“Bene hanno fatto i consigli comunali di Cosenza e di Rende a votare un documento di ferma opposizione al testo di legge regionale che intende fondere ‘a freddo’ e dall’alto i Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero“. Così, in una nota, i consiglieri regionali del Pd Mimmo Bevacqua e Franco Iacucci. “La gatta che ha fretta fa i figli ‘ciechi’, come narra il proverbio. E mai come in questo caso – continuano Bevacqua e Iacucci – un processo così complesso, avveniristico, impegnativo sul piano della rilevanza sociale ed economica non poteva e non può risolversi con una legge regionale imposta dall’alto. Fondere in ‘laboratorio’ tre municipi così identitari e importanti, è un processo che richiede la sedimentazione di una discussione culturale, storica, economica, finanziaria. Il tema della fusione della citta unica dovrebbe diventare centrale nell’agenda politica dell’area urbana cosentina al punto da divenire ossessione per i cittadini e invece la regnanza di governo regionale ha provato a imporla dall’alto e con una semplice legge. Per fortuna siamo stati protagonisti attivi di un ‘agguato’ sventato, un emendamento contenuto in una delle tante leggi Omnibus in consiglio regionale che mirava a togliere ai Comuni la facoltà di discutere e consultare con referendum i propri residenti a proposito di fusione e, oggi il ‘no’ politico all’iniziativa del consiglio regionale da parte dei comuni testimonia che avevamo ragioni e come“. “Non bisogna avere fretta – concludono Bevacqua e Iacucci – ma piuttosto munirsi di una visione e progettualità tale da tenere insieme i vari territori e valorizzare le potenzialità e opportunità presenti nell’area cosentina. In tutta l’area cosentina e a tal proposito non è chiaro poi ad esempio come mai in questo ragionamento non siano coinvolti altri comuni fondamentali nella costruzioni e visione di una grande città. Una grande città di tutti e non della ‘politica’ che ha fretta…“. (ANSA).
Sebastiano Plutino
“La nomina prossima del commissario straordinario del Sito di interesse nazionale di Crotone-Cassano-Cerchiara, imprimerà la definitiva svolta e certifica, qualora ce ne fosse bisogno, le attenzioni del Governo Meloni nei confronti della Calabria e nel caso specifico, sui siti da bonificare che, per come ha risposto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ad una recente interrogazione parlamentare di Domenico Furgiuele, fanno riscontrare ancora ‘numerose criticità che devono essere affrontate’“. È quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia e componente la commissione Giustizia, Ernesto Rapani. “È tempo, quindi – prosegue – di accelerare su un intervento che perdura da decenni. Peraltro, la bonifica delle quattro aree industriali che insistono nel comune di Crotone, quali la ex Fosfotec, la ex Agricoltura, l’ex discarica di servizio di Farina Trappeto ed l’ex Sasol-Kroton Gres 2000 Industrie ceramiche, si tradurrà in occupazione, recupero dei siti stessi, riutilizzo e sviluppo. Parliamo di 884 ettari perimetrati a terra e circa 1.448 ettari, compresa l’area portuale, perimetrati a mare. Nel frattempo, però, comune, provincia di Crotone e regione proseguono la battaglia nelle sedi preposte, avviata oltre un decennio addietro da associazioni, movimenti, comitati cittadini, tutti a chiedere alcuni dei diritti fondamentali, quali il diritto alla salute e la tutela dell’ambiente. In proposito il presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, è stata spesso chiara nell’affermare che vogliamo difendere la ‘natura con l’uomo dentro’. Coniugare, quindi, sostenibilità ambientale, economica e sociale, accompagnando imprese e cittadini verso la transizione verde, senza consegnarci a nuove dipendenze strategiche e rispettando il principio di neutralità tecnologica. Sarà questo il nostro approccio. In questa direzione sarà determinante la rappresentanza del territorio in Parlamento“. (ANSA).
“La stazione ferroviaria di Sibari rappresenta uno snodo strategico lungo la linea jonica calabrese eppure manca ormai da tempo un punto ristoro che offra servizio bar, tabacchi ed edicola per viaggiatori e pendolari, nonché per la popolazione residente dei comuni che gravitano nelle vicinanze“. Lo affermano in una nota le deputate del M5S Anna Laura Orrico ed Elisa Scutellà. “Una problematica, questa, – sostengono le due parlamentari – sollevata da cittadini e associazioni, che abbiamo deciso di segnalare ad Rfi in modo da ottenere risposte adeguate alle esigenze della comunità. Dalla interlocuzione informale avviata è emerso come lo scalo ferroviario di Sibari rientrando nel Piano Integrato Stazioni (Pis) di Rfi sarà oggetto di un intervento di riqualificazione architettonica, impiantistica e strutturale. Circostanza certamente positiva che però comporterà un’ulteriore dilatazione dei tempi d’attesa per il ripristino del servizio. Lo scalo, da cui parte anche l’importante collegamento ‘Freccia Argento’ Sibari-Bolzano, serve un territorio popoloso ricco di attività economiche ed imprenditoriali, ed è baricentrico rispetto a tutta una serie di attrazioni turistiche di richiamo nazionale ed internazionale, prima fra le quali il Museo ed il Parco archeologico di Sibari“. “Tutte condizioni che – sottolineano Orrico e Scutellà – ci hanno portato non solo a sollecitare ad Rfi massimo impegno nel ridurre le tempistiche di intervento quanto a chiedere un incontro per confrontarci sulla problematica e trovare soluzioni idonee alle necessità dei cittadini della Sibaritide, pronte a collaborare fattivamente per quelle che sono le nostre prerogative“. (ANSA).
Il commissario straordinario di Governo della Zes Calabria, Giosy Romano, ha incontrato stamattina a Lamezia Terme Frédéric Kaplan, ministro consigliere per gli affari economici presso l’Ambasciata di Francia in Italia, Direction générale du Trésor, Chef du service économique régional “Europe du Sud-Est”. Accompagnavano il ministro consigliere due stretti suoi collaboratori, Louis Capucine e Patrizia Gori, e l’avvocata Helene Tibault, esperta di contrattualistica internazionale, consigliere di amministrazione di French Tech Italia, socia dello studio di affari “Tonucci & Partner”. Ne dà notizia un comunicato del Commissario. “E’ stato un incontro utile – è detto nel comunicato – per far conoscere le potenzialità e i vantaggi che i siti industriali ricadenti in area Zes offrono per nuovi insediamenti produttivi e confrontarsi su una strategia di investimento che la delegazione francese ha valutato con molto interesse, considerata anche la posizione strategica della Calabria nel Mediterraneo. Allargare la conoscenza delle potenzialità dello strumento Zes nelle comunità internazionali è una delle azioni fondamentali della struttura commissariale con l’obiettivo di incoraggiare nuovi investimenti. Dopo aver accolto le istituzioni dei Paesi del Mediterraneo a Gizzeria, nello scorso mese di marzo, l’incontro di oggi è un ulteriore tassello di questa strategia che fa ben sperare nella traduzione concreta e operativa dell’interesse mostrato“. (ANSA).
Il consiglio comunale di Rende, nella seduta congiunta con Cosenza e Castrolibero di stamane, oltre a chiedere al governo regionale di sospendere l’iter di esame e approvazione del disegno di legge, ha proposto l’istituzione di una conferenza permanente di concertazione tra giunta regionale, sindaci e presidenti dei rispettivi consigli comunali, uno studio di fattibilità, fondi e garanzie sull’aspetto finanziario della fusione. “Sembra che tale disegno di legge – sostiene la maggioranza – sia più rivolto all’obiettivo di promuovere la estinzione degli enti locali attualmente vigenti e non alla definizione di un processo di fusione efficiente, funzionale alla reale costruzione di un moderno nuovo comune. Tanto è che la proposta di legge prevede esclusivamente la indizione di un referendum consultivo. Appare poi paradossale che questa proposta possa indicare la data di entrata in vigore della istituzione del nuovo Comune senza che si preveda come attuare un percorso di reale costituzione della città unica, rinviando la definizione della fase realizzativa esclusivamente alla normativa vigente a livello nazionale ed in particolare alla legge 56/2014. È la cosiddetta legge Del Rio approvata dal Parlamento come strumento a sostegno della fusione dei piccoli comuni. Una legge che, pertanto, come ampiamente riconosciuto, non è efficace per un fecondo processo di fusione tra Comuni che sommano un aggregato urbano superiore a centomila abitanti“. La proposta di legge, prosegue la delibera, “non prevede alcuna norma finanziaria da impiegare a sostegno del processo di fusione e non è immaginabile che la regione Calabria non preveda finanziamenti adeguati per la fusione tra enti che sono già impegnati a fronteggiare gravi e pesanti criticità nell’ esercizio dei loro bilanci. La proposta di legge regionale è inoltre in contrasto con lo spirito e la finalità della legge regionale n. 15/2006, ed in particolare con l’art. 18, dal momento che la fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero non è correlata al Piano di Riordino Territoriale Regionale“. “I comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero – è scritto ancora nella delibera – hanno già avviato il procedimento finalizzato alla Unione dei Comuni per la gestione unitaria di alcuni importanti servizi comunali, si chiede pertanto alla amministrazione regionale che la concertazione sia finalizzata, in maniera preventiva, alla definizione delle modalità legislative, organizzative ed amministrative da attivare con rigore e responsabilità, senza alcuna improvvisazione, per la istituzione del nuovo Comune“. La delibera conclude chiedendo pertanto: “la costituzione e l’insediamento, sin da subito, dell’Assemblea costitutiva della città unica, composta da tutti i componenti dei consigli comunali di Cosenza, Rende e Castrolibero per redigere lo Statuto provvisorio del nuovo comune, al fine di garantire al nuovo ente un avvio ordinato e piena dignità isutuzionale“. “Prima di fare qualunque passaggio istituzionale – ha affermato a margine del consiglio il sindaco Marcello Manna – è necessario avere contezza della fattibilità e sostenibilità del progetto. Cosi come stiamo agendo per la nostra amministrazione comunale, bisognerebbe pensare a una nuova città con un assetto urbanistico che si deve già avere chiaro. Per questo è necessario fare una riflessione: in provincia manca una grande città, ma bisogna agire con criterio. Occorre il parere dei ministeri competenti, capire bene la situazione di dissesto in cui versa Cosenza. Rende dopo dieci anni esce dal pre-dissesto e non possiamo certo permetterci di peggiorare la nostra situazione attuale che al momento, è in controtendenza con i dati regionali, vede la nostra città quale la più fiorente in termini di crescita economica, sociale e culturale, con una crescita esponenziale della popolazione“.
Sospendere l’iter della proposta di legge sulla città unica: oltre a Rende, anche Cosenza ha chiesto uno stop al procedimento. Uno dei principali motivi è la data di scioglimento dei tre comuni, fissata il primo febbraio 2025, e ritenuta troppo vicina per gli attuali amministratori. Il consiglio comunale di Cosenza ha deliberato un documento dove sono riportate le richieste alla Regione Calabria, tra cui, “la convocazione di una conferenza permanente di concertazione tra la presidenza della giunta regionale e i sindaci e i presidenti dei consigli comunali interessati alla costituzione reale della città unica; il finanziamento di uno specifico studio di fattibilità, affinché, prima che venga approvata dal consiglio regionale qualsivoglia legge istitutiva della città unica, si possano indicare le necessarie soluzioni alle gravi criticità che emergono nelle relazioni finanziarie tra i Comuni e le modalità più efficaci e convenienti per ottimizzare i processi organizzativi ed amministrativi, a salvaguardia dell’interesse dei cittadini, con il fine di garantire, prima di tutto, minori costi e maggiori livelli quantitativi e qualitativi dei servizi comunali“. Nel documento si chiede anche “una verifica sulla programmazione e sull’attuazione degli investimenti regionali finalizzati alla realizzazione di tutte quelle opere pubbliche che, di fatto, sono materialmente mirate alla unità territoriale e alla modernizzazione dei processi di conurbazione, a partire dalla verifica dello stato di attuazione del progetto di Metropolitana leggera dell’area urbana cosentina”. (ANSA).
Giunti a Maggio 2023, si può cominciare a fare un bilancio dell’attività del Comitato di Quartiere Mosorrofa, nato ad aprile 2021, ad un anno dalla manifestazione popolare in Piazza san Demetrio a Mosorrofa. Innanzitutto preme sottolineare che la forza del Comitato Direttivo (8 componenti) e di quello allargato (25 componenti) denominato Comitato Cittadini è l’assoluta apartiticità, nessun colore e nessuna personalizzazione di meriti per i risultati, pochi, che si sono ottenuti e per quelli che si otterranno. Unico interesse è il bene della collettività. Elencando tutte le iniziative e i colloqui con gli interlocutori istituzionali si vuol mettere in evidenza che nulla sarebbe stato possibile senza il coinvolgimento di tutti e che è stato e resta determinante mettere da parte i personalismi. Hanno preceduto la manifestazione di Piazza: Incontri col sindaco Falcomatà (12 03 2021 – 12 08 2021), col Vicesindaco Perna (13 05 2021 – 01 07 2021) e col sindaco f.f. Brunetti (22 02 2022 – 11 03 2022); sopralluogo dell’allora assessore allo sport Palmenta all’ex campo sportivo (Aprile 2021) e quello del
sindaco f.f. Brunetti con al seguito assessori e parte del consiglio comunale in tutti i luoghi interessati (28 02 2022). Resasi necessario, poi, di sensibilizzare ulteriormente le istituzioni e di coinvolgere più attivamente la popolazione sulle problematiche (Acqua, Viabilità, centri sportivi e ludici, cimitero, discariche, e altro) irrisolte ormai da troppo tempo si è attuata la manifestazione in piazza San Demetrio a Mosorrofa (07 05 2022) con raccolta di 370 firme inviate al Prefetto per chiedere udienza e un suo intervento. A questa sono seguite: una manifestazione di 350 cittadini mosorrofani recatisi a Piazza Italia (18 06 2022); la richiesta di accesso agli atti amministrativi (27 05 2022) relativi alla riqualificazione del ex campo sportivo (zona Cimitero) di Mosorrofa e alla sistemazione dell’areaBufano , rimaste senza risposta; l’incontro col sindaco f.f. della Città Metropolitana Versace (18 06 2022); l’incontro in prefettura col prefetto Massimo Mariani alla presenza del sindaco f.f. Brunetti (21 06 2022); gli accordi presi con l’assessore allo sport Palmenta per dare a ragazzi e giovani mosorrofani in tempi brevi uno spazio dove estrinsecare le loro esigenze e poi, al cambio della giunta comunale, i colloqui intercorsi con l’incaricato Latella; i tanti colloqui con gli assessori ai lavori pubblici Muraca e Albanese e l’interessamento di vari esponenti del consiglio comunale per dareuna qualche soluzione alla disastrosa situazione della Strada San Sperato-Mosorrofa; la partecipazione al Consiglio Comunale (07 10 2022); l’incontro con l’incaricato allo sport Latella (13 10 2022) e la seguente riunione al CEDIR alla presenza del dr Cutrupi e dell’Architetto Artuso (20 10 2022) nel quale ci sono state prospettate soluzioni per la sistemazione dell’area di Bufano e per la riqualificazione dell’ex campo sportivo, disattese completamente; l’incontro in prefettura (01 12 2022) col prefetto, con l’assessore ai lavori pubblici Albanese, con la presenza per quanto riguarda la sistemazione della San Sperato Mosorrofa (tratto franato e gard rail) dell’ABO Postorino e del responsabile del procedimento Brandi . Vari incontri e telefonate (da Dic 2022 a Febb 2023) con
incaricato allo Sport Latella, con Architetto Cutrupi, con Architetto Artuso per sbloccare una possibilità di riqualificazione dell’area Bufano attraverso l’inserimento del progetto (Progetto già pronto e presentato alla dirigente Stracuzza) in fondi PNRR, che inspiegabilmente si è perso nei meandri della burocrazia o della cattiva gestione per incuria o malafede degli uffici preposti.
L’incontro in prefettura con Prefetto, assessore ai lavori pubblici Albanese e due tecnici/direttori dei lavori del comune (11 01 2023) per pianificazione lavori futuri e prossima approvazione bilancio comunale nel quale ci aspettiamo (così ha promesso l’assessore Albanese) molte opere su Mosorrofa. In previsione c’è un nuovo incontro in prefettura dopo l’approvazione del Bilancio del Comune entro una settimana al massino due, per visionare quanto riguarda Mosorrofa nel bilancio e controllare insieme al prefetto mese per mese lo sviluppo.
A un anno da quella manifestazione di popolo poche le opere fatte: finalmente concluso l’allaccio della conduttura sussidiaria all’acquedotto e l’acqua nell’estate 2022 non è mancata ma in questi giorni c’è qualche segnale che non ci fa stare tranquilli, l’acqua viene regolarmente chiusa già nelprimo pomeriggio; le buche tappate dal Bivio San Sperato fino all’inizio di Via Sella San Giovanni a Mosorrofa si stanno ricreando ma del ripristino del manto stradale nessun segno e la strada sprofonda, varie voragini si sono create anche al centro del paese; hanno ricominciato i lavori per la sistemazione definitiva della strada nel tratto franato, hanno riaperto alla circolazione il tratto ma con lavori ancora da terminare con inspiegabili tempi biblici. Niente di niente riguardo ai gard rail, ai campetti e centri ludici, alla rimozione della enorme discarica, all’ampliamento del cimitero.
Stiamo ancora aspettando l’approvazione del bilancio e i tanto annunciati, ma ancora da vedere, interventi su Mosorrofa. Poca cosa rispetto all’enormità dei bisogni di questo paese ma la strada imboccata riteniamo che sia quella giusta e che passo dopo passo si otterranno i risultati sperati.
L’invito alla cittadinanza mosorrofana è quello di non demordere, di continuare compatti e coesi la lotta, ripetiamo, senza etichette, questo ci permetterà di confrontarci con qualunque interlocutore sempre con la stessa forza.
La positività del bilancio è soprattutto sul riuscito coinvolgimento di larga parte della popolazione, sulla compattezza nella richiesta di soluzione dei problemi che attanagliano Mosorrofa. Ma fino a quando non otterremo Campi Sportivi; Centro Ludico-Culturale-Ricreativo; Il rifacimento totale dei guard rail e una Strada degna di questo nome con un manto stradale nuovo; La liberazione dell’enorme discarica in zona Puzzo; L’allargamento del Cimitero; per indicare i più urgenti non possiamo considerare positivo il bilancio ed è necessario continuare la lotta. Appena il bilancio verrà approvato, dovrebbe essere entro questo mese, se non ci soddisferà, siamo pronti a scendere nuovamente in piazza per chiedere le dimissioni di questa giunta, fino ad ora, per noi totalmente
Il progetto “Marginalia” e le associazioni “La Strada” e “ACE MedicinaSolidale” presenteranno il libro “Transizione o mistificazione? Oltre la retorica della sostenibilità tra dogmi ed eresie” del Laboratorio TiLT.
L’evento si terrà sabato 13 maggio alle ore 17:00 presso il centro ACE onlus Medicina Solidale.
Il libro, curato da Antonia De Vita, Francesco Vittori, Caterina Martinelli, Francesca Forno, Giorgio Gosetti e Marco Deriu, offre una nuova prospettiva critica sulla transizione economica e immagina un nuovo approccio alla trasformazione socio-ecologica dei prossimi anni.
In particolare il libro affronta l’analisi dei dogmi imposti, verso il bussiness e la tecnologia, al quale si prova a suggerire una riflessione ed alternative sostenibili.
L’evento, curato da “Laboratorio TiLT” e “Teritori in Libera Transizione”, vedrà la partecipazione di Lino Caserta (ACE Medicina Solidale, Parco del Benessere e della Conoscenza), Fabio D. Palumbo (Docente e direttore culturale La Strada) ed Antonia De Vita (Docente di Pedagogia dell’Università di Verona, Laboratorio TiLT) che interverranno per discutere i temi trattati nel libro.
L’evento è aperto a tutti, offrendosi come punto di dialogo tra gli interessati alla tematica della sostenibilità e della transizione economica e come un’opportunità unica per approfondire questi temi di grande attualità.
Marginalia è un progetto che unisce e coordina varie realtà presenti sul territorio, da poco è anche presente su Instagram con un profilo che permetterà di seguire tutte le notizie riguardanti questa ed altre iniziative in calendario: www.instagram.com/marginalia.rc/
Si è tenuto domenica 7 maggio l’evento di degustazione ‘Il peperoncino, una storia tutta calabrese’, svoltosi sul Corso Garibaldi a Reggio Calabria.
‘Oro rosso di Calabria’, così viene definito il peperoncino, elemento oramai radicatosi nella cultura e nei sapori tradizionali di tutta la regione, sino a rappresentarne uno dei principali simboli a livello nazionale ed internazionale.
Pienamente soddisfatto per la riuscita dell’evento Sergio Campolo, presidente dell’associazione ‘Un peperoncino per lo Stretto’. “Non ci aspettavamo questa risposta, il pubblico ha dimostrato di apprezzare quello che è uno dei prodotti di punta dell’enogastronomia calabrese. Il successo dell’iniziativa farà sicuramente da apripista per simili eventi futuri”, le parole di Campolo.
Presente all’evento anche il campione nazionale del peperoncino, il ‘mangiatore di fuoco’ Giovanni Polimeni, che si è aggiudicato il titolo nell’edizione 2011 del Peperoncino Festival di Diamante. ‘Per me il peperoncino rappresenta tutto in cucina. Lo abbino a tutto, anche ai dolci, e non posso assolutamente farne a meno. E’ una delle eccellenze calabresi che più devono renderci orgogliosi’, sottolinea Polimeni.
Giuseppe Marino, referente di ‘Libera’, ha evidenziato l’importanza di sostenere le aziende del territorio, specie in un momento storico particolarmente complicato. ‘Eventi di questo tipo permettono di far conoscere le specialità della nostra regione. Noi di Libera non possiamo che condividere queste iniziative e promuoverle, invitando tutti i consumatori ad acquistare dai negozi locali’.
Giuseppe Nucera, presidente del comitato ‘La Calabria che vogliamo’, ha elogiato la volontà degli organizzatori di tenere l’evento degustazione dedicato al peperoncino in riva allo Stretto.
‘Una bella iniziativa quella organizzata a Reggio Calabria, che ha portato ad accendere una volta di più i riflettori sull’importanza del peperoncino. Si tratta oramai di una filosofia riconosciuta e sempre più in aumento, legata alla valorizzazione dei piatti calabresi in ambito nazionale e anche internazionale.
L’enogastronomia –evidenzia Nucera- è un settore in costante espansione e ormai trainante per l’economia italiana, grazie ad una cultura storica che si perde nei secoli ed è apprezzata in tutto il mondo. Il peperoncino è parte integrante di questo universo e merita di essere valorizzato come merita. Non a caso ogni anno si svolge un evento importante come il Festival del peperoncino, che richiama a Diamante decine di migliaia di presenze ad ogni edizione.
Possiamo contare un un prodotto dalle qualità e proprietà uniche, oltre a professionisti capaci di esserne fieri e orgogliosi ambasciatori, come nel caso di Giovanni Polimeni. A livello personale -conclude Nucera- non mancherò di offrire il mio contributo nel percorso di crescita e sviluppo del peperoncino, eccellenza calabrese che il mondo ama e ci invidia”.
Nell’ambito del Maggio dei Libri 2023 promosso dal Ministero della Cultura e dal Comune di Reggio Calabria, l’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con la Biblioteca “Pietro de Nava”, prosegue la riflessione sulla “percezione del tempo tra Antico, Moderno e Contemporaneità” e propone un incontro su Filone di Bisanzio, scienziato e scrittore ellenistico vissuto all’incirca nel 3^ secolo a.C., autore di un trattato di meccanica (Mechanike syntaxis), quasi del tutto perduto, ma di cui restano importanti ed estesi frammenti relativi alla costruzione dei sistemi di difesa delle città, già oggetto di un incontro la scorsa estate e, nel testo al centro della odierna manifestazione, anch’esso curato dalla Prof.ssa Elena Santagati dell’Università di Messina, dell’ approvvigionamento della città assediata. Infatti affinché una città possa affrontare un assedio non basta che sia ben fortificata: accanto ad una sapiente e razionale edificazione di mura e predisposizioni strategiche di bastioni e torri, essa, in vista di un assedio, ha la necessità di mettere in atto, al suo interno, una serie di iniziative che possano consentire agli assediati una duratura resistenza. Filone di Bisanzio fornisce dunque una serie di precetti guida per un appropriato approvvigionamento, per la razionalizzazione delle risorse disponibili e per la loro conservazione. Il testo, di cui parleranno la stessa prof.ssa Elena Santagati e il Prof. Daniele Castrizio giovedì 11 maggio alle ore 16,45 presso la Sala Gioffrè della Biblioteca De Nava, dopo l’introduzione Prof. Amos Martino, Responsabile del Centro Studi Anassilaos Glauco di Reggio per la cultura letteraria greca e latina, offre uno squarcio significativo sulla guerra nel mondo antico, crudele come tutte le guerre combattute nel corso dei secoli, e ci fa comprendere come l’approvvigionamento di acqua e cibo sia fondamentale perché una città assediata possa resistere al nemico e quanto “la fame” possa piegare i cittadini più valorosi e risoluti. Un esempio tra gli altri riguarda proprio la nostra Reggio assediata da Dioniso, tiranno di Siracusa. Secondo quanto tramanda Diodoro Siculo i Reggini, isolati da dieci mesi senza alcuna possibilità di rifornimento, di fronte alla grave scarsità di cibo e vinti dalla fame, mangiarono i cavalli e addirittura le pelli dopo averle cotte giungendo al punto di mangiare l’erba selvatica che cresceva sui muri – ancora quelli che osserviamo sul Lungomare – e infine sopraffatti dalla fame, furono costretti ad arrendersi a Dionisio che distrusse la città.