E’ andata deserta la gara per l’aggiudicazione del lotto 1 dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione dello stadio Nicola Ceravolo relativo al rifacimento del campo di gioco. “Nessuna delle cinque ditte, le migliori nel settore – è scritto in una nota del comune di Catanzaro – invitate nell’ambito della procedura negoziata ha presentato offerta. Gli uffici di Palazzo de Nobili, già nella giornata di domani, procederanno a rieditare la gara in termini brevi, ancora compatibili con l’urgenza dei lavori in vista dell’inizio del prossimo campionato”. L’ipotesi che la gara, in una prima fase, potesse andare deserta, prosegue la nota, “era stata comunque tenuta in considerazione, così come era stata contemplata l’ipotesi di eventuali criticità, in questa e nelle altre procedure che riguardano gli interventi sullo Stadio Ceravolo. Per tale ragione, l’amministrazione ha predisposto dei piani alternativi per ciascuno dei tre lotti che, per l’appunto, sotto questo versante saranno attivati a partire dalla giornata di domani”.
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Giunti a Maggio 2023, si può cominciare a fare un bilancio dell’attività del Comitato di Quartiere Mosorrofa, nato ad aprile 2021, ad un anno dalla manifestazione popolare in Piazza san Demetrio a Mosorrofa. Innanzitutto preme sottolineare che la forza del Comitato Direttivo (8 componenti) e di quello allargato (25 componenti) denominato Comitato Cittadini è l’assoluta apartiticità, nessun colore e nessuna personalizzazione di meriti per i risultati, pochi, che si sono ottenuti e per quelli che si otterranno. Unico interesse è il bene della collettività. Elencando tutte le iniziative e i colloqui con gli interlocutori istituzionali si vuol mettere in evidenza che nulla sarebbe stato possibile senza il coinvolgimento di tutti e che è stato e resta determinante mettere da parte i personalismi. Hanno preceduto la manifestazione di Piazza: Incontri col sindaco Falcomatà (12 03 2021 – 12 08 2021), col Vicesindaco Perna (13 05 2021 – 01 07 2021) e col sindaco f.f. Brunetti (22 02 2022 – 11 03 2022); sopralluogo dell’allora assessore allo sport Palmenta all’ex campo sportivo (Aprile 2021) e quello del
sindaco f.f. Brunetti con al seguito assessori e parte del consiglio comunale in tutti i luoghi interessati (28 02 2022). Resasi necessario, poi, di sensibilizzare ulteriormente le istituzioni e di coinvolgere più attivamente la popolazione sulle problematiche (Acqua, Viabilità, centri sportivi e ludici, cimitero, discariche, e altro) irrisolte ormai da troppo tempo si è attuata la manifestazione in piazza San Demetrio a Mosorrofa (07 05 2022) con raccolta di 370 firme inviate al Prefetto per chiedere udienza e un suo intervento. A questa sono seguite: una manifestazione di 350 cittadini mosorrofani recatisi a Piazza Italia (18 06 2022); la richiesta di accesso agli atti amministrativi (27 05 2022) relativi alla riqualificazione del ex campo sportivo (zona Cimitero) di Mosorrofa e alla sistemazione dell’areaBufano , rimaste senza risposta; l’incontro col sindaco f.f. della Città Metropolitana Versace (18 06 2022); l’incontro in prefettura col prefetto Massimo Mariani alla presenza del sindaco f.f. Brunetti (21 06 2022); gli accordi presi con l’assessore allo sport Palmenta per dare a ragazzi e giovani mosorrofani in tempi brevi uno spazio dove estrinsecare le loro esigenze e poi, al cambio della giunta comunale, i colloqui intercorsi con l’incaricato Latella; i tanti colloqui con gli assessori ai lavori pubblici Muraca e Albanese e l’interessamento di vari esponenti del consiglio comunale per dareuna qualche soluzione alla disastrosa situazione della Strada San Sperato-Mosorrofa; la partecipazione al Consiglio Comunale (07 10 2022); l’incontro con l’incaricato allo sport Latella (13 10 2022) e la seguente riunione al CEDIR alla presenza del dr Cutrupi e dell’Architetto Artuso (20 10 2022) nel quale ci sono state prospettate soluzioni per la sistemazione dell’area di Bufano e per la riqualificazione dell’ex campo sportivo, disattese completamente; l’incontro in prefettura (01 12 2022) col prefetto, con l’assessore ai lavori pubblici Albanese, con la presenza per quanto riguarda la sistemazione della San Sperato Mosorrofa (tratto franato e gard rail) dell’ABO Postorino e del responsabile del procedimento Brandi . Vari incontri e telefonate (da Dic 2022 a Febb 2023) con
incaricato allo Sport Latella, con Architetto Cutrupi, con Architetto Artuso per sbloccare una possibilità di riqualificazione dell’area Bufano attraverso l’inserimento del progetto (Progetto già pronto e presentato alla dirigente Stracuzza) in fondi PNRR, che inspiegabilmente si è perso nei meandri della burocrazia o della cattiva gestione per incuria o malafede degli uffici preposti.
L’incontro in prefettura con Prefetto, assessore ai lavori pubblici Albanese e due tecnici/direttori dei lavori del comune (11 01 2023) per pianificazione lavori futuri e prossima approvazione bilancio comunale nel quale ci aspettiamo (così ha promesso l’assessore Albanese) molte opere su Mosorrofa. In previsione c’è un nuovo incontro in prefettura dopo l’approvazione del Bilancio del Comune entro una settimana al massino due, per visionare quanto riguarda Mosorrofa nel bilancio e controllare insieme al prefetto mese per mese lo sviluppo.
A un anno da quella manifestazione di popolo poche le opere fatte: finalmente concluso l’allaccio della conduttura sussidiaria all’acquedotto e l’acqua nell’estate 2022 non è mancata ma in questi giorni c’è qualche segnale che non ci fa stare tranquilli, l’acqua viene regolarmente chiusa già nelprimo pomeriggio; le buche tappate dal Bivio San Sperato fino all’inizio di Via Sella San Giovanni a Mosorrofa si stanno ricreando ma del ripristino del manto stradale nessun segno e la strada sprofonda, varie voragini si sono create anche al centro del paese; hanno ricominciato i lavori per la sistemazione definitiva della strada nel tratto franato, hanno riaperto alla circolazione il tratto ma con lavori ancora da terminare con inspiegabili tempi biblici. Niente di niente riguardo ai gard rail, ai campetti e centri ludici, alla rimozione della enorme discarica, all’ampliamento del cimitero.
Stiamo ancora aspettando l’approvazione del bilancio e i tanto annunciati, ma ancora da vedere, interventi su Mosorrofa. Poca cosa rispetto all’enormità dei bisogni di questo paese ma la strada imboccata riteniamo che sia quella giusta e che passo dopo passo si otterranno i risultati sperati.
L’invito alla cittadinanza mosorrofana è quello di non demordere, di continuare compatti e coesi la lotta, ripetiamo, senza etichette, questo ci permetterà di confrontarci con qualunque interlocutore sempre con la stessa forza.
La positività del bilancio è soprattutto sul riuscito coinvolgimento di larga parte della popolazione, sulla compattezza nella richiesta di soluzione dei problemi che attanagliano Mosorrofa. Ma fino a quando non otterremo Campi Sportivi; Centro Ludico-Culturale-Ricreativo; Il rifacimento totale dei guard rail e una Strada degna di questo nome con un manto stradale nuovo; La liberazione dell’enorme discarica in zona Puzzo; L’allargamento del Cimitero; per indicare i più urgenti non possiamo considerare positivo il bilancio ed è necessario continuare la lotta. Appena il bilancio verrà approvato, dovrebbe essere entro questo mese, se non ci soddisferà, siamo pronti a scendere nuovamente in piazza per chiedere le dimissioni di questa giunta, fino ad ora, per noi totalmente
(ANSA) – Beni mobili e immobili per circa 400 mila euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria a un commercialista di Rosarno ritenuto in rapporti con la cosca di ‘ndrangheta dei Pesce. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale su richiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha coordinato l’attività. La figura criminale del professionista era emersa, da ultimo, nell’ambito dell‘operazione denominata “Pecunia Olet” nei confronti della cosca. In particolare, l’attività investigativa ha consentito di fare emergere un accordo che avrebbe consentito al clan Pesce di gestire, in condizione di monopolio, l’indotto della grande distribuzione alimentare e del trasporto merci su gomma. Il tutto con il supporto del commercialista che ne avrebbe curato gli aspetti tecnici, ponendo a disposizione le proprie competenze in materia contabile, societaria e fiscale al fine di favorire gli interessi economici della cosca e, nel contempo, evitare che i patrimoni imprenditoriali fossero aggrediti da iniziative giudiziarie. Il tutto attraverso la costituzione di società cartiere, intestazioni fittizie e periodiche modifiche delle compagini societarie e mettendo a disposizione il proprio studio commerciale quale luogo privilegiato di incontro per questioni di interesse della cosca e affari illeciti. In tale contesto il professionista è stato rinviato a giudizio per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in estorsione aggravato dal metodo mafioso. Da qui la decisione della Dda reggina di delegare il Gico della Guardia di finanza a svolgere l’indagine di carattere economico-patrimoniale finalizzata all’applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali. In particolare il valore patrimonio direttamente e indirettamente nella disponibilità del commercialista sarebbe risultato decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. I beni sequestrati sono due fabbricati, due terreni, tre auto, denaro contante per circa 40 mila euro tutti i rapporti bancari, finanziari e le relative disponibilità. (ANSA).
Il progetto “Marginalia” e le associazioni “La Strada” e “ACE MedicinaSolidale” presenteranno il libro “Transizione o mistificazione? Oltre la retorica della sostenibilità tra dogmi ed eresie” del Laboratorio TiLT.
L’evento si terrà sabato 13 maggio alle ore 17:00 presso il centro ACE onlus Medicina Solidale.
Il libro, curato da Antonia De Vita, Francesco Vittori, Caterina Martinelli, Francesca Forno, Giorgio Gosetti e Marco Deriu, offre una nuova prospettiva critica sulla transizione economica e immagina un nuovo approccio alla trasformazione socio-ecologica dei prossimi anni.
In particolare il libro affronta l’analisi dei dogmi imposti, verso il bussiness e la tecnologia, al quale si prova a suggerire una riflessione ed alternative sostenibili.
L’evento, curato da “Laboratorio TiLT” e “Teritori in Libera Transizione”, vedrà la partecipazione di Lino Caserta (ACE Medicina Solidale, Parco del Benessere e della Conoscenza), Fabio D. Palumbo (Docente e direttore culturale La Strada) ed Antonia De Vita (Docente di Pedagogia dell’Università di Verona, Laboratorio TiLT) che interverranno per discutere i temi trattati nel libro.
L’evento è aperto a tutti, offrendosi come punto di dialogo tra gli interessati alla tematica della sostenibilità e della transizione economica e come un’opportunità unica per approfondire questi temi di grande attualità.
Marginalia è un progetto che unisce e coordina varie realtà presenti sul territorio, da poco è anche presente su Instagram con un profilo che permetterà di seguire tutte le notizie riguardanti questa ed altre iniziative in calendario: www.instagram.com/marginalia.rc/
VIBO VALENTIA, 10 MAG – (ANSA). I Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, con il coordinamento della Dda di Catanzaro, hanno eseguito, nella provincia di Vibo e in altre zone del territorio nazionale, 61 fermi in una vasta operazione contro la ‘ndrangheta, con l’impiego di oltre 500 militari. Nell’inchiesta sono indagate complessivamente 167 persone tra le quali – in stato di libertà – l’ex presidente della provincia di Vibo e ex sindaco di Briatico Andrea Niglia per una presunta truffa aggravata dal metodo mafioso. In particolare Niglia e Filippo Mazzeo, responsabile del servizio amministrativo del Comune di Cessaniti fino al primo gennaio 2019 e poi nominato collaboratore a titolo gratuito dell’ente, sono indagati in stato di libertà per una truffa ideata al fine di ottenere illecitamente erogazioni pubbliche lucrando sul sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, nei comuni di Joppolo, Mileto e Filadelfia. Secondo l’accusa, Mazzeo avrebbe consegnato a Niglia copia dei quiz della prova preselettiva del concorso pubblico per l’assegnazione di un posto di istruttore direttivo presso i servizi demografici. In seguito a ciò, Niglia è stato assunto dal comune di Zungri, che si è affidato alla valutazione, nel proprio ufficio anagrafe. Ruguardo alla truffa, secondo l’accusa, esponenti della criminalità organizzata, colletti bianchi e pezzi della società civile avrebbero ideato un sistema collaudato, con la costituzione di società cooperative di comodo per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, lucrando così sul sistema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. In tal modo avrebbero indotto in errore il Comune di Vibo Valentia quale ente “capofila” per tutta la provincia, che ha autorizzato la liquidazione delle spese, procurando un danno per l’erario stimato in oltre 400mila euro, con denaro proveniente dal fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, costituito anche da fondi europei, gestito dal ministero dell’Interno e previsto nella legge finanziaria dello Stato.
Inoltre, elementi delle cosche di ‘ndrangheta del Vibonese hanno condizionato e indirizzato le scelte di alcuni dirigenti medici dell’Asp di Vibo Valentia, anche attraverso accordi corruttivi, facendo valere il peso “contrattuale” ed elettorale della cosca di appartenenza. E’ quanto emerge, secondo l’accusa, dall’indagine “Maestrale – Carthago“. In particolare sarebbe emerso l’interesse della Locale di Mileto e della famiglia Fiaré di San Gregorio d’Ippona nella gestione del servizio di vettovagliamento per gli ospedali di Vibo Valentia, Serra San Bruno e Tropea. In questa vicenda è indagato in stato di libertà Cesare Pasqua, ex direttore del dipartimento di prevenzione di Vibo, ex consigliere comunale e candidato sindaco del capoluogo di provincia, accusato, pur “non essendo stabilmente inserito nel sodalizio criminale”, di aver fornito un contributo concreto, specifico, e consapevole alla cosca, “quale medico ufficiale di riferimento dell’organizzazione criminale nell’Asp di Vibo”. In particolare, è l’accusa, si sarebbe “messo a disposizione delle Locali di ‘ndrangheta di Limbadi e San Gregorio d’Ippona“, consentendo alla criminalità organizzata “di infiltrarsi negli affari di proprio interesse, intervenendo in favore del sodalizio in occasione di problematiche burocratiche sorte nell’ambito di procedure amministrative di competenza dell’Asp, ovvero di controlli e/o sequestri amministrativi posti in essere nei confronti di imprese di interesse delle cosche”. In tal modo, secondo la Dda, Pasqua avrebbe favorito il sodalizio “anche con riferimento allo specifico settore della gestione del ristoro ospedaliero per i nosocomi di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno”. In cambio Pasqua avrebbe ottenuto “protezione mafiosa per la risoluzione di problemi e, in occasione di competizioni elettorali che vedevano candidato il figlio Vincenzo, l’appoggio elettorale, in favore di questi, delle cosche di `ndrangheta da lui agevolate”. Ad un altro dirigente medico dell’Azienda ospedaliera, il medico legale Alfonso Luciano – indagato in stato di libertà – in qualità di dirigente sanitario della Casa circondariale di Vibo nonché direttore dell’Ufficio protezione e prevenzione aziendale dell’Asp, e in passato direttore sanitario della stessa Azienda, viene contestato il presunto rilascio di perizie compiacenti in favore di affiliati detenuti. Inoltre avrebbe rivelato notizie riservate su indagini in corso ed imminenti arresti, acquisite grazie alle sue entrature nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine, ottenendo in cambio beni, somme di denaro, protezione da richieste estorsive, nonché appoggio elettorale “come nel caso delle elezioni del 2004, allorché cercava il sostegno della cosca Bonavota”. A un terzo sanitario del Dipartimento di Veterinaria, è stata contestata l’ipotesi di violenza privata aggravata dal metodo mafioso, per essersi rivolto ad un capo locale con la finalità di far desistere un collega dal presentare una denuncia nei suoi confronti.
Durante l’inchiesta “Maestrale – Carthago”, un importante summit di ‘ndrangheta tenuto all’interno di una struttura turistica della ‘Costa degli Dei‘, in occasione di un ricevimento nuziale, è stato documentato dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia. Dalle indagini è emerso che nel corso del summit, dal “Crimine” della “Provincia” sono state impartite disposizioni operative e “comportamentali” ai presenti, cioè venivano date indicazioni su come le diverse famiglie malavitose del vibonese dovevano comportarsi per la spartizione dei proventi illeciti e per dirimere eventuali controversie. Gli investigatori hanno anche ricostruito le dinamiche di presunte estorsioni a carico di una società aggiudicataria dell’appalto per la raccolta dei rifiuti nei comuni di Mileto e Briatico, i cui proventi, circa il 10% dell’importo a base d’asta, sarebbero stati ripartiti tra esponenti della criminalità organizzata riconducibili alle Locali di Mileto e di Zungri, a cui le vittime versavano circa 48.000 euro ogni anno per ciascuna consorteria. È stato poi accertato un pervicace sistema di estorsioni ai danni di coltivatori della Cipolla Rossa Igp di Tropea e di attività commerciali attive nel settore turistico-alberghiero della Costa degli Dei. Attraverso la creazione di più società per la navigazione da diporto, con intestatari fittizi riconducibili ad un unico centro di interessi, le cosche avrebbero di fatto creato un regime monopolistico a tariffe imposte. È stata anche riscontrata poi, nell’area di Cessaniti, Filandari e Briatico una presunta attività di illecita intermediazione nella compravendita di fondi agricoli fra privati, mediante l’invasione di terreni, la minaccia e il pascolo abusivo. Nel corso delle indagini sono state sequestrate numerose armi, tra cui fucili, pistole – molte delle quali con matricola abrasa – e un fucile mitragliatore AK-47 Kalashnikov, nonché un ingente quantitativo di munizioni di vario calibro. (ANSA).
Si è tenuto domenica 7 maggio l’evento di degustazione ‘Il peperoncino, una storia tutta calabrese’, svoltosi sul Corso Garibaldi a Reggio Calabria.
‘Oro rosso di Calabria’, così viene definito il peperoncino, elemento oramai radicatosi nella cultura e nei sapori tradizionali di tutta la regione, sino a rappresentarne uno dei principali simboli a livello nazionale ed internazionale.
Pienamente soddisfatto per la riuscita dell’evento Sergio Campolo, presidente dell’associazione ‘Un peperoncino per lo Stretto’. “Non ci aspettavamo questa risposta, il pubblico ha dimostrato di apprezzare quello che è uno dei prodotti di punta dell’enogastronomia calabrese. Il successo dell’iniziativa farà sicuramente da apripista per simili eventi futuri”, le parole di Campolo.
Presente all’evento anche il campione nazionale del peperoncino, il ‘mangiatore di fuoco’ Giovanni Polimeni, che si è aggiudicato il titolo nell’edizione 2011 del Peperoncino Festival di Diamante. ‘Per me il peperoncino rappresenta tutto in cucina. Lo abbino a tutto, anche ai dolci, e non posso assolutamente farne a meno. E’ una delle eccellenze calabresi che più devono renderci orgogliosi’, sottolinea Polimeni.
Giuseppe Marino, referente di ‘Libera’, ha evidenziato l’importanza di sostenere le aziende del territorio, specie in un momento storico particolarmente complicato. ‘Eventi di questo tipo permettono di far conoscere le specialità della nostra regione. Noi di Libera non possiamo che condividere queste iniziative e promuoverle, invitando tutti i consumatori ad acquistare dai negozi locali’.
Giuseppe Nucera, presidente del comitato ‘La Calabria che vogliamo’, ha elogiato la volontà degli organizzatori di tenere l’evento degustazione dedicato al peperoncino in riva allo Stretto.
‘Una bella iniziativa quella organizzata a Reggio Calabria, che ha portato ad accendere una volta di più i riflettori sull’importanza del peperoncino. Si tratta oramai di una filosofia riconosciuta e sempre più in aumento, legata alla valorizzazione dei piatti calabresi in ambito nazionale e anche internazionale.
L’enogastronomia –evidenzia Nucera- è un settore in costante espansione e ormai trainante per l’economia italiana, grazie ad una cultura storica che si perde nei secoli ed è apprezzata in tutto il mondo. Il peperoncino è parte integrante di questo universo e merita di essere valorizzato come merita. Non a caso ogni anno si svolge un evento importante come il Festival del peperoncino, che richiama a Diamante decine di migliaia di presenze ad ogni edizione.
Possiamo contare un un prodotto dalle qualità e proprietà uniche, oltre a professionisti capaci di esserne fieri e orgogliosi ambasciatori, come nel caso di Giovanni Polimeni. A livello personale -conclude Nucera- non mancherò di offrire il mio contributo nel percorso di crescita e sviluppo del peperoncino, eccellenza calabrese che il mondo ama e ci invidia”.
Nell’ambito del Maggio dei Libri 2023 promosso dal Ministero della Cultura e dal Comune di Reggio Calabria, l’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con la Biblioteca “Pietro de Nava”, prosegue la riflessione sulla “percezione del tempo tra Antico, Moderno e Contemporaneità” e propone un incontro su Filone di Bisanzio, scienziato e scrittore ellenistico vissuto all’incirca nel 3^ secolo a.C., autore di un trattato di meccanica (Mechanike syntaxis), quasi del tutto perduto, ma di cui restano importanti ed estesi frammenti relativi alla costruzione dei sistemi di difesa delle città, già oggetto di un incontro la scorsa estate e, nel testo al centro della odierna manifestazione, anch’esso curato dalla Prof.ssa Elena Santagati dell’Università di Messina, dell’ approvvigionamento della città assediata. Infatti affinché una città possa affrontare un assedio non basta che sia ben fortificata: accanto ad una sapiente e razionale edificazione di mura e predisposizioni strategiche di bastioni e torri, essa, in vista di un assedio, ha la necessità di mettere in atto, al suo interno, una serie di iniziative che possano consentire agli assediati una duratura resistenza. Filone di Bisanzio fornisce dunque una serie di precetti guida per un appropriato approvvigionamento, per la razionalizzazione delle risorse disponibili e per la loro conservazione. Il testo, di cui parleranno la stessa prof.ssa Elena Santagati e il Prof. Daniele Castrizio giovedì 11 maggio alle ore 16,45 presso la Sala Gioffrè della Biblioteca De Nava, dopo l’introduzione Prof. Amos Martino, Responsabile del Centro Studi Anassilaos Glauco di Reggio per la cultura letteraria greca e latina, offre uno squarcio significativo sulla guerra nel mondo antico, crudele come tutte le guerre combattute nel corso dei secoli, e ci fa comprendere come l’approvvigionamento di acqua e cibo sia fondamentale perché una città assediata possa resistere al nemico e quanto “la fame” possa piegare i cittadini più valorosi e risoluti. Un esempio tra gli altri riguarda proprio la nostra Reggio assediata da Dioniso, tiranno di Siracusa. Secondo quanto tramanda Diodoro Siculo i Reggini, isolati da dieci mesi senza alcuna possibilità di rifornimento, di fronte alla grave scarsità di cibo e vinti dalla fame, mangiarono i cavalli e addirittura le pelli dopo averle cotte giungendo al punto di mangiare l’erba selvatica che cresceva sui muri – ancora quelli che osserviamo sul Lungomare – e infine sopraffatti dalla fame, furono costretti ad arrendersi a Dionisio che distrusse la città.