Sebastiano Plutino
Versace: “Sindacati hanno avuto ruolo importante nelle dinamiche dei nostri governi”
‘Ndrangheta: blitz della Dia di Milano, 18 arresti. C’è anche Giuseppe Morabito, figlio del boss “‘U Tiradrittu”
In un’operazione della Dia, sono stati eseguiti dai Carabinieri, arresti e perquisizioni in varie zone d’Italia, da parte di Carabinieri, Penitenziaria e Gdf, nell’ambito di un’operazione della Dia.
Gli investigatori, coordinati dalla Dda di Milano, stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di 18 persone, a vario titolo, per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e numerosi reati economico – finanziari (tra cui anche frodi ai contributi Covid e all’Ecobonus) i cui proventi erano destinati ad agevolare le attività della ‘ndrangheta ed in particolare della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti”.
In concreto, grazie alle indagini partite nel 2019, sono stati identificati due gruppi criminali, 68 persone coinvolte complessivamente: uno che si occupava dei reati economico-finanziari (fra di loro titolari di società di consulenza con sede nel centro di Milano) e uno del traffico di droga e delle estorsioni.
A capo delle due associazioni ci sarebbe Giovanni Morabito, 59 anni, medico e “collaboratore di alcune Rsa milanesi”, figlio di Giuseppe Morabito storico “capo Crimine” della ‘ndrangheta in Lombardia detto ‘U Tiradrittu’ detenuto al 41bis,è tra gli arrestati nell’inchiesta carabinieri di Monza, del Nucleo investigativo della Penitenziaria, della Dia, coordinata dai pm della Dda Paolo Biondolillo e Sara Ombra, con l’aggiunto Alessandra Dolci.
Riguarda lui una delle sette ordinanze di misura cautelare in carcere, quattro altre ordinanze sono ai domiciliari, tre con obbligo di dimora e quattro con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Anche quest’anno la Fiera del Turismo di Rimini ha sancito la piena vitalità del settore e mentre l’estate continua, imperterrita, in quasi tutto il Mezzogiorno, non possiamo non interrogarci su ciò che serve alla Calabria per fare il salto di qualità in un ambito come quello turistico, trainante sia per l’economia regionale che nazionale. Ora che possiamo affermare con certezza che l’amara stagione della pandemia è stata definitivamente archiviata, nonostante si addensino sempre più tristi scenari di guerra in varie parti del mondo, ci domandiamo – e non certo per la prima volta – cosa bisogna fare per creare stabilmente le condizioni affinché la nostra regione possa imboccare con successo la via dello sviluppo. Lo sforzo teorico di dare una risposta al “che fare” potrebbe non essere così grande, basterebbe infatti che ci limitassimo ad emulare l’operato delle altre regioni del bacino mediterraneo.
Osservando ciò che accade intorno a noi, possiamo evidenziare in estrema sintesi che serve un piano decennale che rimetta a nuovo il nostro territorio. Un piano che interessi il settore urbanistico (reti stradali, arredi urbani, sistema fognario, depurativo e di illuminazione), il settore logistico (trasporti pubblici, infrastrutture strategiche, porti e aeroporti) e ogni altro tipo di servizio, anche quelli relativi le strutture ricettive di qualità, o la formazione degli operatori turistici, nonché la valorizzazione dei borghi.
Insomma, in poche parole, una vera e propria rivoluzione copernicana che interessi l’approccio allo sviluppo turistico. Rivoluzione che non si riduca al singolo evento, organizzato qua e là, o a qualche workshop/ educational con buyers stranieri, fine poi a sé stesso. Serve – dunque – una regia competente ed un reale coinvolgimento degli attori del settore turistico.
Sono essenziali anche una visione e una puntuale organizzazione, un programma formativo che possa coinvolgere le scuole, il mondo dei giovani, occasione di rinnovamento per competenze e mentalità del mondo imprenditoriale. Un input che possa far riconoscere esclusivamente i valori del merito e della capacità verificata sul campo. Tanti pezzi di un unico puzzle che trova la cornice perfetta in un piano marketing duraturo che racconti una nuova storia della Calabria. Una storia che non tradisca le radici millenarie che hanno segnato la ricchezza e la peculiarità di questa nostra terra.
Consapevoli della facilità di tracciare le linee teoriche di un percorso, senza nasconderci dietro il solito alibi delle difficoltà di realizzazione, non ci rimane che rimboccarci le maniche e iniziare a fare, fare e fare.
Globo Teatro Festival: al “Catanoso De Gasperi” in scena “In alto mare” di Mrożek
Dopo il successo dei primi tre appuntamenti, il Globo Teatro Festival continua la sua programmazione, portando il grande teatro contemporaneo nelle periferie della città di Reggio Calabria.
Il nuovo spettacolo “In alto mare”, di Sławomir Mrożek, andrà in scena sabato 28 ottobre, alle ore 21.00, presso l’Auditorium “De Gasperi” dell’Istituto comprensivo “Catanoso – De Gasperi”.
Approda in riva allo stretto, in prima regionale, la nuova produzione di Nutrimenti Terrestri e Castello di Sancio, due delle realtà più interessanti del teatro di ricerca del panorama nazionale.
Con la regia di Roberto Zorn Bonaventura, che cura anche ideazione luci e spazio scenico, e l’interpretazione di Gianfranco Quero, Giulia De Luca, Francesco Natoli e Michelangelo Maria Zanghì, lo spettacolo propone il celebre testo del 1961 dello scrittore, drammaturgo e fumettista polacco, le cui opere esplorano i temi del Teatro dell’Assurdo.
Tre eleganti naufraghi – il grosso, il medio e il piccolo – su una zattera in mezzo al mare devono decidere chi di loro dovrà essere sacrificato per salvare gli altri due. Tra surreali logiche politiche e tragicomiche tensioni psicologiche, si arriverà a una scelta.
Attraverso la metafora antica del naufragio come disgrazia che accomuna, i tre personaggi rappresentano una umanità che si disumanizza istante dopo istante. Un testo feroce, dalla comicità grottesca, che rivela dinamiche esistenziali sempre attuali, come nella cifra di questo autore vissuto sotto i totalitarismi e in piena guerra fredda.
“In alto mare” fa parte di una trilogia di atti unici in cui Mrożek, come negli altri suoi lavori, rappresentati in tutto il mondo, indaga l’alienazione, l’abuso di potere, la conformità e le limitazioni della libertà umana.
“Un testo che ci ricorda crudelmente quanto siamo miseri e quanto avremmo potuto essere migliori“ – spiega il regista Roberto Zorn Bonaventura, che aggiunge: “Lavorando con gli attori e i collaboratori, abbiamo trovato subito la nostra motivazione, quella necessaria per metterlo in scena: la continua devastazione del Teatro che, invece, nonostante i tentativi di assassinarlo, è sempre lì, che si rialza, zoppica e cammina. E indica la via”.
Un allestimento originale che si avvale dei costumi di Cinzia Preitano e le maschere di Nathalie Casaert, con l’aiuto regia di Gabriele Crisafulli, e la collaborazione di Monia Alfieri e Martina Morabito.
I direttori artistici Maria Milasi e Fanche con questo spettacolo, confermano la qualità di un cartellone pensato, seguendo la linea dei grandi autori in grado di parlare alla contemporaneità, e di un teatro che si propone come continuo strumento di indagine sul presente.
Il Globo Teatro Festival è organizzato dalla compagnia Officine Joniche Arti e promosso dal Comune di Reggio Calabria, nell’ambito del progetto “ReggioFest2023: cultura diffusa” e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.
Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria una mozione con la quale si chiede una deroga della Direttiva Ets dell’Unione europea sul clima “Fit for 55” che rischia di provocare il ridimensionamento, se non addirittura la chiusura, di molti porti transhipment d’Europa, con in testa quello di Gioia Tauro.
La mozione approvata é frutto di un accordo tra la maggioranza e la minoranza, che avevano presentato due diverse proposte decidendo poi di fare confluire in un unico provvedimento.
“Insieme – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso – abbiamo aderito alla manifestazione a Gioia Tauro del 17 ottobre scorso e insieme approviamo all’unanimità una mozione il cui espresso intento è contribuire a stoppare la scellerata direttiva europea ‘Fit for 55’.
Questo è uno di quei momenti cruciali in cui c’è bisogno che forze politiche, sociali e imprenditoriali, di concerto con le istanze più rappresentative della società civile, uniscano energie e impegno, per scongiurare il peggio e permettere all’infrastruttura portuale principale della Calabria, una delle più produttive dell’Europa, di proseguire nel percorso che l’hanno resa un’eccellenza nel Mezzogiorno e in Italia”.
“Ci conforta apprendere – ha aggiunto Mancuso – che dalla riunione dei ministri dell’Ambiente dell’Unione europea è stata avviata, come ha riferito il ministro Gilberto Pichetto, una discussione per adottare iniziative finalizzate a mitigare gli effetti negativi delle Direttiva.
L’Italia è in prima linea nel contrasto dei cambiamenti climatici e a favore delle politiche europee di abbattimento delle emissioni inquinanti. Ma le attuali regole europee in materia di applicazione del meccanismo Ets al settore marittimo determinerebbero una sicura perdita di competitività di molti porti europei, ed in particolare di quelli italiani, per i traffici merci su container con trasbordo, con conseguente rischio per tutto il sistema logistico europeo”.
Mozione contro direttiva europea ‘Fit for 55’ approvata in Consiglio Regionale, Mancuso: “Stoppiamo quest’ecofollia!”
“Insieme abbiamo aderito alla manifestazione a Gioia Tauro del 17 marzo e insieme approviamo all’unanimità una mozione il cui espresso intento è contribuire a stoppare la scellerata direttiva europea ‘Fit for 55’. Questo è uno dei momenti cruciali in cui c’è bisogno che forze politiche, sociali e imprenditoriali, di concerto con le istanze più rappresentative della società civile, uniscano energie e impegno, per scongiurare il peggio e permettere all’infrastruttura portuale principale della Calabria, una delle più produttive dell’Europa, di proseguire nel percorso che l’hanno resa un’eccellenza nel Mezzogiorno e in Italia”.
E’ quanto dichiara il Presidente del Consiglio Regionale, Filippo Mancuso, aprendo la discussione sulla mozione (contro la direttiva europea “Fit for 55”) approvata all’unanimtà.
Ha aggiunto: “Ci conforta apprendere che dalla riunione dei ministri dell’Ambiente dell’Unione europea è stata avviata, come ha riferito il ministro Gilberto Pichetto Fratin, una discussione per adottare iniziative finalizzate a mitigare gli effetti negativi derivanti dall’inclusione nel sistema Ets di questo settore. L’Italia è in prima linea nel contrasto dei cambiamenti climatici e a favore delle politiche europee di abbattimento delle emissioni inquinanti. Ma le attuali regole europee in materia di applicazione del meccanismo Ets al settore marittimo, in assenza di una applicazione dello stesso a livello mondiale, determinerebbero una sicura perdita di competitività di molti porti europei, e in particolare italiani, per i traffici merci su container con trasbordo, con conseguente rischio per tutto il sistema logistico europeo”.
Infine: “Il Consiglio regionale – ha sottolineato Mancuso – senza se e senza ma, sta dalla parte del Porto di Gioia Tauro. Dinanzi a questioni strategiche, che incidono sullo sviluppo della Calabria, dobbiamo sempre far prevalere ciò che ci unisce, per promuovere il bene comune e difendere gli interessi generali”.
Giannetta (FI): “Approvazione mozione contro direttiva europea ETS sostenuta da tutte le forze politiche calabresi”
“La posizione di forza assunta dal Presidente Occhiuto presso il Governo italiano e presso le istituzioni europee per neutralizzare gli effetti dirompenti della direttiva europea anti emissioni, verrà assolutamente sostenuta, senza se e senza ma, da parte di tutte le forze politiche del Consiglio regionale della Calabria.”
E’ quanto dichiara il Consigliere regionale forzista Domenico Giannetta, in relazione all’approvazione all’unanimità in Consiglio della mozione contro la direttiva europea ETS
“Ed è importante – continua – che il Consiglio abbia suggellato, con un atto formale, questo impegno, approvando all’unanimità un unico documento che riunisce le mozioni proposte da maggioranza e opposizione.
Siamo scesi in piazza, abbiamo partecipato attivamente a delle mobilitazioni, ma adesso – continua Giannetta – è il momento di istituzionalizzare il mandato del Consiglio regionale della Calabria, a difendere il Porto di Gioia Tauro, da normative europee insensate, che generano effetti boomerang, che colpiscono dritti al cuore della nostra economia e rischiano di far scoppiare una vera e propria bomba sociale.
Il Porto di Gioia Tauro – evidenzia il consigliere forzista – è il primo in Italia, per mobilitazione di container, ha 1600 dipendenti diretti e altri 4000 che derivano dall’indotto. E’ una infrastruttura di fondamentale importanza, che ha tutte le potenzialità per diventare sempre più baricentrica nelle strategie di sviluppo del settore del trasporto marittimo in Europa e nel Mediterraneo.
Invece, viene paradossalmente marginalizzato da una folle direttiva anti-emissioni nel settore marittimo, che rischia di mandare a casa circa seimila famiglie e di vanificare gli investimenti sul Porto, sul retro porto, sulla futura Zes, sui collegamenti stabili da e per l’Europa. Rischia – dichiara ancora – di annientare azioni e politiche strategiche a favore dello sviluppo del Porto, che proprio negli ultimi anni, sta vivendo, grazie anche ad una gestione illuminata dell’Ammiraglio Agostinelli, un momento di grande rilancio.
La direttiva anti-emissioni nel settore marittimo è dunque un provvedimento che va immediatamente corretto, posto che sia di tutta evidenza che non sia questa la strada da percorrere per perseguire la sostenibilità ambientale in modo reale ed efficace.
La questione – specifica Giannetta – ci pone di fronte al bilanciamento di interessi di grande rilevanza, che però non si devono contrapporre.
In merito alla difesa dell’ambiente – evidenzia – non c’è dubbio che il tema del cambiamento climatico sia di primaria importanza. Ed è giusto che l’Europa persegua una posizione di leadership nella lotta al cambiamento climatico con politiche tese a una transizione green sempre più consistente. Ma, purché, ciò avvenga con soluzioni che favoriscano la competitività dei paesi europei. E non invece il contrario. Come avverrebbe con la direttiva anti-emissioni nel settore marittimo, che rientra nel pacchetto normativo che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030.
Una direttiva che, se formalmente mira all’obiettivo, nella sostanza, nei fatti, non ci riuscirebbe.
Semplicemente perché gia– non riuscirebbe a ridurre, in modo consistente, le emissioni di carbonio nel Mediterraneo, e a garantire, nella sostanza, quella transizione giusta e socialmente equa, che l’Unione vorrebbe realizzare.
Il rischio pratico è, infatti, che con il recepimento della direttiva, si verifichi un effetto boomerang a favore dei vicini porti nord africani, che paradossalmente diventerebbero più competitivi, attrattivi e convenienti.
La riduzione del carbonio marittimo va perseguita in modo congruente e utile. Non certo con politiche controproducenti a discapito della sostenibilità economica e sociale.
Poi – continua ancora Giannetta – una breve riflessione sui riflettori che – grazie al Presidente Occhiuto – si sono accesi in questi giorni sul Porto di Gioia Tauro.
C’è da dire che quella della Porto sia stata, stata, spesso una storia di difesa. Una storia contrassegnata da momenti di protesta, di mobilitazioni, di crisi e risalite. Io ritengo che sia giunto il momento, in cui la storia potrebbe veramente cambiare. Il pressing che sta facendo il Presidente Occhiuto alla Farnesina e presso le istituzioni europee, la sinergia con il Ministro degli Esteri, il presidente Tajani e la sua indiscussa leadership in Europa, ha acceso riflettori importanti che hanno suscitato una presa di coscienza istituzionale e internazionale sul ruolo del Porto di Gioia Tauro che non credo abbia precedenti storici di questa portata. Pertanto, il Porto non può essere considerato solo un bersaglio da difendere da regole europee miopi, ma, come evidenziato in aula dal Presidente Occhiuto, è una realtà, con una rilanciata identità strategica, su cui giocare, in attacco, il futuro della Calabria e del trasporto marittimo in Italia e in Europa. E su questa scommessa – conclude Giannetta – che siamo chiamati, coralmente, a fare la nostra parte”
Trasporti: svolto al MIT 1° tavolo tecnico ad hoc su indennizzi ed espropri per AV/AC Salerno – Reggio Calabria
Si è tenuto ieri mattina, alla sede romana del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un incontro – promosso dal Sottosegretario On. Tullio Ferrante – e propedeutico al tavolo tecnico, in funzione della predisposizione di un Piano di Rigenerazione e Riqualificazione Urbana dei Comuni interferiti dalla realizzazione della linea ferroviaria AV/AC Salerno-Reggio Calabria. Piano che avrà il delicato compito di minimizzare gli impatti della nuova infrastruttura ferroviaria sul quel contesto territoriale, anche con riferimento alle connesse problematiche espropriative.
Avviato dal sottosegretario Ferrante, in qualità di delegato al coordinamento tecnico funzionale sulle opere commissariate, l’incontro si è svolto con la finalità di condividere una linea operativa volta ad accelerare i successivi lavori del tavolo tecnico e agevolarne le future interlocuzioni con le Amministrazioni locali delle aree interessate dall’attività espropriativa.
Queste ultime, infatti, già a partire dalla prima riunione tecnica – che il Sottosegretario si è impegnato a convocare entro la seconda decade di novembre – avranno modo di portare al Tavolo le esigenze delle proprie comunità e le proposte mitigative degli effetti da esproprio; un quadro, questo, che spetterà al neoistituito gruppo di lavoro tecnico trattare in modo tale da contemperare da un parte gli interessi di queste realtà territoriali, e dall’altra il diritto dell’intera collettività di poter beneficiare degli effetti di una linea AV di così elevata valenza strategica. “Confido nella valenza dei temi trattati in questo incontro preliminare – ha chiosato il Sottosegretario – così come nell’efficacia delle iniziative che verranno assunte poi dal Tavolo tecnico. Uno strumento di confronto strategico, quest’ultimo, che saprà ispirarsi ai principi di coerenza e concretezza, per far convergere i sacrifici dei singoli e le esigenze di un’opera strategica indifferibile che, rispettando le rigide scadenze temporali imposte dal PNRR, rivoluzionerà il Sud del nostro Paese.”
Artisti e atleti paralimpici sono i protagonisti di “Corpi a regola d’Arte”, la mostra ospitata dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria fino al 7 novembre 2023 che mira a evidenziare la bellezza del corpo, l’unicità degli atleti paralimpici, la maestosità dei bronzi di Riace e l’arte del fumetto.
Nata dalla collaborazione tra il Comitato Italiano Paralimpico e la Scuola Romana dei Fumetti, l’esposizione sarà inaugurata domani, oggi 24 ottobre alle ore 10, alla presenza degli artisti della Scuola Romana dei Fumetti, degli atleti paralimpici e di rappresentanti delle istituzioni locali.
Gli atleti paralimpici verranno ritratti dal vivo dai 5 I 5 artisti presenti: Anna Barbaro, argento nel triathlon ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020; Giacomo Perini, oro agli Europei del 2022 e 2023 e argento ai Mondiali del 2022 nel canottaggio; Vincenza Petrilli, argento nel tiro con l’arco ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 e tre volte iridata ai Mondiali del 2022; Rosa Efomo De Marco, bronzo agli Spanish International di badminton del 2022 e 2023; Bruno Aloe, plurimedagliato atleta nelle discipline del nuoto e del calcio della Fisdir.
Per quanto riguarda gli artisti, oltre al curatore della mostra Riccardo Colosimo, al fondatore e insegnante della Scuola Romana dei Fumetti Giancarlo Caracuzzo, partecipano al progetto Valeria Abatzoglu, Fernando Proietti e Valerio Forconi
Nell’occasione sarà inoltre possibile visitare l’esposizione composta dalle opere realizzate dagli allievi della Scuola Romana dei Fumetti.
Gallina: Sindaci ff Brunetti e Versace all’inaugurazione della nuova azienda agraria didattica sperimentale
Svolta, a Gallina, l’inaugurazione della nuova azienda agraria didattica sperimentale, realizzata dall’Amministrazione comunale in sinergia con l’Università Mediterranea.
All’evento erano presenti, oltre il Sindaco ff di Reggio Calabria Brunetti che ha sottolineato la proficua sinergia istituzionale con l’Ateneo reggino , l’assessora alle Attività produttive, Angela Martino, l’assessore al Patrimonio comunale, Francesco Gangemi e il consigliere comunale Massimo Merenda. Per la Città metropolitana era presente il sindaco facente funzioni Carmelo Versace. il rettore Giuseppe Zimbalatti, il direttore del dipartimento di Agraria, Giovanni Enrico Agosteo
“Riaccendiamo e riavviamo la sinergia istituzionale, qualora si fosse mai fermata, con l’Università Mediterranea. E’ importante essere qui, per poter avere testimonianza del lavoro fatto in precedenza dall’Amministrazione comunale che ha voluto fortemente ridare questi terreni all’ateneo reggino, e vedere, in così breve tempo, quanto sia stato bravo a metterli a frutto i termini di attività didattica che servirà agli studenti che si iscriveranno al Dipartimento di Agraria”. Così il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, intervenuto oggi nella frazione di Gallina, all’avvio della nuova Azienda agraria didattico sperimentale dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. I terreni comunali sono stati assegnati in comodato d’uso all’ateneo.
“Nei giorni scorsi – ha aggiunto Brunetti – abbiamo presentato la manifestazione per Bergarè, con l’intento di rivitalizzare il settore agricolo nella nostra città, che ha sempre rappresentato una tradizione che negli anni si sta perdendo. Se riusciremo quindi ad offrire ai nostri studenti, l’opportunità di imparare ad utilizzare la terra, in termini scientifici e di qualità, alimentando così questa tradizione, come stiamo facendo restituendola all’università dopo anni di abbandono – ha concluso – potremo cercare di invertire la rotta dell’emigrazione dei nostri giovani. La partenza deve essere una scelta non una necessità”.
Versace: “Azienda agraria didattica di Ateneo offre alto livello formativo per il nostro territorio”
“Vorrei ringraziare il magnifico Rettore, il direttore dipartimento di Agraria, il sindaco facente funzioni Brunetti l’assessora Martino, il presidente dell’ordine degli agronomi che hanno lavorato in maniera importante in tutti questi mesi proprio per riconsegnare, a chi ne ha la titolarità, questi terreni, all’Università e agli studenti. Sono loro che ci danno forza per seminare il futuro dei nostri ragazzi. Se pensiamo che per tanto tempo questo terreno è rimasto incolto – ha aggiunto Versace – facciamo bene ad utilizzare il termine di rinascita, perché di tale si tratta, oggi insieme agli attori principali, riusciamo ad offrire una prova di un bel lavoro di squadra, sinergico, e dell’importanza di lavorare bene ognuno nel proprio ruolo istituzionale. Con questa azienda agricola sperimentale e didattica – ha affermato – si rafforza l’offerta formativa che il nostro Ateneo propone agli studenti, e noi siamo ben lieti che questa notizia contribuisca a mitigare l’emigrazione di giovani verso altre regioni. Qui – ha concluso Versace – c’è la dimostrazione di poter fare un percorso di studio ad alto livello formativo”. Commenta il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenuto oggi nella frazione collinare di Gallina, per l’avvio della nuova Azienda agraria didattico sperimentale dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.