“Quanto accaduto lo scorso 5 giugno nello stabilimento dell’azienda Madeo Industria alimentare rappresenta un fatto deplorevole e criminale, da condannare e perseguire” afferma il Segretario Generale della Fai Cisl di Cosenza Antonio Pisani. “Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza al Sindaco di San Demetrio Corone (Cs) Ernesto Madeo, vittima di un vile atto intimidatorio, alla comunità sandemetrese, alla proprietà e a tutti i lavoratori dell’azienda. La Fai Cisl Cosenza ribadisce inoltre il suo sostegno incondizionato a tutte le azioni per il contrasto di ogni forma di violenza e illegalità, che feriscono il tessuto produttivo del nostro territorio e ne rallentano lo sviluppo. Massima fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, a difesa della legalità e dei diritti, affinché si possa far luce su questa gravissima vicenda”.
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Il Sottosegretario alla Giustizia Ostellari alla sede di Confindustria
“Visita del Sottosegretario Ostellari alle carceri di Reggio Calabria e, successivamente, incontro presso la sede di Confindustria per approfondire il tema sulle <<opportunità delle imprese che assumono detenuti>. È noto a tutti che il sistema di rieducazione del detenuto non abbia funzionato adeguatamente in Italia e che, anche a causa di un super affollamento delle carceri, non si sia riusciti a supportare il sistema di formazione e reinserimento. Sostenere una buona formazione del detenuto vuol dire riuscire a integrare lo stesso nella società e consentirgli di poter, una volta libero, trovare un posto di lavoro e fargli riprendere un cammino virtuoso. Spesso, nel momento in cui il soggetto riprende la libertà, non trova la possibilità di un adeguato reinserimento lavorativo. Risulta, pertanto, rilevante la possibilità per il detenuto di essere formato e poi, eventualmente, assunto da un’impresa che potrebbe anche ottenere delle facilitazioni fiscali. L’incontro, pertanto, ha la doppia finalità di informare le aziende e spingerle a sostenere il progetto. L’iniziativa consentirà, quindi, agli imprenditori ed a tutti coloro che vorranno partecipare di conoscerne le finalità e, quindi, valutare la bontà dell’iniziativa. Il programma prevede che dopo i saluti del presidente di Confindustria di Reggio Calabria, ing. Domenico Vecchio, e delle autorità istituzionali presenti, il commissario regionale della Lega Calabria, avv. Giacomo Francesco Saccomanno, introduca i lavori, con l’intervento anche dei rappresentati delle aziende e delle associazioni di categoria. Concluderà i lavori l’On. Andrea Ostellari, Sottosegretario alla Giustizia”.
Lo dichiarano Domenico Vecchio, Presidente di Confindustria Reggio Calabria, e Giacomo Francesco Saccomanno, Commissario Regionale della Lega Calabria
“Vorrei chiedere un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione in Emilia Romagna e per l’avvocato reggino Giovanni Pellicanò, per Denise Galatà morta durante un’attività di rafting, in “gita scolastica” nel Fiume Lao, e per le due donne, uccise da compagni “disumanizzati” e accecati dall’odio”. Con questi pensieri accorati, con queste parole intrise di pietas, Angela Marcianò, rappresentante di “Impegno e Identità” in Consiglio comunale a Reggio Calabria, ha inteso dare avvio al suo intervento in Aula in occasione della seduta odierna dell’Assemblea cittadina.
“Penso, tuttavia, che il minuto di silenzio – ha voluto specificare per meglio focalizzare il concetto – non debba limitarsi a significare solo la solidarietà di questo Consesso, perché si rivelerebbe vuota retorica, buona a scaricare la coscienza. Necessario, dunque, è coniugarlo con una presa d’atto e una potente stigmatizzazione degli eventi e delle condotte deprecabili (dall’incuria amministrativa alla violenza familiare). E’ estremamente rilevante che la denuncia parta da Aule rappresentative come questa, per scongiurare tale diffusa deriva dell’uomo che si mostra finanche capace di uccidere il proprio figlio che sta per nascere”.
“Volgendo ora lo sguardo sul tema oggetto di questa seduta del Consiglio comunale, partiamo dall’assunto – è la riflessione iniziale della docente universitaria – che, se il Bilancio di previsione è il libro di ciò che si vuole fare per la città, il Consuntivo è il rapporto e lo specchio di ciò che si è fatto.
É la cartina al tornasole di un modello, di un’idea di Città, naturalmente per chi l’idea ed il modello li ha previsti e ha voglia e capacità di metterli operativamente in atto.
Dall’analisi dei numeri, sia pur nudi e freddi, emerge un elemento, inconfutabile e chiaro: non esiste un modello di sviluppo di Reggio, né sociale, né culturale, né economico.
Il primo dato che balza agli occhi è (come avevo evidenziato già lo scorso anno) la diminuzione costante degli abitanti, passati dai 185.000 del 2014 ai 170,000 di oggi, con una perdita in 8 anni di ben 15000 unità. Una desertificazione che lentamente sta spopolando la nostra Città.
Fermo restando il fenomeno della denatalità, il dato più emblematico proviene, con autorevolezza indiscutibile, dall’ISTAT, che certifica un’emigrazione anagrafica di 2.400 cittadini l’anno, solo in parte compensata dai fenomeni migratori.
E’ un dato terribile, che deve essere messo in risalto. Un problema che, per la sua risoluzione, necessita di politiche sociali ed economiche più incisive, idonee ad arginare la costante “fuga” da Reggio, specie dei ragazzi e dei giovani.
In questo quadro, a conferma di questo trend negativo, basta considerare il dato – scende nel dettaglio il consigliere comunale dell’opposizione – sull’addizionale comunale sull’Irpef, che passa dai 14,5 milioni di euro nel consuntivo 2019, ai 10,5 milioni del 2022”.
Certo, considerando che il 2020 e il 2021 non possono, sul piano economico, fare testo a causa dell’emergenza pandemica che ha limitato il sistema ed il ciclo produttivo, il dato più attuale è, comunque, indicativo del fatto che abbiamo perso il 20% dell’addizionale Irpef, e cioè della tassa principale sulla ricchezza prodotta.
La Città ed i suoi abitanti, è questa l’emergenza che inquieta, sono sempre più poveri!
Qualcuno potrebbe superficialmente arrivare a sostenere che il Comune non è deputato a creare ricchezza, dovendosi limitare ad erogare servizi. In verità, in tutte le Città medio-grandi, soprattutto metropolitane, gli investimenti pubblici si fanno e, infatti, stanno contribuendo a creare ricchezza.
A Reggio servono, pertanto, ed a maggior ragione, politiche di aiuto strutturali e permanenti, finalizzate a generare sviluppo economico”.
“Penso –sono gli esempi pratici forniti dalla giuslavorista dell’Università di Messina – ad una nuova zona industriale semi attrezzata, da dare in comodato gratuito agli operatori economici; penso ad una puntuale e seria politica di esenzioni dai tributi locali e ad una azione sociale e culturale che serva da volano al commercio e al turismo.
Non mi pare difficile individuare gli interventi da adottare perché sarebbe sufficiente guardare a modelli virtuosi di altre Città. Quello che, invece, mi appare arduo è riuscire ad intravedere una concreta volontà di fare quadrato attorno ad obbiettivi comuni, superando le contrapposizioni sterili, e da raggiungere, soprattutto, con l’aiuto di professionisti realmente competenti e non da “improvvisati- amici di”.
Non a caso da mesi, ho scelto la strada delle proposte, della collaborazione fattiva e silenziosa e non, come avrei potuto, del disprezzo assoluto, dell’orgoglioso isolamento, della inefficace strumentalizzazione, dell’attacco e della denuncia urlata, malevola e inutile che genera, certamente, maggiore visibilità.
Tra i dati che ho esaminato, un altro elemento che trovo sconcertante è parso quello sulla tassa di soggiorno”.
“Mi riferisco – chiarisce Angela Marcianò – alla comparazione tra i dati del 2022 e quelli precedenti. Si passa dai 235.000 euro pre pandemia nel 2019 ai 135.000 del 2022. Una Città dotata di bellezze naturali, architettoniche, archeologiche ed artistiche, non può ridursi ad incassare quanto un paesino di montagna. Non è elegante fare paragoni, ma se Ricadi, località di 5.000 abitanti, incassa 5 volte la cifra di RC, diventa obbligatorio farli.
La questione del 5X1000, che i nostri concittadini potrebbero destinare al Comune nella dichiarazione dei redditi, con le modalità delle quali ho più volte parlato, non mi sembra il caso neanche sia illustrata nuovamente per raccomandarne la divulgazione, ma segnalo che la somma globale incassata dal Comune di Reggio Calabria a questo titolo è, persino, ridicola.
E’ palese: sono questi, tutti indici di una costante disaffezione dei nostri concittadini nei confronti dell’Amministrazione, che non viene percepita come azienda naturale erogatrice di servizi sul piano sociale, la sua ragion d’essere.
Ed allora dobbiamo farci carico di creare un collante tra Cittadini e Istituzione che serva ad eliminare il senso diffuso di indifferenza ed insofferenza verso quest’ultima, recuperando credibilità sulle cose fatte e non più solo sulle promesse imbellettate di quello che “si potrebbe fare”.
Ci ritroviamo ancora con appena 806 unità di personale dipendente, mentre, ai sensi del Decreto del Ministero dell’Interno del 18 novembre 2020 ne dovremmo avere almeno 1500, attesa la necessaria percentuale di un dipendente ogni 120 abitanti. Vi pare che, su questo fronte, al netto delle necessarie autorizzazioni ministeriali, ci si possa davvero ritenere soddisfatti per i bandi in corso? Se siamo realmente fuori dalla condizione di deficitarietà, l’impulso al reclutamento e ad una riorganizzazione seria del personale (senza modalità da remoto) avrebbe dovuto essere condotto con maggiore slancio e diretto ad una reale ripresa strutturale dell’Ente”.
“Il tono, inevitabilmente scettico, che caratterizza questo mio intervento – argomenta la professoressa – è frutto di una lettura dei documenti che corredano il Bilancio. Il giudizio profondamente negativo di gestione delle risorse finanziarie non è mio, ma continua ad essere fornito dall’indicatore di capacità di riscossione dei tributi (e dei crediti degli anni precedenti) da parte di questo Comune che è molto basso: si è passati dal 50% del 2008 al 40% del 2018 al 28,70% del 2022.
I residui attivi sono 700 milioni, le anticipazioni di liquidità pari a 200 milioni, il disavanzo finanziario da ripianare è di 236 milioni e i crediti di dubbia esigibilità sono 484 milioni, indicativi di tributi troppo alti che i cittadini non sono in grado di pagare. Si deve incidere proprio su questo fronte, se si vuole portare la Città alla “normalità” (e non ricadere nella mancanza di autonomia paventata dalla Corte dei Conti a chiusura del piano di riequilibrio).
Si tratta, ancora, di cifre spietate, i cui effetti deleteri ricadono a cascata sulle entrate correnti finanziatrici dei servizi ai cittadini. Tale deficienza amministrativa fa il paio con la telenovela della raccolta differenziata, della mancata piena operatività di Castore e si aggiunge a tutte quelle mancanze quotidiane che compromettono un “vivere civile”, che sia tale o quantomeno dignitoso.
D’altra parte, la delibera della Corte dei Conti del 22 aprile 2023 ha accertato e ribadito “la presenza di criticità suscettibili di pregiudicare in chiave prospettica, gli equilibri economico finanziari del Comune e in particolare ravvisa l’insufficienza dei flussi di entrata propri”, disponendo conseguentemente “l’adozione delle misure correttive finalizzate all’efficientamento del sistema di riscossioni”. E’ un giudizio pieno di punti interrogativi e di condicio sine qua non, evidentemente utopistiche da realizzare.
Come ho cercato modestamente di dimostrare il Consuntivo, del resto, non è una semplice e fredda elencazione di numeri da sommare o sottrarre, ma deve contenere un’idea di sviluppo, esprimere un’ anima passionale, che sappia evolversi verso un modello di sviluppo sostenibile, pragmatico e responsabile senza dubbio, ma pur sempre ambizioso, in cui l’Istituzione non si limiti a mettere risorse che restano sulla carta, ma si muova avendo una visione fondata su progettualità e competenze.
In questi ultimi 3 anni lo Stato ha erogato oltre 200 milioni al Comune, che sono serviti solo a ripianare il disavanzo o meglio ad uscire dalla condizione limitante del deficit strutturale”.
Adesso anche l’ultimo alibi è sfumato ed è giunto – giunge al suo epilogo il contributo di Angela Marcianò nel corso della riunione del Consiglio comunale – il momento di ritrovarsi intorno ad un tavolo e decidere cosa vogliamo per Reggio. Serve dar prova di sensibilità morale e spirituale, e mi sembra ancora possibile. Lo dobbiamo ai cittadini, ma soprattutto a tutti quei bambini, come i nostri figli, i cui genitori, esattamente come noi, cari colleghi, hanno scelto di farli nascere e crescere nella nostra Città”.
Dopo due anni e mezzo di dibattimento il maxi processo Rinascita Scott arriva a uno snodo fondamentale. Termina oggi la requisitoria portata avanti per circa tre settimane dai sostituti procuratori della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci, Antonio De Bernardo e Andrea Mancuso con la lettura delle richieste di condanna da parte del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Requisitoria che ha riguardato 343 imputati a vario titolo accusati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, usura, riciclaggio, detenzione illegale di armi ed esplosivo, ricettazione, traffico di influenze illecite, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio aggravato, traffico di droga. Oltre 400 capi di imputazione dei quali dovranno rispondere non solo capi e manovalanza delle cosche di ‘ndrangheta del Vibonese ma anche colletti bianchi, politici, imprenditori, accusati di avere favorito le ‘ndrine. Tra questi l’avvocato, ex parlamentare ed ex massone Giancarlo Pittelli, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, e altri reati fine, per avere adoperato le proprie conoscenze in favore della cosca Mancuso e in particolare di Luigi Mancuso, alias “il Supremo”, la cui posizione è stata stralciata e si sta procedendo con un processo a parte. Dovrà rispondere di associazione mafiosa l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino. Coinvolto anche il colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli, che istigato da Pittelli, secondo l’accusa, avrebbe accettato di acquisire notizie coperte da segreto istruttorio in favore dell’imprenditore Antonino Delfino a sua volta accusato di associazione mafiosa. Altra divisa presunta “infedele” implicata nel processo Rinascita Scott è Michele Marinaro, ex finanziere in servizio alla Dia di Catanzaro e successivamente alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri nella sede di Reggio Calabria. È accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per avere fornito, tramite Pittelli, notizie sulle attività investigative in atto nei confronti degli esponenti della ‘ndrangheta vibonese. Avrebbe rivelato alle cosche informazioni coperte da segreto istruttorio anche Antonio Ventura, all’epoca dei fatti appuntato scelto in servizio nel Reparto operativo Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Vibo Valentia. Dal 13 gennaio 2021, data d’inizio del dibattimento, si è arrivati a una svolta importante con tempi serratissimi che hanno impegnato un collegio composto da giovanissime giudici – Brigida Cavasino presidente, Claudia Caputo e Germana Radice a latere – e gli avvocati in udienze fiume. L’ultima ieri, terminata 23:30 con l’esame delle posizioni delle cosche di Pizzo e Tropea. Questa mattina i pm stanno portando avanti la parte finale della requisitoria, al termine della quale il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, applicato al processo, leggerà le richieste di condanna.
L’imprenditrice artigiana Giuliana Furrer, ceramista catanzarese, è stata eletta all’unanimità presidente di Donne Impresa Calabria, il Movimento promosso da Confartigianato costituito ufficialmente anche nella nostra regione.
Furrer è stata eletta questa mattina nel corso dell’assemblea regionale che si è svolta nella sede del Museo di Santa Domenica di Ricadi (Vibo Valentia) alla presenza tra gli altri della presidente nazionale di Donne Impresa, Daniela Biolatto e di Rosa Gentile, delegata del presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli al Capitale Umano e alla Cultura d’Impresa, oltre che al presidente regionale di Confartigianato Calabria, Roberto Matragrano e al segretario regionale Silvano Barbalace.
Furrer sarà affiancata dalla vice presidente Giada Falcone (Co Fondatrice e Direttore di Moema Academy) e vicaria Rosy Pantano (imprenditrice turistica, direttrice di Baia del Capo); a completare l’organismo direttivo le componenti Elisabetta Brittelli (imprenditrice del settore oleario) e la giovanissima Martina Sicilia (fashion designer).
Il Movimento Donne Impresa – attivo in tutta Italia – è nato nel 1994 per rappresentare le specifiche esigenze delle imprenditrici che in Italia rappresentano uno dei punti di forza del sistema economico.
Il Movimento, che dà voce alle istanze e alle potenzialità di 361.000 aziende, si occupa di promuovere lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile e di favorire la conciliazione tra lavoro e cura della famiglia, compito difficile in un Paese, come l’Italia, che investe poco in servizi sociali.
Donne Impresa si batte per affermare una significativa rappresentanza delle donne nelle istituzioni e nelle sedi decisionali e per costruire un sistema di welfare che permetta alle imprenditrici di esprimere nel lavoro e nell’impresa le proprie potenzialità, realizzando un percorso di crescita personale ed offrendo il proprio contributo allo sviluppo economico e sociale.
“Ci assumiamo insieme una grande responsabilità – ha dichiarato Giuliana Furrer immediatamente dopo l’elezione -. Io non sono per le strutture verticali ma per quelle orizzontali: per questo vi dico lavoreremo insieme, solo insieme si può costruire qualcosa di solido e duraturo. Cerchiamo di portare avanti eventi, iniziative, proposte, camminiamo insieme per portare concretezza non solo nel mondo dell’imprenditoria femminile, ma dell’imprenditoria in genere. Il mio obiettivo è arrivare al punto in cui non si debba distinguere l’imprenditoria maschile da quella femminile: con la nostra forza, la nostra caparbietà e la nostra determinazione facciamoci promotrici di un movimento che punti al riscatto del nostro territorio attraverso la crescita economica e sociale di tutte le imprese, non solo quelle in rosa”.
Alla neo presidente Furrer e a tutto il direttivo Confartigianato Donne Impresa Calabria gli auguri di buon lavoro da tutta la dirigenza Confartigianato.
La sezione reggina di AIPD – Associazione Italiana Persone con sindrome di Down, impegnata da anni nella promozione di percorsi di autonomia e di inserimento sociale per minori e adulti con sindrome di Down, cerca nuove volontarie e nuovi volontari da coinvolgere nelle attività associative.
“Per garantire la nostra attività solidale puntiamo a coinvolgere molti volontari; cerchiamo persone motivate, desiderose di offrire un po’ della loro attenzione e del loro tempo per accompagnare e sostenere i nostri amici grandi e piccoli con sindrome di Down nell’intraprendere e perseguire percorsi di autonomia e di inclusione a 360°.”
Questo è l’appello che il presidente Bruno Arichetta e il gruppo reggino di Aipd rivolgono in particolare a persone di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che “siano disponibili a mettersi in gioco, a contribuire alla crescita del gruppo e a vivere un’esperienza dinamica che davvero arricchisce la vita”.
L’attività di volontariato con Aipd si svolge a Reggio Calabria – la cui sede si trova in via Palmi n. 22 – e consiste nell’accompagnare e facilitare persone con sindrome di Down in percorsi di autonomia diversificati per gruppi di età (dai 3 anni all’età adulta).
La disponibilità di tempo richiesta ai volontari è di due ore a settimana, di mattina o di pomeriggio a scelta.
Gli aspiranti volontari possono scrivere a info@aipdreggiocalabriaonlus.it oppure telefonare al numero + 39 347 705 8505 per informazioni e adesioni; saranno poi inviati a partecipare a un colloquio motivazionale e ad un breve corso di formazione.
“Siamo molto soddisfatti per le nomine del nuovo Consiglio di Amministrazione della Società Stretto di Messina SpA: il Governo ha il doppio merito di aver fatto bene e aver fatto presto”. Lo afferma, in una nota, il Comitato Ponte Subito che da oltre 15 anni si batte per la realizzazione della grande opera dello Stretto. “I profili del nuovo CdA sono tutti di altissimo livello. In modo particolare la scelta del ritorno di Pietro Ciucci come amministratore delegato è un’assoluta garanzia della realizzazione del Ponte: nessuno conosce bene come lui tutto l’iter della grande opera dello Stretto e i meccanismi burocratici, amministrativi e giuridici volti alla sua realizzazione. È la scelta migliore che ci soddisfa enormemente. Molto importante anche la nomina di Giuseppe Recchi come presidente: si tratta di un manager con un’esperienza dirigenziale di altissimo livello. Una scelta che testimonia quanto è importante, per questo Governo, realizzare davvero il Ponte sullo Stretto. Il CdA è completato dalle autorevolissime figure di Eleonora Mariani, Ida Nicotra e Giacomo Francesco Saccomanno, tutte personalità importanti in grado di guidare la realizzazione del Ponte in modo efficiente, serio, rapido e professionale”.
“Adesso – prosegue il Comitato – il prossimo step sarà la nomina del Comitato tecnico dei 9 esperti che dovranno occuparsi della stesura del progetto esecutivo, partendo da quello definitivo già approvato nel 2011. Avranno tempo fino al 31 luglio 2024, quindi poco più di un anno. Dopo 12 anni ci sono nuove tecnologie e conoscenze, quindi gli aggiornamenti da fare ci sono e in alcuni casi sono importanti pur mantenendo le caratteristiche del progetto originario a campata unica. Proprio alla luce del lavoro da svolgere, è importante che anche questo passaggio arrivi rapidamente per consentire a queste figure di aggiornare il progetto così come previsto e arrivare all’inizio dei lavori – appunto – nel prossimo anno”.
“Siamo certi – conclude la nota del Comitato Ponte Subito – che anche quest’ultimo step amministrativo si completerà a breve: il Governo ha già dimostrato una straordinaria attenzione al Ponte sullo Stretto, opera fondamentale per lo sviluppo del Sud e dell’Italia intera, dando seguito con fatti concreti alle scelte politiche ampiamente annunciate sin dal programma elettorale. In modo particolare il ministro Salvini sta lavorando con grande impegno e perseveranza in questo progetto, insieme a tutte le altre opere di infrastrutturazione del Sud e di Calabria e Sicilia, per dare al futuro di questo territorio un impulso straordinario in termini di crescita e sviluppo”.
Sono appena arrivati al porto di Reggio Calabria, accompagnati dalla nave Diciotti della Guardia Costiera, altri 500 migranti. Secondo la Prefettura, sarebbero tutti uomini, provenienti da Siria ed Egitto, ora in attesa di effettuare i controlli di routine prima di essere spostati all‘hub di Gallico per poi essere trasferiti in altre zone d’Italia.
Sempre questa mattina, al molo Norimberga di Messina, altri 200 migranti sono arrivati a bordo della nave Diciotti della Capitaneria di porto. I migranti sono stati recuperati a 150 miglia a largo di Reggio Calabria e sono di nazionalità pakistana, bangladese e siriana. Ad attenderli il sistema di accoglienza, coordinato dalla prefettura di Messina, in cui operano Capitaneria di porto, Autorità di sistema portuale dello Stretto, Comune di Messina, Forze dell’ordine, Usmaf, Asp, Croce rossa italiana, Unhcr, associazioni di volontariato. I migranti sono stati condotti all’hotspot di contrada Bisconte.
Nuovo arrivo ieri sera a Roccella Ionica: si tocca quota 16 sbarchi solo nel 2023
Di ieri sera, invece, un nuovo sbarco a Roccella Ionica: questa volta si tratta di un gruppo di 86 migranti, condotti in porto con due unità della Guardia costiera. I migranti, tutti di sesso maschile tra cui alcuni minori non accompagnati, erano stati intercettati a circa 70 miglia dalla costa mentre viaggiavano a bordo di due motopescherecci. Sulle due imbarcazioni c’erano complessivamente quasi 600 migranti, tra cui quelli condotti stamattina sulle due rive dello Stretto.
I migranti giunti a Roccella sono in gran parte egiziani e siriani, oltre ad alcuni indiani, tutti in buone condizioni fisiche. I due motopescherecci sul quale viaggiavano erano partiti dal porto di Tobruch, in Libia, alcuni giorni fa. Arrivano così a 16 gli sbarchi di migranti nel porto di Roccella nel corso di quest’ anno, per un totale di circa 2.500 persone.
Quasi 1500 persone recuperate dalla Guardia Costiera in poche ore
Sono giorni di duro lavoro per la Guardia costiera che in poche ore ha recuperato quasi 1.500 persone nel mare Jonio. Nello specifico, nella notte tra il 5 e il 6 giugno – a seguito di avvistamento aereo Frontex – due motovedette, rispettivamente provenienti da Roccella Ionica e Catania, con la collaborazione di un pattugliatore Frontex, sono intervenute per trarre in salvo circa 590 persone presenti a bordo di un peschereccio a 52 miglia da Crotone. I migranti sono stati in seguito trasbordati sulla nave Diciotti della Guardia costiera. La stessa Diciotti è stata successivamente impegnata nelle attività di soccorso di un secondo peschereccio con circa 650 migranti a bordo. Le attività si sono svolte con il supporto della nave di Frontex “MAI 1107”, di due motovedette della Guardia Costiera, nonché di un mercantile presente in zona. Durante le prime ore del mattino di ieri, una motovedetta della Guardia Costiera di Crotone ha tratto in salvo i 47 migranti presenti a bordo di una barca a vela in difficoltà. Tra questi, due bambini che necessitavano di immediate cure mediche. Concluse questa notte, invece, le operazioni di soccorso di circa 130 migranti presenti a bordo di un barchino in difficoltà a 117 miglia da Capo Rizzuto, segnalato anche da Alarm Phone, su cui sono intervenute la motovedetta della Guardia costiera di Crotone e un’unità navale della Guardia di Finanza.
L’assemblea dei soci della società Stretto di Messina, riunitasi ieri, ha nominato il nuovo cdA e approvato il nuovo statuto.
Sono stati designati amministratore delegato Pietro Ciucci e presidente Giuseppe Recchi.
Compongono il Cda Eleonora Mariani, Ida Nicotra e Giacomo Francesco Saccomanno. Il ministro Matteo Salvini commenta: “Si tratta di un passaggio di importanza fondamentale, per realizzare dopo decenni un’opera straordinaria a livello mondiale. La nuova società è un mix di esperienza, novità e competenza”. (ANSA).
Giorno 10 giugno alle h 9.30 si svolgerà presso la sala congressi del Museo Archeologico di Reggio Calabria, il convegno dal titolo “Kalokagathia. La ricerca dell’armonia dall’arte alla clinica”. L’evento, ideato e organizzato nell’ambito del progetto Psicoanalisi e Periferie fortemente voluto e sostenuto dalla Società Psicoanalitica Italiana, accoglie psicoanalisti e psichiatri in un dialogo tra arte e clinica. I lavori si apriranno coi saluti del Direttore del Museo di Reggio Calabria dottor Carmelo Malacrino a cui seguiranno quelli del Vice Presidente della Società Psicoanalitica Italiana dottor Nicolino Rossi; porgerà i saluti del DSM di Reggio Calabria il dottor Michele Zoccali. Presenterà il progetto Psicoanalisi e Periferie la dottoressa Annamaria Catanzaro. Il prof. Maurizio Paoletti ci introdurrà alla modernità dei Bronzi di Riace. Coordinati dalla professoressa Diletta La Torre, dalla dottoressa Donatella Lisciotto e dal dottor Giuseppe Trombetta, si susseguiranno gli interventi di esperti di levatura nazionale ed internazionale – Anna Maria Nicolò, Riccardo Lombardi, Rocco Zoccali, Sandra Isgrò, Mara Siragusa-. La giornata prevede la visita guidata dei Bronzi di Riace. I lavori congressuali si concluderanno alle 16.30.