Palazzo Arnone a Cosenza ha ospitato un convegno, promosso dalla deputata della Lega, Simona Loizzo, sulle opportunità connesse al Pnrr e ai fondi di coesione. L’incontro ha registrato la partecipazione, tra le altre, dell’europarlamentare Valentino Grant, del direttore generale della Regione, Maurizio Nicolai, dell’amministratore unico di Sorical, Cataldo Calabretta, e in collegamento remoto del commissario straordinario regionale del partito, Giacomo Saccomanno. “Valentino Grant ha messo in evidenza – è detto in una nota – la necessità di razionalizzare le risorse, sostenendo le imprese nelle Regioni ad obiettivo 1 per sincronizzare gli interventi delle due misure. Maurizio Nicolai ha illustrato lo stato dell’arte in Calabria. ‘È necessario favorire il capitale di rischio – ha detto – in considerazione anche dei pochi investimenti che effettua il sistema bancario. Bisogna agire sul territorio favorendo l’intrapresa connessa alle due opportunità considerando che il Pnrr non finanzia gli investimenti sul personale e che pressoché tutte le pubbliche amministrazioni hanno difficoltà nella elaborazione dei progetti”. “Cataldo Calabretta – è detto ancora nella nota – ha sostenuto che, grazie alla sinergia con la Regione, arriveranno importanti risorse per il settore idrico, con benefici notevoli per la popolazione. Il convegno, moderato dal giornalista Gianfranco Bonofiglio, è stato concluso da Simona Loizzo. “Per la Calabria la sanità – ha sottolineato la parlamentare – sarà un settore chiave degli investimenti del Pnrr ma c’è una prospettiva mediterranea da cogliere, anche in considerazione della regolazione del flusso dei migranti. Sappiamo bene le criticità esistenti che riguardano tutti il territorio nazionale e che sono strettamente collegate anche alla carenza di personale, evento che non è stato ben affrontato in sede di partenza da Conte e Draghi”. “Il nostro Governo sta operando bene – ha aggiunto Loizzo – e sono certa che non mancheranno sostegni e iniziative per gli enti locali. Come Lega siamo fortemente impegnati sul territorio e siamo pronti ad eleggere un europarlamentare che sia espressione delle necessità e delle risorse del Sud e della Calabria in particolare. Per questo siamo già in campagna elettorale in vista delle europee”. (ANSA).
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Bando Forestazione, Fuda: “Scadenze ministeriali pienamente rispettate”
Il Consigliere delegato all’Ambiente interviene sulle polemiche sollevate a livello nazionale circa la spesa dei fondi Pnrr destinati alla sostenibilità ambientale. “Ribaltato l’antico adagio per il quale i fondi destinati al Sud tornano indietro perchè non spesi. La Metrocity ha addirittura raddoppiato i progetti finanziati. Completata l’acquisizione di 184 mila piante, che saranno piantumate secondo un cronoprogramma che massimizza le percentuali di buona riuscita degli interventi”.
“Il bando Pnrr sulla forestazione urbana delle Città Metropolitane è una grande occasione per il nostro territorio. Il nostro Ente ha rispettato le scadenze in maniera scrupolosa, attenendosi alle indicazioni fornite dal Ministero e, a dispetto di una sorta di polemica che inizia a serpeggiare in ambito nazionale, porterà a termine i progetti nei tempi previsti, costituendo un decisivo miglioramento in termini di cura, valorizzazione ed ampliamento del proprio patrimonio boschivo e della sostenibilità ambientale del nostro territorio”. Il Consigliere metropolitano delegato all’Ambiente della Città Metropolitana Salvatore Fuda interviene nel merito dell’iter di svolgimento dei progetti del cosiddetto “Bando Forestazione” finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che vede protagonista Palazzo Alvaro nella stesura di interventi per complessivi 19 milioni di euro, di cui 8 milioni ottenuti nella prima annualità, da utilizzare per l’implementazione del patrimonio forestale di tutto il comprensorio.
Gli interventi di forestazione previsti nei due progetti ammessi a finanziamento per la prima annualità, per una dotazione finanziaria pari al doppio di quella originariamente prevista, saranno dislocati su varie zone del territorio metropolitano, dal versante tirrenico fino all’alto Jonio, nel rispetto dei parametri dimensionali e funzionali previsti dal bando ministeriale. I due progetti intervengono rispettivamente su 5 ed 8 diverse aree del territorio, per complessivi 92+92 ettari, e prevedono la messa a dimora e la successiva piantumazione dei vegetali, e sono comprensivi anche della fase di mantenimento da svolgere per i cinque anni successivi alla realizzazione, supportata da un attento monitoraggio condotto dagli uffici di Palazzo Alvaro con l’ausilio del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
“La retorica che ripropone l’antico adagio per il quale i fondi destinati dall’Europa al Mezzogiorno non vengono correttamente spesi è stata pienamente ribaltata” ha spiegato il Delegato Fuda. “Nel nostro caso – ha aggiunto – la Città Metropolitana è stata particolarmente virtuosa rispetto ad altri territori, tanto da meritare nei fatti un raddoppio delle risorse messe a disposizione, impiegando i fondi rimasti inutilizzati da altre città metropolitane. Non sappiamo se questo possa essere considerato un risultato che da fastidio a qualcuno, ma di certo c’è che le nostre attività vengono costantemente monitorate dalle autorità ministeriali ed il nostro lavoro, seguito efficacemente dai funzionari del settore Pianificazione e Valorizzazione del Territorio, rispetta al momento pienamente vincoli ed obiettivi forniti dal Governo e condivisi nel cronoprogramma progettuale”.
“Naturalmente – ha aggiunto il Delegato – il nostro intento non è semplicemente spendere nei tempi previsti, ma anche quello di raggiungere pienamente gli obiettivi dell’intervento. Non a caso abbiamo scelto di condividere questo percorso con i Consorzi di Bonifica, con professionisti e dipartimenti universitari qualificati che conoscono perfettamente il territorio e possiedono gli strumenti e le competenze per una perfetta riuscita degli interventi”.
“La Metrocity – spiega ancora Fuda – ha rispettato in tutto e per tutto la scadenza fissata dal MInistero al 10 dello scorso mese di dicembre riuscendo ad acquisire e collaudare, nonostante la Convenzione di finanziamento con il Ministero sia stata sottoscritta solo il 24 novembre 2022, la “messa a dimora” delle piante (da non confondere con la piantumazione in situ, delle specie vegetali), complessivamente nel nostro caso 184 mila, e contribuendo, in misura doppia a quanto originariamente previsto, al raggiungimento del target nazionale pari a 1.650.000 piante messe a dimora entro il 10 dicembre 2022. Addirittura siamo andati oltre le prescrizioni fornite, visto che era consentita perfino la messa a dimora dei semi e noi, per una maggiore efficacia, siamo riusciti, nei termini previsti, ad acquisire piantine già formate, massimizzando quindi le percentuali di riuscita del progetto. D’altronde il corretto operato del nostro Ente è stato anche certificato e collaudato dai tecnici del gruppo di lavoro alla presenza anche di qualificati esperti del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea. Adesso si entra nella seconda fase del progetto, con la “piantumazione” effettiva degli arbusti, che sarà avviata in coerenza con le tempistiche richieste dalle varie specie vegetative, anche al fine di garantire un processo di attecchimento e rimboschimento efficace e duraturo“. Tale attività è stata già inoltre sottoposta dal Ministero alla Commissione Europea che ha semplicemente chiesto, quale ulteriore chiarimento, già fornito, i tempi previsti di piantumazione di una specifica specie.
Il cronoprogramma – come specificato dagli uffici – prevede l’avvio dei lavori nel mese di maggio, con la pulizia e la preparazione delle aree interessate dagli interventi, e successivamente la piantumazione in loco, che avverrà seguendo le indicazioni degli esperti, presumibilmente a cominciare dal mese di settembre, così da ridurre il rischio di insuccesso ed in coerenza con il cronoprogramma trasmesso al Ministero. Chiaramente i tempi prospettati potranno subire variazioni legate all’andamento climatico che si registrerà sul territorio ed alla conseguente opportunità di effettuare le piantumazioni delle singole specie previste.
Occorre altresì chiarire che la relazione della Corte dei Conti sul progetto nazionale esamina anche lo stato dei “progetti in essere”. Si tratta dei progetti avviati nell’ambito delle due annualità del piano nazionale di riforestazione urbana (cosiddetti Clima 1 e Clima 2) inseriti dal Ministero a supporto della strategia complessiva. Si tratta in questo caso di parchi urbani più che di veri e propri boschi. Per tali progetti la Città Metropolitana è soggetto beneficiario mentre soggetti attuatori sono per la prima annualità il Comune di Cittanova e per la seconda l’Università Mediterranea. Per il primo progetto (Clima 1), sito su terreno di proprietà del comune di Cittanova, a luglio 2022 risultavano piantumate circa 2500 piante su un totale previsto di 2830. A luglio 2022 i relativi lavori sono stati sospesi per la redazione di una perizia di variante di recente approvata dal Ministero competente. I lavori riprenderanno a breve per essere conclusi nei prossimi due mesi. Il monitoraggio è affidato al Dipartimento di Agraria che ha eseguito un sopralluogo a dicembre non segnalando alcuna criticità. Eventuali “fallanze” saranno sostituite a totale carico dell’impresa esecutrice. In tale intervento sono stati piantumati anche alcuni pioppi, del tipo Populus nigra italicus in luogo del tipo Populus alba europea, a seguito di una scelta condivisa anche con il dipartimento di Agraria della Mediterranea e, come già detto, autorizzata anche dal Ministero. Si tratta di una specie arborea ritenuta dagli esperti pienamente compatibile con gli areali fitoclimatici dell’intervento e tale sostituzione non viene considerata critica, contrariamente a sostituzioni effettuate da altre Città Metropolitane, anche nella relazione della Corte dei Conti. Il progetto ammesso per la seconda annualità (Clima 2) è in corso di realizzazione su un’area di proprietà dell’Università Mediterranea e realizzato a cura della medesima. I lavori sono stati avviati nel mese di ottobre 2022, nei termini imposti dalla procedura ministeriale, ed allo stato risultano messe in situ ben n.4145 piante su un totale previsto di 5049. Il mero confronto con le criticità riportate nella relazione della Corte dei Conti per i progetti in essere relativi ad altre Città metropolitane dà pienamente conto dei risultati già raggiunti dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria.
“Ancora una volta – ha concluso Fuda – dimostriamo la straordinaria capacità progettuale ed operativa del nostro Ente. Ed il fatto che altrove le cose siano andate diversamente non fa che aumentare il valore del lavoro portato avanti dai nostri tecnici. Spesso si dice che fa più rumore un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce. Nel nostro caso, le foreste che stiamo piantando non faranno rumore, ma certamente miglioreranno in maniera sensibile la qualità della vita e la sostenibilità ambientale del nostro territorio. D’altronde, proprio la relazione della Corte dei Conti, sia per i “progetti nuovi” che per i “progetti in essere” attesta perfettamente lo stato dei fatti da me illustrati. Nel frattempo, riferendomi alla polemica ingenerata a livello nazionale, mi pare plausibile che in questi boschi, seppure non ancora realizzati, qualcuno stia rischiando di essersi già perso, probabilmente per la scarsa capacità di orientamento nella lettura dei documenti”.
Il consigliere regionale Antonio Billari interviene sulle rirorse del Pnrr alla luce delle ultime dichiarazioni del Ministro per gli affari Europei Raffele Fitto chiedendo al governatore della Calabria Roberto Occhiuto di avviare un focus specifico sull’effettiva capacità di spesa realtiva ai progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ( Pnrr).
La verifica sull’effettivo raggiungimento degli obiettivi che che hanno come scadenza il primo semesstre del 2023 dichiara Billari deve essere al centro dell’agenda politica regionale in relazione alla necessità di non disperdere risorse necessari ed urgenti per lo sviluppo della regione Calabria.
Bisogna permettere alle amministrazioni comunali di potere avere a disposizione le strutture idonee per elaborare e seguire tutte le progettualità con una particolare attenzione per i comuni in dissesto o pre dissesto afferma Billari.
Gli approfondimenti richiesti dal Ministro Fitto nel corso della Cabina di Regia svolta a Palazzo Chigi alla presenza di tutti i ministri competenti apre secondo il pensiero del Consigliere Regionale Antonio Billari una riflessione importante sulle criticità di spesa connesse al Pnrr ma anche a proposte di azione che devono partire dalla regione Calabria e che hanno come obiettivo lo stato di avanzamento di tutto il piano di finanziamenti con un orizzonte temporale che termina nel 2026.
Le dichiarazioni del Sindaco Sala come quelle del Presidente Toti non possono trovare accoglimento rispetto ad una necessità chiosa il Consigliere Billari che è quello non di spostare al Nord le risorse non spese ma di spenderle ed implementarle al Sud.
Come regione Calabria abbiamo la necessità di non disperdere questa grande opportunità dichiara Billari che può essere un grande elemento di sviluppo per l’intero territorio e che di fatto può dare delle risposte concrete a territori da troppo tempo isolati.
Chiederò conclude il Consigiere Regionale Billari al Presidente della Regione Occhiuto di approfondire con i dirigenti del settore e tutti gli attori istituzionali coinvolti quanto in nostro potere per spendere tutte le progettualità presentate e per supportare gli enti locali nella scommessa di avere una regione al passo con l’Europa.
“Dall’interlocuzione con il governo capisco che il presidente Meloni e tutti i ministri, Fitto in testa, stanno facendo il massimo per accelerare sul Pnrr. Da due anni si parla di questi 191 miliardi di euro che arriveranno entro il 2026 nel nostro Paese, ma è stato fatto davvero poco per costruire il software di riforme necessario per spendere presto e bene questi soldi. Però al momento, anche secondo l’Ue, i progressi dell’Italia sono stati positivi. Quindi restiamo ottimisti e lavoriamo per raggiungere gli obiettivi prefissati”.
Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista ad “Avvenire”.
“L’Italia – prosegue – ha storicamente delle difficoltà nell’utilizzo dei fondi Ue, raramente riusciamo a spendere più del 50% dei soldi che ci arrivano da Bruxelles. Con il Pnrr, dunque, dobbiamo assolutamente fare un salto di qualità. Non giudico un’eresia la possibilità di spostare finanziamenti da un progetto ad un altro: meglio finire bene e per tempo una cosa, piuttosto che avere due opere incompiute. Diverso, invece, sarebbe cambiare il territorio di destinazione. A mio avviso i soldi stanziati per la Calabria, ad esempio, devono restare in Calabria, così come quelli assegnati ad ogni Regione”. “Le guerre di campanile – afferma Occhiuto – in questo momento sono l’ultima cosa della quale abbiamo bisogno. L’Italia ha ottenuto oltre 191 miliardi di euro dall’Europa proprio perché è stata riconosciuta anche da Bruxelles una certa fragilità del nostro Sud. Ma i problemi vanno risolti, non acuiti. Se il Mezzogiorno è in difficoltà occorre lavorare per supportarlo: le risorse stanziate per il Sud devono restare al Sud. Il Nord porti avanti i suoi progetti e si metta in testa che il Paese deve correre insieme e unito: con un’Italia a due velocità perdiamo tutti”. (ANSA).
“Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, vorrebbe defraudare ancora una volta il Sud! La sua affermazione che le risorse vengano date “a chi le sa investire” non solo è fuori luogo, ma dimostra una pervicacia profonda nel cercare di delegittimare il mezzogiorno. Questi sono i veri nemici del Sud! E’ vero che l’Italia deve correre sul PNRR, ma è anche vero che una parte dei fondi sono stati destinati alle regioni del meridione per cercare di coprire gap esistente. Pertanto, il solo pensare che il Sud non dovesse riuscire a spendere concretamente e positivamente tali fondi, vuol dire danneggiare gli sforzi che si stanno compiendo. Senza aggiungere che i possibili ritardi partono dal precedente Governo ove la sinistra era parte rilevante ed importante. La vera Politica impone che se una parte del paese è in difficoltà l’altra deve fare di tutto per sostenerla e riparare ai divari che sono la conseguenza di errori del passato. Tali brevi ragioni non possono che sconfessare il pensiero di Sala e spingere il Sud a correre il più possibile.”.
Lo dichiara Giacomo Francesco Saccomanno, Commissario Regionale della Lega Calabria.
Si tratta di un vero e proprio tesoretto da 118 milioni di euro dei fondi Pnrr, destinato a riqualificare e rivitalizzare ogni area del comprensorio. “Non c’è tempo da perdere. Abbiamo un’occasione più unica che rara per fare quel salto di qualità che attendiamo, ormai, da davvero troppo tempo”. Così, il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, coadiuvato dal dirigente al Pnrr, Pietro Foti, ha incalzato gli amministratori locali ed i loro tecnici affinché “si rispettino le tabelle di marcia sulla progettazione e si arrivi a capitalizzare il lavoro, complesso e articolato, condotto in questi mesi e pienamente approvato dai Ministeri competenti”.
“Il progetto messo in campo dalla Città Metropolitana – ha ricordato Versace – ha raccolto il sostegno che merita per la sua ambizione, l’ampio respiro della sua proposta ed il coinvolgimento di tutti gli enti locali. E’ un riconoscimento alla grande capacità di coinvolgimento dei territori, alla disponibilità al confronto, ad una politica che proietta le comunità in una dimensione verde, sostenibile, inclusiva e smart”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere metropolitano delegato al Pnrr, Domenico Mantegna: “E’ importante che i Comuni capiscano, fino in fondo, l’incredibile opportunità che abbiamo di fronte. L’incontro con gli amministratori ed i Rup ha avuto, quale principale obiettivo, quello di conoscere lo stato dell’arte dei diversi progetti inseriti nei Piani urbani integrati”. “Siamo qui – ha aggiunto – per dare loro il giusto impulso affinché si proceda, speditamente, con l’iter amministrativo e si inverta il preconcetto che vuole le realtà calabresi incapaci di spendere. Daremo ogni supporto possibile ai sindaci e gli staremo col fiato sul collo per riuscire a rispettare il primo target sulla progettazione, fissato al prossimo 30 luglio”. “L’investimento di 118 milioni – ha continuato Mantegna – è distribuito lungo tutto il comprensorio e, a differenza delle altre Città Metropolitane, abbiamo deciso di assegnare un protagonismo reale e concreto ai Comuni, affidando loro, soprattutto ai capofila, responsabilità importanti sugli interventi previsti”.
““Aspromonte in città” – ha concluso il consigliere metropolitano delegato – ha l’ambizione di rigenerare intere zone, antichi borghi ed i quartieri più popolosi che vivono una particolare condizione di degrado. E’, quindi, veramente molto importante riuscire a portare a casa un risultato dalle proporzioni storiche. Siamo fiduciosi e riusciremo a rispettare i limiti temporali imposti dai Ministeri e dalla Comunità Europea“.
“Il Comitato per la stabilizzazione dei tecnici per il sud intende richiamare all’attenzione del Ministro per la Coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, la delicatissima posizione delle lavoratrici e dei lavoratori assunti dalla Pubblica amministrazione a seguito del superamento dei concorsi indetti dalla Agenzia di Coesione, comunemente intesi come ‘Coesione 1’ e ‘Coesione 2′”. E’ quanto riferisce una nota del neo costituito Comitato che annuncia di aver inviato sulla questione una lettera aperta al Ministro. “Tale categoria di lavoratori – è detto nella nota – è riconosciuta di primaria importanza per il rafforzamento delle competenze e della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni del sud Italia, oggi gravate di una nuova e straordinaria mole di lavoro per l’attuazione del Pnrr, cui non potrebbero far fronte con le già limitate risorse umane in organico, impegnate con l’attività ordinaria degli Uffici. Il delicato compito assegnato ai ‘Tecnici per il sud’ rischia di essere frustrato e con esso la stessa attuazione del Pnrr, occasione unica e immancabile per la realizzazione di importantissimi interventi che investono, capillarmente, l’intero sistema pubblico del nostro Paese dall’inquadramento previsto per i suddetti lavoratori, contrattualizzati a tempo determinato con scadenza a 36 mesi”. Per i componenti del Comitato “questa forma contrattuale precaria non risulta tale da garantire i lavoratori la loro permanenza in servizio per l’intera durata contrattuale, in un periodo storico in cui la stabilità pare invece l’unico strumento adatto a offrire un’adeguata tutela per i lavoratori stessi. La precarietà opera invece da chiaro deterrente rispetto al pieno, efficace ed efficiente coinvolgimento, pratico quanto emotivo, dei lavoratori rispetto alle mansioni loro assegnate e alla loro integrazione nei rispettivi uffici. Prova ne sia la copiosa e costante ‘fuga’ dalle posizioni lavorative in oggetto, tramite decine di dimissioni quotidiane, in favore di soluzioni magari meno desiderate o preferite, ma che giocoforza prevalgono perché prevedono un contratto a tempo indeterminato, viste anche le varie opportunità occupazionali create dalla grande stagione di concorsi che sta interessando il nostro Paese”. “Consapevole di tale gravosa situazione, al fine di incentivare e ‘blindare’ prospetticamente le attività del personale in argomento – è detto ancora nella nota – il Parlamento con l. 21 settembre 2022 n. 142, in sede di conversione con modifiche del d.l. 9 agosto 2022, n. 115 (c.d. ‘Aiuti-bis’), ha introdotto l’art. 35-bis che ‘Al fine di valorizzare la professionalità acquisita dal personale assunto con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato […] le amministrazioni assegnatarie del suddetto personale possono procedere, con decorrenza non antecedente all’1 gennaio 2027, nei limiti dei posti disponibili della vigente dotazione organica, alla stabilizzazione nei propri ruoli del medesimo personale nella qualifica ricoperta alla scadenza del contratto a termine, previo colloquio e all’esito della valutazione positiva dell’attività lavorativa svolta’. Accogliamo con favore la suddetta previsione normativa, ma teniamo a sottolineare come essa riguardi esclusivamente (e inspiegabilmente) solo 500 unità di personale. Tali disposizioni dunque, se da un lato sono apprezzabili in quanto tracciano un percorso di stabilizzazione per i lavoratori, dall’altro lato introducono una inaccettabile e inammissibile disparità di trattamento tra lavoratori assunti con medesima ratio (il rafforzamento amministrativo della P.A. per l’attuazione del Pnrr) e medesime modalità di selezione. Le norme in questione fungano dunque da apripista per ampliare contestualmente il bacino di lavoratori interessati dalla stabilizzazione (come sta avvenendo, con altrettanta disparità nei confronti dei ‘Tecnici per il Sud’, per gli oltre 8 mila avoratori dell’Ufficio del Processo), senza indebite e ingiustificate distinzioni. Lo stesso DL Pnrr o il cosiddetto Milleproroghe appaiono le sedi elettive per attuare tempestivamente tale manovra anche allo scopo dei cosiddetti ‘risultati intermedi’ previsti dal Pnrr di garantire il raggiungimento , che altrimenti possono considerarsi a rischio”. (ANSA).
“L’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, nei soli 4 mesi, da settembre a dicembre scorsi, di attivazione degli accordi quadro Consip per l’acquisizione delle nuove tecnologie a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in sostituzione di quelle obsolete indicate nella ricognizione del 2021, è riuscita a realizzare già il 73,5%, 36 sui 49 previsti, degli interventi ammessi a finanziamento”. Lo riferisce una nota diramata dalla stessa Azienda sanitaria provinciale reggina. “Sono state, infatti, completate entro dicembre 2022 – si aggiunge – le operazioni di installazione, collaudo e formazione degli operatori di ben 36 ecotomografi di ultimissima generazione, di cui tre cardiologici 3D, due cardiologici, tre ginecologici e 28 multidisciplinari, che sono serviti ad integrare le dotazioni tecnologiche tanto degli ospedali quanto dei servizi ambulatoriali territoriali. Una boccata di ossigeno che consentirà alle strutture aziendali di erogare prestazioni di alto livello in termini di diagnostica ad ultrasuoni. Contestualmente, in coerenza con le finalità del programma ‘Next generation Eu’, sono in corso le operazioni di smaltimento secondo i principi ambientali perseguiti dallo stesso programma, di tutte quelle dotazioni strumentali che ormai avevano ampiamente superato il tempo di vita utile. A metà del mese di gennaio, inoltre, sono state attivate le vetrine sulla piattaforma Mepa per gli acquisti delle apparecchiature telecomandate Rx digitali destinate a potenziare le attività di diagnostica per immagini radiologica delle quattro strutture ospedaliere aziendali. Anche in questo caso l’Asp di Reggio Calabria ha provveduto tempestivamente ad emettere gli ordinativi di fornitura delle apparecchiature finanziate e si è in attesa dei sopralluoghi dei fornitori per la valutazione delle opere necessarie per la predisposizione dei locali e degli impianti tali da garantire l’attivazione delle nuove attrezzature in ambienti idonei ad esaltarne le caratteristiche innovative e performanti. L’impegno eccezionale del commissario straordinario, Lucia Di Furia, anche nelle vesti di soggetto attuatore esterno rispetto alla Regione degli interventi previsti dal Pnrr, e del dirigente ingegnere clinico aziendale, Carmelo Minniti, responsabile di ben 49 interventi di ammodernamento tecnologico per la sostituzione di altrettante grandi tecnologie, unitamente alla Direzione strategica dell’Asp di Reggio Calabria ed alle altre strutture aziendali coinvolte, ha consentito quindi di attivare in soli pochi mesi ordinativi per oltre l’80% delle risorse finanziate sullo specifico intervento, con innegabili ricadute sulla qualità e tempestività delle risposte assistenziali da fornirsi all’utenza della provincia reggina”. “Un impegno – è detto ancora nella nota – che si sta focalizzando anche su tutte quelle tecnologie purtroppo escluse dal Piano nazionale di ripresa e resilienza ma che innegabilmente necessitano di investimenti straordinari al fine di rendere più attuale ed omogenea la dotazione di strumentazioni biomedicali nelle diverse strutture aziendali”. (ANSA).
Città Metropolitana, al vaglio il Piano Strategico. Svimez: “Pnrr grande occasione di sviluppo”
A Palazzo Alvaro si apre il confronto con le istituzioni del territorio, con la partecipazione del Direttore dell’Associazione per lo Sviluppo dell’industria del Mezzogiorno Luca Bianchi. La soddisfazione del sindaco f.f Carmelo Versace: “Documento inclusivo, partecipato e rispettoso delle necessità e delle aspettative del comprensorio“.
Al centro della riunione è stato il piano strategico di Reggio Calabria “Cabina di regia Pnrr” che nella Sala del Consiglio Metropolitano di Palazzo Alvaro ha rivisto coinvolte le maggiori personalità sociali, imprenditoriali, sindacali, accademici del territorio. Molte idee si sono affacciate nel corso del dibattito con Luca Bianchin che ha assegnato un ruolo di collaborazione importante nella stesura complessiva del documento di programmazione indicato nelle linee di mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà.
Carmelo Versace, insieme al Consigliere delegato Giuseppe Giordano, al Direttore generale Umberto Nucara e al Dirigente del Settore Pietro Foti, che hanno lavorato fino ad oggi alla stesura della bozza del Piano Strategico, ha posto all’attenzione dei rappresentanti dei vari gruppi d’interesse territoriali i dettagli del documento, sottolineando le ambizioni e le peculiarità emerse nello studio che ha tenuto in considerazione le ampie e variegate potenzialità di un territorio esteso su 97 Comuni e che contempla al suo interno, peculiarità unica tra le Città Metropolitane italiane, un Parco nazionale.
“Il Piano Strategico – ha spiegato Versace – riveste un’importanza fondamentale per lo sviluppo futuro del nostro territorio. L’illustre presenza del Direttore dello Svimez, Luca Bianchi, che ringraziamo per l’attenzione specifica che ha voluto dedicare al nostro territorio, ha sancito, ancora con più forza, l’autorevolezza dell’Ente che, con il sindaco Falcomatà ed il direttore Nucara, ha fortemente voluto il coinvolgimento e la partecipazione dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno in quella che rappresenta una delle fasi strategiche determinanti per la vita delle comunità”.
Ringraziando il consigliere delegato Giuseppe Giordano per il lavoro svolto, Versace ha ribadito «l’intensa attività della macchina politica ed amministrativa della Città Metropolitana che, con dedizione, impegno e sacrificio ha prodotto un documento inclusivo, partecipato e rispettoso delle necessità e delle aspettative del comprensorio, per le quali ancora nel corso dell’odierno incontro sono pervenute interessanti suggestioni».
Il direttore dello Svimez, Luca Bianchi, ha parlato di “un momento di riflessione molto importante, un capitale di indiscutibile ricchezza, durante il quale abbiamo valorizzato le potenzialità di un territorio che mette insieme diverse potenzialità che riguardano sia i suoi trasporti marittimi sia un tessuto produttivo da ampliare, migliorando la qualità dei servizi”. “Abbiamo di fronte una straordinaria occasione – ha affermato – rappresentata anche dalle risorse del Pnrr. C’è bisogno di mettere insieme i territori e questo odierno è un ottimo esempio di come decine di Comuni collaborino per costruire un piano condiviso ed efficace”. “Adesso – ha concluso il direttore dello Svimez – si deve lavorare e porre all’attenzione nazionale le esigenze di un’area del Mezzogiorno che non aspetta altro d’avere risorse ed opportunità per dare un contributo sostanziale alla crescita del Paese”.
(ANSA) – CATANZARO, 13 GEN – Il senatore e segretario regionale del Pd Nicola Irto ha preso parte al convegno:
“L’agricoltura dello Stretto: PNRR, Territorio, Imprese agricole. La sfida per il futuro”, organizzato dalla Cia Calabria Sud alla sala Biblioteca della Città Metropolitana. “La formazione e la concertazione – ha detto Irto nel suo intervento – sono fondamentali per il rilancio dell’agricoltura, comparto strategico per lo sviluppo dell’economia calabrese e iniziative come quella organizzata dalla Cia Calabria Sud sono di vitale importanza per rafforzare la sinergia tra Istituzioni, Associazioni di categorie, imprese e lavoratori. Purtroppo nella manovra di bilancio le risorse per l’agricoltura e per il Sud sono state del tutto insufficienti, anche perché sono tante le emergenze da affrontare. Più di ogni altra cosa serve poi una riforma di sistema che metta al centro l’idea di agricoltura sostenibile che vuol dire rispettare le risorse naturali come l’acqua, la terra e la biodiversità, assicurando contemporaneamente il nutrimento agli esseri umani nonostante l’impatto dei cambiamenti climatici e l’aumento della popolazione sulla terra. Per arrivare a questi obiettivi in tempi rapidi occorre puntare sulle tecnologie emergenti per rivoluzionare uno dei settori che tradizionalmente è rimasto più al riparo dall’innovazione, soprattutto in Calabria. Serve dunque favorire il contatto tra gli investitori, mettere in rete le migliori esperienze coinvolgere le Università nel processo di ripensamento del comparto. Una vera e propria filiera agricola che possa rendere maggiormente produttivo il comparto, sviluppare le eccellenze, creare occupazione e dare un contributo anche al turismo”.
“Indispensabile – ha detto ancora Irto – riuscire a mettere a terra in tempi brevi le risorse del Pnrr e quelle che arriveranno da governo nazionale e Regione. Per farlo in tempi rapidi occorre agire sullo snellimento delle procedure e dei bandi attraverso un processo di sburocratizzazione, vitale per fare in modo che non vadano disperse ulteriori risorse. Il Pd, che pure aveva elaborato proposte migliorative della legge di bilancio che non hanno trovato accoglimento, continuerà ad
offrire il proprio contributo fattivo e la propria collaborazione alle associazioni e agli operatori di categoria per fare in modo che proprio dall’agricoltura possa partire un’azione complessiva di rilancio dell’area dello Stretto e dell’intera Calabria”. (ANSA).