“Ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna don Milani” questo il cuore del discorso di papa Francesco il 20 giugno 2017, quando visitò il cimitero di Barbiana per i 50 anni della morte del priore. Quest’anno per festeggiare i 100 anni dalla nascita anche a Cosenza è stato organizzato un incontro per dire “grazie” a don Milani e al suo intenso insegnamento. Domenica 28 maggio 2023 alle ore 19.30 nel salone della Chiesa Madonna di Loreto, verrà presentato il volume scritto da don Franco Maio “Don Lorenzo Milani educatore” pubblicvato dalla casa editrice Progetto 2000 di Cosenza; dopo l’introduzione dell’editore Demetrio Guzzardi e il saluto del parroco don Michele Fortino, ci saranno gli interventi di Francesco Capocasale – del Centro studi calabrese “Cattolici Socialità e politica” che ha organizzato l’incontro – , del magistrato Biagio Politano, e dell’autore don Franco Maio. Le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Giovanni Checchinato. “A tutti gli intervenuti, ha scritto in una nota l’editore Guzzardi, verrà regalato un segnalibro con il “Santo Scolaro” il mosaico realizzato dai ragazzi di Barbiana, a cui don Milani era molto legato”.
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“Le recenti pubblicazioni dei dati dell’Agenas (Agenzia di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari) fanno luce sulla qualità del nostro sistema sanitario definito da bollino rosso. La qualità della performance e i servizi sanitari vengono qualificati “molto bassi “ a dimostrazione di ciò che abbiamo sempre sostenuto”. Graziano Di Natale, ex consigliere regionale, pone l’attenzione, ancora una volta, sulla precaria situazione sanitaria della regione Calabria. Nello specifico, Di Natale, nella sua denuncia fa riferimento ai dati della Corte dei Conti dal rapporto sul coordinamento della finanza pubblica sul triennio 2019-2022. “La Calabria – prosegue- è ultima in Spesa, Soccorsi, Screening e nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). Le trovate del Presidente Occhiuto, circa il portale SaniBook e i laureati rilevatori, sembrano più uscite pubblicitarie che altro. Assistiamo quotidianamente a dati sempre negativi che descrivono la nostra sanità sempre più in declino. Servono servizi efficienti – conclude- ospedali aperti, strumentazione all’avanguardia in sostituzione di quelle obsolete, serve insomma la certezza di trovare assistenza adeguata. Infine, la mia non vuole essere una continua “bacchettata” al Presidente ma bisogna aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà. Continuerò a vigilare e a denunciare questo stato di cose. Il Presidente si dia da fare, è lui il Commissario della Sanità in Calabria”.
Palmi, controlli a tappeto dei Carabinieri: sanzioni per oltre 30mila euro
Costante l’attività di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione e contrasto di reati in genere posta in essere dai carabinieri della compagnia di Palmi, con il supporto fondamentale anche dei reparti cinofili, unità altamente specializzate il cui contributo risulta necessario nelle attività operative finalizzate alla ricerca di stupefacenti ed esplosivi, anche nelle zone più impervie aspromontane.
In particolare, nell’ultimo mese, nonostante le sfavorevoli condizioni metereologiche, l’afflusso di persone provenienti dai comuni limitrofi, specialmente nelle ore serali, è stato incessante. Intensificati, pertanto, da parte dei militari dell’Arma i controlli alla circolazione stradale nelle principali vie di comunicazione del comprensorio di Palmi e nei luoghi più frequentati, come piazza “Primo Maggio”, la “Tonnara” o il parco “Parpagliolo”.
In tale quadro, nel complesso, oltre 5mila tra persone e veicoli controllati, riscontrando molte violazioni al codice della strada per un ammontare di oltre 22mila euro.
Posta particolare attenzione, inoltre, agli edifici abbandonati attraverso diverse ispezioni, intensi i servizi di perlustrazione presso la stazione, i parcheggi, il vecchio ospedale e le aree di sosta, specialmente nelle ore serali.
In tale quadro, sono state denunciate nel complesso 12 persone di cui 7 per guida in stato di ebrezza, tra le altre ipotesi di reato maggiormente riscontrate invece, l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, guida senza patente, detenzione abusiva di armi ed evasone.
Numerosi anche i controlli effettuati a diversi esercizi di ristorazione con l’intervento dei carabinieri Nas di Reggio Calabria, a seguito dei quali i militari dell’Arma hanno sequestrato oltre 90 chili di alimenti avariati, contestando sanzioni amministrative per un totale di oltre a 5mila euro.
Molteplici anche le attività di contrasto allo smaltimento illecito di rifiuti, privati e non, volti alla tutela del patrimonio ambientale, poste in essere in collaborazione delle unità specializzate del reparto forestale.
Un’attività che nel complesso, ha permesso di testimoniare l’importanza della presenza dell’Arma sul territorio, al fine di assicurare una continua attività di prevenzione e repressione dei reati in genere, sotto l’ordine e la sicurezza pubblica.
Arrestato in flagranza, a Reggio Calabria, per furto un 23enne, reggino, già noto alle Forze dell’Ordine, con precedenti per reati contro il patrimonio.
Nello specifico, dapprima la segnalazione giunta al 112, nelle ore notturne di qualche giorno fa, circa un furto avvenuto all’interno di uno studio medico, sito in città.
A seguire fondamentale si è rivelato il tempestivo intervento sul posto di una pattuglia dei carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria, impegnati nella costante attività di controllo del territorio, volta a garantire la continua assistenza al cittadino in caso di necessità, che nei pressi dell’ingresso principale dell’edificio dove è avvenuto il fatto, hanno subito notato uno dei malviventi mentre era intento a fuggire dallo stabile portando con sè un televisore, un pc ed altri strumenti elettronici. Nonostante l’uomo alla vista degli operanti, abbia reagito con violenza e atteggiamento ostile, i militari sono riusciti a fermarlo ed arrestarlo, recuperando così la refurtiva per riconsegnarla al legittimo proprietario.
Dai primi accertamenti, inoltre, hanno costatato la presenza all’esterno dello stabile, di una fiat panda risultata essere provento di furto ed utilizzata dai malviventi per la commissione del delitto, nonché di una scala impiegata dagli stessi per arrampicarsi e raggiungere il primo piano dell’edificio.
L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.
In corso gli ulteriori accertamenti per risalire all’identificazione del secondo malvivente, responsabile del furto, datosi alla fuga.
Un evento, che ancora una volta testimonia, l’importanza rivestita dalla presenza costante e attenta dell’Arma reggina sul territorio, cui un ruolo imprescindibile è rivestito dalle unità di pronto intervento che in collegamento con la Centrale Operativa del Comando Provinciale, assicurano la continua assistenza e disponibilità nell’affrontare le situazioni d’emergenza, soprattutto in una realtà come la nostra, particolarmente sensibile sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Nuovi progetti per incentivare lo sport arrivano dalla Metrocity. A Palazzo Alvaro si è tenuto ieri il workshop che prevede i lavori per il rinnovo delle opportunità espresse nel bando “Sport missione comune 2023″
Presenti: il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, il consigliere delegato allo Sport, Giovanni Latella, ed il responsabile dell’Area Sud per il Credito Sportivo, Gianluca D’Antoni. Durante la riunione è stata sottolineata: “l’importanza che riveste il confronto su un tema particolarmente delicato per il nostro territorio e, più in generale, per l’intero Paese”.
Non hanno mancato di partecipare il dirigente del settore Edilizia della Città Metropolitana, Giuseppe Mezzatesta, il presidente della Consulta metropolitana per lo Sport, Renato Raffa, Walter Malacrino, coordinatore regionale di Sport e Salute Calabria e Giovanni Giarmoleo per il Comitato italiano Paralimpico.
Giovanni Latella ha ribadito: “la volontà della Città Metropolitana di mettere i Comuni nelle condizioni di poter usufruire dei servizi economici offerti dal Credito sportivo per finanziare strutture esistenti o costruirne di nuove“. “Per questo – ha affermato – attraverso questo workshop, abbiamo voluto accorciare le distanze fra i diretti interessati dal bando ed i responsabili dell’istituto di credito controllato dal Ministero dell’Economia e da Cassa depositi”.
Gianluca D’Antoni, infine, è entrato nel merito delle opportunità offerte dal bando “Sport missione Comune 2023”: “I mutui proposti hanno un abbattimento totale degli interessi e possono permettere ai Comuni di realizzare nuove strutture o ristrutturare e mettere a norma impianti esistenti. In una fase storica particolarmente difficile per quanto riguarda l’accesso al credito, riuscire a godere di queste agevolazioni è davvero un’opportunità unica. I Comuni, infatti, sarebbero chiamati ad inserire nei propri bilanci soltanto la quota capitale“.
“Parliamo – ha proseguito D’Antoni – di interventi su palestre, campi calcio, piscine, spazi polivalenti, Palazzetti dello Sport che necessitano di interventi e che si trovano di fronte ad un’occasione irripetibile. Nella nostra attività, contiamo di affiancare gli enti locali nelle procedure di realizzazione dei progetti e di accesso al nostro portale che è lo strumento sul quale produrre le varie richieste. La Città Metropolitana di Reggio Calabria, in questo contesto, rappresenta un esempio virtuoso su scala nazionale. Nel corso degli anni, infatti, abbiamo prodotto 24 interventi distribuiti sul territorio e, soltanto nel 2022, condiviso 8 operazioni per oltre 4,6 milioni che, a breve, diverranno cantieri“.
“Il fatto che la Città Metropolitana e gli enti locali, così come la società sportive possono accedere al credito a tasso zero – ha ribadito – è una convenienza concreta e reale. Per fare un esempio, lo Stadio “San Nicola” di Bari è al centro di una riqualificazione per 11 milioni di euro e, l’anno prossimo, si presenterà in una veste totalmente nuova. Questo si può riproporre, in maniera proporzionata, anche per i Comuni con pochi abitanti. La nostra mission, dunque, prevede di intervenire su più comunità cosicché lo sport continui ad essere aggregazione sociale riportando i giovani all’aria aperta e fuori dall’isolamento spesso prodotto, purtroppo, dai tempi moderni e dalle nuove tecnologie“.
Giovedì 1 e venerdì 2 giugno il Museo diocesano e la parrocchia Maria SS.ma del Carmelo ad Archi promuovono due incontri con padre Andrea Dall’Asta, gesuita, architetto e direttore del Museo e della Galleria San Fedele a Milano. L’1 giugno h 18,30 (Salone TEIC, nel cortile dell’Arcivescovado su cui si affaccia il Museo) padre Dall’Asta affronterà il tema L’immagine nella tradizione cristiana. Un viaggio nell’arte sacra, tra presente e passato, indagine sull’arte sacra nella tradizione orientale e occidentale e riflessioni sull’icona orientale in relazione all’immagine sacra dopo Giotto, fondata sull’imitazione della natura. In che modo l’opera d’arte si inserisce nello spazio sacro e, in particolare, come interpretare l’arte sacra contemporanea presente nelle nostre chiese?
Il 2 giugno h 16,30 (chiesa parrocchiale di Maria SS.ma del Carmelo ad Archi) tema dell’incontro sarà Il Viaggio della Vita. Riflettere sugli spazi di una chiesa per vivere l’incontro tra Dio e l’uomo: padre Dall’Asta darà un’interpretazione dello spazio ecclesiale a partire dalla metafora del ‘viaggio della vita’. Attraversare gli spazi di una chiesa significa, infatti, interrogarsi sulla nostra identità di credenti e incamminarsi verso il futuro, leggendo il senso più profondo della promessa cristiana.

Andrea Dall’Asta, dopo avere terminato gli studi di Architettura a Firenze nel 1985, entra nella Compagnia di Gesù nel 1988. Dal 2002 dirige la Galleria San Fedele di Milano e dal 2008 al 2020 ha diretto la Raccolta Lercaro di Bologna. Ha fondato a Milano nel 2014 il Museo San Fedele. La sua attenzione è rivolta al rapporto tra arte, liturgia e architettura. Ha partecipato ad alcuni importanti progetti come l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Reggio Emilia (2011), la realizzazione dell’Evangeliario Ambrosiano (2011), del Padiglione Vaticano per la Biennale di Venezia (2013) e della sezione Disegnare il sacro alla Biennale di Architettura di Venezia (2014). Insegna alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale a Napoli. Scrive su alcuni quotidiani e riviste come Avvenire e La Civiltà Cattolica.
I due incontri dell’1 e del 2 giugno sono promossi dal Museo e dall’Ufficio per i beni culturali dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e dalla parrocchia di Maria SS.ma del Carmelo ad Archi, con il patrocinio dell’Accademia Belle Arti di Reggio Calabria e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Reggio Calabria.
Si è svolta giovedì 25 maggio, presso la Scuola Media di Catona, la Giornata della Legalità, promossa dall’Istituto Comprensivo “Radice Alighieri” di Catona (RC) e dalla Fondazione Girolamo Tripodi. Questa data assume ormai un valore simbolico per la scuola, per Catona e per la città di Reggio Calabria, poiché il 25 maggio 2017 è stato barbaramente assassinato dalla ‘ndrangheta Bruno Ielo, cittadino esemplare, tabaccaio e Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi della scuola Media di Catona e della Direzione Didattica di Catona, per ben sei anni. L’incontro è stato molto partecipato, animato da forte tensione ideale e ricco di contenuti ed ha visto una numerosa presenza degli alunni, delle famiglie e dei docenti delle classi coinvolte.
L’evento è stato aperto dalla Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Radice Alighieri” di Catona, Simona Sapone, che ha ringraziato tutti gli invitati ed ha sottolineato l’importanza che assume la giornata della legalità per la realtà scolastica catonese nella memoria di una persona come Bruno Ielo, che non ha piegato la testa ed ha difeso con coraggio e determinazione i propri diritti e la propria dignità. Subito dopo è intervenuto Michelangelo Tripodi, Presidente della Fondazione Girolamo Tripodi, che insieme all’Istituto Comprensivo ha promosso l’organizzazione della giornata e le iniziative ad essa collegate. Tripodi ha ricordato tutta la storia di Bruno Ielo, a cui era legato da sentimenti di profonda amicizia e di grande affinità ed il suo essere uomo tutto d’un pezzo, che non si è mai piegato ai soprusi, alle sopraffazioni e alle estorsioni. Bruno Ielo era un lavoratore onesto, un padre esemplare e un cittadino impegnato per la propria comunità. Ha pagato con la vita perché si è opposto alla volontà criminale delle cosche mafiose che, non essendo riuscite attraverso minacce, imboscate, atti intimidatori ed altro a scardinare l’onestà di un cittadino integerrimo come Ielo, decisero di ucciderlo, assoldando un killer che gli sparò due colpi di pistola alle spalle, una sera di primavera inoltrata, mentre faceva ritorno a casa. Tripodi ha poi voluto rivolgere alcuni ringraziamenti: all’Associazione Libera che quest’anno in occasione della Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie del 21 marzo ha inserito per la prima volta Bruno Ielo nell’elenco delle vittime innocenti delle mafie, a seguito della segnalazione che è stata fatta dal proprio fratello Ivan; alla Commissione Toponomastica del Comune, per aver accolto la proposta presentata dalla Fondazione Girolamo Tripodi e per aver assunto la decisione di intitolare a Catona una via a Bruno Ielo; alla Magistratura e alle forze dell’ordine, rappresentate nell’occasione dal Dott. Paolo Ramondino, che con grande impegno e dedizione hanno portato avanti le indagini con quell’operazione che non a caso è stata definita “Giù la Testa”, con la quale è stato messo in luce il progetto criminale di ampio respiro di cui è stato vittima Bruno Ielo e che ha consentito di individuare e assicurare alla giustizia mandanti e responsabili di quella è stata una vera e propria esecuzione di stampo tipicamente mafioso: il processo in questione si è recentemente concluso in primo grado con la condanna dei responsabili.
Il ringraziamento più grande e più affettuoso Michelangelo Tripodi lo ha rivolto a Daniela, la figlia di Bruno, che ha visto morire il padre nelle proprie braccia quella tragica sera di sei anni fa e a tutti i suoi familiari presenti all’evento. Daniela non si è fermata, ha resistito con lo stesso coraggio di Bruno. Oggi la rivendita di tabacchi è aperta grazie a lei che non ha voluto mollare e non ha voluto darla vinta agli assassini di suo padre, anche se continua a subire continue vessazioni, come dimostra la rapina subita nei giorni scorsi. Successivamente è intervenuto il giudice Paolo Ramondino del Tribunale per i minorenni, che ha ribadito l’importanza di iniziative come queste nell’impegno per la difesa della legalità ed ha voluto esprimere la propria ammirazione per una figura come Bruno Ielo che ha avuto il coraggio che talvolta molti non hanno ed ha difeso i propri principi, pur sapendo che questo poteva mettere a rischio anche la propria vita. Il dott. Ramondino ha sottolineato la necessità di intervenire anche nell’azione di recupero sociale, per impedire che i giovani possano diventare facile manovalanza della criminalità organizzata.
E’ poi intervenuto Domenico Cappellano, Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Reggio Calabria, che ha apprezzato molto l’iniziativa di commemorazione di Bruno Ielo ed ha informato sulla decisione assunta dalla commissione per l’intitolazione di una via di Catona a Bruno Ielo e sul successivo iter che dovrà essere seguito per giungere all’ufficializzazione. Ha poi preso la parola Domenico Nasone, in rappresentanza dell’Associazione Libera, che ha ricordato come quest’anno Bruno Ielo sia stato incluso nell’elenco di oltre mille persone che nel nostro paese sono state vittime innocenti delle mafie. Nasone ha sollecitato la scuola ad essere sempre più il centro della promozione di iniziative per la memoria e per insegnare ai giovani i percorsi della legalità, che significa anche dare risposte concrete ai problemi sociali del territorio. Inoltre, ha invitato a stare vicino a Daniela e a sostenerla in tutti i modi.
Ha concluso i lavori Daniela, la figlia di Bruno Ielo, che ha ringraziato la scuola e la Fondazione Girolamo Tripodi per aver voluto ancora una volta ricordare la figura del padre a cui era profondamente legata e con cui collaborava nella stessa gestione della tabaccheria e che continua con forza a tenere aperta, nonostante tutto quello che è accaduto. Nel suo intervento Daniela era visibilmente commossa, ma ci ha tenuto a ribadire che intende continuare nel solco dell’insegnamento del papà. Subito dopo si è proceduto alla consegna dei Premi “In memoria di BRUNO IELO” , giunti quest’anno alla seconda edizione, destinati agli alunni e alle alunne della Scuola Secondaria di I° Grado di Catona. Il concorso per non dimenticare il bellissimo esempio di Bruno Ielo e per ricordare il suo comportamento di eroe civile, è organizzato congiuntamente dalla Fondazione Girolamo Tripodi e dall’Istituto Comprensivo “Radice Alighieri” di Catona.
Sono risultati premiati i sottoelencati studenti:
ELABORATI GRAFICI (CLASSI PRIME)
1. BONFORTE ALESSANDRO CLASSE 1D
2. MANDICA RITA “ 1E
3. GATTO SOFIA “ 1A
ELABORATI SCRITTI (CLASSI SECONDE)
1. DESALVO DANIELE CLASSE 2C
2. BILLARI MIRIAM “ 2A
3. CONTE LUCAS “ 2E
ELABORATI MULTIMEDIALI (CLASSI TERZE)
1.EX AEQUO ABATE NATALE CLASSE 3B
1.EX AEQUO MALASPINA RICCARDO “ 3E
2. GIUFFRE’ MELANIA “ 3B
3 MAVILLA MIRIAM “ 3E
I lavori di tutti gli alunni, premiati e non, hanno rappresentano la conclusione di un qualificato percorso di studi che punta attraverso la sensibilizzazione e la formazione, allo sviluppo della cultura della legalità, della solidarietà e dell’inclusione, valori alla base della convivenza civile. Pertanto, data la validità e l’importanza dell’iniziativa, la Fondazione Girolamo Tripodi e l’Istituto Comprensivo sono orientati a dare seguito e continuità per onorare al meglio la memoria di Bruno Ielo.
Reggio Calabria: Versace presente all’Assemblea Nazionale della Federazione Italiana delle Associazioni
Si è svolto a Palazzo Alvaro uno dei convegni previsti per l’Assemblea Nazionale della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Club per l’UNESCO, evento che per la terza volta, dopo il 1995 ed il 2003, viene ospitato nella città di Reggio Calabria. Completamente autogestita e ricca di iniziative, l’assemblea durerà cinque giorni: da giovedì 25 a lunedì 29 maggio 2023. Nell’ambito dell’interessante appuntamento tematico sulla “Diffusione dei valori e dell’azione UNESCO – Contenuti e Testimonianze dai Territori: Patrimonio Culturale, Riserve MaB, Geoparchi, Memorie del Mondo, Learning City, Cattedre UNESCO” è intervenuto il Sindaco facente funzioni Carmelo Versace per i saluti istituzionali ma anche per la testimonianza di quel lavoro promosso dalla Città Metropolitana che incrocia gli indirizzi e le tematiche del seminario organizzato.
“Questa amministrazione – ha affermato Versace – ha intrapreso un percors che punta a rispolverare i Bronzi di Riace da un torpore durato troppo tempo e restituirgli visibilità e valore a livello mondiale. Ci è sembrato doveroso porre in essere quei tentativi, organizzando un tavolo istituzionale, per provare a portare avanti l’idea di Bronzi patrimonio Unesco. Sembra giusto che continuiamo in questa direzione, malgrado la consapevolezza di scelte che non spetteranno a noi, e non staremo certo con le mani in mano. Abbiamo deciso, entrando nel circuito delle learning cities, di attivare un progetto di ricerca che coinvolge direttamente la cittadinanza oltre che l’università ed altri attori sociali; la nostra, d’altronde, è la prima città metropolitana ad essere entrata in questo global network; con un modo nuovo di raccontare il nostro territorio”.
“D’altronde – ha affermato Versace – non dobbiamo inventarci neppure tanto perché le nostre bellezze naturali ed il nostro patrimonio artistico-culturale metropolitano rappresentano delle specificità che non hanno nulla da invidiare ad altri luoghi di valore nazionale ed internazionale”. “Abbiamo ancora due anni di lavoro per riuscire a confermarci all’interno di questo network ma stiamo facendo grandi sforzi in questo senso e ne è testimonianza lampante la Biennale dello Stretto; un’amministrazione deve sapere investire in modo intelligente perché solo l’anno scorso abbiamo impegnato oltre un milione di euro in cultura. Se è vero, come lo è, che il nostro territorio richiede interventi infrastrutturali importanti non possiamo non considerare la cultura quale infrastruttura immateriale per quello che porta, a più livelli, narrando qualcosa di diverso valorizzando eccellenze in giro per il mondo oltre che nel nostro Bel Paese. La cultura – ha concluso Versace – è investimento sostanziale e non marginale”
Si è svolto oggi presso il teatro dell’IC di Oppido-Varapodio-Molochio l’incontro conclusivo del progetto di educazione civica “E’ un diritto o un dovere, mai un favore”, proposto e coordinato dall’avv.ssa Margherita Mazzeo, destinato alle classi prime e seconde della Scuola secondaria di primo grado, avente per oggetto la promozione della cultura dei diritti e lo sviluppo di una coscienza civica nei ragazzi. L’interessante progetto, articolato in 30 ore frontali sui temi più importanti della Costituzione, ovvero il rispetto delle regole e la fruizione dei diritti, ha visto protagonisti gli alunni delle classi di Oppido, Varapodio, Molochio, che si sono messi in gioco con varie attività didattiche interattive durante l’anno scolastico e oggi hanno potuto rivolgere direttamente alle istituzioni le loro domande e anche le loro critiche costruttive. A rispondere ai quesiti dei ragazzi diverse istituzioni del territorio: la Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Francesca Morabito, il sindaco di Oppido Mamertina, dott. Bruno Barillaro, il sindaco di Varapodio, dott. Orlando Fazzolari, il sindaco di Molochio, dott. Marco Caruso, che hanno risposto puntualmente agli stimoli e ai quesiti più ricorrenti dei ragazzi sui servizi scolastici e territoriali.
Al centro delle domande l’innovazione scolastica, la sanità, lo sport, la cultura e la viabilità carente. Non sono mancate le domande per le forze dell’ordine, rappresentate dai carabinieri del territorio, guidati dal Vice Comandante di Oppido, Mar. Ord. Vincenzo Arpaia, dal Vice Comandante di Molochio Mar. Ord. Francesco Gattuso e dal Vice Comandante di Varapodio Mar. Ord. Luca Cozzo. I carabinieri hanno ascoltato e risposto con attenzione alle domande degli alunni su come si svolga la vita di un carabiniere, se essi provino paura nell’esecuzione dei loro compiti e su quanto sia importante il ruolo delle forze dell’ordine. Alla autorità citate si sono affiancati i parroci don Giuseppe Papalia (Oppido) e don Giovanni Rigoli (Varapodio-Molochio), che hanno risposto a quesiti anche molto delicati, come il tema del bene e del male, il ruolo di Dio e della Chiesa nella società moderna. La scuola e gli educatori coinvolti hanno così realizzato, con soddisfazione degli alunni, della Dirigente e delle istituzioni, un importante momento di costruzione etica e sociale della cittadinanza attiva nel territorio di Oppido Mamertina.
La richiesta di un sequestro preventivo si era già discussa a ottobre del 2022 davanti al Gip, che per primo aveva rigettato le tesi con cui la Procura della Repubblica di Catanzaro aveva sostenuto le ragioni di un atto d’urgenza nell’area del torrente Beltrame, la stessa in cui nel 2000 si è verificata la tragedia del camping “Le Giare”. A essere messo in discussione l’operato dell’ex sindaco Ernesto Alecci e del suo successore Daniele Vacca, attuale primo cittadino di Soverato, su cui si esprime ora il Tribunale del Riesame di Catanzaro che, per la seconda volta, rigetta la richiesta di un sequestro preventivo dell’area. I due sindaci erano stati accusati di essere responsabili di rifiuti di atti d’ufficio per la mancata chiusura di un varco che permetteva il passaggio all’interno del torrente Beltrame, in una tesi accusatoria smontata dall’avvocato Domenico Calabretta, difensore di fiducia dei due sindaci. Il legale ha ricostruito minuziosamente le azioni dell’ente soveratese per rispondere alla pubblica accusa che aveva ipotizzato delle responsabilità dei due primi cittadini per una supposta omissione nel vietare in maniera assoluta, oltre che immediata, l’accesso del pubblico al letto del torrente. “Le azioni dei due sindaci– spiega l’avvocato Calabretta– hanno testimoniato l’interesse nei confronti del potenziale pericolo che ha preso forma nelle ordinanze necessarie a evidenziare il rischio per la pubblica incolumità e nelle azioni alla base del finanziamento per realizzare i lavori di messa in sicurezza, chiesto e ottenuto dall’ente che ha avviato i lavori poi interrotti dalla ditta esecutrice per cause di forza maggiore”.
Una visione che il tribunale accoglie pienamente, mettendo il rilievo le risultanze degli atti esaminati per cui risulta “che già con ordinanza del 10 luglio del 2020, il sindaco, in ottemperanza a quanto sarebbe stato poi diffidato di fare dalla Regione Calabria (con la nota del 2 agosto del 2021), aveva interdetto il transito, la sosta e la permanenza nell’alveo del torrente in periodi di allerta meteo e, dunque, aveva adottato un provvedimento di somma urgenza proprio al fine di arginare il pericolo per la pubblica incolumità, peraltro a suo tempo dallo stesso tempestivamente segnalato”. A ciò si aggiunge nell’ordinanza “che, a seguito della diffida della Regione Calabria del 15 luglio 2021, il Comune di Soverato precisava di non aver realizzato argini di chiusura, né di aver provveduto all’apertura di varchi, così come richiesto. Ma non solo. Il Sindaco, oltre ad aver già adottato i provvedimenti contingibili e urgenti affrontava il problema con proposito definitivamente risolutivo e ciò faceva mediante l’approvazione avvenuta il 15 dicembre del 2021 del progetto di esecuzione dei lavori di costruzione dell’argine”. Il Tribunale sottolinea come l’interruzione dei lavori non ancora ultimati sia avvenuta per un impedimento sorto in corso di esecuzione, dapprima non previsto, né rilevato, e come sia “non certamente ascrivibile all’Autorità amministrativa”. Una chiara posizione per cui, concludono i giudici, “nessun rifiuto indebito, appare imputabile al sindaco Alecci, né al Sindaco Vacca, che al primo è succeduto dal 23 dicembre del 2021, non emergendo, nel caso di specie sottoposto alla cognizione di questo Tribunale, che gli stessi si siano sottratti alla valutazione d’urgenza dell’atto del proprio ufficio, avendo, anzi, adottato, a tempo debito, tutti i provvedimenti necessari a fronteggiare il rischio per la pubblica incolumità, quale derivante dalle criticità rilevate sull’ alveo del torrente Beltrame”. I giudici escludono pertanto la sussistenza sia dell’elemento psicologico del reato ipotizzato sia di quello materiale a carico dei due sindaci.