In riferimento alla notizia relativa al concorso a Direttore dell’UOC Dermatologia per il quale il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi – Melacrino – Morelli” di Reggio Calabria è stato condannato, in sede civile, al risarcimento danni ad una candidata, la Direzione comunica di avere già proposto appello per Cassazione.
Precisa, altresì, che nella vicenda il GOM è parte lesa per cui attiverà tutte le procedure di legge a tutela della propria immagine e, soprattutto, delle casse erariali.
Sebastiano Plutino
Producono pasta fresca ma anche ostie per la messa, pur essendo musulmani. È l’attività promossa con una start up da due giovani senegalesi, Sadia Diaby e Adama Traore, e da un ivoriano, Madi Minougouy. Erano giunti in Italia con i barconi quando erano ancora minorenni. Ora sono poco più che ventenni. La loro azienda si chiama Sam (le iniziali dei nomi dei tre soci), è stata costituita con una cooperativa ed è stata ora inaugurata a Mangone (Cosenza). L’iniziativa nasce a Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, e si collega al progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza”, sostenuto da Fondazione con il Sud, dalle cooperative Fo.Co. di Chiaramonte Gulfi e Mi.Fa. di Cosenza, da Amu (Azione Mondo Unito) e da Afn (Associazione Azione Famiglie Nuove). Il progetto del pastificio Sam parte comunque da lontano. Sadia, Madi e Adama erano approdati in Calabria, a Corigliano, e sono stati ospitati dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) di Rogliano “Casa Ismaele”. In questi anni hanno imparato la lingua e un mestiere con un percorso di integrazione del quale il progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza” ha fatto da incubatore d’impresa. Oggi il sogno è diventato realtà: inizia per i tre giovani migranti una vera attività produttiva in Calabria, dove hanno deciso di restare. (ANSA).
E’ stata concessa dall’Austria l’estradizione di Gun Ufuk, il turco di 28 anni accusato di essere uno degli scafisti del caicco naufragato a Cutro il 26 febbraio con la morte accertata di 94 persone. La notizia è emersa stamani in apertura dell’incidente probatorio nei confronti dei 4 presunti scafisti indagati dalla Procura di Crotone per omicidio colposo, disastro colposo e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Il pubblico ministero di Graz, in videocollegamento con il Tribunale di Crotone ha informato dell’approvazione avvenuta nell’udienza del 24 aprile. Entro dieci giorni la procedura dovrà essere perfezionata e l’imputato potrebbe assistere in aula già alle prossime udienze fissate per il 12 e 4 maggio. Stamani in aula c’erano due indagati: Sami Fuat, turco di 50 anni, e Khalid Arslan pakistano di 25 anni. Non c’era invece il quarto indagato che in un primo momento era stato considerato minorenne e nei confronti del quale l’incidente probatorio si è svolto al Tribunale competente di Catanzaro. Oggi sono stati sentiti tre superstiti pakistani. Attraverso le domande del pm Pasquale Festa, è stato ricostruito il viaggio dalla permanenza in Turchia e alla partenza da Izmir. Khan Azif, di 37 anni, cuoco, ha confermato che sull’imbarcazione Khalid Arslan aveva girato dei video promozionali nei quali i migranti inneggiavano agli organizzatori del viaggio: “Ci dicevano che dovevamo dire di essere i migranti di Ali Hassan, che eravamo sulla barca di Alì Hassan e che eravamo arrivati in Italia”. Il teste ha riconosciuto Ufuk come colui che conduceva la barca, l’atro turco era invece nella cabina di pilotaggio ma non ha mai guidato l’imbarcazione mentre i due pakistani avevano il compito di tradurre gli ordini dati dai turchi e di tenere i rapporti con i migranti dando loro informazioni sul viaggio. Khan Azif, che soffrendo d’asma era spesso in coperta, ha raccontato di aver saputo dai due connazionali indagati che i turchi volevano riportare la barca ad Izmir ed ha spiegato di aver visto che al momento del naufragio la barca era condotta da un quinto scafista la cui immagine non era presente nell’album fotografico (potrebbe essere il siriano deceduto o quello irreperibile). (ANSA).
La Calabria sarà protagonista a Macfrut 2023, la fiera internazionale dell’ortofrutta in programma a Rimini, dal 3 al 5 maggio prossimi. Attesi 1.100 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, packaging, logistica e servizi) e 1.500 top buyer internazionali. Lo rende noto la Regione. All’appuntamento riminese, di cui la Regione sarà partner istituzionale, saranno presenti in rappresentanza della Calabria – negli stand allestiti su una superficie di oltre 250 metri quadrati – diverse aziende, 16 organizzazioni di produttori e 9 consorzi, “con le loro produzioni d’eccellenza – è scritto in una nota – simbolo di una terra che con oltre il 30% delle superfici bio è naturalmente vocata alla produzione ortofrutticola: la Calabria è prima in Italia nella produzione di clementine (tra le quali il clementino Igp) e di recente si è affermata anche nella coltivazione dei kiwi, in particolare di quello a polpa gialla. Tipologie produttive strettamente connesse agli areali di pianura e costieri, con circa 35.000 ettari dedicati agli agrumi, altre decine di migliaia riservati a pesche e nettarine, 3.000 ai kiwi (e di questi poco più di 700 ai kiwi gialli). Seguono coltivazioni orticole di grande importanza, come il finocchio Igp di Isola Capo Rizzuto, la patata della Sila e la Cipolla rossa di Tropea, senza dimenticare il settore della trasformazione, dove spiccano succhi d’arancia di rara squisitezza e produzioni di nicchia come le bucce candite: il 95% di quelle che impreziosiscono i panettoni di matrice italiana provengono proprio dalla Calabria. A far da cornice, altri numeri: il fatturato è passato dagli 861 milioni del 2021 ai 946 del 2022, pari a circa un terzo di quello fatto segnare, nel complesso, dal comparto agricolo”. “Non una prospettiva, dunque, ma una solida realtà – commenta il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto -. Gli investimenti e la programmazione messi in campo dalla Regione attraverso l’assessorato all’Agricoltura si sono rivelati fondamentali per favorire la crescita del settore, a sostegno del lavoro quotidiano di produttori e Consorzi. Occorre adesso puntare, insieme, ad un ulteriore salto di qualità, privilegiando modelli di crescita improntati a sostenibilità e lungimiranza”. “Da qui – spiega l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo – la scelta di stringere una partnership istituzionale con Macfrut, con un obiettivo ambizioso: assicurare ai produttori calabresi una vetrina certo prestigiosa e, al tempo stesso definire strategie di crescita che facciano della nostra terra, attraverso il porto di Gioia Tauro, un ponte tra l’Italia e gran parte dell’Europa ed i mercati mediorientali”. Se ne riparlerà, conclude la nota, “alla Macfrut 2023, tra conferme e novità, su tutti i Saloni tematici sui trend del momento (Biosolutions, International Blueberry Days, Spezie ed Erbe Officinali, Pomodoro, Vivaismo), un doppio campo prova con le novità tecniche e tecnologiche del settore ed un centinaio di eventi riservati a tecnici, specialisti, produttori”. (ANSA).
Pubblicato l’avviso finalizzato alla promozione di progetti a sostegno dell’inclusione attiva delle persone con disabilità attraverso lo sport. Le risorse, pari a euro 1.223.830,56, saranno trasferite ai Comuni capo fila degli Ambiti territoriali sociali che dovranno finanziare specifiche iniziative progettuali a livello locale. Lo rende noto la Regione. “Lo sport è un fondamentale motore di crescita e di educazione – ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche sociali Emma Staine – e vogliamo consentire a tutti, soprattutto a coloro che si trovano in condizioni di disabilità, in particolare minori, di poter praticare sport e svolgere attività ludico-motorie in sicurezza. Anche attraverso questo bando perseguiamo i processi di inclusione e accessibilità a favore delle persone con maggiori fragilità contribuendo a superare barriere architettoniche e sensoriali L’obiettivo è garantire interazione, socializzazione e sviluppo delle facoltà cognitive”. I fondi, è scritto in una nota, sono finalizzati alla realizzazione di aree accessibili e attrezzate con strutture ludiche, percorsi e altri componenti che consentano a tutti di svolgere in sicurezza attività ludico-motorie garantendo interazione. Inoltre, sono diretti all’acquisto o noleggio di attrezzature, ausili necessari alle persone con disabilità per lo svolgimento di un’attività sportiva a sostegno dell’inclusione. La durata degli interventi progettuali sarà di dodici mesi a partire dalla data di approvazione dei Progetti da parte della Regione Calabria. (ANSA).
“È stato sottoscritto oggi pomeriggio, alla Cittadella regionale, un importante accordo tra l’Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro e l’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini in merito ai debiti accumulati negli ultimi 15 anni – la maggior parte relativi a spese per le utenze e per le indennità al personale – dall’Aou nei confronti dell’Ateneo”. Lo afferma in una nota Giuseppe Profiti, commissario straordinario di Azienda Zero. “Solo a novembre del 2022 – prosegue – grazie all’intervento dell’avvocatura distrettuale dello Stato e all’interessamento del governo regionale, dopo anni di dispendiosi contenziosi, si è avviato un costruttivo negoziato, coordinato da Azienda Zero, che ha condotto passo passo al risultato odierno. La soluzione individuata, condivisa da entrambe le parti, è stata disegnata avendo presente il profilo finanziario delle gestioni dei due enti, con l’obiettivo di massimizzare i vantaggi per la finanza pubblica”. “I milioni di debito, quindi – afferma Profiti – saranno rimborsati attraverso la compensazione delle spese per le utenze che la Magna Graecia farà nei prossimi anni e che saranno sostenute dalla Mater Domini fino alla concorrenza dell’importo e comunque non oltre 15 anni, lo stesso periodo di tempo nel quale si è formato il debito esistente. L’accordo siglato oggi chiude positivamente una vicenda decennale che ha rappresentato una spina nel fianco nei rapporti tra la Magna Graecia e il sistema sanitario regionale, e che non a caso arriva alla vigilia della nascita della Renato Dulbecco, la nuova Azienda ospedaliera universitaria frutto della fusione tra Mater Domini e Pugliese-Ciaccio”. “Con i suoi 8mila dipendenti e i quasi 800 posti letto – conclude Profiti – avremo presto un hub clinico scientifico destinato a diventare in poco tempo un punto riferimento per la Calabria e uno dei colossi del settore biomedico del Mezzogiorno d’Italia”. (ANSA).
“La mappatura delle coste italiane consentirà al nostro Paese di adempiere a quanto richiesto da una sentenza emessa nei giorni scorsi dalla Corte di giustizia europea sulle concessioni balneari. E il prolungamento di tali autorizzazioni demaniali fino al 31 dicembre 2024, approvato con un emendamento presentato nel decreto Milleproroghe, servirà al Ministero delle Infrastrutture per effettuare quella mappatura”. Lo afferma, in una nota, il senatore di FdI, Ernesto Rapani. “Il nostro Paese, quindi – aggiunge Rapani – si metterà in regola con la direttiva Bolkestein, secondo cui le concessioni balneari nelle aree sature non possono essere rinnovate automaticamente, varata ormai diciassette anni fa. Quasi due decenni in cui nessun governo in precedenza ha voluto mettervi mano. L’Italia vanta 8.300 chilometri di costa: 800 sono occupati da porti, approdi e attracchi, 7.500 ricadono nel demanio marittimo e con finalità turistico-ricreative. La mappatura servirà, quindi, a stabilire le capacità ricettive tra aree già sature e le altre disponibili. Un passo importante in tal senso potranno compierlo i Comuni collaborando alla mappatura del Mit per avere contezza e certezza delle spiagge occupate e quelle libere, per poi accelerare i tempi delle concessioni”. “Successivamente – sostiene ancora il parlamentare di FdI – se gli enti locali vorranno incentivare il lavoro e lo sviluppo turistico attraverso la creazione di strutture e servizi, dovranno programmare l’assegnazione delle aree libere. L’obiettivo dell’emendamento presentato nel Milleproroghe era, quindi, finalizzato a questo risultato. Nei giorni scorsi la sentenza del Corte europea ha stabilito anche che le assegnazioni andranno concesse secondo un principio di massima trasparenza, e quindi attraverso dei bandi. Anche in Calabria bisognerà tutelare tutto l’indotto, circa 2.000 imprese e 20mila lavoratori. Nella nostra regione solo il 30% risulta occupata ed è quindi evidente che non mancherà la ‘materia prima’ per fare impresa turistica con le regole imposte dall’Ue”. (ANSA)
Sospesa, perché in contrasto con le leggi vigenti, l’ordinanza con cui il Comune di Marcellinara aveva autorizzato l’abbattimento di cinghiali sul territorio comunale.
Lo ha deciso la prima sezione del Tar Calabria, accogliendo l’istanza di misure cautelari avanzata dalla Regione Calabria col ricorso presentato avverso il provvedimento adottato il 15 Aprile scorso dal municipio catanzarese.
“Una scelta obbligata – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo -perché. pur nella consapevolezza del grave problema rappresentato dal proliferare, ormai da anni, degli ungulati, non può essere consentito un florilegio di atti e comportamenti che finirebbe col produrre il rischio di danni ancor maggiori, specie sotto il profilo della sicurezza pubblica. La soluzione del problema va invece ricercata nell’opera di contenimento e, soprattutto, in norme che a livello nazionale consentano l’estensione dei periodi di caccia e l’utilizzo di metodi ancor più incisivi, come le Regioni da tempo chiedono e nel solco dell’interlocuzione attualmente in essere col Governo”.
I giudici amministrativi – per come si legge nell’atto che ne dispone la sospensione – hanno fondato la loro decisione sul presupposto che “l’ordinanza sindacale impugnata prefigura una modalità di controllo del fenomeno della presenza eccessiva di cinghiali del tutto alternativa a quello che la legge statale richiamata in ricorso detta con l’attribuzione alla Regione della titolarità del potere di controllo sulla fauna selvatica”.
Nello specifico, il Tar ha censurato l’ordinanza sindacale “discostandosi la stessa dalla disciplina di piano posta in essere dalla Regione», dal momento che essa «dispone in modo indiscriminato l’abbattimento e/o la cattura dei cinghiali presenti sul territorio comunale senza porsi limitazioni numeriche o di altro genere; prescinde dall’utilizzo di cacciatori formati per questo compito previa frequenza di corsi di formazione autorizzati dagli organi competenti a livello regionale e coordinati dagli agenti dei corpi di polizia regionale o provinciale, lasciando la possibilità a chiunque, dotato di fucile, ancorché munito di licenza e di assicurazione, di esercitare indiscriminatamente l’attività di abbattimento cinghiali nel territorio (rurale e urbano) del Comune di Marcellinara; fornisce, ai fini dell’abbattimento, criteri prudenziali non ispirati all’azzeramento del rischio rispetto ai luoghi abitati o alle strade più vicine accontentandosi invece d’un mero profilo di minor pericolo”.
La Camera di Consiglio per la trattazione del merito è stata fissata per il 17 maggio prossimo.
Si terrà domani, venerdì 28 aprile, alle ore 11:00, nella sala conferenze della Cittadella regionale, la presentazione della XV edizione delle Convittiadi, ospitate per la prima volta in una regione del Sud, nella settimana dal 30 aprile al 7 maggio.
Finanziata dalla Regione Calabria – settore Istruzione – e fortemente sostenuta dal Consiglio regionale, l’edizione 2023 delle Convittiadi vedrà coinvolti 1800 studenti, provenienti da tutta Italia, chiamati a rappresentare i Convitti di ogni regione sfidandosi tra di loro in diverse discipline sportive.
A presentare i dettagli dell’evento in conferenza stampa saranno: Roberto Occhiuto, Presidente della Giunta regionale, Filippo Mancuso, Presidente del Consiglio regionale, Giusi Princi, Vicepresidente della Giunta regionale, Enrico Ricci, Prefetto di Catanzaro, Nicola Fiorita, Sindaco di Catanzaro, Antonella Iunti, Direttore generale dell’Usr, Cinzia Scozzafava, Dirigente scolastico dell’Istituto capofila, Convitto “Galluppi” di Catanzaro; in collegamento da remoto interverrà anche Anna Maria Zilli, Presidente di Anies – Associazione nazionale istituti educativi statali.
La presentazione di una corposa documentazione, depositata agli inizi del mese dalla Dda di Catanzaro, ha provocato le eccezioni di alcuni difensori degli imputati nel processo Rinascita Scott in corso nell’aula bunker di Lamezia Terme davanti ai giudici del Tribunale di Vibo Valentia. L’avvocato Alessandro Diddi – che è anche promotore di giustizia vaticano – in particolare, nell’udienza di oggi, collegato in videoconferenza, ha lamentato che “sono stati violati i diritti di difesa”. Concetto espresso anche in un documento depositato. La documentazione depositata dall’accusa è composta dalle sentenze prodotte in altri processi nei confronti di imputati, verbali di collaboratori e testimoni di giustizia già depositati in altri procedimenti, tabulati, dvd, documentazione su servizi di geolocalizzazione, di sms, sulla deposizione degli operatori del Ros di Roma, Catanzaro e del Roni di Vibo. Una mole di documenti nei confronti della quale i legali eccepiscono “la nullità per violazione del diritto di difesa della produzione documentale tenuto conto dell’esigenza, oltre che di poter visionare la documentazione, di poter esercitare il diritto alla controprova; la inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e ambientali per le quali non siano presenti i file originali delle registrazioni delle intercettazioni”. L’udienza, vista l’assenza di uno dei componenti del collegio giudicante, è stata rinviata al prossimo 3 maggio. In quella data vi sarà la replica dell’Ufficio di Procura e la decisione dei giudici. Oggi, intanto, il pm Annamaria Frustaci ha anticipato quelle che sono le argomentazioni dell’accusa, ovvero che il materiale depositato vuole essere una ulteriore garanzia per le difese e gli imputati, un termine di verifica messo a disposizione per amore di garanzia e trasparenza. “Mi chiedo e vi chiedo – ha sostenuto l’avv. Diddi – perché tutto questo? perché a ridosso della conclusione del dibattimento quando tutto poteva essere fatto a tempo debito? Perché costringervi e costringere le difese a questo incredibile sforzo a ridosso della conclusione del processo e con il ricatto morale (perché è evidente che di questo solo si tratta) che siccome non c’è tempo da perdere, stante l’imminente scadenza dei termini di custodia, si deve fare tutto in fretta? Alla vigila di un momento importante – ha aggiunto rivolgendosi ai giudici – qual è quello della decisione, in un processo che farà la storia della Calabria, non dovete ‘sporcare’ quello che avete costruito, con decisioni dettate solo dalla impellenti necessità di andare avanti e che vi chiedono di adottare noncuranti delle ragioni delle difesa”. (ANSA).