Quattro candidati a sindaco per un Comune con una popolazione di 649 abitanti, ancora meno gli aventi diritto al voto. Accade a Canna, paesino montano della provincia di Cosenza, al confine con la Basilicata, dove si tornerà alle urne il prossimo 14 e 15 maggio per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. Si tratta di un evento che, nel piccolo centro dell’Alto Ionio, come commentano in molti, non si era mai verificato in passato. Alle scorse elezioni amministrative, quando gli abitanti erano all’incirca 900, i candidati a sindaco furono due (l’attuale primo cittadino in carica Paolo Stigliano e Giorgio Grizzuti). In quella circostanza su 776 elettori iscritti a votare, espressero il loro voto in 534, pari al 68,81%. Alle elezioni regionali del 3 ottobre del 2021, su 749 elettori iscritti a votare coloro che si recarono nei seggi elettorali furono 276, una percentuale pari al 36,85%, mentre alle ultime elezioni politiche, quelle dello scorso 25 settembre, su 564 iscritti a votare, votarono 269 persone, pari al 47,7 %. Nella tornata amministrativa di maggio invece malgrado la tendenza a disertare le urne, a contendersi la fascia di primo cittadino saranno in 4: oltre all’uscente Paolo Stigliano che capeggia la lista “Canna viva – Viva Canna”, anche Sante Cospito con la lista “Insieme per cambiare Canna”, Manuela Radicioni che guida la lista “Alternativa Sociale Italiana – Autonomia” e la lista dell’attuale gruppo di minoranza, “Siamo Canna – Il Borgo delle Idee”, capeggiata da Maria Truncellito. (ANSA).
Sebastiano Plutino
Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, condannato in primo grado proprio per la gestione dei migranti nel paese della Locride, sarà l’ospite d’onore alla tradizionale festa del 25 aprile che si svolge ogni anno in via del Pratello, a Bologna. Ma la cosa – come riporta il Corriere di Bologna – non piace a Fratelli d’Italia che chiede al Comune se “intende autorizzare questa presenza?” e suggerisce di ritirare l’ok alla manifestazione o, quantomeno, spostarla fuori dal centro. “C’è un filo sottile e spontaneo che da anni lega Riace, una piccola realtà della Calabria che se non fosse stato per i Bronzi nessuno avrebbe mai neanche saputo che esisteva, a Bologna – dice l’ex primo cittadino della Locride al quotidiano – una capitale della Resistenza in cui sono particolarmente contento di poter festeggiare il 25 aprile”. Lucano ricorda ancora con piacere le telefonata ricevuta dopo la condanna dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore. “So che la mia presenza potrebbe suscitare polemiche — riconosce — ma non ho chiesto io di essere presente”. Per il centrodestra bolognese si tratta dell’ennesimo scivolone su una manifestazione dove la giunta Lepore “ha dimostrato la sua schizofrenia”, dicono il capogruppo in Comune di FdI Stefano Cavedagna e il consigliere Fabio Brinati. “Ora scopriamo che verrà chiamato Mimmo Lucano, ex sindaco condannato in primo grado per la gestione migranti. Il Comune lo sa? Intende autorizzare questa presenza? La manifestazione si può tranquillamente non autorizzare o, come diciamo da tempo, può essere sposata in una zona fuori che non dia fastidio ai residenti”. (ANSA).
“Incomprensibile, intollerante, miserevole il no della sinistra sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Gli atteggiamenti più negativi del Pd hanno portato l’Italia a chiudere centinaia di pozzi per l’estrazione del gas, senza una ragionevole motivazione, inducendo la nazione a rifornirsi all’estero e mettendola in ginocchio a seguito della guerra in Ucraina. L’Italia avrebbe potuto avere una propria indipendenza, ma la miopia di gente fuori dalla realtà, oggi ha creato conseguenze pesantissime”. Lo afferma, in una nota, Giacomo Francesco Saccomanno commissario regionale della Lega. “Le nazioni viciniori utilizzano i pozzi posti sul confine e noi, ripeto – aggiunge Saccomanno – senza alcuna ragionevole motivazione, li abbiamo chiusi! Una grande strategia che ha portato al disastro la nazione. Ora, per una posizione solamente ideologica, contestano la decisione di costruire il ponte che unirà l’Italia alla Sicilia, inventando ragioni del tutto destituite di fondamento. Piccinerie che politici di alto livello non potrebbero e non dovrebbero raccogliere. Forse non sono di alto livello e si trovano nella più ampia disperazione, sapendo di scomparire. La verità comunque è una sola: il ponte è indispensabile, necessario e farà crescere sia la Calabria che la Sicilia, ma maggiormente l’Italia intera. Se l’Europa ha sostenuto tale decisione un motivo ci sarà? Ed allora invitiamo i tanti sinistroidi a leggere, informarsi e comprendere di cosa si stia parlando. Altrimenti si continua strumentalmente a fare solo confusione. Alle tante obiezioni strumentali e non tecniche possiamo semplicemente rispondere così: il progetto definitivo attuale è il percorso finale di oltre quaranta anni di studi da parte dei più importanti progettisti a livello internazionale, studi che hanno portato ad adottare la soluzione del ponte a campata unica, escludendo, con fondate ragioni, tutte le altre soluzioni”. “La Lega, con il suo capitano Matteo Salvini – sostiene ancora il commissario leghista calabrese – andrà avanti, senza se e senza ma, ribadendo che la concretezza è fondamentale per far crescere e rinascere la nostra Nazione, rimandando al mittente i tanti no che hanno creato solo danni e povertà”. (ANSA).
Studenti erasmus, G.Nucera lancia l’idea: “Sinergia tra Varsavia e le università reggine”
L’imprenditore Giuseppe Nucera, presidente del comitato ‘La Calabria che vogliamo’, nei giorni scorsi ha visitato la Vistula University di Varsavia, che insieme a The Vistula School of Hospitality (ex Scuola di turismo e ospitalità di Varsavia), rappresenta uno dei principali pilastri del Vistula Group of Universities, che si sta sviluppando dinamicamente negli ultimi anni. Entrambe le istituzioni operano in un campus a Varsavia.
“L’incontro con Piotr Kociszewski , Pro Rettore della Vistula Group Universities e con Anita Didkowska, Prof.ssa di cultura Italiana presso la Vistula University di Varsavia ha rivelato una serie di opportunità da cogliere per le università del territorio reggino, la Mediterranea e l’Università per Stranieri Dante Alighieri.
Presso le università di Varsavia dedicate al turismo studiano ragazzi di oltre 100 nazionalità, che ogni anno grazie alle esperienze Erasmus visitano numerose nazioni sparse in tutta Europa. Creare una sinergia virtuosa tra la Polonia e le università reggine garantirebbe importanti ricadute positive per il nostro territorio.
La Dante Alighieri -evidenzia Nucera- gode all’estero di un’ottima reputazione nella promozione della cultura e della lingua italiana, fattore che favorisce un ulteriore valorizzazione delle sue potenzialità.
Da imprenditore che opera da decenni nel settore del turismo, sono certo che è possibile creare sinergie importanti tra le università di Varsavia e gli atenei reggini, incentrate su scambi culturali e visite di studenti stranieri di ogni nazionalità in riva allo Stretto.
La Polonia guarda alla Calabria con interesse, storicamente è meta gradita ai polacchi e la presenza del volo diretto Lamezia-Cravocia favorisce questo rapporto. Il valore garantito dalla storia e cultura italiana abbinata alle tradizioni della Calabria è inestimabile, non a caso ho potuto verificare personalmente l’interesse da parte delle università di Varsavia a creare un rapporto sinergico con la Mediterranea e la Dante Alighieri.
Nel corso del prossimo viaggio a Varsavia -conclude Nucera- in qualità di semplice intermediatore potrei farmi carico delle intenzioni delle università reggine rispetto all’interesse mostrato dalla Vistula University di Varsavia”.
È stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Motta San Giovanni il programma del servizio autovelox per il mese di aprile 2023.
La polizia municipale martedì 18 e venerdì 28 aprile 2023 curerà il servizio di controllo elettronico della velocità dinamica mediante l’utilizzo dell’apparecchiatura scout speed.
L’apparecchiatura sarà installata a bordo di un’autovettura che, percorrendo ripetutamente la SS.106 nel tratto compreso tra la frazione di Riace Capo e la frazione Fornace/Bocale, consentirà alla polizia municipale di rilevare la velocità dei veicoli incrociati nelle due direzioni di marcia (Reggio Calabria – Melito P.S. e Melito P.S. – Reggio Calabria).
Il servizio è stato disposto dall’Amministrazione comunale per garantire una maggiore sicurezza a chi percorre l’importante arteria.
Si raccomanda di mantenere i limiti di velocità segnalati in quanto il loro superamento comporterà l’irrogazione di multe, la decurtazione di punti sulla patente e, nei casi più gravi, il ritiro della patente stessa.
L’indicazione specifica dei giorni di attivazione del servizio autovelox è pubblicata sul sito istituzionale (www.comunemottasg.it) e sarà data comunicazione attraverso avvisi e comunicati stampa.
Il limite di velocità da rispettare non è disposto dagli uffici comunali che, inoltre, non possono, per legge, tarare diversamente l’apparecchiatura utilizzata. Le comunicazioni sulle giornate programmate, nonostante in alcuni casi siano state seguite da messaggi offensivi prontamente segnalati alla Polizia postale e al legale dell’Ente, continueranno ad essere puntuali.
Tutte le potenzialità sonore ed evocative di uno strumento tradizionale, la chitarra battente, proposte dal duo Francesco Loccisano-Marcello De Carolis saranno al centro del prossimo appuntamento di “Sona World Festival”, una novità nel panorama calabrese, una rassegna dedicata al mondo della World ed Etno Music che ha acceso i riflettori sul territorio calabrese contribuendo a destagionalizzare l’organizzazione di eventi solitamente concentrati nel periodo estivo. Il progetto, promosso da Calabria Sona nelle location di Crotone e Crucoli, chiama a raccolta una serie di artisti calabresi e del Sud, tra i più affermati a livello nazionale ed internazionale, che presentano dal vivo i loro ultimi lavori discografici.
Dopo Checco Pallone, Federica Greco-Paolo Presta ed Ettore Castagna, sabato 15 aprile, alle ore 21.30, a La Fabbrica di Crotone sarà la volta di due apprezzati musicisti come Francesco Loccisano e Marcello De Carolis, reduci dal loro primo lavoro discografico “Venti” in duo di chitarra battente. Il titolo fa riferimento ad un numero ricorrente, come spiega il duo: “Una chitarra battente è dotata di 10 corde, quindi due chitarre battenti ne hanno 20”. L’uscita del disco è stata nel 2020. L’importanza dei venti nella nostra penisola fa sì che il nostro territorio venga attraversato da una innumerevole quantità di ‘venti’ differenti. Il concerto si potrebbe sintetizzare in un “‘The Best of”, il meglio degli ultimi tre album di Francesco Loccisano, “Battente Italiana” (2010), “ Mastrìa (2013) e “Solstizio” (2017). Un repertorio scelto accuratamente con Marcello De Carolis riarrangiato per due chitarre battenti. Un progetto che rappresenta l’avanguardia della chitarra battente con cui si esplorano nuove frontiere di dialogo chitarristico che partono dal Sud per arrivare a tutto il mondo, grazie all’ampia escursione dinamica e ad una mescolanza di suono meridionale, poesia, composizione e contemporaneità.
Francesco Loccisano e Marcello De Carolis raccontano come non esista un momento preciso in cui è iniziata la loro collaborazione, ma da subito si è creato uno scambio con un solo proposito, l’arte della chitarra battente: “All’inizio sembrava impossibile far dialogare due strumenti solisti, ma il suono ha preso subito forma ed unicità nel momento in cui la creatività e l’espressione sono diventate complici.” Il duo ha in attivo la pubblicazione di “La chitarra battente – Metodo base” edito da fingerpicking.net. Di recente si sono esibiti in numerosi festival tra cui XXXVI Festival internazionale della chitarra di Lagonegro (Pz), Alica Festival, Conservatorio di Musica F. Cilea di Reggio Calabria, VII Festival del Mandolino di Avigliano (Pz).
Il progetto Sona World Festival è realizzato grazie a CalabriaSona e Italysona ed è sostenuto dal Nuovo Imaie, da la Fabbrica, da Marasco Comunicazione, dal Comune di Crucoli, dall’associazione CULT ed è organizzato in collaborazione con la Libreria Cerrelli, circolo arci le100Città, Jobel, Video Calabria, BlogFoolk e la Rete Italiana World Music.
I consiglieri regionali Antonio Lo Schiavo (Gruppo misto – Liberamente progressisti) e Raffaele Mammoliti (Partito democratico) si sono recati in visita al centro di accoglienza provvisorio allestito nell’area industriale di Portosalvo, a Vibo Valentia, dove sono tuttora in corso le operazioni di riconoscimento dei circa 400 migranti giunti nel porto di Vibo Marina il 12 aprile a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera.
I due esponenti di Palazzo Campanella, sottolineando e apprezzando «il grande impegno profuso dal personale di Prefettura e Questura e dalle forze dell’ordine, nonché dalla Protezione civile e dai volontari impegnati nell’accoglienza, a testimonianza della grande sensibilità che fa della città di Vibo Valentia un encomiabile esempio di solidarietà», hanno voluto acquisire direttamente dagli operatori informazioni sulle condizioni e le modalità della gestione degli sbarchi nel Vibonese, offrendo piena collaborazione e supporto.
«Di fronte ad un fenomeno di proporzioni epocali – hanno dichiarato Lo Schiavo e Mammoliti al termine del sopralluogo – il nostro Paese ha il dovere di approntare misure strutturali per la gestione dei flussi migratori sul territorio nazionale, consentendo a chi si trova in prima linea per gestire l’ordine pubblico, l’assistenza sanitaria e il coordinamento dell’accoglienza nel suo complesso, di operare nelle migliori condizioni possibili. Ci chiediamo se basti la dichiarazione dello Stato di emergenza nazionale, sostenuto da uno stanziamento di appena 5 milioni di euro e per soli sei mesi, per fronteggiare flussi migratori che incrementano a vista d’occhio. Flussi che non accennano a scemare ma anzi sembrano destinati ad aumentare a dismisura, considerato che dall’inizio del 2023 si registra un aumento di circa il 300% rispetto allo scorso anno, con tutti gli hotspot del Paese ormai saturi e al collasso. Se, soprattutto, le comunità del Sud sono chiamate a sostenere questo importante fenomeno, allora si mettano le varie articolazioni dello Stato interessate nella reale condizione di farlo, senza dover per questo sacrificare gli altri servizi cui sono originariamente destinate».
Entrando nel dettaglio, i due consiglieri aggiungono: «abbiamo riscontrato l’impellente necessità di incrementare le figure dei mediatori culturali che, specie nelle prime fasi dell’accoglienza, giocano un ruolo decisivo, facilitando la relazione tra migranti e operatori, l’intermediazione linguistica, l’individuazione dei bisogni individuali. Su tale figura professionale vi sono ancora troppe lacune a livello legislativo e come segnala l’Associazione multietnica dei mediatori interculturali si è ancora in attesa di una vera normativa nazionale. Ma anche le Regioni possono intervenire in tal senso, definendo con appositi atti i ruoli, le competenze e gli ambiti di intervento. Diverse Regioni lo hanno fatto negli anni scorsi, mentre la Calabria ha riconosciuto la figura professionale del Mediatore interculturale solo nel quadro del vecchio Por 2007/2013, istituendo un registro di cui ora non sembra esserci più traccia, per come affermato anche dagli stessi operatori sul campo. Per tale motivo – concludono Lo Schiavo e Mammoliti – ci faremo promotori di una Proposta di legge che miri al riconoscimento e alla definizione della figura professionale del mediatore interculturale e alla creazione di un vero registro regionale realmente funzionante cui attingere nei casi di necessità».
“#SCELGO LA VITA”, è questo il titolo dato all’evento del 17 aprile che vedrà la presenza nell’Auditorium del Liceo Classico Telesio di Cosenza di tre autorevoli rappresentanti delle Istituzioni e del privato sociale: Maurizio Gasparri, vice Presidente del Senato della Repubblica; Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro e Don Salvatore Vergara, Presidente onorario del Centro di Solidarietà il Delfino. Tre figure dal grande carisma che con appassionato impegno civile da circa 30 anni si battono contro le dipendenze e la disinformazione che ne accompagna l’escalation.
“Siamo onorati di ricevere queste personalità nella nostra scuola ed entusiasti di sapere che porteranno la loro testimonianza e il loro impegno per incoraggiare i nostri giovani a trovare la propria autorealizzazione in una vita piena di significato e libera da ogni dipendenza patologica”, così il Dirigente del Liceo Telesio Antonio Iaconianni, che prosegue: “assieme a Renato Caforio, Presidente del Centro di Solidarietà il Delfino, abbiamo inteso promuovere questo importante momento di riflessione tra gli studenti per contrastare la “pseudo cultura” che considera un “normale stile consumistico” l’uso delle droghe e l’adozione di comportamenti devianti. I nostri giovani non hanno bisogno di stampelle chimiche e false chimere ma di opportunità e stimoli che ne favoriscano il protagonismo appassionato, l’intelligenza emotiva, la creatività”.
In tale direzione da sempre l’impegno del “Delfino”, un Centro che in Calabria ha scritto la storia del sociale partendo proprio dalla lotta alla tossicodipendenza.
“È necessario che gli adulti responsabili si impegnino nel testimoniare e nell’affermare il rifiuto ad ogni compromesso con l’uso di sostanze legali e illegali” ha affermato Caforio, che evidenzia come “siano troppo rilevanti i danni e le vittime che questo fenomeno continua a produrre per non decidere di contrastare prima di tutto sul piano culturale l’uso delle droghe, presunte “leggere” o pesanti che siano”.
Scelgo la vita non è solo uno slogan dunque, ma un progetto sociale ed educativo che parte dal Telesio e mira ad accompagnare la crescita dei giovani in modo da renderli immuni da qualsiasi forma di schiavitù alienante e distruttiva.
L’11 aprile presso il Rettorato dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha avuto luogo la conferenza stampa per la presentazione, nell’ambito Piano Strategico delle Infrastrutture di Ricerca la Research Infrastructure “Dìaita Lifestyle” la prima IR volta alla messa a sistema delle competenze interne della Mediterranea sul tema specifico e al consolidamento del network nazionale ed internazionale ad esse collegate, con l’obiettivo di elevare un bene immateriale dell’Umanità, che è parte della nostra cultura, la Dieta Mediterranea, a modello di sviluppo.
La IF Diaita, dovuto tributo alla nostra radice magno-greca, è un’importante opportunità per creare nuove sinergie tra il mondo accademico, il miglior tessuto industriale, quello che innova e vuole innovare, e gli Enti locali che attraverso idonee politiche di sviluppo possono incidere sul futuro della Calabria.
Un modello di sviluppo, quello proposto, che pone il cibo e le filiere alimentari sostenibili al centro di un processo di ‘design territoriale’ , con una forte connotazione innovativa conseguente alla volontà di interconnettere ricerca e innovazione con i principali settori di sviluppo quali il turismo, l’ambiente, le risorse storiche, artistiche, culturali, artigianali, naturali e paesaggistiche in cui l’esperienza enogastronomica è intrisa di una nuova dimensione narrativa basata su identità e quindi autenticità dei prodotti, sicurezza, salute.
Questo modello, basato sullo stile di vita mediterraneo, consente di affrontare il futuro, rispondendo, per un verso, alle sfide che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 impone e la nuova strategia Farm to Fork Europea per la riduzione degli impatti ambientali e nel contempo, creare le condizioni per “Restare in Calabria” e supportarne lo sviluppo socio-economico.
Alla conferenza stampa hanno partecipato il prof. Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il prof. Giovanni Enrico Agosteo, Direttore del Dipartimento di Agraria UniRC, la prof.ssa Mariateresa Russo Prorettrice ai Grandi Progetti di Ateneo e Infrastrutture di Ricerca e, per la Regione Calabria, l’On. Gianluca Gallo, Assessore Agricoltura e la dott.ssa Giuseppina Princi, Vice Presidente della Giunta.
Il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, prof. Giuseppe Zimbalatti si è soffermato sull’importanza della presentazione odierna che ha l’obiettivo di coniugare la ricerca scientifica nel settore agricolo ed agroalimentare con l’esigenza di valorizzare la Calabria attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti, molti dei quali identitari e, a pieno titolo, componenti della dieta Mediterranea. Una ricerca multidisciplinare ed interdipartimentale che si mette in rete con i principali attori istituzionali del territorio, il mondo produttivo ed imprenditoriale.
Il prof. Agosteo, Direttore del Dipartimento di Agraria, è intervenuto dichiarando” che è importante disporre di una rete organizzata di laboratori afferenti a specifici topics per consente di formare laureati che, grazie ai tirocini curriculari nelle aziende, alla partecipazione ai teams di ricerca, potranno sostenere in concreto il costante scambio di esperienze e competenze fra l’accademia, mondo delle imprese e le esigenze del territorio, nonché le politiche volte a sostenere lo sviluppo”.
L’infrastruttura di Ricerca Diaita è stata illustrata dall’intervento della prof.ssa Mariateresa Russo, Docente di chimica e sicurezza degli alimenti UniRC e Prorettrice ai Grandi Progetti di Ateneo e Infrastrutture di Ricerca. “La Diaita mette in Rete le competenze di laboratori afferenti a tutti i Dipartimenti dell’Ateneo e accomunati da collaborazioni che si sono consolidate negli anni e da nuove sfide. Le infrastrutture di Ricerca sono un asset fondamentale per la ricerca scientifica -dichiara la prof.ssa Russo –,sono un fattore determinante della qualità oltreché della possibilità stessa di fare ricerca. Includono gli asset materiali e, soprattutto, il capitale umano, tutti quei ricercatori, quei talenti che coraggiosamente sono rimasti in Calabria e, tra mille difficoltà e tanto entusiasmo ci consentono di dare vita a strutture come quella che oggi abbiamo presentato. IR che sono al tempo stesso occasione di crescita e occasione di ritorno ed attrazione, un formidabile veicolo per consolidare la reputazione delle nostre università troppe volte superficialmente poco considerate. Ma è l’impatto atteso dalla creazione di queste infrastruttura che ne fa uno strumento di grande interesse: esse sono potenzialmente in grado di creare occupazione qualificata dentro la ricerca e, attraverso la ricaduta della ricerca sul settore economico creare nuova occupazione professionale, supportare la competitività delle imprese innalzare la qualità della didattica, e quindi dei futuri professionisti”
La IR-Diaita in questo momento opera con progetti finanziati dalla Regione Calabria in ambito POR R&S, con il Living Lab dal titolo,- conclude la Prorettirce prof.ssa Russo – “Modelli innovativi e piattaforme prototipali avanzate per il recupero identitario della Dìaita Mediterranea, che attraverso un ambizioso percorso di co-progettazione con le imprese partner (Dolciaria Monardo, Colacchio Food Synapsis srl, Polo di Innovazione Future Food Med) gli enti locali aderenti (tra cui i comuni di Tropea, Parghelia e Gerocarne), le scuole, i cittadini, i professionisti, mira a definire soluzioni innovative basate sull’ICT, per sviluppare un modello di certificazione di sistema dello stile di vita Mediterraneo, nell’ambito dal quale prenderà corpo la Diaita Academy, con percorsi formativi su gastronomia mediterranea tra tradizione innovazione e funzionalità del cibo, transizione digitale e transizione ecologica dei sistemi alimentari identitari, la proposta di un distretto delle città creative gastronomiche della Calabria (in ambito UNESCO). modello delle “case mediterranee” certificate, unitamente alla valorizzazione paesaggi identitari.
La conferenza episcopale italiana ha criticato lo stato di emergenza sui migranti e la stretta sulla protezione speciale, invitando il governo a concentrarsi su Lampedusa. Nuova stretta sui richiedenti asilo: il governo Meloni conferma la linea dura nel contrasto all’immigrazione irregolare e ha presentato in Senato un emendamento al decreto Cutro che punta a limitare il regime di protezione speciale per chi sbarca nelle coste italiane, con l’obiettivo di scoraggiare le partenze dal Nord Africa. La strategia complessiva dell’esecutivo, che sui migranti ha dichiarato lo stato d’emergenza, è però criticata dai vescovi italiani. Secondo il cardinale Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), già da diversi mesi l’emergenza vera è a Lampedusa. Con il moltiplicarsi degli arrivi dal Nord Africa (+300 per cento nei primi mesi del 2023 rispetto all’anno scorso), il governo ha deciso di adottare nuovi strumenti di deterrenza per i flussi irregolari presentando alla commissione Affari costituzionali del Senato due maxi-emendamenti al decreto legge Cutro. Giro di vite sulla protezione speciale Tra le misure principali spicca quella già contenuta nei decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini da ministro dell’Interno nel Conte I, che prevede un giro di vite alla protezione speciale: si vuole escludere la possibilità di ospitare i richiedenti asilo nella rete del sistema di accoglienza ed integrazione gestita con i Comuni. Così i migranti dovranno andare nei centri di accoglienza per “stranieri irregolari” e negli hotspot, fino alla decisione sulla richiesta d’asilo. Quanto a Lampedusa, dove si concentrano gli arrivi, è stato proposto un collegamento marittimo in più per garantire il trasferimento di almeno 400 migranti al giorno dall’isola a un porto della Sicilia meridionale, mentre fino al 31 dicembre 2025 il ministero dell’Interno potrà avvalersi della Croce rossa italiana per la gestione dell’hotspot. Il nuovo decreto dovrebbe essere esaminato in aula al Senato tra il 18 e il 20 aprile, prima del passaggio alla Camera per l’ok definitivo, ma già sono arrivate critiche. A partire dai vescovi. ‘Emergenza non dichiarata nel 2014 con oltre 170 mila ingressi l’anno’ Il cardinale Matteo Zuppi, in particolare, ha contestato la decisione del governo di dichiarare lo stato d’emergenza: “Anche in situazioni con più di 170 mila ingressi l’anno come nel 2014 non è stata dichiarata l’emergenza”, ha ricordato il presidente della Cei, sottolineando che “la vera emergenza è Lampedusa da mesi”. Zuppi ha bocciato anche la scelta di stringere le maglie della protezione speciale, sollecitando invece ad applicare bene “quella normale”. Oltre alle normative contro i flussi irregolari, a Roma resta aperto il canale con la Tunisia. Sul piano bilaterale, si lavora in due direzioni: “Rafforzare il contrasto ai trafficanti di esseri umani” e alimentare i canali legali, ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo un incontro con l’omologo tunisino Nabil Ammar, annunciando che a breve arriveranno in Italia “4 mila lavoratori formati in Tunisia”. Ancora più decisiva è la partita per lo sblocco del prestito da 1,9 miliardi dell’Fmi. Alle resistenze dei Paesi europei e soprattutto di Washington per la scarsa fiducia riposta nel presidente tunisino Saied, l’Italia ha risposto sottolineando che a Tunisi, pur con tutte le criticità del caso, c’è un “governo legittimo” e per questo va rispettato. Quindi, ha insistito Tajani, per evitare che il Paese collassi la soluzione migliore è “cominciare a finanziare la Tunisia con una prima tranche” e condizionare i successivi prestiti alla “progressiva implementazione delle riforme”. Tunisi conta su Roma perché faccia pressing anche in ambito Ue, ha sottolineato da parte sua il ministro Ammar. (Picture shows Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei).