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Fondazione “Girolamo Tripodi”: consegnato il Premio alla “Radice Alighieri”
Il Premio di Studio “Girolamo Tripodi”, giunto quest’anno alla sua III edizione, ha fatto tappa all’Istituto Comprensivo “Radice Alighieri” di Catona.
Il premio è stato consegnato allo studente Siclari Domenico Antonio della classe 3^ E, che lo scorso anno scolastico è risultato il più meritevole e bisognoso diplomato dell’Istituto Comprensivo di Catona.
Erano presenti alla cerimonia i rappresentanti di tutte le classi terze della Scuola Secondaria di I° Grado dell’Istituto Comprensivo.
La cerimonia è stata aperta dalla Dirigente Scolastica avv. Simona Sapone che ha presentato il premio istituito dalla Fondazione Girolamo Tripodi, che ormai rappresenta un punto fermo per la scuola di Catona. La Dirigente ha pronunciato parole di apprezzamento per il lavoro portato avanti dalla Fondazione a favore degli studenti reggini ed ha espresso l’augurio che anche in futuro possa proseguire la proficua e feconda collaborazione che è stata instaurata e che è ormai giunta al terzo anno di iniziative ed attività comuni che vedono protagonista l’Istituto Comprensivo di Catona e la Fondazione Girolamo Tripodi.
Prima della consegna del premio è intervenuto Michelangelo Tripodi, Presidente della Fondazione, che era presente insieme alla sorella Maria Concetta, al fratello Ivan e all’avv. Lorenzo Fascì, del Consiglio di Amministrazione.
Michelangelo Tripodi, già DSGA dell’Istituto, ha rivolto un sentito ringraziamento alla Dirigente Scolastica avv. Simona Sapone, sempre disponibile ad accogliere e a sostenere le iniziative portate avanti dalla Fondazione. Inoltre, il ringraziamento è stato esteso ai docenti, al personale ATA, agli studenti e ai genitori della comunità scolastica catonese. Michelangelo Tripodi ha voluto sottolineare che la scelta di premiare gli studenti meritevoli delle scuole reggine rappresenta un indirizzo strategico della Fondazione che sta investendo molto sui giovani proprio perchè essi costituiranno la classe dirigente del futuro e proprio, in quanto tali devono acquisire la piena consapevolezza di quello che c’è stato alle loro spalle. In tal senso, attraverso la figura simbolica di Girolamo Tripodi, la Fondazione ritiene necessario promuovere e far conoscere questa storia collettiva della nostra comunità che ha fatto passi da gigante per riscattarsi dalla subalternità, dall’oppressione e dallo sfruttamento. E’ questa storia collettiva che è alla base del progresso e della crescita sociale di un popolo che si è emancipato e liberato da condizioni di arretratezza semifeudale.
Subito dopo si è passati alla premiazione dello studente Siclari Domenico Antonio, della classe 3^ E dell’anno scolastico 2021/2022,
risultato vincitore del Premio di studio “Girolamo Tripodi” quale più meritevole e bisognoso diplomato dell’Istituto Comprensivo.
La Fondazione e la Scuola hanno espresso un encomio al ragazzo e ai genitori che erano presenti unitamente all’augurio di grandi successi nel successivo traguardo scolastico che il giovane Domenico dovrà affrontare.
Plastic Free: a Reggio Calabria un nuovo appuntamento di clean up
Domenica 30 ottobre, a partire dalle ore 09:30, i volontari di Plastic Free e di Differenziamoci Differenziando si riuniranno al Parco Lineare Sud per un nuovo evento di sensibilizzazione e raccolta rifiuti. Dopo il successo riscontrato al Lido Comunale durante la giornata nazionale Plastic Free dello scorso 2 ottobre, in cui più di 60 volontari hanno raccolto oltre 120 sacchi di rifiuti ripulendo e riqualificando tutta l’area, la squadra in blu è pronta a tornare in azione in un altro spazio reggino che versa in fortissime condizioni di precarietà. Lo scopo: lanciare un messaggio alla cittadinanza affinché ci si prenda cura anche e soprattutto dei luoghi che si trovano, purtroppo, in stato di abbandono.
Un’azione, quella di domenica, che ci si augura possa servire a dimostrare il forte interesse dei reggini nei confronti di quell’area e portarlo all’attenzione dell’Amministrazione affinché vengano presi i provvedimenti necessari al perfezionamento della restituzione alla città del Parco. L’appuntamento è per domenica 30 ottobre alle ore 09:30 al Parco Lineare Sud, incrocio Via Soccorso. Per partecipare è necessario registrarsi gratuitamente sul sito dell’associazione e cliccare “Partecipa” al link https://www.plasticfreeonlus.it/eventi/2661/30-ott-reggio-di-calabria . Si consiglia di portare con sé dei guanti da lavoro e una borraccia con l’acqua. Tutto il resto dell’occorrente verrà fornito da parte delle associazioni e da Teknoservice, che si ringrazia per la collaborazione. L’evento è autorizzato dal Comune di Reggio Calabria.
Continua ad emozionare “La stanza di Adel” (edito da Santelli lo scorso aprile), il nuovo romanzo di Ruggero Pegna, il noto produttore e promoter musicale con l’altro volto di autore e scrittore eclettico: dalle raccolte di poesia alla satira, ai romanzi. Dopo numerose partecipazioni in diverse rassegne e prestigiosi riconoscimenti, il commovente romanzo, finalista anche al Premio Caravaggio 2022 di Monte Argentario nella categoria “Narrativa d’emozione”, domani alle ore 19:00 sarà presentato nel Chiostro Caffè Letterario di Lamezia Terme. L’incontro è organizzato dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Lamezia Terme, in collaborazione con Open Space Aps, Chiostro Caffè Letterario e Associazione Culturale Muricello, nell’ambito della rassegna “Ormeggi Preview”. Dialogherà con l’autore Antonio Chieffallo, interverranno l’Assessore alla Cultura Giorgia Gargano, Rita Giura di Open Space, la psicologa Tiziana Pirelli, l’attrice – regista Angelica Artemisia Pedatella.
Dopo aver condiviso in “Miracolo d’Amore” la storia della sua improvvisa leucemia fulminante e della miracolosa guarigione grazie al trapianto di midollo donato da una ragazza americana e, come sostiene, alle preghiere della mistica Natuzza Evolo, Pegna ha toccato il tema della pena di morte di un condannato innocente in “La penna di Donney” e quelli del razzismo e dell’integrazione nel toccante “Il cacciatore di meduse”, con protagonista un piccolo migrante somalo sbarcato con la madre a Lampedusa. Ora, con “La stanza di Adel” ha scelto di addentrarsi nel tema dell’adozione, che s’intreccia a quelli dell’essere genitori, della famiglia, dei figli, dell’esistenza stessa; un tema delicato, spesso gravato da burocrazia e difficoltà sia per le adozioni nazionali e, soprattutto, per le internazionali. Una storia di particolare attualità, che stride con le cronache di guerra di questi giorni, anche perché la protagonista è proprio Adeliya, una bimba russa adottata da genitori italiani. Ancora una volta sono la realtà, l’umanità e temi di grande attualità, a trasformarsi in un romanzo del promoter lametino.
“La stanza di Adel” è un libro da non perdere, sia per chi ha vissuto e vive questa stupenda realtà, sia per chi volesse emozionarsi con l’avventura di una genitorialità piena raccontata con sensibilità, delicatezza e senso poetico, a tratti fiabesco. Un padre ripercorre la sua vita tra paure, sogni, speranze e la sofferenza dovuta all’impossibilità di avere un figlio, finché incontra la piccola Adeliya di pochi mesi. Raggiunta la maggiore età, lei decide di tornare nella città natale con il suo ragazzo. Durante l’assenza, preso da sconforto e nostalgia, il padre s’impossessa della sua cameretta e rivive la loro storia, dal desiderio di un figlio fino alla lotta per un’adozione, tra burocrazia e timori, nell’inquieta e incerta attesa del suo ritorno, a tratti come se fosse una favola.
“Non esiste un figlio adottato, ma semplicemente un figlio, a volte portato nel luogo sbagliato da una cicogna sbadata che smarrisce l’orientamento e la destinazione, e che i genitori devono cercare, con coraggio e amore, fino a trovarlo in una qualsiasi parte del mondo!”, dice l’autore, animato dal desiderio di trasmettere ancora una volta forti emozioni legate a storie vere, seppure romanzate dalla sua penna originale e con finali davvero sorprendenti. “A volte la società tende a sottolineare una sorta di diversità nell’essere genitori e figli – conclude – arrivando quasi ad affermare che l’adozione o altre opportunità di creare una famiglia non siano naturali; ma la realtà è ben diversa, l’amore supera ogni schema e convenzione!”.
“La stanza di Adel” è un romanzo capace di avvicinare il lettore ai sentimenti più forti e, forse, di contribuire a dipanare ogni dubbio sull’adozione. E’ un romanzo avvincente dedicato a tutti i bambini, in un momento di grande sofferenza in molti luoghi del mondo, come si legge nella pagina iniziale: “Ai bimbi che siamo stati, a quelli che verranno; a quelli fortunati, sperando che ne siano consapevoli e seminino bene per il mondo; ai bimbi miseri e abbandonati, a quelli malati o affamati, a quelli soli; a tutti i bimbi infelici, feriti, mutilati o uccisi, vittime innocenti di guerre, violenza e abusi; ai tanti bimbi troppo presto uomini, operai, schiavi o soldati, ai bimbi di ogni colore; a padri e madri, custodi delle loro piccole vite; ai bimbi nati per caso, a quelli indesiderati, ai bimbi mai nati!” .
Nuovo sbarco di migranti nel Porto di Roccella Ionica. Nel tardo pomeriggio, dopo un’operazione di soccorso in mare compiuta dalla Guardia costiera di Roccella, si è verificato l’arrivo di 64 profughi di varie nazionalità e tutti di sesso maschile. Tra i migranti diversi minori non accompagnati. Prima di giungere a Roccella i migranti si trovavano a bordo di una piccola barca a vela in avaria intercettata dalla Guardia costiera a circa 20 miglia di distanza dalla costa della Locride. Dopo lo sbarco, i migranti sono stati momentaneamente sistemati nella tensostruttura realizzata tempo fa al Porto di Roccella e gestita dai volontari della Croce rossa e della Protezione civile. Con lo sbarco di oggi è salito a 63 il numero degli arrivi nel solo porto di Roccella dall’inizio dell’anno. (ANSA).
Fondo non autosufficienze: Annalisa Alfano (IdM), “Se vivi al sud resti fuori dall’assistenza ma se abiti al nord puoi avere più di quanto ti spetta. Non è così che si eliminano i divari”.
Ormai dovremmo essere abituati ai continui scippi a cui il Meridione viene, ripetutamente, sottoposto. Ma, stavolta, è più difficile che mai accettare che risorse maggiori vengano destinate alle regioni settentrionali. Lo è perché ad essere privati di quanto dovuto sono i meridionali disabili e non autosufficienti. È il caso del riparto del Fondo non autosufficienze. Non si ha rispetto nemmeno per gli anziani e i giovani che, per svariati motivi, non sono in grado di condurre autonomamente una vita regolare. Il problema non è la carenza di fondi perché le disponibilità ci sono – ben 2,5 miliardi di euro da distribuire tra le Regioni – ma il metodo di ripartizione che, invece di utilizzare i rapporti sullo stato di salute degli italiani elaborati dall’Istat secondo parametri europei, segue criteri di riparto che non colgono in maniera precisa e adeguata la platea dei beneficiari delle prestazioni del Fna (Fondo non autosufficienze).
Questo è quanto emerge da un’analisi della Commissione tecnica dei fabbisogni standard (Ctfs) che ha valutato il riparto dei fondi. La Ctfs, per misurare il problema della non autosufficienza nelle singole Regioni, ha messo a confronto i dati Istat, sulle condizioni di salute degli italiani, con il riparto del Fna, attuato dal precedente governo, ed è venuto fuori che le percentuali del disagio reale nelle regioni meridionali non corrispondono al bisogno riconosciuto dalla ripartizione del fondo. Percentuali che rappresentano persone e che, per perversi calcoli, si ritrovano fuori dall’assistenza riconosciuta mentre al Nord vengono assegnati fondi per un numero maggiore rispetto a quello realmente necessario. Quindi se vivi al Sud resti fuori ma se abiti al nord puoi avere addirittura più di quanto ti spetta. È, ancora una volta, una questione di coordinate geografiche? No, la questione è politica. Una politica assente e disinteressata alle reali esigenze delle persone e dei territori. Da Segretario Provinciale di ‘Italia del Meridione’ e da cittadina del Sud, mi piacerebbe sapere a cosa stessero pensando i parlamentari meridionali mentre il precedente esecutivo, e l’ex ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando, battevano l’ennesimo schiaffo discriminatorio nei confronti del Sud, dei suoi disabili, dei suoi non autosufficienti.
Ma è così difficile capire che sedere tra i banchi del Parlamento significa essere portavoce dei bisogni, delle difficoltà, delle esigenze, dei diritti degli italiani, tutti, che non possono fare altro che affidare le proprie speranze ad una classe politica che vigili con coscienza e responsabilità sulle decisioni governative? Questa triste e sconcertante vicenda del fondo delle non autosufficienze è il risultato di un modus operandi che da decenni sta depredando gli abitanti del Sud di tutto ciò che gli spetterebbe di diritto e che continua, incessantemente, coadiuvato dalla miopia di una classe politica dirigente, probabilmente, senza competenza ma, sicuramente, senza consapevolezza. La consapevolezza che non si può continuare a governare differenziando a discapito di una parte del paese, sempre la stessa.
Per il riparto del fondo delle non autosufficienze può esserci ancora uno spiraglio di luce e di riscatto perché, se è vero che per l’annualità 2022, ormai, il disastro è consumato, qualcosa si potrebbe ancora fare le annualità 2023 e 2024. Questo dipende solo dalla volontà e dal coraggio dei nuovi eletti di opporsi a questo scempio. Quindi mi rivolgo agli attuali parlamentari del Mezzogiorno affinché intervengano con urgenza a restituire dignità a chi già è stato messo a dura prova dalla vita e che, finalmente, si possa attuare quel cambio di marcia che l’Italia del Meridione sta aspettando da troppo tempo. Solo con una reale attenzione e dedizione al Meridione sarà possibile una ripartenza dell’intero Paese Italia.
Catona: consegnato ad Antonio Domenico Siclari il Premio Girolamo Tripodi
Il Premio di Studio “Girolamo Tripodi“, giunto quest’anno alla sua III edizione, ha fatto tappa all‘Istituto Comprensivo “Radice Alighieri” di Catona. Il premio è stato consegnato allo studente Siclari Domenico Antonio della classe 3^ E, che lo scorso anno scolastico è risultato il più meritevole e bisognoso diplomato dell’Istituto Comprensivo di Catona. Erano presenti alla cerimonia i rappresentanti di tutte le classi terze della Scuola Secondaria di I° Grado dell’Istituto Comprensivo.
La cerimonia è stata aperta dalla Dirigente Scolastica avv. Simona Sapone che ha presentato il premio istituito dalla Fondazione Girolamo Tripodi, che ormai rappresenta un punto fermo per la scuola di Catona. La Dirigente ha pronunciato parole di apprezzamento per il lavoro portato avanti dalla Fondazione a favore degli studenti reggini ed ha espresso l’augurio che anche in futuro possa proseguire la proficua e feconda collaborazione che è stata instaurata e che è ormai giunta al terzo anno di iniziative ed attività comuni che vedono protagonista l’Istituto Comprensivo di Catona e la Fondazione Girolamo Tripodi. Prima della consegna del premio è intervenuto Michelangelo Tripodi, Presidente della Fondazione, che era presente insieme alla sorella Maria Concetta, al fratello Ivan e all’avv. Lorenzo Fascì, del Consiglio di Amministrazione.
Michelangelo Tripodi, già DSGA dell’Istituto, ha rivolto un sentito ringraziamento alla Dirigente Scolastica avv. Simona Sapone, sempre disponibile ad accogliere e a sostenere le iniziative portate avanti dalla Fondazione. Inoltre, il ringraziamento è stato esteso ai docenti, al personale ATA, agli studenti e ai genitori della comunità scolastica catonese. Michelangelo Tripodi ha voluto sottolineare che la scelta di premiare gli studenti meritevoli delle scuole reggine rappresenta un indirizzo strategico della Fondazione che sta investendo molto sui giovani proprio perché essi costituiranno la classe dirigente del futuro e proprio, in quanto tali devono acquisire la piena consapevolezza di quello che c’è stato alle loro spalle. In tal senso, attraverso la figura simbolica di Girolamo Tripodi, la Fondazione ritiene necessario promuovere e far conoscere questa storia collettiva della nostra comunità che ha fatto passi da gigante per riscattarsi dalla subalternità, dall’oppressione e dallo sfruttamento. E’ questa storia collettiva che è alla base del progresso e della crescita sociale di un popolo che si è emancipato e liberato da condizioni di arretratezza semifeudale.
Subito dopo si è passati alla premiazione dello studente Siclari Domenico Antonio, della classe 3^ E dell’anno scolastico 2021/2022, risultato vincitore del Premio di studio “Girolamo Tripodi” quale più meritevole e bisognoso diplomato dell’Istituto Comprensivo. La Fondazione e la Scuola hanno espresso un encomio al ragazzo e ai genitori che erano presenti unitamente all’augurio di grandi successi nel successivo traguardo scolastico che il giovane Domenico dovrà affrontare.
Reggio Calabria: lo spettacolo “Cosa dicono i Bronzi” celebra le maestose statue di Riace
Musica, canto, danza, prosa. Una reunion di arti per dare vita a uno spettacolo originale firmato Accademia del Tempo Libero di Reggio Calabria. Il 5 novembre, alle ore 18, l’Auditorium Zanotti Bianco ospiterà questa produzione teatrale dal titolo “Cosa dicono i Bronzi?”, realizzata grazie al “Pon Metro” cofinanziato dall’UE e al Comune di Reggio Calabria, per offrire un omaggio alla città nell’anno del 50enario del ritrovamento, a Riace, dei preziosi guerrieri bronzei del V secolo a.C.
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Tanti i soci che si sono voluti cimentare in questo splendido progetto che costituisce solo una delle innumerevoli attività pensate dall’Accademia, della Presidente Silvana Velonà, che si svolgono nel corso dell’anno sociale. Preziosa la consulenza e partecipazione di artisti e professionisti che da anni lavorano per il sodalizio. Inserito dal Comune di Reggio Calabria nel quadro delle manifestazioni per la celebrazione del 50° anno dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, lo spettacolo dell’autrice Antonia Rigo Festini, sarà a ingresso libero e l’Accademia invita i cittadini a una grande partecipazione. Per la regia di Eugenia D’Africa i Bronzi saranno interpretati da Giuseppe Dieni e Pietro Mafrici; il coro: Marina Amedeo, Mariella Fonte, Maria Ielo, Pina Mangano, Pietro Morabito; la classe in visita: Valeria Scopelliti e l’Accademia Juniores; professore e studenti: Francesco Tassone e Starlight Company Rc; il testimone: Giuseppe Romano; artisti: Francesca Canale, Samuela Piccolo, Alessandro Carere, che offre anche la sua consulenza artistica; le riprese dal vivo che hanno originato i fotogrammi sono di Salvatore Marrari, le scenografie virtuali sono di Maurizio Bascià.
Dallo spettacolo scaturirà un video/filmato didattico che l’associazione consegnerà al MArRc e metterà a disposizione degli istituti scolastici del territorio reggino. La pièce è incentrata, ovviamente, proprio sui due guerrieri che in perfetto stile “Accademia” crea un armonioso connubio tra le arti: teatrale, tersicorea, e musicale, sullo sfondo implicito della storia, la nostra storia… e del nostro presente.
Stazione sperimentale delle essenze, ok dalla Giunta alla convenzione con la Camera di Commercio e la Mediterranea
Il Comune di Reggio Calabria punta sul rilancio della “Stazione sperimentale per le industrie delle essenze e dei derivati degli agrumi”, un luogo simbolo della storia, della ricerca e dell’industria cittadina ospitato in un antico complesso che sorge sul corso Vittorio Emanuele. La giunta comunale, infatti, ha licenziato lo schema di convenzione che, a tale scopo, nelle prossime settimane verrà sottoscritto con la Camera di Commercio e l’Università “Mediterranea”.
L’assessora allo Sviluppo Economico Angela Martino, si è detta «particolarmente soddisfatta per un’operazione che mira a risollevare le sorti di una realtà entrata in crisi negli ultimi venti anni e che può rappresentare un sicuro volano di sviluppo scientifico, industriale, didattico, culturale e turistico per l’intera comunità».
«Siamo ad un punto di svolta», ha affermato la delegata di giunta aggiungendo: «Grazie all’accordo che legherà tre importanti istituzioni cittadine, la Stazione sperimentale potrà tornare ad essere un centro nevralgico per le economie del territorio».
«Il piano di collaborazione – ha spiegato Martino – prevede interventi congiunti finalizzati all’attivazione di un vero e proprio polo di innovazione in grado di gestire, fra le altre cose, una rete istituzionalizzata specializzata per la caratterizzazione e la certificazione delle essenze agrumarie. Attività che riguarderanno tutte le essenze, i succhi e gli altri derivati agrumari, con particolare riferimento al bergamotto, ma non solo».
«Si darà vita – ha proseguito – ad una piattaforma per la ricerca, la formazione, il trasferimento tecnologico mutuabile anche ad altre produzioni agricole ed agroalimentari. Senza contare, poi, la possibilità di organizzare una serie di iniziative di carattere formativo promosse per fornire le conoscenze teoriche e pratiche volte alla qualificazione di specialisti in scienze e tecnologie delle produzioni agrumarie, essenze, profumi o generi alimentari. Importante, dunque, sarà anche il coinvolgimento delle scuole con l’attivazione di corsi per tecnici e la formazione enogastronomica, ma anche e soprattutto delle università che avranno l’opportunità di attingere a percorsi di specializzazione post-laurea in agraria, chimica, biologia o farmacia».
Nella convenzione rientrano, ancora, il rilancio dell’Orto botanico, sito sul viale Calabria, che andrà in gestione per «incentivare le specie maggiormente rappresentative del territorio e che sarà adibito a “campo catalogo del bergamotto”» e di un bergamotteto, sito a Pellaro, che il Comune metterà a disposizione per «sperimentazioni e visite guidate ai fini turistici e didattici».
Considerato, poi, il patrimonio bibliografico e tecnologico custodito nel complesso di Corso Vittorio Emanuele, per l’assessora Martino e gli esperti di Camera di Commercio ed Università si potrà allestire «un museo quale centro di documentazione in grado di valorizzare la storia, i luoghi ed i protagonisti della storia del bergamotto». In questo luogo, si potranno organizzare visite sensoriali «capaci di far “vivere” le antiche modalità estrattive delle essenze, immergendosi in una realtà virtuale tale da sperimentare il connubio tra prodotto, territorio e la sua valenza storico-culturale».
«Insomma – ha concluso – stiamo per chiudere una delle principali linee di mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà, seguite in continuità dal sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, che con la giunta comunale ha colto pienamente l’importanza di valorizzare al massimo un bene con un potenziale enorme sotto tantissimi aspetti. L’intesa raggiunta con Camera di Commercio ed Università rappresenta un elemento di garanzia affinché la Stazione sperimentale delle essenze possa finalmente tornare ad acquisire il ruolo, a lei più consono, di snodo e punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo del territorio. La sinergia istituzionale fondata su intenti comuni di crescita è, sicuramente, l’elemento chiave perché si raggiungano traguardi decisivi per la città che lasceremo alle future generazioni».
La cocaina partiva dal Brasile, veniva stoccata in Svizzera e poi trasportata in Lombardia per essere ceduta ai grossisti tra i quali figura un soggetto albanese di particolare rilievo criminale. È scattata stamani un’operazione della Guardia di finanza che, con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, ha stroncato un traffico internazionale di droga. Su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per 24 persone nelle province di Reggio, Catania, Messina, Vibo Valentia, Salerno, Milano e Pavia: 15 sono finite in carcere e 9 ai domiciliari. Il blitz è il seguito dell’operazione “Magma”, eseguita sempre dal Gico del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e dallo Scico, che nel 2019 aveva portato a 45 arresti e a destrutturare la cosca Bellocco di Rosarno. L’inchiesta di oggi ha confermato la forza e la capillarità, sia nazionale che internazionale, dei narcos calabresi, che continuano a porsi quali interlocutori privilegiati con le più qualificate organizzazioni mondiali. Questo grazie alla disponibilità di ingenti capitali di provenienza illecita e alla spiccata capacità di gestione dei diversi segmenti e snodi del traffico che hanno permesso ai Bellocco di consolidare un ruolo rilevante nel narcotraffico internazionale. La cosca di Rosarno, infatti, secondo l’accusa, si sarebbe servita di preferenziali e collaudati canali di approvvigionamento esteri. Gli uomini del col. Mauro Silvari, comandante del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Reggio, hanno ricostruito i contatti con le organizzazioni che avevano le basi operative in Albania e Brasile. Dal Sudamerica era arrivato in Calabria un esponente dei narcos per incontrare un esponente dei Bellocco e risolvere problematiche legate al pagamento di una partita di cocaina. L’inchiesta avrebbe consentito di scoprire come la cosca producesse in proprio ingenti quantitativi di cannabis curandone poi la lavorazione. Nei mesi scorsi sono state sequestrate 1227 piante di cannabis e 74 chili di droga e due soggetti sono stati arrestati. Le piazze di spaccio siciliane venivano rifornite di droga attraverso appositi corrieri. (ANSA).