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Insegue la moglie in auto, rivolgendole minacce di morte e arrivando ad aggredirla fisicamente. Un uomo è stato arrestato dalla Polizia di Reggio Calabria ed ora si trova ai domiciliari con braccialetto elettronico.
L’intervento è scattato nei giorni scorsi, dopo una richiesta di aiuto alla Sala operativa della Questura per un’aggressione avvenuta nella zona sud della città. Secondo la ricostruzione degli agenti, l’uomo avrebbe seguito la moglie, che viaggiava in auto con la sorella, costringendola a fermarsi. Dopo aver colpito la vettura, l’avrebbe afferrata per il collo e minacciata. Alla scena avrebbe assistito anche il figlio minorenne della coppia.
Gli accertamenti hanno fatto emergere presunti comportamenti persecutori e vessatori che si sarebbero protratti nel tempo, anche alla presenza dei figli. Negli ultimi mesi, l’uomo avrebbe intensificato i controlli sugli spostamenti e sulle frequentazioni della moglie, attraverso frequenti telefonate e videochiamate, raggiungendola anche vicino al luogo di lavoro e presso l’abitazione dei familiari.
L’arresto è stato eseguito con le accuse di maltrattamenti contro familiari e atti persecutori. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: resta valida la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Le Fiamme Gialle di Sabaudia conquistano la 21a edizione della Regata del Mediterraneo – Royal Edition, disputata nelle acque dello Stretto di Messina. La competizione si è conclusa sabato sera con una spettacolare finale in notturna, nella cornice del lungomare Falcomatà.
L’equipaggio pontino ha conquistato il primo posto, precedendo Amalfi, seconda classificata, il Palio di Taranto, terzo, e il Cus Palermo. Si è disputata anche la finalina di consolazione vinta dall’equipaggio maltese del Siggiewi Malta, davanti agli avversari della Lega Navale di Brindisi, della Federazione italiana canottaggio a sedile fisso e del Palio marinaro di Castiglione della Pescaia.
La manifestazione ha unito sport, cultura e partecipazione giovanile. Nel corso della serata conclusiva sono stati premiati gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e del liceo artistico Preti-Frangipane, autori delle decorazioni realizzate sulle imbarcazioni da gara.Un evento che ha trasformato lo Stretto in un palcoscenico sportivo e che ha valorizzato il legame tra il mare, l’arte e il territorio reggino.
Reggio: Il Dipartimento di Agraria lancia il VII “Convegno Nazionale dell’Olivo e dell’Olio”
“Sistema portuale dello Stretto”, Caminiti (Sindaca di Villa): “Il Comune ha un ruolo determinante e propulsivo”
Al tavolo sul “Sistema portuale dello Stretto” ( tenutosi nei giorni scorsi a Palazzo Alvaro) abbiamo portato la nostra idea di futuro e la nostra visione di Città, con la presenza del vicesindaco Albino Rizzuto e l’intervento dell’assessore delegato Giuseppe Cotroneo.
Un tavolo di confronto – tra l’Autorità di Sistema Portuale rappresentata dal presidente Rizzo e i comuni dell’Area dello Stretto, il mondo delle imprese e quello della ricerca – cui noi crediamo molto per le potenzialità di ciascuno degli attori nella promozione dello sviluppo economico e del sistema produttivo territoriale.
Villa San Giovanni riassume in sé criticità e potenzialità di un’area vasta quale quella dello Stretto, ha al suo attivo progettualità e opportunità di finanziamento in atto e in potenza, può incidere in maniera determinante e positiva sul tessuto urbano metropolitano e sul sistema portuale dell’Area dello Stretto.
Non è notizia da poco che il nodo intermodale della nostra Città entra nella fase attuativa con la firma della Convenzione con regione Calabria che ci riconosce ente attuatore del finanziamento di 750mila €.
A questo si aggiunge – tra progettazioni e opere in fase di ultimazione – il parcheggio di via Mazzini, l’autoporto di Castelluccio e i nuovi approdi per i mezzi veloci: dopo anni di attese, la Città comincia a vedere concretamente la trasformazione del proprio sistema della mobilità.
“Il decreto regionale n. 16121 del 24 settembre 2026 – spiega nel merito l’assessore Cotroneo – segna un nuovo e importante passaggio per Villa San Giovanni e per l’intero sistema della mobilità dello Stretto: si chiude la fase di concertazione relativa agli interventi dell’Area integrata dello Stretto e si apre la fase di valutazione delle proposte progettuali. Per Villa San Giovanni questo significa entrare nella fase attuativa del proprio ‘Nodo intermodale di III livello’, con 750.000 € per progettare interventi su Piazza Stazione, Viale Italia, Piazza Garibaldi e nuove aree di parcheggio, con l’obiettivo di mettere finalmente in relazione i diversi sistemi di trasporto che convergono nella città: ferrovia, trasporto su gomma, mobilità privata, parcheggi e sistema portuale. Questo significa che avremo la responsabilità di trasformare i 750 mila euro in opere concrete e di farlo all’interno di una visione complessiva di mobilità. Piazza Stazione, Viale Italia, Piazza Garibaldi e le nuove aree di parcheggio – continua Cotroneo – devono essere pensati insieme al parcheggio di via Mazzini, all’Autoporto di Castelluccio, alla stazione ferroviaria e al sistema portuale. È questa la vera sfida dell’intermodalità: non realizzare opere singole, ma costruire un sistema nel quale ogni infrastruttura dialoghi con le altre”.
“Villa San Giovanni – aggiunge il vice sindaco Albino Rizzuto, con delega ai lavori pubblici – sta vivendo una fase di trasformazione infrastrutturale che la città attende da decenni. Entro fine anno l’apertura del parcheggio di via Mazzini, un’opera destinata a rafforzare la dotazione di sosta della città e ad alleggerire la pressione sul centro urbano. I lavori risultano già in avanzata fase di realizzazione. Parallelamente, procede il percorso per la progettazione dell’autoporto verde di Castelluccio, infrastruttura strategica attesa dall’accordo di programma del 1990 e destinata a diventare elemento fondamentale per la gestione dei flussi verso la Sicilia: abbiamo già affidato le attività di progettazione e le prestazioni tecniche necessarie alla sua realizzazione”.
Sul fronte portuale, ha preso forma il progetto per gli ormeggi per i mezzi veloci e la nuova stazione marittima passeggeri. L’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, sempre in dialogo con quest’amministrazione comunale, ha sviluppato il progetto per creare un sistema più moderno e integrato tra porto e stazione ferroviaria: tutto l’intervento vale 30 milioni di euro, e il primo già approvato nel settembre 2026 sarà di 2,12 milioni di euro.
Tutte queste sono opere che incidono direttamente sulla vita quotidiana di noi residenti.
“Quello che stiamo vedendo oggi – dichiara il sindaco Giusy Caminiti – è il risultato di una visione che finalmente comincia a tradursi in opere e procedure concrete. Per oltre sessant’anni Villa San Giovanni ha solo pagato il prezzo della propria centralità nel sistema dei trasporti dello Stretto, senza avere infrastrutture. Oggi, invece, il quadro è cambiato grazie al lavoro incessante di un’amministrazione che ha messo gli interessi della Città al centro della sua azione : il parcheggio di via Mazzini che si avvia alla conclusione, l’Autoporto di Castelluccio che procede nel suo percorso progettuale, gli interventi sul sistema portuale e, adesso, il Nodo intermodale da 750 mila euro. Perché Villa cambi ci vuole tempo: ma adesso la strada è tracciata, con atti e risorse, e non è più solo annunciata!”.
Sono interventi tutti collegati, tasselli di una stessa strategia pensata e voluta – sempre all’unanimità – dalla maggioranza consiliare “Città in Movimento “: rendere Villa San Giovanni una Città capace di governare i flussi e non subirli. La nostra responsabilità di classe dirigente è fare in modo che questa grande stagione di investimenti produca benefici concreti per i villesi e per chi attraversa quotidianamente lo Stretto e che ha diritto a un viaggio più sicuro e dignitoso.
Dopo tanti anni di attese, finalmente stiamo parlando di ciò che Villa dovrà diventare, senza spazio per il condizionale ipotetico: stiamo iniziando concretamente a costruirlo insieme!
Il sindaco, la giunta, il gruppo consiliare Città in Movimento
Trasporto Pubblico Locale, Consiglieri regionali di Minoranza incalzano Occhiuto: Basta scorciatoie e giochetti”
I Consiglieri regionali di Minoranza, tramite una nota congiunta, attaccano il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sulla Riforma del Trasporto pubblico locale calabrese, sulla quale è stata dichiarata la volontà di porre la “fiducia” al testo di legge, quindi bypassare la discussione in Aula.
“Leggiamo con stupore le dichiarazioni del Presidente Occhiuto sulla volontà di blindare la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) ricorrendo alla questione di fiducia. Un vero e proprio cortocircuito politico: la maggioranza sa benissimo di non avere i 21 voti necessari, complice anche la posizione del consigliere Domenico Giannetta, e lo stesso Occhiuto arriva a dichiarare che sarà lui per primo a non votare la sua stessa riforma. Un atteggiamento paradossale e irresponsabile.
Siamo al paradosso. Occhiuto pretende di imporre una legge cruciale per centinaia di migliaia di calabresi (studenti, lavoratori, famiglie e imprese) sottraendola al confronto democratico, salvo poi rifiutarsi persino di metterci la faccia, non votandola ma pretendendo la votino gli altri. A chi vuole darla a bere il Presidente Occhiuto? Se si arriva all’utilizzo di questi mezzucci, significa che il primo a non credere nella propria proposta e alla propria maggioranza è proprio Occhiuto.
A questa debolezza politica si aggiunge una gestione gravissima, visto che i termini per la presentazione del bando europeo per il TPL su gomma sono in scadenza. È evidente ci sia una chiara volontà della giunta e della sua maggioranza di rinviare e non pubblicare la gara, esponendo consapevolmente la Calabria a una pesante procedura d’infrazione europea e al taglio dei fondi nazionali destinati al trasporto pubblico locale, oltre a perpetuare un enorme disservizio a scapito dei cittadini.
Le riforme e la programmazione seria non si fanno con la paura del voto, con i ricatti. Noi dell’opposizione siamo pronti a sfidare il Presidente in aula. Occhiuto venga in Consiglio regionale, discuta la proposta articolo per articolo e risponda alle critiche davanti ai calabresi. Se sceglie la via della forza, sappia che non saremo complici di questo blitz. Ricorrere alla fiducia significa rischiare di mandare la Calabria al voto a distanza di appena un anno dalle ultime elezioni, solo per risolvere le beghe interne alla sua maggioranza. Se Occhiuto intende imboccare questa strada, se ne assuma la piena responsabilità davanti ai cittadini, senza cercare alibi o scaricare colpe sull’opposizione. La Calabria ha bisogno di trasparenza, di servizi funzionanti e di gare nei tempi dovuti, non di teatrini e giochetti d’aula.
Noi, lo aspettiamo in Consiglio”, scrivono nel comunicato stampa i Consiglieri regionali di opposizione:
- Ernesto Alecci (Partito Democratico)
- Rosellina Madeo (Partito Democratico)
- Giuseppe Ranuccio (Partito Democratico)
- Giuseppe Falcomatà (Partito Democratico)
- Ferdinando Laghi (Tridico Presidente)
- Enzo Bruno (Tridico Presidente)
- Elisabetta Maria Barbuto (Movimento 5 Stelle)
- Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle)
- Francesco De Cicco (Democratici Progressisti Meridionalisti)
- Filomena Greco (Casa Riformista–Italia Viva)
“Balenando in Burrasca Festival”: successo a Pellaro per lo spettacolo “Ulisse on the road”
Andato in scena a Reggio Calabria nell’ambito del festival Balenando in Burrasca, Ulisse on the Road, produzione Officine Arti Jonike con drammaturgia di Katia Colica e regia di Maria Milasi, propone una rilettura dell’Odissea che mette al centro la responsabilità individuale, il conflitto tra verità e giustificazione e le conseguenze delle azioni compiute. Ulisse, perdendo la dimensione dell’eroe omerico, viene presentato come un uomo chiamato a rispondere delle proprie scelte. La struttura dello spettacolo assume così la forma di un processo nel quale il racconto del passato diventa materia di confronto e giudizio.
La drammaturgia di Katia Colica è coraggiosa e interviene in modo deciso sul testo mitologico senza limitarsi a trasferirlo in un contesto contemporaneo. L’operazione riguarda soprattutto il punto di vista da cui vengono osservati i personaggi. Le vicende dell’eroe sono sottoposte a un esame che mette in discussione le motivazioni delle sue decisioni, il modo in cui ha esercitato il proprio potere e le giustificazioni attraverso cui ha costruito la propria immagine. Il riferimento all’epica omerica diventa ,quindi, uno strumento per interrogare questioni attuali: la responsabilità delle proprie azioni, la tendenza a costruire versioni favorevoli dei fatti e la difficoltà di riconoscere il danno arrecato agli altri.
Il processo a Ulisse costituisce il nucleo dell’impianto drammaturgico. Dal banco degli imputati, il protagonista tenta di difendere le proprie scelte e di ricondurre gli eventi a una narrazione che ne attenui le responsabilità. La parola assume una funzione centrale: non serve soltanto a ricostruire i fatti, ma diventa uno strumento attraverso cui il personaggio cerca di orientare il giudizio su di sé. La sua difesa rivela così il meccanismo con cui il racconto personale può trasformarsi in un sistema di alibi, nel quale le ragioni dell’individuo finiscono per prevalere sulle conseguenze delle sue azioni.
Americo Melchionda affronta il ruolo di Ulisse in maniera magistrale, con picchi di notevole intensità, lavorando sulla contraddizione tra il controllo che il personaggio esercita sul proprio discorso e le fragilità che emergono nel corso del confronto. La sua interpretazione restituisce un uomo che cerca di mantenere il dominio sulla situazione attraverso la parola, ma che è costretto progressivamente a misurarsi con le obiezioni e con le verità che gli vengono opposte. Il personaggio conserva la capacità di argomentare e difendersi, ma perde gradualmente la possibilità di stabilire da solo il significato della propria storia. È proprio in questa distanza tra l’immagine che vuole offrire di sé e le responsabilità che gli vengono contestate che si sviluppa il conflitto più significativo dello spettacolo.
Penelope, interpretata da Kristina Mravcova, assume un ruolo importante nell’equilibrio della rappresentazione. La sua posizione supera quella tradizionalmente assegnatale nell’immaginario epico, legata soprattutto all’attesa del marito e alla fedeltà coniugale. Qui è una donna che prende parola, valuta gli eventi e rivendica il diritto di esprimere un giudizio autonomo. La presenza scenica modifica la prospettiva da cui viene osservata la vicenda: il ritorno di Ulisse non è più il solo evento attorno al quale organizzare il racconto, perché acquistano rilievo anche l’esperienza di chi è rimasto a Itaca e il prezzo pagato durante l’assenza dell’eroe.
L’interpretazione di Mravcova conferisce a Penelope autorevolezza e determinazione. Il personaggio non si limita a contestare il comportamento del marito, ma mette in discussione il privilegio di cui l’eroe ha goduto nella costruzione della propria memoria. Se Ulisse ha potuto raccontare il viaggio dal punto di vista di chi lo ha compiuto, Penelope introduce quello di chi ne ha subito le conseguenze. Il confronto tra i due apre una riflessione sulla distribuzione della parola e del potere all’interno della tradizione epica: chi agisce occupa il centro della storia, mentre chi attende rischia di essere relegato a una funzione secondaria. La drammaturgia restituisce a Penelope la possibilità di contestare questa gerarchia.
Francesco Spinelli nei panni di Poseidone attraverso una cifra ironica e sarcastica. La divinità osserva il comportamento degli uomini senza concedere particolare credito alle loro pretese di grandezza. Il suo intervento introduce una distanza critica rispetto alle vicende e alle argomentazioni dei personaggi, evidenziandone le contraddizioni. L’ironia contribuisce a ridimensionare la rappresentazione tradizionale dell’eroismo e mette in discussione anche l’autorità degli dèi, che non vengono trattati esclusivamente come figure superiori, ma partecipano al sistema di conflitti e giudizi che attraversa la scena.
Maria Milasi, oltre a firmare la regia dello spettacolo e l’invenzione di particolari movimenti scenici legati a strumenti non convenzionali, interpreta Circe. Il suo personaggio si distingue per una presenza inquieta, collocata tra seduzione, alterazione e consapevolezza. La sua funzione non si esaurisce nel richiamo alla maga dell’Odissea: Circe interviene come una figura che impedisce la rimozione degli eventi e costringe gli altri personaggi a confrontarsi con ciò che preferirebbero non riconoscere. La sua caratterizzazione richiama quella di una forza giudicante (che ricorda in alcuni momenti la giustizia primordiale delle Erinni) capace di portare in superficie contraddizioni e verità taciute. Il confine tra lucidità e follia rimane instabile, ma proprio questa ambiguità rende il personaggio funzionale alla struttura del processo, nel quale le certezze dei protagonisti vengono continuamente messe alla prova.
La doppia presenza di Milasi, come interprete e regista, acquista particolare interesse in una messinscena costruita attorno al confronto tra punti di vista differenti. La regia si inserisce in una drammaturgia che privilegia il conflitto verbale e la ridefinizione dei ruoli rispetto alla ricostruzione spettacolare dell’epica. Al centro non ci sono le imprese del viaggio, ma le relazioni tra i personaggi e le versioni dei fatti che ciascuno sostiene. Questa scelta permette di spostare l’attenzione dall’avventura alla responsabilità, mantenendo il riferimento al mito senza dipendere dalla sua rappresentazione celebrativa.
Un elemento rilevante della scrittura riguarda il ruolo assegnato alle figure femminili. Penelope e Circe, pur caratterizzate in modo diverso, sottraggono Ulisse alla possibilità di controllare interamente il racconto. La prima porta in scena il punto di vista di chi ha vissuto le conseguenze della sua assenza; la seconda interviene sul piano della coscienza e della memoria, rendendo più difficile eludere ciò che è stato compiuto. Entrambe contribuiscono a modificare la prospettiva tradizionale dell’Odissea, nella quale le azioni dell’eroe costituiscono il principale criterio di organizzazione della vicenda.
La drammaturgia di Colica evidenzia così la distanza tra il diritto di raccontare la propria storia e la pretesa di stabilirne unilateralmente il significato mentre le interpretazioni di Melchionda, Mravcova, Spinelli e Milasi concorrono a definire un sistema di relazioni nel quale ciascun personaggio svolge una funzione precisa: Ulisse si difende, Penelope contesta la sua versione, Poseidone ne mette in evidenza le contraddizioni attraverso il sarcasmo, mentre Circe richiama ciò che rischia di essere rimosso. Il confronto tra queste presenze sostiene la struttura dello spettacolo e permette di sviluppare i temi della colpa, della memoria e della responsabilità senza ricorrere a una distinzione netta tra figure positive e negative.
La domanda conclusiva riguarda quindi il rapporto tra responsabilità e narrazione: fino a che punto raccontare diversamente le proprie azioni può modificare il giudizio su ciò che è stato fatto? Lo spettacolo non offre una risposta definitiva, ma individua nel confronto tra le diverse voci la condizione necessaria per affrontare il problema. È in questo passaggio dalla celebrazione dell’eroe all’esame delle sue scelte che il mito conserva la propria attualità e diventa uno strumento per interrogare il presente.
Ponte sullo Stretto: i Consiglieri di Minoranza del Comune di Villa chiedono chiede garanzie e opere concrete
I rapporti personali tra la sindaca e il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, non devono condizionare il futuro infrastrutturale di Villa San Giovanni. Il confronto sul Ponte non può ridursi a contrapposizioni, ai cittadini servono risposte chiare e garanzie sulle opere che accompagneranno la trasformazione del territorio.
Villa San Giovanni ha bisogno di interventi attesi da tempo. Da quattro anni l’erogazione dell’acqua è razionata; occorrono quindi infrastrutture idriche adeguate, un sistema fognario più efficiente e un impianto di depurazione capace di rispondere alle esigenze della città. Sono inoltre necessari gli interventi sugli impianti elettrici e sulla rete dei servizi. Sono opere essenziali per la qualità della vita dei residenti e per lo sviluppo turistico.
Credere nel Ponte significa chiedere che l’attenzione sul territorio si traduca in risultati concreti. Le opere preliminari e propedeutiche devono contribuire alla riqualificazione della città, a partire dal completamento del lungomare, tra i luoghi più suggestivi d’Italia.
I consiglieri comunali di Forza Italia, non avendo ricevuto un invito dal sindaco di Villa San Giovanni, hanno chiesto al sindaco della Città metropolitana Francesco Cannizzaro di poter partecipare all’incontro di Palazzo Alvaro con il presidente della Stretto di Messina Pietro Ciucci, e vi hanno preso parte.
In quella sede si è ribadita la necessità che Villa San Giovanni sia pienamente coinvolta nelle scelte e che opere come quelle relative all’acqua, alla luce, alle strade e al depuratore siano realizzate prima dell’inizio dei lavori per il Ponte, in modo che i cittadini abbiano benefici concreti e immediati dall’opera.
Il Comune dovrebbe assumere un ruolo da protagonista e fare in modo che il Ponte diventi un’occasione concreta per la città. L’Amministrazione ha invece contestato il piano finanziario dell’opera e gli studi sismici, pronunciandosi su aspetti che, a nostro giudizio, richiedono valutazioni delle autorità statali competenti.
Riteniamo inoltre che l’Amministrazione non abbia fornito ai cittadini un quadro adeguato dello stato dell’arte e delle valutazioni espresse dagli organismi competenti. In un confronto su un progetto di questa portata sarebbe stato opportuno coinvolgere anche le forze di minoranza. Villa San Giovanni deve poter partecipare alle decisioni che incidono direttamente sul suo futuro.
L’atteggiamento dell’Amministrazione appare distante dalle esigenze della cittadinanza e non all’altezza delle trasformazioni che la realizzazione del Ponte comporterà. Per questo chiediamo che il Comune assuma una posizione chiara e lavori, con competenza e responsabilità, per tutelare gli interessi della città.
Ribadiamo il nostro impegno amministrativo e politico: vigileremo sull’operato del Comune e difenderemo, in ogni sede, gli interessi dei nostri concittadini. Continueremo a indicare le condizioni necessarie affinché Villa San Giovanni ottenga il massimo da un’opera che deve essere governata con competenza, visione e responsabilità. Il Ponte non può essere affrontato per pregiudizio, deve diventare un’opportunità concreta per la città, accompagnata da opere utili e benefici tangibili per i cittadini.
Reggio: plauso di Reggio Futura a Cannizzaro per il completamento del Ponte sul Calopinace
“Era ora! Dopo anni e anni di interminabile attesa, il collegamento tra il Lungomare Falcomatà e il Parco Lineare Sud è finalmente realtà. Un’opera attesa da tempo. Oggi i reggini hanno la riprova del fatto che, a volte, per passare dalle parole ai fatti, è sufficiente cambiare amministrazione. Un’opera attesa da tempo, la cui idea originaria – quella di unire il lungomare alla zona sud e al parco lineare urbano – nacque proprio sotto il governo di centrodestra guidato da Giuseppe Scopelliti.
A Reggio Calabria la differenza tra la sinistra e il centrodestra si misura anche in metri (di ponte) e tempi di realizzazione. Per oltre dodici anni, l’amministrazione Falcomatà, tra ritardi ed errori, non è riuscita a portare a compimento questo collegamento. Poi è arrivato il centrodestra e, in appena due mesi, l’opera è stata realizzata. Il tutto grazie alla determinazione, alla capacità e alla passione del nostro Sindaco Francesco Cannizzaro.
Ma la vicenda presenta anche un risvolto grottesco che merita di essere ricordato: lo scorso marzo l’ex Sindaco Giuseppe Falcomatà, nella sua Relazione di fine mandato si è spinto oltre al punto da far intendere, con ciò che ha scritto, che il collegamento fosse già stato realizzato. A pagina 59 della relazione, infatti, si legge testualmente: «Questo intervento [il collegamento tra il Lungomare Falcomatà e il Parco Lineare Sud] ha permesso di estendere il “più bel chilometro d’Italia” verso l’area meridionale della città».
Non è uno scherzo: il verbo è coniugato al passato (“ha permesso”), come se a marzo l’opera fosse già stata completata. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
E la cosa più paradossale è che, adesso che il collegamento esiste davvero, a sinistra si affannano a ridimensionarne il valore, liquidandolo come un banale «ponticello», un’opera diventata improvvisamente troppo piccola e irrilevante per meritare attenzione.
E invece, al di là delle dimensioni, la sua importanza è tutt’altro che marginale. Questo collegamento rappresenta un tassello strategico per valorizzare il Parco Lineare Sud, migliorare la fruibilità degli spazi pubblici e ampliare concretamente le possibilità di vivere e frequentare il nostro straordinario lungomare.
La rinascita di Reggio Calabria passa attraverso le opere, i collegamenti, la riqualificazione degli spazi e i risultati tangibili. E questo ponte rappresenta un segnale concreto nella direzione giusta. Del resto, ora che il «più bel chilometro d’Italia» prosegue finalmente verso sud, chissà che, con il prosieguo degli interventi, non si possa arrivare a parlare dei «cinque chilometri più belli d’Italia». Un obiettivo ambizioso, certo, ma Ciccio Cannizzaro ci ha già dimostrato che con il lavoro e la forza di volontà qualunque obiettivo diventa realizzabile. E la città oggi necessita proprio di questo: di amministratori capaci di trasformare i progetti in realtà, le promesse in cantieri e le attese in risultati.
Reggio Futura ringrazia quindi il sindaco Francesco Cannizzaro e tutta la sua squadra per l’impegno e la determinazione dimostrati. Perché, in fondo, la differenza sta tutta qui: c’è chi inaugura le opere sulla carta nelle relazioni di fine mandato e chi invece le realizza davvero.”, scrive con soddisfazione in un comunicato il presidente di “Reggio Futura”, Italo Palmara.
Maltempo nel reggino: Il Comitato Difesa Costa di Cannitello incalza il Comune di Villa sulla messa in sicurezza della Comunità di Cannitello
Il Comitato Difesa Costa di Cannitello incalza il Comune di Villa a non lasciare soli i cittadini
I tifoni, le mareggiate, i nubifragi e gli eventi atmosferici di questi giorni, resi più violenti dai cambiamenti climatici, e quelli che si annunciano con l’inverno alle porte, impongono una immediata assunzione di responsabilità a tutela della pubblica e privata incolumità degli abitanti, della sicurezza e della protezione delle case di Cannitello. Il Comitato Difesa della Costa di Cannitello sollecita il Comune di Villa San Giovanni a intervenire con la massima urgenza: gli interventi di ripascimento e messa in sicurezza del tratto di costa compreso tra i torrenti del Pira e dello Zagarella non sono più procastinabili, soprattutto dopo anni in cui le istituzioni hanno lasciato soli i cittadini a fronteggiare la drammatica erosione provocata da interventi frettolosi e inopportuni.
Il Comitato chiede in particolare di conoscere lo stato dell’iter relativo alle economie dei lavori di risistemazione del Torrente Santa Trada, dall’importo di 500 mila euro, da destinare a interventi di ripascimento, così come annunciato dall’architetto Foti in occasione della Commissione consiliare pubblica del 6 febbraio 2026, dove fu presentato in anteprima lo studio specialistico sugli aspetti morfo-dinamici e sull’erosione costiera, redatto dagli ingegneri Mangano e D’Arrigo. E chiede anche di conoscere lo stato dei lavori promessi sul torrente Piria il cui finanziamento (2,5 milioni) è in cassa, come da annunci, ormai da anni.
Il fenomeno erosivo seguente agli interventi realizzati nel tratto di costa di Porticello, poco più a nord di Cannitello, ha determinato infatti un significativo arretramento della linea di costa, diventato superiore ai 20 metri rispetto alla sua conformazione naturale.
Alla luce di quanto esposto, il Comitato chiede alle Amministrazioni e agli Enti in indirizzo, chiamati alla responsabilità e alla azione dalle leggi, l’adozione di ogni iniziativa necessaria alla realizzazione degli interventi succitati, prima di costringere i cittadini alla conta di nuovi danni.