Il sindaco metropolitano e di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, neo componente dell’Ufficio di presidenza di Anci, con delega ai Servizi pubblici locali, oggi al Tg2 Italia Europa si è così espresso: “Chiediamo che il Paese sia adegui alla velocità dei sindaci, questa è la richiesta che viene da assemblea Anci che ha eletto all’unanimità Gaetano Manfredi a nuovo presidente. Chiediamo che i fondi strutturali del Pnrr, che i sindaci spendono e spendono bene, si confermino di volta in volta. Sono convinto Raffaele Fitto darà una mano ai sindaci, al Paese. Non possiamo perdere mesi per un’autorizzazione, perché se l’Europa ci chiede velocità e i sindaci si adeguano a quella velocità, non possiamo permettere che le nostre città perdano tempo per la burocrazia, per autorizzazioni che non arrivano mai. In più occorre maggiore personale che deve essere anche adeguato a questo e lo sblocco delle risorse”.
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E’stato sottoscritto a Crotone, nella Sala consiliare “Falcone e Borsellino”, l’accordo operativo tra Sorical, Congesi e i comuni aderenti al consorzio Congesi (Crotone, Casabona, Cirò, Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Mesoraca, Petilia Policastro, Roccabernarda, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato, San Nicola dell’Alto, Santa Severina, Strongoli e Verzino) finalizzato al subentro della Sorical nella gestione del servizio idrico integrato nei territori dei quattordici Comuni consorziati.
A firmare il documento l’amministratore Unico di Sorical Cataldo Calabretta, il presidente di Congesi Claudio Liotti e i sindaci dei quattordici comuni consorziati.
“L’accordo operativo – è scritto in una nota di Sorical – fa seguito al Piano operativo del gennaio 2024 del Commissario straordinario Arrical e al protocollo di intesa sottoscritto nell’aprile 2024 tra Regione, Arrical, Sorical, Unindustria e organizzazioni sindacali, che regolamenta le modalità di trasferimento in capo a Sorical del personale dipendente delle gestioni esistenti oltre che da una serie di tavoli tecnici tra Sorical e Congesi per rendere più efficace la fase preliminare di ricognizione, propedeutica al subentro nella gestione operativa”.
“L’accordo operativo prevede – riporta ancora la nota – una attività di ricognizione che dovrà essere completato entro il 31 dicembre al fine del trasferimento delle opere afferenti il sistema idrico integrato dei singoli comuni consorziati.
Per quanto attiene il personale attualmente in forza a Congesi lo stesso sarà assunto con decorrenza 1 gennaio 2025 (data di subentro) sulla base dell’accordo che verrà stipulato entro la prima decade di dicembre”.
Operazione Scolacium, così era stata ribattezzata dalla Dda di Catanzaro l’inchiesta che vedeva coinvolto Francesco Bruno, presunto capo mafia dell’omonimo clan di Vallefiorita, che estendeva i propri tentacoli nei territori di Amaroni, Squillace e di Squillace Lido, non disdegnando di fare pressioni su stabilimenti balneari e turistici.
Lo scorso febbraio, Bruno era stato tratto in arresto su ordine del Gip di Catanzaro insieme ad altre 19 persone e, successivamente, era stato trasferito di carcere e ristretto in regime di 41 bis (carcere duro).
L’ordinanza cautelare inizialmente ha retto al vaglio del Tribunale della libertà ma, pochi mesi più tardi è stata annullata dalla Sesta Sezione della Cassazione che, in accoglimento del ricorso avanzato dagli avvocati Staiano e Lomonaco, ha disposto un nuovo giudizio.
All’esito della nuova camera di consiglio, il Tribunale della libertà di Catanzaro ha poi annullato l’ordinanza cautelare ordinando l’immediata liberazione dell’indagato.
Avverso tale provvedimento questa volta era la Procura Distrettuale a ricorrere in Cassazione, così insistendo per il ritorno in carcere del presunto boss.
Oggi la Seconda Sezione della Cassazione, su richiesta degli avvocati Staiano e Lomonaco, ha respinto il ricorso della Procura, così confermando definitivamente il provvedimento cautelare di scarcerazione.
Poche settimane fa la Procura del capoluogo ha notificato la chiusura delle indagini preliminari nei confronti di 27 persone, accusate a vario titolo di reati in materia di danneggiamenti, armi, droga, estorsioni ed associazione a delinquere di stampo mafioso.
Catanzaro: alla Camera di Commercio un convegno sulla Scienza e Medicina nell’Arte
Quando la scienza e la medicina incontrano l’arte, si svelano aspetti misteriosi e affascinanti che arricchiscono il campo della conoscenza. È questo l’obiettivo del convegno organizzato dal Lions Club Catanzaro Host, presieduto da Pietro Maglio, con il patrocinio della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo, guidata da Pietro Falbo, dal titolo “Scienza e Medicina nell’Arte: Iconodiagnostica”, che si terrà sabato 23 novembre alle ore 18:00s presso la sede della Camera di Commercio di Catanzaro.
L’incontro esplorerà il campo affascinante dell’iconodiagnostica, una disciplina innovativa che applica le competenze mediche allo studio delle opere d’arte figurativa. Grazie all’approccio clinico e scientifico, in particolare attraverso l’analisi genetica, sono stati rivelati alcuni misteri nascosti nelle opere dei maestri del passato, offrendo nuove chiavi di lettura sia per l’arte che per la medicina. L’iconodiagnostica rappresenta un esempio di come la medicina possa intersecarsi con la cultura visiva, rivelando legami sorprendenti tra estetica, patologie e scienza.
Il prof. Michele De Simone, esperto in medicina e storia dell’arte, sarà il relatore principale e guiderà il pubblico in un viaggio attraverso il rapporto indissolubile tra arte e scienza. In particolare, il professor De Simone focalizzerà l’attenzione sull’origine evolutiva del senso estetico e sulla connessione tra arte e medicina nel XIX secolo, evidenziando come la cura medica possa avvalersi anche delle opere artistiche come strumento diagnostico. Il relatore esaminerà inoltre il ruolo delle patologie visibili nei dipinti, utilizzando queste immagini come spunti per diagnosi, con un’analisi che potrà riguardare anche patologie mentali.
L’evento rappresenta un’opportunità unica di riflessione sul valore interdisciplinare della medicina e dell’arte e si propone come un’occasione di approfondimento e sensibilizzazione riguardo a tematiche di grande interesse, non solo per gli appassionati di arte, ma anche per chi opera nel settore medico e scientifico.
E’ stato arrestato l’autore dell’omicidio di Ugo Lofrano, il meccanico 74enne, trovato morto nel pomeriggio di ieri all’interno della sua officina a Verbicaro, nel Tirreno cosentino. Si tratta del nipote, Biagio Lofrano, di 41 anni, anche lui meccanico.
L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Scalea e della Stazione di Verbicaro con il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola.
All’origine del delitto, secondo una prima ricostruzione, vi sarebbe stata una lite scaturita per futili motivi riconducibili a dissidi sorti in ambito lavorativo.
I carabinieri sono intervenuti nell’officina della vittima verso le 18.00 di ieri, dopo la segnalazione al numero di emergenza 112 di un corpo esanime.
Forti raffiche di vento hanno interessato la notte scorsa la Calabria, ed in particolare le province di Cosenza, Catanzaro e Vibo Valentia, causando danni e disagi.
Oltre cento le richieste di soccorso pervenute alla centrale dei Vigili del fuoco cosentini a causa di cornicioni, rami e alberi pericolanti. In pieno centro, in via Misasi, nella notte è caduto anche un semaforo.
Diversi gli alberi abbattuti dal vento che ostruiscono alcune strade e hanno causato danni ad automobili in sosta. Fortunatamente non si registrano feriti e le richieste di soccorso sono in corso di evasione. Al momento, il vento è diminuito ma permane una situazione di maltempo, con pioggia.
In provincia di Catanzaro, i vigili del fuoco hanno effettuato 59 interventi effettuati e 6 sono in atto, sia nel capoluogo che a Lamezia Terme, mentre altri 34 sono in attesa di essere espletati.
Numerosi interventi, 16 effettuati e 2 in corso, anche nel vibonese dove la zona maggiormente interessata è stata quella di Serra San Bruno.
Reggio: il Consigliere Cardia attacca l’Amministrazione su Tari e degrado
Tari alle stelle, città sporca e spazzatura in mezzo alla strada: l’ennesimo tiro mancino di sindaco e company. La Tari è aumentata, ma il sindaco e la sua maggioranza avevano riferito di aver lavorato per abbassarla. È l’ennesima prova di quanto valgano gli impegni assunti a palazzo san giorgio: zero. A farne spese, come sempre, siamo tutti noi cittadini. E mentre nelle nostre case e nei nostri condomini vengono recapitati puntualmente i saldi Tari più cari d’Italia, ci ricordiamo bene il nervosismo della maggioranza quando anticipavamo, già a luglio scorso, cosa sarebbe successo: era il consiglio comunale sul piano Tari e già allora denunciavamo un aumento della Tari, voluto dalla maggioranza, di ben il 9 per cento rispetto al 2023. Lo avevamo detto e, purtroppo, è successo. In quello stesso Consiglio il sindaco, gli assessori e la maggioranza si sbracciavano per dire il contrario, per annunciare le misure a favore dei cittadini, dei più deboli: nulla di più falso. Il solito teatrino dell’ipocrisia targata falcomatà&co.
Il dato è lampante e sotto gli occhi di tutti: i portafogli dei reggini si alleggeriscono per arricchire le casse del comune, pagando la Tari più costosa in Calabria. Alzi la mano chi si è accorto che siamo usciti dal piano di riequilibrio: nessuno. Perchè nessuna agevolazione è stata prevista per aiutare i cittadini. E mentre paghiamo la Tari fra le più care in Italia, il servizio di igiene urbana vive una fase di tangibile peggioramento, con le discariche per strada, porte di fabbricati usate come cassonetti, strade sporche e maleodoranti, un servizio di spazzamento insufficiente. Il tutto nella più totale indifferenza di questa amministrazione, impegnata a tagliare nastrini e a occuparsi di temi nazionali su cui non ha alcuna competenza, salvo poi lasciare città e cittadini abbandonati a loro stessi, nel degrado più assoluto. Come Consigliere di opposizione continuerò a stare dalla parte dei più deboli e dei cittadini.
Al MArRC “Week end d’inverno”: laboratori per bambini e racconti che incantano
Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria arrivano due nuove esperienze di visita a cura di CoopCulture, concessionario per i servizi aggiuntivi, che arricchiranno l’offerta culturale e educativa di questo inverno.
Le proposte, adatte a pubblici di tutte le età, invitano i partecipanti a immergersi nell’arte, nella storia e nel gioco, rendendo ogni visita un’occasione di apprendimento e divertimento indimenticabile.
Racconti d’inverno, una visita a tema che dal 23 novembre si potrà prenotare ogni sabato, domenica e festivi tranne la prima domenica del mese. Partenza ore 11.00 e 12.30. Un percorso conoscitivo basilare attraverso le collezioni principali del Museo Archeologico di Reggio Calabria alla ricerca di…storie. Ad esempio? Chi poteva essere il bambino di Archi e gli abitatori delle capanne d’argilla neolitica, chi fu sepolto insieme a tutto il suo corredo nella Necropoli di Torre Galli? Chi era Paolo Orsi e quale è stata la sua impresa? Quali sono le ipotesi sulla identità dei due Bronzi da Riace?
Un gioco da Museo, una visita gioco per bambini dai 6 ai 12 anni con partenza dal 23 novembre ogni sabato, ore 16 e ogni domenica ore 11.20 (tranne la prima domenica del mese). Un’attività alla scoperta del Museo e delle sue collezioni principali in chiave ludica e avvincente. Al termine del percorso, in uno spazio dedicato, i bambini, divisi in gruppi, giocheranno ad uno speciale gioco dell’Oca ripercorrendo le tappe della visita per raggiungere il traguardo.
Informazioni sui costi e prenotazioni: www.coopculture.it – 06 39967600
Il museo è aperto dal martedì alla domenica (lunedì chiuso), con orario continuato dalle ore 9:00 alle 20:00, ultimo ingresso ore 19:30. Fino ai 18 anni l’ingresso è sempre gratuito. Tutte le info su www.museoarcheologicoreggiocalabria.it Le visite si svolgono nei consueti orari di apertura consultabili online, con possibilità di prenotazione per singoli e gruppi. Prenotazioni, servizi aggiuntivi e biglietteria sono gestiti da Coopculture. Per prenotare la visita: 0639967600 (attivo lun-dom 9-18), per info e prenotazioni settore Didattica/Scuole: 0639967600 e edu@coopculture.it; per prenotazioni Gruppi: 06 39967600 e tour@coopculture.it
L’Automobile Club Rc plaude all’approvazione del nuovo Codice della Strada
I punti cardine della riforma riguardano l’uso dei cellulari al volante, la guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di droghe, l’eccesso di velocità, assistiamo non solo ad un aumento delle sanzioni pecuniarie, ma anche all’inasprimento delle pene per i reati più gravi.
Tra le novità introdotte -l’ Alcolock- le caratteristiche del dispositivo che bloccherà l’avviamento del motore in caso di tasso alcolemico superiore a zero e le modalità di installazione da parte delle officine autorizzate saranno stabilite con decreto del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (ma il termine non è perentorio). I corsi di educazione stradale nelle scuole la partecipazione a corsi extracurricolari di educazione stradale organizzati dalle scuole superiori permetterà di ottenere, al momento del rilascio della patente, due punti sulle patenti AM, A1, A2, B1, B, BE, C1, C1E. Novità anche per i monopattini, che troppo spesso vediamo sfrecciare ovunque su strade, marciapiedi e aree pedonali, per i quali scatta l’obbligo di targa il contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile che dovrà essere applicato ai monopattini elettrici sarà stampato dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato secondo le modalità che saranno contenute in un decreto del Ministro delle Infrastrutture, del casco e dell’ assicurazione. Più piste ciclabili per le biciclette e obbligo di maggior distanza nei sorpassi delle autovetture, sanzioni più elevate per sosta sugli spazi riservati ai disabili o alle corsie degli autobus. L’obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente il numero delle vittime sulla strada, che ancora oggi supera quota tremila all’anno. Finalmente una riforma del Codice della strada che tiene conto dell’attualità e delle istanze di sicurezza arrivate da più parti al Ministro, tra le quali quelli dell’ Automobile Club d’Italia che, da sempre, presidia la mobilità a livello nazionale, compresa quella definita “dolce”, e, la formazione nelle scuole di ogni ordine e grado, al quale va il nostro plauso per averne colto la fondatezza e avergli dato seguito con un impianto normativo che ci avvicina agli altri paesi europei. La libertà di movimento che è un diritto di ciascuno utente della strada deve essere portata avanti nel rispetto della sicurezza stradale di tutti.
Reggio: “Il Gioco” al centro della Giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia
Il Festival – accompagnato dall’hashtag #ingiocoidiritti – è iniziato, in realtà, due giorni prima della Giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e proseguirà fino al 28 novembre. Nel corso di questi primi quattro giorni, la carovana del Csi e dei partner dell’iniziativa (un totale di undici tra scuole, organizzazioni NoProfit e istituzioni pubbliche) ha visitato alcuni territori dell’Area metropolitana di Reggio Calabria, ovvero Rosarno, Gioia Tauro, Sant’Eufemia in Aspromonte, San Luca e, ovviamente, Reggio Calabria nei quartieri di Arghillà Nord e Rione Marconi. Senza scadere negli stereotipi, si può affermare che l’iniziativa ha messo testa, mani e cuore in alcune aree in cui insiste – in modo inequivocabile – una forte povertà educativa.
Aver ipotizzato di riqualificare alcuni spazi comuni, quindi, avvia un principio di giustizia sociale che è alla base dello sviluppo dei territori.
Su questo aspetto è voluto intervenire Leif Villadsen, direttore ad interim di Unicri (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), l’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia: «Il Festival è un’iniziativa potente che evidenzia il ruolo trasformativo che lo sport può avere per responsabilizzare i giovani nella promozione dell’inclusione e della partecipazione alle comunità», spiega. «Coinvolgendo scuole, organizzazioni della società civile e istituzioni pubbliche – ha aggiunto Villadsen – il Festival dimostra il valore di un approccio partecipativo».
Il Presidente nazionale del Centro sportivo italiano, Vittorio Bosio, ha partecipato a uno degli eventi promossi – il Webinar sulla Policy nello sport organizzato dal Csi insieme al Coni Calabria – ponendo l’accento su alcuni aspetti peculiari: «Garantire il diritto al Gioco non è imposto per legge, ma è dovere morale; – ha affermato Bosio – come Csi abbiamo sempre messo attenzione nella tutela dei più piccoli all’interno delle nostre società sportive. È ovvio, da soli non andiamo da nessuna parte: come sport italiano stiamo attraversando una fase delicata». Il numero uno dell’Ente di promozione sportiva ha chiosato: «L’obiettivo di chi fa sport coi più piccoli è garantire la loro felicità nel farlo, senza accentuare le pressioni, ma facilitando i percorsi di amicizia e divertimento».
Le iniziative del Rights Play Festival, ovviamente, hanno radici sul territorio reggino e calabrese, registrando gli interventi di stakeholders ed Istituzioni di primo piano come i dirigenti scolastici Mariarosaria Russo (Liceo sportivo “Raffaele Piria” di Rosarno), Francesca Barbaro (Istituto comprensivo Sant’Eufemia – Sinopoli – Melicuccà) e Domenico Pirrotta (Istituto comprensivo Pentimalli), il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, accompagnata da diversi esponenti della Giunta comunale gioiese, il presidente del Coni Calabria, Maurizio Condipodero e il direttore della Scuola regionale del Coni, Mimmo Albino. Agli eventi a Gioia Tauro presente anche l’assessore alle Politiche sociali della Regione Calabria, Caterina Capponi: «Sono felice di condividere con tutti i partner questo momento di festa; – ha riferito la responsabile del Welfare calabrese – dove ci sono i bambini bisogna necessariamente assumere un atteggiamento positivo e propositivo. E il nostro impegno è quello di sostenere percorsi come questo».
Il Festival prosegue stasera, alle 19.30 al PalaCsi di Gallina, con il “Peace Game,un grande gioco di squadra”. La Comunità riparativa, infatti, è una partita da giocare insieme. In questo senso l’impegno del Csi negli ultimi anni è stato quello di dare una seconda opportunità a quanti stavano scontando una pena alternativa. Stasera scenderanno in campo ragazzi in messa alla prova, magistrati, amministratori, volontari e vittime di reati. Così lo sport diventa strumento di cambiamento per una rigenerazione umana e sociale.
E ancora: domani 22 novembre con la riproposizione di un gioco popolare di strada ad Arghillà Nord, con la “Damiera dei Diritti”, per poi avviarsi al gran finale col seminario “Convention on the rights of the Child” all’Università Mediterranea organizzato e promosso di concerto col Dipartimento Digies.