«Nei mesi scorsi abbiamo approvato in Settima Commissione la mozione “Accoglienza sicura” nella quale chiedevamo un impegno specifico affinché i luoghi di sport e socialità non venissero destinati all’accoglienza, ritenendo necessario e urgente individuare le risorse necessarie e i luoghi adatti per politiche di integrazioni razionali e sostenibili». Ad affermarlo in una nota stampa sono i consiglieri comunali del Gruppo Red, Filippo Burrone, Carmelo Versace e Antonino Castorina.
"dati sensibili"
L’Associazione Manisco World, presieduta da Virginia Melissa Adamo, vittima diretta delle dinamiche settarie, è impegnata da tempo nella sensibilizzazione e nel contrasto di questo fenomeno sociale emergente e preoccupante. L’associazione, attiva in Italia, Spagna, Svizzera e America Latina, offre sostegno concreto alle vittime e alle loro famiglie e promuove iniziative legislative per colmare significativi vuoti normativi. L’impegno di Virginia Melissa Adamo nasce da una drammatica esperienza personale, avendo vissuto direttamente il coinvolgimento della figlia in una setta; una vicenda che ha avuto un ampio eco mediatico, arrivando a essere raccontata anche nel programma televisivo “Le Iene”.
La manipolazione emotiva e psicologica rappresenta una minaccia crescente, che agisce attraverso tecniche subdole e spesso devastanti, inducendo le vittime a modificare radicalmente la propria percezione della realtà e ad isolarsi dalle loro famiglie e dagli affetti più cari.
In passato, il reato di “plagio” previsto dal Codice Penale italiano puniva proprio chi sottoponeva una persona al proprio potere, riducendola in uno stato di soggezione totale. Tuttavia, nel 1981 la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale questa norma a causa della sua formulazione vaga e indeterminata, lasciando di fatto un vuoto normativo che non ha ancora trovato una soluzione adeguata.
Nei giorni scorsi, l’associazione ha incontrato la senatrice Tilde Minasi per discutere di una nuova proposta di legge mirata a colmare questo vuoto, introducendo specificamente il reato di “manipolazione emotiva e/o psicologica” nel Codice Penale. La senatrice Leghista si è fatta personalmente carico della proposta e si è impegnata a portarla all’attenzione della Commissione Giustizia del Senato, presieduta dall’avvocato Giulia Bongiorno, per seguire direttamente l’iter legislativo.
All’incontro erano presenti l’avvocato Vincenzo Dionisi, penalista esperto in dinamiche settarie, Virginia Melissa Adamo e il dott. Sergio Caruso, psicologo e criminologo, i quali hanno espresso gratitudine alla senatrice per la sensibilità dimostrata e il supporto dato all’iniziativa legislativa.
La proposta di legge prevede pene severe per chiunque, individualmente o in forma associativa, utilizzi tecniche manipolatorie per alterare la volontà di una persona, distorcendone la percezione della realtà, inducendola a vivere isolata o all’interno di gruppi, con finalità di profitto. Le pene sono aggravate in casi che coinvolgano minori, persone con capacità ridotte o in condizioni di particolare vulnerabilità, o se gli autori esercitano abusivamente professioni sanitarie o psicologiche.
Questo incontro rappresenta un passo cruciale per la definizione di strumenti giuridici adeguati a combattere un fenomeno che, secondo dati recenti, riguarda circa 1500 organizzazioni attive in Italia nel 2024, molte delle quali operano anche attraverso piattaforme digitali.
L’Associazione Manisco World rinnova il proprio impegno nella tutela dei cittadini e desidera esprimere profonda gratitudine alla senatrice Minasi per la sensibilità e l’attenzione dimostrate verso questa importante battaglia di giustizia e legalità.
L’incontro con la senatrice ha permesso di trovare una figura istituzionale capace di comprendere pienamente il significato e l’urgenza dell’iniziativa, dando voce con determinazione e impegno ad una proposta legislativa che si auspica possa presto concretizzarsi, fornendo strumenti efficaci per la prevenzione e il contrasto alle sette e alle psico-sette.
È stata firmata nel salone dei Lampadari “Italo Falcomatà” di Palazzo San Giorgio la “Carta Etica per il superamento dei divari e delle discriminazioni di genere nello sport”. L’Amministrazione comunale e l’assessorato alle Pari opportunità, diretto da Anna Briante, hanno accolto la proposta del Soroptimist International d’Italia e Assist (Associazione Nazionale Atlete).
Il pomeriggio è stato arricchito dai contributi video di Luisa Rizzitelli, Presidente Assist; di Adriana Macchi, Presidente nazionale Soroptimist e Giusy Versace, atleta paralimpica.
Come chiarito dalla presidente Galizia: «La firma rappresenta un momento significativo perché la Carta fornisce indicazioni sul come istituzioni e associazioni dovranno agire per allontanare le discriminazioni nel campo sportivo. Ringrazio il sindaco Falcomatà che si è adoperato per la firma che però non è un traguardo ma rappresenta un punto d’inizio, un gesto simbolico dietro al quale si attiveranno una serie di attività. Noi vigileremo e organizzeremo tavoli di confronto con associazioni sportive e amministrazioni per verificare il rispetto dei nove principi scritti sulla carta».
La Carta, tuttavia, prevede anche l’impegno per la «prevenzione e il contrasto a molestie e abusi nell’ambito sportivo grazie a progetti di sensibilizzazione e comunicazione, in rete con le istituzioni pubbliche, promuovendo percorsi culturali e formativi per lo sviluppo di processi culturali volti ad una maggiore inclusione in ambito sportivo.
Gli articoli della carta statuiscono «il diritto delle bambine a praticare qualsiasi tipo di disciplina sportiva, dall’altro il compito delle istituzioni di impegnarsi a sostenere politiche, iniziative e progetti che mirano alla prevenzione di abusi e molestie in ambito sportivo, oltre al contrasto di ogni stereotipo, pregiudizio, sessismo e bullismo». Un documento che non si limita ad essere una dichiarazione d’intenti, ma fornisce meccanismi operativi che garantiscono la reale applicazione dei principi enunciati, diventando supporto anche per gli aspetti pratici come ad esempio: criteri di utilizzo degli impianti sportivi, la raccolta dei dati, la comunicazione, il sostengo alle atlete e la valutazione dei risultati conseguiti.
L’ultimo appuntamento per le iniziative relative all’8 marzo è previsto il 16 marzo, alle ore 17.00 nel Salone dei Lampadari “Italo Falcomatà” con la “CollettivA STRETTESE” che presenterà un reading letterario tratto da “Stiamo Strette”, antologia di racconti di diciassette scrittrici calabresi e siciliane, edita da Città del Sole e curata da Eleonora Scrivo e Tiziana Calabrò.
Giornata nazionale del fiocchetto lilla: il Comune di Reggio aderisce e colorerà Palazzo San Giorgio
In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare (DCA), il Comune di Reggio Calabria conferma il proprio impegno nella lotta contro queste patologie, che rappresentano un’emergenza sanitaria sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani.
Palazzo San Giorgio si illuminerà di lilla come segno di adesione alla campagna nazionale.
All’ordine del giorno dell’ultima seduta della 5ª Commissione consiliare (Politiche sociali e della salute, sanità, politiche abitative), presieduta dal consigliere Giovanni Latella, è stata audita Vanessa Polimeni -presidente dell’Associazione Ananke- per individuare e condividere iniziative volte a sensibilizzare la comunità sul tema dei disturbi alimentari.
Il Centro Ananke, primo della regione Calabria e di Reggio Calabria, nasce da un progetto di Villa Miralago, centro specializzato nei disturbi alimentari, con l’obiettivo di diffondere competenze e conoscenze su tutto il territorio nazionale.
Ananke opera, infatti, in piena sinergia con Villa Miralago per garantire un trattamento multidisciplinare ai pazienti nella nostra città.
I centri ambulatoriali Ananke accolgono persone in difficoltà, offrendo uno spazio di ascolto, in particolare per gli adolescenti che rappresentano la fascia più colpita da questi disturbi; dati divenuti peggiori dopo la pandemia.
“I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione sono un problema sempre più diffuso, che riguarda da vicino le nostre famiglie” ha sottolineato Vanessa Polimeni.
L’équipe multidisciplinare del Centro Ananke è composta da vari professionisti tra cui la dottoressa Angela Pavone, la dottoressa Rita Tutino, il dottor Antonio Girella e il dottor Gennaro Falcone, psichiatra.
Grazie proprio all’intervento della presidente dell’associazione, i consiglieri della Commissione consiliare hanno acquisito informazioni fondamentali sui disturbi del comportamento alimentare.
Spesso si pensa solo ad anoressia e bulimia, ma i disturbi alimentari comprendono anche ortoressia nervosa, binge eating disorder, night eating syndrome, anoressia inversa (vigoressia), vomiting, bigoressia, diabulimia e altre patologie emergenti.
Se trattati adeguatamente, questi disturbi possono essere affrontati e curati; per tali motivi è stata sottolineata la necessità di sensibilizzazione e prevenzione, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, attraverso un programma mirato rivolto ai più giovani. I consiglieri hanno espresso unanime supporto nell’individuare le migliori strategie per coinvolgere gli studenti; anche attraverso apposite iniziative con le mense scolastiche.
In occasione di questa ricorrenza del 15 marzo, oltre all’illuminazione di Palazzo San Giorgio, verrà ospitato un open day curato direttamente dall’associazione Ananke.
Successivamente, con il coinvolgimento diretto delle scuole, si svilupperà un programma di sensibilizzazione e informazione in collaborazione con il settore comunale della Pubblica Istruzione e delle Politiche Sociali.
Istituto Comprensivo “Catanoso – De Gasperi”: “Stop al bullismo! Connettiamoci con rispetto”
“Stop al bullismo! Connettiamoci con rispetto”: è il titolo dell’incontro che ha catturato l’attenzione di studenti, genitori e insegnanti sul tema del bullismo.
All’interno dei locali dell’auditorium dell’istituto Comprensivo “Catanoso – De Gasperi” di Reggio Calabria sabato 7 marzo, si è tenuto l’appuntamento pensato e ideato dalla stessa scuola, con la supervisione della prof.ssa Nicla Rodà, per sensibilizzare giovani e famiglie sul tema del bullismo e del cyberbullismo.
Argomento delicato e di forte attualità se pensiamo che il fenomeno è tristemente in crescita, con dati davvero preoccupanti: 6 studenti su 10 sono vittime di atti di violenza.
Cos’è il bullismo? Come arrestare il fenomeno? Quali conseguenze lascia ai nostri ragazzi? Quali sono le responsabilità e quali i rischi della rete? A queste e a molte altre domande, si è cercato di dare una risposta nel corso dell’incontro grazie agli interventi di ospiti autorevoli.
“Sono contento della presenza di numerosi ragazzi perché sappiamo quanto gli studenti affrontino ogni giorno il tema del bullismo sulla propria pelle – ha spiegato il prof. Marco Geria, dirigente dell’istituto scolastico ‘Catanoso-De Gasperi’ – E’ importante parlarne ed esprimere i disagi e i problemi provando a fidarsi del mondo degli adulti. Ricordo che il principale nemico del bullismo è il silenzio. Trattiamo quotidianamente l’argomento del contrasto al bullismo, e insieme ai docenti cerchiamo di mettere in guardia gli studenti dai rischi e dalle conseguenze che gli atti di violenza possono avere”.
L’evento, moderato dal giornalista Vincenzo Comi e trasmesso sulla pagina Facebook di CityNow, ha visto la partecipazione dell’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Reggio Calabria Anna Briante e delle forze dell’ordine in particolare del capitano del Comando dei Carabinieri di Reggio Calabria Francesco Severi e dell’agente scelto del centro operativo sicurezza cibernetica Polizia Postale ‘Calabria’ Maria Luisa Rossello.
“Affrontiamo oggi un tema a dir poco allarmante. E’ importante conoscere l’inquadramento giuridico per comprendere il tema del bullismo ed è la legge n. 71 del 2017 a spiegarci cos’è il fenomeno. Bullismo e cyberbullismo sono forme di violenza, di prepotenza e prevaricazione spesso e volentieri nei confronti di una persona considerata, per motivi stupidi, debole. Oggi il bullismo e il cyberbullismo non sono considerati reati specifici ma tutti i comportamenti che li scatenano, presi singolarmente possono essere perseguiti come reati, come la minaccia, gli atti persecutori, la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, diffamazione etc.. Fate attenzione – conclude il capitano Severi – perché tutto ciò che fate oggi, si riflette domani nelle vostre vite compromettendo anche le vostre carriere. Utilizzate la testa. I cellulari sono come armi, utilizzate le informazioni che avete con consapevolezza, coscienza e responsabilità”.
E’ toccato poi all’agente scelto della Polizia postale Maria Luisa Rossello raccontare le storie di Carolina e Alessia, due ragazze vittime di bullismo. Due racconti dagli epiloghi opposti, che testimoniano quanto gli atti di bullismo possano ferire, fino al suicidio.
Sono oltre un milione gli studenti in Italia, tra 15 e 19 anni che nel corso del 2024 hanno subito episodi di bullismo. Oltre il 25% degli studenti di scuola secondaria di secondo grado è stato vittima di bullismo. Uno studente su tre ha subito aggressioni fisiche. Determinante, alla luce degli ultimi dati, è l’aspetto psicologico cercando di prevenire gli atteggiamenti di violenza.
“Importante è il concetto di prevaricazione dal quale scaturisce un comportamento aggressivo su una persona più fragile – spiega la Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Giusy Casile – Atteggiamento che può scatenarsi non soltanto dal bullo ma anche da cosiddetto ‘aiutante del bullo’ ovvero la persona che non partecipa direttamente ma che è dalla parte del bullo. Come educatori dobbiamo cercare di sensibilizzare i nostri ragazzi e spingerli a essere dalla parte della vittima e non del bullo”.
Infine l’avv. Antonino Polimeni, esperto in diritto di internet e presidente dell’associazione ‘Digital for children’ ha chiuso, coinvolgendo i numerosi studenti, l’importante incontro.
Ponte sullo Stretto, Caminiti: “Comunità villese rivive l’incubo a cadenza decennale”
La Sindaca del Comune di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, al rientro del dibattito a Bruxelles sul progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, al quale hanno partecipato anche il circolo del Pd villese e la presidente del comitato “Titengostretto”, interviene nuovamente, tramite una nota, sulla vertenza riguardante l’Opera: “A Bruxelles ho rappresentato ancora una volta la posizione dell’amministrazione comunale diventata – con i deliberati consiliari – la posizione della Città di Villa San Giovanni rispetto al progetto definitivo aggiornato del ponte sullo Stretto: l’invito dell’onorevole Tridico (che ringrazio personalmente per l’opportunità che ha dato alla Città) ci ha permesso di avanzare richieste precise. La prima richiesta: che l’Europa valuti con la massima attenzione la valutazione di impatto appropriata licenziata con esito negativo nel parere della commissione VIA VAS del 19 novembre 2024, soprattutto perché le mitigazioni ambientali proposte dalla Stretto Di Messina e pubblicate il 9 gennaio 2025 dal Ministero sono assolutamente insufficienti e contrastanti per Villa San Giovanni, ma anche insufficienti per l’area dello Stretto (che è interessata dalla presenza di zone di protezione speciale e zone speciali di conservazione tutelate con le direttive Habitat e Natura 2000 dall’Europa). La seconda richiesta: qualora questo progetto definitivo aggiornato arrivi al vaglio del CIPESS (pur non essendoci le condizioni perché ciò avvenga!) l’Europa sostenga la richiesta del consiglio comunale di Villa San Giovanni di astensione dalla dichiarazione di pubblica utilità. Una motivazione giuridica sostiene la nostra richiesta: in mancanza di un progetto definitivo di cantierizzazione, infatti, non è esattamente individuata l’area da espropriare e questo è l’unico caso giuridico in cui il CIPESS potrà astenersi dalla dichiarazione di pubblica utilità e “liberare“ una città e soprattutto i suoi espropriandi dall’incubo di un’occupazione imminente delle proprie abitazioni e degli spazi interessati. Noi abbiamo tenuto dal novembre 2022 una posizione istituzionale, condivisa con la presentazione del ricorso al Tar con la Città Metropolitana e con il sindaco Falcomatà: una battaglia per il rispetto delle istituzioni e per la tutela del territorio. Lo abbiamo detto in ogni dove, partecipando a tutti i confronti sul ponte, quelli del sì e quelli del no, ricevendo nella nostra sala consiliare tutti coloro che ne hanno fatto richiesta e di entrambi i fronti. Siamo stati seduti a tutti i tavoli istituzionali, abbiamo partecipato senza mancare una scadenza alle conferenze del MASE e del MIT, presentando osservazioni e prescrizioni. La commissione VIA VAS ha recepito le nostre osservazioni sugli studi disponendoli con ottemperanza prima della presentazione del progetto esecutivo: ma la società proponente continua a sostenere che gli studi vanno eseguiti nel momento della progettazione esecutiva. Non è ciò che chiediamo sin dall’inizio: non abbiamo preteso di sostituirci nel potere decisorio al Governo (la legge obiettivo del 2004 ha resistito al vaglio della magistratura amministrativa), e noi che siamo istituzione rispettiamo le istituzioni e sappiamo che la Città non decide e che solo la sensibilità politica nazionale avrebbe potuto introdurre il dibattito pubblico. Non lo ha fatto e ne abbiamo preso atto! Abbiamo chiesto che almeno cambiasse il paradigma: non più la solita opera infrastrutturale da propaganda elettorale, ma un metodo nuovo tecnico scientifico che dia ai territori la possibilità di governare la fase di cambiamento. E non solo la fase in cui il cantiere verrà aperto (che per Villa San Giovanni sarà più devastante del ponte stesso perché vuol dire tagliare in 2 la città!) ma l’oggi. L’ente territoriale deve avere contezza e consapevolezza, il che presuppone che deve avere tutti gli strumenti che permettano la visione per il territorio. Adesso l’Europa è chiamata a valutare il progetto sulla base di una valutazione di impatto appropriata negativa, che non si deroga ex lege perché non siamo davanti a un caso di salute pubblica o di sicurezza. Lo hanno detto i ministri Pichetto Frattin prima e Salvini dopo che gli atti vanno mandati in Europa: ecco perché siamo stati a Bruxelles a chiedere attenzione. La mancanza di un progetto di cantierizzazione, la mancanza dei progetti definitivi di risoluzione delle interferenze (fognaria, idrica, viabilità di cantiere, pubblica illuminazione) e del progetto di monitoraggio ambientale per la fase pre apertura cantieri, impongono una fase di approfondimento prima del CIPESS, ad oggi negata. Se mai questo progetto definitivo aggiornato (che per noi non è un progetto definitivo perché manca dei presupposti di legge), superando anche la commissione europea, dovesse arrivare al CIPESS, bisognerà battersi per ottenere l’astensione del comitato dalla dichiarazione di pubblica utilità, perché la Città teme un’incompiuta e la Comunità rivive un incubo che torna ogni 10 anni e che tale resterà fino a quando ogni dubbio strutturale, ambientale, di sostenibilità economica non sarà superato. “, scrive la Sindaca Caminiti
Centro Calabrese di solidarietà Ets: continua il progetto “YEI! – Youth Education Improvement”
Continua “YEI! – Youth Education Improvement”, progetto promosso dal Centro Calabrese di solidarietà Ets, selezionato da UniCredit Foundation nell’ambito della “Call for Education 2023”. Si tratta di un’iniziativa innovativa volta a contrastare la povertà educativa e l’abbandono scolastico nella regione Calabria che coinvolgerà le cinque città capoluogo.
La Calabria è una delle regioni più svantaggiate d’Italia e d’Europa, con tassi di abbandono scolastico tra i più alti del continente. Secondo un recente studio di Save the Children, solo il 2,5% dei bambini calabresi ha accesso agli asili nido, e appena il 20% degli alunni delle scuole elementari beneficia di un orario scolastico a tempo pieno. Queste disuguaglianze strutturali limitano le opportunità di crescita e sviluppo delle giovani generazioni, con conseguenze negative sul loro futuro scolastico, professionale e sociale.
Il progetto “YEI” mira a creare una rete di dieci centri pilota contro la povertà educativa, istituiti in altrettante scuole calabresi. L’obiettivo è fornire ai giovani strumenti e competenze per prendere decisioni informate sul proprio futuro, riducendo il rischio di abbandono scolastico e favorendo lo sviluppo di abilità cognitive, relazionali e socio-affettive.
Dopo una campagna di sensibilizzazione online, per accendere i riflettori sul tema dell’abbandono scolastico, il progetto si rivolge alle scuole calabresi per individuare 10 istituti (5 scuole secondarie di primo grado e 5 di secondo grado) che ospiteranno i centri pilota. Le scuole selezionate riceveranno un premio di 1.000 euro e faranno parte della rete “YEI!”. Una giuria di esperti valuterà le proposte delle scuole, privilegiando quelle più innovative e provenienti da aree con alti tassi di povertà educativa.
Nei centri pilota, gli studenti parteciperanno a focus group, attività di tutoraggio, programmi di rafforzamento familiare e stage estivi in ambiti come informatica, sanità e diritto. Un sistema di monitoraggio continuo, attraverso questionari e analisi dei dati, garantirà l’efficacia del progetto e la sua adattabilità alle esigenze dei beneficiari.
Il progetto coinvolgerà direttamente: 200 studenti (100 delle scuole secondarie di primo grado e 100 delle scuole superiori) a rischio di abbandono scolastico; 70 famiglie svantaggiate; 50 insegnanti; 30 organizzazioni pubbliche e private operanti nel campo dell’istruzione.
“YEI” rappresenta un’opportunità unica per i giovani calabresi, offrendo loro strumenti concreti per costruire un futuro migliore. Attraverso un approccio partecipativo e dal basso, il progetto mira a creare un partenariato regionale changemaker nel campo dell’istruzione, riducendo il numero di NEET (giovani che non studiano e non lavorano) e promuovendo l’inclusione sociale.
“Con YEI!’ vogliamo dare una risposta concreta alla povertà educativa in Calabria. Crediamo che investire nei giovani significhi investire nel futuro della nostra regione.”, afferma Isolina Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà ETS, ha dichiarato:
“Questo progetto non solo sostiene gli studenti, ma coinvolge anche le famiglie e gli insegnanti, creando una rete di supporto che va oltre la scuola”, ha aggiunto Silvia Saladino, referente del progetto.
Un normale controllo del territorio dei Carabinieri della Stazione di Catona ha portato alla scoperta di un ingente arsenale di armi e materiale esplosivo nel quartiere di Arghillà, infliggendo un colpo importante alla criminalità organizzata. L’arsenale è stato rinvenuto in un immobile del quartiere, occultato dietro un muro nell’ultimo piano dell’edificio.
Rinvenimento dell’arsenale: Un deposito nascosto di armi e materiali esplosivi
Nel corso delle operazioni, i Carabinieri hanno individuato e sequestrato quattro barili contenenti un vasto assortimento di armi da guerra, munizioni, e materiale esplosivo. Il contenuto, adeguatamente sigillato per garantirne una lunga conservazione, includeva fucili di varia tipologia, pistole di diversi calibri, munizioni da guerra, nonché panetti di tritolo, alcuni dei quali con detonatori già innescati. Inoltre, sono stati rinvenuti numerosi componenti elettronici, utilizzabili per la realizzazione di ordigni esplosivi telecomandati o a tempo.
Intervento degli artificieri dell’Arma dei Carabinieri: messa in sicurezza dell’area
Data la pericolosità del materiale rinvenuto, sono intervenuti nell’immediato gli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’intera area.
L’intervento ha richiesto diverse ore, al termine delle quali l’arsenale è stato trasferito in caserma per gli accertamenti necessari.
Le Forze dell’Ordine in prima linea: risposta tempestiva e decisa alla criminalità
L’operazione testimonia l’efficacia delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità sul territorio. I Carabinieri, costantemente impegnati nella sorveglianza e nel monitoraggio delle aree più sensibili, hanno agito con prontezza, interrompendo sul nascere un possibile pericolo per la sicurezza pubblica. La presenza costante dei Carabinieri nel quartiere di Arghillà rimane un punto di riferimento fondamentale per garantire tranquillità e ordine nella zona.
Metrocity celebra la Giornata della Memoria con uno spettacolo di Pier Paolo Levi ed Enzo de Liguoro
Attraverso immagini evocate, l’orrore della Shoah prenderà forma per invitare a riflettere su temi attuali come uguaglianza, libertà e il pericolo delle discriminazioni razziali. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico, collegando il passato al presente, per comprendere le drammatiche conseguenze di xenofobia e razzismo.
Pier Paolo Levi, raffinato musicista formatosi al Conservatorio “Monteverdi” di Bolzano e all’Accademia Filarmonica di Bologna, è noto per aver interpretato musiche di autori ebrei composte nei lager nazisti, tra cui una memorabile esecuzione presso la Risiera di San Sabba a Trieste nel 2006. La sua eredità, familiare, culturale, musicale e umana è intrisa di storie che toccano profondamente il cuore di chi ascolta.
Enzo de’ Liguoro, responsabile del progetto teatrale, è educatore e attore riconosciuto a livello europeo. Vanta collaborazioni con Marina Abramovich e si è formato seguendo percorsi artistici guidati da Steven Berckoff, Marilyn Fried dell’Actor studios e Emma Dante. Nella sua lunga esperienza ha collaborato con, fra gli altri, con Ugo Pagliai e Philippe Leroy. Sul piccolo schermo interpreta il personaggio Gennaro Palumbo nel cast della nota soap opera “Un posto al sole”. Ricopre inoltre il ruolo del famoso storico ciclista Alfredo Binda, nel video promo del Museo a lui dedicato a Cittiglio sul Lago Maggiore.
Attrice e cantante, Alessandra de’ Liguoro, sta affinando le sue tecniche artistiche nel gruppo di formazione del Teatro Alfieri di Torino, diretto dal maestro Luciano Cannito. Nella sua attività, annovera collaborazioni con registi e musicisti come Walter Manfrè, oltre Nik Mancuso e lo stesso maestro Pierpaolo Levi. “Miglior interprete in Versi nel mondo” e “Professionista d’eccellenza” per l’Accademia della Crusca.
Lo spettacolo sarà replicato in numerose località calabresi, con circa 30 repliche in totale, e si avvale della collaborazione speciale dell’associazione culturale “Agafray” di Monasterace (RC), che rende l’evento ancora più significativo, legandolo profondamente al territorio.
L’Istituto comprensivo di Laureana di Borrello organizza un incontro per la Giornata della Memoria
In occasione del “Giorno della Memoria 2025“, l’Istituto Comprensivo di “Laureana di Borrello – Galatro – Feroleto della Chiesa”, in collaborazione con la sezione intercomunale ANPI Laureana di Borrello – Serrata – Galatro e l’Istituto “Ugo Arcuri” per la Storia dell’Italia Contemporanea e dell’Antifascismo in Provincia di Reggio Calabria, organizza un incontro educativo per gli studenti.
L’evento si terrà durante la mattinata di sabato 25 gennaio e coinvolgerà le classi terze del plesso scolastico di Laureana, che avranno l’opportunità di incontrare lo storico Rocco Lentini, presidente dell’Istituto “Ugo Arcuri” e membro della Commissione didattica dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”.
Lentini presenterà il suo libro “Nel recinto dell’inferno. I calabresi nei lager nazisti”, un’opera che ricostruisce, attraverso schede nominative e testimonianze, le vicende dei deportati calabresi nei campi di concentramento nazisti, evidenziando il contributo e le sofferenze della Calabria durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il volume di Lentini smentisce la retorica di una Calabria estranea alle persecuzioni naziste e alla lotta all’antifascismo, illustrando documenti che testimoniano le sofferenze patite da numerosi calabresi nei campi di concentramento allestiti in tutta Europa dalle truppe delle SS. Il libro, accorpando schede nominative precise degli internati, dati e testimonianze, compone i diversi drammi in un contesto unitario, tracciando anche le linee guida per ulteriori studi sull’argomento che, ancora oggi, presentano lacune, incertezze ed omissioni da colmare.
L’incontro, coordinato da Amalia Giordano, presidente della sezione ANPI intercomunale, mira a sensibilizzare i giovani sugli orrori dell’Olocausto, sottolineando il coinvolgimento dei calabresi nelle persecuzioni naziste, spesso trascurato, e sull’importanza della memoria storica, affinché tragedie simili non si ripetano.
L’ANPI Laureana-Galatro-Serrata, costituita nel giugno 2022, continua il suo impegno nella promozione dei valori dell’antifascismo e della Resistenza, organizzando eventi culturali e formativi nel territorio. In un periodo storico in cui, in diverse parti del mondo, emergono nuove forme di fascismo, è fondamentale non dimenticare.