo Calabro, con l’obiettivo di avvicinare queste realtà all’imbocco dell’autostrada A2, aumentando in sostanza gli standard di percorribilità e sicurezza.
Le finalità essenzialmente sono tre: il completamento del collegamento da Santa Lucia di Campo Calabro a San Roberto; la messa in sicurezza del tratto Santa Lucia di Campo Calabro – Fiumara, mediante la realizzazione del nuovo tratto in variante a quello attualmente esistente; il collegamento delle aree interne montane con la viabilità principale.
In un teatro parrocchiale di “Parco delle mimose” letteralmente gremito dalle varie comunità del comprensorio, alla conferenza hanno partecipato tantissime autorità civili e militari. Dopo il saluto iniziale, con tanto di benedizione, da parte di Padre Antonio Cassano, parroco della Chiesa di San Giorgio Martire, ad aprire i lavori è stato il Sindaco di San Roberto, Antonino Micari, seguito da chi Sindaco lo è stato prima di lui, Roberto Vizzari, oggi Consigliere comunale di Reggio Calabria. A seguire, gli interventi del Sindaco di Laganadi, Michele Spadaro, in veste di Presidente dell’Associazione dei Sindaci dell’Area dello Stretto, di Carmelo Versace, Vice Sindaco metropolitano di Reggio Calabria, e del Sindaco Giuseppe Falcomatà. A concludere è stato Francesco Cannizzaro, Deputato del territorio che nel recente passato aveva assunto pubblicamente l’impegno di trovare gli strumenti per portare a compimento quest’opera attesa da decenni dalla popolazione. Il tratto già esistente della SSV della Vallata del Catona, infatti, è stato completato nel (lontano) 2010.
“Complice la complessa burocrazia che c’è dietro questi fondi, che sono lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale – spiega l’Onorevole Cannizzaro – ci abbiamo messo un po’, ma con tenacia siamo arrivati ad ottenere ciò che volevamo, vale a dire ciò che le comunità di questa Vallata attendono da decenni. Un’opera vitale per la vita dei comuni di quest’area, che rientra a pieno titolo nell’insieme di interventi chiave già presentati nelle settimane scorse, mi riferisco a Cardeto e Molochio. Rientra nella strategia che abbiamo assunto con il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ringrazio ancora una volta per l’attenzione data alle istanze del mio territorio, di intervenire con infrastrutture a pettine, che avvicinano la costa alla montagna, l’area urbana all’area interna. Oggi è un giorno di festa per San Roberto, per Fiumara, per tutte le realtà della Vallata del Catona, perché finalmente questo sogno si sta davvero facendo strada. La politica del fare, la politica dell’attuale governo regionale, sta portando a concretizzare tante idee che, con i governi del passato, erano relegate nel cassetto dei sogni”
Gioia Tauro: sequestrata farmacia abusiva solidale. Rinvenuti anche Fentanyl e morfina
I militari della Stazione Carabinieri di Gioia Tauro, nei giorni scorsi, hanno effettuato un mirato servizio di controllo nei confronti di un’attività che avrebbe dovuto essere soltanto un banco farmaceutico “solidale” per le persone più bisognose.
All’atto del controllo, i militari dell’Arma hanno riscontrato come all’interno della sala non erano solo conservati oggetti effettivamente da consegnare a bisognosi, ma anche numerosi farmaci soggetti ad obbligo di ricetta medica, nonché numerose confezioni di altri farmaci che, benché non soggetti all’obbligo di ricetta medica, necessitano della presenza obbligatoria di un medico per essere consegnati ai richiedenti.
Inoltre, nonostante soggette all’obbligo della cosiddetta “ricetta speciale”, i militari hanno rinvenuto altre confezioni di farmaco classificabili quali sostanze stupefacenti, in particolare fentanyl e morfina.
I medicinali soggetti a prescrizione medica speciale sono quelli per i quali il testo unico delle Leggi in materia di stupefacenti e le disposizioni del ministero della Salute, prevendono obblighi ben specifici, sia in capo ai medici che alle farmacie, le quali normalmente detengono tali medicine in armadi protetti.
In ultimo, nel corso del controllo, i militari dell’Arma hanno riscontrato anche l’allaccio abusivo all’energia elettrica mediante un cavo volante che era direttamente attaccato alla scatola di derivazione dell’ENEL.
La presenza di medicine soggette a prescrizione e l’assenza di un medico per la consegna, qualificano l’attività come una vera e propria farmacia che, in seguito alle verifiche, è risultata comunque sprovvista di ogni autorizzazione.
Tutti i farmaci sono stati posti sotto sequestro ed anche per l’intero locale sono stati apposti i sigilli da parte dei militari gioiesi, i quali approfondiranno l’origine di determinate medicine.
Due persone presenti all’atto del controllo sono state deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Palmi accusate di esercizio abusivo della professione medica, violazioni del testo unico in materia sanitaria (e Leggi successive) e violazione del testo unico sugli stupefacenti.
Trattandosi di procedimento in fase di indagini preliminari, rimangono salve le successive valutazioni in sede processuale.
Reggio. accoltellamento al Liceo “L. Vinci”: contestato il tentato omicidio all’aggressore
La Procura dei minorenni di Reggio Calabria contesta il tentato omicidio pluriaggravato allo studente quindicenne che ieri, nel liceo scientifico “Leonardo da Vinci”, ha ferito con alcune coltellate un compagno coetaneo.
Si aggrava dunque il reato di lesioni personali gravi per il quale il minore era stato denunciato dai carabinieri
La decisione del procuratore Roberto Di Palma e del sostituto procuratore Angelo Gaglioti, titolare del fascicolo d’indagine aperto sul ferimento, è stata motivata, secondo quanto si é appreso, dal fatto che le coltellate sono state inferte dal quindicenne in parti potenzialmente vitali ed é stata presa a conclusione dell’interrogatorio al quale è stato sottoposto il ragazzo, presente il suo difensore di fiducia, Giacomo Iaria.
L’avvocato Iaria ha riferito che il suo assistito, nel corso dell’interrogatorio, ha ammesso le sue responsabilità e ha chiesto scusa per il gesto che ha commesso.