A causa di un incidente, è temporaneamente chiusa al traffico, in entrambe le direzioni, la strada statale 18 “Tirrena Inferiore” a San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza. Nel sinistro, le cui cause sono in corso di accertamento, è rimasto coinvolto un motociclo. Per consentire i soccorsi del conducente è intervenuto l’elisoccorso che ha subito un guasto. Al momento la strada resterà chiusa fino al ripristino meccanico del mezzo. Il traffico veicolare viene deviato dal km 254,800 al km 258,800 lungo la viabilità locale con indicazioni sul posto. Sono presenti, oltre ai mezzi di soccorso, le squadre Anas e le Forze dell’Ordine per la gestione della viabilità e per ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile.
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Entro fine anno, le Regioni italiane dovranno pubblicare i singoli bandi inerenti il decreto macchinari previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La Calabria può contare su una dotazione pari a circa 22 milioni di euro con cui gli agricoltori calabresi potranno sostituire i veicoli agricoli fuoristrada inquinanti con mezzi a zero emissioni e acquistare attrezzatura per l’agricoltura di precisione, con un limite di spesa pari a 70mila euro. Entro il 2026, 15mila beneficiari dovranno ricevere il contributo come indicato dall’Unione europea. Proprio per non mancare l’obiettivo, Federacma, Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio, ha rivolto all’Assessore Gallo e agli uffici regionali competenti una serie di spunti e suggerimenti al fine di migliorare l’efficacia della misura.
“Dopo aver avviato le interlocuzioni con l’Unità di Missione PNRR del Ministero dell’Agricoltura, dove sono state accolte numerose nostre richieste – dichiara Andrea Borio, presidente Federacma – chiediamo ora ascolto alle Regioni che gestiranno questa misura. Tra le nostre proposte: l’utilizzazione del modello operativo già sperimentato con i finanziamenti veicolati tramite il Piano di Sviluppo Rurale dove l’agricoltore può massimizzare la liquidità, a fronte di un prestito bancario, vedendosi sottrarre momentaneamente appena il 20% delle proprie risorse come acconto per prenotare i macchinari. Una impostazione che preveda i dealer svolgere un ruolo di anticipatori del finanziamento – prosegue – bloccherebbe di fatto la misura. Riteniamo opportuno, inoltre, prevedere tempi di consegna ragionevoli, stante lo scenario internazionale che complica il lavoro delle case produttrici, l’installazione di antifurti di ultima generazione, con rilevamento GPS e collegamento all’Interpol per scongiurare di sostenere con fondi italiani l’agricoltura di Stati esteri nonché eliminare chiaramente la possibilità di acquistare, come accaduto in passato, autovetture fuoristrada 4×4 elettriche o a biometano che nulla c’entrano col mondo produttivo”.
Non mancano, infine, i suggerimenti sulla corretta procedura per la sostituzione dei vetusti veicoli inquinanti. “Contrariamente ad esperienze del passato – dichiara Borio (Federacma) – dovrebbe avvenire solo per mezzi marcianti e funzionanti e, possibilmente, con immatricolazione ante 1996 così da togliere dalle strade e dai campi trattori privi dei dispositivi di sicurezza più basilari come cintura e roll-bar. Basti pensare che ogni anno a causa di rovesciamenti di trattori si registrano almeno 120 decessi. Raggiungeremmo in tal modo – conclude il presidente di Federacma – un doppio risultato a beneficio dell’ambiente e dei lavoratori”.
Mare, montagna, colline, boschi, la Calabria è una regione capace di meravigliare sempre per la bellezza dei suoi paesaggi e la ricchezza delle sue risorse naturali. Uno dei doveri principali della politica e di chi amministra deve essere quello di salvaguardare e tutelare questo immenso patrimonio, cercando anche di valorizzarlo attraverso lo sviluppo di un turismo ecologico e sostenibile.
Per questo motivo ho presentato una proposta di legge per l’Istituzione della Riserva Naturale Regionale “Dune di Giovino” a Catanzaro Lido. L’area prevista dalla riserva, di proprietà del demanio marittimo, è sita in riva al mare e compresa tra il Fiume Castaci e il Fosso Giovino. Questa area, una delle poche della costa del capoluogo calabrese non ancora cementificata, è composta da 12 ettari di pineta e dune di sabbia chiara. E’ contraddistinta da un particolare ecosistema caratterizzato dalla presenza di rare specie animali e vegetali e da un paesaggio di straordinaria ricchezza e bellezza. Un ambiente pressochè unico, creato dalla forza del vento, dal moto delle onde e dalla presenza di piante capaci di agevolare la sedimentazione e l’accumulo della sabbia grazie alle loro profonde radici. Le spiagge e le dune sabbiose costiere rappresentano, su scala mondiale, alcuni tra gli ecosistemi più vulnerabili e più seriamente minacciati dalle attività umane e dall’inquinamento. Il tratto dunale ospita specie vegetali e animali rare e protette, alcune delle quali ancora presenti in pochissime regioni italiane. Per la flora, ad esempio, il “giglio marino”, la “Paronychia argentea”, la “Ephedra distachya”, detta anche “Uva marina”. Quanto alle specie faunistiche, è presente la tartaruga marina comune (Caretta caretta), una specie ad alto rischio di estinzione che ha bisogno di spiagge poco frequentate per completare il suo ciclo riproduttivo, così come numerose specie di uccelli, tra cui il fratino, l’airone, il falco pescatore, il fenicottero, il cormorano.
L’intervento legislativo nasce anche dalle sollecitazioni giunte da parte di Giovanni Miliè dell’Associazione APS Dune di Giovino, e dall’impegno politico di Giusy Iemma, Vice Sindaco di Catanzaro, di Fabio Celia, Capo Gruppo PD all’interno del Consiglio Comunale e della Consigliera Igea Caviano sempre al lavoro per la valorizzazione e lo sviluppo della Città. L’area delle dune di Giovino, infatti, se tutelata, salvaguardata e opportunamente gestita, potrebbe rappresentare un laboratorio a cielo aperto per scolaresche, cittadini e associazioni del territorio. Potrebbe, altresì, rappresentare una risorsa enorme per tutto il territorio, anche dal punto di vista turistico ed economico, attraverso la creazione e la promozione di percorsi ambientali e lo sviluppo di attività di “bird watching”. Sarebbe molto interessante, a mio avviso, verificare la fattibilità di questo procedimento anche in altre zone “peculiari” della nostra regione.
Era annunciato con un titolo suggestivo, “Il cacciatore di… emozioni”, e realmente le emozioni sono state protagoniste, ieri sera, dell’incontro letterario al Museo del Presente di Rende (Cs) con il noto promoter Ruggero Pegna, nelle vesti e con l’altro volto di poeta e scrittore. Alfredo De Luca, direttore artistico del festival Settembre Rendese, che ha voluto inserire questo appuntamento nel ricco programma della 58° edizione, gli ha anche consegnato il Premio Eccellenze Calabresi, dopo averne tessuto un affettuoso elogio con l’ausilio di un filmato che ha riassunto momenti indimenticabili della vita e dei tanti grandi eventi organizzati da Pegna in circa 40 anni di attività, dagli storici concerti di Tina Turner ed Elton John, a centinaia di altri.
“Ruggero ha scritto una storia irripetibile, in una regione spesso senza memoria e irriconoscente – ha detto De Luca, giovane e promettente promoter rendese – e, a chi mi dice che sarei il suo erede, dico che è impossibile fare tutto quello che ha fatto lui in un luogo così difficile.” Dopo i ringraziamenti, nell’emozionante serata a tratti persino commovente, sono stati approfonditi i temi di scottante attualità contenuti, in particolare, nei suoi recenti romanzi: da “Miracolo d’Amore” (Rubbettino editore), storia della leucemia che lo colpi, intrecciata alle predizioni della mistica Natuzza Evolo, a “Il cacciatore di meduse” (Falco editore), racconto emozionante del viaggio della speranza e della lotta per l’integrazione in Italia di un piccolo migrante somalo, fino all’ ultimo “La stanza di Adel” (Santelli editore), altro commovente racconto dell’adozione di una bimba russa tra fiaba e realtà.
“Sono romanzi ispirati da storie vere, perché è la stessa vita un romanzo spesso complesso, ma meraviglioso; la scrittura per me è stata terapeutica, la mia medicina per ritrovarmi dopo lunghe giornate di studio e lavoro”, ha affermato Pegna, rispondendo al giornalista e scrittore Marcello Romanelli, che ne ha sottolineato la semplicità della scrittura, capace di arrivare dritta al cuore. Nell’incontro abilmente condotto da Debora Rocco, oltre a Romanelli, a dialogare con l’insolito autore, sono intervenuti l’editore Michele Falco e la dottoressa Mariateresa Buccieri, storico dell’Arte, che ha rimarcato l’umanità dei suoi racconti e la comune “amicizia” con Natuzza Evolo. E proprio ricordando la mistica, è iniziato il racconto di Pegna della leucemia che lo colpi nel 2002, dalla quale guarì anche grazie alle sue preghiere e alle sue predizioni, come raccontato in “Miracolo d’Amore”, un romanzo scritto insieme a centinaia di persone che gli mandarono una loro mail in ospedale. Non è mancato il puntuale appello di Pegna alla donazione del midollo che, come ha detto visibilmente commosso, “lega per sempre in una doppia gioia chi lo riceve a chi glielo dona, consapevole di aver salvato una vita, come ha fatto con me la ragazza americana di 24 anni predetta da Natuzza.”. In conclusione, ha affermato Pegna, tornando a Il cacciatore di meduse: “Sono anche felice della candidatura agli Oscar del film di Garrone che porta sul grande schermo una storia che sembra proprio tratta dal mio romanzo pubblicato nel 2015, in cui ho cercato di fare arrivare ai lettori le ansie e le speranze di uomini, donne e bambini che affrontano indicibili sofferenze e il rischio di morire sognando una vita migliore”.
Reggio Calabria: le istituzioni si confrontano sulla digitalizzazione e smart working
Il Dipartimento per le pari opportunità del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il Comune e la Città metropolitana di Reggio Calabria, ha organizzato l’evento “Digitalizzazione e Smart Working per lo Sviluppo del Mezzogiorno”, tenuto nel Salone dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio.
Il focus rientra tra le attività previste dal progetto “Lavoro Agile per il Futuro della PA: Pratiche innovative per la conciliazione vita- lavoro”, promosso dal dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Avviato nel 2018, è stato detto nel corso degli interventi, il progetto ha accompagnato la diffusione del lavoro agile in oltre 60 Amministrazioni pubbliche beneficiarie, prima della pandemia da Covid-19, durante le varie fasi dell’emergenza dal 2020 alla fase post emergenziale, sino al graduale rientro alla normalità. Giunto alla fase conclusiva, il progetto ha l’obiettivo di capitalizzare quanto realizzato e appreso prima e dopo la pandemia per rendere la modalità di lavoro agile uno strumento strutturale ed innovativo sia per la pubblica amministrazione che per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.
Nel corso della giornata sono presentate le esperienze delle PA locali con l’obiettivo di analizzare i percorsi realizzati e i risultati raggiunti anche in termini di sviluppo del territorio per la costruzione di un percorso condiviso con tutta la rete. A Palazzo San Giorgio si è quindi svolto un momento di confronto tra rappresentanti delle Istituzioni coinvolte, dirigenti e funzionari pubblici, anche regionali, Camera di commercio e rappresentanti dell’imprenditoria, che ha registrato la presenza, tra gli altri, del sindaco facente funzioni della Città metropolitana Carmelo Versace, dell’assessora comunale all’Occupazione e lavoro Angela Martino e del coordinatore dell’Ufficio per le politiche delle Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, Stefano Pizzicannella.
“Da diverso tempo sosteniamo che quello della formazione dei nostri dipendenti e collaboratori, ossia quelli che vivono nel quotidiano anche le difficoltà presenti all’interno di una Pubblica amministrazione, è sempre più prioritario” ha detto Carmelo Versace. “L’approccio al lavoro agile – ha aggiunto – coniuga spesso e volentieri quelle che sono delle difficoltà ma che possono poi tramutarsi in reali opportunità. Dal mio punto di vista il fine è quello, non soltanto di favorire e mettere nelle condizioni i nostri lavoratori di vivere meglio e di poter organizzare meglio il proprio lavoro, ma anche – ha concluso Versace – di aumentare le performance e quindi metterli nelle condizioni di poter produrre con una formazione più adeguata”.
Per l’assessora Angela Martino: “Il miglioramento organizzativo delle amministrazioni pubbliche, contestuale al confronto con le pratiche di implementazione della modalità di lavoro agile anche nel settore privato, è funzionale al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori”. “Nuovi approcci organizzativi – ha aggiunto – possono migliorare il rapporto fra la dimensione professionale e quella privata di donne e uomini, nonché aumentare la produttività dei lavoratori, ma affinché ciò si realizzi sono indispensabili momenti di analisi e studio come quello offerto attraverso questo progetto iniziato nel 2018, proprio alla luce delle attuali e persistenti differenze nel nostro Paese fra la funzione sociale svolta dal genere femminile rispetto a quello maschile”.
“Il Dipartimento per le pari opportunità – ha ricordato Pizzicannella – ha promosso, a partire da prima della pandemia, il progetto sul lavoro agile nelle nelle p.a. ed è stato un progetto che vedeva l’utilizzo del lavoro agile in un momento del tutto pionieristico”. “La pandemia ha cambiato tutto – ha aggiunto – perché il lavoro agile è diventato una necessità. Adesso finita la fase emergenziale ci troviamo in una nuova fase, in cui lavoro agile è la normalità, sostanzialmente entra nell’organizzazione delle amministrazioni con una modalità ordinaria di gestione delle attività e, ovviamente, le amministrazioni lo utilizzano sulla base delle loro esigenze anche in maniera molto diversa. Ci sono Comuni che hanno necessità di erogare servizi al pubblico che ovviamente lo utilizzeranno in maniera diversa rispetto ad altre che non hanno questa necessità. Sicuramente – ha concluso – è un impianto organizzativo che è da considerarsi ormai la normalità”.
Nel corso del confronto sono intervenuti, tra gli altri, anche Giuseppina Attanasio (dirigente Risorse umane della Città metropolitana), Fabio Nicita (dirigente Innovazione digitale Città metropolitana), Agostino Silipo (Ceo System House srl), Barbara Bertolucci (direttrice delle risorse umane dipartimento Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri), Valerio Lucciarini (direttore generale di Autonomie locali italiane).
I sindaci metropolitani facente funzioni della Città metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, Carmelo Versace e Paolo Brunetti, insieme all’assessore comunale ai Trasporti Domenico Battaglia, e ai colleghi di giunta Rocco Albanese e Demetrio Delfino, hanno preso parte oggi alla presentazione del nuovi 15 bus Atam, gli ultimi della flotta con trazione a gasolio ed i primi con sistemi di controllo Adas per la sicurezza di operatori e passeggeri. La manifestazione si è svolta a Piazza Duomo, nell’ambito della settimana della mobilità “Muoviamoci insieme”, promossa per informare la cittadinanza e l’utenza delle nuove offerte relative al trasporto pubblico locale nell’area metropolitana. Per Atam erano presenti i vertici del Cda, Carmelo Basile (amministratore delegato), Ezio Privitera (presidente Cda) e Melina Sangiovanni (consigliera d’amministrazione).
Per l’assessore Battaglia “si chiude una fase relativa ad un vecchio finanziamento, con un iter un po’ travagliato che però ora giunge a compimento. L’azienda si dota di ulteriori mezzi che miglioreranno la già buona flotta di Atam al servizio della città, per il miglioramento della mobilità”. “Puntiamo molto sulla gestione della mobilità, anche nell’area generale dello Stretto. La prossima settimana – ha aggiunto – ci appresteremo alla firma per il biglietto integrato con Atm Messina, Liberty Lines che dall’1 ottobre subentrerà nel servizio di trasporto metromare. Quindi Atam punta non solo al servizio di trasporto urbano ma anche nell’area dello Stretto, insieme ad Atm di Messina”.
Per il sindaco facente funzioni metropolitano Carmelo Versace: “E’ una bellissima notizia, aggiungiamo un altro piccolo pezzetto al puzzle generale di Atam. Stiamo infatti ricostruendo una società che era praticamente fallita, ed oggi lo facciamo offrendo un servizio maggiore alla nostra utenza. Vorrei focalizzare l’attenzione anche su chi offre questo servizio, ossia i lavoratori di Atam, che dopo un periodo di difficoltà stanno godendo di mezzi di ultima generazione e certamente più sicuri. Con questi nuovi bus – ha concluso – ci piace pensare che tutta la città sarà maggiormente unita, anche perché saremo in grado di raggiungere, con maggiori servizi, le zone più alte e le periferie”.
Infine per Atam, Giuseppe Basile ha ricordato che “Si tratta di 15 bus gasolio di ultima generazione, con un impatto di emissioni molto basso che saranno dedicati al trasporto verso le zone pedemontane ed altre dove c’è maggiore difficoltà di accesso rispetto al centro. Completiamo il parco mezzi in attesa – ha evidenziato – degli arrivi dei nuovi mezzi elettrici che rivoluzioneranno il sistema di trasporto anche dal punto di vista tecnologico e ambientale”.
Un incendio di vaste dimensioni sta distruggendo il Lido degli Aranci, storica struttura ricettiva nella frazione Bivona del comune di Vibo Valentia.
Le fiamme hanno interessato alcune costruzioni alimentate anche dal vento sostenuto.
Non è chiaro se il fuoco abbia raggiunto il lido proveniente dalle sterpaglie circostanti o si sia generato all’interno del perimetro del sito. Sul posto sono in azione diverse squadre di Vigili del fuoco che però stanno incontrando rilevanti difficoltà nell’arginare il fronte delle fiamme. Non si registrano feriti al momento.
Il Lido degli aranci, un tempo della famiglia Mancini, è una struttura turistica molto in voga soprattutto negli anni 80-90.
Location di manifestazioni che richiamavano personaggi dello spettacolo anche del panorama nazionale. Dopo l’alluvione del 2006 che la distrusse quasi completamente, restò chiusa anche per via del fallimento del gruppo imprenditoriale. Qualche anno fa è stato acquisito da una nuova cordata che ha rimesso in piedi la struttura.
Università Magna Graecia di Catanzaro l’appuntamento con gli esperti in oncologia della Regione
I locali dell’Università Magna Graecia di Catanzaro hanno ospitato l’appuntamento annuale con gli esperti in oncologia della Regione Calabria. Il check point dal titolo “La Governance Oncologica in Calabria – Dallo screening alle cure: eccellenza ed equità d’accesso nel territorio regionale”, alla sua prima edizione, si è rivolto a medici chirurghi con specializzazione in oncologia, medicina interna, endocrinologia, pneumologia, gastroenterologia, radioterapia, ematologia ma anche farmacisti del SSN e territoriali e ha previsto, tra l’altro, l’accreditamento ECM. Il check-point ha chiamato a raccolta i referenti di tutta la Regione Calabria, con i protagonisti di ogni Provincia.
Per la prima volta farmacisti e clinici, istituzioni e cittadini si sono confrontati per trovare soluzioni a un fenomeno che rappresenta, ormai, un annoso problema di tutto il Sud, ma soprattutto della Calabria: l’emigrazione sanitaria.
I lavori, coordinati dai responsabili scientifici dell’evento: la dott.ssa Emanuela Adele De Francesco, Direttore UOC Farmacia P.O. Mater Domini – AOU “Renato Dulbecco” Catanzaro, il prof. Pierosandro Tagliaferri, Ordinario di Oncologia Medica Università Magna Graecia di Catanzaro, e il prof. Pierfrancesco Tassone, Ordinario di Oncologia Medica dell’Università Magna Graecia, hanno visto intervallarsi esperti del settore su argomenti prettamente scientifici, senza tralasciare la panoramica sulla situazione sanitaria che interessa la rete oncologica calabrese, le Breast Unit, le UFA, i PDTA e i percorsi di cura del paziente.
“Una delle più rilevanti sfide della moderna oncologia è l’innovazione diagnostica e terapeutica e, al tempo stesso, l’accessibilità e la sostenibilità delle nuove risorse farmacologiche e tecnologiche. – ha puntualizzato il prof. Tassone – La piena inclusività dell’offerta innovativa può essere garantita solo da un sistema a rete che offra uguali opportunità all’intero territorio. È il caso degli studi clinici che rappresentano in oncologia la via di accesso ai trattamenti più avanzati, secondo standard internazionali di Good Clinical Practice, e che, qualora disponibili, costituiscono la scelta terapeutica per i pazienti oncologici. La disponibilità sul territorio calabrese di un Centro di Fase 1 e di un Laboratorio Farmacologico Galenico presso la nostra Istituzione, – ha continuato Tassone – così come l’attivazione di numerosi studi internazionali, sono un’offerta rilevante e competitiva nel panorama nazionale che si deve avvalere delle collaborazioni delle risorse professionali della nascente rete oncologica regionale. Il meeting è stata un’eccellente occasione di confronto e discussione.”
Oltre il 50% dei pazienti oncologici della Calabria preferiscono i “viaggi della speranza” per farsi curare al Nord, generando un impatto sociale ed economico inaudito.
Dalla ricerca “Il termometro della Salute” promossa da Osservatorio Salute, Legalità e Previdenza Eurispes-Enpam emerge che l’emigrazione sanitaria nel 2018 è costata alla Calabria 320 milioni di euro, seguita dalla Campania con un deficit di 302 milioni.
Dati importanti che hanno ricadute altrettanto evidenti sul SSR e sul SSN, ma anche sull’economia delle famiglie e sul modo di affrontare la malattia.
Il patient journey può essere più sostenibile per tutti, ma è necessaria un’azione comune per fronteggiare un trend generale che si conferma anche nel settore oncologico.
“La rete oncologica regionale non rappresenta solo un essenziale elemento di coordinamento e di governance, ma anche e soprattutto un elemento di fiducia nell’offerta clinica del territorio e un modo nuovo di lavorare su standard elevati sul piano etico e professionale, basato su inclusività ed equità. La figura dell’oncologo medico e del farmacista ospedaliero assume in questo contesto una valenza innovativa con nuove sfide, in un ambito in continua trasformazione. – ha dichiarato il prof. Pierosandro Tagliaferri – Questo incontro è una grande occasione per un confronto anche in chiave del lavoro in atto e che si declinerà nel prossimo futuro nella nostra Regione.”
Una rete di hub e spoke, un’organizzazione che si serve dei migliori professionisti e che offre eccellenza, ha a cuore la salute dei pazienti e un modus operandi che mira al progresso tramite l’innovazione per garantire il miglior accesso alle cure e l’equità delle terapie, tarate sulle esigenze dei pazienti. Questo è quanto sottolineato dalla direttrice De Francesco, la quale ha a tal uopo affermato: “La governance oncologica e non solo, in Calabria, parte dall’implementazione dei programmi di screening fino alle cure per i pazienti. Un ruolo fondamentale è affidato alla farmacia clinica e alle Unità dei Farmaci Antiblastici (UFA). La farmacia clinica può contribuire all’ottimizzazione delle terapie, riducendo la possibilità di errori e migliorando la gestione di tutti i pazienti e non solo di quelli oncologici; le UFA assicurano l’accesso equo e la gestione efficace dei farmaci antitumorali, garantendo anche la manipolazione delle terapie innovative che verranno, senza tralasciare una distribuzione equa che miri a una migliore qualità delle cure”.
Questa prima edizione dell’evento, organizzato da SINEOS Healthcare Solutions con il contributo non condizionante di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, ha ottenuto il patrocinio dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, di AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica Calabria, della Fondazione IncontraDonna e del CIPOMO – Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri. Grazie alla partecipazione di IncontraDonna si è dato risonanza anche alla voce dei pazienti per intercettare al meglio i bisogni e programmare le azioni concrete da intraprendere in rete.
La formazione ha previsto tre sessioni con saluti e introduzione lavori a cura di: Giovambattista De Sarro, Magnifico Rettore Università Magna Graecia di Catanzaro; Jole Fantozzi, Direttore Generale Dipartimento Salute Regione Calabria; Vincenzo Carlo La Regina, Commissario straordinario AOU “Renato Dulbecco” Catanzaro.
Dalla tavola rotonda interattiva del Convegno, il Magnifico Rettore De Sarro ha puntualizzato:“La Governance Oncologica in Calabria va monitorata e potenziata. Tutti gli attori della componente oncologica calabrese si riuniscono per riflettere insieme sull’importanza di fare rete. Mettere a disposizione le proprie competenze, anche nell’ambito prettamente diagnostico-terapeutico, per sottolineare come l’oncologia in Calabria si serva di test diagnostici all’avanguardia e di farmaci innovativi per migliorare la durata e la qualità di vita dei pazienti, rendendo più agevole il loro percorso.”
Il Commissario La Regina ha poi aggiunto: “La tematica oncologica ha da affrontare in primis il problema della mobilità passiva. In realtà, i servizi della Calabria sono servizi d’eccellenza, ma vincere la diffidenza dei pazienti è uno degli obiettivi per far capire questo alla cittadinanza ed evitare i costi economici e sociali. Il tumore è ormai sinonimo di cronicità. Oggi non possiamo ignorare la complessità di questa malattia e accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura, è per questo che diventa fondamentale la sinergia tra operatore e paziente dove l’operatore guarda il paziente come un alleato”.
Saccomanno: “Francia e Germania bloccano le frontiere? L’Italia dovrebbe bloccare i mari!”
<<Si parla di Unione Europea, ma nei fatti vi è solamente un interesse economico e finanziario. Il resto non sembra interessare. Il problema dei migranti interessa tutte le Nazioni e non può lasciarsi il pesante fardello solamente all’Italia. Una condotta dell’Europa non accettabile e che deve essere fortemente condannata. Un comportamento, veramente, vergognoso! Tante parole e tante chiacchiere, ma in fondo nulla di serio. Non esiste una strategia o una programmazione europea. Solamente proclami che, però, non hanno portato e non portano a nulla. La situazione è sotto gli occhi di tutti e ben si sa che la nostra nazione non è in condizioni di poter sopportare l’invasione, gestista, molto probabilmente, dalla criminalità e da “movimenti” contrari all’Italia. La Calabria sta sostenendo un peso inverosimile, ma bene ha fatto il presidente Occhiuto ad offrire collaborazione purché rientri in un progetto sostenibile. In ogni caso, vi sono due questioni di rilevante valore: la prima che riguarda l’umanità e la seconda la sicurezza. Un’Europa che non è solidale, non comprende il momento di grande difficoltà di una nazione che ha contribuito alla sua nascita, non rispetta le persone, consente che queste possano morire in mare, non contribuisce alla integrazione, non ha un piano presente e futuro, vuol dire che non esiste concretamente. La verità che emerge è quella di nazioni che pensano solo a sé stesse e non hanno alcuna volontà di condividere una grande tragedia umana. È assurdo pensare che si possa risolvere a breve il problema con l’elargizione di risorse che serve soltanto a creare lager inumani nelle terre frontistanti il mediterraneo. È come voltarsi dall’altra parte e cercare di nascondere un problema esistente e non rinviabile. Bisogna avere il coraggio di pianificare una vera integrazione e dare a questa povera gente la possibilità di rigenerarsi, specialmente in un momento in cui mancano lavoratori e vi è una carenza di nascite. Tale contesto porta poi al problema sicurezza. Quando migliaia di persone vengono lasciate in strada queste devono vivere e sostenersi: quindi, scatta il problema sicurezza. Le città stanno pagando un prezzo molto elevato ed i cittadini temono sempre più possibili azioni criminali. Così come, vi è anche collegato il problema carceri. Quasi il 30% di detenuti non sono italiani e rendono i penitenziari invivibili per l’evidente soprannumero ed affollamento. Il fallimento sul tema, quindi, dell’Europa è certificato! L’Italia sarà costretta, pertanto, ad affrontare il pesante fardello da sola. I rimedi possono essere tanti: dai rimpatri degli irregolari al tentativo di limitare gli sbarchi e bloccare le frontiere. Ma, quello che appare necessario, in questo momento, è cercare di mettere in atto un piano generale che preveda tutte le misure possibili e, quindi, l’effettiva integrazione e la copertura delle necessità lavorative delle aziende, la limitazione ai regolari ed a quelli che possono avere le condizioni per rimanere ed essere anche utili alla Nazione. In sostanza, un progetto che deve vedere seduti al tavolo tutti i soggetti che possono contribuire ad affrontare il problema con umanità, sostenibilità e vera integrazione>>.
Un uomo di 66 anni, P.F., di Gerocarne, è morto in un incidente avvenuto sulla strada provinciale che collega Vibo Valentia a Soriano, a poca distanza dallo svincolo autostradale.
L’uomo, per molto tempo residente nel Nord Italia ma da qualche anno rientrato nel suo paese, era a bordo della sua auto, una Audi TT, quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo che è finito in una scarpata.
Sul posto sono intervenuti i medici del 118, l’elisoccorso, che però non hanno potuto far nulla, e i vigili del fuoco. I rilievi sulla dinamica sono svolti dai carabinieri.