Sebastiano Plutino
Reggio: inaugurata al Castello Aragonese la mostra “La Madonna della Consolazione. Fede e tradizione di un popolo”
Il Comune di Reggio Calabria, l’associazione Portatori della Vara “Madonna della Consolazione”, i frati minori Cappuccini e l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria promuovono la mostra “La Madonna della Consolazione. Fede e tradizione di un popolo”: un percorso artistico e culturale dedicato alla devozione popolare e all’identità spirituale della città. L’esposizione è visibile al Castello Aragonese fino al 28 febbraio 2026.
L’iniziativa nasce su proposta dell’associazione Portatori della Vara e dei frati minori Cappuccini, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria; è realizzata nell’ambito del programma Coesione Italia 21–27 – Metro Plus e Città Medie Sud e cofinanziato dall’Unione Europea.
La mostra “La Madonna della Consolazione. Fede e Tradizione di un Popolo” è il nuovo progetto espositivo organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, a cura di Marcello Francolini a Remo Malice.
La mostra è stata progettata per svelarsi con una doppia inaugurazione; la prima, oggi, si sviluppa all’ingresso del Castello e in due sale del terzo piano. La seconda avverrà nel mese di gennaio 2026 e coinvolgerà il piano terra e il primo livello della Torre Sud del Castello. Una mostra intende costruire una narrazione diffusa del culto della Madonna della Consolazione e del suo rapporto con la città di Reggio Calabria. Ogni Sala presenta una situazione concettuale a sé, in modo tale che ogni ambiente rappresenta un micro-mondo all’interno della grande storia del “Quadro Sacro”.
Si inizia con la sala del Trionfo di Reggio, con due installazioni in rapporto dialogico: Immagine a Spalla di Davide Scialò e Organizzazione della Festa di Davide Negro. Al 3° piano si continua poi con le due sale speculari che esibiscono due aspetti del medesimo rito: uno sacrale di ufficio pubblico, collettivo nella sala del Tempio; l’altro popolare, individuale e intimo, nella sala dell’Avvocata e Consolatrice. Nella prima, si dispiega l’opera ambientale Il Tempio della Consolazione di Francesco Scialò e nella seconda, Dietro La Vara, un’opera di video-installazione di Rosita Commisso.
Fondamentale è stato l’apporto del Gruppo di Allestimento e Supervisione composto da studenti dell’ABARC: Andrea Albanese, Arianna Delfino, Jasmine Iannì, Davide La Gamba, Federica Sorace, Antonio Zappone
«L’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria come Ente di alta formazione – ha dichiarato il direttore Pietro Sacchetti – vanta al suo interno, oltre ad un corpus docenti, anche un corpus di professionisti capace di sviluppare strategie di brand identity al livello complesso utilizzando le dinamiche espositive secondo le ultimissime tendenze dell’arte contemporanea in merito all’arte ambientale e all’esperienza intesa come frontiera di integrazione dei diversi linguaggi artistici, secondo una Tendenza e una Visione nuova che l’ABARC sta attuando in questa città negli ultimi anni».
«La mostra – hanno dichiarato i curatori, Marcello Francolini e Remo Malice – si pone come esperimento, in cui le opere non sono semplicemente esposte, ma interamente integrate in un ambiente. Ogni porzione di mostra è presentata come una “situazione”, capace di estendere l’opera stessa e lo spettatore in una continua e ulteriore suggestione concettuale”. “In tale modo – sottolineano ancora i curatori – si lavora in una direzione glocale, attenta a valorizzare un prodotto locale secondo strategie di visione globale, dove l’oggetto in sé, viene caricato da ulteriori significati, espanso nella possibilità dei suoi rimandi, attraverso la riconnessione ad altri dati di tipo narrativo, immaginale, sonoro, multimediale capace di organizzare la mostra come un dispositivo mobile col fine di muovere lo spettatore in un’esperienza multisensoriale».
Il sindaco Giuseppe Falcomatà si è detto «molto soddisfatto della realizzazione di una mostra che rinsalda il rapporto tra la città e la sua Madre Consolatrice: attraverso storia ed arte; come connubio indiscutibile della cultura. Questo – ha aggiunto – è uno di quegli esempi virtuosi che restituiscono alla popolazione un’immagine assolutamente positiva della collaborazione tra istituzioni, riuscendo a concretizzare, anche grazie al lavoro positivo svolto dal settore Cultura dell’Ente, un’offerta culturale di alto livello qualitativo e di forte impatto sociale e religioso».
Nel corso dell’inaugurazione erano presenti anche l’assessore Giuggi Palmenta e il consigliere comunale Marcantonino Malara. L’evento è stato coordinato dal settore Sviluppo economico, cultura e turismo del Comune di Reggio Calabria attraverso la dirigente Loredana Pace, con il coordinamento tecnico-amministrativo della rup Daniela Neri e dal responsabile del Castello Aragonese Pasquale Borrello.
Videogames: “Until Delivered”, il nuovo videogioco gratuito sulla gestione di un Ufficio Postale in pieno collasso globale
“Until Delivered”: caos, pacchi e torri da difendere nel nuovo indie di FiveDevs
C’è chi sogna di diventare corriere, chi immagina la vita del postino… e poi c’è chi, nel giorno peggiore possibile, si ritrova a dirigere un ufficio postale in pieno collasso globale. È questo il punto di partenza di Until Delivered, il nuovo tower-defense 3D sviluppato dal team italiano FiveDevs.
Il gioco è disponibile gratuitamente su Android (Play Store) e su Windows/Linux (itch.io).
Un’apocalisse “postale” fuori dal comune
La trama è volutamente surreale: in una mattina qualunque, le antenne 5G di tutto il mondo crollano senza spiegazione. La rete è fuori uso, le consegne si bloccano, e gli uffici postali diventano zone di guerra prese d’assalto da clienti furiosi.
Il giocatore veste i panni di un manager assunto proprio quel giorno, catapultato immediatamente nel caos e costretto a difendere la filiale a ogni costo.
Il tono è leggero, ironico, quasi caricaturale—un mix di humor e caos organizzato che rende il contesto immediatamente riconoscibile e irresistibile.
Gameplay: il tower-defense che non ti aspetti
Until Delivered è un tower-defense single player 3D che combina strategia, gestione risorse e azione in tempo reale.
Il giocatore deve proteggere la sua filiale postale piazzando strutture difensive e utilizzando abilità tattiche.
Non mancano miglioramenti, potenziamenti strategici e la meccanica di Overloading, che permette di sovraccaricare temporaneamente le torri per un boost critico durante le ondate più difficili.
Quattro ambientazioni + modalità infinita
Il gioco include un tutorial guidato dalla mascotte del team e tre livelli principali:
– La campagna – una piccola filiale immersa nella natura, con percorsi semplici ma prime doppie ondate.
– Il centro cittadino marittimo – due direzioni da difendere, traffico, mare in movimento, più complessità tattica.
– La metropolitana – quattro punti di spawn e spazi ridotti: il livello più impegnativo e dinamico.
È presente anche un livello infinito, ambientato in una tundra ghiacciata, pensato per chi vuole mettere alla prova le proprie difese fino all’ultimo pacco.
Nemici e boss: dall’agile “Giovane” al terrificante Fantasma
Ogni livello presenta nemici con comportamenti distinti, dal Vecchietto apparentemente innocuo ma letale a distanza ravvicinata, al Disoccupato che attacca con bottiglie di vino.
I boss aggiungono ulteriore varietà:
– Dipendente scontento della posta, armato di mitragliatrice e furia crescente.
– Scienziato pazzo, capace di disattivare le torri vicine con scariche energetiche.
– Fantasma, che appare e scompare rubando pacchi e rendendo vana qualsiasi difesa diretta.
Una combinazione che rende ogni match imprevedibile e che costringe il giocatore a ricalibrare costantemente la propria strategia.
Riscoprire il valore del Made in Italy, dell’artigianato, della sartorialità. È questo il tema dell’iniziativa nazionale, promossa da Cna Federmoda “Benvenuti in atelier” che ha fatto tappa a Reggio Calabria.
Protagonista la designer, imprenditrice e presidente CNA Federmoda Calabria Giosì Vittoria Barbaro il cui progetto ha ricevuto il patrocinio del dipartimento di Architettura e Design dell’Università Mediterranea e della Camera di Commercio di Reggio Calabria.
Due giornate intense quelle della manifestazione calabrese iniziate con la partecipazione della presidente al convegno universitario “L’handmade in Italy per lo sviluppo locale”, in cui è stato presentato un importante progetto su design e attività produttive in cinque regioni del Sud Italia. Successivamente studenti e docenti hanno visitato l’atelier della presidente in un momento di condivisione e di visione per il futuro
«La nostra identità sta attraversando un momento di crisi che il sistema imprenditoriale italiano dovrà necessariamente essere in grado di superare in virtù dell’enorme e importantissima sostanza che contraddistingue il nostro Made in Italy», afferma Barbaro.
«L’artigianato, una delle componenti più importanti del vero lusso, continua ad assottigliarsi, correndo il rischio di scomparire per sempre. E non è solo una perdita economica. È una perdita culturale – continua la presidente CNA Federmoda Calabria -. Ciò che auspichiamo è una svolta effettiva, che possa incidere sul territorio, ponendo l’attenzione sul design fatto a mano, riscoprendo le nostre tradizioni, rafforzando il nostro Sud Italia».
«Abbiamo la necessità di fare rete fra scuole, università, associazioni di categoria e imprese.
È importante incuriosire nuovamente i giovani, renderli motivati e coinvolgerli attivamente in progetti che rispecchino la loro identità», conclude.
Un obiettivo raggiunto visto che il progetto con gli studenti dell’Università Mediterranea continuerà per tutta la durata dell’anno, coinvolgendoli a pieno nello sviluppo di prototipi di collezione.
“La CNA coltiva una nuova immagine di artigianato, completamente rinnovata, che vuole avvicinare i giovani e renderli protagonisti – afferma il presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari -. Iniziative come Benvenuti in Atelier, l’apertura delle imprese artigiane al mondo universitario, sono utili a mostrare il cambiamento in atto, nonché il loro valore. La presidente di CNA Federmoda Barbaro rappresenta pienamente la nostra visione”.
Reggio: al Liceo “A. Volta” la cerimonia di chiusura delle attività sportive scolastiche dell’anno 2025
Si è svolta ieri mattina la “Cerimonia di chiusura Attività Sportive Scolastiche a.s. 2025” del Liceo A.Volta, presso l’aula magna dell’Istituto.
Alla Cerimonia erano presenti la Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Rosa Monterosso; il Vicedirettore dell’Ufficio Scolastico Regionale Antonino Domenico Cama; il vicepresidente del Consiglio Regionale Giacomo Pietro Crinò, Coordinatore Regionale di Sport e Salute per la Calabria Walter Malacrino e l’assessora all’Istruzione, Università e Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria Anna Maria Curatola.
Nei loro interventi introduttivi i massimi referenti del Liceo A.Volta hanno enfatizzato le autorevoli radici magno-greche del nostro territorio e, proprio in merito al valore dello sport, la scuola-modello di Pitagora che metteva al primo posto l’attività fisica correlandola alla cura dello spirito.
Lo sport, dunque, concepito come un supporto fattivo al benessere complessivo ed armonioso di chi lo pratica; anche a livello interiore ed etico.
L’assessora Anna Maria Curatola, in rappresentanza del Comune, ha sottolineato quanto la cerimonia odierna rappresenti una giornata importante, non solo per le attività sportive del 2024-2025, ma soprattutto per i valori che lo sport incarna: solidarietà, rispetto, crescita personale. Ha ricordato anche che lo sport non è soltanto competizione ma anche la capacità di affrontare le sfide quotidiane di imparare e di crescere: è cultura, educazione, stile di vita.
“Come neo Assessora all’Istruzione, Università e Pari Opportunità – ha dichiarato la Curatola – sono davvero felice di essere qui; perché vogliamo puntare proprio su questi valori accompagnando le scuole in questo percorso”. ”Le scuole – ha continuato-non devono sentirsi sole: devono sapere che al loro fianco ci sono sempre le Istituzioni; pronte e disponibili ad affrontare insieme le sfide educative”.
L’assessora ha anche evidenziato gli aspetti valoriali dello sport dichiarando “Perché parlare di pari opportunità? Perché nello sport non esistono differenze: lo sport crea ponti, avvicina, unisce. Non è soltanto gara, è impegno, è voglia di mettersi alla prova; e attraverso questo impegno emergono i talenti. Chi ha volontà e determinazione trova spazio, e questo non genera divisioni, ma comunità”.
La Curatola, chiudendo il suo intervento, ha rivolto un ringraziamento a tutti i presenti, evidenziando come e quanto si sia arrivati a questa Cerimonia di fine anno come frutto di un percorso della sinergia esistente tra istituzioni, scuole e associazioni: una collaborazione che deve restare costante sul territorio. Ha poi dedicato un pensiero particolare alle studentesse e agli studenti, augurando loro di poter realizzare i propri sogni e diventare le cittadine e i cittadini del domani, portatori di valori alti e capaci di incarnare ciò che lo sport insegna ogni giorno.
Sanità a Reggio: Barreca critica il trasferimento della Guardia Medica da Pellaro a San Gregorio
«L’accanimento amministrativo che continua a colpire Pellaro, Bocale e tutto il comprensorio sud della città è inaccettabile. La decisione di trasferire la guardia medica da Pellaro a San Gregorio rappresenta un nuovo, grave schiaffo a un territorio già privato, negli ultimi anni, di servizi essenziali e punti di riferimento per la salute dei cittadini».
È quanto afferma il consigliere comunale del Partito Democratico, Franco Barreca, intervenendo sulla vicenda dell’accorpamento deciso dall’Asp, a sostegno delle posizioni espresse dal Pd provinciale, dal segretario Panetta e dal Circolo di Pellaro.
«Bene ha fatto la Federazione metropolitana del Pd di Reggio a sollevare la questione e a schierarsi al fianco dei cittadini. Dopo la chiusura del poliambulatorio – prosegue Barreca – questa scelta segna un ulteriore arretramento della sanità territoriale, in aperto contrasto con tutti i principi e gli indirizzi che a livello nazionale e comunitario indicano proprio nella medicina di prossimità la chiave per migliorare l’assistenza e ridurre la pressione sugli ospedali. A Pellaro vivono migliaia di persone, molti anziani, molti senza mezzi di trasporto e spostarli fino a San Gregorio significa negare il diritto alla salute a una parte importante della città metropolitana».
Per Barreca, «questa non è razionalizzazione, è rinuncia. E la responsabilità politica non può essere scaricata su qualche dirigente dell’Asp. Siamo davanti ai risultati di una gestione commissariale fallimentare, che continua a tagliare servizi anziché potenziarli. Il presidente Occhiuto si era presentato come il salvatore della sanità calabrese, ma nella realtà, la sanità pubblica arretra, i cittadini restano soli e le periferie vengono abbandonate».
Il consigliere dem annuncia chiede che la vicenda possa essere affrontata con un incontro pubblico da organizzare insieme al partito e che il tema venga poi fatto proprio dal Consiglio comunale con un’azione sinergica da parte della maggioranza per fare in modo che si arrivi al ripristino dei servizi di base.
«Non possiamo più accettare che le scelte vengano fatte solo sulla base di calcoli economici – conclude Barreca -. Difendere Pellaro e il suo comprensorio significa difendere il diritto alla salute e l’idea stessa di comunità».
Pubblichiamo la riflessione della Responsabile Dipartimento Urbanistica e Pianificazione della Città Coordinamento Grande Città FI RC, Architetto Antonella Postorino: “In tempi di grandi “annunciazioni”, non poteva mancare all’appello il Museo Civico dell’ex Monastero della Visitazione, un’epopea fatta di promesse, rinvii e “aperture imminenti” che, per restare in tema, si moltiplicano più rapidamente “dei pani e dei pesci”.
Basta una passeggiata in via Reggio Campi per capire che l’opera non è ancora stata consegnata alla città e che il cantiere giace in silenzio a giudicare dai ciuffi di verde spontaneo cresciuto ai suoi margini. Sorge allora spontanea la domanda: “Quando potremo finalmente assistere alla tanto attesa (e più volte proclamata) apertura del polo museale?”
Le numerose notizie susseguitesi tra il 2017 e il 2024, tra dichiarazioni ufficiali, conferenze e articoli, raccontano un continuo alternarsi di promesse e rinvii. Nel 2023, addirittura, si parlava di un’inaugurazione imminente, questione di giorni. Eppure, tra un “quasi finito” e un “quasi aperto”, siamo ancora qui, a contemplare i sigilli del cantiere come reliquie di un’opera mai completata.
Un po’ di storia
Il Monastero di Santa Maria della Visitazione di Reggio Calabria nacque dal sogno delle sorelle Angela, Flavia e Virginia Musitano, animate dal desiderio di consacrare la propria vita all’Ordine fondato da San Francesco di Sales. Guidate da Monsignor Stefano Morabito, Vescovo di Bova, le tre sorelle intrapresero un intenso cammino spirituale che le condusse verso una vocazione profonda e totalizzante.
Nel corso dei secoli, la comunità della Visitazione cambiò più volte sede. Dell’edificio originario — risalente alla seconda metà del Settecento e situato nell’area dell’attuale Piazza Italia — non rimane alcuna traccia poichè fu completamente distrutto dal terremoto del 1908.
La nuova sede, edificata nella seconda metà dell’Ottocento sulla Collina del Salvatore, lungo via Reggio Campi, rimase attiva fino al 2005, anno in cui le suore si trasferirono nel moderno Monastero della Visitazione sorto ai Campi di San Nicola di Ortì.
Con il trasferimento della comunità religiosa, il complesso di via Reggio Campi chiuse le sue porte su un lungo capitolo di vita spirituale. Da allora, l’edificio è entrato nei programmi istituzionali con l’obiettivo di restituire alla città uno dei suoi luoghi più significativi, custode silenzioso di fede, storia e memoria collettiva di Reggio Calabria.
Da Monastero a Museo Civico: il cantiere è fermo e la città resta in attesa.
L’ex Monastero della Visitazione, con la sua posizione dominante nella parte alta di Reggio Calabria, è uno dei complessi monumentali più suggestivi della città, dal forte valore architettonico e urbanistico. Il collegamento con il centro avviene attraverso la Scalinata Monumentale della Giudecca e un ascensore urbano – ancora in attesa di completamento – che dovrebbe connettersi al tapis roulant e quindi alla parte bassa della città.
Il progetto prevede il restauro della struttura ottocentesca e la sua trasformazione in un centro polifunzionale dedicato all’arte e alla cultura, con una nuova Pinacoteca, un Museo Civico e ampie sale per conferenze e incontri.
Inserito tra le opere strategiche dei PISU (Progetti Integrati di Sviluppo Urbano) del POR Calabria FESR 2007/2013, il progetto avviato già in epoca pre-commissariale – ha ottenuto un finanziamento complessivo di 4,7 milioni di euro, tra fondi comunitari e risorse del Decreto Reggio.
I lavori, iniziati nel 2017, hanno però subito numerosi stop tra il 2019 e il 2022. Successivamente, nel 2022, il Settore Lavori Pubblici ha approvato il Piano di Sviluppo e Coesione della Metrocity di Reggio Calabria, garantendo il completamento dell’opera grazie a ulteriori 2,85 milioni di euro
A dicembre 2023, con l’approvazione del progetto definitivo degli allestimenti e arredi, e un intervento aggiuntivo di 500 mila euro finanziato dal POR FESR/FSE, si annunciava il raggiungimento del 90% dei lavori e l’imminente apertura.
Eppure, ancora oggi, nulla è accaduto: il cantiere è fermo, e la città resta in attesa.
Aspetti da non sottovalutare
Ci si dimentica troppo spesso che i cantieri infiniti non solo costano di più, ma producono anche obsolescenza tecnologica e fenomeni di degrado materico. Le norme cambiano, le tecnologie evolvono, e ciò che era innovativo rischia di diventare superato prima ancora di essere utilizzato.
Nel frattempo, gli spazi restaurati ma inutilizzati si deteriorano: intonaci che si sfogliano, impianti che si ossidano, strutture che “invecchiano” per assenza di manutenzione.
Così, un cantiere prolungato finisce per generare diseconomie e paradossi, molto spesso si arriva al punto di “risanare il cantiere” invece di completare l’opera.
Un destino che il Museo Civico dell’ex Monastero della Visitazione non merita, e che la città non può più permettersi.
Considerazioni sulle 14 Colonne di Tresoldi
Vale la pena soffermarsi sulle celebri colonne di Edoardo Tresoldi. Non può infatti passare inosservato che, all’interno di un cantiere ancora “incompleto” nell’area del chiostro, siano state installate ben 14 colonne metalliche dell’artista, le quali — insieme alle 46 collocate sul Lungomare — fanno parte del progetto Opera, commissionato dal Comune nel 2020.
Si tratta, in realtà, delle colonne “eccedenti”, mai montate nel sito originariamente previsto a causa di una serie di errori di valutazione. Per evitare imbarazzi e giustificare la loro presenza, si è deciso di collocarle nel museo, trasformando così un imprevisto logistico in un gesto apparentemente culturale.
Una scelta funzionale, certo, ma che finisce per svuotare l’opera del suo valore artistico e concettuale. Se si fosse voluto realizzare un secondo intervento di Tresoldi, sarebbe bastato commissionarlo ex novo, senza ricorrere a un semplice “copia-incolla”. Peccato: la città ha perso un’occasione per valorizzare davvero l’arte contemporanea, mentre l’artista stesso vede inevitabilmente diluito il significato della propria creazione — sebbene la commissione, va detto, fosse già generosamente remunerata.
Cosa manca ancora per restituire vita a questo luogo?
I cittadini non chiedono solo aggiornamenti sull’avvio, il riavvio o l’ennesimo annuncio dei lavori, essi chiedono certezze, chiedono di sapere quando potranno finalmente visitare ciò che da anni viene promesso.
Se l’opera è terminata – come sembra, osservandola dall’esterno – perché non renderla subito fruibile ai visitatori? Perché non condividere con la comunità il contenuto delle sue sale,, dando così senso e ruolo concreto anche al comitato scientifico confezionato per l’occasione? Perché non valorizzare la presenza dei turisti e delle scuole, offrendo loro la possibilità di conoscere il nostro patrimonio culturale? Cosa manca ancora per restituire vita a questo luogo?
Le ultime notizie risalgono al gennaio 2024, poi il silenzio. Quasi due anni di immobilismo e di comunicazione assente, che rendono il Museo Civico dell’ex Monastero della Visitazione il simbolo di un’attesa infinita, di lavori senza fine, di promesse sospese. Ogni annuncio diventa titolo, ma l’apertura resta sempre fuori scena.
La storia insegna che, a volte, il tempo logora entusiasmo, risorse e speranze, lasciando dietro di sé solo cantieri fermi e colonne “riciclate”. Così ogni dichiarazione si trasforma in passerella e la fine dell’opera, ancora una volta, resta dietro le quinte.
Un progetto che doveva rappresentare rinascita e cultura rischia invece di diventare l’ennesimo monumento all’incompiuto, minando la fiducia dei cittadini e l’identità stessa della città.”, scrive nel comunicato l’Architetto Antonella Postorino.
Reggio: al Circolo “Reggiosud” la presentazione del libro “Un’alba nuova – Lettere dal fronte al manicomio (1915-1917)”,
Tutto pronto per l’edizione 2025 della Sagra della Castagna, a Puzzi, organizzzata, come ogni anno, dall’Associazione culturale “L’ Agave”, in omaggio al frutto principe delle nostre montagne che fu in passato il pane dei poveri.
La XXVIII edizione si svolgerà domani, dalle 18:00 alle 22:00, nel Salone Parrocchiale, a Puzzi.
Una serata improntata sull’allegria che vi accoglierà con il profumo delle tradizionali caldarroste e con il fragrante pane di grano e salsiccia alla brace accompagnato da un buon bicchiere di vino.
Villa San Giovanni: all’Istituto “Trecoci” “DALLA SCUOLA AL SUCCESSO: Coltiva le Tue Competenze per il Futuro”
Si svolgerà domenica 9 ottobre, all’Istituto Alberghiero di Villa San Giovanni “ G. TRECROCI”, sito in Via Alcide de Gasperi, 39, 89018 con inizio alle ore 13:00, organizzato dal Lions International Club Reggio Calabria “Rhegion”, dal Lions International Club Villa San Giovanni “Fata Morgana”, dall’Istituto IPALBTUR Villa San Giovanni “ G. TRECROCI”, dall’l’Associazione Provinciale Pasticceri Artigiani Reggini, la giornata formativa, divulgativa, finalizzata allo sviluppo delle competenze e benessere alimentare, dal titolo DALLA SCUOLA AL SUCCESSO: Coltiva le Tue Competenze per il Futuro”.
Il ricavato dell’evento contribuirà a sostenere le attività formative della Scuola.
Nel corso dell’evento, tra il dolce e il salato, la parte del Re sarà rivestita dal cioccolato e si potranno gustare:
Welcome Drink
Entreè
Zuppetta di fagioli bianchi con seppia e finocchietto selvatico con crema di taleggio e scaglie di cioccolato
Primi piatti
Mille chicchi di riso arsi al sole con mango di Catona, capesante dei mari del nord accompagnato da un gelato al cioccolato e lamponi dell’aspromontano
Tagliatelle al cacao amaro con crema di zucca spuma di pecorino e guanciale croccante di maialino nero della Sila
Dessert e frutta
Vini
Caffe e amaro
La quota sociale di solidarietà suggerita ammonta a 20€ per gli adulti e 15 per i bambini.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a Paolo Macheda, contattabile al seguente numero: 3356499255