Si è cosparso di liquido infiammabile e ha minacciato di darsi fuoco davanti ai poliziotti delle volanti intimando loro di non avvicinarsi perché era sua intenzione recarsi al pronto soccorso per dare fuoco all’ospedale di Crotone. Un sorvegliato speciale di 57 anni è stato arrestato per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali, violazione delle prescrizioni inerenti alla misura di prevenzione. L’uomo, nel cuore della notte, è stato individuato dagli agenti nei pressi dell’ospedale cittadino con in mano una bottiglia di alcool etilico e nell’altra un accendino. Alla vista dei poliziotti ha iniziato ad urlare, intimando loro di non avvicinarsi e manifestando le proprie intenzioni. Gli agenti hanno tentato di convincerlo a desistere dal proposito senza riuscirci e l’uomo ha iniziato a cospargersi di liquido infiammabile, minacciando di darsi fuoco. I poliziotti hanno tentato di bloccarlo ma ne è scaturita una colluttazione nel corso della quale un agente è stato spinto e fatto cadere a terra riportando un trauma toracico. Inoltre, è stato raggiunto agli occhi dall’alcool lanciatogli dal sorvegliato speciale che è stato poi bloccato. (ANSA).
polizia
E’ giunto a Fiumicino proveniente dalla Spagna, Mario Palamara, latitante di spicco della ‘ndrangheta calabrese arrestato lo scorso 11 ottobre a Fuengirola (Spagna). L’uomo, 53 anni, di Melito Porto Salvo (Rc), definito dalla polizia “a tutti gli effetti broker della ‘ndrangheta“, era operativo in Toscana e più specificamente al porto di Livorno e ricercato dal 2015 dai giudici e dalle forze di polizia di diverse parti d’Italia. L’arresto è maturato grazie alla sinergia investigativa tra il Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia di Stato, il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della Guardia di Finanza, la Direzione centrale per i Servizi antidroga (Dcsa), il Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia – Progetto I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), l’Udyco Central della Policia Nacional spagnola.
A suo carico erano attivi due mandati di arresto europeo emessi dall’Autorità giudiziaria fiorentina su richiesta della Dda per i reati di associazione a delinquere finalizzata all’importazione di sostanze stupefacenti e per la fabbricazione di documenti falsi con l’aggravante della finalità di commettere altri reati in relazione a indagini condotte dalle Squadre mobili delle Questure di Firenze e di Livorno. Era anche ricercato per scontare una pena a 14 anni e 4 mesi per traffico illecito di sostanze stupefacenti e concorso in riciclaggio comminatagli dalla Corte d’Appello di Venezia al termine di lunghe indagini condotte dal Gico della Guardia di Finanza di Venezia e coordinate dalla Dda del capoluogo veneto. Anche a Catanzaro era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di cocaina. (ANSA).
La squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato quasi in flagranza di reato Giuseppe Sicari, di 60 anni, che nel primo pomeriggio di oggi ha ucciso a Catona, nella periferia nord della città, Francesco Giuseppe Fiume, di 44 anni, suo parente acquisito. L’uomo si trova ancora in Questura dove si è costituito poco dopo l’omicidio e dove sta per concludersi l’interrogatorio cui è stato sottoposto. Sicari, dipendente del Provveditorato, sta rispondendo alle domande degli investigatori della squadra mobile e del sostituto procuratore di turno Tommaso Pozzati. Dopo il delitto Sicari, incensurato, si è costituito e ha detto agli inquirenti di avere agito perché esasperato. Da anni, infatti, c’erano degli screzi tra l’assassino e la vittima conosciuto dalle forze dell’ordine per piccoli fatti. Screzi per futili motivi che, nelle ultime ore, si sarebbero accentuati tanto da spingere Sicari a prendere la pistola, regolarmente detenuta, ed a sparare contro Fiume, cugino della moglie. Il 44enne è stato ucciso davanti all’abitazione di Sicari mentre era a bordo della propria auto, una Fiat Stilo grigia. Era seduto sul posto di guida quando lo hanno trovato i poliziotti della Squadra mobile e della scientifica intervenuti sul posto per eseguire i rilievi. Sul corpo di Francesco Fiume, padre di una bambina, è stata disposta l’autopsia. Al termine dell’interrogatorio Sicari sarà condotto in carcere mentre proseguono le indagini della polizia per ricostruire la dinamica e l’esatto movente alla base dell’omicidio. L’arresto del sessantenne, nelle prossime ore, dovrà essere convalidato dal gip. (ANSA).
Agguato a Reggio Calabria, precisamente a Catona nella periferia a Nord della città. A bordo di una Fiat Stilo è stato assassinato Francesco Fiume di 42 anni residente del quartiere reggino. Ad uccidere l’uomo sono stati dei proiettili sparati verso l’auto. Sul posto sono giunti immediatamente gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria accompagnati dalla Polizia Scientifica per gli accertamenti di routine. Possibile aggressore un parente di Francesco Fiume che si sarebbe presentato in Questura. Seguono aggiornamenti
Armi e munizioni ritrovate a Tre Mulini: arrestati due uomini di 32 e 29 anni
Nei giorni scorsi, gli Agenti della Polizia di Stato delle Volanti traevano in arresto 2 uomini colti nella flagranza del reato di detenzione abusiva di arma da fuoco clandestina e del relativo munizionamento. In particolare, gli operatori, impegnati nell’attività di controllo del territorio presso il quartiere Tre Mulini, notavano un uomo disfarsi velocemente di una busta di plastica rientrando repentinamente all’interno di un immobile.
Gli Agenti, insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo, decidevano di verificare il contenuto della busta, rinvenendo al suo interno un fucile cal. 12 a canne mozze, privo di segni identificativi e 38 cartucce, di cui 2 a palla unica. Il controllo veniva esteso allora all’interno dello stabile dove veniva accertata la presenza dei due uomini, italiani, classe ‘90 e ‘93, entrambi con pregiudizi penali e di polizia.
Al termine dell’attività gli stessi venivano arrestati e l’arma con il relativo munizionamento, dopo la repertazione avvenuta a cura del personale del gabinetto regionale di polizia scientifica, veniva posta sotto sequestro.
All’esito dell’udienza di convalida, il Giudice disponeva la custodia cautelare in carcere per uno dei due arrestati e gli arresti domiciliari per l’altro.
Pizzo: i carabinieri forestali sequestrano 50 pini e di quattro cataste di legna
Gli agenti della Polizia locale di Pizzo e i carabinieri forestali hanno sequestrato aree di località Colamaio dove il Consorzio di bonifica ha proceduto all’abbattimento di oltre 50 pini e di quattro cataste di legna nei pressi della pineta. Il decreto è stato notificato al titolare della ditta incaricata dei lavori e al tecnico incaricato dal Consorzio di bonifica. Alla base del provvedimento vi sarebbe l’assenza di una serie di necessarie autorizzazioni quali ad esempio l’indicazione di pericolosità certificata da un agronomo e così, dalla semplice potatura dei rami pericolanti, che era stata programmata per tempo sino al confine con Acconia di Curinga, si sarebbe invece passati all’abbattimento totale dei pini a “discrezione” della ditta esecutrice dei lavori. Non è la prima volta che si verifica un episodio del genere nella pineta che costeggia il litorale della località balneare del vibonese: ad aprile di quest’anno infatti, tre persone erano state denunciate in stato di libertà per il taglio illegale di oltre 160 alberi. (ANSA).
La polizia ha eseguito a Catanzaro, nel quartiere Lido, la misura del divieto di avvicinamento a carico di una donna di 56 anni accusata di avere messo in atto, ad iniziare nel 2014, ripetuti maltrattamenti, minacce, ingiurie, danneggiamenti ed aggressioni fisiche ai danni del convivente. Ad eseguire la misura cautelare, emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica, è stato il personale del Commissariato di Lido. Alla 56enne è stato imposto l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore ai duecento metri dal convivente e di non comunicare con qualunque mezzo con lui. La donna avrebbe messo in atto i maltrattamenti spesso in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze alcoliche. (ANSA).
“Sono oltre trenta i veicoli in stato di abbandono, privi di targa e di componenti essenziali della carrozzeria, che sono stati rimossi a Catanzaro dalla Polizia locale nelle ultime settimane su tutto il territorio comunale”. Lo riferisce, in una nota, l’ufficio stampa del Comune. “La task force – si aggiunge – è stata voluta ed intensificata dall’Amministrazione comunale nell’ambito delle attività di presidio e di tutela del decoro urbano”. “L’operazione di controllo e di rimozione di auto e moto abbandonate in città – afferma l’assessore alla Sicurezza, Marinella Giordano – risponde alla necessità di preservare l’immagine e la sicurezza della città attraverso un continuo monitoraggio dei vigili urbani o interventi a seguito di segnalazioni pervenute. Un’attività che si è rafforzata nell’ultimo periodo allo scopo di lanciare un segnale preciso e forte di attenzione e di responsabilità da parte dell’Amministrazione ed un monito a tutti i cittadini al fine di limitare il deprecabile fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei veicoli. Grazie a questa azione meritoria, inoltre, è stato possibile recuperare alla pubblica fruizione aree o spazi destinati alla sosta, liberandoli dall’ingombro di mezzi abbandonati da diverso tempo”.
“La Polizia locale – si afferma ancora nella nota – ha inoltre identificato, tramite la targa, i proprietari di ulteriori venti mezzi, ai quali è stata notificata formale diffida per il ritiro degli stessi. Se i proprietari non dovessero rispondere entro i termini di legge, i veicoli saranno rimossi ed ai cittadini interessati verrà elevata una multa di circa 1.600 euro”. (ANSA)
Focus ‘ndrangheta: servizio di controllo del territorio e di prevenzione nel rione Marconi
Nella mattinata odierna si è svolto, presso il rione Marconi di Reggio Calabria, un servizio di controllo straordinario del territorio previsto nell’ambito del piano di azione nazionale e transnazionale focus ‘ndrangheta, che ha visto cooperare ingenti aliquote di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Metropolitana e dei Vigili del Fuoco. Sono un centinaio gli uomini e le donne della Polizia di Stato impiegati sinergicamente nel dispositivo di sicurezza e controllo straordinario del territorio, tra cui gli Agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Siderno, gli operatori del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, l’artificiere del XII Reparto Mobile di Reggio Calabria, un’unità cinofila antisabotaggio proveniente della Questura di Vibo Valentia, con l’importante ausilio fornito dal personale e dai mezzi aerei del V Reparto Volo.
Nel particolare contesto operativo, gli operatori della Polizia di Stato e della Polizia Municipale, coadiuvati dal personale dell’Enel e del Servizio Idrico Comunale, hanno effettuato i controlli per fronteggiare il fenomeno dell’abusivismo edilizio, nonché degli allacci abusivi alle reti pubbliche idriche ed elettriche e dell’abbandono dei rifiuti. A seguito di perquisizioni domiciliari, è stata arrestata una persona per furto di energia elettrica ed una persona è stata denunciata per il medesimo reato. È stata rinvenuta della sostanza stupefacente di tipo marijuana per un totale di 100 grammi. Nel corso dell’attività, sono stati denunciati nove soggetti per abusivismo edilizio ed eseguiti tre sequestri. Inoltre sono stati denunciati sette soggetti per allaccio abusivo alla rete idrica cittadina.
Avrebbero aggredito e minacciato un’agente della Polizia locale di Reggio Calabria, costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale cittadino, in seguito all’accertamento di una multa per sosta irregolare. Si profila adesso per due persone, padre e figlio, che subito dopo il fatto si sarebbero dileguati a bordo della loro vettura, una denuncia per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, interruzione di pubblico servizio, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di generalità.
A distanza di circa un’ora dall’accaduto, infatti, la Polizia locale reggina, anche grazie alle immagini ricavate dalle telecamere della videosorveglianza presente nella zona, ha ricostruito i fatti e identificato i due presunti autori dell’aggressione un pensionato e un avvocato che sono stati convocati nella sede del comando.
All’agente aggredita è arrivata la solidarietà, oltre che del comandante e di tutti i colleghi del Corpo, anche dell’assessore comunale Giuggi Palmenta e del sindaco facente funzioni di Reggio Calabria Paolo Brunetti che, riporta una nota, “hanno stigmatizzato il comportamento dei due aggressori esprimendo all’agente la solidarietà di tutta l’amministrazione ed augurandole una pronta guarigione. L’amministrazione comunale ha altresì annunciato la costituzione di parte civile”. (ANSA).