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Proseguono i lavori per il completamento della nuova Palestra di San Giovannello.
Dopo le difficoltà vissute dal cantiere, per un fermo imprevisto dei lavori, l’intervento è ripreso e procede speditamente.
Il delegato allo Sport del Comune Giovanni Latella, nel corso di un recente sopralluogo, ha espresso soddisfazione per l’andamento dei lavori, ringraziando i tecnici e l’impresa per l’attività in corso.
Ultimata la copertura e la muratura esterna della struttura, gli spazi riservati ai sanitari e agli spogliatoi, si sta procedendo in questi giorni con la realizzazione delle gradinate interne della struttura. Il progetto prevede la realizzazione di un vero e proprio Palazzetto dello Sport, dotato di tutti i servizi, campi polivalenti per diversi sport indoor, oltre che delle gradinate per l’accesso del pubblico.
“Continuiamo a vigilare su un cantiere al quale teniamo molto – ha affermato il Consigliere delegato allo Sport – dopo le difficoltà tecniche vissute in passato oggi l’intervento sta procedendo in maniera spedita. Il nostro obiettivo è quello di completare la struttura secondo il cronoprogramma previsto, per consegnare al quartiere, e all’intera comunità cittadina, una struttura sportiva moderna, ampia e polifunzionale. E’ un intervento che si aggiunge ai tanti in fase di completamento in ambito sportivo, come i Campi di Ciccarello, di Pellaro e di Catona”.
Comune di Reggio: Giunta approva le agevolazioni per la sosta dei veicoli ecologici
La Giunta comunale, con delibera n. 63 del 31 marzo 2025, ha approvato la proroga delle agevolazioni tariffarie per la sosta su suolo pubblico dei veicoli ecologici.
L’iniziativa, già precedentemente adottata negli ultimi anni, è stata estesa fino al 31 marzo 2026 con l’obiettivo di incentivare la mobilità sostenibile e ridurre l’inquinamento urbano.
Misure confermate
Esenzione totale dalla tariffa di sosta per i veicoli full hybrid, elettrici e a idrogeno, inclusi quelli di cittadini non residenti a Reggio Calabria;
Tariffa agevolata di 200 euro all’anno per i veicoli hybrid, mild hybrid, a metano e GPL destinata ai residenti nella Città Metropolitana di Reggio Calabria.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche di mobilità sostenibile promosse dall’Amministrazione comunale, in linea con l’Agenda 2030 dell’ONU e la Direttiva Europea 2009/33/CE, che incentivano l’uso di veicoli a basso impatto ambientale.
Il provvedimento si propone di:
Ridurre i costi ambientali, sociali e infrastrutturali del traffico veicolare e della sosta gratuita su suolo pubblico;
Ottimizzare la domanda di sosta minimizzando l’impatto sull’ambiente urbano;
Migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso un uso razionale del territorio;
Disciplinare la sosta per favorire la mobilità pedonale;
Razionalizzare gli spazi di sosta, migliorando la fluidità della circolazione e favorendo l’utilizzo di aree pedonali e ciclabili.
Gestione e modalità di accesso
L’A.T.A.M. S.p.A. sarà responsabile della gestione delle procedure per il rilascio dei contrassegni di sosta e dell’attuazione delle misure previste. Il provvedimento non comporta oneri di bilancio per il Comune e non incide sulle entrate derivanti dalla sosta a pagamento.
L’Amministrazione invita cittadini e visitatori a usufruire di queste agevolazioni, contribuendo così alla realizzazione di una città più pulita e sostenibile.
Modalità di richiesta del permesso
I cittadini interessati potranno presentare domanda esclusivamente online sul sito www.atam.rc.it/html/sosta_titoli.html dove ci sono dettagli a modalità di adesione al provvedimento.
Le agevolazioni sono valide per auto di proprietà, in leasing o in comodato, previa indicazione nella domanda.
Sono state fornite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali le prime indicazioni operative sui principali interventi attuati con il Collegato Lavoro (L. n. 203/24), in vigore dal 12 gennaio scorso. Lo rende noto lo stesso Ministero con la circolare n. 6 del 27 marzo scorso.
In particolare, il documento si sofferma sulle novità in materia di somministrazione di lavoro, lavoro stagionale, periodo di prova, comunicazioni in materia di lavoro agile e dimissioni per fatti concludenti. In tema di somministrazione, viene soppressa la disciplina transitoria che permetteva alle agenzie di somministrazione di superare il limite dei 24 mesi, anche non continuativi, per le missioni a termine di uno stesso lavoratore, anche nel caso in cui fosse stato assunto a tempo indeterminato dall’agenzia. Superato tale limite, l’utilizzatore dovrà assumere direttamente il lavoratore, salvo le missioni in corso al 12 gennaio 2025, che potranno proseguire fino al 30 giugno senza conseguenze sul piano della trasformazione del rapporto. Vengono inoltre ampliate le esclusioni dai limiti quantitativi di utilizzo della somministrazione, estendendole anche alle categorie di lavoratori già escluse dai limiti del lavoro a termine (es. attività stagionali, start-up, lavoratori over 50) e ai lavoratori somministrati assunti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il lavoro stagionale, una norma di interpretazione autentica chiarisce che, oltre alle attività previste dal D.P.R. 1525/63, rientrano tra le stagionalità anche quelle individuate dai contratti collettivi stipulati da organizzazioni comparativamente più rappresentative, purché collegate a intensificazioni produttive o a specifici cicli di mercato.
Nuove regole anche per il periodo di prova nei contratti a termine: per i rapporti fino a 6 mesi la durata dovrà essere compresa tra 2 e 15 giorni; per quelli tra i 6 e i 12 mesi potrà arrivare a 30 giorni. La durata viene calcolata in base a un criterio proporzionale, un giorno di prova ogni 15 di calendario. In materia di lavoro agile, viene fissato un nuovo termine di cinque giorni per la comunicazione obbligatoria dell’avvio, della cessazione o della modifica dell’accordo, a pena di sanzione amministrativa. La circolare, infine, chiarisce molti punti relativi alla possibilità per il datore di lavoro di considerare come dimissioni implicite l’assenza ingiustificata del lavoratore protratta per oltre 15 giorni, previa comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro. Info dai Consulenti del Lavoro.
Marina di Gioiosa Ionica, Rocco Femia (Cuore e Futuro): “Indispensabile tornare Bandiera Blu già dal 2026”
“Siamo determinati a presentare una seria candidatura per la Bandiera Blu, che rappresenta un obiettivo primario ed importante per il settore turistico locale e che rientra nelle iniziative indispensabili per la valorizzazione del territorio. Marina di Gioiosa Ionica ha perso troppo tempo, occorre un’azione immediata e una programmazione attenta, una visione del futuro fatta con il cuore e le competenze”. Queste le parole di Rocco Femia, candidato a sindaco alle prossime elezioni comunali di Marina di Gioiosa Ionica e primo promotore del progetto “Cuore e Futuro”.
Il programma per la Bandiera Blu nasce nel 1987 con adesioni da ben 49 paesi in tutto il mondo. Lo scopo è quello di promuovere nei comuni costieri e lacustri una gestione sostenibile del territorio, dando uno sguardo particolare alla cura dell’ambiente. Tutti gli anni la Foundation for Environmental Education (FEE), organizzazione internazionale no profit e non governativa che ha la sua sede in Danimarca, assegna questo ambito riconoscimento a quelle spiagge che hanno dei parametri ben precisi. Il controllo è fatto dalla stessa FEE sulla base di una documentazione che va presentata entro termini precisi. La valutazione verifica le acque di balneazione, la gestione delle acque reflue e una serie di qualificati servizi offerti.
“Negli ultimi anni – prosegue il candidato a Sindaco – i comuni limitrofi hanno ottenuto questo riconoscimento. L’assegnazione a Caulonia, Roccella e Siderno deve far riflettere perché significa chiaramente che qualcosa da noi è mancato, qualcuno ha fallito la sua funzione amministrativa e politica. Mancanza di lungimiranza? Forse. Ma è tempo di rimboccarsi le maniche, non serve puntare il dito, occorre realizzare progetti ed essere operativi per ottenere un riconoscimento che garantisce un ritorno economico e di immagine importante. Non sappiamo come sia stata affrontata la candidatura 2025, ma siamo sicuri che per il 2026 creeremo un tavolo tecnico per ottenere la Bandiera Blu”.
Questo vessillo in Europa è sinonimo di buoni servizi, acque pulite, strutture accoglienti e buona gestione ambientale. Tutti elementi che piacciono ai turisti italiani ed internazionali. Negli ultimi anni il valore aggiunto della Bandiera Blu concesso alle diverse località turistiche, solo in Italia, ha mosso 30 milioni di turisti stranieri che hanno scelto di trascorrere le vacanze in una delle tante spiagge che vantava questo titolo. Recarsi in una località insignita della bandiera dalla FEE costa realisticamente di più, ma il viaggiatore oggi preferisce investire nella qualità del soggiorno e nelle garanzie sui servizi e la sostenibilità.
“Il turismo – conclude Femia – è una priorità per una località come Marina di Gioiosa, legata geograficamente e culturalmente al mare. Serve però un’azione per allungare la stagione turistica e riuscire, con interventi mirati, a far aumentare le presenze in tutti i mesi. Ben venga l’impegno e la qualità degli eventi organizzati dalle associazioni, ma il programma di manifestazioni culturali ed enogastronomiche, pianificato e programmato per tempo, deve abbracciare tutto l’anno attraverso continui eventi, organizzati insieme agli operatori economici, commerciali, turistici e artigianali presenti sul territorio. Daremo un forte supporto per migliorare ed incrementare la loro attività, per far diventare definitivamente Marina di Gioiosa la meravigliosa Città del Sorriso che ho sempre sognato! Dobbiamo lavorare per portarla ad essere una delle realtà turistiche più importanti del sud Italia. La capacità di essere attrattivi può cambiare le sorti del nostro paese e renderlo una vera perla del Mediterraneo. Marina di Gioiosa dovrà finalmente essere attraente, pulita, organizzata e meta desiderata del turismo nazionale ed internazionale”.
Limbadi: inaugurata la nuova Caserma dei Carabinieri in un bene confiscato”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha partecipato, a Limbadi, all’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri in un bene confiscato alla ‘ndrangheta.
“Ogni bene confiscato che torna a vivere è un simbolo di riscatto, un esempio concreto di come la legalità abbia avuto l’ultima parola sul crimine organizzato”, ha dichiarato il ministro.
“C’è un impegno corale di questo Governo – ha aggiunto – sul tema del contrasto alla criminalità organizzata. Basti pensare che da due anni e mezzo a questa parte sono stati arrestati 95 latitanti di cui 29 appartenenti proprio alla ‘ndrangheta. Numerose sono state le operazioni di polizia. Sono stati sequestrati alle mafie beni per circa 3 miliardi di euro, di cui oltre 700 milioni alla ‘ndrangheta, Sono inoltre stati confiscati beni per un valore di oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro di cui 680 milioni della ‘ndrangheta”.
“Riappropriarsi di ciò che le consorterie hanno sottratto con la violenza e l’intimidazione, anche ambigua e silenziosa – ha aggiunto il ministro – rappresenta una straordinaria opportunità per la rinascita dei territori e delle comunità dove sono collocati. Oggi lo Stato, con questa cerimonia, festeggia il risultato in un’importante battaglia dimostrando ancora una volta che la lotta alla criminalità organizzata rappresenta un’assoluta priorità per tutti noi, e ciò anche con una strategia che intende valorizzare proprio i beni confiscati, impiegandoli in nuovi progetti a favore dei beni comuni. La nuova sede della stazione dei Carabinieri attesta e conferma l’attenzione di tutte le istituzioni coinvolte in un progetto comune nei confronti delle politiche di sicurezza che sicuramente passano anche attraverso strutture idonee e risorse a disposizione degli stessi operatori. Il governo è consapevole che un territorio in mano alla mafia non è libero, i suoi cittadini non sono liberi perché le loro scelte sono sempre influenzate da forme di condizionamento sia esso palese o subdolo”.
“Le mafie – ha detto Piantedosi – impoveriscono i territori e i paesi in cui operano e a trarne beneficio economico sono solo quei pochi coinvolti nel circuito criminale che prosperano e si arricchiscono a discapito della collettività. La risposta passa anche attraverso presidi di sicurezza che contribuiscano ad accrescere nei cittadini la forza di contrastare ogni forma di condizionamento”.
Occhiuto: ” ‘Ndrangheta investe altrove, ma in Calabria lo stigma”
“La ‘ndrangheta ha fatto un danno straordinario a questa regione.Ora investe soprattutto fuori dalla Calabria, in Lombardia, in Veneto, in Germania. Però a noi poi resta lo stigma della regione dove la ‘ndrangheta ha le proprie radici. La Calabria non è solo questo”. A dirlo il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, presente alla cerimonia di inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri di Limbadi, ala quale, oltre Piantedosi, hanno partecipato il comandante generale dell’Arma Salvatore Luongo, della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, della presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo e il sindaco Pantaleone Mercuri.
“La Calabria – ha aggiunto Occhiuto – è fatta di imprenditori come Callipo, come quelli che producono l’Amaro del Capo, è fatta di eccellenze come le università che si segnalano come le prime in Italia. Però, purtroppo, è fatta anche di una ‘ndrangheta ancora molto pervasiva. Ha creato un danno culturale perché ha abituato a pensare che la ‘ndrangheta fosse più forte dello Stato. Oggi lo Stato qui dimostra di essere più presente e più forte della ‘ndrangheta. Grazie anche al supporto del ministro Piantedosi abbiamo deciso di investire 44 milioni di euro per l’utilizzo a fini sociali e per l’utilizzo ai fini di presidi della legalità dei beni confiscati. Abbiamo stipulato un protocollo, anche grazie all’intelligente azione di supporto della sottosegretaria Ferro, e questo protocollo ha consentito di dimostrare ai calabresi ma soprattutto alla ‘ndrangheta che quello che la ‘ndrangheta costruisce lo Stato prende e lo mette a disposizione dei calabresi per fini sociali o per garantire legalità”.
“Vorrei rivolgere un ringraziamento – ha detto il governatore – alle persone più importanti che oggi sono qui in questo bellissimo anfiteatro: ai ragazzi, agli studenti che hanno colorato con i colori dell’Italia questi spalti e che sono qui a festeggiare questa bella giornata. Oggi è una festa della comunità di Limbadi e sono felice che questi giovani siano qui, a dimostrare che la Calabria può vincere rispetto alla ‘ndrangheta se trova la forza di educare i più giovani ad avere un rapporto diverso verso i poteri criminali. A cominciare dal pensare che la ‘ndrangheta non è fatta di persone d’onore. La ‘ndrangheta è fatta di persone senza onore, di persone che hanno disonorato molta parte della Calabria, hanno attaccato questo stigma alla nostra regione. Quindi siate orgogliosi di come siete, della vostra gioia oggi ad essere qui. Siate orgogliosi perché voi potete costruire davvero il futuro di una regione bellissima, straordinaria, che purtroppo non si è sviluppata come poteva per i poteri criminali, perché c’è stata una miopia anche degli uomini della Istituzioni e da parte dei governi nazionali che hanno pensato che siccome in Calabria c’era la ‘ndrangheta nulla si poteva fare”.
“La ‘ndrangheta – ha concluso Occhiuto – non deve diventare un’alibi. La Calabria è una regione che ha tantissime risorse, a cominciare dai suoi giovani più straordinari”.
Generale Luongo: “Nuova caserma rinnova rapporto fiducia con cittadini”
“L’ inaugurazione di una nuova caserma costituisce un evento di alto valore etico, perché rinnova il rapporto di vicinanza e di fiducia che lega i carabinieri alle sue genti. Un rapporto che è fatto di tante cose, ma principalmente di quella attitudine ad essere vicini, a sentirsi parte di una comunità. Comunità che oggi è emblematicamente rappresentate da tantissimi cittadini ma ancor di più da questi ragazzi che rappresentano il futuro, ciò che l’Italia dovrà essere. Grazie oggi per essere qui. Noi impegneremo a fare di tutto perché avrete sempre un’opportunità di crescita nella vostra comunità”. Lo ha detto il comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo.
“Le stazioni carabinieri – ha aggiunto – sono l’espressione più genuina della vocazione di vicinanza ai cittadini dalla quale deriva una funzione insostituibile di protezione, di rassicurazione e di solidarietà Io li considererò luoghi di accoglienza, di ascolto, di inclusione, dove spesso una parola di conforto di fronte ai problemi della vita quotidiana o anche solo una mano tesa fanno la differenza. Si tratta di una missione che acquista maggior valore nei territori come questo, che conoscono la piaga più agguerrita della criminalità organizzata e dove lo Stato non può limitarsi a esercitare un potere esclusivamente repressivo, ma è chiamato a trasmettere fiducia ai cittadini onesti, e ce ne sono tanti, pronti a stravolgere una relazione che li offende”.
“Noi – ha detto Luongo – destiniamo alla collettività un immobile sottratto alla criminalità organizzata. Un atto importante in cui lo Stato si rifà e prende quello che gli è stato tolto. Le consorterie criminali di tipo mafioso condizionano lo sviluppo dei sistemi, incidono sul funzionamento degli apparati pubblici e ostacolano la libera crescita sociale ed economica. Da tempo la logica ‘ndranghetista ha superato la violenza. La criminalità è meno sanguinaria ma più pervicace e determinata ad affermarsi come soggetto economico, capace di interagire con imprenditori e professionisti. Questo è quello che noi dobbiamo guardare, è l’impegno maggiore a cui tendere per evitare che questi legami possono andare avanti. L’individuazione e l’acquisizione di beni appartenenti ai patrimoni illecitamente accumulati è parte integrante della strategia di contrasto dell’Arma dei carabinieri, ha un impatto sulla vita di tutti i giorni, io direi irrompente. C’è una volontà concreta e risoluta di riconvertire in presidi di legalità luoghi evocativi di un potere criminale”, ha concluso il Generale Luongo.
(Crediti Ministero dell’Interno)
Reggio: l’Università Mediterranea inaugura la mostra “I Colori oltre le Mafie”
Esclusi, aggrediti e discriminati. Patrizia D’Aguì del Gruppo Civico ‘Noi Siamo Arghillà’: “Ad Arghillà il teatro della vergogna”
Arghillà, 17 aprile 2025 – “Esclusi, aggrediti e discriminati” – esordisce così Patrizia D’Aguì, Presidente del gruppo civico “Noi Siamo Arghillà – La Rinascita” a margine della riunione convocata dal presidente del Consorzio Ecolandia, Giuseppe Minniti, alla presenza di tutte (o quasi) associazioni del territorio per discutere dell’ordinanza di sgombero che colpirà 110 famiglie del Comparto 6. “ Presenti parte dei residenti del Comparto 6 e le associazioni del Quartiere tranne la nostra Associazione, che è stata deliberatamente esclusa con la presunta accusa di essere una realtà ‘politica’ e dunque non gradita. Niente di più falso!”
“Ebbene, ci chiediamo come mai proprio Minniti, che fino a ieri discuteva con le altre associazioni, presenti oggi alla cosiddetta riunione della vergogna, di progetti ipotetici da avviare dopo l’abbattimento del Comparto 6, che non ha mai alzato un dito per i residenti di quel Comparto, ora si presenti come coordinatore dei tavoli. Promosso a ‘paladino’ da chi? Dal Sindaco Giuseppe Falcomatà e dai suoi alleati politici? Se c’è qualcuno che ha una connotazione politica, non è certo il nostro gruppo civico, ma chi oggi viene inviato come emissario istituzionale da un’amministrazione che per anni ha ignorato le famiglie ora minacciate di sfratto.” – ha dichiarato Patrizia D’Aguì. “Ricordiamo che il Consorzio Ecolandia ha firmato un accordo di partenariato con il Comune di Reggio Calabria per il Progetto FATA. La verità è evidente: si è tentato di silenziare chi, negli ultimi anni, con impegno e responsabilità, ha mantenuto un contatto diretto con il territorio, con queste famiglie, ascoltando i loro problemi, documentando le loro condizioni e portando le loro istanze alle istituzioni. La nostra presenza costante e reale sul territorio, così come il nostro concreto impegno nel processo di regolarizzazione degli abitanti abusivi, è stata volutamente oscurata da chi oggi desidera solo mettere in scena una farsa per salvare la faccia di una politica che ha fallito.”
“Alla riunione della vergogna, dove alcuni giornalisti sono stati letteralmente mandati via, non solo siamo stati esclusi, ma quando ho preso la parola per avere chiarimenti e rivendicare il nostro diritto a partecipare, la situazione è degenerata.” – ha raccontato D’Aguì – “Alcuni individui, sono arrivati a minacciarmi fisicamente. Un comportamento indegno, vigliacco, che mostra il livello di intimidazione e discriminazione a cui siamo arrivati in questo quartiere.
“Insomma, una claque di associazioni, riunite non per risolvere, ma per escludere. Un copione scritto altrove, con un mandante politico preciso, che usa le solite etichette per tentare di screditare chi ha osato dire la verità.” – ha puntualizzato la Presidente D’Aguì – “Ma noi non ci fermeremo. Non sarà certo l’arroganza di chi vuole comandare Arghillà dai salotti del potere a zittirci. Non sarà una mano alzata, né una porta chiusa in faccia, a fermare chi è al fianco degli ultimi, senza fondi, senza convenzioni, ma con coscienza, cuore e coerenza.
“Noi siamo interessati soltanto a una cosa: tutelare i diritti delle famiglie di Arghillà, lottare per il loro benessere e combattere contro le ingiustizie che ogni giorno siamo costretti a vivere. Quello che è davvero “politico” in questa storia è l’atteggiamento di chi cerca di nascondere la realtà, di chi sfrutta la miseria di Arghillà per i propri scopi.” – ha concluso Patrizia D’Aguì – “Noi continueremo a batterci per le famiglie del Comparto 6 e per tutti i cittadini di Arghillà. Non cerchiamo passerelle, cerchiamo giustizia.”
Incontro alla Camera tra l’Amministrazione di Diamante e l’On. Gentile
L’On. Andrea Gentile, deputato di Forza Italia, ha ricevuto presso la Camera dei deputati una delegazione di amministratori del Comune di Diamante, rinomata località del Tirreno cosentino, guidata dal Presidente del Consiglio comunale Mariano Casella e dall’Assessore al Turismo e alle attività istituzionali Francesco Bartalotta.
Durante l’incontro si è tenuto un confronto diretto e approfondito sui principali temi che interessano il territorio, con particolare attenzione alle criticità infrastrutturali, alla programmazione politica settoriale e allo sviluppo turistico della fascia tirrenica calabrese.
“È stato un incontro proficuo e concreto” – ha dichiarato l’On. Gentile – che ha confermato quanto sia fondamentale mantenere vivo il dialogo con le istituzioni locali. “Diamante è il primo Comune che ho voluto attenzionare nell’ottica di una campagna di ascolto incentrata sulla valorizzazione del Tirreno cosentino per troppo tempo trascurato e marginalizzato nel dibattito politico- amministrativo. Solo ascoltando le esigenze dei territori possiamo lavorare insieme per offrire soluzioni e visione per il futuro di importanti realtà che devono divenire volano di crescita e produttività”.
L’On. Gentile ha ribadito il suo impegno a portare in Parlamento le istanze delle relative popolazioni, con l’obiettivo di favorire interventi strutturali e politiche di rilancio per la costa tirrenica calabrese.
Si svolgerà a Reggio, dal 24 al 27 aprile, a Piazza Indipendenza, nei pressi della S.tazione Lido, sito che ha già ospitato il Festival Scirubetta, lo Street food Fest Reggio Calabria. Una mostra con specialità enogastronomiche reggine, iniziative che darà ritorno in d’immagine ed economia per l’intero territorio.
La Città Metropolitana ha scelto di puntare su un evento già provato in altre città italiane con un enorme successo in termini di promozione territoriale.
“Ampliamo l’offerta per cittadini, turisti e appassionati un evento che si inserisce nel più ampio programma di iniziative che stiamo programmando per la primavera reggina, a cavallo tra festività importanti come il San Giorgio, la Festa della Liberazione, la Festa dei Lavoratori ed altre ricorrenze cittadine, e che ha anche una grande rilevanza culturale finalizzata al rilancio delle eccellenze enogastronomiche locali, sempre più ricercate ed apprezzate”, ha dichiarato il Sindaco Falcomatà.
“Il format già presente, da quasi un decennio, nella dirimpettaia Messina, ha prodotto fino a 120 mila presenze con la partecipazione attiva di 53 street food blogger ed una copertura mediatica imponente, capace di coinvolgere professionisti del settore di tutta Italia.Si comprende, dunque, l’enorme potenzialità di un festival fin qui mai realizzato nella nostra città e che può, concretamente, esaltare le competenze e le abilità dei nostri operatori ed i prodotti identitari del territorio”, ha concluso Falcomatà.