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Donna si lancia coi figli a Catanzaro: il marito al “Gaslini” di Genova dalla figlia sopravvissuta

La figlia di quasi 6 anni, trasferita all'ospedale ligure con un volo militare, è ricoverata in Terapia Intensiva

di redazione
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Si trova a Genova il marito della donna che la scorsa notte a Catanzaro si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai suoi figli, di cui due deceduti sul colpo.

La figlia maggiore, di quasi sei anni, è stata trasferita nella serata di ieri all’istituto pediatrico Gaslini di Genova con un volo militare predisposto dalla Prefettura di Catanzaro.

Sul volo è stato imbarcato anche il marito della donna che ha voluto seguire la figlia, attualmente ricoverata in terapia intensiva.

 

 

Il parroco: “Amava la vita, ma era angosciata”

“Amava la vita ma dopo il terzo figlio non stava più bene. Aveva una angoscia troppo forte”.  E’ quanto ha raccontato il parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli, a margine di una veglia di preghiera per ricordare la 46enne che ieri si è tolta la vita gettandosi dal balcone insieme ai suoi figli, di cui due deceduti sul colpo.

La donna era una assidua frequentatrice della parrocchia e molto attiva nel sociale. C’era una lunga conoscenza con il sacerdote, a cui aveva più volte confidato i suoi timori. “Aveva questa stanchezza, questa depressione angosciante – racconta don Vincenzo -, mi diceva che era insicura quando portava i bambini all’asilo ma anche quando li portava altrove perché aveva paura che qualcuno facesse loro del male”. Il parroco, secondo quanto riferito, aveva provato a rassicurarla, consigliandole di rivolgersi anche a uno specialista.

“Dopo il battesimo dell’ultimo figlio, il 19 marzo, era sempre più stanca. Io le ho detto di farsi aiutare, che non poteva continuare così. Le ho detto di tornare a lavorare anche un paio d’ore. Ma non mi ascoltava, per cui l’ultima volta che l’ho vista le avevo detto di rivolgersi a uno psicologo o di andare dal suo medico per farsi dare qualcosa”.

Il parroco l’ha quindi descritta come una persona “molto riservata. In parrocchia era conosciuta perché era molto solare, generosa e disponibile. Certamente con questa sofferenza che non esprimeva, non comunicava”. Ha quindi ricordato che la donna si era sposata in parrocchia. “Ha fatto anche il ricevimento in parrocchia. Tutto come se fosse una famiglia. Ecco perché stiamo vivendo un momento molto particolare nella comunità parrocchiale”.

Don Vincenzo, che ha ricordato di aver visto l’ultima volta la donna lo scorso lunedì, ha rivolto un pensiero anche per la bambina di 5 anni e mezzo in gravi condizioni: “Aveva la voglia proprio di vivere, come gli altri due. Sorridevano sempre quando arrivavano a messa. Io mi auguro che ce la faccia”.

 

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