La conferenza episcopale italiana ha criticato lo stato di emergenza sui migranti e la stretta sulla protezione speciale, invitando il governo a concentrarsi su Lampedusa. Nuova stretta sui richiedenti asilo: il governo Meloni conferma la linea dura nel contrasto all’immigrazione irregolare e ha presentato in Senato un emendamento al decreto Cutro che punta a limitare il regime di protezione speciale per chi sbarca nelle coste italiane, con l’obiettivo di scoraggiare le partenze dal Nord Africa. La strategia complessiva dell’esecutivo, che sui migranti ha dichiarato lo stato d’emergenza, è però criticata dai vescovi italiani. Secondo il cardinale Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), già da diversi mesi l’emergenza vera è a Lampedusa. Con il moltiplicarsi degli arrivi dal Nord Africa (+300 per cento nei primi mesi del 2023 rispetto all’anno scorso), il governo ha deciso di adottare nuovi strumenti di deterrenza per i flussi irregolari presentando alla commissione Affari costituzionali del Senato due maxi-emendamenti al decreto legge Cutro. Giro di vite sulla protezione speciale Tra le misure principali spicca quella già contenuta nei decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini da ministro dell’Interno nel Conte I, che prevede un giro di vite alla protezione speciale: si vuole escludere la possibilità di ospitare i richiedenti asilo nella rete del sistema di accoglienza ed integrazione gestita con i Comuni. Così i migranti dovranno andare nei centri di accoglienza per “stranieri irregolari” e negli hotspot, fino alla decisione sulla richiesta d’asilo. Quanto a Lampedusa, dove si concentrano gli arrivi, è stato proposto un collegamento marittimo in più per garantire il trasferimento di almeno 400 migranti al giorno dall’isola a un porto della Sicilia meridionale, mentre fino al 31 dicembre 2025 il ministero dell’Interno potrà avvalersi della Croce rossa italiana per la gestione dell’hotspot. Il nuovo decreto dovrebbe essere esaminato in aula al Senato tra il 18 e il 20 aprile, prima del passaggio alla Camera per l’ok definitivo, ma già sono arrivate critiche. A partire dai vescovi. ‘Emergenza non dichiarata nel 2014 con oltre 170 mila ingressi l’anno’ Il cardinale Matteo Zuppi, in particolare, ha contestato la decisione del governo di dichiarare lo stato d’emergenza: “Anche in situazioni con più di 170 mila ingressi l’anno come nel 2014 non è stata dichiarata l’emergenza”, ha ricordato il presidente della Cei, sottolineando che “la vera emergenza è Lampedusa da mesi”. Zuppi ha bocciato anche la scelta di stringere le maglie della protezione speciale, sollecitando invece ad applicare bene “quella normale”. Oltre alle normative contro i flussi irregolari, a Roma resta aperto il canale con la Tunisia. Sul piano bilaterale, si lavora in due direzioni: “Rafforzare il contrasto ai trafficanti di esseri umani” e alimentare i canali legali, ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo un incontro con l’omologo tunisino Nabil Ammar, annunciando che a breve arriveranno in Italia “4 mila lavoratori formati in Tunisia”. Ancora più decisiva è la partita per lo sblocco del prestito da 1,9 miliardi dell’Fmi. Alle resistenze dei Paesi europei e soprattutto di Washington per la scarsa fiducia riposta nel presidente tunisino Saied, l’Italia ha risposto sottolineando che a Tunisi, pur con tutte le criticità del caso, c’è un “governo legittimo” e per questo va rispettato. Quindi, ha insistito Tajani, per evitare che il Paese collassi la soluzione migliore è “cominciare a finanziare la Tunisia con una prima tranche” e condizionare i successivi prestiti alla “progressiva implementazione delle riforme”. Tunisi conta su Roma perché faccia pressing anche in ambito Ue, ha sottolineato da parte sua il ministro Ammar. (Picture shows Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei).
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L’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria ha il piacere di annunciare che martedì 18 aprile 2023 ospiterà il Prof. Jean Tirole, premio Nobel per l’Economia nel 2014, per il conferimento del Dottorato Honoris Causa in Diritto ed Economia.
La cerimonia si terrà presso la Cittadella Universitaria – Aula Magna A. Quistelli – inizio ore 11.00.
Profilo
Jean Tirole – Se i mercati dominati da un piccolo numero di aziende non vengono regolamentati, la società subisce spesso conseguenze negative. I prezzi possono diventare ingiustificatamente alti e si può impedire a nuove imprese di entrare nel mercato. Dalla metà degli anni ’80, Jean Tirole ha lavorato per sviluppare una teoria coerente, dimostrando ad esempio che la regolamentazione dovrebbe essere adattata alle condizioni specifiche di ciascun settore. Basandosi sulla teoria dei giochi e su altre teorie, ha anche suggerito un quadro per la progettazione di regolamenti e l’ha applicato a numerosi settori, dalle banche alle telecomunicazioni. Nel 2016 ha pubblicato un testo miliare avente per oggetto l’Economia del Bene Comune che possiamo considerare una sintesi scientifica del suo pensiero sul ruolo e sulla funzione culturale, formativa e sociale delle scienze economiche.
Jean Tirole ha pubblicato oltre 180 articoli su temi economici e finanziari, oltre che diversi libri, tra cui The Theory of Industrial Organization, Game Theory (con Drew Fudenberg), A Theory of Incentives in Procurement and Regulation (con Jean-Jacques Laffont), The Prudential Regulation of Banks (con Mathias Dewatripont), Competition in Telecommunications (con Jean-Jacques Laffont), Financial Crises, Liquidity, and the International Monetary System, e The Theory of Corporate Finance.
“Dialogare con il Rettore della ‘Bocconi’ è stato un piacere duplice. Affettivo, perché siamo entrambi originari di Fossato, la frazione di Montebello Ionico che ha dato i natali al padre Giovanni, emigrato a Milano nel 1951. E intellettuale, perché il prof. Billari, grazie a un curriculum prestigioso e a notevoli e sperimentate competenze, è all’apice di una delle più ragguardevoli istituzioni universitarie d’Europa”. Lo afferma il consigliere regionale Antonio Billari che ha incontrato a Milano (nel suo studio) il rettore dell’Università commerciale Luigi Bocconi’, Francesco Billari. “Abbiamo discusso di tante cose e i suoi ricordi della Calabria – aggiunge il consigliere regionale – sono vividi e carichi d’affetto. Si sta, pertanto, ipotizzando una sua visita, nei prossimi mesi, che potrà contemplare più esigenze. Incluso un incontro istituzionale in Consiglio regionale per il quale il presidente Mancuso ha dato ampia disponibilità. Dal confronto con una professionalità illustre, che ha contezza delle criticità globali del nostro tempo con cui anche la Calabria deve misurarsi, potremo trarre tutti benefici, idee e stimoli a fare”. “Sarà un privilegio – ha commentato il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso – ospitare in Consiglio regionale un’eccellenza del Paese qual è il prof. Billari, di cui ho apprezzato, in particolare, il recente contributo (pubblicato dal Corriere della Sera) sulla denatalità e sulle problematiche allarmanti della desertificazione demografica, che incidono anche sulla quantità di talenti e competenze di spessore di cui l’Italia e il Mezzogiorno hanno necessità, per fronteggiare le sfide della transizione digitale ed ecologica”.
Sabato 15 aprile 2023 alle ore 09:30, presso piazza Duomo si svolgerà l’ultimo incontro del progetto “Dai una svolta”, vedrà in azione la simulazione di un incidente dove sarà spiegato a tutti i presenti, in particolar modo agli studenti delle scuole
aderenti (Liceo Scientifico “L. Da Vinci”, Liceo Classico Convitto Nazionale “T. Campanella”, Istituto Tecnico Economico “Piria-Ferraris-Da Empoli” e l’Istituto Tecnico Tecnologico “Panella-Vallauri”), le buone pratiche per la sicurezza e il primo
soccorso.
Importante presenza della Polizia Stradale sezione di Reggio Calabria, spiegherà il corretto comportamento da tenere alla guida, cercando di sensibilizzare tutti i giovani e meno giovani che ogni giorno si immettono nella circolazione.
CRI Reggio Calabria, mediante un’azione di peer education, mostrerà come intervenire in situazioni di incidenti stradali, le prime segnalazioni da eseguire e le buone pratiche di primo soccorso, che ognuno di noi può prestare.
Simbolo dei percorsi di educazione stradale, sarà presente il pullman azzurro che accompagna, da anni, generazioni di studenti promuovendo la “cultura della guida sicura”, ormai divenuto simbolo della Sicurezza Stradale per i giovani.
L’evento conclusivo, che si terrà a piazza Duomo il prossimo sabato, è il termine di un percorso iniziato nelle scuole nel mese di marzo, dove il Comitato, nelle figure del Coordinatore delle attività rivolte alla gioventù Giovanni Elio Esiliato e i volontari giovani, coadiuvato dalla sezione Polizia Stradale di Reggio Calabria, ha portato tra i banchi filmati, spiegazioni, interventi e confronti.
La presidente di Croce Rossa Italiana del Comitato di Reggio Calabria, Daniela Dattola assieme a tutto il Consiglio Direttivo, ribadisce l’importanza di diffondere, soprattutto nei giovani, la conoscenza delle norme di primo soccorso, affinché ognuno di noi possa essere d’aiuto all’altro, richiamando il principio di Umanità.
Venerdì 14 aprile alle ore 16.30, sulla splendida terrazza del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria affacciata sullo Stretto, sarà presentato il libro edito da Solferino: “Al di Sopra della Legge. Come la Mafia comanda dal carcere” del Procuratore Aggiunto della Procura di Catania, Sebastiano Ardita. L’iniziativa, a cura di Biesse – Associazione Culturale Bene Sociale, si aggiunge alle collaborazioni con il MArRC in materia di dibattito sulla legalità e contrasto alla criminalità organizzata. Dopo i saluti del Direttore del Museo, Carmelo Malacrino, introdurrà i lavori la Presidente nazionale e fondatrice dell’Associazione Biesse, Bruna Siviglia; l’incontro sarà moderato da Piero Gaeta, Caporedattore della Gazzetta del Sud, e vedrà la partecipazione del Procuratore Aggiunto della Procura di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, da sempre in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata.
«Ringrazio il direttore del MArRC per aver voluto ospitare l’iniziativa nella splendida cornice del Museo Archeologico – dichiara la Presidente Siviglia. Siamo molto onorati di poterci avvalere del contributo di due magistrati di tale livello; con loro costruiremo un percorso di analisi del fenomeno mafioso e degli strumenti cui attingere per consegnare ai nostri giovani il valore di una coscienza critica che equivale ad una società libera».
La partecipazione all’evento è gratuita, fino a disponibilità dei posti.
«Il tema della legalità è molto caro al Museo – dichiara il direttore Malacrino. Da anni il MArRC si impegna su questo fronte, grazie anche alle sinergie condotte con le Istituzioni e le Forze dell’Ordine. In questo percorso la collaborazione con l’Associazione Biesse è particolarmente significativa per i numerosi progetti sviluppati insieme. A partire dall’esperienza dei Testimoni di Legalità, che in occasione della mostra “Salvati dall’oblio” ha visto la partecipazione di tanti giovani del territorio. Ringrazio Bruna Siviglia per questo nuovo evento, che porterà al Museo figure autorevoli del panorama italiano. Perché – conclude Malacrino – la cultura è legalità e la legalità è cultura».
Dopo il risultato positivo del weekend di Pasqua, con oltre 1500 visitatori che hanno scelto il MArRC, il museo rimarrà aperto anche nei giorni di lunedì 24 e martedì 25 aprile, nonché il 1° maggio, per consentire a quanti giungeranno in città per i ponti della Liberazione e della Festa dei lavoratori di ammirare le bellezze della Calabria Antica.
Grazie al sostegno della DIRIGENTE SCOLASTICA PROF.SSA CATENA GIOVANNA MOSCHELLA e grazie a validi colleghi delle discipline d’indirizzo che hanno fortemente creduto in questo progetto espositivo annuale che vede PROTAGONISTI GLI ALUNNI DEL LICEO ARTISTICO MATTIA PRETI FRANGIPANE, il liceo continua ad interagire con il tessuto archeologico della città ed approda al sito dell’IPOGEO sito in piazza Italia a Reggio Calabria. L’esposizione scaturisce da un progetto annuale intessuto da appuntamenti teorici e laboratoriali che hanno giovato della presenza di importanti relatori. Il contributo teorico è stato determinante per la creazione artistica dei giovani artisti frequentanti il liceo artistico, perché è stato fonte di ispirazione in continuo rinnovamento. La conoscenza dei meccanismi espositivi, di allestimento e di curatela attraverso una trama che favorisce il dialogo tra l’antico e l’arte contemporanea, sono stati il fulcro del progetto annuale mostre del Liceo Artistico Mattia Preti Alfonso Frangipane. L’ideatrice della mostra “FRAGILI VOCI. UN INIFINITO ALTROVE”, la storica dell’arte e docente prof.ssa Stefania Fiato, ha strutturato una serie di seminari che hanno avuto come macro tema la conoscenza di sé e i sentimenti. Assumendo come osservatorio privilegiato la fase evolutiva dell’adolescenza, attraverso l’ultimo SEMINARIO FRAGILI VOCI che ha avuto luogo nell’aula magna del Liceo lo scorso 23 febbraio, i relatori hanno guidato i giovani artisti verso una maggiore consapevolezza dei propri sentimenti e del processo creativo che può divenire espressione di questi. Il piano di lavoro, portato avanti nell’ultimo seminario, si è ampliato ulteriormente di nuove sfaccettature grazie alla preziosa presenza degli artisti GIOVANNI LONGO E GIUSEPPE NEGRO, che accomunati dall’esperienza di “Teofanie. Apparizioni contemporanee”, che ha avuto luogo presso Casino Macrì all’interno del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, la scorsa estate, sono stati testimonianza viva della professione d’artista e dei processi creativi alla base delle loro visioni artistiche. Il seminario, realizzato con l’appoggio del Comune di Reggio Calabria, con la partecipazione dell’assessore Antonino Malara e dell’assessore Irene Calabrò e grazie alla collaborazione dell’Inner Wheel Club di Reggio Calabria, rappresentato dalla presidente prof.ssa Rory Modafferi e dalla vice presidente prof.ssa Viviana De Blasio, ha ospitato i seguenti relatori: la psicologa dott.ssa Francesca Pratico’, la filosofa prof.ssa Annamaria Mittica, gli artisti prof. Giuseppe Negro e Giovanni longo e lo sceneggiatore, Curatore e Direttore artistico del Museo del Fumetto di Cosenza dott. Luca Scornaienchi. Il progetto si è ulteriormente arricchito di un WORKSHOP a cura del poeta, agronomo ed insegnate yoga, dott. Francesco Tassone che si è tenuto presso l’aula magna del liceo lo scorso 16 febbraio, che ha contribuito a chiarire ulteriormente la tematica da sviluppare nei lavori prodotti e ha rappresentato un importante momento di coesione per gli alunni del triennio oltre a favorire lo sviluppo di una mission comune per tutti i docenti. La scuola si pone non solo come un cenacolo intellettuale ma anche come un laboratorio idoneo a far emergere i concetti fondamentali della didattica contemporanea avvalendosi delle metodologie che vanno a privilegiare l’esperienza laboratoriale, ponendo al centro dell’attenzione lo studente, con lo scopo principale di valorizzare ogni sua competenza e vissuto relazionale. In tal senso tutti gli appuntamenti teorici hanno reso possibile un necessario approfondimento esperienziale volto ad accrescere la capacità non solo dell’imparare ad ascoltarle la voce interiore e personalissima ma anche utilizzarla come voce del nostro infinito sentire. Attraverso questo moto di analisi ed apertura sinestesica, si è favorito il processo creativo dove la voce diviene materia e la materia diviene creazione artistica. Cosi, l’alunno è stato guidato in un percorso attraverso cui ha imparato a trasformare le sue voci interiori in veri e propri progetti. Partendo proprio dai suoi talenti innati, ciascuno alunno ha trovato quel nord magnetico in grado di guidarlo nello sviluppo di quelle opere che solo lui o lei possono concepire e sviluppare al meglio. La mostra si pone quindi come un viaggio da fare assieme il cui approdo vuole essere ricco di tutto ciò che può rendere lo studente orgoglioso e gratificato dalle sue stesse capacità “fragili” che ha imparato a vestire di consapevole attenzione e metodica cura.
La mostra degli alunni del Liceo artistico “Fragili voci. Un infinito altrove” è l’evento finale, attesissimo dagli stessi alunni che hanno dimostrato grande entusiasmo e trasporto emotivo nella realizzazione delle opere esposte. Al contempo si pone come un grande dono alla comunità cittadina ponendosi come una ventata di freschezza in quanto frutto della creatività di giovanissimi artisti.
La MOSTRA “FRAGILI VOCI. UN INFINITO ALTROVE” sarà visitabile dal 27 aprile al 1 maggio 2023 presso l’Ipogeo sito in Piazza Italia a Reggio Calabria.
“Un visionario inaspettato”, il tributo dei reggini ad Italo Falcomatà
In centinaia hanno preso parte alla presentazione di “Un visionario inaspettato”, la biografia autorizzata di Italo Falcomatà scritta, in forma romanzata, da Michele Caccamo e presentata dalla Fondazione “Italo Falcomatà” nel foyer del Teatro comunale “Francesco Cilea”.
Ospiti della serata il sindaco di Bari e presidente dell’Anci nazionale, Antonio Decaro, e l’ex primo cittadino di Catanzaro, Sergio Abramo. L’evento, moderato dalla giornalista e critica letteraria Ilda Tripodi, è stato aperto dai saluti carichi di emozione della Presidente della Fondazione, Professoressa Rosa Neto Falcomatà, e dei sindaci facente funzioni del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Paolo Brunetti e Carmelo Versace. “Una serata magica – ha affermato la Presidente – un momento che ci ha riempito il cuore di emozioni e che ci invoglia a fare ancora di più e meglio. Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di realizzare, nel tempo, un prodotto cinematografico che riguardi la vita di Italo, utilizzando le suggestioni venute fuori anche nel corso di questa serata, per rappresentare l’eredità morale, politica ed umana che ha lasciato all’intera comunità reggina”. Ad accompagnare l’iniziativa, la musica dei maestri Pasquale Faucitano, Alessandro Carere e Graziella Danieli, componenti dell’orchestra del Teatro Francesco Cilea.
Il libro è un racconto della vita del “Sindaco della Primavera”, un viaggio emozionale intenso nell’intimità più profonda di chi ha guidato la città a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, portandola alla ribalta del Paese quale modello per l’intero Mezzogiorno. Una sorta di poemetto biografico, quello scritto da Caccamo, che, pagina dopo pagina, tratteggia un ritratto del profilo pubblico e privato di Italo Falcomatà, il sindaco, il professore, il marito, il padre che ha vissuto al servizio della sua comunità, con amore e devozione, fino al suo ultimo respiro.
«Un esempio necessario – lo definisce l’autore Michele Caccamo – che deve essere ricordato e insegnato ai giovani». Un libro che nasce quindi dal bisogno di avere «riferimenti buoni, positivi e onesti come fu appunto il sindaco di Reggio Calabria».
Per Antonio Decaro, Italo Falcomatà, «è stato una bussola per tanti politici e amministratori». «Ha vissuto – ricorda il presidente di Anci – la stagione del passaggio all’elezione diretta del sindaco, fino a quel momento appannaggio dei consigli comunali. A distanza di 30 anni, quella norma si è rivelata importante perché ha cambiato il modo di fare politica». «Per noi ragazzi, per il Meridione e per una terra meravigliosa come questa – ha detto – Italo Falcomatà è stato un esempio. Spero che tanti giovani si possano avvicinare alla politica perché è una cosa bella e serve a migliorare le condizioni di vita della comunità dove si nasce e cresce. E Italo Falcomatà lo ha fatto».
Commossa la testimonianza di Sergio Abramo, un amico di Italo Falcomatà nonostante le differenze politiche, e geografiche, che hanno caratterizzato le loro esperienze amministrative alla guida delle città di Catanzaro e Reggio Calabria: «Sono orgoglioso di aver ricevuto l’invito dalla presidente Rosetta Neto e dalla famiglia Falcomatà. Quella con Italo è stata un’amicizia forte. Posso dire che, per me, è stato un fratello». «Nella mente – ha aggiunto – sono ancora vivi quegli anni passati insieme da sindaci. E’ un ricordo che non si può cancellare». Fra i molti aneddoti che hanno contraddistinto un legame autentico, Abramo ne ha citato uno in particolare: «Mi telefonò per dirmi che aveva avuto conferma della visita a Reggio del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Con mia grande meraviglia, mi volle al suo fianco come idillio di una regione che non viveva più alcun conflitto». «Era il nostro progetto», ha spiegato l’ex sindaco di Catanzaro rievocando «l’intento di riunire i capoluoghi e far finire l’epoca del campanilismo che ha rovinato la nostra Regione e per la quale non si è riusciti a fare una programmazione capace di dare una risposta concreta ai calabresi». «Era un desiderio – ha concluso Sergio Abramo – che avevamo e volevamo portare avanti. Riuscimmo anche a coinvolgere i sindaci di Cosenza, Crotone e Vibo e, tutti insieme, avevamo designato Italo Falcomatà quale candidato alla presidenza della Regione. Non ci fu il tempo. La malattia spazzò via i sogni di un uomo buono e le speranze della Calabria intera».
In conclusione, a margine dell’evento di presentazione, Giuseppe Falcomatà, a nome della Fondazione, ha ringraziato gli ospiti, spiegando poi il senso di pubblicare una biografia di Italo Falcomatà ad oltre 20 anni dalla sua morte: «L’opera, in qualche modo, rappresenta la sua eredità politica e, per questo, doveva rimanere scevra da ogni momento emozionale. C’è, ovviamente, una componente importante di sentimento, ricca di episodi ed esperienze di vita sconosciuti ai più, ma utile a far capire come si sia formato il suo pensiero politico e come sia stato messo in atto nella sua esperienza politico-amministrativa».
«Uno degli obiettivi di questo libro – ha affermato – è trarne una sceneggiatura per un prodotto cinematografico, anche perché contiene molta attualità. Vengono raccontate molte cose che Italo Falcomatà aveva preconizzato, rispetto alle quali è stato anche precursore. Leggerlo ci può riportare a quella che, effettivamente, è stata la sua visione pionieristica e, in una certa misura, utopica, ma che, col passare degli anni, si è trasformata in realtà. Penso ad un’unica comunità metropolitana, all’idea che Reggio ed i Comuni vicini potessero lavorare in sinergia, al dialogo fra le città calabresi ed all’importanza imprescindibile di un’unione con Messina che fosse, prima di tutto, culturale».
L’unanimità della Conferenza metropolitana ha espresso parere favorevole al Piano Strategico metropolitano che, adesso, passa al vaglio definitivo del Consiglio. Il disco verde è arrivato da tutti i Comuni presenti, rappresentativi del 77% della popolazione complessiva del comprensorio metropolitano. Soddisfazione è stata espressa dal consigliere delegato alla Pianificazione Strategica, Giuseppe Giordano, che ha salutato «l’apertura di una fase nuova che conduce, consapevolmente, verso l’obiettivo qualificante che punta al consolidamento di una vera e autentica cittadinanza metropolitana».
«Sono grato – ha detto – a tutti coloro i quali hanno suggellato, con la loro presenza e col loro voto, questo percorso. Ringrazio quanti hanno lavorato alacremente ed hanno consentito che questo traguardo vedesse finalmente la luce ed una citazione specifica la riservo al dirigente Pietro Foti, all’intero Ufficio del Piano ed al Rup Nunzio Pannuti. Il parere favorevole della Conferenza segna una tappa significativa di un tragitto che punta ad un orizzonte solido e lontano, che deve essere la chiave di volta per la rinascita del nostro territorio». «La vera sfida – ha continuato Giordano – partirà nelle prossime settimane, quando inizieremo a dare corpo e forma ad uno strumento che vede protagonista l’intera comunità metropolitana».
In apertura della seduta, lo stesso consigliere Giordano aveva illustrato il Piano strategico ai rappresentanti della Conferenza metropolitana parlando di un documento «flessibile, di orizzonte, di orientamento, che mette a fuoco le potenzialità del territorio e individua una visione strategica del presente proiettata al futuro». Un Piano che «nasce da precisi presupposti di metodo, passati da un processo circolare di inclusione e conoscenza integrata». Prima fra tutte la collaborazione con Svimez, il cui direttore nazionale, Luca Bianchi, presentò il testo alla Cabina di regia cui presero parte i maggiori attori sociali, imprenditoriali, sindacali, accademici e datoriali del territorio.
Il consigliere Giuseppe Giordano, nel ringraziare il lavoro prodotto dai Delegati che lo hanno preceduto, Giuseppe Marino e Fabio Scionti, ma anche l’indirizzo politico a suo tempo fornito dal sindaco Giuseppe Falcomatà, ha quindi sottolineato «i momenti di partecipazione che hanno costituito l’ossatura del Piano: dal tavolo di partenariato socio-economico, ai tavoli tematici, alle riunioni con i Comuni nelle cinque macroaree fino ai laboratori territoriali che hanno raggiunto circa 30 mila interazioni sui social».
Sollecitazioni che, secondo il consigliere delegato, «hanno dato un impulso ai principi di identità territoriale, innovazione ed accessibilità che rappresentano il fulcro di un Piano che esprime al massimo lo straordinario potenziale della Città Metropolitana di Reggio Calabria, la sola in Italia ad avere al suo interno un Parco nazionale, biodiversità e varietà territoriali uniche e preziose».
L’Aspromonte, dunque, che diventa «simbolo d’identità, luogo da esplorare, esaltare, tutelare e proteggere». Ma non solo: «Lo Stretto, la cultura, le tradizioni, le radici grecaniche, il bergamotto, l’entroterra rurale che è testimonianza di un mosaico di popoli che hanno costruito, attraverso un percorso plurisecolare, la Città Metropolitana che viviamo. In tutto questo, si inseriscono i valori dell’accoglienza, le straordinarie ricchezze archeologiche, paesaggistiche e naturali». «Il Piano strategico – ha spiegato Giordano – non fa solo narrazione, ma mette a sistema puntando su innovazione, sostenibilità, accessibilità e riduzione del “digital divide”». Fra le linee guida, poi, «si individuano governance, legalità, sicurezza, cittadinanza, responsabilità e benessere della collettività».
Anche il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, si è detto soddisfatto dell’esito della Conferenza, condividendo l’impostazione fornita da Giordano e riconoscendo come, alla base del Piano strategico, ci sia «un chiaro e netto lavoro di condivisione che ha coinvolto davvero tutti in un processo certosino ed articolato, frutto del percorso tracciato nelle linee mandato e nell’attività svolta dal sindaco Giuseppe Falcomatà che, sul punto, tanto ha costruito insieme agli ex consiglieri delegati Fabio Scionti e Giuseppe Marino».
Al termine della votazione, hanno offerto un contributo i sindaci Pierpaolo Zavettieri, Michele Conia, Sandro Repaci, Francesco Cagliuso e Nino Micari. In conclusione, il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, ha portato all’assise l’esperienza del proprio Comune dopo l’adesione ad Arrical e la convenzione sottoscritta con Sorical.
“Esisto ma non vivo” è un cortometraggio sociale sulla sessualità secondo il punto di vista di un ragazzo con disabilità, prodotto da Creatività Automatica e diretto da Marco Martire. Lunedì 17 aprile, alle ore 12, presso la Biblioteca comunale di Casali del Manco avrà luogo la conferenza stampa di presentazione del progetto. Il giorno dopo, il 18 aprile alle ore 21 invece, la proiezione al cinema Garden di Rende.
“Un tentativo originale e ambizioso di affrontare i pregiudizi che accompagnano l’esistenza di chi è affetto da disabilità, con l’obiettivo di generare maggiore consapevolezza rispetto a tale condizione, dando una voce proprio a chi in prima persona si trova ad affrontare i problemi della disabilità”, hanno avuto modo di annunciare i protagonisti del progetto. Il corto è stato realizzato dall’associazione cinematografica “Creatività automatica” e diretto da Marco Martire (anche presidente della stessa) con la preziosa assistenza di Caterina Misasi (aiuto-regista), affermata attrice professionista. Esso è tratto da un’idea di Davide Carpino, giovane attore cosentino con disabilità, che interpreta il protagonista della storia. Le scene del cortometraggio sono state girate nella provincia di Cosenza: teatro Rendano, cinema Andromeda, corso Mazzini, Casali del Manco.
L’autore della storia, Davide Carpino, attore della grande commedia teatrale in vernacolo Cosentino: “Conzativicci” ha deciso di impegnarsi in questa sua nuova esperienza cinematografica come protagonista (Dante), insieme ad Angela Ferlaino (Rossana), altra protagonista del corto, attrice del film “Valzer”, “Belle Da Morire” e “Fallo”. Mentre il giovane e talentuoso regista, Marco Martire, ha cercato di emozionare, tra cuore ed anima.
Alla conferenza stampa partecipano, oltre a tutto lo staff del corto, anche i sindaci di Casali del Manco, Stanislao Martire, e Spezzano della Sila, Salvatore Monaco, che hanno patrocinato l’evento. L’attesa maggiore, ad ogni modo, è poi rivolta alla proiezione al cinema Garden. Ci sarà da sorridere e pensare. “Esisto ma non vivo” colpisce direttamente i sentimenti.
Sabato 15 aprile dalle ore 17 La Strada sarà presente sul Corso Garibaldi, accanto al tapis roulant, con un banchetto in favore della legge di iniziativa popolare contro l’autonomia differenziata. È necessario opporsi con determinazione al progetto di Autonomia Differenziata che minerebbe l’unità del Paese, relegando sempre più il Sud e la Calabria alla marginalità. Verrebbe sancita una frattura di fatto tra Settentrione e Mezzogiorno, attuando una “secessione dei ricchi” a tutto discapito dell’accesso ai diritti nelle aree più svantaggiate del Paese. Per questo è importante firmare e far conoscere i rischi cui è esposta l’unità sostanziale della Repubblica. Perché scuola, sanità, tutela del lavoro, infrastrutture e previdenza siano competenza dello Stato. Per l’uguaglianza dei diritti e l’uniformità dei servizi in ogni parte d’Italia.
Per ridare voce ai cittadini.
L’unità della Repubblica è in sofferenza, a rischio. Ce ne rendiamo conto quotidianamente in una terra trasformata in periferia, in cui gli ospedali e le guardie mediche chiudono, in cui chiudono le scuole, in cui per godere dei propri diritti bisogna andare al Nord. È il momento di dire basta, è il momento di non piegarsi al progetto di Autonomia Differenziata! Noi ci siamo, con la presenza del consigliere comunale Saverio Pazzano raccoglieremo le firme, perché dai territori venga la proposta di un Paese unito, giusto, equo.