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Un nuovo imperdibile appuntamento della XXXI Stagione Teatrale della Locride 2025-2026 è in programma domenica 25 gennaio, alle ore 18.30, all’Auditorium Palazzo della Cultura di Locri, con la commedia “Amore & Amori”.
La rassegna, a cura del Centro Teatrale Meridionale, per la Direzione artistica di Domenico Pantano, presenta l’originale e coinvolgente spettacolo di David Conati, con Matilde Brandi, Francesco Branchetti, che firma anche la regia, e con Isabella Giannone. Una produzione Associazione Culturale Foxtrot Golf, musiche di Pino Cangialosi.
Lo spettacolo parla ovviamente d’amore, ma non dell’amore platonico, idilliaco, poetico, illusorio. Piuttosto di quel groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa, ma che in sostanza si potrebbe ricondurre a una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni (suddivise in cinque fasi).
In questo percorso alla scoperta delle ardimentose manovre dell’amore, in modo ironico, il pubblico assisterà a una serie di quadri che ripercorrono tutte le epoche arrivando ai giorni nostri.
Un viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diversi, che farà immedesimare tutti nel gioco delle relazioni.
Un altro tassello della prestigiosa Stagione Teatrale della Locride, che riserva ancora tante emozioni per il pubblico calabrese.
«Il successo di questa rassegna teatrale è prima di tutto il risultato di una visione condivisa e di un lavoro di collaborazione con le compagnie, gli attori, le maestranze e con gli enti pubblici – afferma il Direttore artistico Domenico Pantano – Crediamo in un teatro capace di dialogare con il presente, di interrogare la realtà senza rinunciare alla poesia, alla ricerca, alla tradizione e al rischio creativo – continua Pantano – La risposta calorosa del pubblico, la partecipazione e l’attenzione crescente ci confermano che esiste un bisogno profondo di esperienze culturali autentiche e di qualità». «Questa rassegna, oggi alla sua trentunesima edizione, non è una successione di spettacoli, – conclude il Direttore artistico del CTM – ma uno spazio vivo di incontro, confronto e crescita. Il nostro impegno continuerà a essere quello di sostenere il teatro come luogo necessario, capace di generare comunità e di aprire nuovi sguardi sul mondo».
La rassegna si avvale del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Città di Locri, ed è co-finanziata con Risorse PAC 2014-2020 – Az. 6.8.3 – Avviso pubblico Eventi di promozione culturale 2024 della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.
Reggio: al via al Planetarium la Rassegna “Lo strappo del cielo di carta”
«Ora senta un po’ che bizzarria mi viene in mente! Se, al momento culminante, proprio quando la marionetta che rappresenta Oreste è per vendicare la morte del padre sopra Egisto e la madre, si facesse uno strappo nel cielo di carta del teatrino, che avverrebbe?». Luigi Pirandello nel Fu Mattia Pascal, si risponde così: «Oreste rimarrebbe terribilmente sconcertato da quel buco nel cielo».
Da questa suggestione letteraria prenderà il via, sabato 24 gennaio ore 17.00, presso il Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria, una rassegna di dieci incontri dal titolo, appunto: Lo strappo del cielo di carta, curata dal professor Gianfranco Cordì, filosofo della scienza.
Attraversando Platone, il film «The Truman show», Micheal Foucault, Josè Saramago ed Elémire Zolla, questa importante manifestazione, che ci accompagnerà fino al mese di giugno, intende investigare il platonico «mito della caverna» e tutte le sue possibili vie d’uscita e ricadute.
Dal mito alle canzoni degli 883, alla filosofia impolitica di Roberto Esposito, al «Genio maligno» di Renè Descartes, i dieci appuntamenti costituiranno un’occasione per ripensare il nostro rapporto con il sapere nell’epoca nella quale «il reale è diventato un reality».
Il filo conduttore sarà, dunque: «Esiste una via d’uscita dalle nostre abitudini? Dal nostro stesso modo di stare al mondo? E se esiste: quale può essere?».
In definitiva: «si può, ancora, essere rivoluzionari?».
Un ciclo di incontri, dunque, vista la grande varietà e la ricchezza dei temi e delle risorse culturali, da non perdere.
Di seguito il calendario della rassegna:
Sabato 24 gennaio ore 17:00 – Il fu Mattia Pascal
Venerdì 6 febbraio ore 21:00 – Truman Burbank
Venerdì 27 febbraio ore 17:00 – Il Genio Maligno
Martedì 10 marzo ore 21:00 – Una piccola lezione su Platone
Venerdì 10 aprile ore 21:00 – Portare vasi a Samo
Martedì 28 aprile ore 21:00 – Sei un mito
Martedì 12 maggio ore 21:00 – Nascita della biopolitica
Martedì 26 maggio ore 21:00 – Cathecon
Martedì 9 giugno ore 21:00 – Il tempo sacro delle caverne
Venerdì 26 giugno ore 21:00 – Uscite dal mondo
Tutti gli incontri si terranno al Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria. L’ingresso è libero e gratuito, senza necessità di prenotazione.
Strada Santa Lucia-San Pietro di Fiumara nel degrado: Vizzari chiede l’intervento del Comune di Reggio
“La strada comunale Santa Lucia-San Pietro di Fiumara deve essere oggetto di messa in sicurezza e di manutenzione. Una situazione non più procrastinabile, motivo per cui ho scritto ai vertici politici e dirigenziali del comune”. Così il consigliere comunale di Forza Italia Roberto Vizzari che nella sua missiva, inviata al sindaco ff di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, all’ assessore ai Lavori pubblici e viabilità, Paolo Brunetti e al dirigente del settore Manutenzione stradale, mette in evidenza “la perdurante e ingiustificata” condizione del tratto in questione “di fondamentale importanza per la mobilità quotidiana dei cittadini” e la cui competenza è, appunto, dell’ente comunale.
“Nonostante le numerose segnalazioni e richieste formali avanzate nel tempo – si legge nella lettera – nonché i ripetuti impegni assunti dall’ Amministrazione, l’intervento più volte programmato non è mai stato concretamente realizzato”.
“Lo stato attuale della sede stradale risulta gravemente compromesso e determina notevoli disagi alla circolazione, oltre a configurare seri e concreti rischi per l’incolumità pubblica di residenti, lavoratori, studenti e di tutti coloro che quotidianamente transitano lungo l’arteria”, rimarca inoltre l’esponente istituzionale di palazzo San Giorgio che parla di un status quo “ormai non più tollerabile” e che “espone l’ente a responsabilità dirette in caso di incidenti o danni a persone e cose, derivanti dalla persistente omissione degli interventi necessari”.
Nel documento quindi un sollecito: “con urgenza per l’immediata adozione di provvedimenti di messa in sicurezza della sede stradale, la definizione e comunicazione di una calendarizzazione certa degli interventi di manutenzione e ripristino, un riscontro formale in merito alle tempistiche e alle risorse destinate ai lavori”.
Vizzari, in conclusione, si riserva “in assenza di riscontri concreti e tempestivi di adire alle ulteriori sedi istituzionali competenti, a tutela della sicurezza dei cittadini e del rispetto dei doveri dell’amministrazione comunale”.
«Da attenta osservatrice Tilde Minasi, anche con ruoli di spicco all’interno del governo, ha solo guardato in questi anni, ma non ha fatto nulla. Sulla questione Arghillà la destra dovrebbe tacere e fare “mea culpa” per l’enorme condizione di degrado sociale generata dalla scelta di delocalizzare in blocco, in maniera indiscriminata, l’ex ghetto dell’ex Caserma 208 di Sbarre verso l’area collinare di Arghillà. Una decisione assunta tra il 2006 e il 2007 dall’Amministrazione Scopelliti, della quale la Minasi era assessore alle Politiche sociali e improvvida esecutrice di numerose scelte fallimentari, che ha di fatto prodotto e alimentato le enormi difficoltà che oggi vive quel quartiere. Una responsabilità, peraltro, certificata anche da numerose vicende giudiziarie e processuali che hanno ricostruito quella sciagurata operazione di trasferimento, tradendo la volontà originaria del sindaco Italo Falcomatà. Che oggi la Minasi si permetta addirittura di puntare il dito contro l’Amministrazione comunale, che in questi anni ha prodotto esclusivamente atti positivi a favore di quel quartiere, appare paradossale». Ad affermarlo in una nota è l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Brunetti, rispondendo alle dichiarazioni della Minasi.
«Il degrado e la criminalità diffusa di cui la Minasi parla – ha evidenziato Brunetti – rappresentano chiaramente l’epilogo nefasto di una scelta che parte da lontano e che ha determinato una serie di conseguenze di difficile gestione. Una situazione complessa che oggi l’Amministrazione sta affrontando con responsabilità, in stretto coordinamento con le altre autorità territoriali, a cominciare dalla Prefettura e dalle forze dell’ordine, che stanno operando con grande efficacia per arginare le forme di illegalità presenti nell’area di Arghillà Nord. Serve prestare particolare attenzione agli occupanti abusivi, ma il lavoro maggiore non sta in capo al Comune perché, di fatto, lì gli alloggi sono di proprietà dell’Aterp ».
L’assessore ha poi ricordato alcune delle attività portate avanti in questi anni dall’Amministrazione Falcomatà per Arghillà, in stretta sinergia col territorio: «Non siamo stati a guardare. Abbiamo messo a disposizione i locali per la pregevole attività di volontariato che Ace svolge con il polo sanitario; abbiamo costruito un campo di calcio. Abbiamo lavorato con le associazioni del posto per la segnaletica stradale, la riorganizzazione delle vie, l’illuminazione, siglato con il Consorzio Ecolandia e la chiesa Valdese un protocollo che funge da base per arrivare a un patto di comunità; i locali della piazzetta di Arghillà vedranno all’interno numerose attività di carattere sociale. Si sta lavorando al Comparto sei in sinergia con la Prefettura».
Un ultimo passaggio l’assessore lo riserva ai Pinqua: «Avremmo potuto consegnare i lavori perché sono stati già firmati i contratti di appalto integrato tre mesi fa. Nessuna responsabilità è ascrivibile al Comune poiché i progetti esecutivi sono ancora in corso di approvazione da parte dell’operatore economico individuato da Invitalia, così come stabilito dal Ministero competente (quello delle Infrastrutture e Trasporti)».
L’assemblea della FLC CGIL Calabria ha eletto all’unanimità Alfonso Marcuzzo come nuovo Segretario Generale della categoria, segnando un passaggio di testimone significativo per il sindacato regionale della conoscenza. Marcuzzo succede a Domenico Denaro, giunto alla scadenza del suo mandato, del quale ha voluto lodare la dedizione, la generosità e l’impegno che hanno garantito continuità e passione in un percorso sindacale di alto profilo.
Per il nuovo Segretario, assumere questa guida rappresenta una grande responsabilità politica collettiva, da esercitare con rispetto e determinazione in un momento storico che definisce come una vera e propria fase di svolta.
Ad affiancare Alfonso Marcuzzo sarà una segreteria regionale composta da figure di comprovata esperienza: Carmen Aiello, Ivan Caroleo, Grace D’Agata e Amelia Rovella. Questa squadra avrà il compito di tradurre in scelte concrete la difesa dei diritti nei settori della scuola, dell’università, della ricerca e dell’alta formazione in un contesto internazionale e nazionale in rapido e spesso preoccupante mutamento.
Nel suo intervento programmatico, Marcuzzo ha sottolineato come la difesa del lavoro oggi non possa essere disgiunta dalla difesa della pace, della democrazia e dei valori costituzionali. Ha espresso forte preoccupazione per le riforme che rischiano di svuotare dall’interno l’autonomia delle istituzioni e per una strategia politica che mette in discussione i diritti acquisiti. Sul piano sindacale, la linea della FLC CGIL Calabria rimarrà ferma sulla critica al rinnovo del contratto nazionale, non sottoscritto dalla categoria perché ritenuto privo di equità salariale e incapace di tutelare i lavoratori dall’inflazione reale.
Il mandato punterà con forza sulla formazione delle Rsu cx, considerate il pilastro fondamentale della contrattazione decentrata e il primo presidio di consapevolezza e forza nei luoghi di lavoro. La Calabria è una terra che ha pagato un prezzo altissimo a causa di povertà educativa e precarietà e deve tornare a essere un luogo di investimento e non di sacrificio, a partire da un confronto serrato con la nuova Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale. Il nuovo corso della FLC CGIL Calabria si apre dunque all’insegna del “noi”, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sindacale in ogni territorio e in ogni settore della conoscenza, garantendo una collegialità vera e praticata ogni giorno.
Roghudi Nuovo (RC): Metrocity e Gal Area Grecanica insieme per il rilancio del settore bergamotticolo
A Roghudi nuovo, nei locali dell’Access Point, Carmelo Versace, insieme al presidente del Gal Area Grecanica, Giuseppe Bombino, ed al sindaco di Roghudi, Pierpaolo Zavettieri, ha incontrato amministratori e cittadini per illustrare uno strumento «necessario anche ad arginare il fenomeno dello spopolamento, soprattutto, dei Comuni dell’entroterra».
«Con la presentazione di questo bando – ha detto Carmelo Versace – compiamo un passo concreto verso una strategia di sviluppo che mette al centro il territorio, le sue vocazioni produttive e le comunità che lo abitano. Il settore bergamotticolo rappresenta un’eccellenza identitaria per la nostra area, ma anche una straordinaria opportunità economica e occupazionale che, se adeguatamente sostenuta, può diventare un vero motore di crescita».
Secondo il sindaco metropolitano facente funzioni, l’obiettivo non è soltanto quello di «rafforzare l’impresa e la filiera del bergamotto», ma creare le condizioni affinché «questo patrimonio diventi leva di sviluppo locale, capace di generare lavoro, innovazione e nuove prospettive per i giovani».
«Contrastare lo spopolamento – ha sostenuto Versace – significa investire in servizi, infrastrutture e opportunità imprenditoriali, rendendo i nostri borghi luoghi in cui sia possibile vivere, lavorare e costruire futuro». «Ecco perché – ha aggiunto ancora – spero che questo nuovo strumento arrivi alle nostre comunità intese come istituzioni ed enti locali, ma soprattutto a quegli imprenditori che tanto stanno investendo in questo comparto».
«Il bando – ha sottolineato il sindaco facente funzioni – segue quanto di buono fatto dall’amministrazione Falcomatà in anni in cui la Formazione professionale è stata fortemente valorizzata e sostenuta e, per questo, ringrazio l’intero settore metropolitano ed il dirigente Fortunato Battaglia. Ringraziamenti che, in questo caso, rivolgo anche al Gal Area Grecanica, collaboratore prezioso in un percorso che si prefigge di sfruttare al massimo le potenzialità del bergamotto che, insieme alla tutela e alla sicurezza del territorio, è parte integrante di una visione di crescita sostenibile e di lungo periodo, indispensabile per arrestare il declino demografico e rilanciare le aree interne della nostra città metropolitana».
Ciclone Harry, Alecci propone la sospensione degli obblighi fiscali a famiglie ed imprenditori
“Quelli appena trascorsi sono stati giorni duri per le nostre città e per i nostri territori. Tutti noi abbiamo ancora negli occhi le immagini delle mareggiate e dei lungomari danneggiati, così come le famiglie evacuate o temporaneamente isolate. Durante i momenti più difficili ho sentito Sindaci e amministratori per verificare l’evoluzione della situazione e per esprimere la mia vicinanza alle loro comunità. Per fortuna non si sono registrate vittime, e questo rende ancora più doveroso il plauso a chi ha lavorato senza sosta, Protezione civile, Vigili del fuoco, forze dell’ordine, Prefetture, amministratori locali e associazioni di volontariato.
E’ già cominciata la triste, ma necessaria, conta dei danni, che appaiono molto ingenti, per pianificare nel minor tempo possibile la ricostruzione. E’ doveroso agire in maniera veloce e concreta perché sono tanti i Comuni a vocazione turistica che sono stati colpiti e che necessitano di aiuti immediati per non perdere la stagione. La politica regionale e nazionale deve far sentire la sua presenza dando garanzie immediate a comuni, cittadini e imprenditori. Occorre dare ossigeno a famiglie e imprenditori che si troveranno di fronte a grandi sacrifici sospendendo gli obblighi fiscali per le famiglie e le attività commerciali messe in ginocchio dal maltempo e procedendo parallelamente allo stanziamento di fondi per “ristorare” chi ha subito delle perdite.
Ma reagire e rispondere agli eventi non basta, occorre concentrarsi sulla prevenzione. L’erosione costiera è una crisi che si trascina da anni, che richiede un impegno continuo, non interventi a singhiozzo che non risolvono il problema. Ho accolto con favore le dichiarazioni della maggioranza riguardo l’avvio delle interlocuzioni con gli Enti locali sull’aggiornamento del Masterplan regionale di difesa costiera. Ma alle parole mi auguro che seguano presto atti concreti. Ci sono ancora territori che da diversi anni attendono un intervento, come Nocera Terinese e Cirò Marina. Questi ritardi non possono essere più ammessi. Dopo i fatti recenti non è più possibile rimandare, mettendo sotto i riflettori l’intero litorale calabrese. Strumenti e fondi esistono, ora vanno trasformati in cantieri, con scadenze pubbliche e verificabili. È qui che serve il salto di qualità, attraverso un cronoprogramma chiaro per progettazioni, autorizzazioni, gare e avvio dei lavori. Non possiamo più farci trovare più impreparati, se i fondi restano sulla carta, “il mare se li porta via”, scrive in un comunicato, il Consigliere regionale, Ernesto Alecci.
Blitz anti-usura a Reggio: eseguiti 6 arresti e 2 sospesi dal pubblico ufficiale
Il Comando Provinciale della Guardia di finanza e la Questura di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un provvedimento di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di sei persone (di cui 2 destinatarie della custodia in carcere, 2 degli arresti domiciliari e 2 del divieto di avvicinamento alle persone offese) e di misure interdittive (sospensione dal pubblico ufficio per un anno) nei confronti di ulteriori 2 soggetti, tutti indagati – a vario titolo – per reati in materia di usura, estorsione e atti persecutori.
Contestualmente, è stata data esecuzione a nove decreti di perquisizione locale e a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca nei confronti di tre dei suddetti indagati, avente ad oggetto somme di denaro e ulteriori disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a oltre 150 mila euro, quale profitto dei reati di usura contestati. I provvedimenti cautelari, emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, rappresentano l’epilogo di una complessa indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e dalla Compagnia della Guardia di finanza di Villa San Giovanni che ha permesso di individuare – allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità – molteplici casi di usura, estorsione e atti persecutori in danno di due persone offese e delle rispettive consorti, avvenuti nei territori di Reggio Calabria e Catania.
Le indagini sono scaturite dalle denunce presentate separatamente da un soggetto usurato e dai parenti più prossimi di un’ulteriore vittima. Da tali denunce emergeva come le due persone offese, a causa delle difficili condizioni economiche determinate da un’elevata esposizione debitoria, si fossero rivolte a un soggetto catanese, il quale aveva concesso loro dei prestiti, a fronte dei quali aveva preteso la restituzione di somme decisamente sproporzionate rispetto al valore del credito concesso, nonché l’intestazione degli immobili di proprietà delle famiglie delle vittime, mediante il ricorso a ripetute e gravi minacce.
Le investigazioni si sono poi estese mediante l’esecuzione di approfonditi riscontri di natura documentale, concernenti l’analisi dei flussi finanziari e delle movimentazioni di denaro, nonché con l’avvio di un’intensa attività di monitoraggio dei principali indagati, sia attraverso indagini tecniche, che per mezzo di investigazioni tradizionali. Gli accertamenti condotti hanno consentito di raccogliere gravi indizi di reità, in particolare, a carico dei due indagati destinatari della custodia cautelare in carcere, i quali risultavano procurare alle loro vittime somme di denaro, facendosi promettere e consegnare un compenso usurario per la mediazione svolta. Secondo il provvedimento cautelare, gli stessi, approfittando dello stato di bisogno delle persone offese, avrebbero svolto un’attività di mediazione finalizzata alla concessione di finanziamenti e di mutui in favore delle stesse (in alcuni casi, effettivamente erogati da banche e/o finanziarie), chiedendo quale compenso per il proprio interessamento una somma compresa tra un terzo e la metà del valore del capitale finanziato, nonché ulteriore denaro di valore assolutamente sproporzionato rispetto a quanto ricevuto. Inoltre, avrebbero costretto le loro vittime a farsi consegnare le somme frutto di interessi usurari con minacce, quali “ti affogo”, “ti sparo”, “ti prendo a calci davanti a tua moglie e tua mamma”, “se denunci io ti ammazzo …”, nonché attraverso violenze fisiche (almeno in tre episodi). In un caso, addirittura, uno degli usurai avrebbe caricato sul suo stato WhatsApp l’immagine di un manifesto funebre contenente le generalità di una delle vittime. In altre occasioni, gli indagati sarebbero arrivati a incendiare l’autovettura in uso ad una delle persone offese e a uccidere alcuni animali presso l’abitazione di una delle medesime.
Le indagini svolte hanno poi consentito di ipotizzare il coinvolgimento nelle condotte delittuose anche di due soggetti destinatari degli arresti domiciliari, i quali hanno supportato i principali indagati nelle persecuzioni e nelle minacce alle vittime, attraverso la loro collaborazione nelle attività di ricerca e rintraccio di queste ultime, mettendo a disposizione le proprie competenze per l’utilizzo di idonei apparecchi tecnologici, nonché dando la propria disponibilità al prelievo di una delle persone offese in caso di rintraccio. L’attività delittuosa è contestata anche alle consorti dei due indagati principali, destinatarie del divieto di avvicinamento alle persone offese, per il supporto morale e materiale fornito alla realizzazione delle condotte illecite dei mariti, attraverso l’esercizio di pressioni psicologiche e minacce nei confronti delle mogli delle persone offese e fornendo suggerimenti e consigli agli indagati principali per eludere le investigazioni.
Altresì, l’attività investigativa consentiva di contestare in via cautelare il delitto di atti persecutori nei confronti di ulteriori due soggetti appartenenti alle Forze dell’ordine e alle Forze Armate, ai quali è stata applicata la misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per un anno, poiché collaboravano con gli usurai – dietro compenso – nelle attività di rintraccio delle persone offese. In particolare, questi ultimi, abusando del loro status, avrebbero eseguito dei veri e propri appostamenti nei luoghi frequentati dalle vittime, chiedendo specifiche informazioni ai compaesani e avrebbero consegnato illecitamente a uno dei due principali indagati apposita strumentazione in dotazione esclusiva alle componenti istituzionali di appartenenza (microcamere e rilevatori GPS) utile al rintraccio di mezzi.
Le risultanze investigative, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, hanno consentito di ipotizzare che il modus operandi adottato dagli usurai fosse quello di far cadere le proprie vittime in un vero e proprio circolo vizioso, all’interno del quale l’elevata esposizione debitoria veniva gestita con il ricorso ad altri prestiti o con la proposta di altre soluzioni – anche illecite – finalizzate a far ottenere ulteriori finanziamenti agli usurati, che però non facevano altro che incrementare il debito iniziale. La riscossione delle somme usurarie sarebbe avvenuta prevalentemente in contanti, a mezzo assegni postali o attraverso versamenti/bonifici, fin quando le vittime non erano più in grado di far fronte alle richieste dei loro aguzzini. Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nelle fasi delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha presentato alla comunità il nuovo Punto Allattamento “Cipì – Soroptimist Baby Point”, realizzato grazie alla donazione del Soroptimist International Club Reggio Calabria. Il nuovo spazio, concepito per offrire comfort e riservatezza a mamme e bambini, rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento di un modello di accoglienza museale attento alle esigenze delle famiglie e dei visitatori.
L’iniziativa si inserisce nel progetto nazionale “Cipì – Soroptimist Baby Point”, promosso dal Soroptimist International d’Italia, e nasce dalla collaborazione tra il Museo, diretto da Fabrizio Sudano, e il Soroptimist Club Reggio Calabria. Il percorso progettuale è stato promosso e sviluppato nel biennio 2024–2025 dal Club, allora presieduto da Natalina Galizia, che ha sostenuto il dialogo e la collaborazione tra il Soroptimist e il Museo, in piena coerenza con le finalità del Soroptimist International.
Il progetto è stato coordinato dalla referente Franca Brandolino, di concerto con l’apporto progettuale ed esecutivo dell’architetta Sabrina Prestipino ed il riscontro e consenso dell’architetta Elena Nicolò, responsabile dell’Ufficio Progettazione del Museo.
Il Direttore Fabrizio Sudano ha dichiarato: «Il nuovo Punto Allattamento “Cipì – Soroptimist Baby Point” testimonia il nostro impegno per un Museo sempre più attento al benessere del pubblico. La collaborazione con il Soroptimist International Club Reggio Calabria dimostra quanto le sinergie tra istituzioni e associazioni possano ampliare i servizi e generare valore per la comunità. Questo spazio è un piccolo ma significativo tassello della nostra visione di un Museo realmente accessibile a tutti».
La Past President Natalina Galizia ha rivolto un sentito ringraziamento al Direttore del Museo Fabrizio Sudano per la disponibilità dimostrata nell’accogliere l’iniziativa, alle Socie responsabili e a tutte le figure professionali coinvolte per il qualificato contributo offerto. Ha inoltre sottolineato come la donazione del Cipì Soroptimist Baby Point rappresenti un segno concreto della costante attenzione del Club di Reggio Calabria verso i bisogni della comunità. Ha dichiarato “Il Soroptimist International è un’associazione mondiale di donne impegnate nella promozione dei diritti umani, nel sostegno all’infanzia e nello sviluppo sociale delle comunità. Abbiamo trovato nel Museo Archeologico un partner sensibile e attento ai temi dell’inclusione e della cittadinanza attiva”.
La socia referente Franca Brandolino ha illustrato il progetto nazionale “Cipì Spazi Inclusivi per Famiglie”, volto a creare, su tutto il territorio nazionale, ambienti sicuri e accoglienti per bambini e adulti, presso tutti quei luoghi in cui cultura e conoscenza si dispiegano raggiungendo l’intelligenza e la fantasia specie dei più piccoli. Largo dunque ai CIPÌ Point in gallerie, Musei, esposizioni temporanee, centri di ricerca guidata che promuovono l’incontro tra grandi e piccoli in un’atmosfera serena, favorendo curiosità e scoperta. Il nome Cipì, personaggio di Mario Lodi che trasmette valori di amicizia, fiducia in se stessi e coraggio, è stato scelto anche per il valore dell’acronimo C.I.P.I.: Comunità, Inclusione, Protezione e Innovazione, chiara sintesi dei principi perseguiti dal Progetto. Ha quindi spiegato: “Al Museo Archeologico di Reggio Calabria, a seguito di una valutazione congiunta con il Direttore e l’Ufficio Tecnico, considerata l’attuale indisponibilità di spazi più ampi per la realizzazione integrale di quanto previsto dal Progetto nazionale, si è deciso di avviare l’iniziativa con la creazione di un Punto Allattamento, adattato agli spazi attualmente disponibili. Il Soroptimist si impegna a completare il progetto non appena la disponibilità di locali idonei lo consentirà”
Sabrina Prestipino architetta, ha esposto gli stadi del progetto, da quello iniziale come Cipì Soroptimist Baby Point alla sua declinazione in diverse ipotesi progettuali legate alle limitazioni fisiche e la disponibilità degli spazi idonei che hanno reso possibile realizzare solo il Punto Allattamento. Pur nella forma più contenuta, rispettando la normativa vigente in sicurezza ed antincendio, l’intervento garantisce comfort, privacy e accessibilità per le famiglie, rispettando pienamente gli obiettivi del progetto nazionale.
L’architetta Elena Nicolò ha spiegato il ruolo del supporto tecnico e organizzativo nella realizzazione del Punto Allattamento, assicurando che tutte le fasi di progettazione e allestimento fossero coerenti con le esigenze del Museo e con gli standard di sicurezza e funzionalità richiesti.
L’iniziativa è stata arricchita da un momento musicale a cura di un giovane allievo del Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, il fisarmonicista Demetrio Caridi, che ha contribuito a rendere l’inaugurazione particolarmente suggestiva.