L’Ordine dei Medici ed odontoiatri di Reggio Calabria e provincia esprime la sua vicinanza e solidarietà al dottore Francesco Nasso, primario della divisione di Medicina dell’ospedale di Polistena, oggetto di un grave attentato intimidatorio eseguito mediante sei colpi di pistola sparati contro la serranda del suo studio medico sito in Taurianova, da persone non identificate. Un atto vile ed esecrabile che l’Ordine dei medici stigmatizza con tutte le sue forze, proprio perché per l’ennesima volta la classe medica e, in generale, il personale sanitario della provincia reggina divengono bersaglio di violenze gratuite e, in questo caso, di atti criminali. Il dottore Nasso, direttore sanitario dello stesso ospedale fino al dieci agosto scorso, è un medico molto conosciuto nella piana di Gioia Tauro e a lui si riconosce l’impegno e lo spirito di abnegazione mostrati durante l’esercizio della sua professione. In attesa che le Forze dell’ordine facciano luce su questo incredibile episodio di pura criminalità, l’Ordine dei medici rimane vigile nel denunciare i tanti episodi di violenza accaduti in questi ultimi tempi, basta solo ricordare le tante aggressioni ai vari Pronto Soccorso della provincia reggina, compreso quello di Polistena, e si augura, in generale, che possa ristabilirsi al più presto quella atmosfera di armonia, collaborazione e soprattutto umanità che da sempre hanno contraddistinto il rapporto tra medici e pazienti.
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La seconda giornata di eventi de La Biennale dello Stretto si è aperta nella terrazza panoramica del Museo Archeologico di Reggio Calabria, dalla quale può ammirarsi pienamente la vista sullo Stretto con la dirimpettaia città di Messina.
Dopo l’introduzione di Salvatore Vermiglio, componente del comitato direttivo della biennale, e il videomessaggio di Carmelo Malacrino, direttore del museo, è intervenuta Maria Daniela Musarella, Dirigente Scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore – I.I.S. “Augusto Righi” di Reggio Calabria, che ha espresso la massima disponibilità verso il progetto de La Biennale dello Stretto, ritenendola un’iniziativa che presenta prospettive di futuro per le nuove generazioni di studenti.
Subito dopo, Vermiglio ha passato la parola a Ilario Tassone, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria il quale ha ricordato come è iniziato il percorso, nel 2018, di Mediterranei Invisibili, rimarcando “L’evento della biennale segna una tappa che avvierà la creazione di una Fondazione, ossia un laboratorio internazionale permanente che crea occasioni di confronto, di sperimentazione e di analisi del territorio, mettendo assieme professionalità che tra di loro entrano in relazione per proporre soluzioni per la trasformazione del nostro territorio, per valorizzare le eccellenze e quindi emergere nel contesto internazionale per la qualità e per la bellezza. Si tratta di un grande progetto che stiano strutturando grazie alla collaborazione di tutti i colleghi, di artisti e tantissimi architetti che ci hanno creduto e che stanno continuando a lavorare ininterrottamente da mesi. Abbiamo messo su una struttura che si regge sulle nostre forse, senza nessuna bandiera politica, con l’obiettivo di portare qualità sul territorio”. Tassone ha concluso il suo intervento portando i saluti di Tonino Trifoli, sindaco di Riace, ricordando la ricorrenza del cinquantenario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace.
Si avvia così il panel “Le tre Rive”, moderato da Alfonso Femia, curatore della biennale, che ha portato i saluti di Amine Banaissa, docente dell’Università Sorbona di Parigi, per poi invitare Marc Barani, architetto Grand Prix de France, Nizza, al dialogo con Francesca Moraci, curatrice della Biennale, in merito al tema del Mediterraneo, del giardino e delle relazioni tra territorio e acqua. Baroni dopo aver illustrato il tema delle mappe del paesaggio e definito il concetto di Umanesimo Mediterraneo, rivolgendo lo sguardo verso le sagome dei due Bronzi di Riace ha sottolineato la loro valenza simbolica nel contesto della biennale.
Subito dopo l’intervento di Barani, Femia ha invitato al tavolo i membri della commissione del contest Challenge to action under 35, per procedere con la premiazione dei giovani architetti.
Salvatore Greco ha illustrato il significato del trofeo in legno d’ulivo realizzato per l’occasione, Nataliee Rojo e Simonetta Cenci hanno letto le motivazioni della giuria nello scegliere i lavori di Cinzia Didonna, Jessica Comino e Francesco Lucchesi, Stefania Schirò e Egidio Cutillo.
La sfida chiedeva di abbinare una parola d’acqua a un’idea progettuale. Fiumana, fondale, relitto le parole sulle quali i vincitori hanno costruito progetti densi di suggestioni.
Invisibilità, emersione, e soprattutto dimensioni, alternative, un modo di pensare diverso, una progettualità nuova.
I progetti sono della competizione resteranno esposti nei locali del Forte Batteria Siacci di Campo Calabro per tutta la durata della Biennale.
La seconda metà della mattinata ha accolto il panel “Mappe mediterranee”, moderato dal giornalista Giorgio Tartaro, che ha raccolto le testimonianze di due professionisti Luigi Farrauto, co-fondatore 100km Studio, autore Lonely Planet, e Francesco Garofalo, direttore Openfabric, Rotterdam. Farrauto ha esposto, supportato da una sequenza di immagini, l’evoluzione della cartografia spiegandone le origini e le funzioni, e come le mappe nel tempo si siano evolute, da strumento di rilievo del territorio a supporto indispensabile per l’orientamento sul territorio.
Francesco Garofalo ha descritto l’organizzazione urbanistica della città di Genova e il suo rapporto con il mare e le colline, individuandola come città “in salita”, “in pianura” e “giardino”.
La mattinata si è conclusa con la visita al Museo, che ha dato l’opportunità a tanti degli ospiti di ammirare le statue dei due Bronzi di Riace, simboli del Mediterraneo e come affermato da Baroni simbolo dell’Umanesimo Mediterraneo.
Una cosa è ricostruire una città sulle macerie di un terremoto o di una distruzione per aggressione di un nemico esterno. In questi casi si possono effettuare anche modifiche radicali. E Reggio è stata riedificata diverse volte nella sua plurimillenaria storia dopo eventi sismici o devastazioni per attacchi esterni a cominciare da quello del tiranno Dionisio I di Siracusa nel 386 aC.
Tutt’altra cosa è invece sconvolgere una Piazza storica come quella dedicata dai reggini a Giuseppe De Nava senza una specifica necessità o emergenza. E’ un’operazione assurda, di cui si fa fatica a intendere i motivi. E rappresenta un secondo tentativo di distruggere la Piazza, passando dall’orrenda “escavazione selvaggia” che venne neutralizzata da una corale contestazione della città ad uno spianamento altrettanto sconcertante contro cui si sta levando una nuova espressione collettiva di dissenso.
Si parla di Restyling. Ma è una finzione. Infatti non si tratta di restauro ma di vero e proprio stravolgimento della Piazza ideata e realizzata nella fase epica della riedificazione della città dopo il terremoto catastrofico del 28 dicembre 1908 che distrusse il 95% degli edifici esistenti a Reggio e Messina e nelle rispettive aree limitrofe delle due sponde dello Stretto. Una Piazza dedicata peraltro a Giuseppe De Nava, il più autorevole leader politico a livello nazionale che Reggio abbia espresso dal 1861 ad oggi. De Nava svolse altresì un ruolo preminente nella splendida ricostruzione, supportando nei suoi numerosi incarichi di governo l’azione condotta dall’on. Giuseppe Valentino (prima da Assessore e poi da Sindaco) e dall’ing. Pietro De Nava, Responsabile del Piano Regolatore.
Una Piazza su cui fu eretto il pregevole monumento scolpito dall’artista polistenese Francesco Jerace e che fu completata su un lato dall’imponente splendido edificio piacentiniano del Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia e sull’altro dall’edificio dell’Ente Edilizio progettato dall’architetto Camillo Autore. Una piazza armoniosa e legata ad una specifica memoria storica, creata sulle macerie del Rione Santa Lucia raso al suolo dal sisma. Una Piazza la cui configurazione è proporzionata con il nuovo accesso al Corso Garibaldi, prolungato verso Nord sulle macerie del Rione.
Piazza De Nava rappresenta pertanto un orgoglio per il popolo reggino, che non è disposto ad accettare la sua demolizione rimpiazzata da uno spianamento. Il Segretariato Regionale dei Beni Culturali – titolare del Progetto contestato – deve quindi scegliere tra un suo radicale ridimensionamento e un azzeramento. I segnali sinora espressi sono quelli di un arroccamento sugli spalti di Fort Alamo in una posizione di difesa del progetto, accampando inattendibili motivazioni o meglio giustificazioni.
Che senso ha dire che questo disfacimento sia originato dalla volontà di avvicinare il Museo alla Città? Mai sentita una motivazione così avventata, come se davanti all’ingresso dell’edificio di Piacentini ci fosse un muro che ne impedisce l’accesso.
Che senso ha parlare di modernizzazione mentre si cancella la memoria storica della magnifica ricostruzione? Piazza Navona a Roma, Piazza della Signoria a Firenze, Piazza Plebiscito a Napoli, Piazza S. Marco a Venezia – e tante altre – sono testimonianze dell’epoca in cui sono state pensate e realizzate. Qualcuno ha mai pensato di stravolgerle per una presunta “modernizzazione”? Perché deve verificarsi solo per la Piazza De Nava di Reggio?
E che senso ha azzardare la forzatura di uno scontro di vago segno politico tra conservatori tradizionalisti e innovatori illuminati? Io spero vivamente che non prevalga questo estremo tentativo di alterare un dibattito che è super partes. Se prevalesse tale opzione sarebbe un grave oltraggio alla Città e alla sua storia plurimillenaria.
Giornata nazionale del Si all’Aido, Versace: “Onorati di poter ospitare grande evento nazionale”
Lo ha detto il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana Carmelo Versace intervenendo quest’oggi nell’ambito della conferenza stampa di presentazione della Giornata del Si ad Aido, Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, svoltasi quest’oggi nella Sala Perri di Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
All’incontro, insieme al sindaco ff Versace, hanno preso parte la Presidente nazionale Aido Flavia Petrin, il Presidente regionale Nicola Pavone, il Direttore del Centro Trapianti Calabria Pellegrino Mancini ed il sindaco ff di Reggio Calabria Paolo Brunetti.
“La nostra collaborazione con Aido comincia molto indietro nel tempo – ha aggiunto Versace – avere qui oggi i vertici nazionali dell’Associazione, con la presidente Flavia Petrin, significa che c’è una grandissima attenzione per il nostro territorio. Ed è una cosa che ci inorgoglisce davvero e che ci offre un’ulteriore occasione di raccontare le tante cose belle che abbiamo e che a volte passano un po’ in secondo piano. A cominciare dalla straordinaria capacità dei reggini di donare e di donarsi, di fare della solidarietà una bussola per il proprio agire quotidiano. Lo dimostrano i dati delle donazioni sempre in continua crescita, lo dimostra l’attenzione dell’Aido nazionale nei confronti di Reggio e della Calabria, lo dimostra l’ottimo lavoro portato avanti dall’Aido regionale con il suo presidente Nicola Pavone. Siamo davvero felici di questa bella giornata e di questa occasione per il nostro territorio, apriamo il nostro palazzo accogliendo la solidarietà ed il lavoro meritorio di chi quotidianamente si mette a disposizione donandosi per il bene della comunità”.
Campo Calabro (RC). Ieri 30 Settembre il Forte “Batteria Siacci” ha riaperto le porte per ufficializzare la prima edizione de La Biennale dello Stretto.
Architettura, arte, cinema musica e spettacolo hanno animato un luogo rimasto “invisibile” per più di un secolo, infatti il forte, costruito in trincea nel 1888 a difesa dello Stretto, non è mai stato utilizzato ai fini bellici e presto dimenticato e seppellito dal tempo e dalla vegetazione.
La Biennale è stata l’occasione per riportare in luce ambienti ricchi di fascino che in questi giorni hanno ripreso colore tra le calde luci del tramonto sullo Stretto e gli effetti cromatici delle installazioni artistiche.
L’evento di apertura ha avuto avvio con una giornata ricca di dibattiti e narrazioni incentrati sul tema principale della rassegna “Le tre linee d’acqua”.
La cerimonia di inaugurazione, aperta con i saluti istituzionali di Giusy Princi, Vicepresidente della Regione Calabria, ha acceso un vero e proprio confronto tra le istituzioni, i promotori e i curatori dell’evento, moderati dal giornalista Giorgio Tartaro.
Dopo i saluti di benvenuto di Rocco Alessandro Repaci, sindaco di Campo Calabro, la parola è passata al curatore Alfonso Femia che ha illustrato, con un excursus di immagini, l’esperienza di “Mediterranei Invisibili”. Femia ha spiegato che partire da un percorso durato quattro anni indica un approccio diverso rispetto alla contemporaneità che è quella di fagocitare tutto velocemente senza ascoltare, guardare, prendersi il tempo “Il prendersi il tempo nasce da Mediterranei Invisibili e, ancora prima, nel 2014 è stato anticipato alla Biennale di Venezia dove è stato introdotto il dialogo come strumento di progetto e il progetto come strumento di dialogo. Per noi è molto importante che questo tra i tanti atti avvenga in questo contesto”.
Riallacciandosi agli stessi concetti, la curatrice Francesca Moraci, ha posto l’accento sull’opportunità per una politica territoriale urbana “E’ vero che il tempo può essere istantaneo, lungo, infinito, ma noi abbiamo un tempo in cui dobbiamo rispondere con idee e progetti… abbiamo una visione del futuro che è separata dal presente, il futuro è un continuo presente, ormai il tempo del dibattito è superato, abbiamo un tempo del progetto, e se dovessi fare una riflessione su questo territorio direi che il nodo dello Stretto, che non è stato risolto mai, ha in questa occasione il tempo dell’opportunità, ha un progetto che nasce dalla possibilità di mettere assieme più pensieri…”.
Dopo aver ringraziato i presenti, in particolare i giovani studenti del Polo Tecnico Scientifico di Cosenza, Ilario Tassone, presidente OAPPC architetti Reggio Calabria, ha spiegato brevemente come è iniziato il percorso verso La Biennale, rimarcando che non si tratta di un evento straordinario in quanto “Nasce da un percorso lungo e l’obiettivo è far diventare questo evento nella cultura di tutti noi. Questo evento mette una lente d’ingrandimento sull’area dello Stretto, c’è un’attenzione, in questo momento, a livello nazionale se non internazionale su quello che stiamo facendo; quindi, c’è una grossa responsabilità e noi abbiamo un ruolo fondamentale. L’obiettivo è andare al di là dell’individualismo, quindi al di là della città di Reggio o della città di Messina… stiamo ragionando di connessioni che creano relazioni, non semplici collegamenti e questo sta succedendo in questo luogo, con l’architettura, l’arte, le performance, lo spettacolo, la cultura, i progetti”, il presidente Tassone ha chiuso dicendo “Noi in questo progetto ci crediamo tanto e consideriamo di farlo diventare Laboratorio permanete sul territorio dove si possono innescare processi e ragionamenti in cui il sistema rete che abbiamo messo assieme diventi qualcosa di strutturale per portare avanti le eccellenze del nostro territorio con la consapevolezza che siamo il Sud d’Italia ma anche il centro del Mediterraneo”.
Dopo gli interventi dei partner tecnici, sono intervenuti i rappresentanti politici delle istituzioni, Carmelo Versace, Sindaco f.f. Città Metropolitana Reggio Calabria, Francesco Gallo, Vicesindaco Città Metropolitana di Messina e Paolo Brunetti, Sindaco f,f, del Comune di Reggio Calabria, che hanno espresso il loro entusiasmo e la loro disponibilità a continuare a sostenere questa importante occasione di fare rete.
Il palco degli ospiti ha accolto inoltre gli interventi di Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che si è complimentato con gli organizzatori per l’iniziativa rendendo la massima disponibilità dell’Istituzione accademica, e Anna Carulli, Presidente della Fondazione Architetti del Mediterraneo di Messina, già inserita nella partnership.
La cerimonia si è conclusa con gli interventi dello staff organizzativo de La Biennale, il cuore pulsante che ha operato costantemente dietro le quinte per far si che il sogno diventasse realtà. Sono intervenuti raccontando le personali esperienze, Mariangela Cama, del coordinamento generale, Salvatore Vermiglio, del comitato direttivo, Michelangelo Pugliese e Salvatore Greco, del comitato scientifico di Reggio e Francesco Messina, Gaetano Scarcella, Luciano Marabello, del comitato scientifico di Messina.
Alla cerimonia di presentazione del progetto è seguita una carrellata di eventi con prestigiosi ospiti di fama nazionale e internazionale, con i quali sono stati aperti interessanti confronti e dibattiti.
Il primo talk “Esperienze mediterranee” ha ospitato Marc Barani, architetto Grand Prix de France, Nizza, che, in dialogo con Alfonso Femia, ha illustrato con una serie di immagini, il territorio della Costa Azzurra, evidenziandone le potenzialità paesaggistiche e progettuali.
Nel pomeriggio è stata la volta del talk “Sguardi”, moderato da Alfonso Femia e Gaetano Scarcella con il fotografo Marco Introini, docente Politecnico di Milano, Veronica Nicolardi, direttrice di Cortona on the Move e il fotografo Cédric Dasaesson. Mentre il dibattito “La ricerca del cambiamento”, moderato dal giornalista Giuseppe Smorto, ha ospitato Livio De Luca, direttore Cnrs, Parigi, Francesco Cicione, fondatore Harmonic Innovation Hub, Catanzaro e Daniele Di Fausto, Founder Venture Thinking.
La rassegna si è conclusa con “Paesaggi Invisibili”, moderato da Emanuela Genovese, con ospiti il regista e produttore Stefano Savona e il montatore Cristiano Travaglioli, che hanno raccontato le loro esperienze professionali e il rapporto con l’invisibile nella prassi cinematografica.
Le attività di dibattito e confronto che hanno goduto della massima partecipazione di un pubblico non solo addetto ai lavori, si sono chiuse con la Proiezione del cortometraggio “Luisa è al mare”, vincitore del contest internazionale “Son of a Pitch”.
La serata è poi proseguita con la Festa d’Inaugurazione, nel corso della quale gli ospiti hanno potuto gustare pietanze tipiche dell’area dello Stretto e seguire momenti di spettacolo e performance artistiche, con il Teatro in Biennale: Dialogo breve “Ho sognato di morire in guerra e Dio mi ha perdonato…”, adattamento da “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati, con gli attori Antonio Greco e Davide Varone e subito dopo con l’intrattenimento musicale di Alessio Menconi Quartet.
Manca ancora un giorno alla chiusura di Cosmos 2022. Dopo i tre appuntamenti di oggi, è prevista per domani sera, domenica 2 ottobre alle ore 18.00, la chiusura dell’edizione di quest’anno del Festival di divulgazione scientifica promosso dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Per la chiusura al Teatro Cilea di Reggio Calabria andrà in scena il concerto di Nicola Piovani “La musica è pericolosa”.
Il Maestro Piovani, pianista, compositore e direttore d’orchestra, è uno dei più noti autori internazionali di colonne sonore. Al suo attivo vanta collaborazioni con alcuni dei maggiori registi del cinema italiano ed internazionale, vincendo il premio Oscar nel 1999 per le musiche del capolavoro di Roberto Benigni “La vita è bella”. In carriera ha già all’attivo quattro David di Donatello, quattro premi Colonna Sonora, quattro Nastri d’argento, due Ciak d’oro, il Globo d’oro della stampa estera, il Premio Elsa Morante, oltre a due nomination al premio César, il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria al festival Musique et Cinéma di Auxerre.
Appuntamento quindi domenica sera alle ore 18.00 al Teatro Cilea con la cerimonia di chiusura ed a seguire con lo spettacolo del Maestro Piovani. L’ingresso per tutti i cittadini è libero e gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Venerdì 30 settembre si è svolta nel Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria la cerimonia di premiazione del Premio di studio Girolamo Tripodi, relativo all’anno scolastico 2021-2022, giunto quest’anno alla sua III edizione.
Alla presenza di una folta rappresentanza degli studenti delle quinte classi del Liceo, nell’aula Socrates dell’Istituto, è stato premiata la studentessa Martina Maria Tone, risultata la diplomata più meritevole dello scorso anno scolastico.
Alla manifestazione sono intervenuti la prof.ssa Santa Pellicanò, il Dirigente Scolastico prof.ssa Maria Rosa Monterosso, il Presidente della Fondazione Michelangelo Tripodi, accompagnato da Lorenzo Fascì e Maria Concetta Tripodi, componenti del Consiglio della Fondazione, e la studentessa premiata Martina Maria Tone.
Prima della cerimonia di presentazione è stato proiettato il video “GIROLAMO TRIPODI – Storia di un Ideale”, prodotto dalla Fondazione Girolamo Tripodi e curato da Tania Filippone, Cinzia Messina e Maria Concetta Tripodi.
Successivamente, la cerimonia è stata aperta dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Rosa Monterosso
che ha ricordato come – attraverso la figura del senatore Girolamo Tripodi – questa iniziativa intende offrire ai giovani l’opportunità di ritrovare il senso autentico di ideali, che hanno un valore per tutti e non per alcuni. La Dirigente Scolastica ha così proseguito: “in una società come quella attuale, dove domina il concetto di successo individuale, i valori della vecchia cultura contadina, alla quale Girolamo Tripodi ha dato voce, dignità e speranza nel segno dell’emancipazione e della giustizia sociale, rimangono immortali”.
Subito dopo è intervenuto il Presidente della Fondazione Michelangelo Tripodi, che ha voluto ricordare alcuni passaggi salienti del percorso sindacale, politico ed amministrativo di Girolamo Tripodi: tra questi il suo impegno incessante per la legalità e contro la ‘ndrangheta, a partire dalla sua coraggiosa testimonianza nel primo grande maxi processo contro la ‘ndrangheta, svoltosi a Reggio Calabria nel 1978; la sua grande intuizione, che ha anticipato molte battaglie anche recenti per la difesa e la tutela dell’ambiente, con le lotte portate avanti negli anni ottanta del secolo scorso contro la costruzione della devastante megacentrale a carbone di Gioia Tauro; i grandi risultati conseguiti, come Sindaco di Polistena laddove ha instaurato un metodo di buon governo “il Modello Polistena”, apprezzato ed ammirato in tutto il paese.
Inoltre, Michelangelo Tripodi ha tracciato il quadro del lavoro che viene svolto dalla Fondazione, per promuovere e investire sulla crescita dei giovani quale speranza concreta di un futuro migliore per la nostra terra.
E’ poi intervenuta Maria Concetta Tripodi, componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che ha sottolineato l’impegno particolare che Girolamo Tripodi ha rivolto ai giovani, specie nel suo ruolo di Sindaco di Polistena, quando uno dei suoi primi atti fu quello di distribuire gratuitamente i libri di testo a tutti gli alunni delle scuole dell’obbligo della città, unitamente all’impegno per realizzare strutture scolastiche adeguate, decorose e moderne per tutti gli ordini di scuola, dall’Infanzia alla Scuola secondaria superiore. Facendo crescere e potenziando il sistema scolastico polistenese.
In conclusione è intervenuta Martina Maria Tone, la studentessa premiata, che ha detto di essere “molto emozionata nel ricevere questa borsa di studio nel nome del senatore e più volte Sindaco di Polistena Girolamo Tripodi: mi sono lasciata appassionare dalla sua storia di legalità e di libertà, di giustizia e di amore per gli ultimi e credo sempre più che questi valori debbano guidare le tante battaglie che abbiamo bisogno di combattere”.
La Fondazione ringrazia sentitamente la Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Rosa Monterosso che ha dato un contributo determinante per lo svolgimento dell’iniziativa, con l’auspicio di poter proseguire anche in futuro una collaborazione che si è rivelata feconda e proficua.
Nei prossimi giorni proseguiranno le premiazioni negli altri istituti scolastici di Reggio Calabria e di Polistena, coinvolti nei Premi di Studio “Girolamo Tripodi”, destinati agli studenti calabresi, e andranno avanti le molteplici attività in cantiere, tra cui ricordiamo l’impegno perla realizzazione di un documentario sulle lotte bracciantili e delle raccoglitrici di olive della Piana di Gioia Tauro.
In tal modo, la Fondazione intende mantenere viva la memoria di una grande storia collettiva, nella quale Girolamo Tripodi ha avuto un ruolo da protagonista, che va recuperata e valorizzata e che ha rappresentato una straordinaria stagione di riscatto delle classi umili e diseredate della Calabria e del Mezzogiorno.
San Ferdinando: officina meccanica abusiva sequestrata dai Carabinieri
L’ampia azione di contrasto condotta dai Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, nel corso della stagione estiva appena trascorsa, ha permesso di porre in essere una serie di attività volte a contrastare vari illeciti penali e violazioni amministrative ricadenti in diversi settori, tra i quali quello della tutela ambientale e dell’abusivismo commerciale.
In tale quadro, rientra l’attività di polizia posta in stretta sinergia tra i carabinieri della Stazione di San Ferdinando e il Comando della Polizia Locale, che attraverso una serie di controlli a diverse attività commerciali sul territorio, ha permesso di riscontrare varie irregolarità.
In particolare, rientra in ultimo il controllo a un’officina meccanica risultata abusiva a San Ferdinando, determinando sanzioni nei confronti del titolare per un ammontare di oltre 7.000 euro.
Nello specifico, da una prima attività ispettiva gli operanti hanno riscontrato la presenza di un immobile con una rudimentale copertura in lamiere coibentate, e dai successivi accertamenti è emerso che l’esercizio commerciale fosse privo di qualsiasi titolo autorizzativo, non risultando l’iscrizione sui registri della Camera di Commercio e all’Albo delle Imprese Artigiane.
Da contestuale identificazione dell’esercente l’attività, inoltre, è stata constatata la mancanza della Segnalazione Certificata d’Inizio Attività al Comune di San Ferdinando mentre da un controllo più approfondito degli ambienti entro i quali veniva svolta l’attività lavorativa, sono state rinvenute tre autovetture in stato di riparazione, una delle quali, risultava sprovvista di assicurazione parcheggiata sulla pubblica via, sottoposta a sequestro amministrativo dai militari dell’Arma.
Constatata anche l’assenza del registro di carico e scarico dei rifiuti prodotti nonché dell’idoneità sanitaria dell’attività.
Gli esiti dei controlli, hanno determinato nel complesso la contestazione degli illeciti e delle sanzioni oltre che il sequestro amministrativo delle attrezzature nella disponibilità dell’officina in attesa della successiva confisca.
Non si arresta l’attività dell’Arma, volta al controllo dell’esercizio delle attività commerciali in totale difformità delle norme sulla sicurezza, sulla salute pubblica e ambientale, al fine di tutelare il rispetto della normativa vigente e la pubblica incolumità.