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Open day nella uova sede di San Brunello della Scuola dell’Infanzia ex Melissari
Tanto interesse e curiosità per l’apertura della nuova sede di San Brunello della Scuola dell’Infanzia ex Melissari dell’Istituto Comprensivo “Carducci – V. Da Feltre” che, in occasione dell’Open Day che ha coinvolto tutti i plessi, ha aperto le porte alle famiglie e al territorio, permettendo di visitare i locali, conoscere l’offerta formativa e incontrare docenti e personale della scuola dell’infanzia, della primaria e della scuola secondaria di I grado.
Nella nuova sede di San Brunello, in particolare, bambini e genitori sono stati accolti con palloncini colorati e un ospite d’eccezione: Spiderman.
L’Open Day alla scuola dell’infanzia San Brunello si è aperto con un momento particolarmente significativo: la benedizione del parroco di San Bruno, don Angelo Casile, a testimonianza del forte legame tra la scuola e la comunità.
“La nuova sede – afferma il Dirigente Scolastico dell’Istituto, Prof.ssa Sonia Barberi – rappresenta un ambiente accogliente e stimolante, in cui i bambini possono crescere serenamente, sviluppando competenze e valori fondamentali per il loro futuro. Il nostro Istituto pone particolare attenzione ai bisogni degli alunni, è aperto al dialogo con le famiglie ed è impegnato a garantire una proposta educativa di qualità, fondata sull’inclusione e capace di accompagnare gli studenti in un percorso di crescita sereno, ricco di stimoli e di opportunità”.
L’Open Day, che ha interessato tutti i plessi dell’Istituto (scuola dell’infanzia Carducci e San Brunello; scuola primaria Carducci e Melissari-Vito; scuola Secondaria di I Grado Vittorino da Feltre), ha registrato ampia partecipazione delle famiglie, coinvolgendo bambini e ragazzi in percorsi laboratoriali, attività creative e momenti di condivisione pensati per valorizzare l’esperienza educativa offerta dalla scuola.
La dirigenza è sempre disponibile, previo appuntamento, a un confronto aperto con le famiglie interessate a conoscere più da vicino l’offerta formativa.
«Riportare Maurizio Casagrande sul palco del Cilea significa offrire al nostro pubblico uno spettacolo di grande qualità, capace di far sorridere ma anche di far riflettere – dichiara Peppe Piromalli, direttore artistico dell’Officina dell’Arte – Il nostro obiettivo è continuare a costruire una proposta culturale che metta al centro l’arte, le emozioni e il dialogo con la città».
Il secondo appuntamento, fuori abbonamento, è fissato per il 6 febbraio e vedrà protagonisti due nomi di assoluto prestigio del panorama musicale italiano: Nicky Nicolai e Stefano Di Battista con lo spettacolo “Mille Bolle Blu”. Un viaggio musicale raffinato ed emozionante tra jazz, canzone d’autore e grandi classici, pensato per incantare il pubblico del Teatro Cilea.
L’evento assume inoltre un importante valore simbolico e sociale: attraverso questo spettacolo, l’Officina dell’Arte, insieme al Rotary Club Reggio Calabria – Distretto 2102, sostiene la battaglia contro la poliomielite, dimostrando come l’arte possa farsi strumento concreto di solidarietà e sensibilizzazione.
Spazio Open, sito in via Filippini, alla fine del tapis roulant, ospiterà, martedì 20 gennaio, alle ore 17,30, l’incontro Mimmo Nunnari.
Aldo Maria Morace e Tonino Perna dialogheranno con Mimmo Nunnari, autore di Democristiani (Pellegrini Editore, 292 pagine, 2024) e Guerra e amore nell’Italia di Mussolini (Rubbettino, 180 pagine, 2023).
Nunnari, giornalista e scrittore, narra di nascite partitiche e di lacrime agrodolci in tempo bellico, racconta il cammino dello scudocrociato e spalanca una porta sulla lontananza imposta ai cuori innamorati da scelte azzardate o scellerate.
A Morace e Perna, invece, toccherà legger fra le righe dei due volumi, stimolando riflessioni utili, di certo, anche all’oggi, di Reggio, della Calabria, dell’Italico Stivale.
Oggi pomeriggio all’aeroporto di Fumicino, scortato dagli uomini della Gendarmeria turca, è arrivato Luciano Camporesi, sfuggito il 5 dicembre 2018 all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico nell’ambito dell’inchiesta “Pollino – European ‘ndrangheta connection”, coordinata dalla Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria nel contesto di una squadra investigativa comune finalizzata a contrastare le proiezioni della ‘ndrangheta in Europa nord occidentale e Sud America.
Ad attenderlo, presso lo scalo aereo italiano, la Polizia di Stato di Reggio Calabria.
All’epoca i poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile avevano svolto le indagini ricostruendo un ampio spettro di condotte delittuose promosse e realizzate, in Italia e all’estero, da qualificati esponenti delle famiglie di ‘ndrangheta della Locride, PELLE-VOTTARI, ROMEO e STRANGIO.
Le investigazioni, incentrate sull’operatività di un’associazione mafiosa attiva nel traffico internazionale di stupefacenti e di armi, riciclaggio e autoriciclaggio, avevano evidenziato le infiltrazioni della consorteria in Germania, Belgio e Olanda, consentendo di smantellare la solida filiera di “fiduciari” strutturata anche grazie al supporto di cittadini di quei Paesi, attinti da provvedimenti restrittivi emessi dalle Autorità giudiziarie cooperanti.
In tale articolato contesto internazionale, la figura di Luciano Camporesi emergeva quale importante snodo tra i maggiorenti delle ‘ndrine di San Luca, con i quali interloquiva nel corso di riservatissimi summit di mafia, ed i fornitori sudamericani di hashish e cocaina, presso i quali era accreditato, forte anche di una rete relazionale in grado di garantire il trasporto dello stupefacente su navi commerciali e su una imbarcazione privata capace di battere rotte transoceaniche.
Anche alla luce delle documentate aderenze all’estero, le ricerche dell’uomo erano state estese sin da principio in campo internazionale nell’ambito della progettualità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.
Localizzato nella regione del Bosforo (TURCHIA) già nel 2021, nel successivo novembre 2022 il Camporesi era stato tratto in arresto dalle forze di polizia turche per possesso e detenzione di documenti falsi, scontando in quel Paese un periodo di detenzione prima della recente scarcerazione.
L’espulsione dal territorio turco, perfezionata anche grazie all’efficace azione degli Esperti per la Sicurezza e l’Immigrazione di stanza in Turchia ed al coordinamento del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia nell’ambito del progetto I-CAN, segue alla condanna in primo grado del Camporesi alla pena di 22 anni e 8 mesi di reclusione comminata nel luglio 2022 dal Tribunale di Locri per traffico internazionale e numerosi episodi di detenzione di stupefacente.
L’imputato deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva di condanna.
Alla Sigep di Rimini il Presidente Conpait Musolino ha incontrato Angela Locatelli, Ministra per le Disabilità
“Spesso si parla di grandi opere infrastrutturali come di un problema, invece – ha aggiunto Versace – vanno intese ed inserite in una programmazione strategica per il Paese, figuriamoci in Calabria, carente di grandi ammodernamenti stradali e ferroviari. Nella nostra terra, se parliamo ad esempio del Ponte sullo Stretto, non possiamo parlare di opere accessorie, perché neanche quelle ci sono. Quello che serve, invece, ed auspico che possa emergere da questo incontro – ha concluso – è che si metta una parola fine a tutte le polemiche per realizzare un concreto progetto di rilancio per l’area metropolitana di Reggio Calabria”.
Palazzo san Giorgio: il cordoglio dell’amministrazione comunale per la scomparsa dell’Avv. De Tommasi
L’Amministrazione comunale e il sindaco ff Domenico Battaglia hanno espresso esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa dell’avvocato Mario De Tommasi, figura di grande spessore professionale per la città dello Stretto.
«La scomparsa dell’avvocato De Tommasi – ha dichiarato il sindaco ff Domenico Battaglia – rappresenta una grave perdita per la nostra comunità. È stato un professionista stimato, che ha sempre operato con competenza, rigore e rispetto delle istituzioni. Per molti anni ha svolto il ruolo di legale esterno dell’Ente, seguendo le cause del Comune fino ai primi anni del Duemila, offrendo un contributo prezioso e qualificato all’azione amministrativa. È stato componente del Consiglio superiore della Pubblica Amministrazione e ha avuto l’incarico di fiduciario dell’Avvocatura dello Stato per la provincia di Reggio Calabria, a testimonianza del riconoscimento del suo alto profilo professionale. Oltre che come uomo di legge, voglio ricordare personalmente il suo impegno politico nel ruolo di segretario provinciale della Democrazia Cristiana».
«L’Amministrazione comunale si stringe con rispetto e partecipazione al dolore dei familiari e di quanti ne hanno condiviso il percorso umano e professionale, nel ricordo di un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio della collettività», ha concluso Battaglia.
“La nomina dell’assessore architetto Albino Rizzuto come Vicesindaco della Città è il riconoscimento da parte dell’intera maggioranza del lavoro e dell’impegno, serio, silenzioso e fattivo, che Albino ha dedicato all’amministrazione, alla maggioranza, all’intero consiglio comunale e alla città in questi lunghi tre anni”.
Così esordisce la nota a firma congiunta della Sindaca Giusy Caminiti, della Giunta, e del gruppo consiliare “Città in Movimento” che continua: “Con la delega ai lavori pubblici ha contribuito alla realizzazione di un fatto unico per Villa San Giovanni: la conclusione di opere attese da decenni (a cominciare dalla scuola don Milani di Pezzo) e l’apertura di decine di cantieri che oggi sono la vera speranza del futuro”.
Una scelta in continuità con l’impegno preso nel 2022, per riconoscere il valore alto di una politica a servizio dei cittadini.
La squadra amministrativa e politica che sin qui ha guidato la città con tutti i ruoli in essa rappresentati è stata esempio di grande fattività, di equilibrio e di perseveranza; ciascuno, nel ruolo cui è stato chiamato, ha dato il massimo ed il meglio di ciò che si potesse offrire ad un percorso che da subito ha voluto essere inclusivo e propositivo.
La prossima attribuzione di nuove deleghe a tutti i consiglieri ed assessori, così come verranno decise in vista dell’ultimo miglio di mandato, non è altro se non la necessità di dare nuovo impulso ad un’attività amministrativa che dovrà continuare a seminare nell’unico interesse della città.
La diversità delle posizioni politiche interne alla maggioranza è stata e continuerà ad essere valore aggiunto in un momento delicato in cui l’obiettivo era e continua ad essere il carattere vincente della buona amministrazione, quella che produce risultati e che con umiltà ascolta ed accoglie le richieste di tutti. A così breve scadenza dalla fine del mandato elettorale é un atto di responsabilità aprirsi ancora di più al pluralismo, per quel civismo inclusivo che non abbiamo soltanto proclamato ma che abbiamo provato ad attuare. Con l’aiuto di ciascuno, a partire da noi, porgendo occhi e orecchie attenti a associazioni, movimenti (civici e politici), consulte, singoli cittadini, la condivisione reale dei temi (straordinari e ordinari della città) si conferma l’elemento fondante del nostro impegno e percorso comune. Non abbiamo mai nascosto che questa sia una fase di rilancio dell’azione politico amministrativa: in sostanza, non c’è attività amministrativa (anche la migliore) che non presupponga valutazioni e scelte di natura politica. Abbiamo messo al centro della discussione del gruppo la piena condivisione dell’indirizzo politico della maggioranza scaturita dalle consultazioni elettorali del 2022, per ripartire con più forza nel dialogo con quanti riconoscono il valore del nostro impegno amministrativo. È tempo di attuare scelte coerenti, intellegibili per la città ma soprattutto nel suo unico interesse. Anche senza deleghe, l’impegno collegiale sarà massimo come, peraltro, fin qui abbiamo dimostrato di saper fare. L’assegnazione delle deleghe tra di noi non ha mai rappresentato un cammino solitario del singolo Assessore o Consigliere: rispetto alle questioni a lui assegnate il metodo è stato e sarà quello di confrontarsi e decidere collegialmente qualunque atto ed azione amministrativa. In attesa che il sindaco con l’intera maggioranza porti a termine il cosiddetto “rimpasto di Giunta” e la relativa attribuzione delle deleghe ai consiglieri, nulla cambierà rispetto all’azione amministrativa.
La città ci chiede di continuare su questa strada di cambiamento nei metodi e nelle scelte.
Questo abbiamo fatto fin qui e questo continueremo a fare in questo rush finale, con la corretta e serena valutazione delle naturali evoluzioni degli assetti politico-elettorali che ci porteranno alla competizione del 2027.
Pluralità e pluralismo ideologico, politico e partitico sono la forza per una Villa San Giovanni del futuro, aperta, dialogante e costruttiva.
Con una lunga nota, Domenico De Marco, consigliere comunale di minoranza del comune di Villa San Giovanni, è intervenuto sulla decisione di revocare la delega di vice sindaco all’Avv. Ada Pavone.
“Giù la maschera, Sindaca.
Avevo ragione. E non lo dico per compiacimento personale, ma perché i fatti, oggi, parlano più di qualunque analisi politica. Quanto da me scritto nei giorni scorsi non era frutto di fantasia né di dietrologie: era la lettura lucida di dinamiche evidenti a chiunque volesse guardare oltre le dichiarazioni di facciata. Avevo previsto le conseguenze che sarebbero ricadute sull’Avv. Ada Pavone e su tutti coloro che avevano “osato” non rispondere alle imposizioni calate dall’alto dalla Sindaca Caminiti, in barba alle belle parole spese sul civismo, sulla libertà di coscienza e sull’unità della maggioranza.
La vicenda della delega di Vice Sindaco non ha nulla di amministrativo. Non c’è stata alcuna bocciatura politica o gestionale dell’operato dell’Avv. Pavone, e nessuno può onestamente sostenerlo. Siamo di fronte, invece, a una ritorsione politica bella e buona, figlia di una scelta non perdonata: non essersi allineata a una candidatura imposta dall’alto alle regionali, non aver obbedito senza discutere, aver esercitato quella libertà di pensiero che a parole viene esaltata ma nei fatti punita.
Le parole di Ada Pavone, affidate al suo post pubblico, sono una pietra tombale sull’ipocrisia di questa maggioranza. Altro che unità. Altro che squadra compatta. Qui emerge chiaramente un sistema che premia l’obbedienza e colpisce l’autonomia politica. Il tanto decantato civismo si è rivelato, ancora una volta, solo uno slogan elettorale buono per le campagne, non certo una pratica di governo.
La Sindaca Caminiti, con questa gestione, ha dimostrato di essere concentrata unicamente sulla costruzione della propria carriera politica, infischiandosene dello sviluppo del Comune e del benessere dei villesi. Mentre la città continua a soffrire per problemi gravissimi e quotidiani – l’acqua che manca persino nei giorni festivi, una pressione tributaria sempre più pesante, servizi inefficienti – a Palazzo San Giovanni si consumano regolamenti di conti, epurazioni politiche e giochi di potere in vista delle prossime scadenze elettorali.
Il gesto degli undici consiglieri di maggioranza che rimettono le deleghe nelle mani della Sindaca, certifica una crisi politica profonda e irreversibile. Non è un atto di responsabilità verso la città, ma l’ammissione di un fallimento dopo tre anni e mezzo di amministrazione.
Nonostante siamo su posizioni politiche diametralmente opposte, devo ammettere che Ada Pavone, dimettendosi, ha fatto ciò che altri non hanno il coraggio di fare: ha scelto la coerenza. Ha scelto di non restare aggrappata a una poltrona svuotata di senso, ha scelto di rispettare il mandato ricevuto dai cittadini e di camminare a schiena dritta. Ed è proprio questa coerenza ad averla resa scomoda.
Giù la maschera, Sindaca.
I fatti hanno demolito la narrazione: tra le tue parole e la realtà c’è un abisso. Il civismo che proclami è solo una facciata, il potere che eserciti risponde a un’unica logica: la tua ambizione personale sempre e solo piegata a una perenne smania di carrierismo.
L’avevo detto. I fatti, ancora una volta, mi hanno dato ragione.”