“Rivendico il merito di aver fatto modificare il testo del disegno di legge sull’Autonomia differenziata. Se non ci fosse stato il mio impegno, il testo approvato sarebbe stato quello precedente, che prevedeva per esempio la possibilità di realizzare l’autonomia differenziata anche prima di definire i diritti sociali e civili secondo i fabbisogni standard e non secondo l’ingiusto criterio della spesa storica. È un grande risultato”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, parlando con i giornalisti a Rende a margine di un incontro organizzato da Zonadem sul tema “Il Ddl Calderoli e i rischi per il Sud e la Calabria”. “Se mettessimo sul piatto della bilancia da un lato l’Autonomia differenziata e dall’altro il superamento della spesa storica – ha aggiunto Occhiuto – peserebbe a vantaggio del Meridione molto di più questo secondo aspetto. Noi abbiamo diritti sociali e civili finanziati non in ragione del numero degli abitanti e del fabbisogno, ma della spesa che storicamente abbiamo fatto. Questo ci sta penalizzando da tanti anni e se venisse approvato il disegno di legge questo principio ingiusto non ci sarebbe più. Non è scritto in alcuna parte del testo che le regioni del Nord possano trattenere risorse, non si parla di residuo fiscale. Il testo, invece, proprio per le modifiche che io ho fatto inserire, per il finanziamento dei diritti sociali e civili, dei Lep, secondo me determina un costo di 70, 80, 90 miliardi. E non solo secondo me, ma anche secondo lo Svimez, perché il passaggio dalla spesa storica ai fabbisogni standard determina un maggiore costo per lo Stato a vantaggio delle regioni del Sud. Quindi il problema in futuro sarà quello di verificare se ci sono le risorse per attuare questo disegno di legge che non riguarda solo l’Autonomia differenziata, ma anche altri articoli della Costituzione, come il 117 e il 119, che non hanno mai funzionato e che adesso con gli emendamenti che io ho fatto passare dovranno garantire ai cittadini del Sud i diritti che mai prima sono stati loro garantiti. Per farlo, però, bisogna trovare circa 80 miliardi di euro: se si troveranno, si potranno fare anche le intese, che saranno comunque successive alla definizione dei fabbisogni standard”. (ANSA).
Sebastiano Plutino
Otto condanne fino a 16 anni e 10 mesi di reclusione e tre assoluzioni. Si è chiuso così oggi in primo grado, davanti al Tribunale di Como, il filone con rito ordinario del processo scaturito dal maxi blitz ‘Cavalli di razza’ conto la ‘ndrangheta nel Comasco, coordinato dai pm di Milano Pasquale Addesso e Sara Ombra, Procedimento che nel rito abbreviato ha già portato a 34 condanne per un totale di oltre 200 anni di reclusione, con la pena più alta, 11 anni e 8 mesi, per lo storico boss della ‘ndrangheta in Lombardia Bartolomeo Iaconis. In particolare, a oltre 16 anni oggi è stato condannato Daniele Ficarra, mentre ad Antonio Carlino sono stati inflitti 16 anni, così come ad Alessandro Tagliente, mentre a 14 anni e 10 mesi è stato condannato Massimiliano Ficarra, commercialista e presunta mente economica della cosca di Fino Mornasco (Como). Tra gli imputati assolti Giuseppe Iaconis, figlio di Bartolomeo. A seguito delle indagini della Squadra mobile di Milano e della Gdf di Como i presunti capi e affiliati al clan erano stati fermati il 16 novembre 2021 nella tranche lombarda di una maxi inchiesta, coordinata anche dalle Dda di Reggio Calabria e Firenze. Un’indagine che aveva inflitto un duro colpo alla cosca della ‘ndrangheta dei Molè-Piromalli con oltre cento misure cautelari eseguite in tutta Italia. Dagli atti era emerso anche che Attilio Salerni (condannato in abbreviato a 8 anni) e il fratello Antonio (8 anni e 4 mesi) sarebbero stati gli esecutori materiali “di violenze e minacce nei confronti dei dirigenti” della Spumador Spa, azienda di bevande gassate finita nella morsa dei clan e per la quale era stata disposta l’amministrazione giudiziaria per infiltrazioni mafiose, poi revocata. (ANSA).
La Corte di appello di Lione ha accolto la domanda di estradizione presentata dal ministro Carlo Nordio l’8 febbraio scorso nei confronti di Edgardo Greco, importante esponente della ‘ndrangheta ricercato in campo internazionale sulla base dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Catanzaro il 4 aprile scorso. Lo si apprende da fonti di via Arenula. Greco, che in Francia gestiva una pizzeria e si faceva chiamare Rocco, è rimasto latitante per 17 anni. Deve scontare una condanna all’ergastolo per il tentato omicidio di Emiliano Mosciaro e per il duplice omicidio dei fratelli Stefano e Giuseppe Bartolomeo, massacrati a colpi di spranga nel 1991 all’interno di una pescheria. I loro cadaveri , mai ritrovati, sarebbero stati sciolti nell’acido. Greco fu condannato nell’ambito del maxi processo “Missing”, che ricostruiva alcuni dei fatti di sangue che hanno caratterizzato, nei primi anni 90, il cruento scontro, nel territorio cosentino, tra il clan “Pino-Sena” e il clan “Perna-Pranno”. La decisione sull’estradizione non è definitiva.
L’avvocato di Greco, David Metaxas, ha annunciato “immediato ricorso in Cassazione” contro la sentenza della Chambre de l’Instruction della Corte d’appello di Lione: “se va in Italia – ha detto il legale – è giudiziariamente e fisicamente morto. Se va in carcere lì non ne uscirà vivo. Il nostro obiettivo è che possa avere un nuovo processo in Francia”. L’avvocato ha annunciato anche che scriverà una lettera in questo senso alla prima ministra, Elisabeth Borne. (ANSA)
La Calabria è agli ultimi posti nella classifica regionale italiana per la spesa dei fondi strutturali della politica di coesione dell’Ue. E’ quanto emerge da un’analisi dei dati pubblicati sul portale Cohesion Data della Commissione europea e che coprono l’andamento delle allocazioni fino al 31 dicembre 2022. Alla fine dell’anno scorso la spesa certificata della Regione e rimborsata da Bruxelles era pari a circa 1,3 miliardi di euro su 2,2 miliardi, cioè il 58% del fondo che unisce, nel caso della Calabria, sia quello per lo sviluppo regionale (Fesr) sia quello sociale (Fse) nel periodo di programmazione 2014-2020. Restano quindi da spendere e rendicontare entro la fine dell’anno circa 940 milioni di euro per non rischiare di perdere le risorse. E’ da notare che le risorse assegnate alla Calabria sono tra le più consistenti tra le regioni italiane. Dai dati esaminati emerge inoltre che le regioni hanno speso in media il 75% (circa 25 miliardi di euro) delle risorse Ue, mentre i programmi nazionali si sono fermati al 43% (circa 13 miliardi). Restano quindi ancora quote importanti da spendere entro la fine dell’anno, termine ultimo per non perdere risorse sempre più preziose alla luce delle ristrettezze che si stanno profilando per il bilancio nazionale anche nella prospettiva del ripristino delle regole Ue sui conti pubblici. (ANSA).
Il dipartimento Sviluppo economico e attrattori culturali, guidato dall’assessore Rosario Varì, ha sottoscritto l’ultima convenzione con il Comune di Vibo Valentia, avente ad oggetto il finanziamento di 971.200 euro per un intervento di efficientamento e riqualificazione energetica, riuso e recupero funzionale della Biblioteca comunale, nell’ambito della strategia di sviluppo urbano sostenibile dell’area urbana di dimensione inferiore della Città. L’assessore Varì ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dal dipartimento regionale che ha consentito la firma dell’ultimo atto “necessario – ha affermato – per la realizzazione di interventi finalizzati ad aumentare l’efficienza energetica di edifici pubblici, anche in fase di ristrutturazione, con conseguente diminuzione del consumo annuale di energia primaria”. “Questi interventi – ha specificato Varì – garantiscono una capacità addizionale di produzione di energia da fonti rinnovabili e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione e di cambiamento climatico”.
Maurizio Coppola, responsabile Direzione territoriale imprese e private Sicilia e Calabria di Banca Monte dei Paschi di Siena, è il nuovo presidente della Commissione regionale Abi della Calabria. La nomina è stata deliberata dal Comitato esecutivo dell’Abi. Nel corso della riunione di insediamento, è scritto in una nota, si è fatto il punto sull’attuale situazione locale e, in particolare, Coppola ha dichiarato che “l’attività economica della Calabria ha registrato segnali di ripresa dopo la crisi pandemica, ma sta risentendo del contesto di crisi internazionale e delle incertezze che ne derivano. Il nostro ruolo di rappresentanza del settore – ha aggiunto – attraverso anche un costante dialogo con Istituzioni, soggetti economici e sociali, mira a rafforzare ulteriormente il sostegno a famiglie e imprese stimolando ogni possibile fattore di crescita”. Relativamente al mercato del credito, sulla base dei dati locali più aggiornati, prosegue la nota, “in Calabria si è registrato a fine 2022 un totale prestiti per oltre 18,5 miliardi di euro in crescita dell’1,3% sull’anno precedente. In particolare, il credito concesso alle imprese ha superato i 5,8 miliardi (+2,3 sul 2021) e oltre 9,1 miliardi alle famiglie (in aumento del 2,8%). Nonostante la complessa congiuntura economica sul territorio il rapporto sofferenze/impieghi è sceso al 3,8%, con sofferenze per 711 milioni. Superiori a 31 miliardi i depositi da parte della clientela (in crescita dello 0,8%) segno di una costante fiducia dei risparmiatori”. Le Commissioni regionali, è scritto nella nota, rappresentano l’Associazione nell’attività di relazione con le autorità e gli uffici della Regione e con le organizzazioni imprenditoriali locali e seguono l’attività normativa delle Regioni per le materie di interesse del mondo bancario. (ANSA)
Un pitone bianco di oltre 50 centimetri è stato visto per le vie di Serra San Bruno, nel vibonese. La comunicazione è stata diffusa dal sindaco Alfredo Barillari tramite i social. “Siamo sul posto con i carabinieri e i carabinieri forestali – ha scritto il sindaco – per le ricerche di quello che sembrerebbe essere un pitone bianco di oltre mezzo metro. L’avvistamento risale alle 15,30 del pomeriggio di mercoledì, subito dopo sono intervenuti i vigili del fuoco senza però trovare il serpente. Si prega di prestare la massima attenzione e di segnalare alle istituzioni eventuali avvistamenti”. Secondo il naturalista del Wwf Vibonese Pino Paolillo, si tratterebbe di un “pitone delle rocce indiano albino”, una di quelle più frequentemente allevate dagli appassionati di serpenti. Paolillo ha fatto sapere, poi, che la specie, come tutti “i serpenti appartenenti alla famiglia che comprende boa e pitoni non è assolutamente velenosa e il pitone moluro, normalmente alimentato, non è aggressivo ed è abituato alla presenza dell’uomo”, raccomandando, nel caso in cui venisse nuovamente avvistato, “di non ucciderlo, di mantenere una distanza di sicurezza, e di contattare subito i carabinieri forestali e i vigili del fuoco”. Paolillo ha aggiunto che, “date le temperature, soprattutto notturne, che si registrano a Serra in questo periodo, i movimenti del serpente vengono rallentati: chi lo deteneva in casa di sicuro avrà allestito un terrario riscaldato a 25-30 gradi, molto più alti dei 6-7 gradi di minima che si registreranno a Serra in questi giorni. I carabinieri forestali sono già all’opera per cercare di individuare il proprietario del serpente responsabile di una spiacevole ‘distrazione’. Non foss’altro che per lo stesso pitone”. (ANSA).
La polizia ha rintracciato nel Vibonese una 17enne che si era allontanata da casa, nel Modenese, dal 22 aprile scorso. I genitori avevano denunciato la sua scomparsa dopo che, uscita per andare a scuola, non aveva fatto rientro a casa. Gli investigatori della Squadra mobile di Vibo Valentia hanno accertato che la giovane si è allontanata per seguire un maggiorenne al quale è legata sentimentalmente. L’uomo è stato denunciato per sottrazione di minore, mentre la giovane è stata affidata ai genitori che, dopo lo sconforto e la paura hanno potuto riabbracciarla, ringraziando la Polizia. Dopo la scomparsa, in base ai primi accertamenti, era emerso che la ragazza non era andata a scuola e che, dai dati del suo cellulare riscontrati prima che lo spegnesse, potesse trovarsi nel Vibonese. Personale della Sezione reati contro le persone e la tutela delle fasce deboli della Squadra mobile di Vibo Valentia ha così avviato le indagini con la visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e verificando le celle telefoniche, oltre a dislocare pattuglie su tutto il territorio. Dalle indagini è quindi emerso che la 17enne si era allontanata insieme al maggiorenne che da poco si era trasferito in provincia di Vibo Valentia per motivi di lavoro. Per mantenere saldo il rapporto sentimentale, contrastato dalla famiglia, la ragazza ha quindi deciso di trasferirsi. (ANSA).
“Gli psicoterapeuti calabresi hanno il diritto ad essere retribuiti per le prestazioni offerte attraverso il “bonus psicologo”. L’inerzia della Regione è inescusabile”. Lo afferma la deputata pentastellata Elisa Scutellà. “Il motivo – prosegue – risiede nel fatto che la regione Calabria non ha ancora trasferito i fondi all’Inps come previsto dall’articolo 8 del decreto interministeriale del 31 maggio 2022 che prevede che la Regione, con propria deliberazione, provveda ad autorizzare l’Inps a corrispondere gli importi relativi al beneficio e che nei successivi, perentori 15 giorni, disponga il trasferimento degli stessi all’Istituto di previdenza sociale. In particolare, alla regione Calabria è stata assegnata da parte del ministero della Salute di concerto col ministero dell’Economia e delle finanze la somma di 785.945 euro, tuttavia, ad oggi, gli psicoterapeuti calabresi che hanno aderito al ‘bonus psicologo’ non hanno ricevuto quando dovuto a seguito delle sedute di psicoterapia offerte. Nonostante la delibera del commissario ad acta Roberto Occhiuto, del 10 marzo scorso, che autorizzava l’Inps a corrispondere gli importi dovuti alla stessa non ha fatto seguito il trasferimento effettivo dei fondi dalla Regione all’Istituto di previdenza sociale che si è visto impossibilitato a procedere al pagamento delle prestazioni elargite dai tanti psicoterapeuti calabresi che hanno aderito al bonus e che attendono ancora che la regione si attivi. L’inerzia del commissario ad acta Occhiuto questa volta va a discapito di una categoria di professionisti che con diligenza hanno eseguito prestazioni a favore di tanti cittadini calabresi che hanno potuto beneficiare gratuitamente di sedute di psicoterapia”. “Ho chiesto così al ministro della Salute di intervenire per sollecitare con urgenza il trasferimento immediato delle risorse deliberate da parte della regione Calabria a favore dell’Inps così da permettere – conclude Scutellà – che a professionisti del settore che abbiano effettuato prestazioni attraverso il ‘bonus psicologo’ venga riconosciuto quando dovuto”. (ANSA).
Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo per la morte di cinque ragazzi avvenuta in due differenti momenti a seguito di altrettanti distinti incidenti stradali lungo la autostrada A2 Del Mediterraneo nel tratto compreso tra gli svincoli di Serre e Mileto, nel Vibonese. Le vittime si chiamavano Domenico Napoli, 19enne di Cinquefrondi, deceduto il 22 novembre del 2015, e Fortunato Calderazzo (22 anni), Marzio Canerossi (22), Giuseppe Speranza (24) e Francesco Carrozza (22), tutti di Gioia Tauro, spirati la notte dell’1 marzo dell’anno successivo. Il tribunale monocratico di Vibo Valentia ha assolto i sette imputati, sei dei quali dirigenti dell’Anas, accusati a vario titolo di non avere predisposto idonei presidi di protezione di un montante della galleria San Rocco in prossimità dello sbocco di Mileto necessari alla protezione dei veicoli che uscivano dalla strada. Per il conducente del camion che investì l’auto con le quattro vittime a bordo dopo che questa si scontrò contro il muro della galleria, accusato di omicidio colposo, la procura di Vibo aveva chiesto l’assoluzione. Per gli altri invece erano state formulate le richieste di pena, tutte della stessa entità: 5 anni a testa. Si trattava di Giovanni Fiordaliso (44 anni, di Reggio Calabria), dirigente Anas e direttore del centro manutenzione; l’omonimo Giovanni Fiordaliso (53 anni, di Reggio Calabria), dirigente Anas e direttore dei lavori del lotto di ammodernamento in questione compreso tra lo svincolo di Serre e quello di Mileto; Franco Forni (65 anni, di Napoli), Salvatore Scoppetta (67 anni, di Roma), Antonio Grimaldi (77 anni, di Roma) e Salvatore Esposito (62 anni, di Roma), progettisti del tunnel artificiale (per conto della società “Progin Spa” di Roma). L’unica richiesta assolutoria ha riguardato invece il conducente del camion che investì l’auto dei quattro ragazzi di Gioia Tauro dopo che la loro macchina, una Fiat 500 L, andò ad impattare contro una parete di una galleria: Antonio Capomolla, 56 anni, di Soriano Calabro.
A seguire vi erano stati gli interventi delle parti civili ma solo nell’interesse di Napoli in quanto per gli altri deceduti i familiari hanno trovato un accordo stragiudiziale con il responsabile civile dell’Anas solo ai fini risarcitori che ha discusso, anche lui, soltanto per l’incidente del 19enne. E così a parlare erano stati i legali che rappresentano i familiari del giovane di Melicucco, gli avvocati Giuseppe Spinelli, Giudo Contestabile, Pietro Antonio Corsaro, Daniele Esposito, Gianluca Sollazzo e Federica Bellamela, i quali avevano evidenziato “l’esistenza del nesso di causalità tra la condotta omissiva degli imputati e l’evento morte consistente nella mancata apposizione del montante di protezione posto all’ingresso della galleria in cui avvenne l’incidente facendo leva sulla circostanza che queste misure di sicurezza, segnatamente barriere, sono previste dalla legge, subito dopo i fatti apposte”. Nel collegio di difesa gli avvocati: Antonio Managò, Marco Gemelli del Foro di Reggio Calabria, Umberto Abate Gaetano e Domenico Servello, Bernardo Ceravolo, Alfonso e Annalisa Stile, Concetta Grillo, Giuseppe De Napoli, Giandomenico Caiazza, Gino Sepe, Filippo Dinacci, Rossana Orecchio. Soddisfazione è stata espressa dai difensori, in particolare gli avvocati Managò e Gemelli difensori del dirigente dell’Area esercizio e manutenzione della autostrada con competenza da Reggio a Falerna, i quali hanno precisato “che il processo, dopo un’attività istruttoria che ha coinvolto alcuni tra i migliori consulenti tecnici in campo nazionale in materia, ovvero l’ingegnere Fabrizio Coscarelli, l’ex parlamentare Domenico Basile, esperti in appalti pubblici, il prof. Filippo Praticò, il prof. Fabrizio Lo Farò, tutti consulenti del nostro assistito precisano i legali, ha restituito la verità su questa triste vicenda che ha visto coinvolte delle povere giovanissime vittime”.