Martedì 7 marzo, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, avente come tema “Piazza De Nava: una lunga e sconcertante storia”. Ospite del sodalizio reggino sarà l’onorevole Fortunato Aloi, già Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione dal 13 maggio 1994 al 16 gennaio 1995. L’incontro rappresenta un’occasione per presentare le ragioni dell’avversione sugli imminenti lavori di restauro interessanti la Piazza, intesi come violazioni della memora storica del sito in questione. L’onorevole Fortunato Aloi analizzerà le modalità d’esecuzione del restauro in relazione alla Convenzione del Paesaggio e ai Codice dei Beni Culturali. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile in digitale.
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Oggi per me è un giorno dalle emozioni contrastanti. Nel vedere le bandiere a mezz’asta degli uffici pubblici in segno di lutto da calabrese provo ancora un enorme dolore per le tante vite spezzate, per la grande tragedia consumata sulle nostre coste. Ieri sono stato in quella zona e fa impressione guardare quel mare. Una tragedia vivida con i corpi che ancora vengono rinvenuti, con l’aumento del numero dei morti, con l’arrivo dei parenti delle vittime da tutta Europa per la triste pratica del riconoscimento delle salme.
Ma da essere umano provo anche una grande rabbia e sono fortemente deluso dalle parole pronunciate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Da un uomo dello Stato, da un Ministro della Repubblica non posso accettare tali dichiarazioni. Per lo più dichiarazioni rese in presa diretta, non all’interno di un’intervista riportata su carta stampa, quindi, se vogliamo, in qualche modo rielaborata e soggetta a interpretazione.
Le parole del Ministro denotano non solo una totale assenza di umanità, ma anche un profondo distacco dalla realtà dei fatti. Sembrano quasi colpevolizzare chi affida a questi viaggi l’ormai unica speranza di una vita migliore, più dignitosa per sé e per i propri figli. Occorre ricordare e sottolineare che queste donne, questi uomini e questi bambini che hanno perso la vita sulla spiaggia di Cutro, non erano in crociera, non hanno consultato le previsioni meteo prima di fare un giro in battello.
La politica imporrebbe lo sforzo di provare a mettersi nei panni degli altri per capire cosa spinga davvero queste persone a partire su questi barconi. Un esercizio che, come è evidente, in questo caso non è stato fatto. Perché si capirebbe immediatamente che queste persone fuggono da una quotidianità fatta di violenza, di guerra, di povertà assoluta, dove le donne non sono mai sicure, dove i bambini a sette anni hanno in braccio un fucile, dove un pasto deve sfamare una famiglia. E dove non si può nemmeno provare a cambiare le cose, contro regimi e tirannie che sopprimono e annullano ogni forma di democrazia.
La domanda da porsi non è “cosa possono fare questi sciagurati per il Paese in cui vivono’”, ma cosa possiamo fare noi, in Italia e in Europa, per migliorare le condizioni di vita in questi Paesi e rendere sempre più efficaci le operazioni di soccorso in caso di sbarchi. Mi auguro che il Ministro Piantedosi possa avere l’occasione di chiedere scusa per queste parole, magari dettate da una mente poco lucida, perché provata da immagini e testimonianze così dolorose e strazianti. Perché se così non fosse e queste parole fossero frutto di un pensiero politico, tutto ciò mi spaventa molto. Sarebbe gravissimo e vorrebbe dire che sul tema dell’accoglienza, a Roma, abbiamo un serio problema perché alcune figure non sono adeguate al ruolo che ricoprono.
Da inizio marzo prenderà il via l’azione di formazione rivolta ai ristoratori calabresi per fornire tutti gli strumenti necessari per conoscere meglio le caratteristiche dei vini del territorio vitivinicolo cosentino, per poterli meglio comunicare all’esigente nuovo consumatore. Ad annunciarlo è il Consorzio dei vini Terre di Cosenza. Tale azione si realizzerà attraverso mini corsi durante i quali saranno trattati diversi argomenti tra cui tecniche di degustazione, gestione della cantina, servizio e abbinamento cibo/vino, per consentire di esaltare al massimo le caratteristiche dei piatti e dei vini che li dovranno accompagnare e per far conoscere da vicino i vini e le aziende Terre di Cosenza. Particolare attenzione sarà rivolta al racconto del territorio, per fornire all’operatore tutte le informazioni utili a costruire un efficace story-telling da comunicare al cliente, per rendere più accattivante la proposta e stimolare il consumo.
“E’ un’occasione unica per formarsi e per formare il proprio personale di sala, per fare sistema e per prepararsi all’accoglienza di turisti e appassionati che sempre più numerosi arriveranno nei prossimi anni in Calabria, ricercando soprattutto bei territori, buon cibo, buon vino, esperienze da vivere e raccontare”, fanno sapere i protagonisti. Il Consorzio di tutela e valorizzazione dei vini Terre di Cosenza DOP riunisce la maggioranza delle aziende vitivinicole della provincia. Il percorso di valorizzazione dei vini e del territorio avviato già diversi anni fa sta ora producendo i suoi frutti e i nostri vini, in particolar modo il “Magliocco” sono oggi sempre presenti nella carta dei vini dei migliori ristoranti.
“Questa ricchezza di produzione è diventata negli anni un elemento di attrazione per gli appassionati di vino e per gli enouristi, che sempre più di frequente scelgono di visitare la nostra provincia. L’arrivo del prestigioso Consours Mondial de Bruxelles, nel maggio 2022, rappresenta la prova di quanto il nostro territorio stia diventando attrattivo per gli appassionati di buon cibo e buon vino che vogliono vivere esperienze di degustazione e visita dei nostri luoghi. Il patrimonio territoriale che dai contadini arriva fino alle tavole, con esperienze e saperi che si incrociano, si sovrappongono e si completano, rappresenta una ricchezza che il consumatore vuole scoprire nella sua interezza e che potremo comunicare solo se sapremo agire come Sistema”, affermano dal consorzio Terre di Cosenza DOP che si è fatto promotore di un’iniziativa mirata a creare interazioni e scambi tra i diversi operatori che entrano nel complessivo mondo della proposta enogastronomica ed enoturistica del territorio.
Accanto alle azioni di comunicazione e promozione in atto, rivolte al mercato dei consumatori e mirate a valorizzare il marchio Terre di Cosenza DOP e ad attrarre enoturisti sul territorio, si darà a breve il via ad azioni informative specifiche rivolte agli operatori Ho.Re.Ca; allo stesso tempo, altre azioni informative saranno rivolte alla stampa e agli studenti degli istituti alberghieri, futuri professionisti dell’enogastronomia. “In tal modo, speriamo di avviare un rinnovamento nella proposta enogastronomica, che diventerà sempre più espressione dell’intero sistema territoriale e dunque in grado di competere con le proposte dei territori più evoluti in questo senso”.
Procedono i lavori di rigenerazione sui due beni confiscati nella zona sud di Reggio Calabria finanziati con il programma Agenda Urbana. Questa mattina doppio sopralluogo del Consigliere delegato al programma di finanziamento Carmelo Romeo che, accompagnato dal Responsabile Unico del Procedimento Ingegnere Michele Tigani, ha avuto modo di verificare lo stato di avanzamento dei lavori in corso.
Nello specifico le due strutture sono destinate ad ospitare la Casa delle Donne, nella zona collinare di Pellaro, ed una struttura per l’accoglienza di pazienti provenienti da strutture ospedaliere accompagnati da familiari nella zona costiera di Bocale.
Lo stato dell’arte dei lavori è già in fase avanzata, soprattutto nel secondo immobile, e prevede il completamento delle due strutture secondo il cronoprogramma previsto, consentendo al contempo l’emanazione dei due distinti bandi per l’affidamento della gestione delle strutture che – auspica Romeo – “dovrebbe avvenire contestualmente alla conclusione dei lavori, proprio per evitare un ammaloramento dei due beni o peggio ancora atti vandalici sulle strutture”.
“Si tratta – ha spiegato Romeo – di due progetti ambiziosi che puntano a concretizzare gli indirizzi politico programmatici del governo cittadino, secondo le linee di mandato promosse dal sindaco Falcomatà e portate avanti con il facente funzioni Brunetti, a sostegno delle fragilità sociali”.
“La Case delle Donne – spiega ancora Romeo – nasce recependo le istanze di associazioni e realtà cittadine storicamente impegnate nell’accoglienza ed il reinserimento professionale e sociale di donne vittime di abusi e violenza. Attività per la quale la struttura diviene elemento fondamentale”.
“Nel secondo caso invece – ha aggiunto Romeo – la scelta del recupero funzionale degli alloggi confiscati a Bocale da destinare ai pazienti di lunga degenza rientra in una visione di ampliamento dei servizi all’utenza ospedaliera locale che paga lo scotto permanente di carenze storiche, alle quali, anche in sinergia con le autorità sanitarie, stiamo progressivamente dando risposte”.
“Due interventi fondamentali – ha concluso Romeo – sui quali stiamo proseguendo in maniera spedita con l’obiettivo di consegnarli alla cittadinanza nei tempi previsti, andando a costituire due punti di riferimento di sicura utilità nel campo del sostegno alle fragilità”.
Nel giro di 24 ore prima si comunica ai dipendenti che coloro che sono addetti alle pulizie presso le sedi istituzionali comunali sono in ferie forzate perché l’Azienda decide di sospendere il servizio; poi si comunica che tutto è rientrato e che il servizio continua senza interruzione.
Intanto i dipendenti sono in credito dello stipendio di gennaio e, potremmo dire, anche di quello di febbraio oramai terminato.
Avevamo salutato con piacere l’ingresso in società della Città Metropolitana e l’avevamo interpretato come atto che avrebbe dato respiro e solidità all’Azienda Castore che, lo ricordiamo, è di proprietà esclusiva del Comune di Reggio Calabria e della Città Metropolitana.
Nell’interesse dell’Azienda e dei suoi dipendenti, delle istituzioni locali e delle popolazioni reggine e della provincia chiediamo che non si assista più ad un simile poco edificante balletto che assomiglia ad una parte in commedia nella quale tutti i responsabili si eleggono eroi del popolo.
Va bene tenere vivo il ricordo dei greci in Calabria e vanno bene tutte le rimembranze ellenistiche che fanno parte della nostra storia, ma prendiamo atto che quelle opere avevano ben altra caratura.
Nei giorni scorsi, presso il parco giochi comunale Eunice Kennedy Shriver di Martone (RC), nell’ambito del Progetto nazionale di educazione ambientale “Un albero per il futuro”, gli alunni delle scuole per l’infanzia “Don Bosco” e elementari “D. Cento”, assieme ai Carabinieri del Reparto Biodiversità di Reggio Calabria e a quelli della Compagnia di Roccella Jonica, hanno messo a dimora una talea dell’Albero Falcone, che contribuirà a migliorare la qualità ambientale e a formare il “Grande bosco diffuso”.
L’iniziativa è stata particolarmente apprezzata dai bambini, i quali hanno dimostrato ampio interesse ed entusiasmo per un progetto con il quale l’Arma dei Carabinieri, da sempre sensibile alla tematica ambientale e promotrice dei valori della legalità nelle scuole, intende coinvolgere attivamente i più giovani in un percorso reale di consapevolezza ecologica, finalizzato a migliorare l’ambiente e contribuire a mitigare i cambiamenti climatici, nonché accrescere la biodiversità del nostro Paese.
Da Martedì’ 7 Marzo prende avvio il XIV Corso per Assaggiatori di Vino organizzato e indetto dalla sezione ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) di Reggio Calabria.
Il Corso, avrà interamente luogo presso la sala meeting del Torrione Hotel a Reggio Calabria.
I corsi ONAV sono abilitanti per il conseguimento della Patente di Assaggiatore di Vino ai sensi del DPR 8/7/1981 n. 563.
Proprio per rendere note le attività corsuali ONAV, nella giornata di Mercoledì 1 Marzo dalle ore 17:30 presso l’Aula della Residenza Universitaria di Merito dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, si terrà la presentazione dei CORSI ONAV per Assaggiatori di Vino 2023
I corsi ONAV si articolano attraverso 15 lezioni teoriche e pratiche (che culmineranno in un esame abilitante), in cui si cerca di far emergere, ad ogni assaggio guidato e ad ogni lezione teorica, le potenzialità dell’Aspirante Assaggiatore in ordine all’assaggio tecnico, facoltà che il candidato svilupperà in maniera del tutto naturale attraverso un percorso di conoscenza integrale e integrata del mondo del vino e del contenuto sensoriale di esso.
Negli anni l’ Onav si è radicato nel tessuto della provincia di Reggio Calabria formando centinaia di professionisti del Settore e organizzando eventi di approfondimento didattico e sensoriale. Non ha caso il motto della benemerita associazione di esperti nel settore del vino nata ad Asti nel 1951 e diffusa su tutto il territorio nazionale è “passion and skill” che significa passione e competenza. L’Onav rappresenta pertanto un punto di riferimento nel settore vitivinicolo ed anche in quello dell’HO.RE.CA.
Il programma dei lavori sarà il seguente: introdurrà la sessione il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, prof. Giuseppe Zimbalatti; successivamente ci sarà un saluto del “padrone di casa”, il dott. Francesco Bagnato, delegato del rettore alle Residenze Universitarie; poi relazionerà il Prof. Rocco Zappia Docente di Viticoltura del Dipartimento di Agraria; infine sarà la volta di Carmelo L.Romeo, Delegato Provinciale ONAV ed Esperto Assaggiatore che illustrerà il percorso informativo nei dettagli fornendo chiarimenti a chi li richiedesse. Dopo che i relatori avranno illustrato le loro riflessioni, i convenuti saranno invitati a partecipare a degli assaggi guidati di vino. Coordinerà i lavori il Dott. Andrea Calvarano Responsabile delle attività corsuali ONAV ed Assaggiatore Esperto.
È stato un lungo sfogo quello a cui si è lasciato andare il primo cittadino facente funzioni della Metrocity Carmelo Versace, nel corso dell’incontro “Autonomia differenziata, un Paese a rischio tenuta“, organizzato nel pomeriggio di sabato 25 febbraio nella sala Perri di Palazzo Alvaro.
Versace, alla presenza, tra gli altri, di Luigi de Magistris e del consigliere metropolitano delegato e promotore dell’iniziativa, Michele Conia, ha espresso in dettaglio ogni personale riserva riguardo il possibile futuro del sud, della Calabria e di Reggio in particolare, nel momento in cui il ddl dovesse diventare concreto. Nessuna parità di diritti, anzi: secondo il sindaco della città metropolitana, quello che si andrà a delineare sarà un aggravio di difficoltà già aspre per tutto il meridione. Difficile immaginare l’effettivo arrivo dell’alta velocità, dice Versace, così come difficile sarà riporre fiducia nei fondi per la SS106, destinati solo al territorio del catanzarese. Molte funzioni dell’ente metropolitano, inoltre, continuano a rimanere in mano alla Regione Calabria, dice il sindaco, con conseguente freno a ogni azione di sviluppo.
Concetti ribaditi anche questa mattina nella sala del Consiglio di Palazzo San Nicola del comune di Palmi, dove il sindaco Ranuccio, insieme ad altre autorità istituzionali e politiche del territorio metropolitano, ha espresso la propria preoccupazione per il ddl Calderoli. Un’azione di informazione e sensibilizzazione sul tema che non accenna ad arrestarsi, ma anzi viene supportata a più livelli da sempre più esponenti dell’amministrazione locale.
«In questa fase – ha detto Versace questa mattina– c’è bisogno che la gente capisca di cosa stiamo parlando e dell’impatto che una riforma di questo genere potrebbe avere sulla loro quotidianità. E’ un bene, quindi, che iniziative simili si organizzino e si moltiplichino, affinché si capisca, fino in fondo, rischi e opportunità di un provvedimento che vuole stravolgere quell’Italia che, fino ad oggi, abbiamo conosciuto. Personalmente voglio continuare ad approfondire il decreto Calderoli, voglio sapere cosa si nasconde fra i gangli di questa idea ed allontanare qualsiasi ipotesi che possa intaccare i diritti dei cittadini. Non accetterò mai che, per legge, un bambino di Milano possa vivere in condizioni migliori di un coetaneo reggino. Questa è una possibile deriva che dobbiamo evitare in maniera assoluta e senza negoziazioni. Se, invece, l’autonomia differenziata servirà ad innalzare i livelli di qualità della vita delle nostre comunità, non avrò alcun tentennamento a sostenerla. Oggi, purtroppo, regna una tale confusione da fare vacillare le certezze anche del più solido fra gli ottimisti».
Rivolgendosi, poi, agli esponenti del Movimento 5 stelle, Carmelo Versace li ha invitati «ad interessarsi, maggiormente, ai temi che stanno a cuore agli abitanti della Città Metropolitana, come il mancato trasferimento delle funzioni da parte della Regione, i fondi stanziati per la Statale 106 o l’alta velocità esclusa completamente dall’area di Reggio Calabria».
Il sindaco di Palmi e consigliere metropolitano, Giuseppe Ranuccio, ha puntato sui temi caldi che, da sempre, agitano l’agenda del Meridione: lavoro, mancanza di infrastrutture e ambiente. «Le conseguenze che potrebbe avere l’autonomia differenziata su questioni vitali per le nostre popolazioni – ha affermato – potrebbero essere nefaste. I cittadini devono interrogarsi su questo progetto di legge e su quale possa essere la ratio sottesa. Se penso alle condizioni in cui versa la sanità calabrese, una proposta di questo tipo aumenta le mie preoccupazioni».
«Se l’autonomia differenziata vuole responsabilizzare le classi dirigenti ad ogni livello – ha concluso Ranuccio – può andar bene, ma se è destinata ad impoverire le regioni che già versano in condizioni difficili, allora va contrastata in ogni maniera ed in ogni sede».
Polizia Locale reggina tra le migliori d’Italia, doppio premio da Anci
La Polizia Locale di Reggio Calabria si è aggiudicata il premio nazionale di sicurezza urbana 2022 indetto da Anci con il patrocinio del Ministero dell’Interno nella categoria miglior progetto, oltre che una menzione speciale per il progetto pilota G.O.A.C. (Gruppo Anti Contraffazione) per le attività svolte nell’anno 2021.
Il primo dei due prestigiosi riconoscimenti è stato assegnato per le attività di rilevamento e verbalizzazione delle occupazioni abusive di immobili svolte in sinergia con altri attori istituzionali in aree complesse del territorio comunale che ha consentito di censire oltre 150 immobili e deferire all’Autorità Giudiziaria circa 125 persone, delle quali 6 in stato di arresto, per vari reati predatori.
Il Gruppo operativo anti contraffazione è stato insignito per aver svolto numerosi servizi anche in altri comuni facenti parti del progetto (Napoli e Bari) mettendo a sistema best practices condivise e canali informativi comuni finalizzate al miglioramento del servizio. Il premio è stato consegnato dal Ministro dell’Interno Piantedosi e dal presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI Enzo Bianco presso i locali della Camera dei deputati al Sindaco facente funzioni di Reggio Calabria Paolo Brunetti, all’Assessora alla Polizia locale Giuggi Palmenta e al Comandante Salvatore Zucco, accompagnati ad una rappresentanza di ufficiali ed agenti del Corpo.
La cerimonia si è svolta in occasione della presentazione del rapporto nazionale sulle attività di Polizia locale dell’anno 2022. Parole di elogio e compiacimento sono state espresse dai rappresentanti istituzionali di palazzo San Giorgio per i prestigiosi riconoscimenti. “Felici e soddisfatti – ha affermato l’Assessora Palmenta – di questi due ennesimi riconoscimenti per il lavoro promosso in sinergia con la nostra Polizia Locale, brillantemente guidata dal Comandante Zucco, che quotidianamente lavora per la sicurezza ed al servizio della comunità del nostro territorio. Non è la prima volta che il nostro Comando è riconosciuto a livello nazionale come capofila di progetti e buone pratiche applicate al settore della sicurezza urbana. E’ evidentemente il segno di un lavoro che si sta proseguendo in continuità, nonostante le note difficoltà strutturali dovute all’organico ridotto, sulle quali stiamo comunque intervenendo e progressivamente rimpinguando le unità operative. Ma al di là degli aspetti tecnici e operativi – ha concluso l’Assessora – io credo che questi riconoscimenti siano il frutto della passione e dell’impegno che i nostri agenti applicano quotidianamente nel loro lavoro. Sotto l’uniforme ci sono sempre delle persone, padri e madri di famiglia, che lavorano con onestà al servizio della comunità cittadina, spesso rischiando anche in prima persona. Ed è proprio a loro che vanno dedicati i premi ricevuti”.