Home
Morte Don Mazzi, Princi: “A Santo Stefano d’Aspromonte e Reggio vive la sua eredità”
“Una vita dedicata ai giovani, ai più fragili, agli ultimi, a quanti vivono condizioni di disagio. Nel giorno dell’ultimo saluto a Don Antonio Mazzi, il pensiero va a un instancabile educatore, straordinario interprete del mondo giovanile”. Lo afferma l’europarlamentare Giusi Princi, ricordando Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, scomparso all’età di 96 anni.
“Don Antonio Mazzi ci ha lasciato – prosegue l’On. Princi -, ma la sua eredità pedagogica, solidale e umana corre lungo le numerose Comunità Terapeutiche da lui fondate, tra le quali, in particolare una mi sta molto a cuore, perché è sull’Aspromonte, in contrada Polvere a Santo Stefano, dove sorge da anni una casa che accoglie giovani arrivati da storie di dipendenza e di reclusione. La Casa di Mimmo, accreditata dalla Regione Calabria come struttura pedagogico-riabilitativa, con il centro di ascolto attivo a Reggio Calabria, rappresentano gli ‘avamposti’, come lui amava chiamarli, che insieme ai percorsi di prevenzione e formazione che negli anni hanno coinvolto molte scuole della provincia e della Regione, sono diventati punti di riferimento per tutte quelle persone, adulti e adolescenti, con problemi di dipendenza, ma anche di devianza e disagio in genere”.
“Non smetteremo di essere grati a Don Mazzi – aggiunge l’europarlamentare calabrese – per lo straordinario esempio che ci ha consegnato: quello di un’esistenza dedicata ad accogliere, educare e restituire speranza a chi rischiava di perderla. Il suo insegnamento continuerà a vivere nelle sue opere e nelle vite che ha contribuito a cambiare. Ringrazio la Fondazione Exodus e tutti coloro che, ogni giorno, ne proseguono il cammino con dedizione e passione. Rivolgo un sentito ringraziamento, in particolare – evidenzia l’On. Princi -, a Pasquale Ambrosino, Basilio Lucisano, Patrizia Marchetta, Giusi e Simone Colacrisi, Valentina Barracato e a tutti gli altri operatori e volontari che, con impegno e spirito di servizio, portano avanti la missione educativa e sociale della struttura di Santo Stefano in Aspromonte e del Centro di Ascolto di Reggio Calabria”.
“L’esempio di Don Antonio Mazzi – prosegue – continuerà a indicare la strada: quella di una società che non lascia indietro nessuno, che sa tendere la mano agli ultimi, restituire fiducia ai giovani e promuovere la solidarietà quale fondamento di una comunità più giusta. È la visione di Europa che siamo chiamati a costruire, una comunità fondata sulla solidarietà, sull’inclusione e sulla coesione sociale, principi irrinunciabili per il futuro dei cittadini e in particolare delle nuove generazioni”, conclude l’On. Giusi Princi.
Basta carta, più efficienza e dati disponibili in tempo reale. ATC RC1 introduce il Registro di Battuta totalmente elettronico, una soluzione sviluppata con XCACCIA che rappresenta un importante passo avanti nella gestione dell’attività venatoria. L’obiettivo è chiaro: rendere le operazioni più semplici, veloci e sicure, riducendo la complessità della gestione tradizionale e garantendo maggiore tracciabilità delle informazioni.
UN REGISTRO DI BATTUTA 100% ELETTRONICO.
Con il nuovo sistema non è più necessario utilizzare il registro cartaceo. Le informazioni vengono inserite direttamente in formato digitale e sono sincronizzate automaticamente, permettendo di avere dati aggiornati in tempo reale. Il sistema consente di gestire con pochi semplici passaggi tutte le principali fasi della battuta: dall’inserimento della data, dell’ora e della località, alla registrazione delle presenze, fino alla gestione dei prelievi, delle note e della chiusura della battuta.
SEMPLICE PER CHI LO UTILIZZA.
La gestione è stata progettata per essere intuitiva e immediata. Con un semplice click è possibile confermare le presenze dei cacciatori, inserire eventuali ospiti e gestire le uscite. Anche la registrazione dei prelievi è semplice e dettagliata, con la possibilità di indicare una o più località e inserire le relative specifiche. Al termine della battuta, i dati vengono sincronizzati e archiviati, consentendo una consultazione ordinata e sicura delle informazioni.
TUTTI I DATI, SEMPRE DISPONIBILI.
Uno dei principali vantaggi del Registro elettronico è la possibilità di disporre dei dati in tempo reale. Il sistema permette di consultare lo storico, esportare i dati e realizzare analisi e report, offrendo all’ATC strumenti più efficaci per la gestione e il monitoraggio dell’attività. La digitalizzazione contribuisce inoltre a ridurre gli errori e le irregolarità e a garantire un’archiviazione sicura e sempre disponibile. UN PASSO AVANTI VERSO IL FUTURO. L’introduzione del Registro di Battuta totalmente elettronico rappresenta per ATC RC1 un traguardo storico ,una scelta che guarda al futuro e che punta a una gestione dell’attività venatoria sempre più moderna, efficiente, trasparente e sostenibile.
INNOVAZIONE CHE SEMPLIFICA. TECNOLOGIA CHE RENDE TUTTO PIÙ TRASPARENTE.
Con ATC RC1 e XCACCIA, il Registro di Battuta entra nell’era digitale: meno carta, meno complessità e più controllo sulle informazioni. Un nuovo modo di gestire la battuta. Più semplice, più veloce, più sicuro.
Reggio: presentato il progetto “SUPERABILITIES – La palestra sotto il cielo”
Si è tenuta nella suggestiva cornice della Fattoria Sociale Reggina Aratea la conferenza stampa di presentazione del progetto “SUPERABILITIES – La palestra sotto il cielo” (CUP: J39125002580006). L’incontro ha illustrato i dettagli dell’iniziativa, realizzata grazie al bando pubblico interamente finanziato dalla Regione Calabria tramite il Programma di Sviluppo Rurale (PSR), che offre percorsi sportivi, educativi e riabilitativi completamente gratuiti dedicati a minori con disabilità e/o disagio psicosociale.
L’evento, moderato dalla Dott.ssa Flavia Praticò, ha visto la partecipazione e il contributo di rappresentanti delle istituzioni, del mondo dello sport e del Terzo Settore, svolgendosi in un’atmosfera densa di benessere, contatto con la natura, sincerità e forte volontà condivisa di offrire opportunità concrete ed elevate ai ragazzi del territorio.
Gli interventi della Conferenza Stampa
- ssa Irene Putortì (Ideatrice e Responsabile del Progetto):La Dott.ssa Putortì ha raccontato la genesi della Fattoria Sociale Aratea, evidenziandone la bellezza e il profondo scopo sociale. Ha descritto la forte determinazione nel creare, progettare e realizzare il progetto Superabilities, spiegandone la struttura e ponendo l’accento sull’importanza fondamentale e terapeutica della relazione con i cavalli e con l’ambiente naturale. La dottoressa Putortì ha evidenziato quindi il cuore dell’iniziativa: utilizzare l’ambiente naturale e la relazione con gli animali come motori di autonomia e crescita per bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni. Le attività sul campo previste dal bando comprendono:
- Ippoterapia: percorsi mirati al potenziamento motorio, cognitivo ed emotivo.
- Metodo Cavalgiocare®: un’innovativa disciplina che unisce il volteggio ludico equestre ad attività propedeutiche di circo e acrobatica aerea.
- Relazione guidata con i cavalli in libertà: esperienze d’empatia e ascolto reciproco
- Avv. Paolo Bilardi (Consigliere Comunale): Nel suo intervento, l’Avv. Bilardi ha sottolineato la ferma volontà dell’Amministrazione Comunale di essere concretamente al fianco di tutte le realtà virtuose del territorio. Ha evidenziato la bellezza dell’essenza e dello scopo della Fattoria: garantire a ciascuno un’opportunità reale, senza escludere mai nessuno.
- Avv. Guarna (Delegato CONI): L’Avv. Guarna ha posto l’accento sul valore dello sport come strumento insostituibile per il miglioramento della qualità della vita di ogni individuo, confermando quanto l’esperienza esperienziale in fattoria rappresenti un percorso terapeutico e formativo straordinario per i giovani.
- Il saluto istituzionale del Consigliere Regionale Pasqualina Straface: Assente per inderogabili impegni istituzionali precedentemente assunti, il Consigliere Regionale Pasqualina Straface ha voluto essere presente inviando una lettera, di cui ne riportiamo il testo: «Progetti come il Vostro interpretano pienamente lo spirito della misura regionale, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni, Terzo Settore e realtà del territorio possa generare interventi di elevato valore sociale, in grado di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e delle loro famiglie. Resta il convinto sostegno dell’Assessorato a tutte quelle iniziative che, come la Vostra, contribuiscono a dare concreta attuazione alle politiche regionali di inclusione e a costruire opportunità reali per le persone e le famiglie. La misura SuperAbilities è stata fortemente voluta dalla scrivente perché nasce dalla convinzione che lo sport, il movimento, la relazione e le attività esperienziali costituiscano strumenti straordinari per promuovere l’inclusione sociale, favorire l’autonomia delle persone con disabilità e sostenere il pieno sviluppo delle capacità di bambini e ragazzi che vivono condizioni di fragilità».
Un progetto tra sport, natura e relazione con gli animali
Superabilities offre a bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni percorsi sul campo completamente gratuiti:
- Ippoterapia: percorsi mirati al potenziamento motorio, cognitivo ed emotivo.
- Metodo Cavalgiocare®: disciplina innovativa che unisce il volteggio ludico equestre ad attività propedeutiche di circo e acrobatica aerea.
- Relazione guidata con i cavalli in libertà: esperienze di empatia, ascolto e rispetto reciproco senza costrizioni.
Modalità di partecipazione e iscrizioni
Con la conclusione della conferenza stampa entra nel vivo la fase di raccolta delle adesioni. Le famiglie con minori affetti da disabilità o disagio psicosociale potranno presentare domanda fino al 25 agosto 2026 per accedere ai percorsi gratuiti.
Per informazioni e per reperire i moduli di iscrizione è possibile contattare la Fattoria Sociale Reggina Aratea tramite i canali social e telefonici ufficiali.
Strage di Bologna: “L’Agorà” lancia un appello per intitolare un luogo della Città in ricordo di Antonio Lascala
A distanza di 46 anni dalla strage della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna che causò la morte di 85 persone (orribilmente mutilate) ed oltre 200 feriti deturpati nel corpo e nell’animo, e da otto anni da quel 6 agosto del 2018, quando venne inoltrata una richiesta ufficiale a cura del Circolo Culturale “L’Agorà” venne acquisita d’ufficio al prot. 125802 del 6 agosto 2018 – indirizzata al Sindaco del periodo, Giuseppe Falcomatà, al Segretario Generale Giovanna Antonia Acquaviva, al Presidente della Commissione Toponomastica Giuseppe Cantarella, al Presidente del Consiglio Demetrio Delfino (oggi sui banchi della minoranza).
L’oggetto di quella istanza riguarda (parliamo al presente) una di quelle vittime innocenti: Francesco Antonio Lascala, ex centralinista delle Ferrovie dello Stato in pensione ed originario di Bianco, un piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, ma, dopo la guerra, si era trasferito insieme alla famiglia nel vicino capoluogo. Francesco Antonio Lascala si trovava sul primo binario in attesa del treno delle 11:05 per raggiungere Fidenza e poi Cremona, dove viveva la figlia: un viaggio che non avrebbe mai completato, interrotto dalla violenza cieca e assurda dell’ordigno esplosivo. Nonostante la scelta della location, qualcuno pensò, a fine corsa, con apposito atto deliberativo di Giunta l’intitolazione di un luogo pubblico a Francesco Antonio Lascala, in un’area dove insistono una serie di intitolazioni di strade che fanno riferimento a scelte scaturite dall’utilizzo di criteri di omogeneità, distinguendo così le aree cittadine per un determinato periodo storico o tema e non da scelte che appaiono oggettivamente fuori contesto, spezzando così armonia e senso logico.
Tenuto anche conto di quanto richiamato nel regolamento della toponomastica del Comune di Reggio Calabria, dove all’articolo 12 si fa riferimento a denominazioni urbanistiche generiche tra le quali quelle inerenti a (Scaletta, Scalinata, Scalone) una scelta logica è quella relativa alla scalinata posta all’inizio del viale Galileo Galilei. Tale scelta avrebbe un alto significato, in quanto la struttura architettonica, rappresenta una porta ideale conducente sia sul posto di lavoro (stazione centrale delle Ferrovie dello Stato) che al domicilio familiare del Signor Francesco Antonio Lascala. Quindi tale location rappresenta la giusta porta tra la sua abitazione e il proprio ufficio e non a scelte improvvisate. A Bologna c’è un orologio che segna le 10.25 di mattina da 46 anni.
È l’orologio dell’ala ovest della stazione di Bologna ed è fermo dal 2 agosto del 1980, ci si augura che l’orologio di Palazzo San Giorgio si metta in movimento sul quadrante della storia, modificando di fatto vecchie “logiche” e con un gesto simbolico, restituire così dignità e memoria a una vittima reggina della peggiore strage terroristica mai avvenuta in tempo di pace in Italia.
Comune di Villa San Giovanni: approvato il PEF e le tariffe TARI 2026
La maggioranza di “Città in Movimento”, con il voto contrario delle due opposizioni di Forza Italia e Spazio Democratico, ha approvato in consiglio comunale, venerdì 31 Luglio, il PEF (Piano economico finanziario) 2026/2029 e le tariffe TARI 2026, discussi dagli assessori Sergio Giordano e Ruggero Marra.
Avremo un aumento in bolletta, è bene dirlo subito e con chiarezza, a causa del triplicarsi dei costi regionali di conferimento in discarica: abbiamo deciso di incidere il meno possibile sulle famiglie (il cui costo resta al minimo, pur con un lieve aumento) e far sopportare gran parte l’aumento a quelle utenze non domestiche che differenziano poco e in modo non corretto! Una scelta politica improntata sui principi di giustizia ed equità sociale, coerente con quella presa nel 2024.
Il consiglio è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione sulla gestione del servizio di igiene urbana, che, come promesso in campagna elettorale, ha registrato un cambio di passo, funzionale ad una città più pulita e decorosa.
Da dove siamo partiti? Nel luglio 2022 la Città non aveva un capitolato d’appalto, le percentuali di raccolta differenziata erano al 46% con un servizio di spazzamento e sfalcio a singhiozzi , servizi insufficienti, debiti pregressi importanti.
Il nostro lavoro? Abbiamo ripianato i debiti e attuato i poteri sostituiti (per pagare le 6 mensilità arretrate ai lavoratori); e al contempo – con un grande lavoro di squadra – abbiamo elaborato un capitolato che comprende servizi importanti e mai visti prima a Villa (sono state raddoppiate le ore di spazzamento e sfalcio, inserito lo sfalcio meccanizzato, il lavaggio strade e nuovi servizi). Pur aggiudicata la gara nel 2024, solo a Gennaio 2026 (causa ricorsi amministrativi) si è potuti partire a pieno regime: si sono ordinate le forniture e da marzo è partita la distribuzione dei mastelli; il 15 maggio 2026 i nuovi calendari per utenze domestiche e non domestiche, con novità importanti come il ritiro dell’indifferenziato ogni 15 giorni e servizi aggiuntivi come il ritiro di pannoloni e lettiere per animali domestici. I risultati sono arrivati subito: a Giugno e Luglio 2026 abbiamo superato il 70% di raccolta differenziata e indubbiamente c’è una città molto più pulita rispetto a quattro anni orsono.
Tutto questo, però, non ci permetterà, come cittadini, di avere un risparmio nella bolletta Tari 2026 soprattutto per il maggior costo di conferimento deciso da Arrical (gestore unico regionale), che ha aumentato a dismisura i costi, triplicando quelli dell’indifferenziato (da circa 160 a 350 € a tonnellata) e quelli dell’umido (da 104 a 190 €).
Anche noi quindi, come la quasi totalità dei comuni calabresi, avremo in bolletta 2026 degli aumenti, proprio in virtù di questi costi maggiorati sul conferimento in discarica.
È evidente la mancanza di visione da parte della regione Calabria che nulla ha fatto in termini di investimento per la costruzione di nuovi impianti: quest’immobilismo si traduce in maggiori costi che ricadono sui comuni e a cascata sui cittadini.
Ma non ci rassegniamo a questo andamento regionale e non ci fermiamo nel nostro lavoro: nelle prossime settimane partiremo con nuovi servizi (come ad esempio i cassonetti ingegnerizzati) e parteciperemo ad un nuovo bando della regione Calabria per ampliare ed aprire un centro di raccolta comunale funzionale alle esigenze della nostra Città. I lavori della cosiddetta “isola ecologica” già effettuati ci permetterebbero già di poter aprire il sito, ma crediamo che sia opportuno sfruttare questo ulteriore bando per avere un’infrastruttura moderna e all’avanguardia. Sono le opere ben fatte – e non i tagli di nastri – a fare la differenza per una comunità che progetta il suo futuro!
CpIl sindaco, la giunta, il gruppo consiliare “Città in Movimento”
Uscita dal Commissariamento della Sanità calabrese, Alecci: “Cosi Occhiuto mette a rischio la Calabria”
Alla fine di luglio sono arrivate due decisioni che, lette insieme, dicono molto sul futuro, non proprio roseo, della Calabria. Da un lato, la Corte dei Conti sulla delibera del Consiglio dei Ministri per l’uscita dal commissariamento sanitario ha scelto la formula “non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento in epigrafe”, cioè non ha “bollinato” l’atto, astenendosi di fatto perché non lo ha né registrato né annullato. Dall’altro, lo stesso Consiglio dei Ministri, malgrado la mancata intesa in Conferenza Unificata del 28 luglio, ha deliberato di andare avanti comunque sul decreto di federalismo fiscale, proseguendo l’esercizio della delega su tributi regionali e locali anche senza l’accordo delle Regioni e delle autonomie locali. È così si delinea un quadro politico in cui il Governo forza la mano sul federalismo fiscale e la Corte dei Conti rifiuta di mettere il timbro pieno sull’uscita della Calabria dal commissariamento. Dentro questo doppio passaggio si consuma il baratto che coinvolge la nostra regione, con l’avallo del presidente Occhiuto.
Sulla sanità calabrese e sull’uscita dal commissariamento continuiamo ad avere dubbi fortissimi, che la decisione della Corte dei Conti, di fatto, non ha affatto cancellato. La Sezione centrale di controllo ha, infatti, chiesto chiarimenti sulla procedura di cessazione del mandato commissariale e sulle criticità ancora evidenti nel sistema sanitario regionale. È un segnale chiaro: sul piano contabile la partita non è affatto archiviata. Per questa ragione riteniamo che l’uscita dal commissariamento sia stata forzata politicamente. La relazione della Corte sul rendiconto 2025 descrive, infatti, un quadro ancora segnato da pesanti criticità strutturali: risorse ferme nella Gestione Sanitaria Accentrata per 328 milioni di euro, aziende costrette a ricorrere ad anticipazioni di tesoreria, fondo cassa sanitario dimezzato, personale medico in diminuzione, crescita del lavoro a tempo determinato e un forte aumento della spesa del personale senza un corrispondente miglioramento dei servizi. A questo si aggiungono il saldo negativo della mobilità sanitaria, pari a 329 milioni di euro nel 2025, e lo sfondamento della spesa farmaceutica per 186 milioni di euro, che secondo i dati richiamati dalla stessa Corte raggiunge livelli del tutto allarmanti. È per questo che, come gruppo del Partito Democratico, chiediamo garanzie concrete e verificabili sul Piano di rientro 2026‑2028 approvato dalla Giunta regionale il 7 luglio. Non basta rivendicare formalmente la fine del commissariamento se restano aperti i nodi della liquidità, delle liste d’attesa, della carenza di personale, della farmaceutica, dei residui pluriennali e della tenuta complessiva dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri.
Accanto a ciò, emerge un punto politico gravissimo che non può essere taciuto. Lo stesso presidente Occhiuto ha rivendicato pubblicamente il proprio sì all’autonomia differenziata, spiegando di averlo dato «per ottenere qualcosa», cioè per rafforzare la posizione della Calabria nel negoziato con il Governo sul commissariamento sanitario e sul piano di rientro. Anche se Occhiuto nega l’esistenza di uno scambio diretto, per noi quello scambio è avvenuto nei fatti: l’autonomia differenziata è stata usata come moneta politica dentro una trattativa che riguardava il futuro della sanità calabrese. Non è un caso che la revoca del commissariamento sia arrivata con una deliberazione del Consiglio dei ministri proposta dal ministro Calderoli, cioè dal principale promotore dell’autonomia differenziata. Oggi quella scelta presenta già il primo conto. Il Consiglio dei ministri ha accelerato sul decreto di federalismo fiscale che, tra le altre cose, sostituisce progressivamente, a partire dal 2027, trasferimenti statali certi – compreso il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale – con una compartecipazione regionale al gettito Irpef. In una regione debole come la Calabria, dove il gettito Irpef è più basso e meno dinamico, questo significa meno risorse garantite, più fragilità finanziaria, più pressione fiscale locale e un possibile peggioramento dei servizi essenziali, dai trasporti alle politiche sociali. Si stanno portando avanti federalismo fiscale e autonomia differenziata senza che siano stati prima finanziati pienamente i LEP e senza una vera perequazione capace di colmare i divari infrastrutturali e sociali che penalizzano il Mezzogiorno e la Calabria sulla sanità, sul trasporto pubblico locale, sulle politiche sociali, sul lavoro, sulla famiglia e sulla disabilità. Per questo riteniamo gravissima la responsabilità politica di Roberto Occhiuto che ha accettato una linea che può compromettere ulteriormente il futuro della Calabria. Di fronte a tutto questo serve verità, non propaganda; servono risorse certe, non operazioni di facciata, serve una battaglia comune per difendere i diritti dei cittadini calabresi, non un baratto politico consumato sulla loro pelle.
Reggio, “La Strada”: “Serve un Piano comunale sulle spiagge accessibili”
Nell’ambito dei lavori pubblicati in queste settimane su alcune criticità cittadine, con lo scopo di fornire strumenti utili all’attuazione di buone pratiche amministrative, il movimento La Strada ha pubblicato un dossier che fotografa lo stato dell’accessibilità delle spiagge del Comune di Reggio Calabria per le persone con disabilità, incrociando il quadro normativo (europeo, nazionale, regionale e comunale) con la situazione reale del litorale cittadino.
Qualsiasi considerazione non può prescindere da un’amara constatazione: il Comune di Reggio Calabria non ha ancora un PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) formalmente adottato, nonostante le prime linee di indirizzo risalgano al 2016 e nonostante il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità abbia segnalato più volte ufficialmente al Comune enormi criticità su questo fronte.
Sul litorale cittadino, come si può leggere sul portale di promozione turistica regionale Calabria Straordinaria, l’unica struttura con una dotazione completa per la disabilità è un lido privato a Bocale I; sul fronte pubblico, gli interventi restano di carattere stagionale o episodico – dalle passerelle di accesso all’acqua posizionate nel 2023 nell’ambito del progetto “Spiagge accessibili”, al recente intervento dell’assessorato al Welfare a Bocale, nato dalla pronta risposta all’appello di un singolo cittadino.
Il dossier confronta la situazione reggina con le buone pratiche già attive in altre città italiane, da Rimini a Catania, da Bari a Nardò, individuando negli esempi più riusciti un modello ricorrente: fondi pubblici dedicati e continuativi, un gestore o partner del terzo settore stabile stagione dopo stagione, e una comunicazione chiara verso i cittadini su cosa trovano sul posto.
Il recente intervento dell’Amministrazione a Bocale, attivato da parte dell’assessore Lucia Fio in risposta all’appello di un cittadino con disabilità motoria, va nella direzione giusta e dimostra che le risorse e la volontà di intervenire esistono: come emerso dalla ricognizione interna dell’assessorato al Welfare, il Comune disponeva già di una passerella mobile e di una sedia da mare, rimaste inutilizzate per un anno perché destinate a un Lido comunale i cui lavori sono, come noto, ancora in stallo.
Si tratta però ancora di una risposta episodica, nata da una singola segnalazione e legata alla disponibilità di dotazioni preesistenti, non di un progetto strutturato che copra in modo stabile l’intero litorale cittadino.
Come movimento La Strada apprezziamo la risposta data dal Comune e la richiesta già avviata alla Regione Calabria per acquisire nuove dotazioni, ma chiediamo all’Amministrazione un passo ulteriore: un progetto comunale stabile e programmato, con fondi dedicati e continuativi, partner gestionali formati e una mappatura pubblica delle spiagge accessibili, affinché l’accessibilità non dipenda dalla singola segnalazione o dalla disponibilità del momento, ma diventi un diritto garantito stagione dopo stagione su tutto il litorale reggino.
Il dossier completo, a cura di Maria Lucia Parisi e Fabio Domenico Palumbo, con il quadro normativo di riferimento e l’elenco dettagliato delle buone pratiche italiane, è disponibile sul sito ufficiale del movimento:
Finanziati dal MIT quasi 3 milioni per la Viabilità nei piccoli Comuni calabresi
In Calabria il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha finanziato 2,9 milioni di euro.
In un comunicato è specificato “la misura riguarda lo scorrimento della graduatoria 2025 del ‘Fondo investimenti stradali nei piccoli Comuni’, il fondo – fortemente voluto dal ministro Matteo Salvini – destinato ad interventi (di importo massimo di 150mila euro) di messa in sicurezza e manutenzione di strade nei comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti”.
La somma di 2,9 milioni di euro “è ripartita tra 20 comuni beneficiari: Riace, Torre di Ruggiero, Casignana, Stalettì, Olivadi, Sellia, Panettieri, San Vito sullo Ionio, Samo, Amendolara, Nocera Terinese, Fabrizia, Acquappesa, Filogaso, San Lorenzo Bellizzi, Motta Santa Lucia, Montegiordano, Cerchiara di Calabria, San Pietro in Guarano e Belcastro”.
“Soddisfazione” è stata espressa da Salvini per il quale “la sicurezza stradale è un percorso virtuoso che passa anche attraverso strade più sicure e che va portato avanti nonostante il contesto internazionale poco favorevole con conseguente aumento dei prezzi delle materie prime”.
L’elenco dei comuni ammessi al finanziamento, “per un importo complessivo pari a 40 milioni di euro, è stato pubblicato sul sito del Mit”.
Mancuso: “Strategia parallela ai grandi investimenti in Calabria”
Il vice presidente della Giunta regionale, con delega ai lavori pubblici, Filippo Mancuso, tramite una nota, esprime soddisfazione per il finanziamento, da parte MIT, di quasi 3 milioni per la Viabilità nei piccoli Comuni calabresi.
“Non soltanto grandi opere e strategiche infrastrutture ma anche aiuti concreti per i piccoli Comuni. Nelle scorse ore, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha assegnato circa 2,9 milioni di euro per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade di 20 enti locali calabresi. Si tratta di risorse aggiuntive che integrano l’originario stanziamento di 900 mila euro (nei mesi scorsi distribuiti ad altre 7 comunità calabresi), per consentire lo scorrimento della graduatoria dell’annualità 2025.”, scrive Mancuso.
“Il fondo piccoli Comuni, attivo da tre anni e fortemente voluto dal ministro Matteo Salvini, già negli anni precedenti aveva visto fra i beneficiari altre piccole realtà della nostra regione: circa 1,4 milioni complessivi nel 2024 e 1,1 milioni nel 2023. Inoltre, nelle prossime settimane sarà pubblicato il bando relativo all’anno 2026 e sarà destinato a quei Comuni che finora non sono stati beneficiari delle precedenti erogazioni. Si tratta di misure che per comunità con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti hanno un impatto più che significativo poiché tutti sappiamo quanto collegamenti sicuri ed efficienti facciano la differenza nelle piccole realtà, nel contrastare il rischio isolamento e le strutturali penalizzazioni che le stesse soffrono rispetto ai grandi centri urbani.”, prosegue il Vicepresidente.
A fronte di questa attenzione per i più svantaggiati, in Calabria ci sono cantieri per realizzare opere pubbliche pari a 22 miliardi di euro. L’impegno profuso dal ministro Salvini si è tradotto in investimenti in Calabria senza precedenti nella storia recente. Dalla statale 106 alla Trasversale delle Serre, passando dall’A2 e dall’elettrificazione di importanti tratte ferroviarie fino ai contributi per gli aeroporti e al porto di Gioia Tauro. Un elenco parziale che raffigura un piano strutturato che ha l’ambizione di ridurre lo storico gap infrastrutturale che penalizza la nostra regione da decenni a questa parte. In politica, sono legittime le opinioni e l’ideologia ma poi arrivano i numeri e i fatti. A noi e, soprattutto, ai cittadini piacciono di più i secondi”, conclude Mancuso.
Minasi (Lega): «Risposte concrete per i nostri territori»
“Dai fatti alle opere concrete: la Calabria torna al centro dell’agenda di Governo grazie all’attenzione e all’impegno costante del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Con lo scorrimento della graduatoria del Fondo Piccoli Comuni, arrivano nella nostra regione quasi 3 milioni di euro (2.956.000 € per la precisione) destinati alla manutenzione straordinaria, alla messa in sicurezza e al ripristino delle strade comunali di 20 borghi calabresi”, dichiara in una nota la Senatrice della Lega Tilde Minasi.
“Garantire la sicurezza della rete viaria non significa soltanto asfaltare una strada, ma vuol dire contrastare lo spopolamento dei piccoli centri, consentire ai residenti e ai lavoratori di spostarsi in sicurezza, valorizzare il turismo interno e restituire dignità a comunità per troppo tempo dimenticate. I piccoli Comuni rappresentano il cuore pulsante e l’identità profonda della Calabria: investire sulle loro infrastrutture di prossimità significa investire sul loro futuro”, prosegue la senatrice.
“Un’attenzione importante all’interno di questo stanziamento riguarda da vicino la Provincia di Reggio Calabria. Tra i 20 enti locali ammessi al finanziamento in tutta la regione, infatti, figurano tre comuni reggini, ai quali andrà un importo di 150.000 euro ciascuno per opere nevralgiche di viabilità, tra vie interpoderali, strade comunali e strade di accesso a impianti pubblici. “, aggiunge Minasi.
“Ringrazio anche in questa occasione il Ministro Salvini – aggiunge la Senatrice – per il lavoro quotidiano a beneficio della nostra regione e per questo importante risultato che porta risorse vitali. La Lega dimostra ancora una volta di essere il partito dei territori e dei sindaci – conclude -pronta ad ascoltare e raccogliere i bisogni reali e a trasformarli in interventi concreti”, conclude la senatrice reggina, Tilde Minasi.
È morto lo scorso 31 luglio don Antonio Mazzi, fondatore della Fondazione Exodus ed educatore che ha dedicato la sua vita al recupero delle persone più fragili. Si è spento all’età di 96 anni, lasciando un’eredità umana e pedagogica che continua a vivere nelle comunità Exodus e in tutti coloro che hanno condiviso il suo cammino.
Il ricordo della Cooperativa Exodus Calabria, della Comunità Exodus “La casa di Mimmo” di Santo Stefano e di tutte le realtà calabresi
“La Cooperativa Exodus Calabria, la Comunità Exodus “La casa di Mimmo” di Santo Stefano e tutte le nostre realtà del territorio si uniscono nel ricordo di don Antonio Mazzi, guida straordinaria che ha insegnato a credere nelle persone e nella loro possibilità di rinascita. La sua grande eredità pedagogica e umana continuerà a vivere nell’ esodo delle nostre comunitá, e di quanti ogni giorno scelgono di non lasciare indietro nessuno. Un cammino fatto di accoglienza, ascolto, di esseri umani che hanno la priorità sui propri errori e una tremenda voglia di vivere,e di sogni senza età. Con particolare affetto ricordiamo la sua disponibilità a condividere il suo pensiero attraverso la nostra radio, dove rilasciò significative interviste, soffermandosi ultimamente sul valore insostituibile della figura del padre come punto di riferimento educativo e affettivo nella crescita dei figli.”
Chi è Don Antonio Mazzi
Nato a Verona il 30 novembre 1929, don Antonio Mazzi è stato sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, realtà che dagli anni Ottanta accompagna giovani con dipendenze, persone emarginate e famiglie in difficoltà in percorsi di recupero e rinascita. Dopo gli studi in pedagogia e psicologia dell’età evolutiva, ha dedicato l’intera vita all’educazione, convinto che nessuno fosse irrecuperabile e che ogni persona meritasse una seconda possibilità. Giornalista, scrittore e volto noto della televisione e della radio, ha portato il suo messaggio ben oltre le comunità Exodus, intervenendo per decenni nel dibattito pubblico sui temi dell’educazione, della famiglia, delle dipendenze e del disagio giovanile. La sua opera, costruita sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla fiducia nell’uomo, ha dato vita a una rete di comunità diffuse in tutta Italia e anche all’estero, lasciando un’eredità educativa che continua ancora oggi.