I cittadini di Mosorrofa rappresentati dal Presidente del Comitato di Quartiere e altri sette componenti il
comitato tra cui una mamma, il parroco, il medico del paese, un universitario, un impiegato, un lavoratore
dipendente e un ingegnere pensionato hanno incontrato in prefettura l’assessore ai lavori pubblici del
comune Albanese per fare il punto della situazione dello sviluppo di quanto pattuito nell’ultimo incontro.
Nell’introduzione il Presidente Andidero ha messo in evidenza e sottolineando che le promesse fatte
dall’Assessore Albanese nell’incontro del 1 dicembre 2022 ad oggi son ancora tutte da verificare, nulla si è
fatto ad eccezione di un inizio dei lavori, che peraltro procedono molto a rilento, nella zona franata della San
Sperato Mosorrofa. Buche, guard Rail, spazi pubblici e servizi, attività ludiche, discariche abusive, cimitero
niente si è visto per cui il comitato dei cittadini di Mosorrofa ha ribadito la propria contrarietà a questo modo
di operare del comune e in mancanza di reali soluzioni si dice pronto a scendere nuovamente in piazza.
L’assessore Albanese comunica che è in fase di approvazione il bilancio comunale e in questo bilancio ci sono
tante iniziative per Mosorrofa. Il Comitato, molto dubbioso, chiede un’anticipazione delle proposte messe in
cantiere ma l’assessore rimanda tutto all’approvazione del bilancio. Interviene allora il Prefetto che si fa
garante degli sviluppi delle problematiche e indice per la settimana successiva all’approvazione del bilancio
un altro incontro in prefettura dove l’assessore Albanese si impegna a relazionare su tutte le opere che
riguarderanno Mosorrofa inserite in bilancio con le tempistiche di realizzazione. Il Comitato accetta la
proposta e chiede all’assessore come segno di buona volontà del comune di coprire al più presto almeno le
buche che rendono molto problematica la viabilità della San Sperato Mosorrofa. Se c’è la volontà almeno
questo piccolo gesto l’amministrazione deve farlo perché noi riteniamo impossibile che non si trovi il
materiale per coprire una trentina di buche.
Sebastiano Plutino
Ringrazio tutti i membri del Consiglio Regionale della Calabria per aver approvato all’unanimità la mia mozione relativa all’inserimento della “Vulvodinia”, della “Neuropatia del Pudendo” e della “Fibromialgia” nell’elenco regionale delle malattie croniche e invalidanti riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In questi ultimi mesi avevo ricevuto numerose segnalazioni di disagi da parte di Associazioni e pazienti calabresi affette da queste patologie e ho voluto portare all’attenzione del Consiglio questa importante problematica. Si tratta di malattie subdole, difficili da diagnosticare, che possono avere forti ricadute dal punto di vista non solo fisico e psicologico, ma anche economico. La Vulvodinia e la Neuropatia del Pudendo colpiscono le donne di tutte le età causando forti dolori nella zona dei genitali e del basso ventre. La Fibromialgia presenta dolori muscolari diffusi e colpisce anche tantissimi uomini. Nelle forme più gravi chi ne soffre ha grandi difficoltà nel lavorare, studiare o svolgere le normali attività quotidiane. I centri più attrezzati per le cure sono presenti in prevalenza nelle regioni del Nord Italia e i pazienti sono spesso obbligati a farsi curare fuori regione, con conseguenti ritardi nella diagnosi e costi elevati per le terapie necessarie.
Con l’approvazione della mozione, come detto, la Regione Calabria si dovrà attivare per colmare questo divario impegnandosi innanzitutto ad inserire queste patologie nel proprio elenco delle malattie croniche e invalidanti riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sostenere all’interno della conferenza Stato-Regioni e in Commissione Nazionale per l’aggiornamento LEA tale riconoscimento anche da parte del SSN. Inoltre, ho chiesto che la Regione si attivi nel programmare da oggi in avanti una corretta formazione al personale medico, individuare presidi sanitari pubblici da specializzare nella cura di queste patologie, promuovere scambi di buone-prassi con presidi ospedalieri specializzati in altre regioni e campagne di prevenzione volte alla sensibilizzazione dei cittadini sulla natura di queste patologie. Secondo recenti studi sono oltre 100.000 i calabresi affetti da queste patologie. Mi auguro che adesso la Calabria sappia cogliere questa sfida e soprattutto vincerla.
Si è tenuto nella giornata di ieri, lunedì 9 gennaio, un incontro tra l’Amministrazione Comunale e i cittadini della frazione di Le Cannella per discutere dei lavori pubblici in corso, ovvero il nuovo impianto della rete fognante, e quelli imminenti come rigenerazione urbana. L’incontro è stato voluto dal Sindaco Maria Grazia Vittimberga che ha invitato una delegazione di residenti per chiedere collaborazione in vista, soprattutto, dei lavori di rigenerazione urbana che prevedono il riammodernamento di Piazza Cannone e parte del lungo mare fino a raggiungere la Piazzetta.
Nello specifico il Sindaco ha chiesto ai presenti, con l’ausilio dei tecnici, di fare da tramite con i residenti affinché siano collaborativi sin da subiti con gli allacci della rete fognaria che, come da regolamento, sarà a spese del singolo cittadino per quanto concerne l’allaccio alla propria abitazione. Questo proprio in virtù dei lavori di rigenerazione urbana che prevedono la pavimentazione di Piazza Cannone e del lungomare, al fine di evitare rotture di strade dopo i lavori di ammodernamento urbano. I lavori di rigenerazione urbana sono una serie di progetti approvati con un finanziamento ministeriale per un totale di € 5.000.000,00 e prevedono interventi nel centro cittadino e nelle frazioni di Capo Rizzuto, Le Castella, Marinella, Sant’Anna e appunto Le Cannella con quest’ultima che ha ricevuto il finanziamento più corposo per un totale di € 1.200.000,00.
L’incontro a Cannella si è tenuto all’interno del Ristorante “Il Cannone” dove la delegazione comunale è stata ricevuta con grande accoglienza e un ricco buffet e da una nutrita partecipazione. Al tavolo tecnico, insieme al Sindaco Maria Grazia Vittimberga, anche l’Assessore Gaetano Muto, il responsabile dell’ufficio tecnico Ing. Antonio Otranto e il progettista Francesco Talarico.
Diversi sono stati anche gli interventi dei cittadini che hanno fatto importanti osservazioni inerenti sia ai lavori della fogna sia a quelli di ammodernamento, i tecnici hanno preso nota e valuteranno tutte le proposte. Alla fine i presenti hanno ringraziato il Sindaco e la sua giunta per la presenza e in generale per l’interesse mostrato verso la frazione sin dai primi giorni d’insediamento.
«La recente presa di posizione con la quale il Consiglio comunale di Pizzo ha formalmente richiesto di destinare a Casa di comunità la locale struttura sanitaria, allo stato designata quale futura Centrale operativa territoriale, riporta d’attualità la necessità di garantire servizi sanitari adeguati ad una realtà che riveste un’importanza strategica dal punto di vista territoriale, sociale, economico e turistico».
Lo dichiara, in un comunicato stampa, il consigliere regionale del Gruppo misto – Liberamente progressisti, Antonio Lo Schiavo, intervenendo a sostegno della mozione approvata nei giorni scorsi dal Consiglio comune di Pizzo attraverso la quale si chiede alla Regione di rivedere la scelta di destinare a Centrale operativa territoriale la struttura sanitaria cittadina per istituire in sua vece una Casa di comunità.
«Destinare a Casa di comunità la struttura esistente – rimarca Lo Schiavo -, come messo in evidenza nella mozione approvata dal Consiglio comunale, consentirebbe al secondo centro più popoloso della provincia di Vibo Valentia e alla vasta porzione di territorio che gli fa da corollario, di usufruire di servizi forniti da equipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale e di continuità assistenziale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri, psicologi ed altre figure sanitarie. Si garantirebbe inoltre la presenza medica sette giorni su sette nonché servizi di cure primarie, assistenza domiciliare, specialistica ambulatoriale, punto prelievi, servizi infermieristici, integrazione con i servizi sociali, continuità assistenziale, servizi di prenotazione collegati al Cup, servizi diagnostici di base. Senza tralasciare che nelle Case di comunità possono essere istituiti servizi di salute mentale, attività consultoriali, profilassi vaccinale, medicina dello sport, servizi per le dipendenze patologiche e di neuropsichiatria infantile. È dunque da considerare con attenzione l’istanza che proviene dal Comune di Pizzo, sposata dall’unanimità dell’assemblea cittadina, per non mortificare le legittime e fondate aspettative al diritto alla salute di un vasto territorio che soffre, come e più di altri, la carenza di servizi primari. La Giunta regionale e il presidente-commissario alla sanità, Roberto Occhiuto – conclude il consigliere regionale Lo Schiavo -, raccolgano questa istanza e intervengano per rimediare ad un vulnus che rappresenterebbe una grave umiliazione per questa città e per il suo comprensorio».
Continua la “telenovela” targata CEDIR dove, da diverso tempo perdura la chiusura della maggior parte dei servizi igienici dei diversi piani in larga parte utilizzati degli uffici giudiziari. A denunciarlo è Patrizia Foti – Segretario Generale Territoriale della UILPA e Vice Coordinatore Nazionale UILPA Giustizia.
Ciò comporta – prosegue Foti – un conseguente disagio e condizioni di invivibilità e di incolumità per la salute dei singoli dipendenti del settore giustizia e degli avventori. L’inverno è arrivato ed è entrato prepotentemente alle nostre latitudini, i contagi COVID fanno ancora capolino sui luoghi di lavoro, così come le precarie condizioni di salubrità; L’edilizia giudiziaria: una vera saga che dura da decenni con un copione già scritto da autori probabilmente colpiti dal blocco dello scrittore.
A nulla sono valse le innumerevoli richieste di incontro e i solleciti trasmessi ai massimi vertici istituzionali – l’ultimo lo scorso 12 dicembre.
Dopo anni – chiosa Foti – tutto è fermo al prepandemia e ancora non riusciamo a comprendere quali siano le difficoltà ostative che impediscono la risoluzione della questione edilizia giudiziaria e l’adozione dei provvedimenti imprescindibili ed indifferibili per il ripristino della funzionalità dei servizi igienici nei locali degli uffici giudiziari del Cedir, così come il completamento del nuovo palazzo di giustizia, per il quale è doveroso ricordare la firma del protocollo di intesa tra Ministero della Giustizia e Comune di Reggio Calabria.
Oggi – conclude Foti – è arrivato il momento di agire e mettere in atto tutte quelle prerogative sindacali necessarie alla difesa dei diritti dei lavoratori sollecitando il coinvolgimento di tutte quelle parti che hanno il potere di sciogliere il nodo dell’edilizia giudiziaria reggina.
Il giovane cantautore Domenico Barreca, in arte Barreca, sarà domani sera all’ Auditorium Parco della Musica di Roma tra gli undici finalisti della XXI edizione del “Premio Fabrizio De Andrè”, patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus e organizzato da iCompany con la direzione artistica di Luisa Melis. Un traguardo importante, raggiunto da Barreca dopo la pubblicazione di due album, grazie al suo talento di cantante, musicista e autore, che lo ha subito imposto all’attenzione di pubblico e critica. Talento apprezzato anche dalla giuria del prestigioso Premio che, come affermano gli organizzatori: “ha come scopo quello di stimolare tra autori, compositori, interpreti ed esecutori esordienti di musica italiana, una creatività libera e scevra da tendenze legate alle mode, ai generi e ai concetti di commerciabilità, al fine di favorire l’originalità e la vitalità delle nuove produzioni artistiche”.
Nuovo volto della più classica musica d’autore italiana, ha esordito nel 2021 con il primo album ”Dall’altra parte del giorno”, in cui ha sorpreso per brani originali e al contempo in linea con la migliore scuola del genere, tra poesia, melodia, sentimenti, esistenza e impegno. Con il secondo album da poco pubblicato, “Eppure adesso suono”, apre a sperimentazioni artistiche e nuove sonorità, confermando la cura particolare della produzione musicale e una forte sensibilità interpretativa. “Aver raggiunto la finale di questo Premio dedicato ad un mito della musica è già un grande risultato!”, sottolinea emozionato.
Nato nel 1986 a Taurianova (RC), Domenico Barreca nutre fin da giovanissimo un amore viscerale per la “canzone d’autore” italiana. Si laurea in “Musica, Spettacolo e Tecnologia del Suono” al Politecnico di Vibo Valentia con una tesi di ricerca sulla “scuola genovese” e successivamente si laurea anche in “canto pop”. Nel 2012, con il suo primo progetto musicale Nabana vince la III Edizione del contest per Artisti e Band Emergenti del MEI di Faenza. Ad ottobre 2020 pubblica il suo primo singolo come Barreca, “La parola noi”, con il videoclip girato da Giacomo Triglia. Poi è la volta di “È tutto qui”, singolo apripista a “Dall’altra parte del giorno”, uscito il 19 gennaio del 2021. Nella stessa estate riceve il “Premio Migliore Nuova Proposta” della 35° edizione di Fatti di Musica, Festival del miglior live d’autore, e si cimenta nel primo tour durante il quale apre la tappa rendese di Colapesce e Dimartino e duetta con Peppe Voltarelli. A settembre pubblica il singolo “Tempo da aspettare”, per poi partecipare al “Calabria Fest Tutta italiana” trasmesso da Rai Radio Tutta Italiana e Rai Play, dove riceve il Premio “Top of the Year 2021”. A giugno 2022 arriva il nuovo album “Eppure adesso suono”. Definito “cantautore autentico, che ricerca la forza e le parole di ogni singola strofa”, continua a raccogliere unanimi consensi di chi ama la musica d’autore alla “vecchia maniera”, come dice lui stesso, tra pop ricercato attento all’eleganza della partitura musicale e testi intensi, dai forti contenuti esistenziali ed estremamente coinvolgenti. Importanti i featuring che hanno caratterizzano il nuovo album, da Peppe Voltarelli a Mauro Ermanno Giovanardi, due artisti diversi che donano un apporto prezioso e originale alla sua ricerca musicale. Ora l’attesa è per il responso del “Premio Fabrizio De Andrè”, un’altra prova importante visto che si avvale di una giuria autorevolissima costituita da scrittori, giornalisti, critici musicali ed operatori del settore, presieduta proprio da Dori Ghezzi. Il vincitore della sezione Musica, peraltro, avrà l’opportunità di siglare un contratto discografico con Sony Music Italia. A presentare la serata sarà il noto critico musicale e docente Paolo Talanca. Tra i nomi dei premiati con Targhe speciali già resi noti anche quelli di Dario Brunori, Targa Faber 2023, e i Musica Nuda, “Targa Quelli che cantano Fabrizio De Andre’”. Barreca è prodotto da Artetica di Riccardo Anastasi, con booking Show Net di Ruggero Pegna.
Sabato 14 gennaio alle ore 17.30 a Polistena presso la sala conferenze della Comunità “Luigi Monti” in Via Vescovo Morabito n. 17 , si terrà la proiezione del docufilm “PINO Vita accidentale di un anarchico” di Claudia Cipriani.
In questo docufilm Giuseppe Pinelli, ferroviere, partigiano e anarchico milanese ucciso presso la questura di Milano, nella notte tra il 15 e 16 dicembre 1969, rivive, da un punto di vista inedito, attraverso le parole delle figlie Claudia e Silvia, che parlano della sua morte e ne raccontano la vita, le idee e gli affetti.
Il racconto delle figlie di Pino comincia nel 1969, quando avevano 8 e 9 anni e si conclude il 9 maggio del 2009 quando la famiglia è stata ricevuta al Quirinale dall’allora Presidente della Repubblica Napolitano che, in quell’occasione, definì Pinelli “la diciottesima vittima della strage di Piazza Fontana”.
Subito dopo la proiezione si svolgerà un dibattito con la partecipazione di Michelangelo Tripodi (Presidente della Fondazione Girolamo Tripodi), Giuseppe Auddino (professore – già Senatore della Repubblica), Giancarlo Costabile (docente di Pedagogia dell’Antimafia all’UNICAL) e con gli interventi del pubblico.
L’incontro sarà concluso da Claudia Pinelli (figlia di Pino – attivista).
La Fondazione Girolamo Tripodi, in coerenza con il motto “Senza memoria non c’è futuro”, prosegue nel suo impegno diretto alla salvaguardia e al recupero della memoria.
Sotto questo aspetto è bene ricordare che la storia personale di Giuseppe Pinelli si sviluppa, insieme all’evoluzione degli accadimenti storici di cui quella storia è riflesso: la contestazione giovanile, il ’68, l’autunno caldo, la speranza rivoluzionaria, la “strategia della tensione”, l’Europa divisa in due blocchi.
Condividere la memoria, mantenere salde le radici permette di guardare con fiducia alle sfide del presente e del futuro.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
“Lontano”, di Massimo Donno, “si ferma” ed in-canta il Cartoline [FOTO]
Grande successo per la presentazione di “Lontano“, il nuovo disco di Massimo Donno, cantautore salentino, edito da Squilibri. L’artista, notoriamente affine alla musica e al teatro, già al suo quarto album da solista, dopo Amore e Marchette, Partenze e Viva il re, accompagnato da un eccelso Sasà Calabrese ed introdotto, noto artista reggino ed introdotto dall’altrettanto noto professionista musicale locale, Alessio Laganà, ha chiuso con successo la prima delle tre tappe calabresi, regalando ai soci di un Cartoline Club gremito, un fantastico concerto, molto apprezzato e partecipato dal pubblico. La nuova casa della cultura reggina, proponendo giornalmente un programma culturale di diversa natura, in un solo anno è riuscita infatti a conquistarsi con merito l’evento.
Testi e musica di Lontano non celano il forte carattere distintivo del meridione: sapori, odori e colori del nostro paesaggio descrivono e fanno da schermo a storie difficili che raccontano di un senso di appartenenza alla terra, il dolore della separazione, la solitudine e il lavoro. In questo progetto la tradizione delle musiche di banda arricchisce di nuove atmosfere le sue composizioni già connotate da un chiaro riferimento alla canzone d’autore.
Al cd hanno collaborato numerosi artisti, tra i quali Nabil Bey, Alessia Tondo, Mariella Nava, Rachele Andrioli, Redi Hasa, Gabriele Mirabassi, Ferruccio Spinetti e Petra Magoni (Musica nuda), Alessandro D’Alessandro, Marco Bardoscia, Daniele Sepe e, infine, Juan Carlos “Flaco” Biondini che, nel bonus track, canta con Donno un brano di Francesco Guccini.
Un concerto talmente bello da prolungarsi fino a tarda sera, complice l’atmosfera di grande cordialità creata tra gli artisti che hanno scelto d’intrattenersi nel locale, continuando a cantare, seduti sui divanetti, accompagnati dai soci rimasti, a conferma di una serata pienamente riuscita, non solo dal punto di vista musicale ed artistico.
L’album di Massimo donno sarà presentato anche oggi 11 gennaio a Catanzaro, al Museo del Rock, ed il 12 a Cosenza al Brasseur Hugo.
“Si attende da tempo il completamento di due arterie fondamentali per il territorio della fascia tirrenica della provincia” – queste le parole dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Denis Nesci, che aggiunge: “Non si hanno notizie da parte della Città Metropolitana, che non comprende l’importanza strategica di due opere che fanno parte di un ampio reticolo viario, la cui piena e completa funzionalità, è determinante per i collegamenti fra le comunità pre-aspromontane del versante tirrenico e della costa”.
“La realizzazione delle due strade – continua l’esponente di Fratelli d’Italia – garantirebbe una percorribilità con conseguenti ricadute positive sia per la sicurezza stradale sia per l’economia dei tempi di percorrenza. Ma soprattutto avrebbe degli effetti salvifici per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali che insistono in quella zona. Auspico un intervento risolutorio della Città Metropolitana – conclude Nesci – quanto meno per decifrare tempistiche e modalità d’intervento che occorrono alla conclusione di lavori sospesi nell’agosto 2020”.






