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Cataforio (RC): auto si ribalta nel Torrente “Sant’Agata”, salvate 2 persone
Un intervento tempestivo e risolutivo ha scongiurato possibili conseguenze drammatiche a Reggio Calabria, in località Cataforio, dove un’autovettura, nel tentativo di attraversare il torrente, è uscita di strada ribaltandosi e rimanendo parzialmente sommersa con due persone a bordo.
L’allarme, lanciato da alcuni presenti, ha consentito l’immediato intervento dei Carabinieri della locale Stazione, giunti sul posto in pochi minuti e trovatisi di fronte a uno scenario particolarmente critico: il veicolo capovolto al centro del corso d’acqua, con gli occupanti impossibilitati a uscire autonomamente.
Determinante la prontezza operativa dei militari che, sfruttando un mezzo pesante presente in zona, sono riusciti a raggiungere l’auto in mezzo alle acque. Con mezzi di fortuna e grande sangue freddo, utilizzando una corda, hanno quindi estratto uno ad uno i due passeggeri dall’abitacolo, traendoli in salvo.
L’episodio evidenzia, ancora una volta, il ruolo fondamentale delle Stazioni Carabinieri sul territorio, presidio di prossimità e primo punto di riferimento per la sicurezza dei cittadini, capace di garantire interventi tempestivi ed efficaci anche nelle situazioni di maggiore emergenza.
Reggio: presentata al Museo “Mutazioni”, la 3° edizione della Biennale dello Stretto
La Biennale dello Stretto è un progetto culturale ideato dall’architetto Alfonso Femia e promosso dalla Fondazione Le città del futuro, con il sostegno di enti pubblici e privati. Nasce da un percorso di ricerca avviato nel 2018, “Mediterranei Invisibili”, che indaga le potenzialità dell’area mediterranea — paesaggi, culture, architetture, città — mettendo in relazione le tre rive africana, europea e medio-orientale. Un progetto che assume lo Stretto non come margine, ma come spazio centrale di attraversamento, relazione e costruzione di nuove visioni.
Dopo la prima edizione del 2022 al Forte Batteria Siacci di Campo Calabro, e la seconda del 2024 che ha ampliato il progetto, la Biennale giunge alla sua terza edizione, in programma dal 18 settembre al 13 dicembre 2026, confermando e rafforzando la propria dimensione mediterranea.
La direzione della terza edizione è affidata ad Alfonso Femia, Annalisa Metta e Salima Naji, segnando un ulteriore passo nell’apertura verso visioni e competenze internazionali.
Il programma si svilupperà in forma diffusa tra le due sponde dello Stretto, coinvolgendo luoghi simbolici come il Forte Batteria Siacci di Campo Calabro; il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e Villa Genoese Zerbi a Reggio Calabria; l’Università degli Studi di Messina e la Fondazione Horcynus Orca a Messina. Un sistema di sedi che riflette la natura stessa della Biennale: un progetto che attraversa territori, discipline e comunità.
Nel corso della conferenza stampa, tenutasi al MArRC, il sindaco ff Domenico Battaglia ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa all’interno di una visione necessaria e condivisa di città baricentrica del Mediterraneo:
“È un terzo appuntamento molto importante per Reggio Calabria -ha dichiarato Battaglia-e per tutta l’area dello Stretto perché unisce e racconta le trasformazioni che attraversano questo territorio”. “Siamo alla terza edizione di un evento di alto livello – ha proseguito- e, come Comune, abbiamo seguito la Biennale sin dal primo passo; anche da consigliere regionale, d’altronde, avevo lavorato alla costruzione di una legge che istituisce la conferenza interregionale per l’area dello Stretto”.
“Sin dall’inizio, insieme alla professoressa Moraci, ad Alfonso Femia, a Mariangela Cama e a tutte le persone coinvolte -ha evidenziato il sindaco ff- abbiamo contribuito a costruire quello che considero un contenitore necessario: uno spazio che, dal punto di vista geografico e culturale, esisteva già ma che andava riconosciuto e valorizzato attraverso un appuntamento stabile, importante e periodico”.
Battaglia ha dunque voluto sottolineare il fatto che la Biennale dello Stretto racconta un’idea di area integrata che è già reale nei fatti: perché rappresenta il naturale sviluppo della città di Reggio Calabria. “Noi siamo, prima ancora che messinesi o reggini, cittadini dello Stretto -ha specificato- ed è un valore aggiunto; perché siamo una comunità di circa 500 mila persone unite e non divise dal mare”. ”Se allarghiamo lo sguardo, arriviamo a 1,2 milioni di abitanti considerando le due province: due città metropolitane periferiche nelle rispettive regioni ma baricentriche nel Mediterraneo. Noi siamo la porta del Mediterraneo e, anche grazie alla Biennale ha concluso – ci candidiamo a diventare un punto di riferimento per i Paesi del Nord Africa e dell’Europa, un luogo di confronto e di dibattito”.
Violenza sulle Donne, Comi (“Quote Rosa”): “In Calabria servono consultori più strutturati”
In Calabria i centri antiviolenza sono presenti in misura superiore alla media nazionale in proporzione alla popolazione femminile, ma restano ancora troppo distanti da molte donne che vivono nelle aree interne e nei piccoli comuni. A dirlo sono i dati più recenti diffusi dall’Istat, che mostrano come nella regione una larga parte delle strutture operi su scala regionale o sovraregionale: il 69,2% dei centri ha infatti un bacino di intervento molto ampio, segnale di una rete che esiste ma che spesso fatica a garantire prossimità reale sul territorio
È da questa fotografia che parte l’intervento di Anna Comi, presidente dell’associazione Quote Rosa, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare soprattutto il sistema dei consultori familiari.
“Il dato ci dice che non basta avere strutture formalmente presenti – osserva Anna Comi – perché se i servizi restano lontani o difficilmente accessibili, molte donne continuano a non trovare un aiuto tempestivo, soprattutto nei momenti più delicati”.
Secondo l’analisi, il vero punto critico resta infatti la tenuta dei servizi territoriali di prossimità: consultori spesso sottodimensionati, personale insufficiente, aperture limitate ai soli giorni feriali e difficoltà nel garantire continuità di presa in carico.
Per Quote Rosa la priorità è chiara: servono nuove assunzioni di personale qualificato, con psicologhe, assistenti sociali, ginecologhe ed educatrici professionali stabilmente inserite nei consultori, insieme a un ampliamento degli orari di apertura anche nel fine settimana.
“Molte richieste di aiuto arrivano proprio quando i servizi sono chiusi – sottolinea Comi – e questo può fare la differenza tra intervenire in tempo oppure no”.
Il quadro nazionale rafforza questa esigenza: i centri antiviolenza in Italia sono passati da 281 nel 2017 a 409 nel 2024, ma nel Sud il numero medio di donne accolte per centro resta molto inferiore rispetto al Nord, segnale che la rete fatica ancora a intercettare pienamente il bisogno
Particolarmente preoccupante è poi il dato che riguarda i minori: quasi l’80% dei figli delle donne seguite dai centri assiste alla violenza subita dalla madre e in un caso su quattro subisce a sua volta violenza diretta
“Quando parliamo di violenza – aggiunge Anna Comi – non parliamo solo di emergenza femminile, ma di una ferita sociale che coinvolge intere famiglie e incide sulle nuove generazioni”.
Per questo l’associazione chiede anche un sostegno economico stabile alle realtà associative che gestiscono case rifugio e centri antiviolenza, spesso impegnate quotidianamente con risorse limitate e personale ridotto.
“Le associazioni – conclude Comi – stanno reggendo una parte essenziale del sistema di protezione. Senza un rafforzamento strutturale dei finanziamenti e senza una rete territoriale più forte, il rischio è che la risposta resti insufficiente rispetto ai bisogni reali delle donne calabresi”.
Porto di Gioia Tauro: ispezione della Guardia di Finanza su container diretti ad Isreale
La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno messo sotto ispezione 8 container arrivati nei giorni scorsi nel porto di Gioia Tauro che conterrebbero “materiale bellico” diretto ad Israele.
La vicenda era stata sollevata da un’inchiesta giornalistica e ripresa dai sindacati Usb e Orsa che avevano chiesto l’ispezione.
All’interno dei container, secondo quanto si è appreso a seguito di una visita al porto della deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico e del responsabile regionale del sindacato Usb Peppe Marra, ci sono barre d’acciaio, alcune quadrate e altre tonde.
Il punto è stabilire se il destinatario finale del carico è una fabbrica di armi, che non compare nella bolla, e soprattutto la natura dell’acciaio. Per farlo è stata disposta una perizia tecnica sulle barre che sarà eseguita nei prossimi giorni.
Si sono concluse con esito positivo le ricerche dei vigili del fuoco sotto il materiale precipitato in un terrapieno a ridosso di un’abitazione per la frana verificatasi stamani nel centro abitato di Stilo (Reggio Calabria) dove ha ceduto un costone nei pressi del convento.
L’ipotesi, già da stamani, era che non vi fossero persone coinvolte ma per sicurezza, i vigili del fuoco di Monasterace hanno fatto intervenire il gruppo movimento terra e, da Reggio Calabria, l’Usar, una squadra specializzata e addestrata per la ricerca e il salvataggio in caso di frane.
Al termine dei controlli, i vigili hanno potuto constatare che nessuno è rimasto coinvolto.
Una conferma indiretta è giunta anche dagli abitanti del paese che non hanno segnalato persone scomparse.
Ponte sullo Stretto: Il Comune di Villa valuta la possibilità di impugnare delibera del “Cipess”
Il Tar del Lazio “ritenendo gli atti in prima battuta impugnati atti del procedimento, chiarisce la possibilità di impugnare la delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo con gli stessi motivi evidenziati in questo primo ricorso, qualora lo stesso Cipess non ponga rimedio ai vizi indicati.
In buona sostanza il Tar Lazio ritiene che gli atti impugnati, con il ricorso del dicembre 2024, e successivi motivi aggiunti, non abbiano un effetto lesivo diretto sulla nostra comunità e rinvia all’impugnazione della delibera Cipess n. 41 del 6 agosto 2025, con cui è stato approvato il progetto definitivo dell’opera Ponte”. E’ quanto specificano in una nota il sindaco, la giunta e il gruppo consiliare ‘Città in Movimento’ di Villa San Giovanni.
“Il Tar Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria sulla VIA al Ponte sullo Stretto, ma di fatto ha “apprezzato“ (testualmente ha ritenuto di “non poter biasimare”) la strategia difensiva della città di Villa san Giovanni che ha cautelativamente impugnato i pareri della commissione e tutti gli atti successivi davanti a un dubbio interpretativo posto dal Dl 35/2023.
A tutti coloro che, nel dicembre 2024, avevano gridato allo scandalo per il ricorso presentato dall’amministrazione comunale, oggi rispondiamo con le stesse parole del Tar Lazio che, peraltro, ritenendo gli atti in prima battuta impugnati atti del procedimento, chiarisce la possibilità di impugnare la delibera CIPESS di approvazione del progetto definitivo con gli stessi motivi evidenziati in questo primo ricorso, qualora lo stesso CIPESS non ponga rimedio ai vizi indicati.
In buona sostanza, il Tar Lazio ritiene che gli atti impugnati con il ricorso del dicembre 2024 e successivi motivi aggiunti non abbiano un effetto lesivo diretto sulla nostra comunità e rinvia all’impugnazione della delibera CIPESS n. 41 del 6 agosto 2025 con cui è stato approvato il progetto definitivo dell’opera Ponte: quella delibera però, ad oggi, è inefficace perché la Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità (per le medesime ragioni che il Comune di Villa San Giovanni aveva dedotto con i motivi di ricorso instaurati al Tar Lazio).”, si legge in una nota del Comune di Villa S.G.
“Nel merito della sentenza del Tar non possiamo che fare nostra la nota a firma del professore avv. Daniele Granara, difensore della città di Villa san Giovanni e della Città metropolitana di Reggio Calabria.
Politicamente si ribadisce la bontà della scelta fatta a dicembre 2024, confermata indirettamente dal Tar: si ribadisce la ferma volontà di essere organo di controllo rispetto a tutti gli atti che dovranno essere posti in essere dal Governo e dai ministeri competenti per rimettere in moto l’opera Ponte. Un progetto che continuiamo a ritenere gravemente pregiudizievole per la nostra Città, perché sacrifica gli interessi di Villa San Giovanni, sacrifica l’intera comunità; ma anche una procedura illegittima alla luce dei vizi procedurali già eccepiti, della “Mini via“, della mancata valutazione di impatto ambientale complessiva (atteso il lunghissimo lasso temporale tra la prima redazione del progetto preliminare e l’approvazione del progetto definitivo) per cui non è stato attualizzato l’impatto al nuovo contesto ambientale complessivo.
Sono tantissimi gli spunti che devono trarsi dalle motivazioni della sentenza del Tar Lazio, che va attentamente valutata da tutte le parti in causa, soprattutto con riferimento a quelle prescrizioni che la commissione VIA VAS ha posto con riferimento al progetto esecutivo e che necessitano di una ulteriore valutazione di impatto ambientale qualora il progetto esecutivo si discosti dal definitivo approvato. In buona sostanza, ciò che continuiamo a dire dal 2023 è ciò di cui oggi abbiamo conferma: serviva e serve l’aggiornamento di tutti gli studi, di tutti i dati ambientali, una nuova valutazione del progetto rispetto al contesto del 2026. Questa sentenza, nel darci contezza delle norme da applicare alla procedura in corso, rende chiaro il ruolo che questa Città dovrà esercitare (in via amministrativa ed eventualmente anche processuale) rispetto a tutte le iniziative che accompagneranno l’evolversi della vicenda ponte sullo Stretto.”, conclude la nota del Comune di Villa San Giovanni.
Reggio: individuato il presunto pirata della strada che ha investito mortalmente la 29enne
Sarebbe un ragazzo di 21 anni l’automobilista che ieri notte, a Reggio, ha investito una giovane finlandese di 29 anni, Nea Mirjiam Laine.
La Polizia locale e la Polizia di Stato lo hanno rintracciato grazie alle telecamere di sorveglianza nella zona di viale Calabria dove si è verificato l’incidente, intorno alle 3:30
Dai filmati è emerso che la ragazza è stata travolta, mentre era a piedi, da una Fiat Punto bianca e poi trascinata per diversi metri. Il giovane viene ora sottoposto agli accertamenti tossicologici disposti dalla Procura. Nei suoi confronti, al momento, non sono stati adottati provvedimenti giudiziari.
Ricostruendo il percorso del mezzo, nei minuti precedenti e successivi all’incidente, gli investigatori sono riusciti a risalire a un nome e al luogo dove è stata parcheggiata l’auto. Il presunto pirata della strada una volta individuato, è stato accompagnato dalle forze dell’ordine in ospedale dove in questo momento è sottoposto agli accertamenti tossicologici disposti dalla Procura per verificare se, ieri sera, fosse alla guida sotto l’effetto di alcool o di sostanze stupefacenti.
Il sostituto procuratore Giulia Scavello, che sta coordinando le indagini, ha disposto, inoltre, l’autopsia sul corpo della vittima e il sequestro della Fiat Punto che, stando a quanto si apprende da ambienti investigativi, ha evidenti segni che potrebbero essere stati provocati dall’incidente. Per averne la certezza sarà necessario attendere alcuni accertamenti tecnici.
Non è ancora chiaro, infine, se il 21enne fosse solo quando ha investito Nea Mirjiam Laine o se a bordo dell’auto ci fossero altre persone. Con ogni probabilità sarà una delle cose che il giovane dovrà chiarire in Questura dove verrà sentito dopo gli esami tossicologici. Solo dopo la Procura, guidata da Giuseppe Borrelli, avrà tutti gli elementi utili per valutare eventuali provvedimenti nei confronti dell’automobilista
Reggio: concluso con successo il laboratorio poetico “Dalla Terra alle Stelle” di Chiara Gligora e Roberto Modafferi
Reggio, Francesco Lia (“La Strada”) “Il quartiere di Arangea: la straordinarietà di un paesaggio deturpato da promesse mancate”
“Il movimento La Strada continua a percorrere la città a piedi con il ciclo di cammini urbani “Decentriamo”, confermando un approccio partecipativo e civico avviato nel 2019. Sabato scorso, in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, un numeroso gruppo di cittadini ha attraversato il quartiere di Villa Arangea, nella periferia sud della città, per esplorarne criticità e potenzialità.
Il percorso ha rappresentato un’occasione concreta di ascolto e confronto con la comunità locale, che negli anni ha sviluppato un forte senso di appartenenza anche grazie alla recente nascita di un comitato di quartiere.
Il cammino ha evidenziato, da un lato, il valore paesaggistico e identitario dell’area, caratterizzata da estesi agrumeti di bergamotto, e dall’altro le numerose criticità che da anni segnano il territorio. Tra queste, spiccano le grandi opere incompiute: il ponte “sospeso” tra Arangea e Ciccarello e le bretelle del torrente Sant’Agata, infrastrutture strategiche mai ultimate che avrebbero potuto migliorare significativamente la viabilità e la sicurezza dell’area. Nonostante nuovi finanziamenti annunciati nel 2024, i cantieri risultano ancora fermi.
Emblematica anche la vicenda del centro sportivo polifunzionale di Arangea: un’opera iniziata quasi vent’anni fa, mai completata e oggi in stato di abbandono e degrado, con evidenti criticità strutturali e urbanistiche. Il sito, vandalizzato e privo di manutenzione, rappresenta oggi un rischio per la sicurezza e un simbolo dello spreco di risorse pubbliche. La proposta de La Strada, già fatta nella opportuna commissione consiliare, è la sua demolizione e la restituzione alla collettività con un vero progetto di riqualificazione.
Accanto alle carenze infrastrutturali, emerge la cronica mancanza di spazi pubblici. In questa direzione si inserisce la petizione promossa da cittadini e associazioni locali per la realizzazione di una piazza di quartiere: oltre 520 firme raccolte e una richiesta già presentata al Consiglio comunale, che punta a creare uno spazio di aggregazione con funzioni sociali, culturali e sportive.
Ulteriore criticità riguarda la progressiva riduzione dei servizi essenziali, come la chiusura dell’asilo, che ha lasciato il quartiere privo di un presidio fondamentale per le famiglie. La scuola elementare resta oggi l’unico punto di riferimento pubblico, oltre che spazio utilizzato dalle associazioni per iniziative culturali.
Nonostante le difficoltà, Arangea conserva un patrimonio di grande valore. Il bergamotteto storico, esteso per decine di ettari e sottoposto a vincolo paesaggistico, rappresenta una risorsa strategica per la città. La Strada propone di valorizzarlo attraverso un modello innovativo di collaborazione tra pubblico e privato, che possa portare alla creazione di un “Parco del bergamotto”: un’infrastruttura verde capace di coniugare agricoltura, tutela ambientale, fruizione pubblica e sviluppo culturale.
Tra le tappe più significative del percorso anche il baglio Attanasio, raro esempio di masseria fortificata del Settecento, oggi in stato di parziale abbandono, che testimonia la storia agricola e produttiva del territorio e meriterebbe interventi di recupero e valorizzazione.
Il cammino si è concluso con un momento conviviale offerto dal Piccolo Forno Artigianale “104”, simbolicamente dedicato al bergamotto, elemento identitario del quartiere.
L’iniziativa ha ribadito la necessità di una maggiore attenzione amministrativa verso le periferie e di una programmazione capace di coniugare infrastrutture, servizi e valorizzazione del patrimonio esistente. Arangea, oggi, si presenta come un luogo sospeso tra straordinarie potenzialità e promesse mancate: una sfida aperta per il futuro della città.”, scrive nel comunicato l’attivista del Movimento Politico “La Strada”, Francesco Lia.
(Crediti del fotogiornalista Fabio Itri)