Riceviamo e pubblichiamo: “Erano tantissimi i cittadini presenti al presidio permanente organizzato dal Comitato per la difesa del Diritto alla Salute.Superate le 1000 adesioni al Comitato popolare.Una bellissima serata, presente anche l’Associazione Il Colpo con i suoi rappresentanti, il consigliere comunale di minoranza Roberto Perrotta, il Consigliere Comunale Renato Vilardi, il rappresentante sindacale Robertino Serpa.Per l’Amministrazione Comunale l’Assessore Antonio Lo Gatto.In rappresentanza del Comitato per la Tutela del Diritto alla Salute è intervenuto Aldo Maria Cupello.Diversi gli interventi anche di rappresentanti del mondo associativo venuti da fuori Città, di cittadini e operatori sanitari.Intervenendo Graziano Di Natale ha dichiarato: “Grazie a quanti questa sera hanno partecipato a dimostrazione che il seme che abbiamo piantato sta crescendo ogni giorno di più.Ci avevano rassicurato che nulla sarebbe stato toccato ed invece siamo qui a lottare per evitare il trasferiamo dei reparti dal nostro ospedale.Ora però occorre essere consequenziali, se dovessero spostare i nostri reparti occorre che l’intero consiglio comunale, per protesta e come atto di ribellione, rassegni le dimissioni.Vogliamo vedere -continua- chi è dalla parte dei cittadini e chi no”.Nelle prossime ore – annunciano gli esponenti del comitato- chiederemo, ad Occhiuto, di essere ricevuti perché abbiamo il diritto di sapere.Non lo farà ??Scenderemo nuovamente in Piazza e questa volta saremo molti di più”.
Sebastiano Plutino
Stipulata convenzione per l’assegnazione diretta ad associazioni del 3° settore di beni confiscati
Saranno sottoscritte domani 28 giugno, presso la Prefettura di Reggio Calabria, alla presenza del Sottosegretario all’interno Wanda Ferro, quattro convenzioni per l’assegnazione diretta, ad associazioni del terzo settore, di beni confiscati alla criminalità sul territorio della Calabria e della Sicilia orientale, che verranno destinati a finalità sociali.
Le convenzioni verranno stipulate dal direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Prefetto Bruno Corda, con l’ass. Ultreya Pedara per il progetto “Solidarietà e cittadinanza attiva in un circuito di Educazione, Soccorso e Resilienza”, con la coop. Beppe Montana Libera Terra per due progettualità denominate “Ricomincio da qui – Appezzamento A” e “Ricomincio da qui – Appezzamento B” e con l’ass. Valentia per il progetto “Casa della legalità – Piersanti Mattarella”.
All’evento, in programma alle ore 15:30 presso il Salone degli Stemmi del Palazzo del Governo, parteciperà il Prefetto del capoluogo Massimo Mariani.
Seguirà un punto stampa.
I giornalisti e i fotocineoperatori interessati potranno inviare la richiesta di accredito entro le ore 10:00 del 28 giugno all’indirizzo mail segreteriaprefetto.reggiocalabria@interno.it, nella quale andranno indicati: nome e cognome, luogo e data di nascita, documento di riconoscimento, categoria di appartenenza (cineoperatore, fotoreporter, giornalista), e per i soli giornalisti la testata e il numero di tesserino professionale.
L’ingresso degli accreditati potrà avvenire entro le ore 15:15.
Previsto per venerdì 7 luglio alle ore 12:00, un nuovo test di sperimentazione del sistema It-alert in Calabria, regione capofila, insieme a Sicilia, Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, nella sperimentazione organizzata dal dipartimento nazionale di Protezione Civile di It-alert.
Sistema di allarme pubblico, che in Italia sarà operativo dal 2024, una volta ultimata la fase di sperimentazione in tutte le regioni italiane, previsto dalla Direttiva UE 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018, che ha istituito il codice europeo delle comunicazioni elettroniche in caso di gravi emergenze e catastrofi imminenti.
In Calabria, il test di sperimentazione del sistema It-alert, ribadiamo, avverrà dunque venerdì 7 luglio alle ore 12. In quel momento sui telefoni cellulari di tutte le persone che si trovano, anche in transito, sul territorio calabrese sarà inviato il seguente messaggio: “Questo è un messaggio di test del sistema di allarme pubblico italiano. Una volta operativo ti avviserà in caso di grave emergenza. Per informazioni vai sul sito www.it-alert.it e compila il questionario”. Quest’ultimo, come sperimentato nelle esercitazioni del 2022 durante le quali è stato testato il sistema It-alert, è un form, accessibile dall’home page del sito It-alert, per raccogliere i feedback dei cittadini utili a implementare il sistema.
Per chi,invece, in quel momento si dovesse trovare alla guida di un mezzo stradale, si ricorda che è vietata qualsiasi azione che implichi l’utilizzo fisico del telefono quando il veicolo è in marcia. È comunque consentito disattivare precedentemente, a seconda della tipologia degli smartphone, le notifiche relative a It-alert seguendo alcuni passaggi indicati nelle impostazioni del telefono cellulare. Il messaggio potrebbe non arrivare nel caso in cui sia impostata la suoneria silenziosa o se i telefoni sono spenti o privi di campo.
Il nuovo sistema It-alert, che andrà ad integrare le modalità di comunicazione già previste per informare la popolazione, è stato sviluppato dalla Protezione civile con l’obiettivo di favorire l’adozione dei comportamenti necessari a minimizzare l’esposizione individuale e collettiva in caso di pericolo. Nasce dunque per coprire “l’ultimo miglio” dell’informazione in ambito di protezione civile e raggiungere i cittadini potenzialmente interessati da una situazione di emergenza.
Esso consente ai fornitori dei servizi mobili di comunicazione interpersonale basati sul numero telefonico, di diffondere allarmi pubblici agli utenti finali interessati, attraverso la trasmissione di messaggi denominati appunto “Messaggi It-alert”.
Maggiori informazioni su:
Mara Colletti, 54 anni, e Marco Uttinacci, 60 anni, saranno protagonisti, giovedì 29 giugno, del primo matrimonio nelle acque dello stretto di Messina. La coppia nuoterà tra Sicilia e Calabria indossando cuffie rosse con lo stemma del Comune di Città di Castello, da cui proviene, su un lato, e quello dei Nuotatori tifernati polisport dall’altro. Dopo essersi sposati una settimana fa a Bracciano, loro città di origine, con rito civile, Mara e Marco si scambieranno le fedi esattamente in mezzo allo stretto di Messina, dove saranno circondati da circa 30 atleti master provenienti da tutta Italia, con cui completeranno la traversata di circa 4 chilometri tra Capo Peloro, sulla sponda siciliana, fino a Cannitello, su quella calabrese, nei pressi di Scilla. All’approdo sulla spiaggia rinnoveranno le promesse di matrimonio al cospetto dell’amico Francesco Serafini, anima della società natatoria master della città umbra, nel doppio ruolo di celebrante del rito e di ambasciatore di Città di Castello designato dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore allo Sport Riccardo Carletti, a nome dei quali farà dono agli sposi di una targa commemorativa dell’impresa realizzata dal Comune e di un volume dedicato a Raffaello Sanzio, tra i grandi nomi della storia dell’arte ad aver lavorato nella città tifernate. Di casa a Città di Castello da tanti anni, riferisce il Comune in una nota, Mara e Marco si sono innamorati delle sue bellezze, ma soprattutto della piscina comunale di via Engels dove vengono regolarmente per nuotare al Meeting Galluzzi, ma anche alla maratona di 24 ore di nuoto che viene organizzata sotto le festività natalizie. Nell’impianto natatorio tifernate Mara, che non sapeva nuotare ed è entrata in piscina nel 2006 su consiglio degli specialisti che la curavano per una rarissima patologia, è divenuta nel 2016 la prima donna master al mondo a nuotare 3.000 metri a delfino. Un record che ha stabilito un legame per la vita con la città e con i suoi sportivi, tra i quali la coppia ha molti amici, a cominciare proprio da Serafini e dal presidente della società Valentino Cerrotti.
Un’evasione di imposta di circa 800 mila euro è stata accertata dai finanzieri appartenenti alla Sezione operativa navale di Reggio Calabria nell’ambito di attività di servizio mirate al contrasto dei fenomeni evasivi connessi alla titolarità di concessioni demaniali marittime sulla fascia costiera. In particolare, sono state rilevate irregolarità in materia di tributi locali Imu (ex Ici) e in altri settori impositivi. In un caso, è emerso che una società che occupava una area demaniale di oltre 64 mila metri quadri, non aveva versato i tributi Imu. Inoltre, le strutture insistenti sull’area, non erano state neanche accatastate alla competente Agenzia del Territorio. I militari, coordinati dal Reparto operativo aeronavale Guardia di Finanza di Vibo Valentia, hanno posto particolare interesse su soggetti giuridici he occupano aree demaniali marittime e che sono tenuti al regolare versamento dell’imposta municipale propria o unica (Imu ex Ici) sugli immobili costruiti su aree in concessione. Le attività ispettive lungo la fascia costiera, avviate già dall’inizio dell’anno, hanno permesso, dopo aver incrociato i dati contenuti nelle banche dati con le risultanze rilevate nei comuni della provincia di Reggio Calabria, di individuare numerosi soggetti inadempienti.Gli approfondimenti investigativi esperiti hanno consentito di far emergere il mancato pagamento delle imposte Imu ex Ici per gli anni dal 2018 al 2022, oltre all’omesso pagamento del canone annuo stabilito per la concessione demaniale marittima riferite agli anni 2020 – 2021 – 2022. Analoga procedura sarà avviata dall’ufficio della Regione in relazione all’omesso pagamento dell’imposta regionale sulle concessioni demaniali. (ANSA).
I Carabinieri di Monza, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, hanno sgominato un’associazione per delinquere finalizzata al traffico nazionale ed internazionale di sostanze stupefacenti e armi, riciclaggio e autoriciclaggio. Agli indagati sono stati contestati 221 capi d’imputazione e il gip di Milano ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per 30 persone (26 italiani e quattro marocchini). L’esecuzione degli arresti è in corso nelle province di Monza Brianza, Milano, Como, Pavia, Reggio Calabria, Catanzaro, Messina, Palermo, Trieste e Udine da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Monza Brianza e dei comandi dell’Arma territorialmente competenti. Lo stupefacente proveniva dal Sud America (prevalentemente dall’Ecuador) e dalla Spagna ed approdava in container nel porto calabrese di Gioia Tauro per arrivare in buona parte a Milano. Parallelamente al traffico di droga, è emerso un traffico di armi da fuoco comuni e da guerra (mitragliette UZI, fucili da assalto AK47, Colt M16, pistole Glock e Beretta, bazooka e bombe a mano MK2 “ananas”) che gli indagati acquistavano da un fornitore monzese, condannato all’ergastolo per omicidio aggravato ed associazione mafiosa, ma che beneficiava di permessi premio. Parte dei guadagni del traffico di droga erano reinvestiti in orologi di lusso in una nota gioielleria del centro di Milano, in beni immobili residenziali, attività commerciali, oltre che nell’acquisto di nuovi carichi di droga.
Un’indagine iniziata in “vecchio stile” quella utilizzata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza per incastrare il gruppo di trafficanti di armi e droga con legami con la ‘ndrangheta, che per comunicare usavano telefoni criptati. I pedinamenti degli appartenenti del gruppo sono iniziati nel 2020, con intercettazioni ambientali e video. Così è emersa la figura di un commerciante di auto usate di Cusano Milanino (Milano), definito il “broker”, che gestiva l’ingresso e la commercializzazione di enormi quantitativi di droga nel territorio nazionale, con la complicità di appartenenti alla ‘ndrangheta operante anche in Lombardia (famiglia Bellocco di Rosarno). La droga, venduta all’ingrosso, finiva poi sulle piazze di spaccio presenti in Quarto Oggiaro (Milano), Cinisello Balsamo (Milano) e Monza. I carabinieri hanno seguito gli indagati anche oltre frontiera, in Francia e Spagna, nelle città di Nizza, Marsiglia, Barcellona e Valencia, dove gli indagati sono andati in auto, in pieno lockdown, per gestire personalmente l’acquisto di droga da alcuni fornitori. L’inchiesta ha acquisito ancora più corpo grazie all’utilizzo, tramite un canale di collaborazione Eurojust, di chat di dialogo tra gli indagati (messaggistica, audio, foto e video) estratte in chiaro dalla piattaforma SKY-ECC (su cui operano i telefonini criptati). (ANSA)
Nuovo grave lutto per il Foro reggino, dopo quella di Giovanni Pellicanò, che piange l’improvvisa triste prematura scomparsa dell’avvocato, stimato per le sue qualità professionali ed umane, Michele Menonna, a soli 47 anni. Fatale un infarto davanti al suo studio. Era stato anche consigliere dell’associazione italiana giovani avvocati, sezione di Reggio Calabria. I funeali si terranno domani alle 17, presso la Cbiesa della Candelora,
Le più sentite condoglianze e vicinanza alla famiglia, da parte della Redazione di Radio Touring e Video Touring
Ci sono anche alcuni esponenti politici calabresi tra gli indagati dell’operazione condotta stamattina dai carabinieri del Ros, su direttive della Dda di Catanzaro, per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 43 persone.
Ad alcuni degli indagati, tra l’altro, viene contestato il reato di scambio elettorale politico-mafioso, Nell’ambito dell’inchiesta, inoltre, ad alcune delle persone coinvolte viene contestata una serie di truffe, con l’aggravante delle modalità mafiose.
Le persone coinvolte nell’operazione sono indagate, a vario titolo, per vari reati, che vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso e dall’associazione finalizzata alle truffe all’estorsione ed all’illecita concorrenza.
Nell’ambito dell’inchiesta viene contestato anche un omicidio.
L’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, di 70 anni, eletto col Pd, é indagato nell’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato stamattina all’arresto di 43 persone. L’ipotesi di reato a carico di Oliverio, che è stato in carica dal 2014 al 2020, é quella di associazione per delinquere aggravata dalle modalità mafiose. Tra gli indagati ci sono inoltre gli ex assessori regionali Nicola Adamo, di 66 anni, ed Antonietta Rizzo, di 59, e l’ex consigliere regionale Seby Romeo, di 48, tutti del Partito democratico. (ANSA).
Nell’elenco degli indagati figura anche un ex dirigente della Regione Calabria, Mimmo Pallaria, di 64 anni, ex sindaco di Curinga (Catanzaro) ed attuale consigliere comunale dello stesso centro, e Orsola Reillo, di 59, ex direttore generale del Dipartimento ambiente e territorio sempre della Regione Calabria. Ed ancora sono indagati l’attuale sindaco di Rocca di Neto, Alfonso Dattolo, di 59 anni, anche lui ex consigliere regionale, eletto con la lista dell’Udc, e Raffaele Vrenna, di 65, imprenditore del settore dei rifiuti ed ex presidente del Crotone calcio, società attualmente presieduta dal fratello, Gianni. (ANSA).
Un giovane di nazionale italiana di 23 anni, di cui non è stata resa nota l’identità, è stato fermato dai carabinieri e condotto in carcere con l’accusa di essere uno dei responsabili dell’aggressione compiuta la sera del 19 giugno scorso ai danni di un gruppo di migranti , in presenza di molte persone, tra cui anziani e gruppi familiari con bambini, in un’area pubblica di Cassano allo Ionio.
Due dei migranti, a causa dell’aggressione, messa in atto con l’utilizzo anche di spranghe di metallo, sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.
Il fermo è stato fatto dai carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio in esecuzione di un provvedimento, convalidato dal Gip, emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, che ha coordinato l’attività investigativa.
Al giovane fermato viene contestato il reato di tentato omicidio, con l’aggravante dell’odio razziale. L’aggressione, comunque, secondo quanto si é appreso, sarebbe scaturita da futili motivi.
Le indagini proseguono per identificare altre persone coinvolte nei fatti. (ANSA).
I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, coordinati dalla Procura di Vibo Valentia, hanno arrestato il giovane accusato di aver provocato, ieri mattina, l’incidente lungo la Trasversale delle Serre che ha provocato la morte di Nicola Callà, di 60 anni, e Bruno Vavalà (23), camerieri di Serra che stavano facendo rientro a casa dopo aver lavorato, con altri tre colleghi che viaggiavano con loro, ad un matrimonio.
Le due vittime stavano spingendo la loro auto rimasta in panne.
L’indagato, di ritorno da un banchetto nuziale, è risultato positivo all’alcool test con un valore di 1,14 g/l, ben al di sopra del limite massimo consentito per legge.
Inoltre, la strisciata di oltre 100 metri impressa sull’asfalto da uno pneumatico in particolare e rilevata dai carabinieri, nonché gli importanti danni subiti dal veicolo, hanno fatto presupporre agli investigatori che la velocità fosse molto superiore al limite consentito di 70 km/h.
Al termine degli accertamenti, considerata la gravità del fatto, e in attesa degli ulteriori accertamenti autoptici e sui mezzi, entrambi sequestrati, che la Procura disporrà, il conducente del mezzo che ha causato l’incidente è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. (ANSA).