Un incendio, sulle cui cause sono in corso accertamenti ha distrutto, nella notte, a Reggio Calabria, l’auto dell’avvocato Antonino Foti. Il veicolo, una Kia Sportage, era parcheggiato nella zona sud della città, in via Sbarre Centrali angolo via Botteghelle.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti delle Volanti che stanno cercando di capire la natura dell’incendio. Non si esclude si sia trattato di un atto doloso. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, sono state affidate alla Squadra Mobile. L’avvocato Antonino Foti è il marito della consigliera comunale Angela Marcianò, candidata alle ultime elezioni amministrative a sindaco di Reggio Calabria e già assessore comunale nella prima Giunta guidata dal sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà.
Sebastiano Plutino
Successo a Piazza Italia per Joey e Rina all’evento “Polvere di stelle”
TIS, Sindacati commentano incontro con la Regione: “Ancora troppe storture”
L’innegabile contributo offerto negli anni da questi lavoratori al servizio degli enti locali, spesso sofferenti per via di blocco del turn over e di progressivo svuotamento delle dotazioni organiche, ha reso il loro ruolo determinante e in alcuni casi fondamentale per non privatizzare interi servizi della pubblica amministrazione.
Negli ultimi mesi, una girandola di emendamenti presentati in sede di discussione del Decreto Pubblica Amministrazione, hanno segnato dei passi avanti in merito alla sorte di questi lavoratori, più di 4.000 tirocinanti, impegnati in percorsi di “reinserimento” che in realtà si susseguono da anni.
Abbiamo subito pubblicamente apprezzato il risultato molto importante del riconoscimento da parte del governo dell’esistenza di un bacino di lavoratori, un precedente che fa ben sperare nonostante siano stati da sempre considerati delle presenze fantasma nelle pubbliche amministrazioni, privi inoltre di ogni tipo di tutela contrattuale. Lo consideriamo un primo passo indispensabile per discernere l’ennesimo bacino di precari del settore pubblico calabrese.
Dall’altra parte, abbiamo evidenziato, anche stavolta tempestivamente e pubblicamente, i toni troppo trionfalistici a fronte di criticità e storture nelle norme appena approvate. Le prime, del tutto evidenti, erano state sottoposte all’attenzione dei legislatori già in fase di formazione dell’emendamento e riguardavano l’esclusione dei lavoratori ospitati presso le Asp, le Province, altri enti e le aziende private. Insieme a queste, anche l’esiguità delle risorse messe a disposizione (2 mln per il 2023 e 5 mln dal 2024 a fronte dei circa 50 mln annuali).
A queste si è però aggiunta, in sede di conversione del secondo Decreto Pa, la criticità che riguarda la contrattualizzazione a tempo indeterminato. Nello specifico la previsione del concorso con riserva del 50%, che di fatto, annulla la possibilità, già remota, da parte di qualsiasi comune di bandire concorsi per il doppio dell’organico che si vuole assorbire.
Insomma, una vittoria di Pirro dal sapore propagandistico di un qualche deputato che, trascinato dalla eccessiva euforia, ha contribuito a trasformare le illusioni dei TIS in cocenti delusioni, già stanchi delle continue promesse fatte nel tempo e mai rispettate. Quanto detto è senz’altro quello che temevamo da tempo, tanto da indurci a restare cauti rispetto ad una problematica che presenta svariati aspetti complessi sotto molti punti di vista.
Nel frattempo, rimane fondamentale assicurare la continuità negli enti, purché questa resti finalizzata ad una contrattualizzazione, evitando al contempo l’esternalizzazione di quei servizi o, peggio, di paralizzare la macchina amministrativa di tantissimi comuni.
Ad oggi però, anche questo tassello resta incredibilmente incerto per via dell’insufficiente contributo statale di 5mln che coprirebbe solo le prime mensilità di tirocinio. Quello che ci aspettiamo è che, almeno, questa soluzione possa arrivare celermente.
La Regione Calabria quindi, si deve far garante della copertura economica dell’annualità di proroga al fine di poter continuare a lavorare con senso di responsabilità ad una annosa questione che richiede, senza compromessi, la dovuta sinergia della politica sia a livello nazionale che regionale, delle parti sociali, delle amministrazioni allo scopo di eliminare gli ostacoli che impediscono ad oggi la contrattualizzazione di tutti i lavoratori TIS.
Su tutti questi aspetti e continuando a stare al fianco dei tirocinanti in questa battaglia per il lavoro vero, vigileremo costantemente sullo stato della vertenza, abbiamo già chiesto di aggiornare entro fine mese il tavolo permanente che è stato istituito grazie anche alla volontà dell’Assessore Calabrese che abbiamo accolto con grande soddisfazione.
Discorso del Sindaco ff Brunetti in Cattedrale per la consegna del Cero Votivo alla Madonna della Consolazione,
Il Sindaco ff di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, ha pronunciato, questa mattina, nella Cattedrale del Duomo, un lungo discorso per consegna del cero votivo alla Madonna della Consolazione, marcando la centrale importanza della figura della Patrona della nostra città
“Amministrazione, della Città.
Saluto con gioia e riconoscenza la presenza qui tra noi dei Reverendissimi Arcivescovi, Vescovi e delle Autorità civili e militari.
Ritempriamo oggi, nel solco della secolare tradizione, la deferente offerta del Cero votivo alla Madonna della Consolazione.
Un gesto ogni anno che si aggiorna, ripercorrendo la storia… le speranze di una Comunità.
Una ritualità destinata a rigenerare l’indissolubile legame tra la Città e la sua celeste Patrona.
In questa Basilica Cattedrale, l’Amministrazione comunale consegna la propria intramontabile testimonianza di fede e di Comunione.
Per il secondo anno, quale Primo cittadino facente funzioni, cammino spalla a spalla con la Comunità reggina. Un passo dietro l’altro con la contezza di non essere il Sindaco eletto dai cittadini e, comunque, consapevole che l’onorabilità del ruolo deve essere interpretata e vissuta con devozione e dedizione, alimentando il senso di civiltà e di appartenenza della Comunità.
Maria Santissima della Consolazione, “ECCOMI.
In questi due anni ho lavorato avvertendo il peso delle responsabilità.
Da figlio Ti ringrazio per avermi affrancato dal rischio di un cammino solitario ed autoreferenziale, consentendomi, invece, di percorrere strade e marciapiedi insieme ai cittadini, abbracciando problemi e cogliendo opportunità per la Città.
Camminiamo con Te, o veneranda Madre, trovando conforto ed indulgenza.
Eccellenza, prendendo a prestito le Sue parole: “Da soli prima o poi si imboccano strade senza uscita, insieme si costruisce nella novità creativa e condivisa”.
Lavorare per il bene comune, l’impegno in politica, sono un modo per vivere l’insegnamento del Risorto.
Sfuggiamo alle populiste tentazioni di un uso politico del culto religioso che, tradizionalmente, rappresenta il tessuto connettivo tra l’istituzione ecclesiastica e le popolazioni.
L’amministrazione comunale è fermamente legata all’albero degli interessi della Comunità reggina: …non ha la cera alle orecchie né gli occhi bendati!
Sentiamo e vediamo ciò che accade: famiglie che vivono in un diffuso disagio sociale, lavoratori che rasentano la povertà o che, per sfamare la famiglia, devono sottostare a condizioni di lavoro precarie o con un insufficiente livello di sicurezza.
Imperativo il pensiero del Presidente della Repubblica Mattarella: “Morire sul lavoro è un oltraggio ai valori della convivenza”.
Dobbiamo lavorare per riconoscere, appieno, la pari dignità di ogni persona, di ogni lavoratore, anche accogliendo i migranti di speranza, ricordando il nostro peregrinare alla ricerca di migliori condizioni di vita.
La Repubblica, in ogni articolazione dello Stato, deve consentire “il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.”
Nell’Enciclica “Fratelli tutti”, Papa Francesco scrive: “… il lavoro è una dimensione irrinunciabile della vita sociale, perché non solo è un modo per guadagnarsi il pane, ma anche un mezzo per la crescita personale, per stabilire relazioni sane, per esprimere sé stessi….”
Con questa coscienza e confidenti nella Tua guida Materna, lavoriamo quotidianamente affinché, entro la fine di quest’anno ed a conclusione di pubblici concorsi, oltre 130 persone siano assunte da questa Amministrazione comunale con un contratto a tempo pieno ed indeterminato.
Anche per questa via passa la necessità di soddisfare il miglioramento della qualità dei servizi comunali e di corrispondere alle aspettative della Comunità.
E’ su questo che dobbiamo puntare noi tutti, mondo delle istituzioni e dell’imprenditoria: far sì che l’emigrazione dei nostri giovani verso altre città o altri paesi per ragioni di lavoro sia una scelta, e non un obbligo dettato dalla scarsità di prospettive.
Altri risultati fruttiferi, Maria Santissima della Consolazione, sono maturati in quest’anno…altri arriveranno.
Molti progetti sono in fase di ultimazione, altri in progettazione ed altri ancora in programmazione.
Si apriranno nuovi ed importanti scenari di crescita e di sviluppo per l’intera città.
Sarà un autunno molto importante per Reggio.
Si sono spenti i vincoli del piano di rientro del bilancio comunale. Il futuro si è affrancato dal decennale gravame.
Negli ultimi due lustri questa comunità, amministratori e cittadini, ha dovuto compiere enormi sacrifici.
Da oggi dobbiamo alzare lo sguardo per un nuovo modo di governare.
Rendere moderni ed ottimali i servizi pubblici fino a ieri compromessi dalle ristrettezze dei vincoli di bilancio.
Dobbiamo essere abili utilizzatori delle risorse per il bene della comunità, per creare opportunità di lavoro e sviluppo, sociale ed economico.
Dobbiamo migliorare il benessere, recuperare e riqualificare le aree abbandonate.
Il degrado, spesso, è teatro, purtroppo, non solo di situazioni di povertà e disagio, ma anche di fatti criminosi ben più gravi.
Perché “il degrado morale è strettamente legato al degrado ambientale”, come già più volte ha sapientemente osservato Papa Francesco.
Per i nostri giovani dobbiamo costruire luoghi – e non solo fisici – di sicurezza, di speranza, di crescita sana, di confronto e di sviluppo. Luoghi in cui apprendere la solidarietà verso gli altri, il rispetto per la propria casa e per il pianeta, ma prima di tutto luoghi in cui non sentirsi abbandonati, né dalla famiglia, né dalle istituzioni.
La luce di questo Cero squarci le tenebre del malaffare ed illumini comportamenti legalitari e solidaristici.
Cancella, o Veneranda, ogni forma di soppressione; apri i cuori di coloro che brandiscono strumenti di illegalità.
Sorreggi quanti ad essi si oppongono; fortifica l’azione degli uomini e delle donne che ad essi si contrappongono.
Nei confronti delle forze dell’ordine e degli operatori della giustizia, perenne è la nostra riconoscenza.
Facciamo nostre le parole del presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi, pronunciate in occasione della recente festa della Madonna della Montagna di Polsi “Ci vuole resistenza e amore, quello che ci ricordano i tanti martiri che hanno dato la vita per liberare chi era prigioniero della logica mafiosa”.
Ripudiamo corruzione, inganni ed abusi. Rigettiamo l’aberrante e ignobile morsa della ‘ndrangheta, ponendoci come freno all’illegalità.
La fede Cristiana, il Vangelo, il Magistero del Papa e dei Vescovi devono sempre di più essere declinate in scelte ed azioni politiche ed istituzionali per ridurre le disuguaglianze economiche ed accrescere il livello di inclusione sociale delle persone.
Di tutte le persone.
Madre, nei giorni scorsi, la necessità di assumere una decisione importante mi è stata silente compagna.
Assunta la decisione, l’amaranto nostra storia e passione calcistica è stata salvaguardata: la via è tracciata.
O Madre, grazie per avermi consentito di non cedere alla tentazione di rispondere a “provocazioni” rispetto ad una scelta maturata in autonomia e nell’unico interesse della Città.
Le polemiche rimangano fuori dal terreno di gioco.
Gli spalti siano occasione per ospitare l’attaccamento alla città….alla maglia.
…..Non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore…Un giocatore lo vedi dal coraggio
……Dall’altruismo e dalla fantasia.
Con piglio vigileremo per assicurare il rispetto delle obbligazioni dell’accordata decisione.
Oggi auspico la compagnia di tutti coloro che vogliono correre per traguardare i risultati che già in passato abbiamo saputo conquistare. I campi di calcio hanno riconosciuto a questa Piazza che gli Amaranto sono tifosi con animo sportivo.
E mi sovvengono, in proposito, gli straordinari valori dello sport.
Lo sport, il gioco, è il più efficace veicolo dei valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole. Principi fondanti di ogni società sana e strumenti necessari per costruire competenze trasferibili in altri contesti della vita.
Anche quest’anno, permettetemi di rivolgere il mio pensiero ai giovani, alle nuove generazioni, a mio figlio… a tutti i nostri figli.
Noi genitori dobbiamo saper fare gli educatori, essere riconosciuti come testimoni di comportamenti rispettosi di noi stessi e del prossimo. Non sempre, però, sino in fondo ci riusciamo.
Dobbiamo avere un atteggiamento di apertura, ascolto, comprensione e rassicurazione.
Abbiamo il dovere di “vivere in e per la famiglia”.
I tempi del lavoro devono coniugarsi con le esigenze familiari. Anche così si scongiura che il tempo speso dai nostri giovani con la tecnologia sia troppo prolungato…che un’abitudine degeneri in dipendenza.
Non troppo chini su una tastiera, su un monitor. Ma ritti su noi stessi per servici delle opportunità della tecnologia quale fattore di evoluzione personale, sociale ed ambientale e non già idolatria alla quale asservirsi.
“L’epoca digitale– scrive Papa Francesco – cambia la percezione dello spazio, del tempo e del corpo. Infonde un senso di espansione di sé che sembra non incontrare più limiti e l’omologazione si afferma come criterio prevalente di aggregazione: riconoscere e apprezzare la differenza diventa sempre più difficile”.
O Madonna, a Te affidiamo la necessità degli uomini di valorizzare l’uguaglianza di genere ed essere testimoni e non carnefici delle donne.
La città deve ritrovarsi nei sentimenti di identità, condivisione e comunità. Solo coltivando e facendo nascere un sano amor proprio e l’orgoglio di appartenenza alla nostra comunità riusciremo a risollevarci da ogni difficoltà. Si può cadere cento volte, ma l’importante è rialzarsi. I reggini hanno la forza e la determinazione per rispondere alle pressioni di chi vuole il nostro territorio affossato e depresso. Siamo un popolo orgoglioso, con una dignità indistruttibile. Dobbiamo essere ottimisti e fiduciosi: il futuro della città dipende anzitutto da noi.
Siamo consapevoli delle tante criticità che persistono, ma dobbiamo difendere la città di fronte ad ogni tipo di sopruso.
Le amministrazioni passano….. Reggio rimarrà nei secoli.
E’ bene che i cittadini lancino il cuore oltre l’ostacolo e denuncino storture o difficoltà che impediscono il vivere civile. L’impegno rivolto alla comunità deve essere massimo e ciò vuol dire avere rispetto per il territorio e per le persone. Bisogna esporsi, denunciare, difendere Reggio perché è qui che dovranno crescere i nostri figli. So quanto possa essere difficile, ma tutti insieme possiamo e dobbiamo costruire una città libera dall’arroganza, dalla mafia e da ogni limite che frena lo sviluppo.
Riconosco il fattivo ed amorevole impegno della Chiesa verso i meno abbienti.
Maria, confesso la profonda ammirazione per gli uomini e le donne che, per istituto o per volontaria scelta, sono dediti al pubblico soccorso ed all’assistenza.
O Patrona, permetti ai noi tutti di oltrepassare steccati ideologici per congiungerci, con l’identità del proprio ruolo, nella sentita ed unica esigenza di lavorare, all’unisono, per il bene comune di Reggio e dei reggini.
Con gaudio viviamo il processo di beatificazione di don Italo Calabrò, fulgido esempio di virtù religiose ed umane. Amico dei poveri, concittadino tra la gente ed amato dalla gente. Figlio di questa terra di cui siamo orgogliosi.
Eccellenza, benediciamo il Suo paterno messaggio di civismo profuso durante l’intervento alla “Consegna”. Le siamo accanto per la sparuta e stravagante polemica.
“Non ti curàr di lór, ma guarda e passa”.
Patrona, nel volgere delle prossime settimane il mio Ufficio, non ricercato ma accolto con spirito di servizio, giungerà alla fine.
Un altro anno il Primo cittadino eletto sarà al Tuo cospetto. Ed io, tra queste sacre mura, ascolterò. Forse parole mai dette che, chissà, avrei voluto pronunciare fasciato col Tricolore e con il cuore tenero e palpitante.
Infine, immerso nella Fede e tra i simboli religiosi di questo sacro luogo, sollecito e rinforzo la mia voce commossa per chiosare: Oggi e sempre, viva Maria!
FenealUil Calabria: “Si riparte con le scuole insicure di sempre, nonostante le tante risorse del Pnrr”
Sono diverse le problematiche riguardanti le condizioni strutturali degli istituti scolastici con problemi che vanno dalla staticità, alla sicurezza antisismica fino all’efficientamento energetico.
Una situazione estremamente preoccupante, nonostante la mole di risorse stanziate con il Pnrr, ben12,4 miliardi a cui si sommano 914,4 milioni provenienti da altre fonti di finanziamento.
La maggior parte dei 40.293 edifici scolastici italiani è fatiscente ma soprattutto insicura. Il 57,9% delle strutture è addirittura priva del certificato di agibilità e il 54,92%, del certificato di prevenzione incendi. Il 41,4% dei plessi scolastici è privo di collaudo statico.
Tra le regioni con la percentuale più elevata di edifici non in regola la Calabria è in pole position con il 18,75%, superata solo dalla Sardegna (22,81%). Sono sei le misure del Pnrr destinate alle scuole, con investimenti complessivi per 13,4 miliardi: 12,4 dal Pnrr e 914,4 milioni da altri fondi.
Le Regioni con più progetti approvati sono la Lombardia (5.173 progetti per 1,6 miliardi); la Campania (4.773, 1,6 miliardi); la Sicilia (3.786, un miliardo); il Lazio (3.493, 962,6 milioni); la Puglia (3.143, 992,8 milioni); l’Emilia-Romagna (2.784, un miliardo) e il Veneto (2.845, 998,9 milioni).
Sono 216 le nuove scuole finanziate con le risorse del Pnrr, rispetto alle 195 inizialmente previste, grazie ad un aumento dei fondi che ha portato lo stanziamento da 800 milioni a un miliardo di euro. Al Mezzogiorno andrà il 42,4% dei fondi.
Davanti a queste ingenti risorse il quadro attuale è però decisamente allarmante: la spesa effettiva delle risorse complessivamente stanziate, ad oggi è ferma al 22,19% a fronte di una spesa prevista che doveva raggiungere il 55,46% entro fine settembre
È evidente che, in una situazione del genere, il timore che le risorse possano essere revocate è estremamente alto.
Il Ministero dell’Istruzione e del merito ha di recente pubblicato l’elenco di 399 interventi di edilizia scolastica indicati dalle Regioni a seguito dello stanziamento di risorse aggiuntive avvenuto con decreto del Ministro del 7 dicembre 2022 e finanziati con circa 936 milioni di risorse proprio nell’ambito del Pnrr, che Comuni e Province potranno immediatamente attuare. Il 40% dei finanziamenti, ricordiamolo, è stato destinato al Mezzogiorno.
Gli interventi sono dedicati alla messa in sicurezza degli istituti, riqualificazione, adeguamento sismico e antincendio ed eliminazione delle barriere architettoniche.
Dando un’occhiata al sito dedicato del ministero dell’Istruzione e del merito, infatti, emerge come gli interventi per l’adeguamento antisismico e il risparmio energetico degli istituti sono in totale 21 per una spesa di 43 milioni di euro. A fare la parte del leone è la provincia di Cosenza con 15 progetti finanziati. Il Catanzarese si ferma a quota 4, per Crotone non ci sono finanziamenti previsti, mentre a Reggio Calabria e Vibo Valentia sono solo due i progetti ammessi a finanziamento.
Il rispetto delle scadenze europee avrebbe consentito, in moltissimi casi, una ripresa dell’anno scolastico in condizioni migliori. Oggi, pero, è importante procedere con la massima sollecitudine per recuperare, nei limiti del possibile, il tempo perduto fino ad oggi.
Il degrado dei quartieri e i fenomeni di devianza giovanile si contrastano anche, se non soprattutto, partendo da questi interventi. La scuola in Calabria deve essere una delle priorità assolute perché è la chiave di volta della costruzione della società del futuro. La sicurezza, la riqualificazione e l’efficienza energetica degli edifici scolastici costituiscono necessità improrogabili che non possono continuare a tradursi in promesse non mantenute.
Marziale incontra il presidente del Comitato ministeriale Media e Minori
Ha avuto luogo a Roma un incontro tra il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, ed il presidente del Comitato ministeriale Media e Minori, Jacopo Marzetti.
“Con il presidente Marzetti – spiega Marziale – abbiamo discusso del rapporto tra media e minori, che deve tornare ad occupare una posizione centrale nell’agenda politica del Paese, dato che i contenuti inficiano indiscutibilmente l’azione educativa delle famiglie e della scuola, proponendo modelli violenti, che stimolano emulazione al punto tale da sfociare, sempre più spesso, in reati”.
“Registriamo con favore le dichiarazioni di maggiore attenzione sui contenuti, provenienti dall’emittenza pubblica così come da quella privata – continua Marziale – e ci diciamo grati a quanti davvero daranno una svolta ad un sistema che per troppo tempo ha messo la qualità dell’offerta alla porta, ma riteniamo necessario che anche in tema di social network i gestori assumano le medesime responsabilità. Se ciò non dovesse accadere, allora ci pensino le istituzioni a responsabilizzarli, perché basta leggere gli eventi di cronaca attuali per comprendere come e quante volte la tecnologia social sia alla base di una deriva ascrivibile più alla voce criminalità piuttosto che devianza”.
“Con il presidente Marzetti ci siamo prefissati di vigilare con attenzione sulle dichiarazioni d’intenti delle emittenti – conclude Marziale, che è tra gli specialisti che hanno lavorato alla stesura dei vigenti codici Tv e Minori ed Internet e Minori – per verificare che la qualità televisiva ritorni ad essere rispettosa delle fasce d’età minorili. Sproniamo altresì il Governo a voler intraprendere azioni che portino anche i social sulla stessa lunghezza d’onda”.
“Sinceramente, non me la sento di unirmi ai cori di quanti innalzano inni alla gioia in occasione della riapertura delle lezioni scolastiche, perché la realtà è molto diversa da quanto ci viene propinato dagli slogan ad effetto”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria.
“Le prove Invalsi 2023 – continua Marziale – ci consegnano una situazione assai preoccupante, in termini di scarsa efficacia della preparazione educativa, formativa e culturale degli alunni. Il peggioramento della preparazione scolastica rispetto al 2019, anno precedente all’avvio della pandemia, è esponenziale. Secondo quanto emerso, il 45% degli studenti non raggiunge il livello base. Tra le cause vi è la formazione delle cosiddette “classi pollaio”, con più alunni di quanti dovrebbero essercene. Ma non è da sottovalutare l’infornata emergenziale di docenti selezionati con i quiz a crocetta, che certamente non è il metodo migliore per discernere quel merito, che pure accompagna finanche la denominazione del ministero”.
“E il futuro non lascia spazi ad immaginazione, destinato com’è a generare ulteriori danneggiamenti ad un barcone già annaspante – evidenzia il Garante – perché nel nome del contenimento della spesa, voluto dall’Unione Europea, prenderà corpo un drastico ridimensionamento, che farà della scuola un agglomerato aziendale ingestibile”.
“La scuola, presidio di istruzione e legalità anche neri paeselli più sperduti, avrebbe potuto affrancare la Calabria dalle tentazioni esercitate dalla mafia sulle masse minorili. Il radicamento della scuola anche nelle zone impervie avrebbe potuto contenere lo spopolamento demografico. Eppure – continua il sociologo – anche la Calabria, come le altre regioni, deve fare i conti con il ridimensionamento, che farà della scuola un elefantiaco agglomerato a macchia di leopardo, per accontentare l’UE che ci chiede il contenimento della spesa”.
La riflessione del Garante si sposta, infine, sulla sua regione: “Ho vivamente raccomandato all’ANCI – l’associazione dei sindaci – di fornire sin dal primo giorno i servizi dovuti agli studenti e, però, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico mi ritrovo sommerso da segnalazioni-denuncia per il mancato avvio – per esempio – dei trasporti, tema cruciale in un territorio strutturalmente deficitario. Così come registro disservizi sul piano dell’assistenza ai piccolini disabili. Gli strumenti per la risoluzione dei problemi ci sono, ci sia anche la buona volontà”.
Palmi: Tango Rouge Company e Tango Spleen Orquestra stregano il pubblico del Manfroce
Passione ed energia, bellezza ed eleganza. Sul palcoscenico del teatro Manfroce di Palmi è andato in scena il Tango più coinvolgente di sempre, animato dagli otto straordinari ballerini della Tango Rouge Company, accompagnati dal vivo dalla Tango Spleen Orquestra.
Segna così un altro successo la rassegna Synergia 48, promossa dall’associazione culturale Nicola Antonio Manfroce di Palmi, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata nell’ambito dell’avviso pubblico Promozione culturale 2022 della Regione Calabria.
È stato il primo dei tre appuntamenti promossi per celebrare i beni immateriali dell’Unesco, nel decennale del prestigioso riconoscimento attribuito alla Varia. Seguiranno il concerto di Mariachi Sol Mexicano e il Flamenco Nuevo, rispettivamente il 16 settembre e il 24 settembre, sempre alle 21:15 al teatro Manfroce.
Neri Piliu, Yanina Quinones, Luis Cappelletti, Melina Mourino,
Ayelen Sanchez, Walter Zuquia
Alexandre Bellarosa, Mariana Avila ecco gli otto sorprendenti ballerini esibitisi accompagnati dagli altrettanto straordinari Mariano Speranza (pianoforte, voce e direzione), Francesco Bruno (bandoneon), Fatma Mulhim (violino), Elena Luppi (viola), Mauricio Petta (contrabbasso). Sulle onde della musica, i ballerini hanno calcato il palcoscenico con leggerezza e armonia.
«Le movenze e il ritmo per raccontare la storia del Tango, dalle sue origini ai giorni nostri, passando dal cabaret, alla cultura popolare e al Libertango di Piazzolla. Per noi il Tango è lavoro al teatro ma è anche piacere. Nella milonga, che Neri mi ha fatto conoscere, si condivide, si socializza. Lì diverse generazioni ballano il Tango, dunque, l’energia e l’esperienza si contaminano a vicenda. Questo ci è mancato tanto. Stiamo recuperando la dimensione sociale che con la pandemia avevamo un pò smarrito. Il Tango è davvero universale. La danza non ha bisogno di parole per comunicare. Siamo stati in Turchia e anche in Corea. Non capivamo una parola ma, per unire ed
entusiasmare, il Tango non ne aveva bisogno», hanno raccontato Yanina Valeria Quiñones e Neri Luciano Piliù, insieme dal 2006 e campioni di Tango a Buenos Aires, sia nel Tango Salón che nel Tango Escenario.
«Sono particolarmente emozionato di essere qui a Palmi. In questa terra nacque mia nonna, Marianna Parrello, emigrata poi in Argentina da piccola, negli anni Venti. Anche mio nonno Antonio Speranza, nato in Argentina, era figlio di genitori calabresi emigrati in Argentina. La prima volta venni qui con mio padre facendo il cosiddetto turismo di radici. Poi sono tornato a Palmi in occasione dei tour ed è sempre una grande emozione. Io sono nato in Argentina ma il richiamo della musica e del paese natio dei miei avi, la mia curiosità e la mia voglia di conoscere e sperimentare mi hanno spinto a venire in Italia dove ormai vivo. Qui c’era già mia sorella, cantante lirica», ha raccontato Mariano Speranza, compositore e pianoforte, voce e direzione della Tango Spleen Orquestra.
«La musica è stata una passione di famiglia che noi figli abbiamo potuto coltivare con lo studio. Anche mio padre, mio nonno e una sorella mia nonna, pure lei di Palmi, amavano la musica. Loro cantavano le melodie di Tango. Devo certamente a questo, il richiamo che un giorno ho sentito. Il Tango è la musica che sento più mia, quella che sentivo da bambino, quella che raggiunge subito e con intensità chi ascolta. Io suono per emozionarmi e per emozionare», ha raccontato ancora Mariano Speranza.
Consigliere Talerico:”Aboliamo test di Medicina e sottoscriviamo più convenzioni”
“Per andare in soccorso alla sanità pubblica, innanzitutto dovremmo partire dall’abolizione del numero chiuso in Medicina o perlomeno ridisegnare i termini dei limiti del numero chiuso.
Dobbiamo avviare una battaglia importante su questo tema se vogliamo salvare e rilanciare la sanità italiana, che collassa in buona parte del Paese.
Del resto, il Ministro Anna Maria Bernini aveva già messo in evidenza la necessità di capire quale fosse il fabbisogno effettivo di medici e sanitari e capovolgere il sistema, adeguando capacità e offerta al fabbisogno.
Per questo motivo dobbiamo riproporre a livello nazionale un gruppo di lavoro che coinvolga anche il Ministero della Salute, la Conferenza delle Regioni e gli Ordini Professionali Sanitari, per individuare una soluzione reale al problema della carenza di medici e altri operatori sanitari.
Dobbiamo anche rivedere medio tempore i test che vengono sottoposti ai candidati, spesso trattasi di domande inconferenti che nulla hanno acchè vedere con la futura professione e/o con le basi culturali richieste per un futuro medico !
In Calabria poi, fermo restando le soluzioni provvisorie che si stanno adottando facendo di necessità virtù, sarebbe importante coinvolgere sempre più specializzandi, ma anche studenti dell’ultimo anno e poi rimane la soluzione ulteriore delle convenzioni con i “grandi” medici del nord (molti dei quali meridionali), che potrebbero accettare di avere incarichi periodici in Calabria, così eviteremo per molti malati i viaggi della speranza, i costi per spostarsi in altra Regione, ridurremmo anche i costi della Regione Calabria che versa nelle casse del sistema sanitario delle altre Regioni somme importanti che vengono a mancare all’economia della nostra Regione ed ai futuri investimenti locali, ma cosa importante si potrebbero formare in loco bravi medici proprio attraverso questi luminari che potrebbero sopperire alle deficienze numeriche attuali oltre ad elevare anche la qualità delle singole prestazioni in ragione delle esperienze di fuori Regione specie per talune discipline.”
Il Circolo Polimeni sarà una delle sedi dei Campionati Nazionali Giovanili a Squadre 2023 per l’under 12
Dal 15 al 17 settembre, il Circolo Tennis Rocco Polimeni sarà una delle sedi che ospiteranno i Campionati Nazionali Giovanili a Squadre 2023 per l’under 12 maschile e femminile di tennis.
Si tratta di una competizione strutturata in 5 macroaree (Nord Ovest, Nord Est, Centro Nord, Centro Sud e Sud), la cui fase finale si disputerà dal 22 al 24 settembre a Sassuolo (per l’under 12 maschile) ed a Padova (per l’under 12 femminile) tra le 8 squadre qualificate (2 per ogni macroarea).
Il Circolo R. Polimeni sarà tra i protagonisti della fase “macroarea sud” con ben due formazioni qualificate: la squadra under 12 maschile con Giovanni Di Leva, Federico Toscano e Giorgio Maria Morace e la squadra under 12 femminile con Federica Carol Rijli, Giulia De Marco, Ludovica Quarta e Alessia Pia Caligiuri.
La prima giornata di gioco – venerdì 15 – è prevista con inizio alle ore 14:00. Le successive, sabato 14 e domenica 15, in cui si disputeranno rispettivamente le semifinali e la finale, alle ore 10:00.
Sarà una competizione tra le migliori giovani racchette del Sud Italia, che si incontreranno per contendersi il titolo di campione nazionale.
Per l’occasione, il Circolo Tennis Rocco Polimeni si apre alla Città per consentire a tutti gli appassionati dello sport con la racchetta di assistere ai match delle giovani promesse del tennis