“Boom e record di domande per ‘Unical Admission’, il bando d’ammissione dell’Università della Calabria riservato agli studenti dei Paesi esterni all’Unione Europea: sono state, infatti, 9300 le candidature pervenute, provenienti da 108 Paesi diversi, su 240 posti disponibili, per i corsi di laurea magistrale biennale”. Lo rende noto l’Università. “Questi dati – è scritto in una nota – testimoniano il grande apprezzamento per le lauree magistrali internazionali: quasi 7mila, infatti, sono state le domande di ammissione per le dieci lauree magistrali erogate in lingua inglese. Grande interesse anche per i 30 corsi magistrali in lingua italiana per i quali sono state presentate più di 2mila domande”. “E’ stata una scelta strategica vincente – afferma il rettore Nicola Leone – quella di puntare sull’attivazione di lauree magistrali internazionali, erogate in lingua inglese. Raddoppiamo le domande e mostriamo un’attrattività culturale e scientifica che premia la qualità dei nostri corsi di studio, l’accoglienza e il grande lavoro svolto nel nostro campus. Per il futuro l’auspicio è quello di ampliare il parco alloggi del campus, per accogliere un maggior numero di studenti, grazie anche alla positiva interlocuzione istituzionale avviata con la Regione Calabria”. Leone ricorda anche che le domande pervenute per lo scorso anno accademico furono 5300, con l’ammissione che includeva però anche lauree triennali e magistrali a ciclo unico. Le domande arrivano da ogni parte del mondo: Cina, Brasile, Argentina, Messico, Colombia, Canada, Cuba, India, Egitto, Sudafrica, Indonesia, Arabia Saudita, Pakistan. Domande raddoppiate per tutta l’offerta formativa magistrale biennale in inglese e in italiano: il numero di domande maggiore per i corsi in “Finance and insurance”, “Artificial intelligence and computer science”, “Health biotechnology”. (ANSA).
Unical
«Abbiamo partecipato questa mattina con grande interesse e nelle vesti di presidente della terza Commissione Sanità e delegata dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, al settore delle dipendenze psicologiche, alla presentazione del progetto “#Unidipendenti Università che promuove salute” – tenutosi all’Unical – «Si tratta di una pianificazione tesa alla prevenzione e contrasto delle dipendenze comportamentali e da sostanze d’abuso, finanziato dal Dipartimento nazionale Antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri, in partenariato con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, rappresentata nel corso della conferenza stampa dal direttore sanitario, dott. Martino Rizzo, dal dott. Roberto Calabria e dalla dott.ssa Maria Francesca Amendola. Abbiamo proposto che il progetto presentato questa mattina possa trasformarsi in progetto pilota da trasferire negli altri atenei calabresi e negli istituti scolastici». Lo afferma il consigliere regionale di Forza Italia, Pasqualina Straface.
«Siamo grati alla prof.ssa Angela Costabile per aver promosso la presentazione di questo progetto e all’Asp di Cosenza che ha partecipato alla realizzazione dello stesso con i servizi del SerD di Cosenza e l’Unità di Alcologia guidati dal dott. Roberto Calabria e dalla dott.ssa Maria Francesca Amendola. Abbiamo accolto la delega al settore delle Dipendenze dal presidente Occhiuto perché si avverte anche nella società calabrese una sorta di rassegnazione e di “normalizzazione” di questo drammatico fenomeno, che continua a distruggere giovani vite. In ragione di questo senso civico – prosegue Pasqualina Straface – vogliamo impegnarci insieme agli operatori del settore dei servizi pubblici, delle comunità terapeutiche che svolgono un lavoro encomiabile sul piano del recupero e del reinserimento sociale delle persone che hanno una dipendenza patologica, del Dipartimento Salute della Regione Calabria e ancora con Università, scuole di ogni ordine e grado, la società civile calabrese, per riposizionare al centro dell’attenzione la questione sociale e l’allarme sulla diffusione delle droghe».
«In queste ultime tre settimane col settore Dipendenze abbiamo avviato una programmazione di breve e medio periodo per provare a mettere in atto progetti e azioni al cui centro ci sia, innanzitutto, la prevenzione delle droghe e dei comportamenti che producono una dipendenza patologica, ma anche dell’ampliamento dell’offerta dei servizi per la cura e la riabilitazione. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi – conclude la presidente della commissione regionale Sanità – metteremo in atto progetti e iniziative per tentare d’incidere nella prevenzione del fenomeno, attraverso un coinvolgimento diffuso delle scuole, come già peraltro sta avvenendo attraverso i progetti del contrasto alla ludopati, dei SerD e delle comunità terapeutiche. Stesso impegno si sta profondendo e verrà ulteriormente potenziato attraverso l’utilizzo di fondi che stiamo recuperando del vecchio fondo antidroga, mai spesi da oltre dieci anni, per intervenire nella fase della prevenzione e del contrasto alle dipendenze psicologiche e ad allargare l’offerta dei servizi sulla cura e riabilitazione e sul reinserimento sociale di chi completa un percorso comunitario di recupero».
Università di Medicina, Lo Schiavo: “Ridistribuzione dell’offerta formativa in tutta la Regione”
L’Università dovrebbe essere alla portata di tutti, diffusa capillarmente su tutto il territorio della Calabria, ma ancora oggi non è così. I Poli principali, infatti, si concentrano nelle città di Cosenza, sede dell’UniCal, di Catanzaro, sede dell’Università della Magna Grecia, e Reggio Calabria, sede dell’Università Mediterranea.
Con la costituzione della nuova facoltà di Medicina il Consigliere regionale Antonio Lo Schiavo chiede il coinvolgimento di tutte quelle aree calabresi spesso escluse, e lo fa attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook in cui scrive: “È il momento giusto per affrontare il tema della ridistribuzione dell’offerta formativa universitaria su tutto il territorio calabrese. Non servono logiche di campanile, ma tenere in considerazione le peculiarità dei territori e le loro potenzialità. Ci sono alcune zone della Calabria, penso ad esempio alla provincia di Crotone e a quella di Vibo Valentia, che sono totalmente escluse da ogni facoltà universitaria o corsi di specializzazione, e che hanno una necessità di partecipare al dibattito in corso rivendicando un ruolo nella riorganizzazione delle università calabresi. Mi piacerebbe che la classe politica e le forze sociali di questi territori, al di là dei colori politici, alzassero lo sguardo e si occupassero di questo tema vitale per la loro sopravvivenza”.
Seconda Facoltà di Medicina in Calabria: Catanzaro si oppone e interroga Occhiuto
Sembrava un’ottima idea la proposta di aprire una nuova sede della facoltà di Medicina in Calabria, ma ci ha pensato il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita a tirare il freno agli entusiasmi dei proponenti, tramite una lettera indirizzata al presidente della Regione Roberto Occhiuto e, per conoscenza, ai rettori delle quattro università calabresi: Magna Graecia, Mediterranea, Unical e Università Dante Alighieri di Reggio Calabria.
Secondo il primo cittadino, infatti, l’ipotesi troverebbe la più netta opposizione da parte delle Istituzioni rappresentative di Catanzaro e della sua Provincia, oltre che quella dell’Università Magna Graecia, secondo cui la nascita di una seconda facoltà di medicina in una regione di meno di due milioni di abitanti, costituirebbe un oggettivo indebolimento di quella esistente che, semmai, deve essere potenziata e autorizzata ad allargare il numero chiuso in ragione della forte carenza di personale medico nei nostri ospedali. Una questione che diventa così tanto accademica quanto politica, e che necessita di essere chiarita all’interno del CORUC, il comitato regionale delle Università calabresi, che vede la presenza autorevole del presidente della Giunta Regionale, oltre quella dei rettori e dei rappresentanti degli studenti.
Solo un pronunciamento equilibrato e pienamente condiviso del presidente della Regione e del CORUC, volto ad una valorizzazione equilibrata dei quattro Atenei calabresi con un’offerta didattica diversificata e coordinata, conclude Fiorita, potrà evitare una sorta di ‘guerra di campanile’ che la Città di Catanzaro e le sue Istituzioni vogliono assolutamente scongiurare. Devono essere evitati dunque atti di prepotenza o di prevaricazione, imposizioni o altre attività che incrinino la leale collaborazione tra Città e tra Università calabresi.
Turismo delle radici, al via corso con Unical: “Obiettivo è fornire conoscenze e competenze su fenomeno”
Lezioni dal taglio pratico ed operativo. È questa la principale caratteristica del corso di formazione sul Turismo delle Radici organizzato da Sdi Confcommercio e Unical e patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri che partirà a gennaio prossimo. Lo riferisce un comunicato dell’associazione. “Il fenomeno del turismo delle radici oggi interessa potenzialmente – è detto nel comunicato – un bacino stimato tra i 60 e gli 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo, che risiedono soprattutto nelle Americhe, in Sud-Africa, in Australia e nei Paesi europei. Non si tratta di semplici viaggiatori: il turista delle radici è soprattutto un investitore e un ‘ambasciatore’ dei territori che ama e custodisce nella sua storia familiare. Il corso nasce a causa del crescente interesse verso questa forma di turismo, ma al contempo della scarsa conoscenza e formazione in materia. Si rivolge a diverse figure professionali, quali: operatori turistici, guide ed accompagnatori turistici, strutture ricettive, fornitori di servizi di accoglienza, transfer, amministratori pubblici, associazioni, ristoratori e pubblici esercizi, operatori pubblici. La partecipazione è aperta a tutti ed è a pagamento”. “Il corso si prefigge di fornire conoscenze e competenze – è detto ancora nel comunicato – sul fenomeno del turismo delle radici, strumenti adeguati e strategie efficaci per poter attirare questo specifico segmento di mercato e soddisfare al meglio le sue esigenze ed attese in termini di servizi offerti. Complessivamente avrà una durata di 50 ore (2 mesi) suddivise in 2 lezioni settimanali e sarà svolto interamente online, per dare la possibilità anche a chi risiede fuori dai confini regionali di seguirlo. Fra i docenti Sonia Ferrari e Tiziana Nicotera, autrici del ‘Primo rapporto sul turismo delle radici in Italia’, volume che racchiude i risultati di un’ampia ricerca sul tema realizzata lo scorso anno grazie ad un contributo del Ministero degli Esteri”. (ANSA).