Sebastiano Plutino
Castrovillari (CS): limitazioni al transito sull’A2 tra Frascineto e Sibari
Per consentire le prove di carico sul Viadotto ‘Salso’ lungo la A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’, si rendono necessarie delle limitazioni al transito, in orario notturno, nel territorio comunale di Castrovillari in provincia di Cosenza.
Nel dettaglio, nelle notti di oggi e domani, nella fascia oraria compresa tra le ore 22:00 e le ore 7:00 del giorno successivo, sarà attiva la chiusura del tratto autostradale compreso tra gli svincoli di Frascineto e Sibari, in direzione sud.
Durante la chiusura, il traffico diretto a sud sarà deviato lungo il percorso alternativo segnalato sul posto: Uscita allo svincolo di Frascineto, proseguimento sulla SP 263, SP 241 e SS 534, con rientro in autostrada presso lo svincolo di Sibari.
Caulonia (RC): al via il progetto “Giovani attivi crescono – cantieri educativi outdoor”
È partito lo scorso marzo il progetto “Giovani Attivi Crescono – Cantieri Educativi Outdoor”, promosso da Nuove Frontiere Cooperativa Sociale, con il sostegno degli enti locali e del terzo settore. Un’iniziativa rivolta ai giovani del territorio per rafforzare il protagonismo civico, la consapevolezza ambientale e la conoscenza del patrimonio culturale calabrese attraverso attività educative esperienziali.
Il progetto si configura come un vero e proprio laboratorio all’aria aperta, dove l’educazione civica, il contatto con la natura, la riscoperta dei luoghi e delle radici storiche e culturali del Sud Italia si intrecciano con momenti di creatività, socialità e impegno concreto. I giovani sono protagonisti attivi, coinvolti in attività che spaziano dalle escursioni alla partecipazione a manifestazioni artistiche, dalla valorizzazione delle aree marginali alla promozione del territorio costiero, fino ad azioni di cittadinanza attiva in dialogo diretto con le istituzioni.
L’approccio educativo proposto mira a stimolare una visione collettiva del bene comune e a promuovere nei partecipanti un forte senso di appartenenza e responsabilità verso la propria comunità e l’ambiente. “Giovani Attivi Crescono” è un progetto che guarda al futuro con fiducia, investendo sulle nuove generazioni e accompagnandole in un cammino di crescita personale e collettiva. In una Calabria ricca di bellezze e potenzialità, spesso poco conosciute o trascurate, i ragazzi e le ragazze coinvolti diventano promotori di cultura, tutela e trasformazione sociale.
Cinema: è morto Alvaro Vitali
E’ morto a Roma Alvaro Vitali, attore e comico italiano che ha recitato in oltre 150 film.
Nato il 3 febbraio 1950, Vitali era stato ricoverato due settimane fa per una broncopolmonite recidiva ma aveva firmato per tornare a casa. Proveniente da una famiglia numerosa aveva raccontato lui stesso di essere stato un vero combinaguai tanto da essere affidato dalla mamma alla nonna, che a sua volta lo aveva spedito in collegio.
Impossibile dimenticare il suo scanzonato Pierino, i suoi tantissimi ruoli nella commedia sexy all’italiana ma anche le imitazioni, su tutte quella di Jean Todt, che lo hanno fatto amare anche dal pubblico più giovane.
“Mamma – aveva detto in un’intervista – era impiegata in un’impresa di pulizie, papà guidava una ditta edile di pittura. Con 5 figli, lavoravano entrambi. Non è che avessimo tanti soldi, ma non soffrivamo”. Scoperto da Federico Fellini durante un provino, esordì nel 1969 con una piccola parte in “Fellini Satyricon”, poi prese parte a I clowns (1971) e a Roma (1972), nel quale interpreta un ballerino di tip-tap d’avanspettacolo, lo stesso ruolo che ebbe l’anno dopo in “Polvere di stelle”, diretto e interpretato da Alberto Sordi, affiancato anche da Monica Vitti e in Amarcord (1973), con Ciccio Ingrassia.
Dopo aver interpretato “La poliziotta” (1974), diretto da Steno, con Mariangela Melato e Renato Pozzetto, viene notato dal produttore Luciano Martino e comincia a lavorare con la Dania Film. Recita in numerosi film della commedia sexy, accompagnando Lino Banfi, Edwige Fenech e Renzo Montagnani.
Poi la consacrazione con il personaggio di Pierino. Con il tramonto delle commedie sexy, sparì dalle scene per tornare a “Striscia la notizia” nei panni appunto di Jean Todt, allora direttore della Scuderia Ferrari, e di altri personaggi. Nel 2006 ha partecipato alla terza edizione del reality La fattoria ma ha dovuto abbandonare il reality show per problemi di asma.
Negli ultimi anni aveva spiegato di soffrire di depressione per essere stato dimenticato dal mondo del cinema: “Ho preso parte a 150 film ma vivo con una pensione da 1300 euro”. Proprio negli ultimi giorni era tornato alla ribalta per un botta e risposta con la ex moglie, la cantautrice Stefania Corona. L’attore ha scritto una lettera A Di Più spiegando che lei lo avrebbe lasciato perché “invaghita dell’autista” ma che era disposto a perdonarla e a ritornare assieme. La risposta della donna non si è fatta attendere. “È un attore, gli servo solo per comodità. I suoi figli non hanno voluto che i nipoti mi chiamassero nonna”.
12 “barche della legalità”, dieci porti della Sicilia orientale raggiunti, 600 tra bambini e adulti con fragilità e disabilità imbarcati insieme a scolaresche, gruppi scout e associazioni impegnate nel sociale, tredici sezioni e delegazioni della Lega Navale Italiana coinvolte e oltre 100 volontari della LNI al servizio delle attività.
Sono questi i numeri della 3/a edizione di “Vela & Salute”, iniziativa solidale della Lega Navale Italiana con ARNAS Garibaldi di Catania nata con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale a bordo di barche a vela confiscate alla criminalità organizzata e sensibilizzare sulla talassemia e sulla donazione di sangue.
Lo scorso 21 giugno si è tenuto il “gran finale” nelle acque di Catania con 7 imbarcazioni che hanno dato vita a coreografiche manovre cinematiche di formazione per un suggestivo arrivederci alla quarta edizione di “Vela & Salute”, che avrà inizio l’8 maggio 2026, in occasione della Giornata internazionale della talassemia.
“Vela & Salute” è uno dei principali progetti della campagna nazionale della LNI “Mare di Legalità”, partita il 28 giugno 2024 da Ostia alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’intitolazione delle prime 8 “barche della legalità” alla memoria di alcune vittime della mafia e del terrorismo: i nomi e i volti di questi “eroi della legalità” sono raffigurati sulla randa delle barche e le loro storie riportate su un gonfalone esposto in banchina durante le soste in porto.
La Lega Navale Italiana celebrerà il primo anno della campagna “Mare di Legalità” il prossimo 28 giugno alle ore 10.30 con un evento presso la sede della Lega Navale di Locri (Via Lungomare, 89044 Lato Sud).
Nella mattinata, si terrà la cerimonia di intitolazione delle barche a vela Cicci ed Ezio, un Bavaria 49 e un Jeanneau Sun Odyssey 49 sottratti al traffico di migranti, che saranno dedicate alla memoria dell’imprenditore Vincenzo Grasso e del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno, vittime della ‘Ndrangheta. Le due barche entreranno così a far parte della “flotta della legalità” della Lega Navale, che annovera al momento 25 imbarcazioni operative lungo tutte le coste italiane in progetti culturali, sportivi, sociali e di protezione ambientale.
All’evento locrese, organizzato dalla LNI di Locri in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si uniranno le “barche della legalità” Eva I (Lega Navale di Reggio Calabria), intitolata al comandante Natale De Grazia, Blue Angel (Lega Navale di Messina), dedicata all’avvocato Nino d’Uva e Lion (Lega Navale di Sant’Agata di Militello) associata al sindacalista Placido Rizzotto. Le cinque imbarcazioni usciranno in mare con a bordo bambini e ragazzi in condizione di disagio socio-economico seguiti dai Punti Luce di San Luca e di Platì di Save the Children, organizzazione con cui la Lega Navale Italiana collabora a livello nazionale.
Hanno le idee ben chiare, amano il loro lavoro ma soprattutto, vogliono lavorare nella loro terra natia. Sono i giovani medici Simona Calabrese (medico chirurgo), Bruno Criaco (medico chirurgo), Francesco Mesiti (odontoiatra), i tre vincitori delle borse di studio “Roberto Stella”, primo medico deceduto in Italia a causa del Covid 19, assegnate domenica scorsa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria.
Insieme ai neo laureati parliamo di futuro, di sanità, di progetti perché “fare il medico non è un mestiere che può fare chiunque, è una missione che richiede tanti sacrifici, rinunce, competenza e abnegazione”.
Lo sa bene la dottoressa Calabrese, classe ’99 specializzanda in Medicina legale a Messina dove ha studiato e portato a termine brillantemente il percorso universitario.
“Sogno di rimanere nella mia terra e poter dare il mio contributo. Se non ci dovessero essere le condizioni giuste per restare, è ovvio che andrò via, ma mi piacerebbe comunque un giorno tornare qui – afferma la neo dottoressa laureata lo scorso Luglio e oggi, iscritta al primo anno alla scuola di specializzazione –. Sono grata all’Ordine dei medici per avermi dato questa opportunità che non è scontata, una borsa di studio per un giovane laureato è lo sprone a continuare un cammino bellissimo e, allo stesso tempo, impegnativo. Non è un voto a determinare la bravura del medico e mi congratulo con tutti i colleghi che come me, hanno portato a termine un primo importante step”.
La dottoressa Calabrese nel ricordare “il supporto dei suoi genitori e del fratello, già affermato gastroenterologo, che gli hanno permesso di studiare in un ambiente sereno motivandomi a dare il meglio senza preoccuparmi di un eventuale fallimento”, vede “un futuro da medico legale competente, preparato, pronto a praticare la professione con impegno e dedizione”.
“La nostra sanità può cambiare, un territorio come la Calabria ha bisogno di validi medici e qui, ci sono tantissimi professionisti capaci di dare risposte alla gente – conclude la dottoressa Calabrese –. La rivincita di questa Regione sono proprio i giovani e visto che non ci manca niente, dobbiamo puntare solo sulla buona volontà”.
Pienamente d’accordo il dottore Criaco, classe ’99 che nel ricordare il suo “lungo percorso, sei anni pieni di studio, ansia, paura di non riuscire a coronare un grande sogno, ma ricco di soddisfazioni”, sprona gli studenti che hanno scelto questa strada “a crederci, a non demordere, impegnarsi perché se tornassi indietro, io rifarei tutto”.
“Lo studio non finisce con la laurea, spero di superare i test ed entrare a Luglio in endocrinologia – aggiunge il neo laureato -. Ricevere la borsa di studio dedicata al professore Stella è un onore, è stato un uomo altruista, un medico che si è sacrificato per il bene del prossimo. Scegliere di fare questo mestiere vuol dire mettersi in gioco e in casi come la pandemia, mettere a rischio la propria salute. L’Ordine dei medici è una grande famiglia fatta da professionisti che, quotidianamente, mettono al servizio della comunità, le loro competenze e anche se so, che sarà difficile rimanere a Reggio, se dovessi andar via, farò di tutto per mantenere alto il buon nome della mia terra”.
Chi non ha mai perso le speranze superando le difficoltà che in un percorso universitario ci si può aspettare, è il dottore Mesiti, classe ’92 che, pur essendo il più “maturo” di età, ha partecipato alla selezione classificandosi tra i più meritevoli.
“Ci sono tanti giovani colleghi che a prescindere dal voto, meritano una borsa di studio. Ho studiato all’Università di Catanzaro e il mio percorso non è stato molto lineare: mi sono laureato a 33 anni, ma ognuno ha i suoi tempi – spiega il dottore -. A prescindere dal voto di laurea, ognuno ha un valore, non è il voto che fa la persona. Se penso al futuro, mi vedo felice dal punto di vista professionale, in sintonia con quello che faccio. Sicuramente, darò al paziente quello che ha bisogno e non lo vedrò mai come un numero, ma come una persona”.
Il dottore Mesiti si sofferma sulla quotidianità dove la tecnologia e il marketing hanno preso il sopravvento e “capita che i medici si improvvisano imprenditori puntando molto sul guadagno, ma a volte, bisogna rallentare e guardare i veri bisogni della gente”.
“Dovrebbero prevalere i valori, sono importanti i rapporti tra noi colleghi, dobbiamo essere solidali senza sminuire chi abbiamo accanto – conclude il giovane odontoiatra -. Ci vuole molta collaborazione, in questo mestiere le sinergie possono solo fare bene alla professione e alla nostra sanità. Ai colleghi dico che è fondamentale prenderci cura della nostra salute mentale, viviamo in un periodo in cui i livelli di stress sono altissimi e perdiamo il controllo delle emozioni. Dobbiamo fermarci e prenderci cura di noi stessi per poter curare poi gli altri. Ringrazio i miei genitori, l’Ordine dei medici per questa opportunità e auguro ai futuri odontoiatri di potersi realizzare e non cadere in logiche produttive, ma puntare alla passione”.
Reggio: pubblicato avviso per la ricostruzione storica dell’ex Brefotrofio Provinciale
La Città Metropolitana di Reggio Calabria, nell’ambito del progetto ‘Il Brefotrofio di Reggio Calabria tra storia e rinascita. Memoria ritrovata’, ha pubblicato un avviso pubblico per la raccolta di materiali e testimonianze finalizzata alla ricostruzione storica e alla valorizzazione della memoria dell’ex brefotrofio provinciale, oggi sede, del palazzo della Cultura e delle esposizioni ‘Pasquino Crupi’, tra cui la collezione permanente di opere d’arte confiscate alla criminalità.
L’avviso è rivolto a cittadini, famiglie, ex ospiti, operatori, studiosi e a chiunque sia in possesso di: documenti storici, fotografie d’epoca, testimonianze personali, oggetti, materiali o ricordi legati alla vita dell’ex brefotrofio.
I materiali raccolti saranno esaminati, digitalizzati (ove necessario) e potranno essere utilizzati, previo consenso, nell’ambito della costituzione di un archivio della memoria presso il Palazzo della Cultura “P. Crupi” , nella realizzazione di una mostra pubblica, nella pubblicazione di un catalogo storico-documentario.
È possibile contribuire al progetto consegnando fisicamente i materiali (in originale o in copia) presso il Palazzo della Cultura ‘Pasquino Crupi’ in Via E Cuzzocrea n. 48 a Reggio Calabria, dal martedì alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 13:00, inviando copie digitali, contenenti eventualmente anche testimonianze orali, all’indirizzo: protocollo@cittametropolitana.rc.it. La raccolta è aperta fino al 30 ottobre 2025, salvo eventuali proroghe.
“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose ed è fonte del pensiero successivo. Con questo spirito, instillato dal sindaco Giuseppe Falcomatà, per il Palazzo della Cultura, abbiamo avviato da subito un’operazione di conservazione di ciò che è stato nel passato per mantenere viva la memoria della sua originaria funzione e narrare la storia del palazzo”. Così il consigliere metropolitano Filippo Quartuccio, delegato alla Cultura che aggiunge “l’obiettivo è quello di recuperare, preservare e valorizzare la storia dell’ex brefotrofio provinciale attraverso la raccolta di documenti, fotografie, testimonianze orali e materiali d’archivio, promuovendo in tal modo anche una riflessione collettiva sulla tematica dell’infanzia istituzionalizzata e sul valore del recupero sociale e culturale dei luoghi”.
“Auspico ed invito tutta la cittadinanza, gli storici, gli appassionati, le associazioni culturali e le istituzioni dedicate – conclude Quartuccio – a contribuire a questa iniziativa che ci auguriamo possa offrire un nuovo momento di partecipazione e condivisione culturale”
A Catanzaro il 1° workshop internazionale su AI e Biopsia Liquida nella Medicina Personalizzata
La Calabria si prepara a ospitare una due giorni destinata a segnare un punto di svolta per la sanità italiana e internazionale. Domani, 26 giugno, e venerdì 27, l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro darà il via al primo workshop internazionale su Intelligenza Artificiale e Biopsia Liquida nella Medicina Personalizzata, con la partecipazione di figure di primo piano della ricerca globale, da Stanford al Policlinico Gemelli, da ANVUR alla Pontificia Università Gregoriana.
L’evento – promosso dal Dipartimento di Scienze della Salute dell’UMG e dalla Scuola di Alta Formazione, con la direzione scientifica della professoressa Natalia Malara e dell’innovation manager Giorgia Zunino – esplorerà l’integrazione tra due tecnologie chiave per il futuro della salute: la biopsia liquida e l’intelligenza artificiale.
Una combinazione potenzialmente dirompente: la biopsia liquida, tecnica non invasiva capace di rilevare precocemente biomarcatori tumorali nel sangue, unita alla potenza predittiva dell’AI, apre scenari inediti per la prevenzione primaria e secondaria, rendendo possibile l’identificazione del rischio prima ancora che la malattia si manifesti.
Questo significa diagnosi più tempestive, terapie più mirate, meno esami inutili e minori costi per il sistema sanitario. In altre parole: sostenibilità reale. Una medicina che diventa non solo più precisa, ma anche più efficiente e accessibile.
Il workshop ospiterà, tra gli altri, la lectio magistralis di Alarice Lowe (Stanford) sull’oncologia personalizzata, una tavola rotonda sull’etica dell’AI con Padre Paolo Benanti (Santa Sede) e un confronto tra istituzioni, industria e accademia su come costruire ecosistemi di innovazione concreti e responsabili.
In programma anche la cerimonia di consegna del premio per le migliori tesi del concluso Master italiano su AI e Biopsia Liquida, che ha formato professionisti capaci di guidare questa trasformazione nel mondo clinico, tecnologico e regolatorio, con la partecipazione straordinaria della Senatrice Annamaria Parenti, il professor Francesco Riva, Consigliere CNEL e la dottoressa Marilù Vigarelli, Presidente della charity Associazione Amici di Matteo
Le giornate si concluderanno con un tour culturale nel cuore della Calabria, a testimonianza del forte legame tra scienza, territorio e comunità. Dalla Calabria arriva un messaggio chiaro: il Sud può essere non solo beneficiario, ma motore di innovazione, valore e cambiamento sistemico.
“Praticare la medicina senza tecnologia è come navigare senza bussola; usare la tecnologia senza umanità è come navigare senza mare”.
Si terrà sabato 28 giugno alle ore 19.00, sul lungomare di Catona, la cerimonia di intitolazione di una piazza in memoria di Domenico Tortorici e Chiara Matalone, originari rispettivamente di Salice e Catona.
ll sogno di una vita insieme, che coltivavano con gioia e semplicità, aveva condotto Domenico e Chiara fuori dalla Calabria.
La loro storia è tristemente legata a quella che fu denominata la ‘Strage di Brescia’. Una vicenda che segnò la morte di quattro persone: i due fidanzati Domenico Tortorici e Chiara Matalone (entrambi diciannovenni); la madre di Chiara, Francesca Alleruzzo (45 anni) e Vito Macadino (56 anni).
Nel quartiere di Brescia, San Polo, il 4 marzo del 2012, si consumò una tragedia, frutto della follia omicida di Mario Albanese (34 anni) che non si era rassegnato alla fine della relazione con Francesca Alleruzzo.
Saranno presenti alla scopertura della targa, oltre al Sindaco Giuseppe Falcomatà, al Presidente del Consiglio comunale Enzo Marra, agli assessori e ai consiglieri comunali di Reggio Calabria, i genitori, gli amici dei due ragazzi, le comunità parrocchiali e le realtà associative che in questi anni hanno collaborato con l’Associazione che porta il nome di Domenico e Chiara.
Comune di Reggio, Gruppo Pd: “Ripepi un disco rotto che nessuno ascolta più”
“Il consigliere Ripepi non perde occasione di proferire attacchi puerili e strumentali, attraverso i quali cerca di sopperire alla mancanza di idee e di argomentazioni adeguate a produrre proposte concrete per la città. Invettive che ormai lasciano il tempo che trovano e continuano a suonare stanche e ripetitive, come un disco rotto che ormai nessuno vuole ascoltare più” – lo dichiara il gruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale.
“La poca lucidità che accompagna costantemente le scorribande di Ripepi non gli permette di razionalizzare un fatto: la maggioranza, per scelta politica, ha deciso da tempo di non partecipare ai lavori di una Commissione che viene utilizzata dal suo presidente in modo strumentale e fazioso, una sorta di circo della mistificazione, anni luce lontano dai corretti canoni istituzionali, ai quali dovrebbe ispirarsi. Piuttosto – continuano i consiglieri – svilendo il ruolo di garanzia e controllo, va continuamente alla disperata ricerca di visibilità, con esternazioni degne dei migliori saltimbanchi e con atteggiamenti menzogneri che tentano di trasformare un’importante organo consiliare in una sorta di tribunale politico di parte, che Ripepi utilizza pensando di poterlo governare in base ai suoi desiderata, anche in barba alle posizioni, in alcuni casi legittime, sollevate dai suoi stessi colleghi di minoranza”.
“Atteso ciò, durante le ultime sedute dedicata alla questione Sorical – precisano dal Pd – hanno partecipato due autorevoli e apicali figure dell’amministrazione comunale, il Direttore generale Umberto Giordano e il dirigente del Settore Comunicazione, Partecipazione e Transizione Digitale, Giuseppe Quartuccio, i quali hanno esaustivamente e puntualmente risposto su tutti gli aspetti della questione sollevata durante l’audizione, e che riguarda aspetti gestionali e non certo di indirizzo politico”.
“Questioni tra l’altro – concludono gli esponenti PD – precedentemente e pubblicamente chiarita nei minimi dettagli e soprattutto, nel merito, dal vicesindaco Paolo Brunetti e dal delegato Franco Barreca, il quale, pertanto, bene ha fatto, a fronte di una convocazione giunta via mail solo poche ore prima dell’incontro, come se in Consiglio non ci fosse di meglio da fare che prestarsi alle repentine e ormai famigerate elucubrazioni ripepiane, a non prestarsi all’ennesimo vano tentativo di alzare polveroni inutili, che regolarmente e puntualmente, come la storia di questi anni dimostra, vengono spazzati via dalla verità dei fatti”.
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