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il Vice Sindaco Metropolitano con delega alla viabilità, Carmelo Versace, tramite un comunicato, annuncia il completamento dei lavori i lavori sulla Strada Provinciale 95, di Bivongi.
“Si sono conclusi i lavori di bitumazione, pulizia, ricostruzione dei parapetti con installazione delle barriere di sicurezza sulla SP 95 . I lavori, per un importo di 227.626,53 euro, comprensivo di iva ed oneri si perfezioneranno con l’installazione della segnaletica orizzontale e verticale, ancora in fase di ultimazione.”, dichiara Versace.
“Non ci fermiamo per le nostre strade – afferma il Vice Sindaco Metropolitano con delega alla viabilità- i lavori vengono costantemente monitorati per garantire il ripristino della viabilità in piena sicurezza per i nostri cittadini ed i tanti lavoratori e studenti che giornalmente percorrono le nostre strade.”,
“La Città Metropolitana di Reggio Calabria dimostra grande sensibilità e vicinanza al territorio, intervenendo tempestivamente e cercando, nonostante le poche economie disponibili, di dare riscontri celeri su tutte le strade del comprensorio metropolitano. Un ringraziamento al settore viabilità ed al Dirigente Benestare per l’attenzione costante, conclude Versace, per il lavoro svolto con impegno e professionalità , fondamentale per il buon esito degli interventi.”, conclude il Vicesindaco Versace.
Rosarno: confiscati immobili ed imbarcazione per 200 mila € ad un narcotrafficante ed usuraio legato alla cosca Bellocco
I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Firenze e Reggio Calabria, unitamente a personale dello S. C. I. C. O. , con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di confisca di secondo grado emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione della Corte d’Appello reggina che, in prosecuzione dell’iter processuale, sulla base della normativa prevista dal c. d. “Codice Antimafia”, ha disposto l’applicazione della misura personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza (per 4 anni) e di quella patrimoniale relativamente a beni per un valore complessivamente stimato in circa 200 mila euro in capo ad un narcotrafficante e usuraio calabrese contiguo alla cosca della ‘Ndrangheta dei “Bellocco” di Rosarno.
Il patrimonio confiscato era già stato acquisito con una confisca di primo grado disposta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria nel settembre 2024, a conferma integrale che il patrimonio aziendale, direttamente e indirettamente nella disponibilità del predetto, comprensivo di un’imbarcazione destinata alla pesca della lunghezza di 16 metri circa, tre autoveicoli, un fabbricato e disponibilità finanziarie, fosse sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.
La figura criminale del “proposto” era emersa – allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – nell’ambito delle operazioni denominate “Magma”, condotta dal G. I. C. O. di Reggio Calabria sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, “Erba di Grace” e “Buenaventura”, eseguite dal G.I. C. O. di Firenze, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano.
In particolare, a seguito dell’operazione “Magma”, conclusasi nel mese di novembre 2019 con l’esecuzione di 45 provvedimenti cautelari, il soggetto è stato condannato per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Nell’ambito dell’operazione “Erba di Grace”, il soggetto è stato condannato, in secondo grado, alla pena di 4 anni di reclusione per il reato di traffico di stupefacenti.
Infine, a valle dell’operazione “Buenaventura”, il proposto è stato condannato, in primo grado con il rito abbreviato, alla pena di 8 anni di reclusione per aver posto in essere manovre estorsive aggravate dal metodo mafioso funzionali al recupero di un credito usuraio accordato ad un imprenditore del senese attivo nel settore tessile, al quale aveva applicato tassi di interesse annuali che arrivavano fino a oltre il 66% su base annua.
In relazione alle risultanze delle attività di cui sopra, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in stretta sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nel quadro delle attività finalizzate al contrasto degli interessi economico-imprenditoriali della criminalità organizzata, ha delegato i Nuclei di Polizia Economico Finanziaria – G. I. C. O. di Reggio Calabria e Firenze a svolgere apposita indagine anche di carattere economico – patrimoniale, finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato soggetto, di misure di prevenzione personali e patrimoniali.
Sul punto, la Corte d’Appello di Reggio Calabria, all’esito dell’esame dell’impugnazione, da parte del “proposto” e dei “terzi interessati”, della confisca disposta dal Tribunale reggino, nonché degli ulteriori accertamenti economico-finanziari svolti dai GG.I. C. O. dei Nuclei PEF di Firenze e Reggio Calabria, ha rigettato gli appelli del “proposto” e della moglie ritenendoli infondati e confermato la ricostruzione patrimoniale operata dalla Guardia di Finanza.
Le risultanze delle attività eseguite e degli elementi probatori acquisiti saranno ulteriormente vagliati in attesa dell’eventuale provvedimento definitivo.
L’attività di servizio in parola testimonia ancora una volta l’attenzione della Guardia di Finanza e delle Procure della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e Firenze che continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’obiettivo di restituire legalità e trasparenza al tessuto economico.
Reggio Live Fest: in 30000 per il concerto di chiusura di Serena Brancale
Grande successo per il Reggio Live Fest 2025 che in 7 giorni ha attirato oltre 100.000, 30.000 solo ieri sera per il live di chiusura di Serena Brancale, hanno invaso il Lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria, il dannunziano chilometro più bello d’Italia, il grande festival ideato e diretto da Ruggero Pegna ed organizzato con il contributo della Regione Calabria (Eventi di Grande Interesse Turistico – Pac Calabria 2014/2020 – brand Calabria Straordinaria) e la compartecipazione di Comune e Città Metropolitana di Reggio, brand Reggio Calabria Cuore del Mediterraneo ed Anima Autentica.
“Superato il record di spettatori dello scorso anno grazie ad un programma che ha unito storia, innovazione, attualità musicale, abbracciando vari gusti, tendenze, sensibilità, target ed età”, afferma Pegna.
“Richiamando il successo di Serena Brancale – continua il promoter – ci abbiamo messo ‘anema e core’ per realizzare un’edizione straordinaria. E’ stato emozionante vedere sotto il palco ogni sera facce diverse, quelle di tante generazioni, dai più piccoli con Settembre, ai ragazzi con Fred De Palma, i Patagarri, Serena Brancale, a quelle di varie età con Irene Grandi, Raphael Gualazzi, la Bandabardò e l’omaggio di Maurizio Vandelli a Lucio Battisti. Questo festival ormai è un Patrimonio di Reggio, con la spettacolare location del Lungomare, e dell’intera Calabria, che si propone anche nel mese di settembre come meta turistica d’eccezione, ricca di bellezze paesaggistiche, beni storici e culturali, condizioni metereologiche da piena estate, tipicità enogastronomiche e tanta musica dal vivo! Ringrazio per il prezioso sostegno il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, l’Assessorato Regionale al Turismo e il Sindaco Giuseppe Falcomatà, per il contributo e la collaborazione di Comune e Città Metropolitana, condividendo anche le scelte di fare coincidere il Festival con le Festività Mariane, triplicando l’offerta musicale e di effettuarlo sul Lungomare, la migliore cornice che la Calabria possa offrire ad un Festival che si propone di ottenere grandi numeri di pubblico, risonanza e impatto mediatico nazionale e internazionale”.
Giunto alla nona edizione, il Reggio Live Fest anche quest’anno ha proposto una settimana di grandi concerti, tra nomi storici e novità della musica italiana e internazionale, che si sono conclusi con il live nuovo e originalissimo di Serena Brancale, la regina del 2025, una delle voci più apprezzate del panorama musicale contemporaneo, accompagnata da tre coriste, cinque musicisti quattro ballerine e due special guest che hanno aperto la serata, Vito e Glam. Un live spettacolare anche scenograficamente, impostato come un grande musical, arricchito da immagini suggestive che scorrevano sul gigantesco ledwall e dai colori di effetti luci studiati per creare un’atmosfera davvero speciale. Applausi, cori, urla dei fan,spettatori hanno accompagnato le circa due ore di concerto, tra vecchi e nuovi successi, tra cui le hit del 2025, Serenata e Anema e core , brano che ha chiuso il concerto tra scoppiettanti fuochi d’artificio che hanno illuminato magicamente lo Stretto. Da vera mattatrice e padrona del palcoscenico, la Brancale ha dato vita ad un vero spettacolo, confermando tutto il talento che le ha fatto conquistare palchi internazionali di prestigio come i celebri Blue Note Club di Tokyo, Shanghai, Seul e New York. Al Reggio Live Fest ha portato il suo mix travolgente di pop, jazz, soul, elettronica, dialetti e groove, lasciandosi anche ad improvvisazioni, come il brano composto sul palco per Rosario, uno spettatore in prima fila che insisteva a rivolgerle complimenti. Emozionanti gli omaggi alla sua maniera dedicati a Pino Daniele e Lucio Dalla, che hanno strappato lunghissimi e sentiti applausi.
Il Reggio Live Fest 2025 diventerà uno speciale di Elena Presti, la brava e nota conduttrice che ha introdotto ogni live, per Gran Galà Italia trasmesso a livello nazionale da oltre 100 emittenti.
Calato il sipario sui festeggiamenti mariani settembrini, è tempo di rimettersi in cammino. Proprio come i pastori di dannunziana memoria: settembre, andiamo. È tempo di migrare…
E la malinconia, che c’assale allorquando prendiamo consapevolezza che la quotidianità, con fatiche e abitudini, torna prepotente a far capolino nella vita nostra, può, però, almeno per il popolo nato alla Vita a Reggio Calabria e limitrofo territorio metropolitano, venir, come dire, resa accettabile, dall’imminenti vivificarsi del quindicesimo Festival “Reggio in Jazz”, ideato e realizzato dall’associazione culturale Naima, presieduta da Peppe Tuffo.
Tre magiche serate, dislocate tra gl’inizi d’ottobre e il tramonto novembrino, che offriranno, agli appassionati ed ai curiosi, l’opportunità di ricaricar le pile dopo settimane di, forse, sfiancante routine giornaliera.
Ed oggi, a poco meno tre settimane dal via, vogliamo condurre lettori e ipotetici spettatori dietro le quinte del primo evento, calendarizzato per il 4 d’ottobre, alle ore 21,15 e al CineTeatro Odeon.
A salir sul palcoscenico saranno il sassofonista e clarinettista di Chicago Chico Freeman e il pianista romano Antonio Faraò. E con loro Tommaso Scannapieco al double bass e Lorenzo Tucci alla batteria.
Freeman, classe 1949, figlio dell’altrettanto famoso Von Freeman, è stato un esponente di spicco dell’avanguardia americana della fine degli anni ’70 e ’80. Preziose le sue incisioni e le sue collaborazioni. La sua prima registrazione come leader è stata Morning Prayer nel 1976, con cui ha vinto il New York Jazz Award nel 1979. Divenne famoso alla fine degli anni ’70 come parte di un movimento che includeva personaggi come Wynton Marsalis, innovatori ma strettamente legati alle tradizioni del jazz.
All’inizio degli anni 2000, con dozzine di registrazioni come leader alle spalle, Freeman si trasferì da New York in Europa per iniziare un nuovo capitolo della sua vita: la sua curiosità di esplorare lavorando con musicisti diversi, vivendo in culture diverse e sfidando sé stesso per essere migliore di quello che era.
Ha suonato con maestri come McCoy Tyner, Elvin Jones, Jack DeJohnette, Sam Rivers, Sun Ra, Dizzy Gillespie, Wynton Marsalis, Art Blakey, Don Pullen e tanti grandi del jazz, oltre a guidare propri gruppi, sempre spinto a ricercare, culture diverse e creare nuove vie di espressione con il suo stile energico ed esplorativo. Un concerto leggendario del 1982, alla Carnegie Hall per il Kool Jazz Festival lo vede protagonista di un gruppo di 17 giovani musicisti emergenti (The Young Lions): un gruppo acclamato dai critici come la più brillante speranza del jazz negli anni ’80 – Chico Freeman, Wynton Marsalis, Paquito D’Rivera, Kevin Eubanks, Bobby McFerrin e altri – e che ha visto l’uscita di un doppio album che fu definito dal New York Times uno dei migliori dell’album di quell’anno.
La sua ultima incisione è del 2015, Spoken Into Existence, registrato con Antonio Faraò, e ha dimostrato di essere ancora una forza da non sottovalutare. Se quattro decenni fa veniva soprannominato un “giovane leone” per la sua partecipazione alla registrazione del 1982, Freeman ora merita di essere definito un “maestro del suo strumento”. E ancora oggi Freeman resta un punto di riferimento per la musica d’avanguardia. Tra l’altro, questo disco segna l’inizio di una lunga collaborazione ancora attiva, con il pianista italiano.
Ed ora, avanti con il pianismo di Antonio Faraò, uno dei grandi maestri dello strumento, conosciuto ed apprezzato di sicuro all’estero, ma, forse, ancora troppo poco in Italia. “Non mi capita spesso di essere sorpreso da registrazioni di musicisti, come lo sono stato quando per la prima volta ascoltai uno degli ultimi CD di Antonio Faraò. Ciò che mi ha colpito è stata la sensazione che ho sentito dentro di me. C’è talmente tanto calore, convinzione e grinta nel suo modo di suonare. Mi ha immediatamente attratto la sua concezione armonica, la gioia dei suoi ritmi e il suo senso di swing, la grazia e il candore delle sue linee melodiche improvvisate. Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande”. Queste sono le parole di apprezzamento di Herbie Hancock, che nel 2015 e nel 2018 lo ha coinvolto nell’International Jazz Day, prima a Parigi e successivamente a San Pietroburgo, dove si è esibito insieme a Wayne Shorter, Marcus Miller, Al Jarreau, Kurt Elling, Brandford Marsalis, Terri Lyne Carrington e tanti altri musicisti.
Ha suonato con i più prestigiosi artisti. È da annoverare senza dubbio fra i musicisti europei che hanno raggiunto uno standard espressivo al livello degli americani. Il suo stile è inconfondibile: una brillantezza tecnica con un’impetuosa carica emotiva, una notevole vena compositiva e un travolgente senso ritmico.
Romano, classe ’65, è nato in una famiglia dalle radici musicali ben salde (la mamma, nota pittrice e poetessa, e il padre, batterista jazz). La carriera solistica di Antonio Faraò è ricca di successi sin dal principio. Ricordiamo la vittoria, ottenuta nella categoria “Nuovi Talenti”, al referendum indetto dalla rivista “Musica Jazz” nel 1991, e la partecipazione a numerosi festival internazionali nei quali ha potuto suonare a fianco dei maggiori maestri del jazz contemporaneo.
A suggellare un percorso musicale di per sé straordinario, nel 1998 arriva il più prestigioso dei riconoscimenti: il primo premio al “Concorso Internazionale Piano Jazz Martial Solal”, indetto dalla Città di Parigi ogni 10 anni. Nel 2019 riceve a Parigi dai membri della SACEM (Società francese degli Autori Compositori e Editori di Musica) il premio ACEG come miglior pianista. Faraò è ritenuto, a ragione, “uno dei musicisti italiani più apprezzati al mondo, un talento considerato unico nel suo genere, sia per la grande carica ritmica sia per il suo funambolico e spettacolare virtuosismo”. (cit.: La Nazione).
Insomma, se straordinario sarà il quartetto che calcherà il proscenio dell’Odeon, imperdibile è quel che accadrà quella sera: l’omaggio a John Coltrane, con intensi intrecci musicali e la possibilità, più unica che rara, di rivivere le atmosfere dei locali jazz americani degli anni ’50 e anche dei ‘60.
Pertanto, arrivederci al 4 d’ottobre, per ricominciare a rivivere quelle emozioni che solo Reggio in Jazz – anche quest’anno reso vivo “anche grazie al concreto contributo della Fondazione Carical, presieduta da Gianni Pensabene”, come sottolineato dal coordinatore di Naima, Antonio Maida – sa regalare. Provare per confermare!
I Carabinieri dei Nuclei Carabinieri Forestale di Roccella Ionica, Brancaleone e Locri, diretti dalla Procura della Repubblica di Locri, hanno tratto in arresto in flagranza di reato due uomini per il reato di coltivazione di cannabis sativa, con finalità di spaccio.
Nell’ambito dei controlli del territorio in un terreno demaniale nell’Agro di Roccella Jonica i Militari rinvenivano una piantagione di cannabis, disposta su più terrazzamenti e costantemente irrigata con un elaborato sistema a goccia con rilascio graduale dell’acqua.
Il luogo prescelto si trova in una zona impervia e difficilmente raggiungibile, sperando quindi di sottrarsi ai controlli delle Forze dell’Ordine.
La piantagione individuata è stata oggetto di costante monitoraggio con impiego di impianti di ripresa e servizi mirati di pattugliamento.
Nel corso di tali attività, i Militari verificavano la presenza di due soggetti, all’interno del sito, intenti a tagliare i germogli più maturi riponendoli poi in grandi sacchi neri.
L’intervento immediato consentiva l’arresto in flagranza di reato e il sequestro di 162 piante di cannabis sativa a livello di maturazione, oltre che di una bilancia meccanica e attrezzature per la potatura.
95 piante sono state bruciate sul posto e le restanti, intere e cimali, messe a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il narcotest ha dato esito positivo indicativo della presenza di principio attivo THC della marijuana o dei cannabinoidi in generale.
La piantagione sequestrata comprendeva piante di marijuana ormai mature pronte per essere raccolte e destinate ad alimentare il mercato illegale degli stupefacenti.
Il Tribunale di Locri, come da richiesta della locale Procura, ha convalidato l’arresto operato dai Militari ed applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari per entrambi i soggetti.
L’attenzione dell’Arma dei Carabinieri è particolarmente rivolta alle aree rurali e montane dove le piantagioni illegali sono diffuse, favorite dalla difficile accessibilità dei luoghi.
Si precisa che il presente procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari per cui ogni valutazione è da considerare allo stato degli atti e fatte salve le successive valutazione di merito.
Associazione Culturale Anassilaos: giovedì 18 la conversazione Evidenze archeologiche a Messina in Età Medievale”
“Evidenze archeologiche a Messina in Età Medievale” sarà il tema della conversazione che la dott.ssa Elvira D’Amico, funzionario archeologo presso la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, terrà giovedì 18 settembre alle ore 17,30 presso la Villetta della Biblioteca De Nava nell’ambito delle manifestazioni promosse dall’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con la Biblioteca De Nava, dedicati alla percezione del tempo tra Antico, Moderno e Contemporaneità.
In apertura il dott. Fabio Arichetta, responsabile Anassilaos, ricorderà brevemente la figura dello storico Franco Arilotta.
Al via la diciannovesima edizione “Reggio Calabria FilmFest, RCFF – Festival dello Stretto 2025”
Entra nel vivo il Festival promosso dall’Associazione E20 e sostenuto dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, che lo ha appena istituzionalizzato, dalla Fondazione Calabria Film Commission nell’ambito del progetto “Bella come il cinema” e dal Ministero della Cultura.
La diciannovesima edizione della kermesse si è avviata ieri con una prima giornata di appuntamenti ricchi di cultura, storia e bellezza: la storia della città di Reggio, della Calabria tutta e dei suoi personaggi di ieri e di oggi.
Tanti gli ospiti illustri presenti alla serata inaugurale, che ha visto la proiezione, in Piazza De Nava, del documentario interamente prodotto dal RCFF e dedicato alla figura di un reggino illustre e forse non molto noto, Giuseppe De Nava: “Un nome, una rinascita, una città. Giuseppe De Nava” di Thomas Castiello.
L’edizione 2025 si svolgerà presso il MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Biblioteca
Villetta Pietro De Nava, Piazza Giuseppe De Nava e il Cine-teatro Odeon.
Per i saluti di apertura, presenti il Direttore artistico Gianlorenzo Franzì e il Direttore generale Michele Geria, il Delegato allo sport e al turismo della città metropolitana di Reggio Calabria, Giovanni Latella in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.
A condurre l’interessante talk che ha anticipato e seguito la proiezione del documentario, la giornalista Manuela Iatì.
Ospite centrale, al salotto di Piazza De Nava, il Presidente di Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande, che ha sottolineato l’importanza dei Festival che celebrano la settima arte.
Oggi iniziano le proiezioni: si parte alle ore 18.00 con il primo gruppo di cortometraggi in concorso (16 finalisti su 122 partecipanti) al Millennial Movie, al Cine-teatro Odeon, e del primo lungometraggio in concorso al Bergamotto d’Argento, l’anteprima mondiale di Jack & Lou: una storia d’amore tra gangster, che racconta la storia di una donna durante l’era del proibizionismo americano.
Alle 21.00, poi, appuntamento a Piazza De Nava, con il red carpet e il primo talk con i produttori del film, Maria Sara Santoro e Max Pearce.
A seguire un altro talk con il regista Giulio Donato e gli attori Francesco Grillo e Simone Iorgi, che introdurranno la seconda proiezione del Concorso Bergamotto d’Argento, ovvero il loro film Labirinti.
Programma dettagliato su www.reggiofilmfest.it e sui canali social del Festival
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