Sebastiano Plutino
Carceri: Calabria in prima linea per Giornata di Protesta sui suicidi dei detenuti
Si è tenuta a Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Palmi l’iniziativa indetta dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale per la giornata del 18 aprile, a distanza di un mese dall’appello del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A mezzogiorno, contestualmente in tutte le regioni e nelle cinque città calabresi, si è data lettura dei nominativi dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. A seguire eventi e conferenze stampa a cura dei Garanti territoriali calabresi. Nella notte che ha preceduto la manifestazione si è registrato il trentaduesimo suicidio di una persona detenuta dall’inizio del 2024. Sono, invece, quattro i suicidi degli agenti di polizia penitenziaria, uno dei quali calabrese (in servizio presso la Casa circondariale di Cosenza). “Uno stillicidio inaccettabile”, ha esordito così il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Luca Muglia, presente all’iniziativa tenutasi presso il Palazzo di Giustizia di Cosenza, con la partecipazione dei Garanti comunale e provinciale, Francesco Terranova e Francesco Cosentini, organizzata in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati della città bruzia, la Camera penale “Fausto Gullo” e l’Osservatorio carcere dell’Unione camere penali italiane. “Abbiamo aderito alla sollecitazione proveniente dalla Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali, condividendo i contenuti del documento a firma del portavoce Samuele Ciambriello e la necessità di fermarsi alla stessa ora e nello stesso giorno in ricordo delle tante vite spezzate – ha affermato il Garante Muglia –. Ci auguriamo di aver dato un segnale importante e di aver contributo a sensibilizzare il legislatore, la società civile e l’opinione pubblica. Siamo consapevoli che luoghi comuni, etichette e stereotipi impediscono troppo spesso di vedere la reale dimensione del fenomeno. Non si tratta tanto o solo di comprendere le diverse cause che generano i suicidi in carcere, vale a dire sovraffollamento, carenze di organici, fragilità psicologica e strutture fatiscenti, ma di accettare che sono soprattutto le fasce più deboli ad essere sopraffatte e “schiacciate”. Lo dicono i numeri: il 64% delle persone che si sono tolte la vita negli ultimi due anni aveva commesso reati contro il patrimonio, il 60% dei suicidi si è verificato nei primi sei mesi di detenzione, il 40 % di suicidi si è consumato oltre i primi sei mesi, con una percentuale consistente nell’ultimo periodo di detenzione e l’interessamento di molti detenuti senza fissa dimora. Il circuito interessato dai suicidi è quello di media sicurezza. Le persone con patologie psichiatriche che si sono tolte la vita sono meno del 10%. A ciò si aggiunga che i detenuti che stanno espiando una pena residua non superiore a cinque anni sono circa 32.000, a fronte di un totale complessivo che sfiora le 62.000 unità. Il quadro regionale – ha concluso il Garante Muglia – rispecchia i dati nazionali, a conferma del fatto che i sucidi e gli atti di autolesionismo in carcere coinvolgono persone vulnerabili, detenuti che hanno commesso reati di bassa o media gravità, alla prima esperienza di detenzione ovvero in procinto di essere dimessi ma senza reti familiari o sociali che possano favorirne il reinserimento. Non spetta ai Garanti dei diritti delle persone private della libertà indicare le soluzioni normative o legislative, ma occorre fare presto. E’ uno stillicidio inaccettabile, non c’è più tempo!”
Mediterranea inaugura l’area Calistenica e corpo libero e la Palestra Fitness
Alla Cittadella universitaria, sono stati inaugurati l’Area Calistenica e Corpo Libero e la Palestra Fitness e Potenziamento dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Di fronte alla palestra è stato realizzato un percorso salute, all’aperto, ideale per allenarsi e raggiungere i propri obiettivi di fitness e benessere.
L’Area Calistenica del percorso benessere è stata attrezzata per l’esecuzione di 6 esercizi base: la stazione addominale per i gruppi muscolari della fascia addominale, la stazione per flessioni in spinta ed affondo, la stazione Monkey bar, la stazione delle parallele, la stazione della spalliera, la stazione per le trazioni.
Gli attrezzi sono stati disposti in modo tale da permettere un allenamento a circuito, che consenta ai praticanti di passare rapidamente dall’una all’altra stazione, al fine di mantenere un ritmo costante e di tenere alta l’intensità dell’allenamento alternata a momenti di riposo.
È stata anche potenziata la palestra, che occupa una superficie di circa 700 mq e si articola su due livelli. Essa è dotata di tapis roulant, macchine per cardio fitness e macchine ed attrezzi per il potenziamento muscolare.
L’area cardio è stata accresciuta con l’acquisto di due nuovi tapis roulant professionali dotati di programmazione per l’allenamento e display, rilevatore cardiaco e funzioni corporee. Con l’aggiunta dei due nuovi tapis roulant, l’area cardio è dotata di una batteria di 7 tapis roulant, che affiancano le cyclette e le ellittiche già presenti.
Dopo la revisione delle macchine per il potenziamento muscolare, si sta dotando la palestra di un’area per potenziamento e power lifting, per soddisfare la sempre crescente richiesta da parte degli studenti relativamente agli esercizi di potenziamento. Un completo assortimento di bilancieri e pesi, con bilancieri olimpionici, di taglie e peso differenziati per categorie, (M&W), hex bar e seal row bar, con rack di spinta e panche per esercizi specifici, quale seal row e hip thrust.
La stazione di pesistica e power lifting ha una dotazione completa di bilancieri e panche, per gli esercizi liberi su panca, con dotazioni di taglia e peso differenti per le diverse categorie di utenti. Inoltre ogni bilanciere ha una dotazione completa di Clamp collar dischi bumper, Rack double side e stand porta disk Rack. Inoltre l’area per gli esercizi è stata rivestita da pavimento anti trauma.
Soddisfazione è stata espressa dal Delegato allo Sport e Benessere della Mediterranea prof. Giuseppe Barbaro che dichiara “Ringrazio il Rettore per l’impegno e l’attenzione che hanno rivolto al potenziamento delle attività sportive dell’Ateneo e per l’ulteriore contributo che ci ha consentito di effettuare una
straordinaria manutenzione del campo di calcio a 5, di integrare la dotazione degli attrezzi e degli
strumenti della palestra e di realizzare l’Area Calistenica e Corpo Libero proprio di fronte alla Palestra
Fitness e Potenziamento dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria”
Conclude il Rettore Giuseppe Zimbalatti “Lo Sport ed il Benessere rappresentano uno dei principali obiettivi che l’Ateneo reggino, si pone nel percorso di formazione degli studenti e della Comunità dell’Ateneo, che completeremo con l’attivazione per a.a. 2024_25 del nuovo corso di Laurea Triennale in Scienze Motorie e Diritto allo Sport che sarà un’opportunità per tutti i giovani della nostra città per poter seguire un percorso formativo in materie di sport e salute in città, con il coinvolgimento, insieme al Centro Universitario Sportivo, di tutte le realtà sportive del territorio, con l’augurio che nel prossimo futuro siano tante le iniziative, le attività sportive ed i percorsi salute da portare a termine”
Autonomia differenziata, il consigliere Lo Schiavo: «Netta contrarietà ad una legge truffa che condanna la Calabria»
«Dal dibattito di oggi sull’Autonomia differenziata, in Consiglio regionale, sono emerse quelle contraddizioni tutte interne ad una maggioranza nella quale sono in molti a vivere con disagio il processo di approvazione del Disegno di legge Calderoli. A cominciare dallo stesso presidente Occhiuto che si è sforzato, in questi mesi, di assumere una terza posizione tra chi, come gli alleati del partito di cui è vice coordinatore nazionale, è assolutamente favorevole e chi invece è nettamente contrario. Ma una posizione terza è difficilmente sostenibile in questo caso: l’Autonomia differenziata è un danno, è una legge truffa, è una partita truccata in partenza dalla quale non può derivare nulla di buono per i territori che sono rimasti indietro in questo Paese. E in molti l’hanno ormai capito anche nel centrodestra. Qui c’è solo una posizione da sostenere: quella di netta contrarietà rispetto ad un disegno che cristallizzerà le disuguaglianze tra le regioni ricche e quelle più svantaggiate del Paese. È ovvio che in ballo c’è il sistema istituzionale del Paese e i diritti stessi dei cittadini. Commercio estero, fiscalità sulle attività produttive, sistemi scolastici differenti: sono solo alcune delle 33 funzioni che si pensa di poter assegnare alle Regioni e di finanziarle con i gettiti fiscali che ciascuna di esse produce. Ancora più grave è però pensare di minare alle basi il principio che questa non sia più una Nazione solidale ma bensì un Paese in cui ciascuno utilizza i gettiti fiscali che produce. Rompere l’unità nazionale, in una fase in cui gli Stati nazionali sono minacciati dal capitalismo delle big company, è assolutamente pericoloso e rende ancor più debole lo Stato unitario. Quando ci sono gravi emergenze, com’è accaduto con la pandemia, lo Stato è più forte se è unito, compatto e solidale. Ho quindi chiesto al presidente Occhiuto di volare alto, di prescindere dall’indirizzo dei partiti nazionali e di difendere gli interessi dei cittadini della nostra regione. Interessi che vanno in solo senso: quello di dire “No” alla secessione delle regioni ricche; di dire “No” ad una riforma che porterà a 20 sistemi scolastici, a 20 sistemi sanitari e ad un sistema in cui le Regioni più povere, come la nostra, non potranno competere e soccomberanno».
Lo ha detto il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo misto – Liberamente progressisti, intervenendo oggi in Consiglio regionale nel corso del dibattito sull’Autonomia regionale differenziata.
Pinacoteca Civica: svolta conferenza stampa di presentazione Bando “Onore al Merito”
Consiglio Comunale Rc: l’assessore Battaglia soddisfatto per l’approvazione del Bilancio
Passa in consiglio comunale il Bilancio di previsione finanziario 2024/2026. La seduta si è aperta con l’intervento dell’Assessore a Bilancio, Programmazione economica e finanziaria, Tributi Domenico Battaglia, che ha ripreso le parole del sindaco Giuseppe Falcomatà, rese in sede di commissione Bilancio qualche giorno fa: “Siamo riusciti a trasformare un elemento di negatività, una situazione debitoria ereditata, in un elemento di riflessione da parte del governo nazionale prima, e successivamente della Corte Costituzionale, con la sentenza 115 del 2020, e cioè che ai comuni non si debba dare tempo ma si debbano dare risorse”.
Come specifica l’assessore: «Reggio esempio di scuola di una inversione di tendenza rispetto ai comuni in difficoltà che presentano condizioni socio-economiche svantaggiate. Un percorso, difficile, sofferto portato avanti con rigore e soprattutto credibilità che ci consente oggi di portare in aula un bilancio in sicurezza, ma con una vigilanza sempre attenta ai conti per rispettare il patto con lo Stato di 135 milioni in vent’anni. Un bilancio a pareggio per complessivi 656 milioni di euro».
Battaglia ha chiarito quali sono state le tre linee direttrici che hanno ispirato l’azione. «Intanto lo sviluppo del territorio: grazie ad un corposo e importante Piano delle opere pubbliche e grazie soprattutto alla rinnovata capacità dell’Ente di attrarre risorse finanziarie esterne come il caso del Museo del Mediterraneo, i Pinqua e l’acquisto dei bus elettrici». E ancora «Gli interventi concreti sull’occupazione e sul precariato, le nuove assunzioni (non succedeva da più di 20 anni) che generano maggiore fiducia nei nostri giovani. E le attività di agevolazione contributiva con il vantaggio che si favorisce l’emersione dall’evasione, generando un effetto positivo sui conti dell’Ente». Per l’assessore una battaglia politica significativa dovrebbe essere quella di liberare bilanci dei comuni dai continui accantonamenti richiesti dallo Stato, soprattutto nei territori che presentano criticità come il nostro. Quante risorse potrebbero essere destinate a sostenere misure di crescita e sviluppo» ha concluso, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’obiettivo dai dirigente e ai funzionari del settore, il direttore generale, al presidente della commissione Bilancio Cuzzocrea, ai dipendenti e ai nuovi assunti del Comune, all’ex assessore Irene Calabrò. Successivamente i dati tecnici sono stati presentati dal dirigente del settore Finanze Francesco Consiglio, insieme alla ratio della costruzione del bilancio, maturato, in primis, sulla riduzione del disavanzo.
Il consigliere Franco Barreca ha evidenziato: «C’è grande soddisfazione per aver raggiunto un bilancio in pareggio. Nelle scorse ore abbiamo assistito al primo passo importante che ci consentirà di ridurre la pressione tributaria sui cittadini, in particolare sulle fasce deboli. Visto che veniamo da un dramma di bilancio che non viene da questa Amministrazione, ma che abbiamo ereditato, mentre noi ogni anno abbiamo portato bilanci in pareggio. Oggi le nostre partecipate sono tutte in salute. Abbiamo messo insieme fondi ulteriori nel campo del sociale e ci siamo spesi per l’abbattimento del precariato: finalmente, dopo anni, tutti i dipendenti avranno un contratto a 36 ore per come prevede la legge. Questo bilancio è uno spartiacque, una svolta importante. L’Amministrazione guidata dal sindaco Falcomatà può iniziare a lavorare su un piano diverso».
Antonino Castorina ha poi affermato: «Ci troviamo di fronte a un bilancio generazionale che ci proietta verso un orizzonte diverso rispetto a quello che c’era fino a ieri, perché mette un primo tassello rispetto alla sfida che riguarda chi viene dopo di noi: per la prima volta valutiamo un testo economico dopo l’uscita dal Piano di rientro. Ed è un cammino pensato insieme, con una sfida importante contro chi immaginava si potesse tracciare un percorso diverso, mandando l’ente in default. Una sfida vinta insieme. Un bilancio che porta una ventata di novità sul welfare, un’opportunità per tutti coloro che hanno bisogno. E poi la pianta organica potenziata: dove vale il concetto che al Comune si viene a lavorare non perché si conosce qualcuno, ma perché si conosce qualcosa».
«Il documento di bilancio – ha poi spiegato il consigliere Carmelo Versace – è la migliore risposta che poteva dare l’Amministrazione Falcomatà: un documento precursore alla sfida, col rispetto degli equilibri economici, sintesi di scelte in una visione alta ma realistica della città. Un bilancio che conferma i capisaldi e le linee di indirizzo del sindaco, un bilancio senza tagli ai servizi, con una programmazione delle risorse sugli investimenti. Basti pensare al lavoro del presidente Sera col piano triennale che può far vedere i primi frutti. Si è portata avanti la doverosa azione della lotta all’evasione, grazie ai riscontri fatti nel 2022 e 2023, che oggi ci consentono di avere un bilancio più vero. La novità sull’avviso della Tari, come ha detto il sindaco, un provvedimento per tendere la mano, la carezza fatta ai più deboli che non risolve i problemi, ma che guarda alle fasce deboli dando un segnale che si aspettava da tempo. Nessuno ha parlato di ciò che si è fatto per i lavoratori di Castore, dagli assessori Gangemi a Battaglia, per il lavoro di prospettiva per garantire un futuro più roseo. Voteremo questo bilancio che sia quello della svolta che non ha precedenti, che da speranza a chi vuole contribuire al miglioramento del territorio».
Deborah Novarro per il gruppo Italia Viva ha ringraziato: «Coloro che hanno lavorato in modo continuativo per arrivare al risultato di oggi. A chi ha parlato nel suo intervento di “palude”, ricordo come siamo arrivati palude e che da questa palude siamo riusciti a uscire grazie ai sacrifici dei cittadini e al lavoro della nostra Amministrazione. Un bilancio che arriva in anticipo rispetto alle scadenze nazionali, in linea con l’accordo fatto col governo e che ci ha consentito di uscire dal Piano di rientro. Siamo entrati in una fase che prevede di fare scelte politiche che vanno incontro alle fasce più deboli. Spunti importantissimi che danno un segno del tracciato che ci ha portato all’approvazione di un bilancio di ombre e incertezze».
Il capogruppo Pd Francesco Sera, nel suo intervento, ha fatto il punto sulle «tante azioni di coraggio, portate avanti in questi anni dall’Amministrazione Falcomatà per dare una prospettiva a chi verrà dopo di noi. Siamo andati incontro alle famiglie contribuendo con un bonus per chi ha necessità, i servizi all’infanzia, la riapertura degli asili, da Gebbione ad Archi. Non è poco, dopo anni di buio pesto, c’è un’Amministrazione amica che quando può interviene. Abbiamo detto no al dissesto, al fallimento di un’intera città, siamo stati coraggiosi ad affrontare la situazione tutti insieme. Le azioni di coraggio sono anche l’aver scongiurato il fallimento di Atam, l’aver trovato soluzioni ai licenziati nelle società miste. Di sicuro ho imparato in questi anni che i tempi della politica non sono quelli della burocrazia. Vanno fatti piccoli passi avanti adesso per portare ancora più risultati al welfare, per aprirsi al mondo della cultura. Abbiamo avuto il coraggio di risalire la china dal buio, per questo sono fiducioso sul futuro di questa città».
Per il consigliere Filippo Burrone: «Anziché divertire questa città abbiamo deciso di governarla, lo abbiamo fatto con coraggio. Ci vuole coraggio, come quello del presidente Cuzzocrea che ha brillante condotto i lavori della commissione Bilancio. Ricordo all’opposizione che come gruppo Democratici progressisti avevamo chiesto l’aumento a 36 ore per i dipendenti del Comune. Reggio Calabria è il Comune a zero precariato, un percorso che viene da lontano ad oggi completato. E ancora ci vuole coraggio ad andare avanti in maniera testarda e scegliere la strada più difficile rispetto a quella semplice del dissesto, sapevamo che andavamo incontro a 10 anni di sacrifici. Per i servizi pubblici essenziali oltre che coraggio c’è voluta l’autorevolezza di una classe dirigente che aveva deciso di governare la città con amore e passione. Lavoreremo affinché il milione di euro sia solo un inizio di un segnale che dovevamo a questa città. Quando si va incontro ai bisogni della gente bisogna essere orgogliosi. E’ questo il modo in cui bisogna stare vicino alle persone, perché non si può fare politica sulla loro pelle».
Il consigliere Giuseppe Giordano infine: «Un dibattito ordinato – ha commentato – nell’annunciare il mio voto positivo al bilancio, sottolineo la direzione inequivocabile dello stanziamento a favore delle famiglie deboli che ha il presupposto di creare un percorso virtuoso per mettere le categorie deboli in condizione da regolamentare le loro posizioni. Questa città ha dovuto fare dei sacrifici, ma le politiche messe in campo hanno portato i risultati scritti in questa manovra che inizia a dare respiro rispetto a servizi essenziali».
Domotek Volley: sabato la delicata sfida con la pericolante Costa Dolci
Sabato prossimo 20 aprile, prima battuta alle 18, le porte del PalaCalafiore finalmente si spalancheranno, dopo oltre un mese segnato da Final Four di Coppa Italia, trasferte e turno di sosta, per un match, di grande interesse e delicato, della Domotek Volley Reggio Calabria. Ospite della formazione di coach Polimeni, capoclassifica indiscussa con un margine di otto punti sulla seconda, dieci sulla terza, sarà la Costa Dolci Papiro Fiumefreddo. Quattro le partite ancora da spuntare sul calendario prima del gong finale della stagione regolare che lascerà spazio agli scontri determinanti della stagione, quelli dei playoff in cui saranno impegnate, in momenti diversi, le due formazioni migliori del girone. A dividere il team amaranto dal primato definitivo, ormai, è solamente l’attesa del sigillo ufficiale che sarà presto apposto con il conforto della matematica. Una supremazia costante e chiara, iniziata nel momento stesso della nascita del torneo e rimasta immutabilmente limpida fino al termine. In occasione del penultimo impegno casalingo, escludendo i playoff, la Domotek Volley si troverà, quindi, di fronte la Costa Dolci Papiro Fiumefreddo. Una gara che, al di là del gap enorme in graduatoria, 39 i punti di differenza, nasconde pericoli e rischi da non sottovalutare. I siciliani, infatti, 15 punti conquistati grazie a cinque vittorie a fronte di 14 sconfitte, si giocano le speranze residue di preservare la Serie B: impresa estremamente complessa considerando che le occasioni per rimpinguare il bottino sono appena tre, a causa della giornata di sosta che gli etnei dovranno rispettare tra due settimane. Ne deriva che qualsiasi circostanza è utile per mettere fieno vitale in cascina, foss’anche in casa della leader imbattuta. Quattro i passi che distanziano la Costa Dolci dalla Bisignano Group che, però, ha disputato una gara in meno. Poco più di quattro mesi fa, all’epoca del confronto sul suolo siculo, fu un 3-0 senza troppi imbarazzi per i reggini che vinsero in scioltezza i primi due set (10-25 17-25) affermandosi con un vantaggio meno corposo nel terzo gioco (22-25). Sabato la “banda” capitanata da Laganà, di ritorno dal blitz in casa della Datterino Volley Letojanni valso il diciottesimo trionfo consecutivo e dove pure è stato perso il primo parziale del campionato, calcherà il parquet del PalaCalafiore con la responsabilità di chi aspira ad alzare ulteriormente il tiro in vista delle bracciate decisive: quelle per le quali, ad ottobre, ci si è tuffati nel mare aperto ed ignoto della competizione maturando metro dopo metro la convinzione che fosse possibile dare forma e sostanza all’incanto della promozione in Serie A.
Le Muse: martedì la consegna al Comune di San Giorgio Morgeto opera pittorica su San Giorgio
L’Associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria, martedi 23 aprile in occasione della Festa di San Giorgio consegneranno un’opera pittorica dell’artista Cristina Benedetto al Comune di San Giorgio Morgeto.
Il presidente Giuseppe Livoti, così, comunica che in occasione di questa importante giorno solenne che lega la città di Reggio Calabria con il suo copatrono con il vicino comune di San Giorgio Morgeto, si è pensato ad un gemellaggio ufficializzato con la consegna di una tela dipinta dall’artista Cristina Benedetto.
Tale cerimonia, avverrà in occasione della Santa Messa solenne che si terrà appunto martedi alle ore 18 presso la Chiesa dell’Assunta alla presenza del primo cittadino il sindaco dott. Salvatore Valerioti e dell’assessore alle Politiche sociali dott.ssa Nunziatina Gullone.
L’opera consegnata dal direttivo Muse all’amministrazione comunale sarà benedetta dal parroco don Antonino Sorrentino.
Una donazione particolare, questa, anche per l’artista Benedetto che festeggia i suoi 50 anni per la pittura lasciando traccia del suo operato in prestigiose realtà della regione e non solo. Nel quadro dice l’artista, ho trasmesso i miei colori ionici per esaltare all’interno del realismo magico del Mediterraneo la classica rappresentazione del Santo. Nell’iconografia, San Giorgio spesso compare con l’epiteto “O Τροπαιοφόρος” (tropeoforo, il vittorioso). Nel Medioevo la lotta di san Giorgio contro il drago divenne il simbolo della lotta del bene contro il male e, per questo, il mondo della cavalleria vi vide incarnati i suoi ideali.
La leggenda di san Giorgio, infatti, esemplifica la lotta del bene contro il male, sul modello della battaglia condotta dall’arcangelo Michele, così come è descritta nel libro dell’Apocalisse: testo dal quale, presumibilmente, è tratta anche l’immagine del drago. Ma è anche la narrazione figurata dell’evangelizzazione dei popoli pagani nei primi secoli del cristianesimo, operata attraverso la testimonianza dei “martiri”, appunto. Senza dimenticare che, al tempo delle crociate, la figura del santo cavaliere divenne facilmente il patrono di quanti si dedicavano all’impresa di riconquistare i luoghi santi, con corporazioni e perfino intere nazioni che si misero sotto la sua protezione, dall’Inghilterra all’Etiopia.
La Benedetto ha riunito in un unico momento pittorico, la veduta dello Stretto di Messina con l’immagine del Santo che primeggia per dimensione e simbologia universale.
Una consegna simbolica che vede anche l’itineranza de Le Muse nei territori ed in questo caso l’arte che unisce contesti diversi con una pittrice identitaria, in un territorio di grande valenza artistico culturale come San Giorgio Morgeto che, la scorsa estate ha visto il gruppo degli artisti Muse anche protagonisti di una pregevole mostra-collettiva all’interno dello storico Palazzo Cassone già Milano nell’ambito del progetto Percorsi…a Palazzo.
Consiglio Comunale: Falcomatà soddisfatto per l’approvazione del bilancio di previsione
«Un bilancio che non nasce oggi, ma è frutto di quelli precedenti, di tanti anni di duro lavoro di programmazione, e che parte dalla scelta del 2014 di non chiedere il dissesto, da una classe politica nuova, una scelta dirimente che aveva più interrogativi che risposte. Una fiducia che noi abbiamo sentito in quegli anni da parte del governo nazionale, con le interlocuzioni insieme ai ragionieri dello Stato per portare l’attenzione su misure essenziali per la sopravvivenza dell’Ente. Partì tutto da lì, negli anni – ha proseguito il sindaco – le azioni furono in parte frenate dalle sentenze della Corte Costituzionale sulla normativa nazionale, fino a che non si capì che ai comuni andava dato non solo il tempo, ma anche le risorse». Così il sindaco Giuseppe Falcomatà nel suo intervento in consiglio comunale per l’approvazione del bilancio 2024/2026, durante il quale ha, preliminarmente, ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla creazione del documento.
«Ringrazio tutte le maggioranze che si sono susseguite in questi anni, gli assessori, i dirigenti, il presidente Cuzzocrea che si è guadagnato sul campo la conferma nella Commissione Bilancio. Una scelta di coraggio l’ha definita qualcuno – ha precisato il primo cittadino – da fare col cuore, l’unica forza possibile, una forza d’animo, interiore. Poi è facile avere coraggio quando si sta dall’altra parte, a distanza di sicurezza da quelle scelte che implicano avere coraggio».
Dal sindaco arrivano poi i primi dati relativi all’avviso per le agevolazioni sulla Tari presentate ieri dall’Amministrazione a palazzo San Giorgio: «Già stamattina, in due ore dall’apertura della domande ne sono arrivate 77. Evidentemente il segnale che questa comunicazione sia arrivata ai cittadini è positivo. Non si risolvono i problemi, è una carezza che dà sollievo, non cambia l’economia del mese, fa capire però la vicinanza dell’Amministrazione, non sorda alle istanze dei cittadini. La volontà è quella di migliorare col Dup, si va in aiuto alle famiglie che più delle altre hanno dovuto sopportare il piano di riequilibrio. L’Amministrazione quest’anno investe circa 45 milioni di euro all’anno sul welfare. Sulla Tari bisogna però aggiungere che la Regione Calabria ha aumentato di 3 milioni di euro solo per il Comune di Reggio il costo dei conferimenti in discarica, nel silenzio totale e dopo la restituzione da parte della Città metropolitana alla stessa delle deleghe per il conferimento. Perché sono aumentati i costi per il 2024?» ha chiesto il primo Cittadino.
«Non si è ancora evidenziato abbastanza che circa 30 milioni di euro di vecchi mutui sono stati destinati alla riqualificazione delle arterie stradali. Questa è una risposta concreta che afferma con chiarezza che non prevediamo solo le somme per coprire le buche, ma che questi fondi vengono investiti per rifare interamente le strade – ha chiarito Falcomatà – E poi l’aumento a Castore di sei milioni di euro per l’attività delle manutenzioni. Nell’ottobre del 2012 la società era partita con quasi due milioni di euro di debito, in questi anni c’è stato un aumento progressivo delle risorse. Ricordo a proposito di Castore che, nelle prossime settimane, il servizio idrico sia sotto il profilo della manutenzione, della concessione e bollettazione, passerà alla Regione con Sorical. Castore aveva un milione e 300 mila euro, se l’obiettivo è di mantenere questi fondi sugli altri interventi riusciremo a raggiungere comunque il break even».
Il sindaco ha precisato che «Gli investimenti previsti non sono un riporto di quelli previsti nel bilancio precedente, gli investimenti già fatti sono di circa 64 milioni di euro ovvero il 367% in più rispetto al 2022, in cui gli investimenti fissi di cassa erano circa 16. E’ la risposta migliore perché significa che è stato immesso denaro nell’economia cittadina. Dobbiamo fare di più sul condono, ma per i dati aggiornati sulla riscossione ci sono miglioramenti. Inizia forse ad esserci un’abitudine da parte della cittadinanza ad essere in regola coi tributi ed è un segnale molto positivo. Nel 2014 i tempi medi dei pagamento erano di 216 giorni, adesso siamo a 37. E’ chiaro che la programmazione porta dei risultati nel tempo. Da questo punto di vista l’Amministrazione deve guardare da quando c’è fino ai prossimi anni».
Rivolto ai consiglieri dell’opposizione il sindaco ha precisato: «Fossi in voi mi preoccuperei delle carenze che ci sono per il ponte sullo Stretto, che ritarderanno la partenza dei lavori. Il ministero dell’Ambiente ha fatto notare che si tratta di un progetto carente di presupposti, vincoli che si devono avere prima dell’avvio del cantiere».
Falcomatà ha poi anticipato alcuni dei prossimi appuntamenti previsti per l’Amministrazione comunale: la presentazione dei bus elettrici di Atam durante la giornata della Terra saranno presentati i bus elettrici, abbiamo da poco presentato l’Agenzia per la Casa, presenteremo l’Agenzia per i Giovani, e poi ricordiamo la sinergia messa in campo per i lavori del lido comunale, ed infine le attività di restyling sul Lungomare che riguarderanno non solo la sede stradale ed i marciapiedi della parte alta, ma anche la cura del patrimonio arboreo».
Un ultimo passaggio che ha evidenziato ha riguardato i bandi Fus che «consentono alle amministrazioni di programmare uno o più eventi fuori dal perimetro del centro storico. Dal ministero – spiega il sindaco – un funzionario ci ha chiesto di non utilizzare quei fondi per eventi a piazza del Popolo perché sarebbe troppo vicina al centro storico. Si tratta invece di un quartiere popolare e popoloso, dove viene fatto il mercato, dove sono presenti tante attività commerciali, un’area con diversi insediamenti di edilizia residenziale pubblica dalla quale, invece, i cittadini chiedono di aumentare le attività culturali: risponderemo per le rime a questo atto di guerra perpetrato nei confronti della città».
In conclusione del suo intervento il sindaco ha poi citato una frase del sindaco di Firenze Giorgio La Pira «che sosteneva che “C’è una primavera che si prepara in questo inverno apparente”. Tante cose ancora non riusciamo a vederle, da sotto il lavoro e la programmazione di questi 10 anni sta portando i suoi frutti».
Il Consigliere Neri in Aula: “È un bilancio senza coraggio. Che benefici percepiranno i cittadini e le imprese da questo bilancio? Nessuno. Siamo usciti dal piano di riequilibrio, ma non se n’è accorto nessuno. In questo bilancio non si allenta la pressione fiscale, non si adottano agevolazioni per gli imprenditori, non si apre alcuna sanatoria per aiutare le persone a mettersi in regola coi tributi, non si aiutano le famiglie con le mense, non si premiano i cittadini che pagano le tasse. Eppure stavolta – considerata l’uscita dal piano di riequilibrio – si poteva fare, la Città lo avrebbe meritato. È un bilancio senza visione, che mantiene i parcheggi a 2€, le tasse alle stelle, senza investimenti sul futuro della Città, Si naviga a vista, su tutto. Siamo dinanzi ad una maggioranza che ormai è solo impegnata a mantenere i propri privilegi politici, disinteressandosi del tutto alle sorti di chi vive quotidianamente la Città”