Due persone, rispettivamente di 41 e 31 anni, sono state arrestate e poste ai domiciliari dai carabinieri a Squillace con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due, durante una perquisizione personale e domiciliare, sono stati trovati in possesso di circa 30 grammi di cocaina, un bilancino e materiale per la pesatura e il confezionamento delle dosi. La sostanza stupefacente e tutto il materiale trovato sono stati posti sotto sequestro. (ANSA).
Sebastiano Plutino
Si chiama Salvatore Zito ed è un commerciante di 41 anni l’uomo che il 25 aprile, a bordo di un traghetto proveniente dalla Sicilia, ha aggredito e minacciato l’ammiraglio Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio. Lo scrive la Gazzetta del sud. Il fatto è avvenuto a bordo di un traghetto che collega la Calabria e la Sicilia. Zito, cognato di Agostino Filandro, l’imprenditore morto il 21 giugno 2019 dopo essere stato travolto dal cedimento del braccio di una gru nello spazio antistante la banchina di ponente del Porto di Gioia Tauro, si è presentato spontaneamente ai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro assumendosi le proprie responsabilità. Per il decesso dell’imprenditore, recentemente, sono stati rinviati a giudizio recentemente per concorso in omicidio colposo lo stesso Agostinelli, il responsabile del settore “Vigilanza e sicurezza” dell’Authority, Mario Piromalli; l’amministratore unico della “Port security”, Marcello Filocamo e due guardie giurate di servizio al gate d’ingresso. Salvatore Zito, secondo quanto riporta il giornale, avrebbe reagito dopo che il presidente dell’Authority si era detto “sconcertato”, a seguito della decisione del rinvio a giudizio disposta dal gup del Tribunale di Palmi. Il caso ha voluto che lo scorso 25 aprile, i due si incontrassero casualmente su quel traghetto. Zito, a quel punto, avrebbe perso la testa afferrando Agostinelli per il collo e intimandogli di “smettere di nominare sempre mio cognato e la mia famiglia”. Dopo l’aggressione Zito ha detto di essere pronto ad assumersi tutte le sue responsabilità ammettendo di avere perso il controllo. (ANSA).
Si è riunito ieri il CDA dell’Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria per l’accettazione delle dimissioni del Magnifico Rettore prof. Zumbo e dei suoi prorettori . L’assemblea del massimo organo collegiale ha accettato e ratificato la volontà manifestata dalle cariche apicali dell’Ateneo e li ha ringraziati per il lavoro svolto fino ad oggi. Il presidente Aloi, nel sottolineare la delicatezza della seduta, che segna un passaggio delicato ma allo stesso tempo decisivo per il futuro dell’ateneo, comunica che il Cda ha contestualmente messo in sicurezza l’operatività degli organi accademici al fine di scongiurare un’interruzione del servizio pubblico . Inoltre il presidente ha ringraziato i consiglieri e i rappresentanti di tutti gli enti presenti, in particolare i sindaci Versace e Brunetti, per il sostegno ricevuto nel condurre l’ateneo in questa fase complessa che richiede un comune senso di responsabilità per il raggiungimento del traguardo di federazione con l’università mediterranea. Si apre ora una nuova fase per l’università che richiederà l’impegno e la sensibilità di tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’ateneo e della città.
La notizia della psichiatra uccisa da un paziente ha lasciato sgomenti tutti, creando nell’opinione pubblica un forte senso di angoscia e impotenza. Nel periodo attuale vince sempre più una visione riduttiva e poco chiara della complessità umana, conducendo la dolorosa vicenda in questione verso la ricerca spasmodica di un qualcosa che potesse giustificare l’utilizzo della giustizia e della legge come atto di vendetta o per lavarsi la coscienza. Con questo, sia chiaro, non voglio giustificare chi deve essere punito per i suoi crimini, ma ritengo seriamente poco reale e inopportuno stigmatizzare, ulteriormente, i molti pazienti che soffrono di disagio psichico e che poco centrano con quanto successo. Il rischio di generalizzare e di confondere le idee per coprire le carenze strutturali di base e le responsabilità della politica sono evidenti. Il tutto si può ricondurre, se ricordano bene i nostri cari politici, alla famigerata e spasmodica ricerca del risparmio a tutti costi che ha reso la sanità un cumulo di macerie, a danno di cittadini e operatori che si sentono sempre più abbandonati a sé stessi. La violenza, che non ha colore, ceto sociale o altra conformazione che la possa rinchiudere in un determinato involucro predefinito, è parte integrante e recondita dell’animo umano e in un passato lontano ci era anche servita per sopravvivere dagli attacchi delle belve feroci. Oggi, per scatenare le masse verso chi non centra o per trovare un alibi che distolga l’attenzione sui reali problemi, si usa la propaganda come richiamo nei vari incontri politici per incantare l’esiguo numero degli utili idioti presenti. La verità è che sono anni che ripetiamo che il settore psichiatrico necessita di maggiori risorse e invece di ascoltarci lo si impoverisce sempre di più, fin quando, sulla pelle di un’onesta professionista, si è arrivati, miracolosamente, alla deduzione che bisogna interrogarsi nei tavoli istituzionali, non per capire la profondità del problema, ma per cercare sempre di demandare le proprie responsabilità su qualcosa o su qualcun altro. Si sono scomodati in tanti (solo ora e non si sa se concretamente) e tutti concordi che bisogna intervenire al più presto. Ma mi chiedo, e vi chiedo, ma prima dove eravate quando noi operatori denunciavamo pubblicamente che la situazione era critica e ingestibile?
Noi operatori, quelli delle così infangate e denigrate strutture residenziali, quelli che si sono fatti carico da sempre di tutte le carenze sanitarie pubbliche e nello stesso tempo cercando di dare un servizio dignitoso ai nostri pazienti.
Le lotte fatte, ancora oggi in atto, non hanno mai registrato la presenza di nessuno di quelli che, del settore e non, gridano alla vergogna e cercano di portare avanti degli argomenti senza senso, solo per proprio vantaggio. Siamo soli, consapevoli di esserlo da tempo, e nel leggere nelle testate nazionali che si chiedono, come volendoci prendere in giro, nuovi strumenti sia dal lato sanitario che della giustizia…La cosa mi lascia seriamente perplesso, amareggiato e tanto arrabbiato.
Le parole scorrono come fiumi nella mia testa e si vorrebbero infrangere come onde di uno tsunami contro la parete della vostra indolenza e falso perbenismo che porta la psichiatria verso il baratro e hanno portato alla fine di una vita umana, che poteva essere salvata se solo fosse stati attenti ad ascoltarla. Affrontare le gravi criticità psichiatriche e permettersi di parlare della legge Basaglia vuol dire che almeno una volta nella vita, per capire in fondo la problematica, ci si è “sporcati le mani” scendendo dal vostro piedistallo e uscendo dalla sicurezza dai vostri patinati uffici per recarvi nelle trincee, dove quotidianamente si consuma il dolore oscuro dell’anima che affligge migliaia di utenti che cercano solo conforto e aiuto. La nostra regione, nello specifico, è povera di servizi perché avete promesso tanto e mantenuto poco, anzi niente, perché il disagio mentale non interessa e non porta voti. Aspettiamo da tempo gli accreditamenti delle strutture residenziali del territorio, baluardo, nel bene e nel male, di chi cerca comprensione e riparo da una società che se produci vali e vai avanti, altrimenti verrai smaltito come spazzatura. Lo sblocco dei ricoveri, altra prepotenza incostituzionale, ha creato ulteriori disagi a famiglie e utenti e il tutto nel silenzio assordante della politica che si distraeva per non sentire per poi piangere per chi perisce per la loro precedente incuria, promettendo mari e monti come da copione. Non cercheremo più di comprendere perché siamo seriamente stanchi e pretendiamo risposte celeri, non si gioca sulla pelle delle persone e sulla sofferenza e va ricordato che tra le malattie incurabili che l’uomo ha generato e che vanno debellate c’è… L’INDIFFERENZA!!!
Ѐ iniziata con una grande partecipazione di professionisti del settore la XIII Edizione il Corso di Aggiornamento in Odontoiatria “Gli Odontoiatri al Servizio delle Famiglie”, organizzato dalla Commissione Albo Odontoiatri di Catanzaro presieduta dal dottor Salvatore De Filippo.
Sabato scorso, nella sala “C. Catuogno” dell’Ordine dei Medici del capoluogo, si è tenuto il secondo di otto incontri multidisciplinari – finalizzati all’aggiornamento professione innovativo in campo odontoiatrico, per lo spessore scientifico sono stati attribuiti 48 crediti formativi.
Il primo appuntamento nel mese di marzo è stato condotto dal professor Andrea Pilloni – titolare di Parodontologia, Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche Sapienza Università di Roma – che ha relazionato sul tema “La guarigione della ferita parodontale in terapia chirurgica: dal primo giorno in poi”. mentre il 22 aprile il Angelo Cardarelli, Consulente Scientifico della Dental Clinic presso l’Unità Operativa di Odontoiatria dell’IRCCS San Raffaele ha approfondito il tema innovativo su chirurgia piezoelettrica dei denti inclusi.
“Questa tredicesima edizione si conferma come un momento formativo importante per tutti gli iscritti all’Albo degli odontoiatri – ha esordito il dottor De Filippo -. Parliamo del servizio rivolto alle famiglie perché confermiamo anche il ruolo sociale che i titolari di studi odontoiatrici hanno nell’assistenza odontoiatrica e quindi nella cura della salute del cavo orale dei cittadini”.
Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Catanzaro ha voluto rimarcare come “questo corso di aggiornamento si caratterizza anche per essere organizzato senza il sostegno di alcuno sponsor e quindi, libero da qualsiasi tipo di condizionamento. Si svolge con il contributo dei colleghi e con le risorse stanziate dal consiglio direttivo dell’Ordine dei medici, e quindi ringrazia anche il presidente Ciconte per aver contribuito alla realizzazione. Un ringraziamento sentito va anche componenti la commissione Albo Odontoiatri: Nicola Rocca, Giuliana Menniti, Michele De masi e Giuliana Truglia”.
“La prevenzione è uno dei compiti istituzionali del sistema sanitario nazionale, nel nostro territorio non mancano criticità che sono manifeste sia per le fasce deboli che per quanto riguarda l’età evolutiva. Su questo – sottolinea De Filippo – bisognerebbe investire delle risorse per fare in modo che questo tipo di assistenza venga svolto in maniera corretta. Se è vero che l’indice di carie è diminuito in maniera importante, tutto questo lo dobbiamo al grande lavoro dei professionisti e titolari degli studi odontoiatrici. L’azione politica della nostra Commissione, ma devo dire più in generale in Calabria, va nella direzione della massima attenzione al futuro alla professione, per dare certezze ai nostri colleghi permettendo loro di attivate in giovane età un proprio studio odontoiatrico anche subito dopo la formazione universitaria. In questo modo interpretiamo al meglio la nostra funzione di organo sussidiario”.
“Tornare alla formazione in presenza è molto importante per trasmettere le proprie esperienze cliniche, rispetto alle lezioni on line e ai webinar, l’approccio è completamente diverso: sono davvero lieto di partecipare a questo evento meritorio e che merita di essere ripetuto”, afferma il dottor Angelo Cardarelli, Condividere esperienze e realtà cliniche, questo è il punto di partenza: “Soprattutto in questo momento in cui la parte odontoiatrica ha assunto un aspetto puramente commerciale: trasmettere in questi corsi un protocollo, ripetibile e imprescindibile, che ha lo scopo di mettere al centro il paziente, e ha lo scopo di garantire al paziente prestazioni che siano qualitativamente elevate e soprattutto che abbiano dei costi biologici contenuti, è davvero importante”. Cardarelli ha voluto sottolineare a che “purtroppo spesso la professione odontoiatrica è diventata una mercificazione, non si parla di sanità quanto di un aspetto puramente commerciale, e questo è sbagliato. Ecco, quindi che qualità e formazione diventano fondamentali”.
Il sindacato OR.S.A. esprime la più sincera solidarietà al presidente dell’autorità di sistema, Ammiraglio Agostinelli, in merito all’aggressione subita in data 25 aprile.
Le controversie, i dibattiti su vicende politiche o riguardanti la nostra realtà, vanno per un momento messi da parte di fronte alla violenza e alla vigliaccheria messa in atto nei confronti del presidente per mezzo dell’aggressione personale subìta. Violenza che noi stigmatizziamo sia riguardo al ruolo che l’Ammiraglio ricopre, sia, in particolar modo, alla persona.
Rinnovando la nostra vicinanza al presidente, ci auguriamo che al più presto venga fatta piena luce sull’accaduto e che la giustizia prenda severi provvedimenti contro gli autori dell’aggressione.
Si chiude oggi alle 10.00 presso la frontiera di Tarvisio il capitolo relativo all’arresto del quinto dei presunti scafisti individuati come responsabili del viaggio dei migranti terminato con la strage avvenuta a Cutro lo scorso 26 febbraio nella quale hanno perso la vita 92 persone. Il cittadino turco 27enne, identificato nei giorni successivi al naufragio, grazie alle immediate attività d’indagine condotte dalla squadra mobile di Crotone e dalla sezione operativa navale della Guardia di finanza di Crotone è stato arrestato il 7 marzo nei pressi di Graz grazie alla collaborazione con l’unità F.A.S.T. (Fugitive Active Search team) del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della polizia criminale che hanno dato esecuzione al mandato di arresto europeo emesso dai magistrati di Crotone. L’uomo verrà consegnato dalle autorità austriache a quelle italiane presso il posto di frontiera di Arnoldstein/Thorl Maglern/Tarvisio. E poi sarà scortato dalla polizia penitenziaria sino al carcere di Udine da dove verrà poi trasferito a Crotone a disposizione dell’ autorità giudiziaria calabrese. (ANSA).
Aggredito e minacciato il presidente dell’Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno e Jonio Andrea Agostinelli. L’aggressione, da quanto ha appreso l’ANSA, sarebbe avvenuta nella giornata del 25 aprile scorso a bordo di un traghetto che collega la Calabria e la Sicilia. Agostinelli stava facendo rientro in Calabria quando, davanti a centinaia di persone presenti sul traghetto, sarebbe stato avvicinato da due persone, uno dei quali gli avrebbe intimato di non pronunciare più il nome di una famiglia di Gioia Tauro. Dopo averlo strattonato, l’aggressore gli avrebbe messo le mani al collo cercando di stringerlo contro una parete. L’ammiraglio Agostinelli è poi riuscito a divincolarsi e ad allontanarsi tra le grida dei numerosi passeggeri. Giunto in Calabria, dopo essersi fatto refertare nell’ospedale di Polistena, ha informato di quanto era accaduto i carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro davanti ai quali ha formalizzato una denuncia dettagliata di quanto era accaduto. Il movente dell’aggressione sarebbe legato a contesti legati ad attività all’interno del porto di Gioia Tauro. Sulla vicenda indagano, nella massima riservatezza, i carabinieri. Agostinelli, già direttore marittimo della Calabria, da quasi due anni è presidente dell’Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro dopo essere stato commissario dello Stesso ente per quasi cinque anni. (ANSA).
Avrebbero comunicato dati falsi o omesso di dichiarare condanne penali subite, composizione del nucleo familiare ed effettivo luogo di residenza. Tre persone, due italiani e uno straniero, sono stati denunciati dai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro a Raccabernarda, in provincia di Crotone. I militari in collaborazione con i colleghi della locale stazione e di quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Crotone, nell’ambito dei controlli sulla percezione del reddito di cittadinanza e all’effettiva presenza delle condizioni per l’erogazione del sussidio, hanno accertato l’erogazione indebita di una cifra superiore a 31 mila euro. In particolare è emersa la posizione dei tre, di cui uno residente a Roccabernarda, ma di fatto domiciliato a Cotronei; uno residente a Steccato di Cutro, ma di fatto domiciliato a Roccabernarda ed il terzo residente ad Alzano Scriva (Alessandria), ma di fatto domiciliato a Roccabernarda che avrebbero percepito il reddito di cittadinanza in violazione delle normative di legge. I carabinieri hanno proceduto alle comunicazioni necessarie per richiedere la revoca dei benefici economici illecitamente percepiti dagli indagati. (ANSA).