Marcellinara, centro ubicato nell’Istmo che coincide col punto più stretto della Penisola, ha presentato la propria candidatura a Capitale italiana della cultura per l’anno 2026. Il Comune ha trasmesso la relativa manifestazione d’interesse, come da procedura di selezione indetta con il bando emesso nell’aprile scorso dal Ministero della Cultura, che promuove annualmente l’assegnazione del titolo. “Bisogna porsi sempre – ha detto il sindaco, Vittorio Scerbo – obiettivi importanti ed ambiziosi. E quanto fatto in questi anni dalla nostra Amministrazione sul piano culturale ci sprona a cogliere nuove sfide. Non a caso il ‘claim’ scelto, ‘nel punto più stretto d’Italia’, vuole rappresentare già il senso di questo nostro progetto, di un’idea nuova che parta dal basso e dal piccolo per dare slancio a tutto un territorio ricco di storia, cultura, tradizioni, leggende e che rappresenta, anche geograficamente, una particolarità nel contesto nazionale. È l’occasione per dare visibilità al bello ed al buono che esiste anche nei nostri territori”. Questi luoghi hanno una storia importante, a partire dalle antichi radici legate al popolo degli Enotri e di Re Italo, il nucleo fondante della ‘Prima Italia’, fino ad arrivare all’alba dell’età contemporanea, con l’esercito napoleonico che la rese protagonista e vittima dell’eccidio del 4 luglio 1806. Episodio che viene ricordato tutti gli anni con la rievocazione storica patrocinata dal Comune e finanziata dallo stesso Ministero della Cultura. Marcellinara è nota anche per il suo “Campanile”, assurto a simbolo universale grazie al concetto coniato dall’antropologo Ernesto De Martino, come “centro di riferimento del rapporto tra spazio e luogo dell’anima”. La prossima scadenza prevista dalla procedura per l’assegnazione del titolo é il 27 settembre, giorno entro il quale dovrà essere trasmesso il dossier di candidatura, contenente il progetto culturale per il 2026, il cronoprogramma e le singole attività previste. (ANSA).
Sebastiano Plutino
Due cuccioli di capriolo, nati da pochi giorni, hanno fatto ingresso nel Centro visite del Parco nazionale della Sila di Cupone, nel comune di Spezzano della Sila, gestito dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza essendo entrati in contatto con degli escursionisti. “L’ingresso dei cuccioli nell’area faunistica si è reso necessario e urgente – è detto in una nota – a salvaguardia della loro sopravvivenza. I cuccioli infatti, ritenuti erroneamente abbandonati, sono stati ‘toccati’ nel loro habitat naturale e l’imprinting subito non ne avrebbe reso possibile la sopravvivenza. Accade spesso, purtroppo, che in primavera, nel periodo delle nascite, visitatori della montagna incrocino nelle loro passeggiate diversi esemplari di fauna selvatica appena nata e, pensando a un abbandono, si avvicinino con contatto agli stessi creando però un danno irreversibile. Il tocco, infatti, lascia sui piccoli un profumo che la madre non riconosce più e che quindi la porta ad abbandonarli definitivamente”. I carabinieri del Reparto biodiversità di Cosenza rivolgono un invito “ad una corretta fruizione degli habitat naturali, a mantenere sempre una opportuna distanza e a segnalare eventuali criticità agli enti competenti”. (ANSA).
Sono sbarcati, poco dopo la mezzanotte di domenica, 152 migranti soccorsi al largo della costa calabrese dal pattugliatore Bojador della guardia nazionale portoghese che opera nel sistema di sorveglianza di Frontex. I migranti si trovavano a bordo di una imbarcazione intercettata da una motovedetta della Guardia costiera dalla quale sono stati trasbordati sulla nave militare. Le loro condizioni di salute, valutate dal personale medico dell’Asp di Crotone, sono buone dopo un viaggio partito dalle coste turche e durato circa 5 giorni. Le operazioni di sbarco sono state coordinate dalla Prefettura di Crotone ed eseguite dal personale dell’Ufficio immigrazione della Questura e dalla Polizia scientifica. La Croce Rossa Italiana ha provveduto al loro trasferimento nel centro di accoglienza di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto. Quello di stanotte è il terzo sbarco in dieci giorni a Crotone. Il 18 e 19 maggio, infatti, erano arrivati al porto crotonese – sempre soccorsi dal pattugliatore portoghese – 138 migranti, e successivamente altri 87 a bordo di un veliero scortato dalla Guardia costiera. I migranti sbarcati poco dopo la mezzanotte a Crotone, soccorsi dal sistema Frontex, sono tutti uomini, tra loro ci sono 34 minori non accompagnati, provenienti da Pakistan ed Egitto, si trovavano a bordo di una peschereccio intercettato da una motovedetta della Guardia costiera dalla quale sono stati trasbordati sulla nave militare. In tutto sono 151 persone, e non 152 come reso noto in precedenza.
E’ stata disposta l’apertura di un’indagine interna presso l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme a causa di un presunto errore medico. Secondo quanto appreso, il motivo che ha indotto il commissario straordinario all’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, generale Antonio Battistini, a disporre l’indagine interna, è finalizzata a raccogliere ogni informazione utile a fare chiarezza sul caso di un’anziana signora a cui nei giorni scorsi sarebbe stata applicata una doppia ingessatura errata a seguito di una rottura del femore. “Ove fosse accertata – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Asp – si tratta di una vicenda grave che richiede ogni opportuno approfondimento per fare luce sull’accaduto e per accertare eventuali responsabilità”. (ANSA).
Un attentato dinamitardo è stato compiuto nella frazione “Catona” di Reggio Calabria ai danni di un locale in fase di ristrutturazione in cui a breve avrebbe dovuto aprire una rosticceria. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri della stazione di Catona e del Comando provinciale, che hanno avviato le indagini sotto le direttive della Procura della Repubblica. L’ipotesi che viene presa in considerazione é che l’attentato possa avere una matrice estorsiva. (ANSA).
Beni per 80 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria con il supporto operativo dello Scico e coordinati dalla Dda reggina.
Il provvedimento ha riguardato 20 compendi aziendali, 60 immobili, 86 autoveicoli e un milione di euro in contanti ed ha colpito tre imprenditori reggini operanti prevalentemente nel settore del commercio dei prodotti petroliferi ed è stato eseguito in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Calabria e Germania.
Il sequestro fa seguito all’operazione Petrolmafie Spa dell’aprile 2021 nella quale i tre furono arrestati.
L’operazione Petrolmafie Spa, in cui erano confluite le risultanze delle indagini coordinate dalle Dda di Roma, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro, aveva portato a 56 arresti, 15 fermi ed al sequestro di beni per quasi un miliardo di euro. Nel filone reggino, denominato “Andrea Doria” e condotto dal Gico del Nucleo di Polizia economico finanziaria con lo Scico erano stati emessi provvedimenti cautelari personali nei confronti di 23 soggetti, tra cui i 3 imprenditori. Si tratta dei fratelli Giovanni e Domenico Camastra, di Locri, rispettivamente di 59 e 52 anni, e di Antonio Casile, di 54 anni, di Reggio Calabria. Tutti e tre sono attualmente sotto processo. L’operazione, secondo l’accusa, aveva svelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’Iva e le accise, nonché sull’impiego di false dichiarazioni di intento, istituto che consente di acquistare in regime di non imponibilità. L’associazione avrebbe gestito l’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero dal deposito fiscale fino ai distributori stradali finali, interponendo una serie di operatori economici – imprese “cartiera” di commercio di carburante, depositi commerciali e brokers locali – con lo scopo di evadere le imposte in modo sistematico. Le società “cartiere” sostenevano fraudolentemente, secondo l’accusa, di possedere tutti i requisiti per beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa, acquistando il prodotto petrolifero senza applicare l’Iva. Il prodotto, grazie a meri passaggi “cartolari” tra le società coinvolte, veniva poi ceduto a prezzi concorrenziali ad individuati clienti, ai danni degli imprenditori onesti. Infine, il sistema di ripulitura degli incassi sarebbe avvenuto anche tramite famiglie di ‘ndrangheta portatrici di interessi nel settore della distribuzione dei prodotti petroliferi. Alla luce dei risultati di quella inchiesta, la Dda reggina guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri ha delegato il Gico del Nucleo Polizia economica finanziaria di Reggio Calabria a svolgere un’indagine di carattere economico-patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti dei 3 imprenditori, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. Le indagini, svolte anche riprendendo i risultati di “Andrea Doria” avrebbe consentito di rilevare il patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità degli imprenditori, il cui valore sarebbe risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. Il sequestro ha riguardato l’intero compendio aziendale di 20 imprese – 3 delle quali con sede in Germania – attive prevalentemente nei settori del trasporto merci su strada, del commercio di prodotti petroliferi e del trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi, comprensivi anche di 50 terreni e 10 fabbricati, 86 tra automezzi ed autoveicoli, anche di lusso, oltre un milione di euro in denaro contante, nonché ulteriori disponibilità finanziarie.
La Uiltec Calabria punta alla ginestra come risorsa ai fini produttivi
Un tour nei vari comuni della Calabria, partendo da quelli della Locride, per promuovere la riscoperta della ginestra e il suo utilizzo a fini produttivi. E’ questa l’idea della Uiltec Calabria che, da diverso tempo, si sta spendendo per la promozione, a fini industriali, economici ed occupazioni, di questa pianta autoctona calabrese e del suo filato.
L’idea di fondo che muove il progetto della Uiltec Calabria è quella di creare un luogo dove tradizione e innovazione si intersecano. Ma non solo. L’obiettivo principale è quello di riuscire a creare occupazione, di dare alle calabresi ed ai calabresi di riscoperta di antichi mestieri ma, soprattutto, un’occasione concreta di impiego.
La Uiltec Calabria ha già avviato un progetto tessile partendo dalle scuole, ma servono impegni concreti anche da parte della politica. Quella politica che, con l’assessore Gianluca Gallo, si era detta pronta a a raccogliere e sostenere le proposte lanciate dal sindacato per fare della filiera della ginestra una moderna fonte di produttività per il territorio calabrese.
In questi anni anche l’Università della Calabria ha brevettato una tecnologia di lavorazione della ginestra che si basa su una reidratazione del vegetale, con piccole quantità d’acqua, e non utilizza sostanze chimiche. Una lavorazione che non penalizza gli scarti che possono essere riutilizzati senza sprechi. Un progetto questo che, naturalmente, ha bisogno del sostegno concreto di chi gestisce la cosa pubblica per uscire dall’incubatore universitario e trasformarsi in reale prospettiva occupazionale.
Nella certezza che la domanda del filato è superiore all’offerta, tanto che si ha difficoltà a soddisfare le richieste del gli ordini delle grandi firme della moda che hanno riscoperto la ginestra e ci stanno puntando per le proprie produzioni.
Le richieste, per il momento, vengono canalizzate alle aziende tessili che nel tempo hanno acquisito credibilità e proprio queste aziende potrebbero trasferire formazione e successivamente assumere nuovi occupati.
Per questo, infine, la Uiltec Calabria chiede che dalla narrazione si passi ad un impegno concreto che, mettendo insieme esperienze universitarie, competenze amministrative regionali, progettuali delle parti sociali, punti a sfruttare al massimo i fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Lo Sport a Misura di Bambino”, al Circolo Crucitti lo sport per tutti
Il Circolo Tennis Crucitti rinnova il proprio impegno anche per il 2023, impegnandosi nell’organizzazione di attività e manifestazioni di rilevanza nazionale, ormai affermate nel territorio, che coinvolgono migliaia di partecipanti di ogni età e un numeroso pubblico. Una delle manifestazione di maggior rilevanza è GIOCAGIN che è stata patrocinata dal Comune di Reggio Calabria e si è svolta presso il Circolo Crucitti nell’intera giornata di sabato 27 Maggio.
La Manifestazione Nazionale UISP GIOCAGIN 2023 mette al centro la promozione del diritto al gioco per tutti, attraverso esibizioni di attivita’ motorie e diverse discipline sportive ( GIOCO-SPORT).
Divertimento, Sport e Inclusione dal Nord al Sud d’Italia e’ la 35.ma edizione alla quale 50.000 persone saranno coinvolti.
A Reggio Calabria sono stati coinvolti alla manifestazione oltre 300 bambini d’infanzia delle scuole aderenti al progetto “Lo Sport a Misura di Bambino” sempre promosso dal Circolo Crucitti per l’intero anno sociale 2022/23.
Grande presenza di pubblico sia nella mattinata che nel pomeriggio di sabato, dove i genitori, i nonni e zii hanno visto i loro piccoli campioncini cimentarsi in tante attività sportive attraverso il gioco-sport. A conclusione delle attività ,ogni bambino è stato premiato con una coppa.
Si ringrazia tutto lo staff del Circolo, il presidente del Coni Regionale della Calabria Maurizio Condipodero, il Consigliere Comunale Malara Marcantonio, Il Consigliere comunale Latella Giovanni, Il presidente regionale della UISP regionale Marra Giuseppe ed il presidente UISP provinciale Calabro’ Nuccio.
Prossimo appuntamento di rilevanza nazionale con la UISP e nel mese di settembre con Bicincitta’.
Riceviamo e pubblichiamo: “Nella Calabria dei paradossi succede che mentre in Parlamento si discute e si vota l’avvio dell’iter che dovrebbe portare alla realizzazione dell’attraversamento stabile sullo Stretto di Messina, il maltempo possa far cadere un ponte appena finito di costruire e l’amministrazione regionale non riesca ancora da avere una mappa precisa dei ponti e dei viadotti presenti sul territorio calabrese.
Era il 2021 quanto l’allora assessore regionale Catalfamo annunciava il progetto di censimento, verifica di sicurezza e monitoraggio dei ponti e dei viadotti.
Il progetto, pensato dopo il catastrofico crollo del ponte Morandi a Genova, che coinvolge l’intera rete viaria secondaria delle infrastrutture calabresi, è stato avviato dalla Giunta regionale con la delibera 207 del 23 luglio 2020, con uno stanziamento di 5 milioni di euro a valere sui fondi Pac 2014-2020.
Successivamente, come si evince da note stampa ufficiali della Regione Calabria, è stato firmato un decreto del ministro delle Infrastrutture che prevede l’assegnazione di fondi pari a 1 miliardo e 150 milioni di euro alle Province e alle Città metropolitane per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti, in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza. Tale provvedimento ha assegnato complessivamente alle province calabresi l’importo di 65.337.754,45 euro, così suddivisi: Catanzaro: 13.609.888,57; Città metropolitana di Reggio Calabria: 14.297.774,57; Cosenza: 17.544.681,72; Crotone: 8.827.883,89; Vibo Valentia: 11.057.525,70.
Era stato anche fissato il cronoprogramma del progetto che, in fase previsionale, prevedeva entro dicembre 2021: attività di censimento, raccolta della documentazione esistente, la programmazione delle ispezioni visive, affidamento dei servizi (allestimenti di cantieri, fornitura dispositivi per ispezioni visive, supporto tecnico).
Entro giugno 2022 ancora: esecuzione delle ispezioni visive, redazione delle schede di difettosità, individuazione dei ponti da sottoporre ad ispezioni speciali e/o valutazioni accurate e di dettaglio. Entro il mese di dicembre 2022: determinazione della Classe di attenzione dei ponti gestiti dalle Province.
A giugno 2023, poi: Programmazione di verifiche accurate su un campione di ponti in Classe di attenzione “Alta”, affidamento dei servizi per l’esecuzione di campagne di indagini conoscitive e, infine, a dicembre 2023: esecuzione di verifiche accurate su un campione di ponti in Classe di attenzione “Alta”.
Ad oggi, però, di tutto questo non sono rimaste che le parole sprecate in conferenza stampa e le promesse fatte ai calabresi. Poco o nulla.
Ai vertici della Cittadella regionale, a più riprese, abbiamo chiesto che fine abbia fatto il censimento di queste opere infrastrutturali che, dopo un primo clamore mediatico, pare essere sparito nei cassetti di una burocrazia distratta e insipiente. In Calabria è tempo di fare e non di annunciare. La nostra regione non può attendere, non può finire ingabbiata in una campagna elettorale senza fine, i calabresi pretendono che i loro problemi, dalla manutenzione delle infrastrutture viarie all’erogazione di qualsiasi tipo di servizio, vengano affrontati e risolti.
La città di Roccella si prepara ad accogliere, nel prossimo weekend, numerosi giocatori di dama, provenienti da varie regioni d’Italia, pronti a sfidarsi nelle gare del 43° Campionato Italiano Giovanile, riservato a ragazze e ragazzi delle categorie Juniores, Cadetti, Mini – Cadetti e Speranze che affronteranno le finali scudetto, e del 1° Campionato Italiano Seniores over 65, che si disputeranno dal 26 al 28 maggio all’ex Convento dei Minimi.
Venerdì 26 alle 19.30 sono previsti, secondo il programma, l’accoglienza e l’appello dei partecipanti all’ex Convento. I turni di gioco inizieranno sabato 27 alle ore 8.30 e, dopo la pausa pranzo, riprenderanno alle 14.30, mentre domenica 28 maggio gli ultimi turni si svolgeranno a partire dalle 8.30 per concludersi a mezzogiorno con la premiazione.
Si tratta di due delle manifestazioni più importanti per la Federazione Italiana della Dama (FID) che le ha organizzate in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Roccella. In particolare, il Campionato Italiano Seniores over 65 di dama italiana, rappresenta una novità per la Federazione, che è stata fondata nel 1924, da 30 anni è disciplina sportiva del Coni e conta attualmente circa 46 mila e 500 tesserati.
All’evento di Roccella sarà presente il Presidente della Federdama, Carlo Bordini che ha evidenziato l’importanza assunta dalla disciplina sportiva e gli aspetti culturali e sociali ad essa legati: “La dama è ricca di elementi educativi, formativi e riabilitativi che favoriscono la crescita dei giovani e si è rivelata particolarmente utile per risolvere situazioni di disagio scolastico, bullismo, deficit cognitivi e favorire l’inserimento in un gruppo di portatori di handicap. Oggi in Italia, il gioco della dama viene insegnato in sempre più scuole anche in orario curriculare e suscita un grande interesse tra gli studenti e un’ampia diffusione tra i giovani”.
“Non va dimenticato – ha aggiunto il Presidente della FID – che la dama è importante anche per i meno giovani: come è stato dimostrato, infatti, aiuta il cervello a funzionare e lavorare a tutte le età, il che serve ed è utile agli anziani, come viene raccomandato da tutti i più quotati studiosi, per conservare l’agilità della mente”.
Grande soddisfazione per l’opportunità di ospitare la “tre giorni” di alta valenza sportiva e sociale è stata espressa dal Sindaco di Roccella, Vittorio Zito: “Siamo lieti di accogliere i numerosi atleti, il presidente Bordini e i dirigenti e accompagnatori della Federdama che soggiorneranno nella nostra cittadina in occasione dei Campionati italiani. Rivolgiamo alle giocatrici ed ai giocatori delle varie fasce d’età che si sfideranno nella storica cornice del convento dei Minimi l’augurio di raggiungere i brillanti risultati sperati e a tutti i visitatori di trascorrere una piacevole esperienza, apprezzando le tante bellezze storiche e paesaggistiche che offre Roccella”.
Vivo compiacimento anche nelle parole del Consigliere comunale delegato allo Sport e Promozione degli stili di vita salutari, Domenico Cartolano: “E’ un onore collaborare con FID per l’organizzazione di ben due tornei nazionali di dama, disciplina sempre più diffusa e riconosciuta come ‘sport della mente’. Abbiamo sostenuto la manifestazione sin da subito con entusiasmo, sia per la valenza agonistica e la qualità dei tanti atleti che arriveranno a Roccella, sia nell’ottica del connubio tra sport e promozione del territorio e auspico che essa segni l’inizio di una proficua e duratura collaborazione con la Federdama per future competizioni”.
Molto compiaciuto anche il Dirigente comunale dell’area Innovazione Digitale e Valorizzazione della Persona e del Territorio, Beniamino Cordova, che ha curato l’aspetto gestionale dell’evento: “Sono contento per la proficua interlocuzione con il presidente Bordini e con i dirigenti della FID secondo il principio di leale collaborazione a beneficio della collettività. Spero che Roccella diventi un punto di riferimento per queste iniziative di carattere nazionale della Federazione Italiana Dama”.