I rinnovi del gruppo dirigente della Coldiretti di Reggio Calabria si confermano ancora una volta con volti e storie di giovani imprenditori agricoli. “Questo – commenta il presidente della Coldiretti reggina Domenico Lavorata – è il segnale del ricambio generazionale che sta avvenendo nelle nostre campagne”. Beatrice Toniolo è stata eletta presidente Coldiretti di Bianco/Africo e Domenico Falcone della sezione di San Lorenzo/Condofuri. Due storie e imprese interessanti e sempre di più orientate verso una solida formazione e una forte motivazione sindacale. La giovane imprenditrice Toniolo, rappresenta una vera e propria promessa per il mondo dell’agricoltura. Dopo aver compiuto gli studi e esperienze lavorative a Firenze, ha scelto di tornare nella sua terra d’origine per portare avanti l’azienda di famiglia e rilanciare l’antica tradizione vitivinicola della Calabria. L’azienda di Beatrice, è oggi tra le più grandi del comprensorio e produce eccellenti vini DOC e IGT, oltre ad agrumi, olio e frumento. Tuttavia, la sua vera missione è quella di valorizzare e preservare le tradizioni del territorio, puntando sulla produzione di vini autoctoni come il Greco e il Mantonico. La sua grande passione per il territorio e la sua attenzione verso il biologico rendono l’azienda un modello di sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Domenico Falcone, specializzatosi negli studi in Scienze e Tecniche agrarie presso l’Università degli Studi di Bologna, consolida la sua preparazione in Spagna mediante il conseguimento del Master in Orticoltura, che gli consente di costituire una solida base di formazione, conoscenze e competenze nel settore. Nel 2021, fonda, insieme al fratello la Società agricola Cladì, specializzata nella produzione di orticole da serra seguendo con cura tutte le fasi di crescita, dalla semina alla raccolta, mediante l’utilizzo di tecniche e tecnologie innovative per garantire la salubrità e genuinità dei prodotti. La denominazione dell’azienda “Cladì” deriva proprio dal termine grecanico “ramoscello o germoglio” per una duplice motivazione: come simbolo di nascita e principio e in secondo luogo per dare risalto e importanza al luogo di provenienza, come senso di appartenenza e di identificazione della sua origine. Domenico porta avanti progetti di ricerca e sviluppo in collaborazione con diverse Università ed Enti privati. “Giovani imprenditori – commenta Pietro Sirianni direttore della Coldiretti di Reggio Calabria – che possiedono visione innovativa orientata allo sviluppo che danno dinamicità e giusta propulsione sindacale necessaria per una crescita durevole e sostenibile del territorio.”
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Guidare e morire a Reggio Calabria: quei rischi accettati e gli sguardi altrove
Morire alla guida: un rischio che va accettato ogni volta che si decide di salire in auto, si chiude la portiera e si allaccia la cintura. Posto di guida o passeggero, poco cambia. Non si sa mai se quel tragitto, fatto miliardi di volte, nasconderà qualche tragica insidia. Ma comunque, si gira la chiave e si parte.
Notizia di ieri. Si chiamava Caterina, aveva 39 anni e si trovava in auto con i due figli: Giusy, di 13 anni, e il fratellino Giovanni di 11. Stavano percorrendo in auto la strada provinciale che da Bovalino conduce a Natile, nella parte ionica della provincia di Reggio Calabria, quando l’utilitaria è uscita fuori carreggiata, precipitando in una scarpata profonda circa 3 metri.
L’intervento immediato dei sanitari del 118, dei Vigili del Fuoco di Bianco e Siderno ha consentito l’estrazione dei passeggeri e la messa in sicurezza dell’autovettura ma, purtroppo, per la madre e il piccolo Giovanni era già troppo tardi. Il forte impatto ne ha provocato la morte sul colpo, mentre la ragazza si trovava ancora in vita, sebbene in gravissime condizioni. Recuperata dall’elisoccorso che avrebbe dovuta trasferirla nell’ospedale di Locri e poi al GOM di Reggio Calabria, anche la piccola Giusy si è spenta prima ancora di raggiungere il nosocomio reggino.
Notizia del mese scorso. Tre cacciatori di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, Santo Marcianò e Antonio Carriago, hanno trovato la morte sulla Statale 106 a Crotone, in contrada Poggio Pudano. I primi due si sono spenti sul colpo, mentre Antonio, il più giovane, è stato estratto vivo dalle lamiere per poi spegnersi una volta giunto in ospedale. L’auto sbanda, finisce fuori strada e vola in un fossato di raccolta delle acque profondo quasi dieci metri.
E ancora, Saline joniche. Una motoape e un’Alfa Romeo 147 si scontrano, portando alla morte Giovanni Bevilacqua e la moglie Rosa Amato. Il primo, deceduto sul colpo, mentre la coniuge si è spenta in ospedale, dove era stata trasportata in elicottero.
E poi Riace. Un morto e cinque feriti il bilancio di uno scontro tra tre auto: una Fiat Panda, una Mercedes e una Citroen. Aurelio Giorgi, 47enne residente a Bovalino, è morto dopo essere arrivato in ospedale a causa dei traumi dovuti all’impatto.
Ma basta fare un giro sulla pagina Facebook “Basta Vittime sulla S.S. 106” per rendersi conto di quante volte, ogni mese, sia necessario stringersi in lutto alle famiglie, per il verificarsi di un qualche incidente mortale nelle strade della Calabria.
Una situazione di pericolo nota a chiunque risieda in questa terra, da Reggio Calabria a Crotone, da Cosenza a Vibo Valentia, fino a Catanzaro.
Un’emergenza dovuta spesso a una fisionomia delle strade troppo vetusta, per la quale la Regione Calabria ha già annunciato l’intervento grazie ai fondi del PNRR. La maggior parte delle volte, teatro dei decessi per incidenti stradali sono proprio i 491 km della S.S. 106, da tutti i calabresi conosciuta, non a caso, come “Statale della morte“.
Guidare in Calabria, dunque, vuol dire ancora di più che in altre parti d’Italia accettare il rischio di andare incontro alla morte. E nonostante tutti ne siano a conoscenza, ancora sono troppi gli sguardi volti altrove, gli occhi chiusi e l’indifferenza. Troppi gli incidenti senza spiegazione, troppe le dinamiche ripetute, troppe le famiglie distrutte, troppe le bare benedette.
Quello che viene da domandarsi, tuttavia è: se non bastano i necrologi e le nostre puntuali pagine di cronaca a sollecitare gli interventi e a far preoccupare tutte le personalità predisposte, affinché si attivi ogni azione necessaria alla messa in sicurezza delle arterie più pericolose, cosa serve?
Probabilmente solo un po’ di umanità in più.
Lunedì 19 giugno 2023, si terrà l’Assemblea dei Soci di ASMENET CALABRIA | Centro Servizi Territoriali. “Nel corso dell’assemblea si discuterà – dichiara Gennaro Tarallo Amministratore Unico di ASMENET – delle semplificazioni messe in atto per quanto riguarda gli obblighi e scadenze ANAC e Garante Privacy e di come rispettare le scadenze per evitare multe e sanzioni su DPO, DPIA e WHISTLEBLOWING”.
“ASMENET Calabria è una società consortile promossa dai Comuni partecipanti al progetto “Asme.net” nell’anno 2004, – dichiara Gennaro Tarallo – che ha rappresentato la più grande aggregazione di Enti Locali italiana finanziata nell’ambito della prima fase del piano nazionale di eGovernment e che vuole ancora oggi essere protagonista, puntando alla semplificazione amministrativa e alla promozione del territorio”.
La società pubblica, con la proprietà del 100% in possesso di oltre 331 Enti Locali della Calabria, è stata costituita ai sensi del D.L. n°267/2000 (TUEL) allo scopo di rappresentare un valido strumento operativo per la costituzione e gestione dei Centri Servizi Territoriali per la gestione e diffusione dell’ICT nella PAL.
Le finalità generali riguardano il sostegno ai processi di cooperazione intercomunale, il rafforzamento del potere contrattuale degli Enti e il miglioramento della qualità dei servizi per cittadini, imprese e territorio.
Il profilo di “governance” di ASMENET Calabria è improntato a criteri di stretta aderenza tra mezzi e fini, per contenere in modo drastico le spese e massimizzare le economie di scala.
ASMENET oggi rappresenta un modello di società pubblica efficiente in grado di favorire la piena partecipazione degli Enti Locali al processo di innovazione per migliorare l’erogazione dei servizi da parte dei piccoli Comuni a cittadini, imprese e territorio. Inoltre, ASMENET si occupa di garantire la cooperazione tra i Comuni coinvolti, gli altri Enti, la Regione e le realtà sociali, economiche e culturali dei territori amministrati.
Mancano ormai solo quattro giorni alla grande Marcia Nazionale della pace, che avrà luogo a Cinquefrondi martedì 20 giugno. L’Amministrazione Comunale pertanto, comunica i dettagli logistici e organizzativi della manifestazione. Il concentramento, sarà previsto alle ore 14:00 presso Parco Peppino Impastato, dalle ore 15:30 quindi, il corteo procederà a sfilare toccando le vie principali della città, quali:
• Parco Peppino Impastato;
• Via Luigi Tenco;
• Viale Sandro Pertini;
• Via Veneto;
• Via Regina Elena;
• Via Bruno Buozzi;
• Via Villafranca;
• Via Savoia;
• Via Tocco;
• Piazza Castello;
• Via Cavour;
• Via Piersanti Mattarella;
• Via Papa Luciani;
• Via Dante Alighieri;
• Via Luigi Bulzomì;
• Via Alcide De Gasperi;
• Corso Garibaldi;
per poi giungere alla destinazione conclusiva del percorso situata in Piazza della Repubblica. Qui approssimativamente dalle ore 18:00, si susseguiranno previ scaletta in via di definizione, gli interventi delle centinaia di esponenti della società civile, della politica, della magistratura e della stampa che con grande partecipazione, solerzia ed entusiasmo hanno aderito all’invito delle numerose cooperative coinvolte e del sindaco Conia. Infine alle ore 21:00, la giornata avrà il suo picco con il grande concerto tenuto dal cantautore Eugenio Bennato.
In seguito possiamo anche comunicare le apposite aree di parcheggio predisposte per accogliere il pubblico atteso:
– Area Gicos
– Via Guerrisi
– Zona polifunzionale
– Piazzale stazione.
Ove fosse necessario, l’Amministrazione si riserva di comunicare ulteriori dettagli di ufficialità o novità. Nel frattempo rinnoviamo l’invito ad unirsi a questo grande moto collettivo, poiché solo costruendo una comunità priva di confini, di pregiudizi e che faccia dei sentimenti di accettazione, armonia e pacificazione la sua bandiera, possiamo garantire un grande futuro di civiltà.
Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) accresce la sicurezza delle proprie strade con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale odierna di un bando di gara, del valore di 80 milioni di euro, per servizi di ingegneria, prove di laboratorio e indagini dei ponti di competenza Anas, che si somma ai 44 milioni di euro banditi a febbraio per le gallerie.
L’obiettivo è applicare le tecnologie più avanzate per lo svolgimento delle attività ispettive e di controllo delle infrastrutture, sulla base delle indicazioni fornite dalle “Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti” (ex D.M. 578/2020 e s.m.i.) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’adozione delle più moderne tecnologie nelle attività di ispezione delle opere consentirà di disporre di strumenti sempre più efficaci di monitoraggio e la conseguente programmazione degli interventi manutentivi.
“Anas – ha dichiarato Aldo Isi, Amministratore delegato di Anas – fornisce un servizio fondamentale per la mobilità del Paese e per la logistica dell’economia italiana, migliorando gli standard di sicurezza delle infrastrutture per offrire agli utenti della strada un viaggio confortevole e sicuro. In questo quadro, abbiamo un piano strategico di iniziative nel medio periodo articolato su più fronti, in primis la ricerca e lo sviluppo di tecnologie che stiamo adottando sulla nostra rete. Anas ha infatti avviato il Programma SHM (Structural Health Monitoring) che consentirà un controllo molto più ampio su tutto il processo di monitoraggio dello stato di salute delle infrastrutture per garantire la piena integrazione con i protocolli manutentivi attraverso l’utilizzo di una banca dati centralizzata dei ponti e viadotti. L’acquisizione costante delle informazioni relative allo stato di queste opere permetterà, inoltre, attraverso l’applicazione di algoritmi di Intelligenza Artificiale, la definizione di processi di manutenzione predittiva”.
L’appalto, suddiviso in 16 lotti, sulla base delle Strutture Territoriali di Anas, sarà così ripartito: 4 milioni di euro per la Lombardia (lotto 1); 4 milioni di euro per il Piemonte e la Valle d’Aosta (lotto 2); 2 milioni di euro per la Liguria (lotto 3); 3 milioni di euro per il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia (lotto 4); 5 milioni di euro per l’Emilia-Romagna (lotto 5); 5 milioni di euro per la Toscana (lotto 6); 4 milioni di euro per l’Umbria (lotto 7); 4 milioni di euro per le Marche (lotto 8); 5 milioni di euro per il Lazio (lotto 9); 7 milioni di euro per l’Abruzzo e il Molise (lotto 10); 5 milioni di euro per la Campania (lotto 11); 5 milioni di euro per la Puglia (lotto 12); 4 milioni di euro per la Basilicata (lotto 13); 9 milioni di euro per la Calabria (lotto 14); 5 milioni di euro per la Sardegna (lotto 15); 9 milioni di euro per la Sicilia (lotto 16).
Al fine di garantire la massima tempestività dell’avvio delle attività, tutti i lotti verranno attuati mediante lo strumento dell’Accordo Quadro.
Le offerte digitali, corredate di tutta la documentazione richiesta per ciascuna gara pubblicata in data odierna, dovranno pervenire, a pena di esclusione, sul Portale Acquisti di Anas (https://acquisti.stradeanas.it) entro e non oltre le ore 12 del 17 luglio 2023.
Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara e per i termini di presentazione delle offerte è possibile consultare il sito internet stradeanas.it alla sezione Bandi e avvisi, oppure l’area Bandi e Avvisi del Portale Acquisti di Anas (https://acquisti.stradeanas.it).
Intimidazione ai danni di un costruttore edile nel quartiere Lido di Catanzaro che sta eseguendo lavori per la realizzazione di un complesso di abitazioni nei pressi del porto.
Persone non identificate hanno lasciato una bottiglia contenente liquido infiammabile vicino un escavatore di proprietà del costruttore nell’area in cui é stato allestito il cantiere in cui sono in corso i lavori per la realizzazione del complesso.
Sull’intimidazione hanno avviato indagini i carabinieri della Compagnia. L’ipotesi investigativa che viene presa in considerazione é che l’intimidazione abbia una matrice estorsiva.
Sull’episodio é intervenuto il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, che ha espresso solidarietà al costruttore vittime dell’intimidazione. “Si é trattato – ha detto il presidente Mancuso – di un’azione grave, sconsiderata e intollerabile. Esprimo la solidarietà mia e del Consiglio regionale al costruttore e a tutti coloro che sono impegnati nel cantiere edile, sicuro che gli inquirenti sapranno assicurare alla giustizia chi si è reso responsabile di un’intimidazione che, aggiungendosi ad altri gesti di analoga portata, impone a tutti noi, e non solo alle forze dell’ordine ed ai magistrati, di tenere alta la guardia. Lo sviluppo sostenibile, specie in un’area di grande fermento imprenditoriale, commerciale e turistico com’è il quartiere Lido di Catanzaro, va accompagnato garantendo la libertà d’iniziativa economica in un clima di piena legalità”. (ANSA).
Maria Grazia Calandrone, con “Dove non mi hai portata” (Einaudi), è la vincitrice dell’undicesima edizione del Premio Sila ’49 di letteratura.
Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, artista visiva, autrice e conduttrice per la Rai.
Scrive per il Corriere della Sera e tiene laboratori di poesia nelle scuole e nelle carceri. Il libro, scrive la giuria nelle motivazioni al Premio, “racconta di un uomo e una donna che un giorno del 1965 abbandonano nel parco romano di Villa Borghese la figlia di otto mesi, per poi suicidarsi nel Tevere. Oltre cinquant’anni dopo, la bambina, ossia l’autrice del romanzo, cercherà di ricostruire la verità del suo passato.
“Queste pagine – afferma la giuria – si ricollegano idealmente alla precedente opera di Calandrone, ‘Splendi come vita’, nella quale veniva invece indagato il rapporto con la madre adottiva. Così, lavorando su un’autobiografia tanto violenta e devastata, la scrittrice narra di un viaggio verso le proprie origini, e nello stesso tempo tratteggia l’immagine di una Italia ormai irrimediabilmente lontana. Il tutto con una lingua di rara precisione. Infatti, prima ancora che narratrice, giornalista del Corriere della Sera, drammaturga, artista visiva, autrice-conduttrice per la Rai, nonché insegnante di letteratura nelle scuole e nelle carceri, Maria Grazia Calandrone è poetessa: un’origine che ha lasciato un segno profondo nella sua scrittura in prosa”.
Quest’anno è stato assegnato anche un premio alla carriera, andato a Silvia Vegetti Finzi, “figura di riferimento, e non solo in Italia – la motivazione – per quanto riguarda sia la storia del movimento psicanalitico, sia il senso e il peso da dare al pensiero freudiano”. Infine, un premio speciale va allo scrittore e giornalista Maurizio Pagliassotti per il suo libro “La guerra invisibile. Un viaggio sul fronte dell’odio contro i Migranti” (Einaudi) “perché interviene nel modo più efficace e profondo sulla questione centrale della politica europea di oggi: il nodo dell’identità, cioè la contrapposizione tra ‘noi’ e ‘loro’“. I premi verranno consegnati nel corso della cerimonia conclusiva in programma sabato 24 giugno a Palazzo Arnone a Cosenza.
I carabinieri hanno eseguito un sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di tre milioni e mezzo di euro a carico di tre presunti affiliati alla cosca Farao-Marincola della ‘ndrangheta.
L’esecuzione del provvedimento, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, é stata gestita dai militari del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale di Crotone.
I tre destinatari del provvedimento sono stati coinvolti in passato nel processo denominato “Stige”, scaturito da un’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro.
Dall’inchiesta sono emersi, in particolare, gli interessi e le cointeressenze economiche della cosca Farao-Marincola in Calabria ed in alcune regioni del nord, oltre che in Germania ed altri Paesi europei.
I beni sequestrati consistono in una lavanderia industriale e nel terreno in cui l’impianto è collocato, due aziende attive nel settore dei servizi connessi con le attività di lavaggio e pulitura, due abitazioni, due automobili e numerosi conti correnti bancari e postali. (ANSA).
La strada statale 107 ‘Silana Crotonese’ è temporaneamente chiusa, in entrambe le direzioni, a causa di un incidente avvenuto all’interno della galleria ‘Crocetta’ (km 11,000) a San Fili, in provincia di Cosenza.
Il sinistro, le cui cause sono in corso di accertamento ha coinvolto un veicolo ed un mezzo Anas, nell’impatto tre persone sono rimaste ferite.
Al momento il traffico veicolare viene deviato sulla viabilità locale con indicazioni sul posto.
Sul posto sono presenti le squadre Anas, il 118 e le Forze dell’Ordine per la gestione della viabilità e per consentire il pieno ripristino della circolazione nel più breve tempo possibile.
Anas, società del Polo infrastrutture del Gruppo FS Italiane, raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.
Hanno avuto un’idea. Hanno scelto un nome e creato un logo. Così è iniziata l’avventura del team “Little women who dream big” composto dalle alunne della 3B del liceo di Scienze Umane Apa Claudia, Damico Francesca, De Maria Rosalba, Giovinazzo Natalina, Macrì Jessica e Napoli Teresa.
Le ragazze hanno partecipato e vinto il primo premio, con relativa borsa di studio, del concorso “Immaginare il Futuro”, il progetto di conoscenza rivolto agli studenti degli Istituti di Istruzione secondaria di secondo grado sotto forma di concorso d’idee. Un premio che le ragazze hanno voluto dedicare alla compagna Denise.
Al progetto ha partecipato con un’idea relativa allo sviluppo turistico del porto anche la classe 3D dell’indirizzo economico sociale.
Oggetto di studio, analisi e approfondimento è stato il porto di Gioia Tauro e i suoi dintorni, spesso poco noti ai giovani calabresi, costretti ad immaginare il proprio futuro lontano dai confini regionali, anche perché ignari delle possibili opportunità lavorative offerte in Calabria. È entrato nel vivo lo scorso novembre il progetto ideato e gestito dal Rotary Club di Palmi, guidato da Maria Stella Morabito, con il patrocinio dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio e della Camera di Commercio di Reggio Calabria, in collaborazione con il Rotary Club di Gioia Tauro ed il suo presidente Domenico Infantino, e quello di Polistena, con il presidente Sarilena Stipo, con i club Rotaract ed Interact di Palmi.
Le alunne del liceo hanno sognato in grande. Hanno immaginato un porto che potesse rinasce grazie a una svolta green. Uno sviluppo sostenibile che possa allo stesso tempo garantire nuovi posti di lavoro nel rispetto della legalità e delle risorse naturali.
“Le ragazze hanno immaginato che «grazie ai fondi del PNRR – si legge nel progetto vincente – si darà il via alla realizzazione del progetto “Gioia Tauro International Port Revolution” proposto dal gruppo “Little women who dream big” sei giovani del liceo Rechichi di Polistena. Un’idea per dare un nuovo volto al Porto di Gioia Tauro rendendolo più appetibile agli investitori esteri e far sì che possa sviluppare ulteriormente la sua vocazione: quella che gli spetta all’interno dell’Europa».
Un’idea sviluppata tramite una relazione approfondita e presentata sottoforma di reportage giornalistico. Un progetto strutturato che ha convinto e vinto per motivazioni chiare: «E’ un progetto di notevole impatto, per molti versi rivoluzionario, in linea con l’Agenda ONU 2030 sullo sviluppo economico sostenibile. Il suo obiettivo è quello di rendere l’intera area portuale autonoma dal punto di vista energetico. Ciò attraverso la trasformazione dell’energia marina (prodotta dalle onde) in energia elettrica e tramite lo sfruttamento dell’energia solare. Colpisce la grande visione di tale progetto. Straordinario è il vantaggio economico legato al risparmio conseguente dalla produzione di energia elettrica quasi a costi zero. Sotto tale profilo l’area portuale aumenterebbe notevolmente la capacità di attrazione di investitori stranieri. Di rilevanza mondiale risulta poi la utilizzazione di energie rinnovabili e il loro positivo impatto ambientale. Un’idea affascinante che ha la grande peculiarità di promuovere un incremento economico dell’area portuale senza danneggiare l’ambiente. Capace anche di intercettare i finanziamenti pubblici necessari per la sua realizzazione».