I funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli in servizio presso l’Ufficio ADM di Catanzaro – Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme, nell’ambito dei controlli effettuati sulla sicurezza dei prodotti e a tutela della salute pubblica hanno rinvenuto, in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza e con l’ausilio del controllo radiogeno, n. 396 confezioni di cosmetici vari per la cura del corpo, nei bagagli di un passeggero proveniente dalla Nigeria.
Le ulteriori risultanze dell’attività di controllo, svolte con la collaborazione di personale appartenente al Ministero della Salute, hanno consentito di attestare la non ammissibilità all’importazione dei prodotti cosmetici in quanto non conformi alla normativa vigente.
Il cittadino di nazionalità nigeriana – residente in Italia e titolare di un esercizio commerciale – è stato denunciato ai sensi del D.L.vo n. 204/2015 per introduzione nel territorio dello Stato e detenzione di prodotti cosmetici privi di autorizzazione che, a motivo della loro destinazione/composizione/documentazione sulla sicurezza del prodotto, possono risultare dannosi per la salute.
polizia
Villa San Giovanni: ricattava la famiglia per acquistare sostanze stupefacenti, arrestato
Nei giorni scorsi, personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Villa San Giovanni (RC) ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di un trentasettenne pluripregiudicato, responsabile di maltrattamenti contro familiari.
L’attività investigativa del personale in servizio presso l’Ufficio Controllo del Territorio del Commissariato, avviata a seguito della denuncia sporta dagli stessi genitori dell’uomo, ha consentito di accertare come lo stesso, quasi giornalmente, avanzasse delle richieste di denaro per l’acquisto di sostanze stupefacenti ai propri familiari che, rifiutandosi, diventavano vittime di condotte aggressive.
L’uomo, come stabilito dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è stato trasferito presso una comunità terapeutica in regime di arresti domiciliari.
Bagnara Calabra, anziano si smarrisce viene ritrovato dalle Volanti
Nei giorni scorsi, personale delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Villa San Giovanni, nell’espletamento del servizio di regolare controllo del territorio, notava un anziano, in evidente stato confusionale, camminare da sola lungo la via Vittorio Emanuele II di Bagnara Calabra, con indosso un pigiama e delle ciabatte infradito.
Dopo opportuni accertamenti, il personale operante riusciva a risalire all’abitazione dell’anziano, da cui lo stesso si era allontanato, smarrendosi tra le vie del Centro bagnarese e provvedeva a riaccompagnarlo ed a riaffidarlo alle cure del figlio che dopo aver riabbracciato il papà ha espresso tutta la sua gratitudine agli operatori della Polizia di Stato.
Polizia salva anziana in gravi condizioni di salute: trasportata d’urgenza al GOM
Nella serata di sabato 26 marzo, gli Agenti delle Volanti del Commissariato di P.S. di Taurianova sono intervenuti presso l’abitazione di un’anziana donna che versava in precarie condizioni di salute a seguito della segnalazione giunta sull’utenza 113 da parte della nipote.
Giunti sul posto, accertata la gravità della situazione e la mancanza di un’ambulanza prontamente disponibile, adottando le cautele del caso, gli Agenti hanno trasferito l’anziana sull’autovettura di un familiare ed, utilizzando tutti i dispositivi di emergenza, l’hanno scortata presso l’ospedale civile Santa Maria degli Ungheresi di Polistena.
Dopo le prime cure, la donna, colta da ictus cerebrale, è stata trasferita, con urgenza, presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
L’intervento degli Agenti della Polizia di Stato ha permesso di ridurre notevolmente i tempi di attesa alla donna che, in questi casi, possono avere conseguenze ben più gravi.
Reggio Calabria, Tentato furto di rame al nuovo Palazzo di Giustizia: due arresti
Un varco nella recinzione metallica che delimita l’area dei lavori del nuovo Palazzo di Giustizia: questa la traccia che ha destato l’allerta delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, impegnate nelle consuete attività di controllo nella zona del Ce.Dir. di Reggio Calabria, nella giornata di ieri.
Due cittadini rumeni di 32 e 25 anni, sono stati colti in flagranza di reato mentre tentavano di rubare dei cavi in rame destinati alla posa dell’impianto elettrico del nuovo Palazzo di Giustizia. I due sono stati prontamente fermati, per poi proseguire le attività di controllo e ispezione dell’area, durante le quali sono stati individuati 360 kg di cavi accatastati, pronti per essere sottratti, al fine di ricavarne del rame da destinare al mercato clandestino.
L’indagine ha portato al fermo di un terzo complice, R. M. classe 78, anch’esso di nazionalità rumena e residente in Reggio Calabria, denunciato per lo stesso reato. Sequestrata dall’Autorità Giudiziaria anche l’auto dei malviventi: una Opel Astra.
Villa San Giovanni, confisca del valore di 200 mila euro a un imprenditore
[COMUNICATO STAMPA]
Personale della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, che ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni immobili e finanziari – per un valore complessivo stimato in circa 200 mila euro – riconducibili a un imprenditore (P.C.) di Villa San Giovanni.
La figura criminale di quest’ultimo era emersa nell’ambito della operazione denominata “SANSONE”, che ha portato al rinvio a giudizio dello stesso per associazione di tipo mafioso, in quanto ritenuto partecipe dell’assetto mafioso di appartenenza, con compiti esecutivi e propulsivi dell’attività estorsiva. In particolare il predetto, nella sua veste di imprenditore, aveva il compito di scrutare il panorama economico, riferendo al sodalizio ogni nuova iniziativa intrapresa, affinché i vertici della cosca facessero pervenire le richieste estorsive, contribuendo peraltro in modo volontario e senza alcuna pressione alla c.d. “bacinella” della cosca, ossia alla cassa comune.
In relazione alle risultanze delle attività di cui sopra, la Questura di Reggio Calabria avviava una minuziosa indagine a carattere economico/patrimoniale, finalizzata ad avanzare apposita proposta di applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale.
Gli accertamenti esperiti consentivano di ricostruire le acquisizioni patrimoniali effettuate durante il periodo dell’affiliazione mafiosa del proposto, evidenziando la significativa sproporzione delle stesse rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi.
Alla luce di tali risultanze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale.
L’attività svolta dimostra ancora una volta l’attenzione della Polizia di Stato all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente dalle consorterie mafiose, capaci di controllare il libero mercato ed alterare la genuina competizione imprenditoriale, inquinando il tessuto economico e sociale.