L’ex consigliere regionale della Calabria Luigi Aieta, già sindaco di Cetraro, è stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora in Calabria e obbligo di residenza in altra regione emesso dal Gip su richiesta della Procura di Paola coordinata da Pierpaolo Bruni. Il politico, ex Pd e adesso in Italia Viva, è indagato per voto di scambio e corruzione elettorale in relazione alla proroga di gestione delle Terme Luigiane di Guardia Piemontese. Aieta, difeso dall’avv. Vincenzo Adamo, secondo l’accusa, avrebbe fatto leva sulla sua carica politica per ottenere voti in occasione delle elezioni regionali del 2020. “Nessun commento fino al Riesame” è stata l’unica dichiarazione del politico.
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(ANSA) – VIBO VALENTIA, 12 GEN – Prevenire e contrastare le truffe perpetrate nei confronti di persone anziane. È l’obiettivo di un protocollo d’intesa firmato tra la Prefettura ed il Comune di Vibo Valentia, nelle persone del prefetto Roberta Lulli e del sindaco Maria Limardo. L’iniziativa fa seguito alla direttiva del Ministero dell’Interno con la quale le amministrazioni locali vengono invitate ed incentivate economicamente a mettere in atto una serie di azioni che possano limitare il fenomeno delle truffe agli anziani o anche gli effetti delle stesse. Affiancando il lavoro svolto dalle forze dell’ordine. “Lo scorso 29 settembre, partendo da questi presupposti, per accedere al contributo – è detto in una nota della Prefettura di Vibo – il Comune ha presentato un’istanza, corredata da una scheda progettuale esplicativa delle iniziative che intende porre in essere. Il successivo 7 ottobre, il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica ha espresso parere favorevole al progetto ed il 10 ottobre la Prefettura lo ha approvato. Il progetto del Comune di Vibo, al quale il Ministero dell’Interno ha assegnato la somma di 15.645,75 euro, si sostanzia in tre punti fondamentali: predisporre interventi formativi-informativi promossi dai servizi sociali territoriali con il supporto degli agenti di Polizia locale ed in collaborazione con enti terzo settore; attuare attività di prossimità, con l’attivazione di un punto di riferimento presso servizi sociali comunali, che raccolga le segnalazioni e ponga in atto le misure più celeri ed opportune per ridurre il disagio ed il danno psicologico alle vittime e gestisca le sinergie tra i vari soggetti; ed infine azioni di supporto psicologico alle persone over 65 vittime di truffe e raggiri”. “Siamo felici di essere giunti a questa positiva conclusione – hanno detto il prefetto Lulli ed il sindaco Limardo – che ci consente di dare il via ad un progetto che auspichiamo possa incidere positivamente nel contrasto ad un fenomeno purtroppo assai diffuso come quello delle truffe agli anziani, i quali da oggi, però, hanno uno strumento in più per potersi dotare di quelle conoscenze e quei comportamenti che aiuteranno certamente a limitarlo il più possibile”. (ANSA).
Legate con un cappio e trascinate fino alla morte: ritrovate due cagnoline a Bovalino
Legate tra loro con un cappio e trascinate con un mezzo a motore fino alla morte di una delle due. E’ questo, denuncia la Lav in un comunicato, “l’atroce trattamento riservato a due giovani cagnoline che vivevano libere sul territorio a Palizzi e che erano in attesa di essere trasferite presso il rifugio gestito dall’associazione Anime Randagie di Bovalino che le aveva accudite fino al giorno precedente all’aggressione”. Le volontarie, riferisce la Lav, “le hanno trovate ancora legate tra loro, la sopravvissuta, con gravi ferite e sotto shock, accanto al corpo senza vita della compagna. Si tratta dell’ennesimo atto di violenza con il medesimo modus operandi: il trascinamento di cani con mezzi a motore fino a causare gravi lesioni o la morte è purtroppo spesso utilizzato come metodo per punire i cani o per allontanarli da una determinata zona”. “Abbiamo già denunciato molti atti simili in passato. L’ultimo episodio – afferma la Lav – risale al dicembre scorso, quando un cane è stato trascinato fino alla morte in provincia di Lecce. Queste atrocità non possono restare impunite e devono essere perseguite con pene commisurate alla violenza praticata e alla pericolosità sociale che contraddistingue chi assume simili comportamenti”. L’Associazione, “già impegnata nella richiesta di una riforma della legge 189/2004 per ottenere pene più severe e efficaci per chi maltratta e uccide animali”, sporge denuncia contro ignoti e chiede che il sindaco “dia un forte segnale alla comunità condannando pubblicamente il gesto”. “Invitiamo chiunque sappia qualcosa sull’atroce accaduto – conclude la nota – a contattare Lav, anche in forma anonima, per supportare le indagini nei confronti di chi ha con tanto odio ucciso e creato dolore a queste due cucciole indifese”. (ANSA).
(ANSA) – COSENZA, 12 GEN – Il carabiniere – ora in pensione – che per primo intervenne insieme ad un collega sul luogo della morte del calciatore Donato Denis Bergamini, è stato sentito oggi nel processo in Corte d’assise a Cosenza in cui è imputata l’ex fidanzata dell’epoca del giocatore Isabella Internò. Angelo De Palo, insieme al collega, quel giorno era stato assegnato ad un posto di controllo durante il quale fu fermata la Maserati bianca guidata da Bergamini, un paio d’ore prima della sua morte, avvenuta il 18 novembre del 1989 sulla statale 106 a Roseto Capo Spulico. “Il camion – ha detto De Palo – era fermo nella carreggiata in direzione Taranto, attaccato alla ruota c’era il cadavere del giovane, in posizione supina e con la testa piegata verso la ruota e riconobbi essere il giovane della Maserati fermato poco prima. Il viso era intatto e ritengo fosse stato colpito nella parte addominale”. Contestazioni sugli orari e la posizione della Maserati al momento dell’intervento del carabiniere sono state mosse sia dal Pm che dal difensore dell’imputata e anche dal giudice. E’ stata poi la volta di Mario Panunzio, l’automobilista che per primo giunse sul posto dopo la morte di Bergamini e che era in auto con la moglie incinta e la suocera. “Ho un flash preciso di quel momento – ha detto Panunzio – ed è una ragazza sul lato destro della strada che gesticolava, urlava, era disperata e ripeteva ‘il mio ragazzo si è buttato sotto il camion’. Fermai l’auto e scesi per prestare soccorso. Vidi anche il camionista disperato che con le mani alla testa ripeteva ‘cosa mi doveva capitare stasera, non dovevo neanche essere qui’. Sul posto non ricordo altre persone. In un secondo momento mi misi alla guida della Maserati per accompagnare la ragazza in un bar per poter fare delle chiamate. Lasciai la ragazza al bar e riportai indietro la Maserati per raggiungere la mia auto con mia moglie incinta e mia suocera, per riprendere il viaggio”. Sollecitato dalle domande del pm Luca Primicerio e dell’avvocato della difesa Angelo Pugliese, ha poi ribadito che al loro arrivo sul posto “non c’era presente nessun’altra persona a parte la ragazza e il camionista”. Sentita anche la moglie di Panunzio, Giovanna Cornacchia. Nel corso dell’udienza è stata fatta ascoltare un’intercettazione ambientale avuta tra i testi di oggi e Francesco Forte, il secondo camionista giunto sul luogo nel 1989, mentre erano in attesa di essere sentiti in Procura a Castrovillari “Oggi – ha commentato il legale di parte civile per la famiglia Bergamini, l’avv. Fabio Anselmo, al termine – è stata un’udienza per noi estremamente importante nella ricerca della verità. Un’udienza importante dove Panunzio e la moglie confermano la posizione della Maserati all’interno della piazzola sterrata e che fosse buio. La moglie conferma che il camion non ha mai fatto retromarcia e questo significa che Forte era già passato. Abbiamo fatto sentire un’ambientale nella quale sono confermate le versioni dei tre e Forte testimonia la propria paura riferendo la frase ‘se quelli sanno quello che penso io va a finire male'”. Il processo è stato rinviato al 18 gennaio. (ANSA).
Ha preso il via con la prima lezione il corso organizzato da Sdi Confcommercio Cosenza con il patrocinio dell’Università della Calabria e del Maeci (Ministero degli affari esteri e della cooperazione) sul “Turismo delle Radici”. “Dopo i saluti della direttrice Maria Santagada e del presidente di Klaus Algieri – è scritto in una nota dell’associazione – è intervenuto il consigliere del Maeci Giovanni Maria De Vita che ha espresso le sue congratulazioni per l’ottima organizzazione del corso e per la lungimiranza nel cogliere l’opportunità di formare su un tema così attuale come quello del turismo di rientro, che coinvolge milioni di turisti di origini italiane residenti all’estero”. “Successivamente le docenti Sonia Ferrari, professore associato di Marketing del Turismo e di Marketing Territoriale presso l’Università della Calabria e Tiziana Nicotera, Cultore della materia in marketing del Turismo e Marketing Territoriale presso l’Unical – riporta ancora la nota – hanno dato il via ufficiale alla prima lezione del corso. Vasta la platea dei partecipanti che vede coinvolti imprenditori, amministratori locali e rappresentanti della funzione pubblica”. Per il Presidente di Sdi Confcommercio, Klaus Algieri “l’avvio di questo corso rappresenta un alto momento di formazione che si concentra su un tema di mercato di vitale importanza e di cui gli operatori del turismo e chi gestisce la cosa pubblica non possono non tener conto”. Il corso si concluderà a marzo ma già sono avviate le procedure per far partire la seconda edizione. (ANSA).
Università di Medicina, Lo Schiavo: “Ridistribuzione dell’offerta formativa in tutta la Regione”
L’Università dovrebbe essere alla portata di tutti, diffusa capillarmente su tutto il territorio della Calabria, ma ancora oggi non è così. I Poli principali, infatti, si concentrano nelle città di Cosenza, sede dell’UniCal, di Catanzaro, sede dell’Università della Magna Grecia, e Reggio Calabria, sede dell’Università Mediterranea.
Con la costituzione della nuova facoltà di Medicina il Consigliere regionale Antonio Lo Schiavo chiede il coinvolgimento di tutte quelle aree calabresi spesso escluse, e lo fa attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook in cui scrive: “È il momento giusto per affrontare il tema della ridistribuzione dell’offerta formativa universitaria su tutto il territorio calabrese. Non servono logiche di campanile, ma tenere in considerazione le peculiarità dei territori e le loro potenzialità. Ci sono alcune zone della Calabria, penso ad esempio alla provincia di Crotone e a quella di Vibo Valentia, che sono totalmente escluse da ogni facoltà universitaria o corsi di specializzazione, e che hanno una necessità di partecipare al dibattito in corso rivendicando un ruolo nella riorganizzazione delle università calabresi. Mi piacerebbe che la classe politica e le forze sociali di questi territori, al di là dei colori politici, alzassero lo sguardo e si occupassero di questo tema vitale per la loro sopravvivenza”.
Motta San Giovanni, 80 Mila euro per restaurare lo slargo antistante la Chiesa del Carmine
Iniziano i lavori di manutenzione per lo slargo antistante la Chiesa del Carmine nel mottese. Finanziamenti ministeriali per 80 mila euro, che serviranno a realizzare gli interventi necessari per la restaurazione e la messa in sicurezza di un ambiente caro alla comunità di Motta San Giovanni. A procurare i danni sono stati fenomeni atmosferici avversi, che hanno compromesso la struttura.
Il progetto tiene in considerazione la volontà di preservare il muro esistente evitandone il cedimento che, altrimenti, cesserebbe definitivamente di esistere. L’ Amministrazione comunale desidera conservare questo manufatto simbolo delle opere storiche del luogo, come segno di testimonianza della manodopera locale. La muratura di pietra verrà ripristinata dalla ditta incaricata, verranno rimossi conci di pietra e sostituiti con una struttura più solida, evitando eccessive alterazioni.
“Continuiamo a prestare molta attenzione per garantire sicurezza e riqualificare alcune parti del nostro territorio – dichiara il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Rocco Campolo. “I lavori consegnati sono molto importanti anche perché interessano un luogo di pellegrinaggio e di culto rappresentato dall’adiacente Chiesa della Madonna del Carmine. Nei prossimi giorni, senza mai abbandonare la ricerca di nuovi finanziamenti, saranno consegnati altri lavori che cambieranno il volto del nostro territorio. Il Ministero dell’Interno – aggiunge il vicesindaco e consigliere metropolitano – istituirà a breve un tavolo interministeriale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri diretto ad individuare soluzioni per velocizzare l’iter degli interventi di mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico. Per questo motivo – conclude Rocco Campolo– nei giorni scorsi, insieme agli uffici comunali, dopo aver svolto un monitoraggio dei siti interessati da fenomeni di dissesto e fatto il punto sui progetti già finanziati, abbiamo redatto delle schede tecniche che tengono conto di nuove situazioni di possibile pericolo e che abbiamo già trasmesso, attraverso gli Uffici della Prefettura, al Ministero”.
Save the Nature & Puffi conquistano il centro commerciale “Perla dello stretto”
La cura e il rispetto dell’ambiente si imparano sin da piccoli, e spesso la televisione e i cartoni animati possono dare il buon esempio. È il caso dei Puffi, nello specifico Grande Puffo e Puffetta, che sono venuti a visitare tutti i bambini del Centro commerciale La Perla dello Stretto di Villa San Giovanni.
Hanno consegnato allo shopping center un albero realizzato in carta riciclata a disposizione dei clienti e dei cittadini, che servirà alla raccolta della plastica. Un gesto importante e necessario per la sensibilizzazione sull’inquinamento ambientale portato avanti nell’ambito dell’iniziativa “Save the Nature”.
«Siamo molto soddisfatti della grandissima partecipazione – spiegano Sergio Lo Giudice e Sonia Chillè, rispettivamente direttore di Perla dello Stretto e responsabile marketing di Wave Srl – e per come la gente ha recepito questo evento dai forti contenuti sociali. Da ormai diversi anni, la nostra mission è orientata a queste iniziative che, oltre ad aggregare, puntano alla tutela dall’ambiente evidenziando tutte quelle azioni e quelle pratiche virtuose per consegnare ai più piccoli un mondo migliore».
Nel corso di “Save the Nature”, oltre alla sfilata ed alle numerosissime foto scattate, i Puffi hanno consegnato a tutti i bambini presenti una saponetta ecologica e dei semi per piante utili a nutrire le api, vere amiche della natura.
Teatro comunale di Catanzaro, sold out per “La Bella addormentata nel bosco”
Già sold out l’appuntamento al Teatro Comunale di Corso Mazzini (CZ), il 15 gennaio, per “Domenica d’incanto” e la stagione “Teatro d’incanto”. Andrà in scena “La Bella addormentata nel bosco”: non solo una favola per bambini che narra la storia della Bella principessa Aurora che si punge con un fuso magico ma una vera e propria riflessione sulla figura di Malefica, la strega “cattiva” perché ferita e esclusa dalla società.
“Una storia senza tempo, messa in scena con lo stile del Teatro Incanto, adatta a tutta la famiglia – spiega il direttore artistico, Francesco Passafaro – Ed è proprio alle famiglie che vogliamo rivolgerci, vogliamo che siate tanti a occupare il teatro Comunale, e anche per questo i bambini sotto i 10 anni entrano gratuitamente. Vogliamo che i bambini vengano a teatro, che possano divertirsi in un luogo sano come il teatro e se glielo insegniamo da piccoli, continueranno a farlo anche da adulti“.
“Tutto nasce dal nostro TeatroLAB, la nostra scuola di teatro, che è cresciuto enormemente in quantità e soprattutto in qualità, perché ci sono dei talenti che si fanno notare e poi la nostra compagnia dei Bimbi, che sono davvero delle piccole meraviglie – spiega ancora Passafaro. “Quest’anno abbiamo insegnanti di canto, di danza, di cinema, di “Theater Fitness” per essere pronti a tutto; quindi, abbiamo pensato di realizzare tre commedie musicali, La Bella addormentata nel bosco, La spada nella roccia e Aladdin, in un reinventare lo spettacolo per tutta la famiglia. Questi spettacoli sono stati scelti per realizzare delle produzioni nuove, degli spettacoli da vedere tutti insieme, perché pensiamo che comunque a Teatro possa vincere il messaggio che la storia trasmette“.
Attori e allievi di grande spessore della compagnia che possono essere fieri del tutto esaurito. La replica sarà domenica 22 gennaio alle 18:30: ancora dei posti disponibili, per eventuali informazioni contattare il botteghino.
CATANZARO – 12 GENNAIO 2023. La preoccupazione per il futuro ma anche la speranza che le cose possano cambiare, a patto che ci sia <<la giusta attenzione al mondo delle imprese>>. Il segretario di Confartigianato Calabria, Silvano Barbalace, non è pessimista sulle prospettive del 2023 ma – conversando con l’AGI – mette in fila una serie di priorità che ritiene indispensabili per evitare il definitivo crollo del mondo produttivo regionale: prima fra tutte, la semplificazione delle procedure burocratiche e poi una corretta visione del contesto calabrese, fatto di piccole realtà imprenditoriali che “devono essere accompagnate” nella loro crescita.
“Sul finire del 2022 abbiamo registrato segnali di vitalità delle nostre imprese, in particolare nell’export nel settore agroalimentare”, esordisce Barbalace. Ma questo non basta. “Ovviamente – aggiunge il segretario di Confartigianato Calabria – pesa fortemente la crisi energetica che ha caratterizzato la chiusura del 2022 con aumenti importanti dei costi dell’energia: si ricorderà che a ottobre noi abbiamo lanciato l’allarme sul fatto che venticinquemila aziende calabresi erano a rischio chiusura per i rincari energetici. Ora il 2023 si è aperto con una situazione difficile, ma riteniamo che le aziende abbiano tutte le carte per procedere. Ma questo può avvenire – sostiene – se c’è da parte del governo centrale e da parte del governo regionale la giusta attenzione al mondo delle imprese. Un dato tengo a evidenziare: non è possibile – spiega Barbalace – che il governo nazionale dialoghi con la nostra organizzazione – la premier Giorgia Meloni alla nostra assemblea nazionale ha parlato di un patto di fiducia tra lo Stato e gli imprenditori – mentre a livello regionale non abbiamo di fatto mai incontrato il governatore Occhiuto e abbiamo uno scarso dialogo con i Dipartimenti regionali, fatta eccezione per quello dello Sviluppo economico. Ci auguriamo per il 2023 che ci possa essere un rapporto di fiducia e di collaborazione”.
Sul piano concreto, per Confartigianato Calabria ci sono alcune misure da mettere in campo a breve: “A livello nazionale due sono le questioni prioritarie nell’immediato da parte del governo centrale, e cioè – rimarca Barbalace – la risoluzione dei crediti incagliati sui bonus edilizi, rispetto alla quale noi proponiamo come soggetto deputato un compratore di ultima istanza quale Cassa Depositi e Prestiti, e gli oneri generali di sistema che determinano un costo considerevole sulla bolletta dell’energia elettrica per le imprese e che richiedono un intervento strutturale”. Ci sono poi le questioni legate alla necessità dello snellimento e della maggiore efficienza della macchina amministrativa. “A livello regionale – afferma Barbalace – ci aspettiamo una riconferma del Fondo per l’artigianato, che sta dando ottimi risultati alle imprese, e la messa in campo di alcuni strumenti che possono aiutare le imprese a uscire fuori dal mercato locale. Nella manifestazione ‘Raccontarti’ che abbiamo organizzato a Catanzaro è emersa l’esigenza di essere sostenuti con prodotti come i voucher, cioè prodotti snelli e facilmente spendibili per le aziende, più funzionali all’obiettivo della competitività delle nostre aziende nei mercati nazionali e internazionali. Chiediamo poi, sul piano delle politiche attive del lavoro, che ci sia una reale coincidenza tra le richieste del mercato, cioè le esigenze delle imprese, e la formazione. Ovviamente tutto questo – rileva il segretario di Confartigianato Calabria – presuppone un sistema di pubblica amministrazione efficiente, un sistema infrastrutturale efficiente, una sanità efficiente, Zes che finalmente possono prendere realmente il via. Dobbiamo cercare di concretizzare questi elementi”.
Sul piano della semplificazione burocratica qualche piccolo passo avanti è stato fatto a livello regionale, “ma i tempi per l’erogazione dei contributi – lamenta – sono ancora troppo lunghi: faccio l’esempio del bando Imprenditoria femminile, pubblicato a febbraio 2022 ma con graduatoria pubblicata solo qualche giorno fa”.
Per Barbalace, inoltre, in Calabria è necessaria anche una diversa impostazione metodologica: “Spesso si perde di vista il reale contesto della Calabria, perché pensiamo sempre che qui ci siano la Silicon Valley, la grande industria e le grandi imprese, mentre invece in Calabria predominano le piccole realtà e le microimprese, aziende che devono essere accompagnate nel crescere non in termini dimensionali ma innalzando la loro qualità, affinché possano diventare competitive, e questo lo si può fare con la concertazione con le parti sociali e con azioni di accompagnamento, e con una visione corretta della realtà. Altrimenti – sostiene il segretario di Confartigianato Calabria – rischiamo di fare i soliti bandi con milioni di euro che incentivano sempre le solite aziende”. Quanto al capitolo Pnrr, “da tempo – osserva Barbalace – è stata istituita una cabina di regia ma poi ne abbiamo perso traccia. Abbiamo sempre appreso dalla stampa di incontri del presidente della Regione con Confindustria, con i sindacati, ma noi non siamo mai stati convocati. Ed è da almeno un anno che stiamo evidenziando le difficoltà di attuazione da parte dei Comuni a causa della carenza di personale e risorse”.
Infine, Barbalace si sofferma su due temi oggi al centro del dibattito politico: “Sull’autonomia differenziata condivido la posizione del presidente della Regione Occhiuto, nel senso che se ne può parlare ma nel momento in cui ci sono le premesse. Se realizzata con le condizioni attuali l’autonomia differenziata relegherebbe la Calabria ancora più in fondo. Su una cosa invece – conclude il segretario di Confartigianato Calabria – siamo al momento contrari, sul fatto che oggi si discuta del Ponte sullo Stretto: noi diciamo che il Ponte sullo Stretto va bene, ma dopo che sono state realizzate le infrastrutture direi minime in Calabria, a partire dalla Statale 106”. (AGI)