“Hanno bloccato la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina quando costava 8,5 miliardi di euro e oggi hanno il coraggio di lamentarsi se le stime finanziarie per realizzare l’opera sono aumentate a 13,5 miliardi? È l’ennesimo paradosso dei No Ponte“. A dirlo, in una nota, il Comitato ‘Ponte Subito’ che prosegue: “In questi 12 anni tutto è aumentato, il valore del denaro è diminuito, il boom dell’inflazione esploso lo scorso anno con la fine della pandemia e lo scoppio della guerra in Ucraina ha fatto lievitare il costo della farina, del latte, delle uova, del caffè, dei carburanti, dell’energia. Come si può pensare, quindi, che costruire il Ponte oggi possa costare quanto costava 11 anni fa? Piuttosto, se davvero bisogna individuare i colpevoli di quest’aumento spropositato dei costi, sono proprio coloro che hanno bloccato l’opera nel 2011 quando a Cannitello erano già iniziati i lavori ma il ‘no’ ideologico della politica ha prevalso sulle reali esigenze del territorio. Inoltre l’insularità della Sicilia costa 6,5 miliardi di euro l’anno, per un totale di 78 miliardi di euro solo negli ultimi 12 anni: non fare il Ponte continua a costare cifre incommensurabili, superiori enormemente rispetto all’investimento necessario per realizzare la grande opera che darebbe crescita e sviluppo ripagandosi da sola in poco più di un anno di esercizio” conclude la nota del Comitato.
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La Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia si prepara alla manifestazione nazionale di Napoli, il prossimo 20 maggio, con una fase di mobilitazione unitaria e una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro e nei territori finalizzate a discutere e rilanciare i grandi temi delle piattaforme unitarie avanzate nei confronti del Governo e delle Imprese al fine di ottenere un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali. E della mobilitazione si è discusso anche nel corso dell’Assemblea Generale allargata della Cgil Area che si è tenuta questa mattina nel Salone Unioncamere Calabria a Lamezia Terme, alla presenza del segretario regionale Angelo Sposato. Ad introdurre il tema della mobilitazione è stato il segretario generale dell’Area Vasta, Enzo Scalese, dopo l’approvazione del Bilancio Preventivo 2023. Si è provveduto, inoltre, alla costituzione del Coordinamento per la contrattazione sociale e territoriale e alla costituzione delle Assemblee Territoriali con l’individuazione dei delegati. L’assemblea ha provveduto anche alla nomina dei Direttori Inca di Vibo Valentia e Crotone, rispettivamente Francesco Rombolà e Vittoria Torromino.
“Dobbiamo avere la forza di spiegare ai cittadini e alle cittadine come stanno le cose, reagendo alla demagogia di questo Governo – ha sottolineato il segretario generale Scalese -. Stiamo per affrontare una stagione molto dura che la nostra organizzazione deve affrontare in maniera unitaria: la nostra azione deve essere finalizzata alla messa in sicurezza del territorio, a salvaguardare i precari, a garantire il diritto alla salute di tutti e tutte. Sicurezza del territorio che si accompagna alla tutela dell’ambiente e alla possibilità di legare alla prevenzione il grande tema dell’occupazione: da sempre parliamo della creazione di posti di lavoro legati alla salvaguardia del territorio”
“Saremo in piazza per la tutela dei redditi dall’inflazione e per chiedere all’aumento del valore reale delle pensioni e dei salari, rinnovo dei contratti nazionali dei settori pubblici e privati, per un mercato del lavoro inclusivo e per dire no alla precarietà; per dire basta morti e infortuni sul lavoro – ha detto ancora Scalese -. Occorre ridare valore al lavoro, eliminare i subappalti a cascata e incontrollati, e portare avanti una lotta senza quartiere alle mafie e al caporalato. Sono questi alcuni dei grandi temi che dobbiamo affrontare con determinazione, pensando a come garantire i diritti di cittadinanza, che non vengono minimamente rispettati, a pensare soluzioni per bloccare l’emigrazione dei giovani che svuotano una regione dove ad oggi, come risulta da una indagine del Sole 24 ore, dove i pensionati superano di gran lunga i lavoratori. Torniamo a parlare di medicina territoriale e dell’incremento del costo dell’energia: teniamo alta l’attenzione sui diritti dei calabresi”, ha concluso il segretario generale Scalese sollecitando la presenza alla manifestazione dei Forestali, in programma per giovedì 12 alle 10 davanti alla sede della Cittadella regionale.
“Il Presidente Occhiuto dica al Presidente Meloni che in Calabria i giovani stanno andando via tutti perché manca il lavoro e il futuro, che i pensionati sono più dei lavoratori attivi, che in Calabria cadono i ponti alla prima pioggia ed il mezzogiorno è diventato uno sfasciume pendulo sul mare, come diceva Giustino Fortunato”, ha detto il segretario regionale Angelo Sposato ribadendo che la Cgil sarà unitariamente a Catanzaro il prossimo 12 maggio “per il lavoro e il territorio, il 20 a Napoli per i salari, le pensioni, per un Paese più giusto e solidale”.
Sposato rimarca la necessità di “proporre soluzioni alternative per fa cambiare le cose. Il tema della mobilitazione nazionale deve impegnare la nostra organizzazione con la massima potenza di fuoco: la buona riuscita della manifestazione permette di mantenere alta l’attenzione sui temi nazionali che noi abbiamo posto che sono quelli della lotta all’inflazione, la richiesta dell’aumento salari, la riforma dei salari. Spieghiamo ai cittadini che gli interventi preannunciati sono dei bonus camuffati, giusto per citare un esempio della comunicazione fuorviante utilizzata da questo Governo,”. “E ci dispiace – dice ancora Sposato – che Occhiuto, indossando la casacca della Autonomia Differenziata, abbia messo discussione la Vertenza Calabria; noi parlavamo di manutenzione delle infrastrutture, della messa in sicurezza delle strade, e non della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Dopo quanto accaduto a Longobucco è ancora di più importante la mobilitazione. Dobbiamo avere coraggio di aprire quante più vertenze possibile – ha concluso Sposato – anche nella elaborazione di proposte alternative, da portare nelle assemblee nei posti di lavoro e nei territori, in maniera unitaria: proiettiamoci verso l’autunno che deve essere di mobilitazione e rinascita”.
L’associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria continua i suoi appuntamenti con cadenza settimanale e lo ha fatto, questa settimana, riunendo prestigiose personalità e noti professionisti per parlare di “Prevenzione dei fenomeni di adescamenti: bullismo e cyber – bullismo”. Il presidente prof. Giuseppe Livoti in apertura dei lavori ha ricordato come per il mese di maggio l’associazione ogni domenica metterà a fuoco argomenti di grande attualità che riguardano tutte le età dell’uomo evidenziando anche il rapporto che lega le diverse generazioni attraverso -tentazioni della contemporaneità-. Gli ospiti della conversazione Muse sono stati Antonio Luciano Battaglia esperto di Analisi Web, Cyber-Security Cyberbullismo & Cyber-Intelligence, Massimo Pirrello – avvocato e delegato Muse Cultura della Legalità e del Diritto, Dominella Quagliata – psicologa e psicoterapeuta.
Livoti ha ribadito come l’argomento delle prevenzione dei fenomeni di adescamenti ci porta ad evidenziare come occorre e conoscere i rischi, contatti con adulti sconosciuti, esposizione a contenuti violenti e/o sessuali inadeguati all’età, perdita di controllo di eventuali informazioni, foto e video condivisi, violazioni della privacy (diffusione incontrollata di informazioni riservate) e che sia necessario costruire alleanze educative con altri adulti di riferimento confrontandosi con altri genitori, amici e parenti. Antonio Luciano Battaglia esperto di Analisi Web, Cyber-Security Cyberbullismo & Cyber-Intelligence ex funzionario della polizia in quiescenza si è soffermato sul ruolo della Polizia Postale che ha avuto modo di constatare negli anni che molti adulti pedofili, dediti all’attività di scambio di materiale pedopornografico in rete, rubano foto/video di vita quotidiana pubblicate sui social dai genitori di bambini/e felici e spensierati mentre svolgono attività quotidiane. Mi muovo in questo settore da più di 15 anni e mi rivolgo a tutte le età con particolare attenzione alle scuole. Il problema è dato dal fatto continua Battaglia, che dobbiamo essere consapevoli quando ci affacciamo al mondo del web che è una piazza libera e per questo nulla è sicuro in rete. I “servizi cloud” sono risorse applicative e infrastrutturali presenti su Internet ed i provider terzi forniscono agli abbonati questi servizi, consentendo ai clienti di sfruttare potenti risorse di elaborazione senza dover acquistare o mantenere hardware e software. Da tutto ciò emerge che i dispositivi sanno tutto di noi, appena accendiamo un computer o un cellulare e la mente artificiale ha un algoritmo che si modifica in base alle nostre pianificazioni on line.
Dominella Quagliata – psicologa e psicoterapeuta si è soffermata sul senso della famiglia oggi. Le offese, dice nel tempo, gli atti di bullismo ci sono sempre stati, il mondo cyber li ha amplificati. Dietro un computer dunque si rischia, essendo schermati, di aggredire non verbalmente ma con commenti ed interazioni scrittografiche. Per le famiglie sarebbe utile ed occorre definire insieme a bambini/e il tempo che possono trascorrere online, scegliere insieme le app da scaricare, prestando attenzione ai limiti di età prevista. Il “cyberbullismo” è la manifestazione in Rete di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come “bullismo” continua la Quagliata, il tutto, caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici (sms, mms, foto, video, email, chat rooms, instant messaging, siti web, telefonate), il cui obiettivo è quello di provocare danni ad un coetaneo incapace di difendersi. Storie che hanno in comune non una età. Ma che in realtà evidenzia l’aggressività della società attuale, sinonimo di frustrazioni, poiché, dietro lo schermo non ci riconosce e l’interazione non si umanizza dietro lo schermo stesso. Massimo Pirrello, avvocato e delegato Muse Cultura della Legalità e del Diritto si è soffermato su un punto di vista strettamente normativo dove non vi è una legge specifica sul bullismo; vi è però la Legge n. 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Questa fornisce una definizione di cyberbullismo: «qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi a oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore, il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori, ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso o la loro messa in ridicolo». Stabilisce che il minore ultraquattordicenne, vittima di episodi di cyberbullismo, possa richiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi in rete inviando un’istanza al titolare del trattamento o al gestore del sito del social network. Il gestore ha 24 ore di tempo per provvedere; in caso negativo, l’interessato potrà rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, che procederà a rimuovere i contenuti entro 48 ore. Coinvolge sia il Consiglio dei Ministri nella redazione di un piano annuale di contrasto e di prevenzione al cyberbullismo, sia il Ministero dell’Istruzione nell’adozione di linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del fenomeno nelle scuole, in collaborazione con la Polizia Postale. Prevede che sia il dirigente scolastico a informare tempestivamente i genitori della vittima e del cyberbullo, una volta venuto a conoscenza di atti di violenza e prevaricazione. Ogni regolamento scolastico dovrà prevedere una serie di misure disciplinari commisurate alla gravità degli atti posti in essere. Ed infine, ribadisce l’avvocato Pirrello, contempla l’ammonimento per il cyberbullo infra diciottenne da parte del Questore, il quale interverrà convocando il minore e la sua famiglia.
Il nostro legislatore ma anche la recente giurisprudenza è sempre più attenta e sensibile al fenomeno. Difatti, l’attenzione non solo legislativa e giurisprudenziale ma anche politica e mediatica è in prima linea contro la svalutazione dei sentimenti e delle sensibilità delle vittime, rendendo protagoniste le emozioni negative e le paure. Solo noi cittadini, associazioni come Le Muse, club service possiamo davvero azionare un vero e proprio cambiamento improntato al rispetto della dignità e dei sentimenti dei soggetti fragili. Un invito dunque dalle Muse a conoscere ed a continuare a creare eventi sugli strumenti digitali, informandosi sulle impostazioni di privacy di strumenti, app e servizi; attivare il parental control e i filtri con password per monitorare contenuti consultati e ambienti digitali. Condividere le password o i PIN di accesso a smartphone e profili social e considerarla una regola di ingaggio necessaria per poter vivere meglio e liberi da problemi che potrebbero ripercuotersi nella vita di ogni giorno.
Si è tenuto a Milano un incontro tra il Presidente FAIS OdV Pier Raffaele Spena e la Garante della Salute della Regione Calabria, Anna Mari Stanganelli, in merito alla difficile situazione che da mesi interessa le persone stomizzate residenti nella ASP di Catanzaro. “L’erogazione degli ausili ai pazienti stomizzati – ha dichiarato il Presidente FAIS – deve essere resa gratuitamente e tempestivamente giusto quanto sancito dal DPCM del 12 gennaio 2017, invece purtroppo constatiamo, come nel caso segnalato alla Garante, che il diritto sancito viene negato ed il servizio di erogazione viene reso in maniera irregolare. Se non arriverà una risposta in tempo brevi metteremo in campo tutte le iniziative per arrivare ad una soluzione concreta di questa triste vicenda che riguarda decine di famiglie nel catanzarese costrette a pagarsi la fornitura dei presidi.”. Già nei mesi scorsi Anna Maria Stanganelli, a seguito della segnalazione pervenuta dalla FAIS aveva proceduto a trasmettere comunicazione agli uffici competenti.
“Mi attiverò – ha dichiarato la Garante della Salute – per quanto di mia competenza, per reiterare la segnalazione all’ASP di Catanzaro, affinché si possano individuare soluzioni a tutela del diritto alla salute di questi pazienti.”
Dopo qualche settimana di attesa per la nomina del mio successore, mi accingo a lasciare la posizione di Amministratore Unico del Porto delle Grazie. Come ogni altra volta che ho terminato un incarico, lo faccio con la serenità di chi ha compiuto tutto ciò che doveva, per fare del suo meglio. Con la soddisfazione di aver fatto raggiungere alla Società traguardi mai visti prima: +60% contratti, +40% saturazione, +35% fatturato, 250 giorni filati di tutto esaurito (mai un giorno prima). Record storici di presenze, contratti, fatturato, ricavi e investimenti. Tutti gli impianti del porto rimessi a nuovo. Realizzate infrastrutture che non esistevano. E poi una nuova piazza dal nulla, con attività ed eventi come mai. Veicoli e computer nuovi. Locali e superfici riqualificati. La vecchia draga arrugginita rimessa a lucido. La prima potatura e messa in sicurezza delle pinete.
La creazione di un parco giochi per bambini e di un’area fitness. Piantate centinaia di essenze. Soprattutto, risolti tutti i problemi ereditati dal passato. Meno uno: il cantiere, ormai destinato ad accogliere i migranti. Abbiamo fatto tutto il possibile e, forse, anche l’impossibile. O così almeno sembrava. È così che mi torna in mente quando, all’epoca, per tanti motivi, non volevo accettare la proposta fattami. Per uno che era cresciuto altrove e, professionalmente, anche all’estero, sembrava un controsenso. E, invece, senso ne ha avuto, eccome. Non solo il richiamo della foresta, ma un servizio a un territorio e una comunità che meritano molto di più. Una sfida ai pregiudizi e alla rassegnazione, che tanto nulla cambia. Così, avutane l’opportunità e disegnando il porto come una piccola città intelligente affacciata sull’acqua, un paesino di seimila abitanti ha conquistato la vetta di una graduatoria nazionale e dodici milioni di euro.
Così come il porto è divenuto il luogo dove immaginare un ecosistema di innovazione per l’economia blu, qualificandosi per un intervento PNRR di ventisette milioni di euro. E, così, pure tutti i risultati che ho detto. Frutto di un grande lavoro di squadra, giorno per giorno. A tutti i dipendenti del porto, quindi, vanno i miei più sinceri ringraziamenti e i miei più convinti complimenti. Avete letteralmente stracciato ogni possibile primato (altro che consolidato). E non solo: lo avete fatto negli anni più difficili di sempre. Chapeau, insomma! Avete di che essere orgogliosi e camminare a testa alta. Testa che nessuno deve farvi abbassare, continuando a lavorare nell’esclusivo interesse dell’azienda e della comunità. E trattando tutti alla pari, come abbiamo fatto in questi anni. Infine, faccio i migliori auguri al mio successore, Vasco De Cet, che personalmente non conosco, ma al quale lascio una società molto più sana, più forte e più ricca, sotto ogni punto di vista: organizzativo, commerciale e finanziario. Oltre che un porto più bello e più vivo che mai.
“Ancora una volta il movimento paralimpico di Reggio Calabria si conferma ai vertici dello sport nazionale. Quello appena concluso è stato certamente un weekend da ricordare. I campioni del Torball, con la compagine della UIC Reggina, guidata dal Presidente Armando Paviglianiti, che proprio pochi giorni fa abbiamo accolto a Palazzo Alvaro, sono saliti sul tetto d’Italia vincendo il campionato di Serie A in casa propria, sbaragliando la concorrenza nelle ultime partite giocate al PalaBotteghelle. D’altra parte la campionessa Anna Barbaro ha vinto a Loano il titolo italiano di Triathlon, candidandosi grazie alla sua determinazione a giocare un ruolo importantissimo alle prossime Paralimpiadi di Parigi”. Così in una nota congiunta il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana, Carmelo Versace, ed il consigliere delegato allo Sport, Giovanni Latella.
“Due risultati di grandissimo valore sportivo – hanno aggiunto Versace e Latella – che riempiono di orgoglio l’intera comunità reggina, che si stringe con entusiasmo attorno alle belle storie dei nostri atleti, giovani che con grande determinazione, nonostante le difficoltà, sono riusciti a abbattere le barriere, fisiche ma soprattutto mentali, affermandosi nei contesti sportivi più prestigiosi e portando alto il nome della nostra città in Italia e nel mondo”.
“Due vittorie – scrivono ancora Versace e Latella – che sono anche il frutto del brillante lavoro sportivo, ma anche culturale e sociale, portato avanti dal Comitato Italiano Paralimpico della Calabria, con il suo presidente Antonello Scagliola, che è da sempre vicino alle istanze delle società sportive del mondo paralimpico, costituendo un validissimo supporto per l’attività sportiva dei nostri atleti e per le loro famiglie che, tra mille sacrifici ma con straordinaria passione, li sostengono quotidianamente”.
“Ai campioni d’Italia del Torball e del Triathlon – concludono Versace e Latella – giungano i complimenti da parte della Città Metropolitana e dell’intera comunità cittadina orgogliosa di questi nuovi ed entusiasmanti risultati sportivi”.
Una fortissima risposta a Palmi ieri, domenica 7 maggio, in occasione della giornata dedicata alla pulizia della spiaggia e alla sensibilizzazione ambientale organizzata da Plastic Free alla Tonnara.
Più di cinquanta volontari si sono dati appuntamento nella zona vicino al Lido Pierino e al Sunset Beach Club per ripristinare ordine e decoro a un tratto molto frequentato della costa calabrese.
I volontari di Plastic Free si sono uniti sotto la guida dei referenti Serena Pensabene, Ludovica Monteleone, Maria Cristina Altomonte, Angela Attisano e Giovanni Mannuzza, coinvolgendo gli istituti penitenziari di Locri, Palmi e Laureana di Borrello, insieme ai tutor e a Valeria Votano, referente dell’Associazione Seconda Chance, realtà che si occupa proprio di favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti in uscita dalle carceri.
“La mattinata ecologica si è conclusa con più di sessanta sacchi di rifiuti raccolti, tra vetro, plastica, indifferenziato, ingombranti e con una grande gioia nel cuore per essere riusciti ad abbattere stereotipi e pregiudizi facendo squadra con persone che hanno dimostrato di volersi impegnare per la propria libertà e per la propria terra”, affermano i referenti Plastic Free organizzatori dell’evento.
Un appuntamento riuscito grazie anche al supporto e alla collaborazione del Comune di Palmi e del Sunset Beach Club che hanno aderito e supportato la causa preannunciando già future collaborazioni costruttive per il territorio, in nome di un’unica nobile causa.
Plastic Free è già pronta a tornare in azione tra il 20 e il 21 maggio con diversi appuntamenti che si svolgeranno in contemporanea in tutta la Calabria, in occasione della data regionale Plastic Free, un evento che coinvolge annualmente migliaia di volontari in tutte le città calabresi.
Per restare aggiornati sui prossimi appuntamenti si consiglia di registrarsi al sito nazionale www.plasticfreeonlus.it scegliendo la propria area di preferenza e seguendo il gruppo Facebook Plastic Free Calabria.
Il sindaco metropolitano facente funzioni ha accolto i monaci tibetani del Monastero di Gaden Jangtse Tsawa Khangtsen che, nella sala “Boccioni” di Palazzo Alvaro, hanno riproposto la suggestiva celebrazione del Mandala, simbolo spirituale della tradizione buddhista che, fino al prossimo venerdì 12 maggio, sarà realizzato per portare pace e armonia, stimolare consapevolezza e benessere interiore in chiunque lo osservi.
«Un’attività che ospitiamo volentieri – ha affermato Versace – perché, oltre ad essere un’ulteriore ricchezza per la nostra città, rappresenta un modo molto profondo per diffondere sentimenti quanto mai necessari nella società odierna. Arte, cultura ed anche forme di meditazione tradizionale possono aiutare a migliorare ognuno di noi».
Per questo motivo, il sindaco facente funzioni ha invitato i cittadini «a vivere questa bella esperienza di contaminazione culturale, scoprendo filosofie di vita capaci di suscitare una profonda riflessione anche sulla nostra comunità e sulle sue abitudini».
L’iniziativa è promossa dall’Istituto Thubten Shedrub Ling di Reggio Calabria in collaborazione con l’Istituto Samantabhadra di Roma e con il Monastero tibetano buddhista Gaden Jangtse Tsawa Khan è patrocinata dalla Città metropolitana.
Fino al prossimo venerdì, i monaci tibetani daranno luogo ad una cerimonia antica attraverso l’assemblaggio di sabba colorata da cui nascerà il Mandala, una delle massime espressioni della tradizione spirituale del Tibet, sintesi dello spazio e dimora delle potenze divine.
I monaci, in meditazione, tracceranno forme geometriche ricoperte, poi, con minute sabbie colorate di origine minerale. Prima di iniziare la costruzione del Mandala, i Lama eseguiranno un rito di consacrazione per la purificazione delle energie negative presenti nello spazio che li ospita. Una volta ultimato, il Mandala verrà disfatto, riecheggiando l’impermanenza di tutte le cose in questo mondo materiale. La cerimonia di dissoluzione si celebrerà venerdì, a partire dalle ore 18.00 e parte delle sabbie consacrate verrà distribuita fra i partecipanti alla cerimonia.
I Lama presenti a Reggio provengono dal Monastero di Gaden, situato a Mundgod (nello stato del Karnataka, in India) ed ospita circa 2000 monaci, alcuni dei quali sono attualmente impegnati in un tour in Europa allo scopo di portare un messaggio di pace e diffondere le molteplici sfaccettature tradizionali dell’antica cultura tibetana che, purtroppo, si sta tentando in vari modi di far estinguere, per distruggere l’identità nazionale del popolo tibetano.
Con il rituale di realizzazione del Mandala, accompagnato dai suoni dei mantra, dalle recitazioni dei monaci e dal suono dei caratteristici strumenti rituali, i visitatori reggini verranno trasportati in un’atmosfera permeata di spiritualità e bellezza.
L’Istituto Thubten Shedrub Ling di Reggio Calabria, uno dei pochissimi centri del Meridione in cui è possibile approfondire lo studio e la meditazione buddista secondo la Tradizione Tibetana, è attivo da oltre un decennio e svolge le sue attività in via Battaglia, dir. Capua, 10, nei pressi di Piazza Sant’Anna, ma anche on-line. Sono inoltre presenti sia la pagina Facebook “Istituto Thubten Shedrub Ling” che Instagram “thubten_shedrub_ling”.
Esplorare brani classici e colonne sonore attraverso sonorità di strumenti diversi da quelli per i quali sono stati composti e con i quali sono diventati celebri e indimenticabili. Dando vita nuova a repertori intramontabili, il gruppo musicale Zigan Impossible ha concluso la rassegna Sinergia 47, promossa dall’associazione Amici della Musica Nicola Antonio Manfroce aps, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata nell’ambito dell’avviso pubblico Eventi culturali 2021 della Regione Calabria.
Un ultimo spettacolo di grande successo al teatro Manfroce di Palmi animato da Annalisa Biancofiore (Soprano), Dahl Ah Lee (Violino), Marcos Palombo (Sassofono), Paolo De Angelis (Chitarra), Cristiano Lui (Fisarmonica) e Piero Ranucci (Contrabbasso).
La grandezza della musica e il talento degli Zigan Impossibile: ecco gli ingredienti che hanno reso possibile questo viaggio inedito e originale. Dopo questa prima volta in Calabria, gli Zigan Impossible si apprestano a registrare il loro primo disco.
«Quando la musica è scritta bene, la sua esecuzione con altri strumenti ne valorizza la bellezza senza intaccare le dimensione originaria e conferendo alla stessa una nuova vita. Dunque riproporre brani scritti per il pianoforte con il violino, la fisarmonica, il contrabbasso, il sassofono e la chitarra non solo è possibile ma innesca anche inattese e affascinanti suggestioni. Così abbiamo fatto vibrare in modo diverso ma sempre intenso le note della Marcia turca e de La regina della notte dal Flauto magico di Mozart, il Notturno di Chopin, La danza ungherese n.5 di Brahms, Youkali di Kurt Weill. Poi abbiamo voluto legare Mission Impossible ai virtuosismi di Astor Piazzolla e abbiamo eseguito Nino Rota, Edith Piaf e brani tratti da “Il favoloso mondo di Amelie”. Esperienze per noi molto appassionanti che, anche questa sera, il pubblico ha dimostrato di apprezzare in modo particolare», ha spiegato il fisarmonicista Cristiano Lui.
«Abbiamo concluso questa rassegna con uno spettacolo di altissimo profilo degno di una stagione davvero entusiasmante. Con questo concerto salutiamo il nostro affezionato pubblico ma è solo un arrivederci. Tante emozioni scandiranno la prossima stagione Synergia 48^ che stiamo già mettendo a punto. Con ventitré spettacoli spazieremo ancora una volta tra tanti generi, musica, opera, danza e ci sarà anche tanta prosa», ha concluso Antonio Gargano, presidente dell’associazione Amici della Musica Manfroce aps di Palmi.
Rapina stamane nell’ufficio postale di Domanico, in provincia di Cosenza. Due persone a volto coperto sono entrate nel locale, nell’orario di apertura, e si sono impossessati di una somma di denaro quantificata in circa 30 mila euro. Secondo quanto si è potuto apprendere al momento i due malviventi, impugnando una pistola, hanno minacciato l’impiegato in servizio. Inoltre, dalle prime sommarie informazioni è emerso anche che i rapinatori hanno anche legato e imbavagliato la donna delle pulizie per poi allontanarsi con il bottino a bordo un’auto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cosenza che hanno raccolto informazioni e testimonianze. Al vaglio degli investigatori anche le immagini del sistema di video sorveglianza dell’ufficio. L’auto utilizzata dai malviventi per scappare è stata individuata dai carabinieri a poca distanza dal luogo della rapina.