“Per mancanza di una condizione di procedibilità”, il gup di Reggio Calabria Stefania Rachele ha disposto il “non doversi procedere” nei confronti di due soggetti imputati per quattro furti avvenuti a cavallo tra il 2020 e il 2021. A causa della “riforma Cartabia”, che prevede l’improcedibilità per i reati di furto in assenza di querela di parte, si è concluso così il processo nato da un’inchiesta coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri e condotta dalla Polizia che aveva intercettato i due imputati facendo luce su una serie di furti consumati nei vagoni dei treni merci parcheggiati vicino alla stazione ferroviaria di Villa San Giovanni. I due soggetti, difesi dagli avvocati Marilena Barbera e Giacomo Iaria, hanno visto cadere le accuse di furto nei loro confronti a causa della mancanza di querela. Sono stati condannati, uno a un anno e 8 mesi di carcere e l’altro a 2 anni di reclusione, solo per la detenzione di armi. Una pena che, avendo scontato già sette mesi di detenzione, consente a uno dei due di attendere il processo d’appello a piede libero mentre l’altro rimane in carcere per un’altra causa. Prima della sentenza, il pm aveva sottolineato che per i quattro furti “non è stata presentata querela e, allo stato, non risulta possibile individuare con precisione le persone offese”. Da qui la richiesta, avanzata dalla stessa Procura, di revoca parziale della misura cautelare in carcere per i reati di furto. Revoca che è stata accolta dal gup. (ANSA).
Sebastiano Plutino
La Giunta comunale di Catanzaro, presieduta dal sindaco Nicola Fiorita, ha deciso oggi di impugnare i decreti del commissario ad acta per il rientro del debito della sanità e presidente della Regione Roberto Occhiuto sull’istituzione della facoltà di medicina all’Università della Calabria di Rende. Allo scopo, la Giunta ha nominando, quali procuratori e difensori dell’ente, l’avv. Saverio Molica, dirigente del Settore Avvocatura dell’ente, e l’avv. Crescenzio Santuori. Nella delibera, è scritto che “in ordine al Dca n. 162/2022, le previsioni del programma operativo allegato violano le disposizioni procedurali e di tempistica attuativa di cui alla legge regionale n. 33 del 2021, introducendo azioni non previste e differendo nel tempo la formalizzazione dell’Azienda unica” Dulbecco. Legge, ricorda la Giunta, che “stabilisce che, in conformità alle previsioni del Piano di rientro e in considerazione dell’intesa tra il Commissario e l’Università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro, l’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro debba essere incorporata nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini”. “In particolare – afferma la delibera in merito alle decisioni successive – viene demandata all’adozione di un apposito Dpcm la fusione per incorporazione, al contrario già disciplinata con legge regionale e subordinata alla sola sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Commissario ed il Rettore. Il ritardo della fusione tra le due Aziende, la presunta e non provata nullità del provvedimento di costituzione dell’Azienda Mater Domini, oltre che l’erroneo assunto che l’azienda ‘Dulbecco’ rappresenti una Azienda nuova – è scritto ancora nella delibera – pregiudicano gravemente gli interessi di Catanzaro, che vede dilatare oltremodo i tempi di attuazione della volontà legislativa regionale e nel frattempo assiste al depotenziamento e depauperamento dell’offerta sanitaria territoriale, della propria economia territoriale e delle potenzialità formative-universitarie, a fronte di un coincidente potenziamento del servizio sanitario di altro territorio regionale”. Infine, la Giunta comunale afferma che “sia il Dca n. 197/2022 sia l’allegato protocollo d’intesa tra la Regione e l’Università della Calabria si basano sull’erroneo presupposto della sussistenza e operatività della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo della Calabria, la cui istituzione al contrario è ancora in essere, non essendo integrati i vari requisiti formali previsti, ivi compreso il parere della regione e del Nucleo di valutazione, dal Decreto Miur del 22.11.2021”. (ANSA).
“Ho ricevuto nei giorni scorsi da parte della Regione Calabria, per il tramite del dirigente del dipartimento Sviluppo economico Fortunato Varone, risposta formale all’interrogazione da me depositata circa la tratta dell’elettrodotto Laino-Feroleto-Rizziconi ricadente nel Comune di Montalto Uffugo e relativa al mancato interramento dei cavi elettrici e alla necessità di fornire risposte urgenti alle popolazioni interessate circa le loro legittime preoccupazioni connesse alle ricadute ambientali e, soprattutto, ai rischi per la salute”. Lo annuncia, in una nota, il capogruppo di “De Magistris Presidente” in Consiglio regionale, Ferdinando Laghi. “Nel sottolineare come, allo stato, non risulti avviato alcun procedimento amministrativo per varianti riguardanti la tratta in questione, la Regione – rende noto Laghi – chiama in causa il ruolo del Comune di Montalto Uffugo, in particolare quello del Sindaco il quale dovrebbe attivarsi sia nel richiedere il ricalcolo delle fasce di rispetto al proprietario della rete (nel caso di specie la società Terna spa), sia per verificare sul campo l’eventuale superamento dei valori limite per i campi elettrici e magnetici. Attività per svolgere la quale il dipartimento regionale invita ad avvalersi del supporto tecnico dell’Arpacal. In merito alle ragioni ostative alla realizzazione, ad oggi, dell’intervento di interramento dei cavi elettrici da me più volte caldeggiato e richiamate nel testo dell’interrogazione, si fa presente che l’ampio lasso di tempo trascorso richiederebbe comunque una nuova analisi del contesto ed una nuova progettazione, anche alla luce delle mutate esigenze di erogazione del servizio di trasmissione. Infine, in risposta alla mia espressa richiesta di conoscere iniziative che si intendano assumere al fine di fugare l’allarme sociale dei residenti delle frazioni Lucchetta e Pianette, si apprende che la Regione ha indetto una manifestazione di interesse rivolta ai Comuni, al fine di una ricognizione delle esigenze di questi ultimi per l’interramento di tratte di linee elettriche in alta ed altissima tensione, per la successiva adozione delle necessarie determinazioni, a cui il Comune di Montalto Uffugo potrà partecipare quantificando e caratterizzando l’intervento di che trattasi da proporre al gestore della Rete”. “Auspico pertanto – afferma il capogruppo Laghi – che i diversi attori istituzionali adottino, celermente e ciascuno per quanto di propria competenza, le iniziative mirate a tutelare la salute dei cittadini di Montalto che, ormai da troppi anni, chiedono risposte che non possono attendere oltremodo e che sono rese urgentissime anche dalla ormai imminente scadenza dei termine per richiedere gli interventi del caso”. (ANSA).
Nel ringraziare i colleghi Consiglieri regionali per aver voluto accordarmi la fiducia di presiedere la Terza Commissione consiliare, che tra le sue competenze sarà chiamata ad occuparsi anche di formazione professionale, beni culturali, servizi sociali, mi preme, innanzitutto, salutare il Presidente uscente, Michele Comito, che si appresta a rivestire il ruolo di Capogruppo consiliare di Forza Italia e che, con competenza ed impegno, ha svolto, in questi mesi, un’importante azione di impulso sul tema dell’emergenza sanitaria in Calabria”. Lo afferma in una nota Pasqualina Straface, eletta Presidente della Terza Commissione Consiglio regionale. “In un momento istituzionale e politico particolarmente importante per la nostra Regione – prosegue – alla luce dell’importanza delle tematiche che saremo chiamati ad affrontare e ad approfondire, soprattutto sul versante della riorganizzazione del sistema sanitario calabrese, con conseguente determinazione del debito, riorganizzazione della rete ospedaliera, assunzione di nuovo personale, non possiamo non assolvere a questo nuovo mandato con la consapevolezza che solo attraverso la costruzione di proficui momenti di confronto tra tutti i componenti, di maggioranza e minoranza, della stessa Commissione, sarà possibile individuare gli strumenti più efficaci per rispondere ai bisogni dei calabresi. Abbiamo già avuto modo di sottolineare che proprio sulla partita della sanità, a cui sono strettamente collegate le sfide della quantificazione del debito, dell’uscita dalla fase commissariale, della riqualificazione della rete territoriale, si gioca una grande fetta della nostra credibilità di classe dirigente chiamata a chiudere definitivamente una fase caratterizzata dal rispetto di piani di rientro dal disavanzo economico-finanzario molto stringenti che, nel tempo, hanno provocato, di conseguenza, difficoltà enormi nel garantire livelli essenziali di assistenza tali da permettere ai nostri concittadini di trovare le risposte necessarie ai loro bisogni di cura e tutela della salute. E’ chiaro che il percorso intrapreso dal Presidente Occhiuto merita tutta la nostra attenzione e supporto, soprattutto perché, nel considerare la problematica della sanità in Calabria come dirimente per il futuro della nostra Regione, sta provvedendo alla rifondazione della stessa attraverso l’individuazione di un percorso chiaro nelle finalità da raggiungere e che andrà rafforzato con i suggerimenti e le indicazioni che saprà produrre ed elaborare la Commissione consiliare. La sfida dell’azzeramento del debito e della costruzione di una nuova offerta sanitaria, rappresentata da poli ospedalieri e strutture di prossimità efficienti e qualificate, è importante ed è per questo che siamo convinti che anche noi consiglieri regionali sapremo dare il giusto contributo alla realizzazione di questi obiettivi”. (ANSA).
L’ex consigliere regionale della Calabria Luigi Aieta, già sindaco di Cetraro, è stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora in Calabria e obbligo di residenza in altra regione emesso dal Gip su richiesta della Procura di Paola coordinata da Pierpaolo Bruni. Il politico, ex Pd e adesso in Italia Viva, è indagato per voto di scambio e corruzione elettorale in relazione alla proroga di gestione delle Terme Luigiane di Guardia Piemontese. Aieta, difeso dall’avv. Vincenzo Adamo, secondo l’accusa, avrebbe fatto leva sulla sua carica politica per ottenere voti in occasione delle elezioni regionali del 2020. “Nessun commento fino al Riesame” è stata l’unica dichiarazione del politico.
Legate con un cappio e trascinate fino alla morte: ritrovate due cagnoline a Bovalino
Legate tra loro con un cappio e trascinate con un mezzo a motore fino alla morte di una delle due. E’ questo, denuncia la Lav in un comunicato, “l’atroce trattamento riservato a due giovani cagnoline che vivevano libere sul territorio a Palizzi e che erano in attesa di essere trasferite presso il rifugio gestito dall’associazione Anime Randagie di Bovalino che le aveva accudite fino al giorno precedente all’aggressione”. Le volontarie, riferisce la Lav, “le hanno trovate ancora legate tra loro, la sopravvissuta, con gravi ferite e sotto shock, accanto al corpo senza vita della compagna. Si tratta dell’ennesimo atto di violenza con il medesimo modus operandi: il trascinamento di cani con mezzi a motore fino a causare gravi lesioni o la morte è purtroppo spesso utilizzato come metodo per punire i cani o per allontanarli da una determinata zona”. “Abbiamo già denunciato molti atti simili in passato. L’ultimo episodio – afferma la Lav – risale al dicembre scorso, quando un cane è stato trascinato fino alla morte in provincia di Lecce. Queste atrocità non possono restare impunite e devono essere perseguite con pene commisurate alla violenza praticata e alla pericolosità sociale che contraddistingue chi assume simili comportamenti”. L’Associazione, “già impegnata nella richiesta di una riforma della legge 189/2004 per ottenere pene più severe e efficaci per chi maltratta e uccide animali”, sporge denuncia contro ignoti e chiede che il sindaco “dia un forte segnale alla comunità condannando pubblicamente il gesto”. “Invitiamo chiunque sappia qualcosa sull’atroce accaduto – conclude la nota – a contattare Lav, anche in forma anonima, per supportare le indagini nei confronti di chi ha con tanto odio ucciso e creato dolore a queste due cucciole indifese”. (ANSA).
La 72ª Giornata Regionale del Ringraziamento organizzata dalla Coldiretti Calabria si svolgerà domenica 15 gennaio prossimo alle 10.30 a Catanzaro Lido – Parrocchia Santa Teresa in località Giovino. Il tema conduttore è “Coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto” (Amos 9,14) con il sottotitolo custodia del creato, legalità e agromafie. Presiederà la solenne concelebrazione S.Ecc.za mons. Claudio Maniago Arcivescovo Metropolita di Catanzaro –Squillace; concelebrano l’assistente Ecclesiastico di Coldiretti Calabria don Pietro Pulitanò e il parroco della chiesa don Ivan Rauti. Parteciperanno agricoltori e dirigenti della Coldiretti provenienti da tutta la Calabria e rappresentanti delle Istituzioni nazionali, regionali e locali. All’offertorio, saranno presentati all’altare i frutti della Terra e del Lavoro dell’uomo e al termine, nel piazzale della chiesa, saranno benedetti i trattori. “Possiamo già dal tema del messaggiocapire – commenta Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria – che la commissione dei vescovi per la pastorale sociale del lavoro ci invita a riflettere sul grande ruolo dell’agricoltura tra la corruzione e la cura, dove si possono intravedere i valori della dignità, della creatività, della cooperazione e della fraternità. Il riferimento alle agromafie, – prosegue -termine che è stato coniato nel 2014, con la nascita dell’osservatorio in Coldiretti, fa intravedere la presenza di un’economia sommersa, dove si infiltrano relazioni corrotte, vi è riciclaggio di denaro illecito, e soprattutto ancora più dannoso l’inquinamento dei terreni agricoli. Legalità e trasparenza – conclude Aceto -sono determinanti anche per la nostra salute per la cura della terra e per la qualità della vita sociale”. Il messaggio invita ad avere quella cultura della legalità, a renderla sempre più forte contro i non pochi ostacoli, che si frappongono nella filiera del cibo tra i quali il tentativo di autorizzare il cibo sintetico”. Il versetto biblico del profeta Amos “coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto” – commenta don Pietro Pulitanò -sottolinea come la terra genera anche bellezza, oltre a produrre i frutti a suo tempo, per tutti coloro che ne assicurano la cura. Possiamo intravedere qui come le imprese agricole, quindi i coltivatori sono anche custodi di questo bene prezioso che è la terra”. La giornata del ringraziamento,è tappa significativa da sempre per Coldiretti, non solo per le aziende agricole che producono, ma anche per tutto quel mondo che ruota attorno al cibo, chi lo prepara, chi lo commercia, chi lo compra e chi lo consuma.
La sesta edizione della rassegna ‘Le Maschere e i Volti’, organizzata dalla “Polis Cultura” parte a gonfie vele con due sold out e lo fa nella più importante cornice artistica cittadina: il Teatro Cilea. La data da segnare in agenda e non perdere è quella di oggi, giovedi 12 Gennaio, nella quale andrà in scena “Mine Vaganti”, lo spettacolo tratto dal film di Ozpetek, interpretato da Francesco Pannofino ed un cast d’eccezione che risponde ai nomi di Iaia Forte, Erik Tonelli, Carmine Recano e con Simona Marchini. Il regista Ozpetek, ha dichiarato alla testata online locale “Citynow”: “Nell’adattamento teatrale di Mine Vaganti – afferma il regista Ferzan Ozpetek – ho cercato di mantenere un impianto che lasci intatto lo spirito della pellicola. Ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento. Racconto storie di persone, di scelte sessuali, di fatica ad adeguarsi ad un cambiamento sociale ormai irreversibile. Qui la parte del pater familias è emblematica, oltre che drammatica e ironica allo stesso tempo. Le emozioni dei primi piani – prosegue Ozpetek – hanno ceduto il posto a punteggiatura e parole. Il teatro può permettersi il lusso dei silenzi, ma devono essere esilaranti, altrimenti vanno riempiti con molte frasi e una modulazione forte, travolgente.
A teatro non ci si dovrebbe mai annoiare. Sono partito da questo per evitare che lo spettacolo fosse lento. Ho optato per un ritmo continuo, che non si ferma, anche durante il cambio delle scene. Ho realizzato una commedia che mi farebbe piacere andare a vedere a teatro, dove lo spettatore è parte integrante della messa in scena e interagisce con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese e verso cui guardano quando parlano”. Rimane immutata la famiglia Cantone, fortemente affezionata alle sue tradizioni culturali alto borghesi, dove il capofamiglia nutre il profondo desiderio di lasciare ai due figli l’attività. Piani paterni che precipitano quando uno dei due fa coming out, precedendo il minore, tornato da Roma per emulare il maggiore e non vivere nella menzogna.
Avo vicina a chi soffre: bigliettini ai pazienti e Befana in pediatria
Accanto a chi soffre presenti, anche in queste feste ormai trascorse, le volontarie e i volontari dell’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri), in servizio da 35 anni accanto alle persone ricoverate nel Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria.
Due i momenti di condivisione nei reparti di emodialisi, malattie infettive, nefrologia, neurochirurgia, ortopedia, pediatria e urologia del Gom.
«Grazie alla collaborazione del personale sanitario, che sempre ringraziamo, anche in questo frangente post pandemico, durante le feste abbiamo potuto consegnare le letterine di auguri scritte dalle bambine e dai bambini dei due gruppi di classi delle scuole primarie De Amicis e Frangipane dell’istituto comprensivo De Amicis-Bolani. In occasione dell’incontro svoltosi lo scorso novembre, promosso nell’ambito del progetto “Volontari per un giorno” sulla scia della Giornata nazionale Avo, avevamo proposto di scrivere dei pensieri da dedicare a chi avesse dovuto trascorrere le feste in ospedale. La risposta dei bambini è stata meravigliosa e così anche l’accoglienza di questo tenero gesto di solidarietà da parte delle persone ricoverate», hanno sottolineato Antonella Stirparo e Roberta Zehender, vicepresidenti dell’Avo di Reggio Calabria.
Hanno viaggiato da cuore a cuore, al di là di una conoscenza personale, pensieri di affetto e messaggi di auguri. Per i piccini, anche le calze della befana.
«In attesa di tornare settimanalmente dai nostri bambini, anche quest’anno siamo stati nel reparto di Pediatria per donare le calze nel giorno della Befana. Teniamo particolarmente a questo appuntamento, che è una tradizione da oltre 20 anni, specie da quando la pandemia ci tiene lontani dalla corsia. Così, anche quest’anno, grazie alla collaborazione del personale del reparto, abbiamo portato in dono dolci ma soprattutto calore e vicinanza in un momento dell’anno in cui trovarsi in ospedale desta maggiore tristezza. Ecco la nostra presenza ha inteso portare un sorriso e, magari, essere anche di buon auspicio per un nostro ritorno», ha raccontato Teresa Alessandrello, volontaria Avo.
«L’Avo conferma la sua volontà di restare accanto a chi soffre con il consueto spirito di gratuità. Dopo avere prestato con la stessa dedizione il servizio di accoglienza richiesto durante la pandemia, non potendo entrare in contatto con le persone ricoverate, speriamo di tornare in corsia in questo 2023. Essere di conforto nella malattia costituisce l’essenza del nostro essere volontari», ha concluso Francesco Nicolò, presedente dell’Avo di Reggio Calabria.
Leggendo sui giornali locali le ultime dichiarazioni della maggioranza che amministra Palazzo S. Giorgio verrebbe spontaneo domandarsi se siamo su “scherzi a parte” oppure no.
Evidentemente si tratta di personaggi che, stando chiusi all’interno del Palazzo, non hanno il polso della situazione che vive la città quotidianamente.
È risaputo ormai, avendolo più volte letto sui quotidiani locali, che gli Amministratori delle due consiliature Falcomatà sono stati decimati dai procedimenti giudiziari per varie condanne ed eventuali sospensioni relativi ad alcuni processi ancora in corso e ad altri previsti.
È ormai risaputo che la propaganda propinataci dal PD, che falsa completamente la realtà delle cose, sia l’unica arma di distrazione, pur di mantenere il potere in barba a qualsivoglia forma di onestà intellettuale. Prova ne sia la notizia sulla Gazzetta di ieri 10 gennaio di circa 327 mila euro erogati dal Viminale come prima tranche dei fondi inseriti nell’articolo 1, commi da 583 a 587, della legge 234/2021 e che diventeranno 100 milioni per l’anno 2022, 150 milioni per l’anno 2023 e di 220 milioni per l’anno 2024. Per essere più espliciti le indennità che riceveranno gli amministratori s: 13.800,00 euro per il Sindaco della città Metropolitana, 10.800,00 euro al Vice Sindaco, 10.000,00 euro al Sindaco f.f., mentre per gli assessori ed il Presidente del Consiglio comunale spetteranno circa 9.000,00 euro. I Consiglieri si dovranno accontentare di appena 1.800,00 euro mensili.
Anche qui la domanda nasce spontanea: pensano i reggini che con queste prospettive qualcuno si dimetterà? No. Non lo faranno mai. Il piatto è troppo ricco. A meno che, in tempi ristretti, non si verificheranno eventi ai quali nessuno potrà esimersi dal lasciare la poltrona.
C’è, però, da chiedersi: cosa avrebbe fatto il PD e tutto il centrosinistra se fosse stato condannato il Sindaco di FdI e/o di centrodestra? Cosa avrebbe fatto il PD ed il centrosinistra se il Capogruppo di FdI e/o di centrodestra fosse stato accusato di “Brogli elettorali”?
I Presidenti dei Circoli cittadini di FdI
Altomonte Marcello “Reghion 2019”
Crea Giuseppe “Giorgia Meloni”
Laganà Saverio “Antonio e Ciccio Franco”
Nucera Valerio “Ciccarello”
Quattrone Giuseppe “Eracle”
Scarfone Beniamino “Atreju”