Finalmente è arrivata la tanta attesa nomina dell’assessore nella persona di Emma Staine, avvocato e militante di lungo corso, da parte del Segretario Federale Matteo Salvini. Al nuovo assessore, anche da parte della segreteria regionale, le congratulazioni e gli auguri di un buon lavoro nell’interesse di tutto il territorio calabrese.
Sebastiano Plutino
«È stata una prova di forza e unità dell’opposizione tutta quella che ha costretto, questa sera, la maggioranza a rinviare la proposta di modifica della legge anti-ndrangheta con particolare riferimento alle regole di gestione delle sale slot. Alla richiesta di appello nominale, di fronte all’evidente mancanza del numero legale, la maggioranza ha reagito con enorme nervosismo provando a forzare la procedura e ad andare comunque al voto. Ne sono seguiti attimi concitati nel corso dei quali ho chiesto con forza il rispetto delle regole statutarie e l’affermazione del principio di coerenza con quanto previsto dal regolamento. Alla fine si è optato per il rinvio a data da destinarsi di un provvedimento che, a mio avviso, avrebbe conseguenze nefasta sul fronte della lotta alle ludopatie, oggi emergenza economica e sociale della nostra regione. Mi auguro che la maggioranza in questo frangente rifletta fino in fondo e ritiri definitivamente la norma».
Mercoledì 30 novembre 2022, alle ore 16,30 presso la Biblioteca della Città Metropolitana di
Reggio Calabria, Piazza Italia, sarà presentato, a cura dell’Associazione Culturale Rhegion e
della TSfilm, il trailer del film “Memoria di una strage”, un lavoro frutto dell’adattamento del
libro “Lo sbarco del Continente. Il bombardamento tedesco del 6 settembre 1943” dello
storiografo Antonio Catananti Teramo, che è la storia della strage, avvenuta il 6 settembre
1943, nel paese di Rizziconi, dove il cannoneggiamento delle truppe tedesche in ritirata ha
causato la morte di 17 persone, in maggioranza bambini.
Obiettivo di queta produzione filmografica è ricordare un avvenimento spesso dimenticato,
della storia della nostra regione, che durante la seconda guerra mondiale, con lo sbarco
degli alleati angloamericani, fu protagonista dell’inizio della Liberazione.
Conflitti e bombardamenti provocarono la ritirata delle truppe naziste, ma causarono anche
la morte di molti civili.
Il film prende l’avvio, con un’intervista allo scrittore e ad un sopravvissuto, entrando
all’interno della vita quotidiana degli abitanti di Rizziconi, ricostruendo la realtà del paese
calabrese e puntando alla valorizzazione del territorio e alla rappresentazione degli usi e i
costumi.
L’evento avrà inizio con i saluti istituzionali del sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio
Calabria dott. Carmelo Versace, del sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria dott. Paolo
Brunetti r della presidente della sezione ANPI “Ruggero Condò” Maria Lucia Parisi, il
presidente dell’associazione Rhegion Diego Cilio introdurrà i lavori, seguiti dalla proiezione
della video-cronaca “Quel 6 settembre 1943” di Antonio Catananti Teramo, Antonino Militano
e Tito Toscano.
Un ulteriore arricchimento verrà dagli interventi dello stesso autore del libro da cui prende
spunto il film, Antonio Catananti Teramo, dell’attore Saverio Malara, della registra Federica
Pontari e da Massimo Gagliano.
L’iniziativa si concluderà con la proiezione del trailer del film “Storia di una strage“ alla
presenza anche del giovane attore Andrea D’amico
L’associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria continua i suoi appuntamenti con cadenza settimanale e lo ha fatto questa settimana presso la storica sede di via San Giuseppe 19 ore 18 con un incontro per presentare l’opera prima ed l’inedito testo su “Rosella Staltari – la selvaggia diventata Santa” di Oreste Arconte. Rosella Stàltari nacque ad Antonimina, in provincia di Reggio Calabria. Rimase orfana a due anni, così suo padre, che voleva comunque assicurarle una crescita serena, decise di affidarla alle Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario, che a Locri avevano un istituto per l’infanzia abbandonata. Rosella rimase lì fino ai quattordici anni, dopo aver ottenuto la licenza media di avviamento professionale. Nel 1965 venne quindi accolta nell’istituto «Maria Mater Gratiae», dove si diplomò tre anni dopo come segretaria d’azienda, ottenendo anche l’abilitazione all’insegnamento nella scuola materna. L’istituto era gestito dalle Figlie di Maria Santissima Corredentrice, di recentissima fondazione. La ragazza conobbe il fondatore, don Vittorio Dante Forno, e lo scelse come direttore spirituale, nonché la cofondatrice e direttrice, suor Maria Salemi. Di fatto, Rosella chiese di essere ammessa in quella congregazione: dopo due anni da postulante, il 2 luglio 1972 cominciò il noviziato, e un anno dopo, emise i voti religiosi. Nel 1973 fu trasferita a Palermo come maestra presso l’Istituto «Pietro Ardizzone». Fu particolarmente attenta agli orfani, ma anche ai bisogni delle consorelle. Anche se aveva sofferto molto nell’infanzia, cercava di non lasciarsi prendere dal pessimismo. Approfondì il carisma della congregazione, che consisteva nell’affiancare il sacerdozio cattolico prendendo a modello la Vergine Maria ai piedi della Croce. Neanche un anno dopo il suo arrivo, fu trovata morta nel suo letto, con una statuetta della Madonna in mano e il crocifisso della professione religiosa al collo. In effetti, Rosella era spesso soggetta a crisi convulsive e a svenimenti. Al momento della morte, aveva ventidue anni. La diocesi di Locri-Gerace ha seguito l’inchiesta sulle sue virtù dal 24 settembre 2002 al 14 ottobre 2006. Il 21 dicembre 2020 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui Rosella veniva dichiarata Venerabile.
Un appuntamento ha dichiarato in apertura di serata, il presidente Muse prof. Giuseppe Livoti dal grande impatto emotivo e soprattutto religioso, poiché viene per la prima volta presentato a livello nazionale, un testo sulla storia di questa “serva di Dio” che il Sommo Pontefice ha disposto con decreto pubblicato ed inserito negli atti della Congregazione delle Cause dei Santi con segretario Marcello Bartolucci – arciv. Tit di Bavagna e Marcello Card. Semeraro – prefetto. La vita di Rosella è stata così recuperata dalla memoria collettiva da parte di Oreste Arconte, giornalista e regista teatrale che ne ha tratto un racconto suddiviso in 5 quadri. La serata si è aperta con l’esecuzione di alcuni brani dal Coro Giovanile Laudamus diretto dai Maestri Enza e Marina Cuzzola che hanno eseguito la Vergine degli Angeli e l’Ave Maria di Caccini con l’accompagnamento al pianoforte del prof. Bruno De Benedetto e del maestro accompagnatore Consolata Smeriglio. L’avvio alla lettura ed alla comprensione del testo ha visto come protagonisti la vice presidente Muse Orsola Latella, critico letterario che ha ricordato come attraverso i dialoghi dei personaggi, l’autore tratta due livelli: da una parte la storia di Rosella e il contesto storico sociale di quel periodo; dall’altra la riflessione sulla vita di fede e sul messaggio evangelico. Sì, perché il viaggio interiore di Rosella diventa messaggio, Rosella Staltari è la messaggera della ricerca spirituale di Gesù e particolarmente di Gesù crocifisso, infatti la spiritualità percorre l’intera commedia, dà rilievo ai valori e ai significati storici: la contestazione del ‘68 con le lotte degli studenti e degli operai per la conquista dei diritti, la modernità, il trasformismo della Chiesa con il Concilio Vaticano II, i Moti di Reggio per il capoluogo di regione. Tutto ciò emerge soprattutto nei dialoghi tra Rosella e Tina, sua compagna di camera. Tina è entusiasta di quanto sta accadendo fuori, vorrebbe essere vicina al fidanzato Giovanni che lavora alla FIAT, a Torino, per lottare assieme a lui. Rosella, però, riporta la conversazione su un piano spirituale e ammonisce: “La violenza si vince solo con l’amore”, “Il mondo migliora solo se non si esclude Dio dall’esistenza”. E aggiunge: “Modernità, nelle piazze gridano Modernità, ma si può essere moderni e rinnegare Dio?”. E qui le parole di Rosella si fanno messaggio: l’opera del Cristo penetra nella storia umana e l’umanità si salva in Cristo. Mons. Antonio Denisi per la parte storica e spirituale si è soffermato su come la vita dell’aspirante santa sia utile alla scrittura per fare vedere come non è necessario sempre indagare gli aspetti sociali o storici dell’essere umano ma, soffermarsi soprattutto, sulle sue proprietà nel punto in cui lo spirito incontra Dio come ribadisce S. Agostino nelle Confessioni. Arconte dice Don Denisi ha scandagliato l’animo di Rosella creando una forma di teatro non letterario ma, religioso, facendo emergere la funzione pedagogica del racconto. Presente alla serata Don Giorgio Costantino che ha condiviso il pensiero di Don Denisi aggiungendo anche il tempo dei ricordi in cui mons. Montalbetti in Seminario negli anni ’40, educava al teatro i giovani seminaristi, funzione utile alla formazione del cuore. Presente l’editore Laruffa che si è soffermato sul senso utile della scrittura che anche in campo religioso va sostenuto. Importante la chiusura con la testimonianza della madre superiora della Figlie di Maria Corredentrice Suor Carla: Rosella era una ragazza gioiosa, scriveva moltissimo su un diario vista la difficoltà emotiva ad esprimere i suoi sentimenti. Lei aveva il privilegio di voler bene a tutti ed i suoi gesti lo dimostravano coi i suoi silenzi, era molto generosa e disponibile e si caricava dei servizi più umili, anche al posto delle altre consorelle e, purtroppo, muore solo dopo 6 mesi dai voti religiosi. Infine, suggestivo il Laboratorio di lettura interpretativa Muse diretto da Clara Condello che ha visto una lettura scenica e teatrale con le interpretazioni di Mimma Conti, Sonia Impalà, Santina Milardi, Mariolina Priolo le quali, hanno fatto emergere piccole azioni sceniche raccontando le identità dei personaggi presenti nel testo.
Lo stesso prevedeva una maggiore lunghezza dell’attuale linea di ben 52 kilometri. Il 28
settembre il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del M.I.T., nel richiedere a Rete Ferroviaria
Italiana integrazioni al progetto, ha rilevato primariamente la maggiore lunghezza della nuova
linea. Tale pronunciamento dell’organo tecnico ha indotto il Ministero delle Infrastrutture e
Trasporti a sospendere il dibattito pubblico sulla nuova linea e conseguentemente tutta la
procedura si è bloccata.
Appare quanto meno singolare che l’elemento di criticità del progetto della nuova linea relativo alla sua maggiore lunghezza sollevato dalle nostre associazioni sia stato fatto proprio dal
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Alla luce della situazione di stallo che si è venuta a creare, le nostre associazioni nel riaffermare
l’imprescindibilità della realizzazione della nuova linea ad Alta Velocità da Salerno a Reggio
Calabria esprimono la loro preoccupazione che il blocco delle procedure previste per legge per
le opere pubbliche rilevanti e le difficoltà economiche nazionali non facciano cadere nel dimenticatoio la linea AV SA – RC.
A tal proposito preannunciamo iniziative popolari per la sensibilizzazione dei cittadini, della
deputazione parlamentare calabrese e del consiglio regionale
Reggio Calabria 27 novembre 2022
Club di Territorio di Reggio Calabria del Touring Club Italiano
Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria
FAI Fondo Ambiente Italiano – delegazione di Reggio Calabria
Lions Club Reggio Calabria Host
Rotary Club Reggio Calabria Nord
Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale dell’Aspromonte
Associazione Italiana Parchi Culturali A.I.Par.C.
Associazione Ventotene
Archeoclub dello Stretto
Fondazione Mediterranea
Circolo Culturale Apodiafazzi
Alla riunione, oltre al sindaco del piccolo centro aspromontano e agli altri rappresentanti dell’amministrazione comunale, ha preso parte anche il Consigliere metropolitano delegato e sindaco di Benestare Domenico Mantegna, ai sindaci di Bovalino, Platì, Africo, Careri, Ardore e Caraffa del Bianco, al Parroco di San Luca Don Gianluca Longo, al Presidente e al Vicepresidente della Consulta comunale, Mimmo Nasone, anche in rappresentanza del Coordinamento nazionale di Libera, ai Presidenti della Pro Loco e della Fondazione Corrado Alvaro, oltre a diversi rappresentanti di associazioni e movimenti territoriali. Tra gli interventi anche quello del Prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, collegato in remoto per via di concomitanti impegni istituzionali.
“Ricordo lo scorso anno che la prima uscita ufficiale dopo le elezioni per il rinnovo del Consiglio Metropolitano, al tempo guidato dal sindaco Giuseppe Falcomatà, è stata proprio qui a San Luca – ha poi aggiunto Versace – non è un caso che si sia scelto di partire proprio da qui, in maniera simbolica ma anche sostanziale, ad ascoltare i bisogni e le necessità di un territorio che è stato per lungo tempo penalizzato, la cui reputazione negativa va al più presto superata attraverso la valorizzazione delle tante eccellenze, paesaggistiche, storiche e culturali, che lo caratterizzano”.
“Personalmente sono convinto che il modo migliore per superare quel passato legato all’ombra ingombrante della ‘ndrangheta sia quello di promuovere uno sviluppo concreto e tangibile per il territorio. Ed in questo senso – ha concluso Versace – stiamo operando come Consiglio metropolitano, con l’obiettivo di dotare questo Comune di servizi all’avanguardia per ciò che riguarda le infrastrutture scolastiche e sportive”.
Un messaggio di solidarietà è giunto anche nell’intervento del Consigliere metropolitano e sindaco di Benestare Domenico Mantegna. “Non arretreremo di un millimetro – ha affermato di fronte alla folta platea di Amministratori e di cittadini sanluchesi – non solo nella battaglia per l’affermazione della legalità e contro la criminalità organizzata, ma anche per ciò che riguarda lo sviluppo. Il Comune di San Luca risulta beneficiario di tanti finanziamenti. Chi vuole il male di questo territorio non riuscirà a fermare la voglia di cambiamento che quest’Amministrazione, in sinergia con gli altri Enti, sta affermando nel governo del territorio. Siamo amministratori di frontiera, la nostra attività è fatta di sacrifici e di servizio, non saranno certo quattro balordi a fermare la nostra passione e la nostra voglia di crescere che continueremo a mettere a disposizione della nostra comunità”.
Nel Cinquantenario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, Regione Calabria e Calabria Film Commission promuovono, il 2 dicembre, alle ore 18,30, un incontro alla Triennale Milano, per ripercorrere la storia di queste due sculture, analizzare il percorso e le strategie di valorizzazione e promozione di questo straordinario patrimonio e la sua persistente attualità nella contemporaneità.
Le statue, conservate al Museo nazionale di Reggio Calabria, sono state rinvenute, in un eccezionale stato di conservazione, il 16 agosto 1972, nei pressi di Riace Marina. I Bronzi rappresentano due tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri dell’età classica.
L’incontro – dal titolo “Archeologie future – 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace. Il valore dell’antico nella contemporaneità” – proporrà, inoltre, una riflessione su come, in generale, l’antico possa essere oggi ri-attivato e letto da nuovi punti di vista attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.
Intervengono: Carla Morogallo, Direttrice Generale di Triennale Milano, Giusi Princi, Vice Presidente della Regione Calabria, Anton Giulio Grande, Commissario Straordinario della Calabria Film Commission, Daniele Castrizio, Professore Associato di Numismatica Medievale presso l’Università di Messina, e Andrea Viliani, Direttore del Museo delle Civiltà di Roma e Co-curatore Pompeii Commitment. Materie Archeologiche. Modera Damiano Gullì, curatore per Arte contemporanea e Public Program di Triennale Milano.
“Assistiamo sgomenti alle ennesime speculazioni dei soliti noti che hanno il coraggio di cavalcare una tragedia così drammatica come l’alluvione di Ischia nel maldestro tentativo di alimentare consensi contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto: in poche ore il senatore e dirigente del Pd Francesco Boccia e il geologo Mario Tozzi hanno strumentalizzato il dramma di Ischia tirando in ballo la grande opera dello Stretto. Boccia, infatti, ha detto che la destra parla del Ponte mentre l’Italia cade a pezzi, mentre Tozzi ha sostenuto che in caso di terremoti il Ponte rimarrebbe in piedi ma unirebbe due cimiteri. Parole gravissime che lasciano sgomenta tutta la comunità dell’area dello Stretto”. Lo dichiara, in una nota, il Comitato Ponte Subito.
“Nel primo caso – prosegue il comunicato del Comitato – Boccia dovrebbe interrogarsi perché l’Italia cade a pezzi se il suo partito la governa ida 11 anni e nel 2011 decise di bloccare i lavori per il Ponte sullo Stretto per destinare quei fondi alle ‘altre priorità’, tra cui la lotta al dissesto idrogeologico. Dopo così tanto tempo, non hanno fatto il Ponte ed evidentemente neanche nulla di tutto il resto. Con quale coraggio adesso addebitano alla volontà politica di realizzare il Ponte la responsabilità del disastro di Ischia? Il Ponte non è alternativo alla messa in sicurezza del Paese, anzi. Il nopontismo della sinistra, invece, ha dimostrato nei fatti dell’ultimo decennio che non fare il Ponte non significa fare le altre cose. A Tozzi invece ricordiamo che Messina e Reggio Calabria rientrano nell’area a più alto rischio sismico d’Italia, per cui le costruzioni vengono realizzate a norma antisismica anche grazie alla ferita ancora viva del terremoto del 1908 che ha segnato la storia di questi territori. Negli scorsi decenni ci sono già stati forti terremoti che hanno messo alla prova le costruzioni dell’area: quello di magnitudo 6.1 del 1978 e quello di magnitudo 5.7 del 1990 non hanno provocato crolli nonostante l’elevata magnitudo e i morti sono stati pochi, quasi tutti provocati da malori per la paura. Il Ponte sullo Stretto resisterebbe a qualsiasi tipo di sisma, come di recente hanno confermato i massimi rappresentanti di INGV e Protezione Civile, basti pensare che nel 1995 quando s’è verificato il terremoto di Kobe (magnitudo 7.3), in Giappone, il ponte Akashi-Kaikyo era in costruzione e non subì alcun danno. Fosse stato già costruito, avrebbe consentito ai mezzi di soccorso un più rapido movimento verso le zone colpite e quindi avrebbe determinato un minor numero di decessi. Anche nello Stretto di Messina il Ponte sarebbe un’infrastruttura strategica per affrontare le emergenze, rappresentando un collegamento stabile, sicuro e veloce con la Sicilia che altrimenti sarebbe raggiungibile soltanto via mare. Il Ponte, quindi, non unirebbe due cimiteri ma al contrario eviterebbe che eventuali calamità trasformassero paesi e città calabresi e siciliani in cimiteri per l’assenza di soccorritori e mancanza di collegamenti“.
“La buona notizia del giorno arriva invece dal presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe, il quale proprio oggi ha annunciato una grande battaglia ambientalista per la realizzazione del Ponte sullo Stretto che – oltre agli innumerevoli benefici logistici, strategici, sociali ed economici – è effettivamente anche la grande opera più ecosostenibile della storia perché abbatterebbe l’inquinamento provocato dal traghettamento nello Stretto e le emissioni di anidride carbonica provocate dalla mancanza di trasporti adeguati via terra tra la Sicilia e il resto del continente. Una situazione che costringe i siciliani ad utilizzare obbligatoriamente il più inquinante aereo per recarsi anche in località vicine altrimenti raggiungibili più comodamente in auto e in treno. Non può esistere un ecologista o un ambientalista che sia contrario al Ponte sullo Stretto, opera che apporterebbe esclusivamente enormi benefici ambientali, e siamo lieti di avere al nostro fianco nella grande sfida pro Ponte sullo Stretto anche una grande associazione come FareAmbiente“, conclude il Comitato che dal 2009 è impegnato a sostenere la realizzazione del Ponte sullo Stretto.