“Suscita incredulità e disapprovazione il raid vandalico che ha preso di mira a Sersale il Giardino etnobotanico di Monte Crozze collegato con il ‘Conservatorio Etnobotanico Mediterraneo’: un’Istituzione scientifica e didattica sul rapporto uomo – piante che conserva e valorizza le proprie collezioni, organizza e sostiene piani di studio, ricerca, in collaborazione con vari Dipartimenti universitari e altri Enti nazionali e internazionali”. Lo dice il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che esprime “solidarietà al dottor Carmine Lupia, all’Amministrazione comunale e alla laboriosa comunità di Sersale”. Si congratula “per l’impegno a far funzionare un Centro di ricerca sulle piante tra i primi nel suo genere in Italia” e annuncia una sua visita nei prossimi giorni.
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I Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, coordinati dal presidente Roberto Ciambetti – riuniti in Assemblea Plenaria presso la sede di Roma – hanno incontrato Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. “Ascoltate le riflessioni del Ministro in merito all’attuazione dell’autonomia differenziata – sottolinea il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso – abbiamo concordato su come la natura del processo decisionale, connesso all’esercizio di più ampie funzioni delegate alle Regioni, debba coinvolgere anche il rispettivo Consiglio regionale. E auspicato che il Ministro possa farsi portavoce di questa sensibilità in Parlamento, quando avranno inizio le audizioni dei soggetti istituzionali deputati. A tale riguardo, abbiamo richiamato la necessità di integrare la Commissione bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti delle autonomie, rafforzando il principio di equilibrio tra esecutivo e legislativo, anche al fine di garantire un corretto bilanciamento del sistema delle Conferenze, nell’ottica della leale collaborazione, come evidenziato dallo stesso Ministro Calderoli”.
Un convegno di assoluto interesse quello tenuto alla Sala Perri di Palazzo Alvaro sul tema “Transizione ecologica e Comunità Energetiche rinnovabili- Sviluppo e opportunità per il territorio “. L’evento, con tanto di workshop, è stato promosso da Mieci, Eloenergy, Tradition, TDK, Comune di Reggio Calabria e Città Metropolitana. Gli articolati interventi hanno consentito agli amministratori ed ai semplici cittadini presenti di avere delucidazioni puntuali sul “cosa” siano le comunità energetiche e sul “come” si possano realizzare fattivamente con questa sinergia tra Istituzioni ed attori sociali imprenditoriali e civili.
Un modello pubblico-privato che offre risparmio ed efficientamento energetico, formule green, con interventi anche di riforestazione a compensazione di emissione di CO2, ed opportunità anche economiche per investitori privati. Una formula di “decentramento energetico” che incrocia sempre più i bisogni e le istanze di una maggiore autosufficienza e dell’accesso democratico alle risorse di settore troppo spesso strumento di speculazione. Presenti diversi consiglieri comunali, funzionari amministrativi, consiglieri delegati della Città Metropolitana ed il Sindaco facente funzioni Carmelo Versace che ha partecipato alle conclusioni del convegno con un suo intervento.
“Quello di cui si parla oggi – ha affermato Versace – è un settore sempre più strategico. Le scelte sulle politiche energetiche sono state rimandate nel tempo, dai vari governi, come se la cosa non ci toccasse. Abbiamo dunque la necessità di colmare questo gap col passato e dare risposte risolutive a questo problema. Il ruolo delle comunità energetiche è fondamentale, ad esempio, per un territorio metropolitano come il nostro il cui 77% dei Comuni ha meno di 5mila abitanti. Questa deve diventare, per loro soprattutto, una opportunità. Dobbiamo provare a supportare con la CUC metropolitana, Centrale Unica di Committenza, i Comuni con maggiori difficoltà nella capacità di progettazione e quindi intercettazione di fondi PNRR per evitare che non siano spesi in maniera celere e adeguata”.
“Come Città Metropolitana – continua ancora Versace – in questi mesi siamo andati avanti nella progettazione ma ora dobbiamo far metabolizzare bene e con semplicità il valore delle comunità energetiche ai nostri piccoli comuni. Ci auguriamo che in uno dei prossimi bandi, il terzo relativo a questi settori di intervento, di riuscire ad orientare il nostro indirizzo proprio sulle comunità energetiche compiendo uno sforzo congiunto per andare intercettare questi importanti finanziamenti “.
Il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, accompagnato dal consigliere delegato Domenico Mantegna, ha effettuato un sopralluogo sulla Sp73, la strada provinciale che collega la frazione Belloro di Benestare alla frazione Ientile di San Luca. “E’ un’arteria molto importante”, ha ricordato il consigliere Mantegna nel ringraziare Versace per «la sensibilità dimostrata nel rispondere, prontamente, alla richiesta di intervento formulata nel corso delle ultime settimane».
“La Sp73 – ha spiegato il consigliere delegato – pur rappresentando un percorso particolarmente significativo, da decenni versa in uno stato di degrado. Si presenta, in più parti, dissestata e necessita di interventi mirati. Proprio per questo, insieme ai tecnici della Città Metropolitana, siamo riusciti a recuperare alcune somme per risolvere le criticità più urgenti”.
Buone pratiche made in Reggio Calabria si affermano tra le azioni innovative su tematiche ambientali a livello nazionale ed internazionale. “Hai la stoffa Giusta?”, il progetto ideato dall’Associazione Fare Eco e finanziato dal centro Europe Direct del Comune di Reggio Calabria è stato selezionato tra i finalisti nell’ambito della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, la più grande call-to-action d’Europa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti.
Alla competizione internazionale hanno partecipato in totale quasi 6000 azioni. Un vero e proprio successo quindi per Fare Eco, invitata alla premiazione che si terrà il prossimo 28 marzo a partire dalle ore 14.00 presso la Sala Conferenze dello Spazio Europa dell’Aica, Associazione Internazionale sulla Comunicazione Ambientale. Il progetto “Hai la stoffa giusta?” promosso dall’Associazione reggina e finanziata dallo Europe Direct, propone un percorso laboratoriale gratuito e aperto a tutti per promuovere lo European Green Deal e uno stile di vita più sostenibile, attraverso i temi del recupero, della riparazione e del riutilizzo.
“Siamo felici ed onorate che l’azione sia stata selezionata come finalista per la categoria “Associazioni” della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti da parte del Comitato Promotore! Questa iniziativa fa parte del calendario di attività realizzate dall’associazione Fare Eco in partnership con lo Europe Direct Reggio Calabria – Città di Reggio Calabria Assessorato Politiche Giovanili, per promuovere nella cittadinanza uno stile di vita più sostenibile, attraverso i temi del recupero, della riparazione e del riutilizzo” dichiarano i rappresentanti dell’Associazione. Soddisfazione per la brillante affermazione internazionale è stata espressa anche dall’Assessora con delega allo Europe Direct Giuggi Palmenta, che ha posto l’attenzione sul gruppo di lavoro, “fondamentale per il raggiungimento di questo importante traguardo”. “Un risultato – ha spiegato Palmenta – che è uno degli esempi più brillanti del meritorio lavoro promosso in questi anni dal centro Europe Direct, grazie anche alla responsabile Marialucia Malara, che ha consentito di aggregare competenze ed interlocutori diversi con l’obiettivo di innescare connessioni e processi di crescita territoriale ed umana. “Un ringraziamento doveroso – ha aggiunto Palmenta – anche alla Edit Manager del Servizio Europe Direct, Santina Cagliostro, ed alla dirigente Carmen Stracuzza, che hanno fortemente creduto in questo progetto, dando forza alle idee delle associazioni che sul nostro territorio costituiscono un motore inesauribile di iniziative ed azioni di innovazione sociale”. “L’invito alla cittadinanza – ha concluso l’Assessora – è quello di partecipare con orgoglio alla proclamazione dei vincitori assoluti della competizione internazionale che il prossimo 28 marzo vedrà i nostri concittadini di Fare Eco individuati tra le migliori espressioni internazionali del settore”.
A seguito di una proficua interlocuzione che vede il sindaco Giovanni Verduci, l’assessore alla Pubblica istruzione Sonia Malara e i responsabili degli uffici comunali quotidianamente in contatto con la Dirigente scolastica, i responsabili di plesso e i genitori degli studenti, sono stati già eseguiti, per come disposto dal Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2007, interventi di disinfestazione per contrastare la processionaria dei pini posti in prossimità delle scuole. Già il 28 febbraio scorso, ancora prima quindi di ricevere la comunicazione che l’Azienda Sanitaria ogni anno invia a tutti i Comuni dopo aver verificato l’esistenza delle condizioni favorevoli per la proliferazione e la diffusione della “Processionaria del Pino”, una ditta specializzata è intervenuta per conto del Comune mediante l’impiego dell’insetticida biologico, spruzzato sugli alberi delle scuole utilizzando atomizzatori. Il particolare andamento stagionale delle temperature, l’umidità e le piogge sporadiche ma violente che hanno caratterizzato le ultime settimane hanno influenzato il ciclo biologico della processionaria, rendendo così difficile una diversa programmazione degli interventi che, eventualmente, saranno ripetuti.
La prefettura di Crotone dal giorno del naufragio ha assicurato assistenza ai superstiti e alle famiglie delle vittime. La Prefettura inoltre ha assicurato il supporto necessario alle amministrazioni locali ai fini della inumazione delle salme o del loro trasferimento presso altre località del Paese o all’estero, dopo la necessaria e complessa attività svolta dal comune di Cutro per la redazione dei certificati di morte e dei passaporti mortuari. Per le spese relative alle onoranze funebri e di immediata assistenza, è stata assicurata copertura con fondi del Ministero dell’Interno.
Ha assicurato, inoltre, d’intesa con la regione Calabria, ospitalità presso strutture alberghiere a circa una ottantina di parenti delle vittime. I superstiti sono stati ospitati in una prima fase nel CARA di Crotone e successivamente nelle stesse strutture alberghiere in cui erano ospitati i loro parenti.
Al fine di agevolare i contatti con i superstiti e le famiglie delle vittime, sono stati inviati a Crotone rappresentanti del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione che sono stati affiancati da quelli dell’UNHCR e dell’UCOI, i quali hanno tenuto colloqui individuali con tutti i parenti delle vittime anche al fine di poter il più rapidamente possibile soddisfare le richieste degli stessi riguardanti il trasferimento delle salme.
Nella serata di ieri, grazie all’attività di mediazione svolta dai predetti funzionari, i parenti delle vittime hanno rimosso il blocco stradale e permesso l’uscita di alcuni carri funebri diretti a Bologna.
Delle 72 vittime:
– il 6 marzo 2023, una salma di nazionalità afghana è stata inumata nel cimitero di Crotone;
– il 7 marzo 2023, una salma di nazionalità tunisina è stata rimpatriata in Tunisia, una salma di nazionalità afghana è
stata rimpatriata in Germania e 4 salme sono state rimpatriate in Pakistan;
– l’8 marzo 2023, sette salme sono state trasferite presso il cimitero musulmano di Bologna.
Nella giornata di domani è in programma il trasferimento di 8 salme alla volta della Germania ed è in fase di preparazione il trasferimento di 16 ulteriori salme verso l’Afghanistan. Quest’ultimo trasferimento, organizzato da un’agenzia di onoranze funebri tedesca, prevede il passaggio delle salme attraverso la Turchia e, da lì, in Afghanistan d’intesa con i familiari delle vittime ivi presenti. Completati questi trasferimenti, resterebbero da trasferire ancora 34 salme per le quali sono in corso interlocuzioni tra i funzionari di questo Ministero inviati sul posto ed i familiari delle vittime. In merito a tutta la vicenda vanno considerate le difficoltà oggettive del trasferimento delle salme in Afghanistan.
Sono 25 le famiglie che hanno accettato di far trasferire nel cimitero musulmano di Bologna le salme dei loro parenti deceduti nel naufragio di Cutro. Entro la serata sarà avviato il trasferimento verso il capoluogo emiliano delle prime 14 salme afgane. Domani ne partiranno altre 11 tra cui anche quella di un palestinese. I costi saranno tutti a carico dello Stato. Complessivamente, con le 7 salme trasferite ieri, saranno 32 le bare che lasceranno il Palamilone. All’interno ne restano 40 di cui 17 di afgani le cui famiglie hanno chiesto il trasferimento nel paese di origine. Altre famiglie hanno già contattato privatamente delle agenzie per trasferimenti in Paesi del Nord Europa: anche in questo caso il costo sarà a carico dell’Italia. Il sit in dei familiari delle vittime, comunque, prosegue in quanto, pur esprimendo soddisfazione per la notizia – che è stata data loro dal sindaco Vincenzo Voce su richiesta della Prefettura di Crotone – hanno chiesto impegni scritti. “Non ci fidiamo più dopo aver visto quanto accaduto stamani – ha detto Mohammad Haroon Faizi che nella tragedia ha perso la suocera ed il cognato – noi vogliamo dei documenti scritti di questo impegno dello Stato italiano. Se non mettono in pratica noi, attraverso la comunità afgana, allargheremo la protesta a tutta Italia e tutta Europa”. Nella decisione delle famiglie delle vittime decisivo è stato anche l’intervento del presidente della Comunità Islamica di Bologna Yassine Lafram che con una lettera inviata alla Prefettura di Crotone ha assicurato “l’impegno nella mia veste ufficiale, affinché venga data dignitosa sepoltura presso il cimitero islamico di Bologna e nel rispetto del rito funebre islamico, alle vittime del naufragio di Cutro, come richiesto dai familiari. Inoltre, mi impegno affinché i defunti rimangano seppelliti all’interno del cimitero islamico, e che negli anni non vengano né cremati né trasferiti al di fuori del perimetro del cimitero islamico di Bologna”. (ANSA).
“Insieme ai parlamentari Saverio Romano e Maurizio Lupi, di ‘Noi con l’Italia’, ho incontrato a Roma il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Abbiamo discusso per circa due ore sul nuovo pacchetto di riforme della giustizia che dovrebbe essere adottato entro giugno”. Lo riferisce, in una nota, il consigliere regionale Antonello Talerico, del Gruppo Misto. “Si parla – aggiunge – della depenalizzazione e/o rimodulazione del reato dell’abuso d’ufficio e del traffico influenze, del divieto della ‘reformatio in pejus’ in sede di appello della parte, del ritorno alla prescrizione ‘sostanziale’, della modifica della disciplina delle intercettazioni, della istituzione di un organo collegiale, in luogo del Gip, per l’applicazione delle misure custodiali, più avanti anche la separazione delle carriere ed alla necessità di intervenire sull’obbligatorietà dell’azione penale. Queste ultime richiederanno tempo, giusta la necessità di una legge di revisione costituzionale. A margine dell’incontro ho rilanciato il tema della sicurezza in Calabria, della situazione di carenza di organico degli uffici giudiziari, della magistratura onoraria e della necessità di creare una Scuola di magistratura nell’area centrale della Calabria, a Catanzaro, sede di una delle Corti di appello più prestigiose e storiche d’Italia, dove si sono celebrati sin dagli anni ’60 i primi processi di lotta alla ndrangheta. Ma il Distretto di Corte d’appello di Catanzaro è anche quello dove statisticamente e numericamente si celebra la maggior parte dei processi penali più importanti e dove sono alti la tensione ed il conflitto nei singoli territori tra lo Stato e le associazioni criminali. Proprio per questo, istituire nel capoluogo di regione una Scuola di magistratura non sarebbe soltanto un segnale forte dello Stato, che investirebbe in una Terra dove la domanda di Giustizia è alta, ma consentirebbe ai magistrati in formazione di vivere in un contesto in cui i processi si celebrano davvero e non li si racconta solo sulla stampa” “Occorreranno sicuramente altri incontri – dice ancora Antonello Talerico – ma il ministro Nordio ha aperto un dialogo importante che potrebbe condurci a risultati fino a poco tempo fa neanche pensabili”. (ANSA).