Per il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso: “L’istituzione di un’unica Zona economica speciale (Zes) per il Mezzogiorno, annunciata dalla presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, rappresenta per la Calabria e tutto il Sud un’importante occasione di crescita e sviluppo. E’ un’azione – aggiunge – che porterà certamente benefici al nostro territorio. Si tratta di un segnale di attenzione, da parte del Governo nazionale e della Commissione Europea, da cogliere e valorizzare. La ‘Zes’ speciale per il Sud si innesta idealmente nel più generale progetto di rinnovamento che la Calabria intende concretizzare, anche grazie alle politiche coraggiose e riformatrici del governo regionale guidato dal presidente Occhiuto”.
governo meloni
Chiusura galleria Limina, Morabito (Pd): “Scongiurare l’isolamento del territorio”
Non possiamo che condividere tutte le iniziative che in questi giorni si stanno svolgendo per scongiurare l’isolamento di un territorio con la chiusura della Jonio/Tirreno.
La chiusura della Jonio/Tirreno non è stata certo pianificata in pochi giorni.
I nostri governanti, nazionali e locali, sapevano da tempo che c’era l’esigenza di una manutenzione significativa. Ma in tutto questo tempo di cosa si sono preoccupati Salvini/Meloni/Occhiuto?
Di tutto meno che delle popolazioni della locride!
Possiamo capire che Salvini/Meloni pensano di vivere in un altro mondo, ma è davvero incomprensibile che il governatore di centro destra della Calabria, non apra fin da subito un confronto con Governo ed ANAS per esprimere non solo la rabbia ed il malcontento di un territorio che subirà disagi e danni incalcolabili, ma per cercare soluzioni alternative e soprattutto per affrontare in maniera definitiva i lavori della 106 e della Bagnara/Bovalino che possono alleviare il disagio e l’isolamento della locride.
E’ paradossale che un Governo nazionale con il suo ministro Salvini si preoccupi solo ed esclusivamente di alzare il tetto dei compensi dei manager della Società Stretto di Messina che si dovrebbero occupare della costruzione del Ponte ed addirittura di aggiungere il privilegio (solo per loro) di godere anche della pensione, nel mentre, lo stesso Governo abolisce senza alcun criterio il reddito di cittadinanza, lasciando migliaia di famiglie in grandi difficoltà economiche e si oppone all’introduzione del salario minimo.
Il problema delle infrastrutture del territorio jonico e calabrese in generale è decisamente più importanti e prioritario rispetto ad un fantomatico ponte dello stretto che ad oggi vede solo aumentare i privilegi a favore di ex boiardi di stato.
Saremo sempre e comunque a fianco dei cittadini della locride e continueremo a lavorare con i nostri parlamentari, consiglieri regionali, sindaci ed eletti ad ogni livello, per dare sostegno ad ogni iniziativa politica necessaria per trovare soluzioni alternative all’isolamento della territorio jonico.
Porto di Corigliano Rossano, Rapani: «Governo e Autorità portuali attenti alle esigenze dello scalo»
“Il Governo Meloni conferma, qualora ve ne fosse bisogno, quanto sia attenta al territorio, del sud e nel nostro caso particolare dei porti calabresi, degli scali di Corigliano Rossano e di Crotone». È quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia e componente della commissione Giustizia, Ernesto Rapani.
«Lo stanziamento di 2,5 milioni di euro destinati dal Ministero delle Infrastrutture all’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio servirà per programmare degli interventi nei porti che ricadono sotto la giurisdizione. Nel particolare 120mila euro saranno destinati ai lavori per una nuova realizzazione ed ammodernamento della viabilità di accesso all’area portuale di Corigliano Rossano. Saranno, invece, quattro – spiega il senatore Rapani – gli interventi destinati al porto di Crotone, dal valore complessivo di un milione: 140mila euro per la realizzazione di opere in prosecuzione del molo foraneo del porto vecchio; 200mila saranno investiti per l’adeguamento statico molo Foraneo, altri 200mila per l’adeguamento statico del molo Giunti e 450mila euro per la realizzazione del centro polifunzionale da destinare a stazione marittima e sede dell’Autorità portuale. Un milione, infine, sarà destinato al porto di Gioia Tauro per la realizzazione di un capannone e 200mila a Vibo dove sono previsti adeguamenti statici della banchina Bengasi e del molo sud».
«Esprimo, dunque, doppia soddisfazione: per gli impegni del governo in Calabria e per le attenzioni che l’ammiraglio Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, sta rivolgendo al porto di Corigliano Rossano, con l’obiettivo di far decollare lo scalo marittimo e renderlo appetibile e produttivo. In un recente incontro avevo posto all’attenzione dell’ammiraglio proprio le criticità rappresentate dalla viabilità di accesso. L’intervento programmato è il frutto di quella interlocuzione. E questo – conclude Ernesto Rapani – è solo l’inizio poiché nei prossimi mesi il porto di Corigliano Rossano sarà oggetto di consistenti interventi di potenziamento e ampliamento come la banchina croceristica».
Caldo estremo, Rapani: “Il governo Meloni tutela i lavori edili ed agricoli. Calabria in prima fila”
“Nel merito della nomina del presidente Stefano Bonaccini a commissario della ricostruzione in Emilia Romagna dopo gli eventi alluvionali degli ultimi giorni, non ho difficoltà a dire che ha ragione Bonaccini: l’attività di ricostruzione deve essere svolta in sintonia con gli uffici della Regione. Ci sono procedure, adempimenti, nonché l’adeguamento della programmazione, che prevedono in maniera sostanziale un contributo importante da parte dell’amministrazione regionale. Allora, nominare come commissario della ricostruzione il presidente della Regione mi sembra la cosa più logica”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo ad “Agorá”, su Rai 3. “Peraltro, sarebbe un modello già applicato – ha aggiunto Occhiuto – all’epoca della ricostruzione post-terremoto, che ha funzionato. È vero che gli eventi hanno interessato in maniera più importante l’Emilia Romagna, ma anche altre Regioni come le Marche e la Toscana. Quindi si tratta di capire come si può fare per nominare un commissario che si faccia carico della ricostruzione anche di altre Regioni. Il governo non ha bisogno dei miei consigli perché, anche per ammissione di Bonaccini, è intervenuto con grande tempestività e con un decreto che destina risorse importanti. Io però al posto del governo non avrei esitazioni a ritenere Bonaccini la persona giusta per occuparsi della ricostruzione nella sua Regione”. (ANSA).
La conferenza episcopale italiana ha criticato lo stato di emergenza sui migranti e la stretta sulla protezione speciale, invitando il governo a concentrarsi su Lampedusa. Nuova stretta sui richiedenti asilo: il governo Meloni conferma la linea dura nel contrasto all’immigrazione irregolare e ha presentato in Senato un emendamento al decreto Cutro che punta a limitare il regime di protezione speciale per chi sbarca nelle coste italiane, con l’obiettivo di scoraggiare le partenze dal Nord Africa. La strategia complessiva dell’esecutivo, che sui migranti ha dichiarato lo stato d’emergenza, è però criticata dai vescovi italiani. Secondo il cardinale Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), già da diversi mesi l’emergenza vera è a Lampedusa. Con il moltiplicarsi degli arrivi dal Nord Africa (+300 per cento nei primi mesi del 2023 rispetto all’anno scorso), il governo ha deciso di adottare nuovi strumenti di deterrenza per i flussi irregolari presentando alla commissione Affari costituzionali del Senato due maxi-emendamenti al decreto legge Cutro. Giro di vite sulla protezione speciale Tra le misure principali spicca quella già contenuta nei decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini da ministro dell’Interno nel Conte I, che prevede un giro di vite alla protezione speciale: si vuole escludere la possibilità di ospitare i richiedenti asilo nella rete del sistema di accoglienza ed integrazione gestita con i Comuni. Così i migranti dovranno andare nei centri di accoglienza per “stranieri irregolari” e negli hotspot, fino alla decisione sulla richiesta d’asilo. Quanto a Lampedusa, dove si concentrano gli arrivi, è stato proposto un collegamento marittimo in più per garantire il trasferimento di almeno 400 migranti al giorno dall’isola a un porto della Sicilia meridionale, mentre fino al 31 dicembre 2025 il ministero dell’Interno potrà avvalersi della Croce rossa italiana per la gestione dell’hotspot. Il nuovo decreto dovrebbe essere esaminato in aula al Senato tra il 18 e il 20 aprile, prima del passaggio alla Camera per l’ok definitivo, ma già sono arrivate critiche. A partire dai vescovi. ‘Emergenza non dichiarata nel 2014 con oltre 170 mila ingressi l’anno’ Il cardinale Matteo Zuppi, in particolare, ha contestato la decisione del governo di dichiarare lo stato d’emergenza: “Anche in situazioni con più di 170 mila ingressi l’anno come nel 2014 non è stata dichiarata l’emergenza”, ha ricordato il presidente della Cei, sottolineando che “la vera emergenza è Lampedusa da mesi”. Zuppi ha bocciato anche la scelta di stringere le maglie della protezione speciale, sollecitando invece ad applicare bene “quella normale”. Oltre alle normative contro i flussi irregolari, a Roma resta aperto il canale con la Tunisia. Sul piano bilaterale, si lavora in due direzioni: “Rafforzare il contrasto ai trafficanti di esseri umani” e alimentare i canali legali, ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo un incontro con l’omologo tunisino Nabil Ammar, annunciando che a breve arriveranno in Italia “4 mila lavoratori formati in Tunisia”. Ancora più decisiva è la partita per lo sblocco del prestito da 1,9 miliardi dell’Fmi. Alle resistenze dei Paesi europei e soprattutto di Washington per la scarsa fiducia riposta nel presidente tunisino Saied, l’Italia ha risposto sottolineando che a Tunisi, pur con tutte le criticità del caso, c’è un “governo legittimo” e per questo va rispettato. Quindi, ha insistito Tajani, per evitare che il Paese collassi la soluzione migliore è “cominciare a finanziare la Tunisia con una prima tranche” e condizionare i successivi prestiti alla “progressiva implementazione delle riforme”. Tunisi conta su Roma perché faccia pressing anche in ambito Ue, ha sottolineato da parte sua il ministro Ammar. (Picture shows Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei).
Dl Ponte dello Stretto, il Comitato Ponte Subito: “Giornata storica, il grande sogno diventa realtà”
“Oggi è una giornata storica per il Ponte sullo Stretto di Messina: con il decreto legge approvato dal governo Meloni, il grande sogno del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia torna a materializzarsi in modo concreto”. Il Comitato Ponte Subito, in una nota, esprime “grande soddisfazione per la rapidità con cui questo governo, trainato dalla tenacia del ministro Salvini, in meno di cinque mesi ha bruciato le tappe e recuperato oltre undici perduti per la balorda politica dei ‘no’”.
“Il decreto legge di oggi – prosegue il comitato che si batte per la realizzazione dell’opera – determina il riavvio delle attività di programmazione e progettazione del Ponte in modo molto pratico: finalmente si torna a parlare della grande opera dello Stretto dal punto di vista tecnico e operativo. L’elemento principale è il cronoprogramma di realizzazione, che prevede la relazione di adeguamento del progetto definitivo e l’approvazione del progetto esecutivo entro il 31 luglio 2024, cioè tra poco più di un anno. La posa della prima pietra è quindi vicinissima: la cantierizzazione delle prime opere accessorie potrà infatti precedere abbondantemente l’approvazione del progetto esecutivo. Nel decreto si fa esplicito riferimento anche alla copertura finanziaria dell’investimento, alle tariffe del pedaggio e all’aggiornamento del piano di espropri. Particolare importanza ha l’istituzione di un comitato scientifico che guiderà le attività tecniche e progettuali: il decreto sancisce che opererà secondo principi di autonomia e indipendenza, e siamo certi che sarà la massima espressione delle straordinarie eccellenze ingegneristiche che esalteranno le qualità della scienza italiana per la realizzazione della grande opera che diventerà il più importante simbolo virtuoso dello sviluppo e della modernità del nostro Paese in tutto mondo. I progettisti avranno l’occasione per adeguare la qualità architettonica delle opere infrastrutturali di raccordo tra il Ponte e l’asse stradale e ferroviario calabrese e siciliano: una lunga serie di ponti, viadotti e gallerie che nel passaggio al progetto esecutivo potranno essere migliorati all’insegna delle più moderne tecnologie e soprattutto dello stile contemporaneo di integrazione delle grandi infrastrutture architettoniche nel contesto paesaggistico dei luoghi”.
“Con enorme e rinnovato entusiasmo – conclude il Comitato Ponte Subito – non solo Calabria e Sicilia ma l’Italia intera può tornare a guardare al futuro con prospettive di fiducia per crescita e sviluppo infrastrutturale, economico, culturale e sociale”.
E sono 42! In poco tempo le Forze dell’Ordine, la Magistratura e le Istituzioni tutte hanno inferto pesanti colpi alle mafie. Specialmente, negli ultimi mesi vi sono stati arresti ponderosi a cominciare da Matteo Denaro Messina a finire ad Antonio Strangi. Colpi duri che comprovano la volontà di questo Governo di fare sul serio e di proseguire nel percorso di bonifica e di taglio effettivo della parte malata della nostra società. Senza aggiungere le ultime operazioni avvenute in Calabria che hanno dimostrato, ancora una volta, la collusione tra la ‘ndrangheta, l’impresa e la politica. Un connubio deleterio per la società che, però, esiste ed ha portato la regione ad avere sempre più un controllo quasi diretto da parte delle lobby trasversali di potere. Indagini certosine che hanno comprovato questo sistema corruttivo tendente, quasi esclusivamente, ad acquisire illegalmente risorse pubbliche per il bene di pochi. Una tale azione, però, ha un vulnus: quello di arrivare sempre e spesso molto tardi, consentendo alla criminalità organizzata e alle lobby di gestire la cosa pubblica per molti anni, radicandosi sempre più nei gangli delle Istituzioni. Ecco che soggetti insospettabili diventano il chiavistello per scardinare e derubare il bene pubblico. Ebbene, per tali condotte illecite bisogna creare un processo che abbia priorità e che, in caso di condanna, allontani definitivamente questi dal sistema istituzionale. Molto importanti sono stati e sono, ancora, i testimoni ed i collaboratori di giustizia, che, però, devono essere maggiormente tutelati: loro mettono a repentaglio la propria incolumità, oltre quella dei familiari, per fornire un contributo, quasi sempre rilevante, per l’accertamento della verità. Meritano una maggiore attenzione e tutela. Non possono essere dimenticati dopo aver consentito il raggiungimento del risultato. Su questi punti vi è necessità di maggiore attenzione ed impegno da parte di tutti i soggetti che possono fornire un forte contributo, a cominciare dalla politica sana. E per il centrodestra tale obiettivo è, certamente, prioritario.
Emanuele Scalzo è stato riconfermato all’unanimità segretario della FILLEA CGIL Catanzaro-Crotone-Vibo. L’elezione è avvenuta al termine di un articolato dibattito che si è tenuto nella Sala Conferenze del Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro, alla presenza tra gli altri di Antonella Mochieri della FILLEA nazionale, del segretario regionale Simone Celebre ed al segretario della CGIL Area Vasta Enzo Scalese. La discussione congressuale del XIX CONGRESSO CGIL vede impegnate tutte le Strutture dell’Organizzazione: muove i suoi passi in un contesto critico, aggravato dal determinarsi di eventi straordinariamente delicati e complessi, che impongono una discussione ed una analisi articolate. Dalla Guerra in Ucraina alla contestata legge di bilancio che lunedì 12 dicembre sarà al centro della manifestazione in piazza anche a Catanzaro, con il sindacato del segretario Landini in prima linea nella mobilitazione. E a cui la Cgil invita a partecipare.
“E’ prioritario assumere come centrale, da parte delle Istituzioni nazionali e sovranazionali, ogni impegno affinché cessino gli orrori della guerra in Ucraina, che è noto a tutti come in questi lunghi mesi di conflitto siano state violate tutte le norme del diritto internazionale e sono già stati molti e inaccettabili i crimini commessi contro l’umanità, contro la popolazione civile ed inerme, bombardando ospedali e residenze civili, ponti e strade – ha affermato Scalzo -. L’unica risposta, al contrario, deve essere ricercata nella costruzione di un vero tavolo per la pace, e l’Italia all’interno delle dinamiche europee deve avanzare una seria proposta per una Conferenza Internazionale di Pace sostenuta con convinzione dagli attori internazionali con alla testa le potenze mondiali: Stati Uniti e Cina su tutti”
Pesanti sono anche le conseguenze della guerra sull’Economia del nostro sistema Italia, delle regioni del mezzogiorno e sul fragile tessuto economico calabrese. “Le ripercussioni sociali di Aumento del Costo della Vita, dei beni di prima necessità, della spirale inflattiva che ha una sua drammatica componente speculativa, stanno già drenando salario e rischiano di polverizzare posti di lavoro – dice ancora il segretario della FILLEA -. Il nuovo governo uscito dalle elezioni del 25 settembre, anche grazie allo scollamento delle forze di centro-sinistra, colpevolmente impreparate a costituire quel fronte ampio capace di contendere i collegi, ha un baricentro spostato molto marcatamente a destra”.
“Le prime scelte politiche licenziate dal Governo Meloni con l’aumento del contante, la flat-tax, politiche inique di condono, una legge di bilancio sbagliata che non guarda al mondo del lavoro ed alle pensionate e pensionati, , gli sbandierati colpi di forbice al codice degli appalti, declinano plasticamente l’orizzonte ed il terreno di sfida entro il quale l’iniziativa della CGIL e della FILLEA dovrà essere ricalibrata per un nuovo progetto di cambiamento a partire dalle istanze del lavoro e dovrà trovarsi pronta a dare rappresentanza a chi è sempre più fragile e non rappresentato – sostiene ancora Scalzo -. Oggi più che mai non possiamo e non dobbiamo limitarci alla difesa dell’esistente. Lotta alla precarietà, al lavoro povero, la ricerca di un nuovo patto sociale e fiscale deve essere il fondamento delle nostre scelte sindacali. La ricerca di un nuovo modello di produzione che con alla sua testa politiche di rigenerazione urbana con nuove tecniche e nuovi materiali, vuole affermare il diritto alla piena occupazione, alla occupazione altamente professionalizzata e specialistica, è la strada da percorrere ed è la piattaforma da presentare al Governo per affrontare i grandi temi che sono sul tappeto”.
“Auspichiamo e pretendiamo che sia il lavoro a risollevare le sorti della Calabria, perché il lavoro crea il futuro, con la coesione del mondo del lavoro, con la buona occupazione e la qualificazione delle imprese si può invertire la rotta, anche nel nostro territorio”, ha aggiunto. Parlando di infrastrutture, inoltre, Scalzo ha sottolineato l’importanza dell’avvio di opere fondamentali per le province di Catanzaro, Crotone e Vibo, a partire dalla SS 106 , con particolare riferimenti alla tratta Catanzaro– Crotone, al cantiere per il nuovo ospedale di Vibo Valentia, dopo anni di problematiche, intimidazioni e opportunità negate ad una città ed ai bisogni di cure dei cittadini.
“Veniamo da una recente firma, avvenuta pochi giorni fa dinanzi al prefetto di Vibo Valentia, con la quale abbiamo dato corso ai protocolli anti infiltrazioni mafiose per la Trasversale delle Serre. Importante arteria di collegamento fra le province di Catanzaro e Vibo, entrata nel novero delle incompiute storiche calabresi con mezzo secolo di storia – ha detto ancora -. Opere, che insieme al proficuo utilizzo degli ingenti finanziamenti del PNRR, su cui far ritrovare la dignità che merita ad un intero tessuto produttivo, sempre con attenzione e con la cultura della legalità nelle azioni e nei comportamenti, sempre – conclude Scalzo -. Legalità come Unica condizione di crescita, di affrancazione dai bisogni che in questa terra diventano pesanti come catene, unica condizione per conquistare la vera libertà individuale e collettiva, e necessaria al raggiungimento di condizioni di vita e di lavoro migliori, le condizioni di vita e di lavoro che gli edili, e tutti i lavoratori, meritano di avere riconosciute e rispettate”.
Sofo (FDI): “Apertura UE ottima notizia. Grazie a Governo sviluppo sud può diventa realtà”
“L’apertura manifestata dal commissario europeo ai trasporti Adina Valean al ministro Matteo Salvini in merito al sostengo da parte dell’Unione Europea per la realizzazione del Ponte sullo Stretto è un’ottima notizia. Proprio pochi giorni fa come delegazione europea di Fratelli d’Italia avevamo scritto al Commissario Valean e al Presidente Ursula Von Der Leyen per chiedere che quest’infrastruttura sia inserita all’interno della rete di trasporti transeuropea TEN-T, così da poter accedere ai finanziamenti comunitari e soprattutto essere pensata e realizzata non come cattedrale nel deserto bensì come snodo fondamentale dello sviluppo infrastrutturale complessivo del Meridione italiano. Con questa apertura da parte della Commissione europea, dopo anni di chiacchiere finalmente grazie al Governo Meloni lo sviluppo della metà bassa della nostra Nazione può diventare realtà”.